Cominciata il 20 marzo 2020, questa rubrica
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Aldo Grasso: «Che terrore le pulci
di Stefano Lorenzetto!» (Corriere della Sera)



«Io, tutti quelli che amo, li rimprovero
e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti»

Apocalisse (3, 19)


Blair governerà in contemporanea mondiale
Dall’Ansa: «Arriva la Silvio Berlusconi Editore. La nuova casa editrice, che nasce all’interno del Gruppo Mondadori con l’intento di concentrarsi sul pensiero liberale e democratico, debutterà il 5 settembre con un saggio di Tony Blair sull’arte di governare in contemporanea mondiale». I casi sono due: o il libro esce in contemporanea mondiale oppure Blair si appresta a girare il remake del Grande dittatore di Charlie Chaplin.
[25 giugno 2024]

Cruciani e Morvillo si confondono su Guido Barilla
«E poi c’è stato il caso Barilla, finito nei manuali di comunicazione in America. Pietro Barilla disse che non avrebbe mai fatto uno spot con una famiglia gay», rievoca Giuseppe Cruciani, conduttore della Zanzara a Radio 24, intervistato da Candida Morvillo sul Corriere della Sera. Ricordano male entrambi. Quel caso scoppiò nel 2013, quando Pietro Barilla era già morto da 20 anni. Infatti a pronunciare la frase (e subito dopo a pentirsene) fu il figlio, Guido Barilla.
[1° luglio 2024]

L’Unità resuscita Amedeo Matacena
Il sito dell’Unità si occupa di Alessandra Canale, «l’ex “signorina buonasera” che ha vinto la causa contro la Rai» e ha ottenuto di essere «risarcita per danno di immagine»: «Alessandra Pimpinella, questo il suo nome all’anagrafe, è stata a lungo legata all’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, attualmente latitante a Dubai e dal quale nel 1995 ha avuto un figlio». Attualmente Matacena è latitante nell’aldilà: è morto nel 2022. Una prece. Anche per L’Unità.
[18 giugno 2024]

La Ditta dei Windsor filtrata dal whisky
Enrica Roddolo sul sito del Corriere della Sera: «Non a caso, un anno fa all’incoronazione del fratello re, sul punto della Firm, della Ditta dei Windsor, più snella che da sempre era stato un cardine del principe Carlo, aveva detto che per lei la Firm era già fin troppo ridotta ai minimi termini». Quando il whisky scozzese è di pessima qualità.
[24 giugno 2024]

Belpietro coniuga male il verbo del nome collettivo
In un suo editoriale, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, parla di «quel tal Aboubakar Soumahoro che la coppia Bonelli e Fratoianni hanno portato in parlamento con la lista Alleanza Verdi e Sinistra». Il soggetto della frase è la coppia, che, in quanto nome collettivo, richiedeva il verbo coniugato al singolare: «ha portato». In un altro editoriale, Belpietro ricorda che «gli addii dell’ex presidente di Alleanza nazionale e dell’uomo che per primo ha avuto l’intuizione di rappresentare la questione settentrionale datano più di un decennio fa». Come precisa il dizionario Treccani, il verbo datare «con uso intransitivo, poco corretto ma ormai diffuso», nel significato di «avere inizio, decorrere», richiede la preposizione da: «datano da più di un decennio».
[22 giugno 2024]

Essere «onorato a» nel dizionario non esiste
Titolo dal sito del Giornale: «“Se Trump vincerà, sarei onorato a lavorare ancora con lui”. Parla Mike Pompeo». Ci si può sentire onorati di o per qualcosa. Per essere onorato a, bisogna prima modificare il dizionario.
[25 giugno 2024]

L’esemplare chiarezza di Marco Travaglio
Editoriale del direttore Marco Travaglio sulla prima pagina del Fatto Quotidiano: «Violante al passo di Leonardo e Veltroni invitano al “dialogo”». Tutto chiaro.
[22 giugno 2024]

La Repubblica dedica una pagina all’«Augmetin»
La Repubblica dedica un’intera pagina all’Augmentin, con il titolo «Antibiotico di marca il farmaco introvabile. “Il generico è identico ma nessuno lo vuole”». È talmente di marca e famoso che nel sottotitolo viene chiamato «Augmetin».
[25 giugno 2024]

La moglie accoltellata ha ferite da taglio, strano
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Roma, accoltella la moglie e s’impicca in casa: la donna ricoverata con varie ferite da taglio». Se è stata accoltellata, ci pare difficile che potessero essere ferite d’arma da fuoco.
[26 giugno 2024]

Il computer del Sole 24 Ore venuto dal futuro
In un dotto articolo scientifico sul Sole 24 Ore, Giacomo Falcucci, reduce dall’Università di Harvard, tratta di spugne di vetro, fibre di silice, geometria digitale e di «un particolare metodo numerico, quello dei Lattice Boltzmann: la scrittura e l’ottimizzazione del codice di calcolo hanno richiesto anni di lavoro: una volta pronto il codice, abbiamo condotto simulazioni che hanno impegnato il super computer Marconi100 per milioni di ore di calcolo». Deve trattarsi di un computer venuto dal futuro, visto che un solo milione di ore equivale a più di 114 anni.
[18 giugno 2024]

Romain Bardet ha 33 anni, non 23
Didascalia dal Corriere della Sera: «Romain Bardet, 23 anni, taglia il traguardo di Rimini davanti al belga Van der Broek nella prima tappa del Tour». No, Bardet di anni ne ha 33, è scritto pure nel servizio.
[30 giugno 2024]

Tra Infantino e Altobelli è nato l’amore
«La mia passione azzurra», è il titolo con cui La Stampa richiama un testo scritto da Gianni Infantino. L’occhiello recita: «Presidente Fifa, cittadino svizzero, e l’amore nato con Altobelli». A quando i fiori d’arancio?
[28 giugno 2024]

«Il delitto di Anna», ma Anna è la vittima
Titolo dal Corriere della Sera: «Il delitto di Anna, il gip esclude la premeditazione». Il problema è che Anna Sviridenko è la vittima, a strangolarla a Modena è stato l’ex marito Andrea Paltrinieri. La sbrigativa sintesi fa sembrare invece che sia stata la poveretta a compiere un delitto.
[14 giugno 2024]

Belpietro a corto di punti interrogativi
Conclusione di un editoriale di Maurizio Belpietro sulla Verità: «Se il governo di Giorgia Meloni ha visto confermato il mandato dopo un anno e mezzo, in Europa ci deve essere chi lo rappresenta, non chi vi si oppone. Altrimenti a che serve chiedere il parere degli elettori. E soprattutto a che servono l’Europa e i Consigli europei». A occhio, diremmo che gli ultimi due periodi difettino di punti interrogativi.
[14 giugno 2024]

Kononenko, il primo astronauta che gioca nell’Inter
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Il record di Oleg Kononenko: è il primo astronauta ad aver passato oltre mille giorni nello Spazio». Occhiello: «Il giocatore dell’Inter». Il famoso caos cosmico.
[8 giugno 2024]

La Verità e il rimpasto «dentro» il governo
Titolo dalla prima pagina della Verità: «Alessandro Campi. “Dopo il voto prevedo il rimpasto dentro il governo”». Esiste anche il rimpasto fuori?
[3 giugno 2024]

Muoiono in due, ma il verbo è coniugato al singolare
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Schianto nella notte sulla Palermo-Sciacca. Muore una donna di 20 anni e un bimbo di appena 16 mesi». I soggetti sono due, quindi il verbo andava coniugato al plurale: «muoiono».
[23 giugno 2024]

Le cappelle? Filiali religiose del Gay pride
«È proprio opportuno aprire i luoghi di culto a gruppi e gruppetti i quali, con la scusa dell’inclusione e della non discriminazione, finiscono poi per manipolare il Vangelo, sostituendolo con la Bibbia queer (pubblicata nel 2023), trasformando di fatto chiese e cappelle in filiali religiose del Gay pride?», si chiede Fabrizio Cannone sulla Verità. Ecco, dato l’argomento, avremmo evitato il secondo sostantivo.
[5 giugno 2024]

Avviso ai lettori. Per qualche puntata le Pulci di notte salteranno (è il loro mestiere). A presto!

Il Papa, Martínez-Brocal e la porpora a Parolin
In un estratto del libro di Javier Martínez-Brocal – la cui traduzione italiana edita da Marsilio è stata anticipata dalla Repubblica – basato su un’intervista con papa Bergoglio incentrata soprattutto sul suo predecessore Benedetto XVI, il corrispondente del quotidiano madrileno Abc interroga il Papa a proposito dello scandalo dei documenti riservati filtrati alla stampa nel 2012. «Tra le vittime ci fu anche l’allora cardinale Pietro Parolin, volevano impedire la sua nomina a segretario di Stato», spiega Francesco. Ma l’ecclesiastico veneto nel 2012 non era cardinale, bensì arcivescovo, nunzio apostolico in Venezuela. Sarebbe stato nominato da Bergoglio suo segretario di Stato soltanto l’anno successivo e avrebbe ricevuto la porpora nel 2014. Che il Pontefice, 88 anni il prossimo dicembre, si sia confuso è del tutto comprensibile, ma sorprende non poco che del lapsus papale non si siano accorti né il vaticanista spagnolo autore del libro, che per di più è membro numerario dell’Opus Dei, né successivamente i redattori delle due case editrici, iberica e italiana, né infine quelli del quotidiano romano.
[17 giugno 2024]

Montesquieu, più spirito di vino che delle leggi
Passi scelti da un editoriale di Montesquieu sulla Stampa: «Difesa accanita di quel di una Costituzione»; «miopia spesso strabica»; «Costituzione dei primo decenni»; «quindi, per, radicale abiura»; «corso salviniano della lega»; «espropriato a partire, nientemeno, delle funzioni». Dallo Spirito delle leggi allo spirito di vino.
[15 giugno 2024]

Il diciannovesimo anno di un mandato quadriennale
Paolo Lepri nella rubrica Facce nuove sul Corriere della Sera: «“Ci saranno implicazioni giuridiche, politiche e pratiche”, ha aggiunto il fedelissimo di Abu Mazen, l’ottantantottenne leader giunto al diciannovesimo anno del suo mandato quadriennale alla presidenza della Anp». La famosa macchina del tempo.
[8 giugno 2024]

Belpietro alla guerra fra congiuntivo e concordanza
Incipit dell’editoriale del direttore Maurizio Belpietro, sulla prima pagina della Verità: «Ci sono molte buone ragioni per ritenere che l’elezione diretta del presidente del Consiglio potrebbe risolvere il trasformismo di cui da sempre il nostro Paese è vittima». O «possa risolvere»? Secondo periodo: «Consentirebbe agli italiani di scegliere da chi farsi governare, senza lasciare che a deciderlo sia il capo dello Stato o i partiti». Per una volta che il congiuntivo è azzeccato, risulta sbagliata la concordanza, considerato il soggetto plurimo: «siano il capo dello Stato o i partiti».
[17 giugno 2024]

Sarcina moltiplica il lago di Lucerna
Incipit di Giuseppe Sarcina, inviato del Corriere della Sera a Burgenstock: «Vladimir Putin non ha inviato nessuno qui, tra le montagne e i laghi di Lucerna». Ci pare che a Lucerna ce ne sia un solo, denominato «lago dei Quattro Cantoni».
[16 giugno 2024]

«Conte non schioda»: è diventato falegname?
Titolo dalla Verità: «Pure i Verdi europei scansano il M5s / Ma Conte non schioda». Il verbo transitivo schiodare significa «privare dei chiodi, aprire togliendo i chiodi». Poiché il leader del Movimento 5 stelle non è un falegname, andava obbligatoriamente usata la forma intransitiva pronominale schiodarsi, che in senso figurato e colloquiale sta per «alzarsi, muoversi; staccarsi, spostarsi». Quindi: «Ma Conte non si schioda».
[13 giugno 2024]

Giusi Fasano e i dolori del periodo ipotetico
Incipit di Giusi Fasano sul Corriere della Sera: «Segnatevi questa data: 19 giugno 2024. Quel giorno la Corte costituzionale riprenderà fra le mani un argomento che aveva trattato nel 2019, dopo il caso del suicidio assistito in Svizzera di Dj Fabo. All’epoca scrisse una sentenza epocale per il nostro Paese. In sostanza i giudici dissero che sì, chi lo avrebbe richiesto avrebbe potuto spegnere il cuore con dolcezza, ma a quattro precise condizioni». Ce ne sarebbe una quinta, imposta dal periodo ipotetico, per non impressionare i docenti d’italiano cardiopatici: «Chi lo avesse richiesto» (congiuntivo trapassato) «avrebbe potuto» (condizionale passato).
[10 giugno 2024]

Vian retrodata la nomina dell’arcivescovo Viganò
Giovanni Maria Vian tratta sul Domani del caso dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò e incorre in un lapsus quando scrive che il diplomatico vaticano avversario di papa Bergoglio venne nominato segretario generale del Governatorato vaticano già nel 1992: la data è invece il 2009. Nel 1992, come si legge nello stesso articolo, il prelato fu ordinato arcivescovo e divenne nunzio apostolico della Santa Sede in Nigeria, passando successivamente in Segreteria di Stato come delegato per le rappresentanze pontificie e solo in seguito al Governatorato, prima di concludere la sua carriera come nunzio apostolico a Washington.
[30 giugno 2024]

Veronica Gentili un tanto al chilo
Veronica Gentili nella rubrica Facce di casta sul Fatto Quotidiano: «Nel corso di una discussione sull’autonomia differenziata, il deputato del Movimento Cinque Stelle Leonardo Donno, ha optato per una protesta icastica». Complimenti per la virgola tra soggetto e verbo. Più avanti: «La reazione è stata un’esplosione di furia iconoclasta in numerosi deputati della maggioranza (non solo in quelli della Lega, notoriamente in polemica con il tricolore, ma anche in quelli di FdI e di FI, che della nazione sovrana si dichiarano paladini), i quali si sono avventati non solo sulla bandiera ma anche su colui che la portava». Repetita iuvant. E poi: «Un parlamentare del Carroccio che punti a farsi un nome non può che spararla grossissima, puntando ad emulare il nuovo punto di riferimento della Segreteria». Quando si dice tenere il punto. Infine: «Domenico Furgiule, deputato leghista (...) E così ha fatto Furgiuele, vaneggiando». O l’uno o l’altro.
[17 giugno 2024]

Colpi di calore in Arabia e a Libero
Libero parla dei pellegrinaggi a Mecca e Medina, obbligatori per gli islamici: «Le celebrazioni quest’anno, però, si svolgono in piena estate, in una delle regioni più calde del mondo. L’anno scorso sono stati registrati più di 10.000, tra cui il 10% di colpi di calore». Tutto chiaro.
[17 giugno 2024]

Pelati confonde Mura Aurelie e Aureliane
Nella cronaca romana del Corriere della Sera, presentando un «percorso ciclopedonale» tra le stazioni ferroviarie di San Pietro e Valle Aurelia, l’ennesimo cantiere che si apre in vista del giubileo, Manuela Pelati scrive di una «vista panoramica sul quartiere, le Mura Aureliane e la cupola di San Pietro», ma confonde la cinta cinquecentesca delle Mura Aurelie con quella del III secolo, ben più celebre, che appunto prende il nome dall’imperatore Aureliano. «Annamo bene», avrebbe commentato la Sora Lella.
[30 giugno 2024]

Con 190.000 lire nel 1955 non compravi una casa
Mario Bernardini, figlio di Sergio, che fu patron della Bussola, storico locale della Versilia, intervistato da Chiara Maffioletti del Corriere della Sera racconta il modo in cui suo padre arruolò Renato Carosone: «Allora i cantanti prendevano 60 mila lire a serata. Mio padre ne offrì 190 mila. Il costo di un appartamento di allora. Aveva rotto il mercato». Carosone inaugurò la stagione estiva della Bussola nel 1955 e 190.000 lire dell’epoca, rivalutate secondo l’indice Istat, corrispondono a 3.293 euro di oggi, con i quali, più che comprare un appartamento, puoi a malapena far tinteggiare due stanze.
[13 giugno 2024]

Quirico fa indossare la redingote al compagno Breznev
Domenico Quirico sulla Stampa: «Guardavamo, nel Novecento, il corpo e la maschera di Leonid Breznev esposti come un oggetto inerte sulla balaustra della piazza Rossa. Ti veniva voglia di metter la mano nella redingote per sentire se il cuore batteva regolarmente». Tralasciando il tempo imperfetto del verbo (batteva) anziché congiuntivo (battesse), riteniamo altamente improbabile, per non dire impossibile, che il segretario del Pcus si sia mai affacciato al terrazzo del Cremlino vestendo la giacca lunga fino al ginocchio indossata come soprabito nel Settecento e nell’Ottocento, detta anche finanziera perché era la divisa d’ordinanza degli uomini di finanza e dei banchieri, cioè dei capitalisti odiati da Breznev. Aggiunge Quirico: «Se l’America pretende di dettare la linea, di scegliere i buoni e i cattivi, ha il dovere di restare fedele al mito tutto in stampatello». O in maiuscolo? [15 giugno 2024]

Al Sole 24 Ore sbagliano le percentuali
Sergio Fabbrini nell’editoriale di prima pagina sul Sole 24 Ore: «Tuttavia, se nel 2019, le due destre (Conservatori europei e Identità e Democrazia) avevano ottenuto, insieme, 118 seggi, con le elezioni del 2024 ne hanno ottenuti 131. In percentuale, si tratta di un aumento dell’1,5 per cento». Non ci pare proprio: l’incremento è dell’11 per cento.
[16 giugno 2024]

Il «più male» di Panebianco
Angelo Panebianco parla della Cina in un editoriale sul Corriere della Sera: «Più male riescono a fare agli occidentali e meglio è per l’impero celeste». Nell’espressione più male evidentemente male va inteso come sostantivo ma, pur corretta, la frase è brutta e sarebbe stato meglio scrivere: «Maggior male riescono a fare agli occidentali e meglio è per l’impero celeste».
[14 giugno 2024]

Ma quanti sanno che Bechis dirige Open?
Titolo della Verità per un editoriale del direttore Maurizio Belpietro: «D’Alema in affari con Tirana strappa un colloquio al Colle: “Per te sempre volentieri”». Sommario: «Secondo “Open”, Baffino gestisce investimenti in Albania». Ma nel testo Belpietro non parla di Open, si limita a citare Franco Bechis. Quanti sapranno che è l’attuale direttore del giornale online fondato da Enrico Mentana? Traballante anche la punteggiatura del periodo in questione, riferito a D’Alema: «Infatti, mentre sul Colle gli viene steso il tappeto rosso, a Tirana, dove secondo Franco Bechis, avrebbe aperto una società di consulenza per favorire gli investimenti, ha le porte spalancate». Dopo Bechis non serviva la virgola.
[3 giugno 2024]

Gli sfondoni del coltissimo Mephisto Waltz
Il coltissimo Mephisto Waltz nella sua rubrica sul Sole 24 Ore si occupa del «Premio Nobel Claudia Sheinbaum». La neoletta presidentessa del Messico non ha mai vinto l’ambito riconoscimento: ha solo avuto un ruolo nell’Intergovernmental panel on climate change, al quale è stato conferito il premio Nobel per la pace nel 2007. Più avanti, Waltz ne parla come della «candidata di “Fuerza y Corazón por México”, come dire Dio, padre e famiglia». Semmai sarà Dio, patria e famiglia. Poi cita «due donne, la Giorgia nazionale e Elly Schlein, di colpo sugli scudi, a sorpresa persino dei compagni di viaggio». Abbiamo visto esempi di genitivo meno pedestri. Infine il povero diavolo osserva che «Renzi dovrebbe cambiar modi, togliersi quell’aria beffarda da “toscanaccio” (che Montanelli al contrario magistralmente porgeva) e gli ammiccamenti in telecamera, che a suo tempo affondarono Fanfani». Nelle tre o quattro occasioni in cui ci capitò la fortuna di sedere a tavola con Indro Montanelli, il grande giornalista ci è sempre sembrato garbato e prudente nell’eloquio, quasi timido. Tuttavia temiamo che non si sarebbe trattenuto dal dare del bischero a Mephisto Waltz.
[16 giugno 2024]

La Verità è «in fissa»: avvisate i dizionari
Titolo dalla Verità: «L’Europa è in fissa con le auto elettriche ma non sa nemmeno quanta CO2 emettano». Il Grande dizionario della lingua italiana di Salvatore Battaglia non registra né il sostantivo fissa né tantomeno la locuzione in fissa, ma solo «idea fissa, pensiero fisso: fissazione, monomania, ossessione, allucinazione» e «prendere la fissa: andare soggetto a una fissazione o a un’infatuazione». Fissa è presente come sostantivo nello Zingarelli 2025 quale forma familiare: «Pensiero fisso, idea ossessiva, fissazione: avere una fissa». Per cui essere in fissa pare oggettivamente difficile.
[31 maggio 2024]

Enrica Roddolo s’inventa la «Carta Magna»
Incipit di Enrica Roddolo sul Corriere della Sera: «Ottobre 2023. Leonor di Borbone giurava sulla Costituzione, la Carta Magna della Spagna». Ma non si chiamava Magna Carta (propriamente Magna charta libertatum)?
[15 giugno 2024]

Cauto ottimismo dai tempi lunghi
Sempre Enrica Roddolo a proposito della principessa Kate: «Poiché i tempi di recupero saranno ancora lunghi, ma la lettera induce a un cauto ottimismo». Logica vo cercando.
[9 giugno 2024]

Per Roma Today la battigia è la banchina
Roma Today, testata online, pubblica la foto di un’auto in spiaggia con il muso semiaffondato nell’acqua e titola: «Auto in mare: trovata vettura sulla banchina della spiaggia». A giudicare dalla foto ci sembra che l’auto si trovasse sulla battigia, o sul bagnasciuga, per i nostalgici. Di sicuro non sulla banchina.
[1° giugno 2024]

Quando il doppiopetto «smaltisce» le magre
«Il capo che non bisogna assolutamente avere, per non rischiare di usarlo?», chiede Elvira Serra, intervistando il giornalista Carlo Rossella, pluridirettore emerito, sul Corriere della Sera. Risposta dell’arbiter elegantiarum: «Per l’uomo, gli abiti a quadretti: orrendi. Per le donne, l’abito più difficile da portare è il tailleur, eppure molte si ostinano. Il doppiopetto, poi, smaltisce le magre, ma le altre...». Immaginiamo che Serra intendesse scrivere «smagrisce». Ma non sono già magre? Ok, via, smaltirle in doppiopetto nel cassonetto!
[20 giugno 2024]

Belpietro ha un conflitto d’interessi con il congiuntivo
Maurizio Belpietro, direttore della Verità, appare in conflitto d’interessi con il congiuntivo. Ecco quattro indizi da un suo editoriale. «Per noi è sempre stato chiaro che le cose stavano così». O stessero? «La propaganda grillina a lungo ha insistito sul fatto che gli incentivi a carico dello Stato avevano fatto ripartire l’economia italiana». O avessero? «Ma il problema non è se l’edilizia è ripartita grazie al 110%». O sia? «Il tema è se i soldi pubblici, perché di questo si tratta, sono stati ripagati dalle tasse». O siano?
[19 giugno 2024]

La concordanza secondo Lina Palmerini
Incipit di Lina Palmerini nella rubrica Politica 2.0 sul Sole 24 Ore: «C’è il recordman di preferenze, l’ex sindaco di Bari Decaro, il Governatore Bonaccini, i sindaci Nardella e Ricci». Essendo quattro, diremmo che ci sono, più che c’è. Sempreché la concordanza abbia ancora un senso.
[12 giugno 2024]

Il Giornale fa entrare la Norvegia nell’Ue
Magari il capo degli esteri del Giornale, o il suo vice, o comunque un caporedattore, un vicedirettore o il direttore, che dà il «visto si stampi» alle pagine, dovrebbero sapere quali sono i 27 Stati che compongono l’Unione europea. Pia illusione. Titolo di pagina 12: «I tank di Israele dentro Rafah. Dall’Ue tre “sì” alla Palestina». Sommario: «Spagna, Irlanda e Norvegia riconoscono lo Stato arabo». Peccato che la Norvegia non si sia mai sognata di aderire all’Ue.
[29 maggio 2024]

La Stampa trasforma Acqui Terme in «Aqui»
Sulla Stampa, Paolo Varetto intervista Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio di Torino, che parla del padre Emilio, pilota nella Mille Miglia del 1948, l’ultima disputata da Tazio Nuvolari: «Si era laureato per un pelo prima di andare a militare, ufficiale di cavalleria. E prima di unirsi ai partigiani per un pelo non era finito prigioniero dei tedeschi ad Aqui». Sull’eccesso di pelo non mettiamo becco, ma ci risulta che persino in Piemonte il paese in provincia di Alessandria sia Acqui Terme, con la c.
[10 giugno 2024]

«Non possiamo esserlo», ma non si sa che cosa
Titolo dalla Verità: «“Non mi sono offeso, ho riso tanto”». Sommario: «L’attivista Lgbtq: “Mi stupisce che qualcuno si sia risentito per le parole ai vescovi. Siamo stati per decenni la comunità che scandalizzava, non possiamo esserlo noi”». Esserlo cosa?
[29 maggio 2024]

Open e il concerto della Fisarmonica della Scala
Titolo dalla pagina Facebook di Open: «Milano, cancellato per il nubifragio il concerto della Fisarmonica della Scala in Piazza Duomo». Non ci sono più le orchestre di una volta.
[10 giugno 2024]

Il Giornale va a spanne sulla morte di Rosalina Neri
Sul sito del Giornale, Cristina Balbo annuncia che è morta Rosalina Neri, «la Marylin Monroe italiana». Riferisce Balbo (le segnaliamo che si scrive Marilyn): «Classe ’27, Rosalina Neri nasce ad Arcistate, nel cuore di Milano». L’attrice e cantante nacque ad Arcisate (non Arcistate), che non si trova certo nel cuore di Milano bensì in provincia di Varese. Aggiunge Balbo che Neri «incontrò davvero Marylin, una mattina all’alba e per caso, quando viveva a New York, insieme al suo compagno, l’impresario direttore d’orchestra jazz Jack Hilton». Lo ha confuso con la catena alberghiera: in realtà si chiamava Jack Hylton, pianista e compositore inglese che con Neri ebbe anche una relazione, da cui nel 1965 nacque Angela. Balbo viene comunque superata in sciatteria dalla sua collega Sara Chiappori, che sul sito della Repubblica scrive della defunta: «Nel frattempo perde la testa per Jack Hilton, impresario discendente della dinastia degli alberghi». Ma l’americano Conrad Hilton, magnate dell’hôtellerie, non c’entrava nulla con il britannico Jack Hylton.
[6 giugno 2024]

Merlo promuove il colonnello Buttiglione a generale
Sul Foglio, il vicedirettore Salvatore Merlo cita «il Generale Rambaldo Buttiglione, uscito in vestaglietta dalla fantasia di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni». Lo ha promosso: il personaggio radiofonico interpretato in Alto gradimento da Mario Marenco era colonnello.
[6 giugno 2024]

Il gender dilaga: arriva la «presidente»
Dal sito del Corriere della Sera: «Claudia Sheinbaum ha vinto: è la prima donna a diventare presidenta del Messico». Il gender dilaga. (Benché nella lingua spagnola esista il sostantivo femminile presidenta, in italiano il femminile di presidente rimane presidente o presidentessa, come specifica Lo Zingarelli 2025).
[3 giugno 2024]

Su 7 le posizioni dello yoga diventano asma
Sul settimanale 7, Irene Inzaghi intervista Ludovico Tersigni, attore in Skam Italia, ex conduttore di X-Factor, ora scrittore. Domanda: «Ha approcciato alla meditazione, ma, in India in particolare, si è avvicinato ad una disciplina precisa». Ecco, da uno scrittore ci saremmo aspettati il rifiuto di rispondere a una domanda che ignora il verbo intransitivo pronominale approcciarsi: «Si è approcciato alla meditazione», era la forma corretta. Del resto, a un successivo quesito («Ad oggi, cosa significa per lei stare bene?»), Tersigni replica in modo surreale: «È una domanda che richiede troppo tempo per spiegarlo». Comunque, con la fattiva partecipazione di Inzaghi, l’attore divenuto scrittore ci tiene a farci sapere quanto segue: «Ho iniziato a fare Iyengar Yoga, diverso dallo yoga commerciale portato in Occidente. Si tende a mantenere le Asma (posizioni, ndr) per un periodo di tempo prolungato». Dovendo escludere una condizione morbosa caratterizzata da intensa difficoltà respiratoria, riteniamo che volesse parlare degli āsana, termine sanscrito usato per designare le posizioni dello yoga.
[13 giugno 2024]

Lombardia e Veneto per Salvini sono Nordovest
L’Ansa fa parlare Matteo Salvini: «“Vannacci, contestato e vituperato da mezzo mondo, ha preso da solo mezzo milione di voti col record nel Nord-Ovest”: così il leader della Lega. “Quando ho candidato Vannacci dicevano che ero un fesso e che la base si sarebbe rivoltata. Ma questo mezzo milione di voti, che arrivano in buona parte da Lombardia e Veneto, arrivano dall’elettorato della Lega e non solo” ha aggiunto». Non sarà fesso, ma di sicuro gli servono ripetizioni di geografia: se il record è stato nel Nordovest, i voti sono arrivati in buona parte da là, non dal Nordest (per l’esattezza 186.966 contro 142.704, il 31 per cento in più).
[10 giugno 2024]

Quando in sala parto c’è già la sorella minore
Didascalia dal Corriere della Sera: «Marion Maréchal è nata nel 1989. In sala parto, con mamma Yann, c’è la sorella minore Marine». Di solito la sorella minore è quella che nasce dopo. In questo caso era già in sala parto. Ne deduciamo che è stata brevettata la macchina del tempo. (Chiariamo l’arcano: Yann Le Pen, figlia di Jean-Marie Le Pen, ha una sorella minore di nome Marine).
[14 giugno 2024]

Secondo La Stampa il Kirghizistan è nel Caucaso
«Il G7 in Puglia si apre mentre continuano, a ritmo di record, gli scambi commerciali europei con i Paesi del Caucaso. L’esempio più significativo è quello dell’Italia e della Germania con il Kyrgyzstan», scrive Fabrizio Goria sulla Stampa. Ripasso di geografia: i Paesi della regione del Caucaso, che si trova tra il mar Nero e il mar Caspio, sono Armenia, Azerbaigian, Georgia, Abcasia, Ossezia del Sud e Russia. Il Kyrgyzstan (in italiano Kirghizistan), insieme con Kazakistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan, si trova invece nell’Asia centrale, fra il mar Caspio e la Cina.
[13 giugno 2024]

Sallusti ricorda Berlusconi a modo suo
Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, ricorda Silvio Berlusconi a un anno dalla morte: «Chi non ha mai frequentato personalmente l’uomo, per chi si è formato un giudizio solo leggendo delle sue gesta amorose e dei suoi eccessi – certamente fatti enfatizzati ma con un fondo di verità – può essere sorpreso che il lascito più consistente del Cavaliere si sia dimostrato essere non la sua ricchezza, ma la sua famiglia». «Chi» e «per chi» non possono reggere lo stesso predicato verbale. E più avanti: «Parliamo di tre mogli, cinque figli e diciassette nipoti (di cui uno pronipote) e un fratello che a vario titolo e livello si sono divisi e hanno preso in mano le redini di un impero variegato nell’assoluta concordia, silenzio e sobrietà». O è nipote (figlio del figlio o della figlia) o è pronipote (figlio o figlia di un nipote o di una nipote, rispetto al nonno). E siamo indotti a pensare che abbiano «preso in mano nell’assoluta concordia un impero variegato», non «un impero variegato nell’assoluta concordia». Inoltre le mogli legittime furono solo due: Carla Dall’Oglio, sposata con rito religioso, e Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario, sposata con rito civile dopo il divorzio dalla prima.
[12 giugno 2024]

Giannelli inverte la formula dell’elezione papale
«Magnum gaudium nuntio vobis: habemus Giorgiam», si legge nella vignetta di Emilio Giannelli sulla prima pagina del Corriere della Sera, con protagonisti papa Francesco e Giorgia Meloni. Ma la battuta risulta invertita rispetto alla formula di rito con cui il cardinale protodiacono annuncia l’elezione del Pontefice, che è «Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam».
[15 giugno 2024]

Getta la figlia dal terzo piano e sopravvive
Titolo dall’agenzia Adnkronos: «Mamma getta bimba dal terzo piano in un trasportino per gatti: lei miracolosamente sopravvive». Al rimorso per il gesto nefando?
[13 giugno 2024]

I soldi «retrocessi» di Belpietro
«I finanziamenti che prima arrivavano tramite Mosca, con la caduta dell’Unione sovietica giungevano grazie al sistema delle cooperative rosse, spiega l’ex senatore, alle quali erano assegnati appalti pubblici nella misura del 10-15%, soldi che poi in parte venivano retrocessi tramite il sostegno alle iniziative di Botteghe oscure», racconta il direttore Maurizio Belpietro nel suo editoriale sulla Verità. Il verbo intransitivo retrocedere vuol dire «farsi indietro, indietreggiare; desistere, recedere; arretrare; subire la retrocessione»; nella forma transitiva «fare tornare a un grado, una posizione inferiore» (Lo Zingarelli 2025). Nessuno di questi significati sembra adattarsi all’uso che ne fa Belpietro. Bastava scrivere «restituiti» o, volendo usare un termine economico, «ristornati».
[4 giugno 2024]

Si scrive «sneaker», sostantito invariabile
«Adesso impera fortunatamente la moda delle scarpe da ginnastica (che noi anziani chiamiamo ancora così invece che con quel bel nome inglese “sneackers” che però vuol dire esattamente la medesima cosa): a ogni ora e con ogni tenuta», osserva Lucetta Scaraffia in un delizioso quanto dolente articolo sulla vecchiaia, pubblicato dal Foglio con il titolo «La rivoluzione di noi vecchie signore, autonome e illuse d’essere ascoltate». Il bel nome inglese è però sneaker, senza la c, come peraltro si evince dall’occhiello (ah, questi titolisti che non ripassano i testi con cura!). In ogni caso, ricordiamo anche al titolista, il quale scrive sneakers al plurale, come Scaraffia, che tutti i sostantivi stranieri entrati nel dizionario italiano restano di norma invariati. Altrimenti, per coerenza, dovremmo scrivere films, bars, killers, aibargs, assists, bands, jollies, lobbies.
[15 giugno 2024]

Libero e la X Mas con l’esponente che non va
«A proposito di Mas», titola Libero nella pagina delle lettere. Quantunque comparisse scritta così anche sul distintivo della flottiglia ai tempi del fascismo, «Xª Mas» è una dizione sbagliata. L’esponente (ª oppure °) non va mai apposto ai numeri romani, i quali sono già espressioni grafiche dei numerali ordinali. Gli esponenti si usano solo quando gli ordinali sono scritti in cifre arabiche: 10ª e 10°.
[8 giugno 2024]

Un minestrone di nomi e cognomi
Titolo dalla pagina Facebook del Corriere della Sera: «Parla la moglie di Francesco Donato, trovato morto a Palermo nella sua auto. Francesca Donato: “Mio marito Angelo Onorato è stato ucciso. Scopriremo i killer”». Tutto chiaro.
[30 maggio 2024]

Chi finanzia chi? Un’oscura Verità
Titolo dalla Verità: «Gli esperti chiedono più vaccini ma li finanzia l’azienda che li produce». Quindi sono vaccini autofinanziati o l’azienda che li produce finanzia gli esperti? Ai no vax l’ardua sentenza.
[2 giugno 2024]

Brambilla copia da Aldo Moro (senza citarlo)
Nel decimo e ultimo articolo di una serie intitolata «I peggiori anni della nostra vita», dedicata da Michele Brambilla sul Giornale agli anni di piombo, l’autore fa riferimento al «tempo che ciascuno di noi vorrebbe rivivere in una qualche misteriosa dimensione, in chissà quale paradiso» e chiude così: «Se ci fosse luce sarebbe bellissimo». È bellissima anche la frase. Ma, tenuto conto che parlava degli anni di piombo, forse Brambilla avrebbe dovuto precisare di averla copiata da Aldo Moro, che nella sua ultima lettera fatta giungere alla moglie Eleonora il 5 maggio 1978, quattro giorni prima di essere ucciso dai brigatisti rossi, scrisse: «Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo».
[13 giugno 2024]

Incredibile: a Genova si opera in ospedale
Titolo di Libero sul sindaco di Genova: «Bucci operato in ospedale». In banca o dal barbiere sarebbe stato già più difficile.
[5 giugno 2024]

Cercansi specialisti in ortografia
Titolino a spezzare il testo di un servizio sul Corriere della Sera: «Specialisti cercasi». Cercansi anche specialisti in ortografia.
[5 maggio 2024]

Da Borgo Egnazia si arriva al mare con la navetta
L’editoriale di prima pagina del direttore della Verità, Maurizio Belpietro, comincia così: «Quello che si apre oggi a Borgo Egnazia, splendido borgo affacciato sul mare della Puglia, tra ulivi secolari e muretti a secco, è un G7 un po’ particolare». Affacciato sul mare mica tanto. Tra il lussuoso resort e l’Adriatico si frappone il San Domenico golf club. Per raggiungere le spiagge private di Borgo Egnazia, bisogna servirsi dei servizi navetta: una golf car che raggiunge Cala Masciola in 5 minuti o un minivan che arriva a La Fonte in 8 minuti.
[13 giugno 2024]

La Verità va «in contromano» e sbaglia
Titolo dalla prima pagina della Verità: «La fede allegra di Chesterton lo scrittore che andava in contromano con una risata». Per Lo Zingarelli 2025 si può «andare, camminare, circolare contromano». Concorda il vocabolario Treccani: «Essere, trovarsi contromano; l’automobile procedeva contromano; in quel tratto il tram va contromano». Nella lingua italiana non conviene procedere «in contromano»: la corsia di marcia è già troppo affollata.
[28 maggio 2024]

Ma il braccialetto elettronico è una cavigliera
Didascalia dal Corriere della Sera: «In aula Ilaria Salis, 39 anni, indica il braccialetto elettronico alla caviglia». È questa la dizione usata da tutti i giornali, ma sarebbe più corretto parlare di cavigliera elettronica, essendo appunto stretta attorno alla caviglia e non al braccio, o di dispositivo elettronico. Il ministero della Giustizia, peraltro, lo chiama con il nome internazionale del sistema di sorveglianza, electronic monitoring (monitoraggio elettronico), in sigla Em.
[25 maggio 2024]

Il Qn si comporta «come a qualcun altro»
Titolo dal sito del Quotidiano Nazionale: «Libertà vuol dire molte cose. Compreso cercare di isolare qualcuno che dice, pensa o si comporta come a qualcun altro». La famosa libertà di stampa.
[23 maggio 2024]

Le «larghe falcate» non esistono
Incipit di Antonio Rossitto sulla prima pagina della Verità: «La “Costituzione più bella del mondo” si arrenda. La sharia avanza a larghe falcate pure in Italia». Dicesi larghezza la misura della dimensione di un corpo in ampiezza, cioè né in lunghezza né in altezza. Pertanto le larghe falcate al massimo aprirebbero un corpo a metà, anziché farlo avanzare. La locuzione corretta è a grandi falcate, cioè «a passi lunghi e veloci» (Lo Zingarelli 2025), posto che dicesi lunghezza la misura della dimensione di un corpo in estensione, cioè né in altezza né in larghezza.
[23 maggio 2024]

Stessa foto, due didascalie diverse
Corriere della Sera, cronaca di Milano, didascalia a pagina 1: «Un’immagine di Franca Nuti, scomparsa da poco». Didascalia a pagina 7 per la medesima foto: «Wanda Osiris nome d’arte di Anna Menzio, esordì a Milano al teatro Eden negli anni Venti». Buona la seconda.
[20 maggio 2024]

Il «lago Bogensee» non ha senso: basta lago di Bogen
I visitatori «percorrono le sale silenziose e i sentieri poco curati che conducono al lago Bogensee attraverso i fitti alberi circostanti», racconta Clara Valenzani sul Corriere della Sera a proposito della villa del gerarca nazista Joseph Goebbels, ministro della Propaganda del Terzo Reich. Ma poiché See in tedesco significa appunto lago, bisognava scrivere «al lago di Bogen», oppure «al Bogensee, lago nei pressi di Wandlitz».
[5 maggio 2024]

La denuncia di «una membro femminile»
Lancio dell’agenzia Adnkronos: «Paesi Bassi fuori dalla finale dell’Eurovision 2024. “L’artista olandese Joost Klein non parteciperà alla Finale di quest’anno dell’Eurovision Song Contest”, annunciano in una nota gli organizzatori della kermesse. “La polizia svedese ha indagato su una denuncia presentata da una membro femminile della troupe di produzione”». Il gender dilaga.
[11 maggio 2024]

Lo Stato di Israele diventa «la Israele»
Scrive Gianluca Mercuri su Il Punto del Corriere della Sera, inviato per mail agli abbonati: «La previsione della svolta che si sta avvicinando (Netanyahu che indice le elezioni, ndr) la fa il vero capo dell’opposizione israeliana, il giornalista Aluf Benn, direttore di Haaretz, bastione liberal che fa da anni il grillo parlante inascoltato nel suo Paese ma lettissimo all’estero, per la qualità del suo giornalismo – sia sul piano fattuale sia su quello dell’analisi – e perché mostra che un’altra Israele sopravvive e non cede alla maggioranza di destra e di estrema destra che la guida da anni». Il genere dei nomi degli Stati è un’antica vexata quaestio: capita di leggere sia il Costa Rica sia la Costa Rica. Il genere di un Paese dovrebbe essere neutro, però il neutro in italiano non esiste. Qui si sta parlando dello Stato di Israele, maschile, e non ci è mai capitato di leggere «la Israele». Il gender dilaga anche sul mappamondo.
[3 giugno 2024]

«Si era inciampata»? Sì, nella grammatica
Titolo dal Corriere del Veneto: «Cliente cade e si rompe la spalla. Poste condannate a 50 mila euro». Occhiello: «Si era inciampata su un ostacolo nascosto». La bestialità è ripetuta nel testo: «Si era inciampata sul “moncone” di un tubo metallico». Si inciampa nelle redazioni, specialmente sulla grammatica: inciampare non è un verbo riflessivo, bensì intransitivo. Ma anche «condannate a 50 mila euro» ci pare una sintesi tanto sbrigativa quanto infelice.
[26 maggio 2024]

I francobolli? Numismatica, per La Repubblica
Dal sito della Repubblica: «Un francobollo per Italo Foschi, il gerarca fascista che lodò l’assassino di Matteotti». Occhiello: «Numismatica». A occuparsi di monete ora è la filatelia.
[6 giugno 2024]

Taino e la Costituzione «secolare» indiana (del 1950)
Commentando le elezioni in India, Danilo Taino sul Corriere della Sera scrive, a proposito del premier Narendra Modi: «Voleva ottenere una maggioranza di due terzi che gli avrebbe consentito, tra l’altro, di modificare la Costituzione secolare e multiculturale». Secolare mica tanto: promulgata nel 1949, entrò in vigore nel 1950. (Ma forse il collega è stato ingannato da una distratta traduzione dell’inglese secular, che in questo contesto significa «laica»).
[6 giugno 2024]

Belpietro e la frase mai scritta da Montanelli
«Quasi mezzo secolo fa, di fronte al rischio della vittoria del Pci Indro Montanelli scrisse che gli italiani dovevano turarsi il naso e votare Dc. Oggi, in fondo, non serve neanche turarsi il naso», è la conclusione dell’editoriale di Maurizio Belpietro, direttore della Verità. Trattasi di un luogo comune privo di fondamento, come documenta Stefano Lorenzetto in Chi (non) l’ha detto, il «dizionario delle citazioni sbagliate» edito da Marsilio. Prima di Belpietro e di una vasta platea di giornalisti, ci era cascato persino Andrea Spiri (nella sua tesi per un dottorato di ricerca in storia dell’età contemporanea discussa all’Università di Bologna), il quale la riportò facendola seguire da questo rimando a piè di pagina: «I. Montanelli, “Quando la paura è giustificata”, Il Giornale Nuovo, 20 giugno 1976». Benché Spiri sia oggi docente alla Luiss di Roma e membro della Società italiana per lo studio della storia contemporanea, nell’editoriale firmato da Montanelli il 20 giugno 1976 l’invito a turarsi il naso e a votare per la Dc non figura affatto, osserva Lorenzetto, che si è preso la briga di andare a rileggersi tutti gli articoli del fondatore del Giornale, usciti, sul tema elettorale, il 4, 5, 13, 21 maggio e 4, 13, 15, 19 giugno di quell’anno. A svelare l’arcano dell’errata attribuzione è Marcello Staglieno, a pagina 322 di Montanelli. Novant’anni controcorrente (Mondadori): «A Telemontecarlo, dove da fine marzo (1976) venturosamente ogni pomeriggio si precipitava una delle nostre auto con la videocassetta per il notiziario curato dal Giornale, già in maggio Montanelli aveva lanciato l’appello poi diventato celebre: “Turatevi il naso” (“Non è mio”, ci aveva spiegato subito dopo. “Fu Gaetano Salvemini, immediatamente imitato da don Arturo Labriola, a inventarselo nel 1948 come noi, per la Dc, anche se allora il lezzo era minore...”)». Quindi la frase venne pronunciata, non scritta. Ma non è attribuibile né a Salvemini né a Labriola né a Montanelli, come ha scoperto Lorenzetto. Fu nientemeno che Adolf Hitler, nel 1924, mentre era in prigione, ad annunciare così una svolta parlamentare: «Quando io riprenderò la mia attività, invece di sforzarci di conseguire il potere con un’azione armata, dovremo turarci il naso ed entrare nel Reichstag», riporta lo storico William Lawrence Shirer in Storia del Terzo Reich (Einaudi).
[8 giugno 2024]

Marcuzzi e Stokholma in grado di «centrare»
Grazia Sambruna commenta sul sito del Corriere della Sera la terza edizione del Gialappa Show trasmessa da Tv8: «Eccezion fatta per le bravissime Alessia Marcuzzi ed Ema Stokholma, infatti, le altre si sono dimostrate in grado di centrare con la trasmissione quanto un pandoro a Pasqua in casa Ferragnez». Quando il giornalismo non c’entra niente con la grammatica.
[21 maggio 2024]

Per Avvenire l’Arabia è in Africa
Su Avvenire, Ilaria Solaini prende in esame l’aumento delle condanne capitali nel 2023 (+31 per cento) nei Paesi dove vige la pena di morte: «Quasi il 90 per cento delle esecuzioni registrate ha avuto luogo in soli due Paesi del Medio Oriente e dell’Africa del Nord: in Iran (74%) e in Arabia Saudita (14%)». Giustiziata anche la geografia.
[30 maggio 2024]

Secondo Fini nel 1978 c’erano più Papi
Considerazione di Massimo Fini sul Fatto Quotidiano: «Perché la Dc aveva quel senso dello Stato che sempre gli abbiamo rimproverato, a torto, di non avere, come dimostrò all’epoca del rapimento di Aldo Moro, quando Papi e socialisti, corrotti nell’anima prima ancora che sul piano degli affari sporchi, si schieravano per la trattativa con le Brigate rosse». Non sapevamo che tra il marzo e il maggio del 1978 vi fossero due pontefici regnanti: eravamo rimasti fermi al solo Paolo VI. E chiudiamo un occhio sul pronome maschile gli riferito alla Democrazia cristiana.
[7 giugno 2024]

Roddolo, una prosa british che va a rotoli
Enrica Roddolo sul sito del Corriere della Sera: «E in effetti l’artista Jonathan Yeo, tra i più quotati ritrattisti britannici del momento vide per la prima volta Carlo per una seduta ai fini del ritratto era solo principe, l’ultimo dei quattro sitting necessari per realizzare l’opera svelata il 14 maggio a Buckingham Palace, si è tenuto invece a Clarence House con davanti l’attuale sovrano». Allora: le è rimasto nella tastiera un quando, prima di era, e vabbè, cose che capitano. (Peraltro più avanti si è pure scordata la maiuscola dopo un punto, e vabbè, cose che capitano). Dopo principe ci sarebbe voluto almeno un punto e virgola, ma la punteggiatura è sempre questione di gusti, si sa. Stendiamo un velo anche sulla rozza costruzione con davanti. Ma perché usare la parola inglese sitting al posto dell’italiano sedute? E perché scritta al singolare, nonostante le sedute siano state quattro? E perché volgerla al maschile, considerato che i generi dei nomi comuni in inglese non esistono, e di solito convenzionalmente prevale il genere della traduzione italiana (esempio: la cheesecake)?
[14 maggio 2024]

Secondo La Verità la Jaguar è tedesca
«Schiaffo Usa all’auto tedesca: “Usano gli schiavi cinesi”», titola La Verità. «Il Congresso accusa Bmw, Volkswagen e Jaguar», specifica il sottotitolo. Non si capisce che cosa abbia di tedesco la Jaguar, visto che si tratta di una casa automobilistica che dal 1945 ha sede a Coventry, nel Regno Unito. Rilevata nel 1989 dalla Ford, fu acquistata nel 2008 dal gruppo indiano Tata motors, al quale tuttora appartiene.
[22 maggio 2024]

Andrea Garibaldi ha un problema con i tempi dei verbi
Da Anteprima: «“Scrivere significa riscrivere”. Gustava Flaubert». Che cosa gustasse Gustave Flaubert non è chiaro. Segue testo di Andrea Garibaldi tratto da Professione Reporter, che rievoca le direzioni di Paolo Mieli alla Stampa e al Corriere della Sera: «Mieli era Direttore della Stampa, dove ha già cominciato a ringiovanire e a rendere più brillanti le pagine». A parte la superflua maiuscola reverenziale, ci sfugge come possa aver cominciato un direttore che era.
[24 maggio 2024]

Fubini confonde la Tripolitania con la Cirenaica
Molto interessante e informatissimo il corsivo di Federico Fubini, vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, che documenta come Boeing 777 da 400 posti trasferiscano dalla Libia al Nicaragua migranti africani allo scopo di trasformarli in un problema per il presidente americano Joe Biden. Si chiede Fubini: «Chi ha organizzato i charter da Bengasi alla capitale nicaraguense Managua?». La risposta è ovvia: «A Bengasi, il signore della guerra Khalifa Haftar (...) domina la Tripolitania grazie a denaro e armi dei russi; a Managua, il presidente sandinista Daniel Ortega. I due hanno in comune proprio i rapporti strettissimi con la Russia di Putin. Inoltre la Tripolitania di Haftar è luogo di raccolta o transito di migranti». Fubini attribuisce due volte la Tripolitania al dominio di Haftar. Peccato che Tripoli e la vasta regione che da essa dipende siano invece sotto l’autorità del Governo di unità nazionale del primo ministro Abdul Hamid Dbeibah, appoggiato dalla Turchia. Khalifa Haftar, con il governo di Tobruk, controlla la Cirenaica e la sua capitale Bengasi. Sarebbe stato come confondere, al tempo della guerra, Vietnam del Nord e Vietnam del Sud. Fubini è stato senz’altro vittima di un’amnesia. Beato il tempo in cui anonimi redattori, soprannominati «culi di pietra», e valorosi correttori di bozze salvavano in extremis i giornalisti rileggendo con cura i loro articoli.
[29 maggio 2024]

Gentili scrive perché nuora e suocera non intendano
Veronica Gentili sul Fatto Quotidiano: «Uno stratagemma garbato, che figura ma non impegna e soprattutto particolarmente funzionale per le elezioni europee (date le alleanze con i partiti degli altri Paesi, i quali si prestano a fare da parafulmini in contumacia) è l’intramontabile “parlare a nuora perché suocera intenda”». L’importante è che non intendano i lettori.
[27 maggio 2024]

Sechi ha fallito sull’infallibilità del Papa
Nel commentare la notizia su papa Francesco e la «frociaggine nei seminari», lanciata da Dagospia e ripresa dai giornali di tutto il mondo, Mario Sechi, direttore di Libero, osserva nell’editoriale di prima pagina: «Il contesto è fondamentale, va sottolineato che il Papa parlava durante un incontro a porte chiuse di fronte a oltre 200 vescovi, e va ricordato che le sue parole non sono una semplice esortazione, ma un ordine, perché il Papa è pastore e dottore della Chiesa, infallibile quando si esprime “ex cathedra”. Come scriveva Pio IX nella Costituzione Dogmatica “Pastor Aeternus”, il Pontefice “gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede e ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa”». Ci duole per Sechi, ma fra i molti titoli del Romano Pontefice non figura quello di dottore della Chiesa, che a partire dal secolo scorso è stato attribuito solo ai santi Efrem il Siro, Pietro Canisio, Giovanni della Croce, Roberto Bellarmino, Alberto Magno, Antonio da Padova, Lorenzo da Brindisi, Teresa d’Avila, Caterina da Siena, Teresa di Lisieux, Ildegarda di Bingen, Giovanni d’Avila e Gregorio di Narek. Fra l’altro, Sechi ignora che l’infallibilità papale è assai circoscritta, perché un pontefice deve dichiarare di parlare ex cathedra per usufruirne, tanto che i teologi dicono che ciò sia avvenuto solo nel 1950 con Pio XII per il dogma dell’Assunzione. Il Papa sarebbe infallibile anche quando proclama un santo mediante la formula solenne «con l’autorità di Cristo e degli apostoli Pietro e Paolo», ma questa è un’eventualità dibattuta per secoli, e soprattutto classicamente dal cardinale Prospero Lambertini, il futuro Benedetto XIV (1675-1758).
[28 maggio 2024]

Belpietro impreciso su congiuntivo e scelta del verbo
«Che cosa c’entra il richiamo vaccinale con gli esami da superare non è noto. Soprattutto, non si comprende come si compendi il provvedimento con l’articolo 32 della Costituzione», si legge in un editoriale di Maurizio Belpietro, direttore della Verità. Sorvolando sull’insulto iniziale del congiuntivo omesso («che cosa c’entri»), compendiare vuol dire «ridurre in compendio, esporre succintamente», mentre l’intransitivo pronominale compendiarsi significa «riassumersi». Non si comprende che c’entri in questo contesto. Bisognava scegliere un verbo diverso: «Non si comprende come si concili il provvedimento con l’articolo 32 della Costituzione».
[31 maggio 2024]

È nato un nuovo politico: Putin Zelensky Netanyahu
Incipit della rubrica Quelli che di Michele Brambilla sul Giornale: «Qualche giorno fa, alla rassegna stampa mattutina di Radio 24, si parlava, con Paolo Mieli, di Ucraina e di Palestina, e quindi di Putin Zelensky Netanyahu e Hamas». Sono morte le virgole o è nato un ircocervo?
[2 giugno 2024]

Su Fanpage è tutto «apposto», anzi no
Su Fanpage, giornale online, Alessio Morra parla del Gran premio di Montecarlo e dei piloti Charles Leclerc e Max Verstappen: «Quando tocca al tre volte campione del mondo è tutto apposto». Gli hanno apposto tutto sulle terga o era tutto a posto?
[26 maggio 2024]

L’inconsistente Fabbrini sul Sole 24 Ore
Editoriale di Sergio Fabbrini sulla prima pagina del Sole 24 Ore: «I leader sono coloro che mantengono una posizione consistente nelle difficoltà». Dieci righe dopo: «Sul versante occidentale, due sono stati i leader che hanno corrisposto alla definizione di “leader che rimane consistente nel pericolo”». Si prosegue a pagina 9: «Entrambi hanno avuto avversari interni più potenti del nemico esterno, ciononostante la loro posizione è rimasta consistente per tutto il corso della guerra». Diciotto righe dopo: «Lo stesso non può dirsi per il presidente francese Emmanuel Macron, che tuttavia difetta di altre inconsistenze». Verso la fine: «Putin appare consistente, perché nessuno lo mette in discussione». Sei righe dopo: «Per Putin la conquista dell’Ucraina è divenuta la priorità assoluta, e tutti debbono seguire la sua consistenza ossessiva». Otto righe dopo: «In apparenza, Putin appare consistente. Ma la sua consistenza è il risultato di un potere che lo protegge, non già dell’esercizio della leadership». Quart’ultima riga: «I due maggiori leader europei si sono dimostrati (ingiustificabilmente) inconsistenti». L’uso del concetto di consistenza è piuttosto ondivago e, soprattutto, sembra un calco dall’inglese. Un filo ripetitivo, Fabbrini. Quasi inconsistente.
[12 maggio 2024]

Didascalie che confondono anziché spiegare
Sul Corriere della Sera foto di scena tratta dalla miniserie Rai su Guglielmo Marconi. Da sinistra si vedono gli attori Accorsi, Michelangeli e Bertozzi. Didascalia: «Stefano Accorsi (Marconi), fra Carolina Michelangeli (Elettra, la figlia) e Cecilia Bertozzi (moglie)». Semmai Accorsi è a sinistra, oppure accanto, non certo fra.
[8 maggio 2024]

L’«out out» di Morvillo (per non parlare delle date)
Sul Corriere della Sera, Candida Morvillo intervista la conduttrice Patrizia Caselli, che fu per sette anni legata sentimentalmente a Walter Chiari, e le fa dire: «I tradimenti erano continui. Lo capivo perché inventava scuse sconclusionate. Seppi di Pamela Prati perché lui disse: devo andare in un posto segreto, meglio che non sai nulla. Andò in Giamaica con lei e, al ritorno, gli diedi un out out». Caselli avrà anche detto così, ma l’alternativa, la scelta a cui non ci si può sottrarre, si scrive ancora aut aut (la congiunzione latina o, ripetuta due volte), nonostante il dilagare della lingua inglese, per la quale la parola out, non ripetuta, significa fuori, all’aperto, o anche assente. A un certo punto dell’intervista, Morvillo osserva: «L’incontro con Chiari: lei 19 anni, lui 36». Risponde Caselli: «Mi vide in teatro e mi fece chiamare per un provino». Walter Chiari era del 1924, Patrizia Caselli è nata nel 1960. Quindi la signora avrebbe dovuto rispondere: «Mi vide in fasce». Quando Chiari aveva 36 anni, lei era appena nata.
[2 giugno 2024]

Feltri al Papa: «Io e lei la pensiamo allo stesso modo»
Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano Antonio Angelucci, editore del Giornale, in occasione del 50° anniversario di fondazione della testata ideata da Indro Montanelli. All’udienza privata hanno partecipato il direttore responsabile Alessandro Sallusti e quello editoriale Vittorio Feltri. Nel darne notizia sulle pagine del quotidiano, un anonimo cronista, evidentemente a digiuno di etichetta, cita «la guerra in Ucraina, sulla quale, ha detto Vittorio Feltri al Pontefice “io e lei la pensiamo allo stesso modo”». Immaginiamo che Sua Santità si sia rallegrato di scoprire che la pensa come Feltri.
[2 giugno 2024]

Belpietro non dice la verità sull’Obolo di San Pietro
In un editoriale molto critico con i recenti pronunciamenti dei vescovi contro le riforme del governo Meloni (autonomia regionale e premierato), Maurizio Belpietro, direttore della Verità, osserva: «Non è un caso se l’obolo di San Pietro e l’8 per mille donato alla Chiesa siano costantemente in calo». Non è la verità, almeno per l’Obolo di San Pietro. Infatti, secondo gli ultimi due bilanci disponibili, le offerte che i fedeli di tutto il mondo inviano direttamente al Santo Padre «per le molteplici necessità della Chiesa universale e per le opere di carità in favore dei più bisognosi» risultano in forte crescita. Nel 2021 sono state pari a 46,9 milioni di euro, mentre nel 2022 le entrate dell’Obolo hanno toccato i 107 milioni di euro, con un aumento del 128 per cento rispetto all’anno precedente.
[1° giugno 2024]

Facci incompatibile con i valori grammaticali
Filippo Facci firma l’editoriale che apre la prima pagina del Giornale, infilandoci il seguente periodo: «Così come non sbaglia, oggi, chi – tra questi grandi giornali e partiti dell’opposizione – si fossero accorti solo adesso che da almeno 25 anni serpeggia un radicalismo islamico incompatibile coi valori di tutti noi». Incompatibile con i valori grammaticali di tutti noi, persino da più di 25 anni, è anche coniugare il soggetto singolare con il verbo al plurale: «Chi (…) si fossero accorti» non si scrive e non si dice.
[25 maggio 2024]

Pare che gli asparagi cambino il sapore dello...
Su Vivinordest, allegato al Corriere del Veneto, Aldo Fiordelli, menzionando in modo errato il Gewürztraminer, tratta di asparagi: «Il 40% dei consumatori – secondo uno studio inglese – percepiscono l’odore prodotto dall’urina dopo averli mangiati e molti di questi lo trovano sgradevole. Un odore di tioli, simili a quelli che si sentono nei vini da uve Gewurztraminer vendemmia tardiva o da quelle di Sauvignon Blanc vinificate a bassa temperatura. Perfino lo sperma cambierebbe sapore dopo averne mangiati». Ah, però! Prossima degustazione?
[27 maggio 2024]

I ricordi imprecisi di Brambilla sul Giornale
Sul Giornale, Michele Brambilla commenta le polemiche scaturite dal neologismo «frociaggine» pronunciato da papa Bergoglio ma si fa tradire da ricordi, obnubilati dall’immagine che Francesco ha trasmesso con grande efficacia sin dagli inizi del suo pontificato: «Affacciandosi alla loggia di San Pietro, disse “vescovo di Roma”, e già quella fu una prima rottura». Ora, tralasciando il fatto che «vescovo di Roma» è titolo primigenio del Romano Pontefice e l’unico ora conservato (a parte gli otto «titoli storici») nell’Annuario pontificio, ricordiamo al collega che papa Wojtyla appena eletto usò la medesima espressione, come risulta dall’inizio dello storico saluto a braccio la sera del 16 ottobre 1978: «Sia lodato Gesù Cristo! Carissimi fratelli e sorelle, siamo ancora tutti addolorati dopo la morte del nostro amatissimo papa Giovanni Paolo I. Ed ecco che gli eminentissimi cardinali hanno chiamato un nuovo vescovo di Roma. Lo hanno chiamato di (sic) un Paese lontano, lontano, ma sempre così vicino per la comunione nella fede e nella tradizione cristiana». Scrive ancora Brambilla a proposito di Francesco: «Si presentò a noi giornalisti, in Sala Nervi, con dei pantaloni grigi da pensionato sotto una veste bianca che poteva essere quella di un infermiere: che differenza con Ratzinger e le sue scarpette rosse». Anche in questo caso si tratta di ricordi imprecisi, e contagiati dal populismo francescano, perché i pantaloni di Jorge Mario Bergoglio sono sempre stati neri, tipici di un ecclesiastico, mentre la veste bianca è quella papale, in uso almeno dalla prima età moderna. Quanto alle calzature rosse, i Pontefici le hanno portate sin dal Medioevo. Sorvoliamo infine sul magnifico «ardore di parlare» (dell’omosessualità clericale) invece di ardire.
[28 maggio 2024]

Al Giro c’è stata una tappa di 1.578 chilometri
Secondo il Corriere della Sera, la tappa Mortegliano-Sappada del Giro d’Italia è stata di 1.578 chilometri. Quindi ben più della metà dell’intera competizione ciclistica, che ne ha coperti 3.400,8, secondo il sito ufficiale del Giro. Ovviamente la Mortegliano-Sappada era di 157 chilometri, per lunghezza la quattordicesima su 21.
[24 maggio 2024]

La scelta poco oculata di Avvenire
«Nel 2018 l’allora cardinale presidente Gualtiero Bassetti fece intendere di non essere favorevole, anche sulla base della sua lunga esperienza di educatore in seminario e riferì le raccomandazioni del Papa per una oculata scelta dei candidati al sacerdozio», scrive Avvenire sul clamoroso incidente della «frociaggine», di cui Francesco ha parlato ai vescovi italiani, come rivelato da Dagospia. Dato l’argomento, forse sarebbe stato meglio scegliere un aggettivo meno assonante di oculata.
[28 maggio 2024]

De Mita morì a 94 anni, non a 84
Didascalia dal settimanale 7: «Pier Ferdinando Casini 29enne nel 1985 tra due “pesi massimi” dc: Arnaldo Forlani (sinistra) morto a 97 anni e Ciriaco De Mita, morto a 84». In realtà De Mita morì a 94 anni compiuti.
[10 maggio 2024]

Belpietro e l’ardita scelta dei verbi
«Non si capisce perché al presidente della Cei dovrebbe riguardare l’assetto istituzionale del nostro Paese», scrive Maurizio Belpietro, direttore della Verità, in un editoriale che critica severamente il cardinale Matteo Maria Zuppi. Scelta del verbo piuttosto ardita: sarebbe bastato interessare. Oppure la costruzione della frase andava capovolta: «Non si capisce perché l’assetto istituzionale del nostro Paese dovrebbe riguardare il presidente della Cei». Più avanti, Belpietro osserva che «le parrocchie non trarrebbero alcun nocumento se domani medici e infermieri fossero inquadrati con un contratto regionale in luogo di uno statale». Avendo il significato di «ottenere, ricavare», il verbo trarre non sembra il più appropriato: si può «trarre guadagno, beneficio, utilità; trarre un esempio significativo; trarre una informazione utile», come esemplifica Lo Zingarelli 2025. Ma trarre «danneggiamento, male, danno» – è questo che vuol dire nocumento – postula una voluttà che può essere riconosciuta solo dai sadomasochisti.
[26 maggio 2024]

Il Neues Rathaus di Monaco non è in stile gotico
In un articolo sul Foglio, Paolo Valentino cita Monaco di Baviera e «il balcone della splendida Rathaus gotica». In realtà il Neues Rathaus, il nuovo municipio del capoluogo bavarese sulla Marienplatz, è in stile neogotico. Fu infatti costruito fra il 1867 e 1906, quindi sette secoli dopo l’apparizione del gotico in Germania.
[11 maggio 2024]

Per Ricci Sargentini la spesa «levita»
Monica Ricci Sargentini affronta sul Corriere della Sera il penoso caso di due gemelline fatte nascere da una coppia di italiani a Tbilisi, in Georgia, ricorrendo alla pratica dell’utero in affitto e che non vengono consegnate se i due non scuciranno altri 24.000 euro: «Sono state trasferite nel Gudushauri National Medical Center, una clinica perinatale, da dove non saranno dimesse se prima non verrà pagata una somma ingente, che levita di giorno in giorno». Levitare significa sollevarsi in aria fisicamente, contro le leggi della gravità, oppure provare un senso di leggerezza. Non ci pare questo il caso: è solo un conto che lievita.
[10 maggio 2024]

Per Repubblica «captatio» si scrive «captazio»
Titolo dal sito della Repubblica: «L’interrogatorio di Toti: “Spinelli mi sostiene dal 2015, a lui non chiedevo soldi in cambio di favori e la mia era una captazio benevolentiae”». L’avrà anche pronunciata così, ma un giornalista dovrebbe sapere che si scrive captatio benevolentiae.
[24 maggio 2024]

Papa Francesco e le donne di servizio
Frase attribuita a papa Francesco in un titolo tratto dalla pagina Facebook del Corriere della Sera: «“Le donne sono di grande servizio, non come ministri all’interno dell’ordine sacro”». Le famose donne di servizio.
[22 maggio 2024]

Il Sole 24 Ore cambia nome a Red Lobster
«Reb Lobster, fallimento dei gamberi a 20 dollari», titola Il Sole 24 Ore. Si potrebbe considerare un refuso se Reb non venisse ripetuto anche all’inizio della notizia. La catena di ristoranti si chiama invece Red Lobster, come peraltro si evince, per una tardiva resipiscenza, dalle ultime sei righe del pezzullo.
[21 maggio 2024]

Foschini crede che la Bmw K75 sia un’auto
Giuliano Foschini recensisce sulla Repubblica il libro Ingordigia (Mondadori) del giornalista Gigi Riva «sull’avventurosa storia di Massimo Bochicchio, “il broker dei vip” che in dieci anni ha truffato per 500 milioni molti volti celebri del Bel Paese, prima di essere arrestato. E di schiantarsi, con la sua Bmw K75, alla vigilia di un’udienza chiave del processo, contro un muro perimetrale dell’aeroporto dell’Urbe. Era il 19 giugno 2022. Per riconoscerne il corpo carbonizzato ci volle il test del Dna. Cosa che ha aperto la porta a mille domande: nell’auto c’era davvero lui?». Siamo in grado di risolvere il mistero. No, non c’era lui, perché la Bmw K75 ha due ruote. Insomma, è una moto, non un’auto.
[10 maggio 2024]

Loro Piana è in Piemonte, non in Umbria
Francesco Bechis sul Messaggero passa in rassegna gli oboli che i privati versano ai partiti: «A ognuno il suo gran donatore. Per Italia Viva c’è il finanziere Davide Serra, 50mila euro lo scorso 19 aprile, Azione e Carlo Calenda si avvolgono del cachemire Loro Piana (25mila euro da Pierluigi, vicepresidente dell’azienda umbra)». Ma Loro Piana, di proprietà della multinazionale francese del lusso Lvmh, ha sede in Piemonte, precisamente a Quarona (Vercelli). In Umbria, nel ramo cachemire, c’è Brunello Cucinelli (ma ci sono anche Lamberto Losani, Maria Contigiani, Panicale, Badiali e altri marchi meno noti).
[7 maggio 2024]

Addetto al montaggio o alle riprese?
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «L’operatore di Franco Di Mare: “L’ultima telefonata: non ce la faccio più. Io e lui tra i proiettili, era il più bravo di tutti”». Sommario: «Everardo Bolletta, per 10 anni montatore di Franco Di Mare». Addetto alle riprese o al montaggio? Per non sapere né leggere né scrivere, il sottotitolo dell’edizione cartacea diventa: «Il collega che lavorò con lui nei Balcani». Amen.
[18 maggio 2024]

Charlie, esperto di editoria talvolta impreciso
Charlie, misterioso e informatissimo esperto di mass media che con periodicità settimanale cura per Il Post «una newsletter sul dannato futuro dei giornali», informa: «Un lungo articolo del Foglio ha raccontato domenica Andrea Marchi, l’imprenditore veneto che guida il gruppo che ha acquistato dall’editore GEDI sei quotidiani locali del Nordest». Due errori in tre righe non sono da Charlie: la paginata del Foglio, firmata da Marianna Rizzini, è uscita per la verità di sabato (anche se Il Foglio vi aggiunge la data della domenica, giorno in cui non va in edicola) e l’editore in questione per l’anagrafe è Enrico Marchi, presidente della Banca Finint e del gruppo Save che gestisce gli aeroporti di Venezia, Treviso, Verona, Brescia e di Charleroi, in Belgio. Comunque, grazie alle chicche che ammannisce ogni domenica, al (di solito) meticoloso Charlie si perdona tutto. Ecco una delle più gustose tratta da una sua recente newsletter: «Dal 1980 in Francia c’è un giornale che esce solo il 29 febbraio di ogni anno bisestile, e dunque ogni quattro anni: è unico nel suo genere, si chiama La Bougie du Sapeur, che significa “La candela dello zappatore”, ed è un periodico satirico».
[3 marzo 2024]

Emma Bonino non distingue procuratore da presidente
In un’intervista concessa a Clara Valenzani del Corriere della Sera, riguardante la richiesta per i mandati di arresto contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il suo ministro della Difesa, Yoav Gallant, e tre capi di Hamas, Emma Bonino, già ministro degli Esteri, confonde due volte il ruolo del procuratore della Corte penale internazionale dell’Aia, Karim Ahmad Khan, con quello della presidente, Tomoko Akane. La giornalista ricorda che Bonino «ha contribuito a scrivere lo Statuto di Roma, il trattato che definisce i principi alla base della Corte penale internazionale dell’Aia», ma non la corregge nel clamoroso scambio di ruolo fra procuratore e presidente. «Io dovrei, come tutti peraltro, aspettare i risultati dell’indagine ordinata da Khan, che è un ottimo presidente della Corte penale», dichiara infatti Bonino. E 15 righe più avanti ripete: «Il presidente Khan ha emesso insieme alla Corte le richieste per i mandati». Come se non bastasse, Bonino sbaglia anche a sostenere che la Siria non è uno Stato firmatario dello Statuto di Roma: in realtà la Siria rientra nell’elenco dei 32 Paesi che sottoscrissero lo statuto (il 29 novembre del 2000, per la precisione), anche se poi non lo ratificò. Premio Attendibilità a colei che ispirò lo Statuto di Roma, guidò il ministero degli Esteri e fu persino candidata (nel 1999) al Quirinale.
[22 maggio 2024]

Congiuntivo vo cercando/1
Sulla Repubblica, rispondendo a una lettrice stupita per l’eccessiva soddisfazione manifestata dalla premier Giorgia Meloni dopo l’estradizione di Chicco Forti, condannato per omicidio, concessa dagli Stati Uniti, Francesco Merlo osserva: «E fa sorridere che a difesa dei giudici americani si sono schierati gli antiamericani, quelli che mettono la kappa all’Amerika e le attribuiscono tutte le ingiustizie del mondo, compresa la guerra in Ucraina». Congiuntivo vo cercando: «si siano schierati».
[21 maggio 2024]

Congiuntivo vo cercando/2
Titolo dalla prima pagina del Tirreno: «Flavio Briatore apre il dibattito. “In Italia servono turisti che spendono non col sacco a pelo”». Congiuntivo vo cercando: «che spendano». Ma anche noi auspichiamo che spendano in contanti o con il Bancomat, non con il sacco a pelo.
[12 maggio 2024]

A Buja il terremoto fece 50 morti non un migliaio
«A proposito: anche l’ultima maglia rosa italiana al Giro (2021), Alessandro De Marchi, è di Buja, 6 mila abitanti e un migliaio di morti in un giorno solo, il 6 maggio 1976, la terribile notte del grande Terremoto del Friuli», annota Cosimo Cito, inviato della Repubblica. Per la verità, il sisma provocò 965 vittime in tutta la regione. A Buja perirono 50 persone, non «un migliaio».
[8 maggio 2024]

Omidicio premeditato, senza il morto
Alessandra Muglia, inviata del Corriere della Sera a Bratislava, ci dà una notizia inedita su Juraj Cintula, «ex pacifista convertito alle armi e poeta per passione», che ha gravemente ferito il premier Robert Fico: «Cintula, recluso in una cella dell’Agenzia nazionale criminale di Nitra, a est di Bratislava, ieri è stato formalmente accusato di omicidio premeditato: rischia l’ergastolo». Si vede che in Slovacchia, a differenza che in Italia, sono abituati a portarsi avanti con il lavoro.
[17 maggio 2024]

Lorenzetto e Biondani sbagliano Canestrari
Sull’Arena, Stefano Lorenzetto intervista Paolo Biondani, inviato dell’Espresso, di origini veronesi, autore del saggio La ragazza di Gladio (Fuoriscena). Parlando dell’organizzazione segreta paramilitare e degli iscritti che annoverava in terra scaligera, Lorenzetto afferma: «A capeggiare Gladio nella nostra provincia c’era Alessandro Canestrari, ex deputato dc, ex capo dei Volontari della libertà, i partigiani bianchi». In Gladio militava Giuseppe Canestrari, figlio del parlamentare, ma né l’intervistatore né l’intervistato si rendono conto dell’omonimia, frutto di un falso ricordo di Lorenzetto, che il 17 novembre 1990, sul Corriere della Sera, aveva intervistato Alessandro Canestrari in merito alla vicenda.
[19 maggio 2024]

Il «blach screen» mentale di Cianflone
Mario Cianflone descrive sul Sole 24 Ore la Ferrari 12 Cilindri: «La fiancata con una doppia nervatura parallela si raccorda al muscoloso posteriore contraddistinto da un “blach screen”, un pannello nero integrato in un tema a delta con il tetto». Anche Cianflone dev’essere rimasto vittima di un blackout mentale.
[4 maggio 2024]

Il verbo «giovare» secondo Il Tempo
Dal sito del Tempo: «La prima volta, Fassino avrebbe giovato del fatto che il duty free fosse pieno di clienti e si sarebbe diretto all’uscita con un profumo in tasca». Sbagliare due volte con un solo verbo è un esercizio ragguardevole. Il verbo giovare è seguito dalla preposizione a e significa «essere utile, vantaggioso». Quando, come in questo caso, è seguito dalla preposizione di, sta «per servirsi, valersi di qualcuno o di qualcosa», diventa un verbo intransitivo pronominale e richiede l’ausiliare essere: quindi «si sarebbe giovato del fatto».
[30 aprile 2024]

Perché scrivere casula fra virgolette?
Titolo dal Corriere della Sera: «Il primato del carcere di Massa / Lavoro per tutti (e si fa la «casula» per il Papa)». Non si capisce il senso delle virgolette. La casula (pianeta del sacerdote) è un vocabolo attestato fin dal 1793, secondo Lo Zingarelli. Per carità, poco noto ai più, ma, per stare in ambito ecclesiastico, non meno di rocchetto (la sopravveste liturgica di lino bianco con pizzo), cingolo (il cordiglio con cui il sacerdote si cinge il camice nelle funzioni religiose), patena (il piccolo disco d’oro o di argento con il quale chi celebra messa copre il calice e sul quale deposita l’ostia consacrata), saturno (il tipico cappello di forma circolare indossato da Fernandel nei film di don Camillo).
[30 aprile 2024]

Di Bacco «lascia una moglie»: c’è la poligamia?
Dall’Adnkronos: «È morto nella notte, per una emorragia cerebrale, il fotografo romano Luciano Di Bacco, che con le sue foto ha raccontato gli eventi e la mondanità della Capitale. Di Bacco aveva 68 anni, lascia una moglie». Non sapevamo che in Italia fosse stata introdotta la poligamia.
[11 maggio 2024]

Le «elevate probabilità» dell’uomo evirato
Titolo dal Corriere del Veneto: «Uomo evirato / il pm chiede dieci anni / Nuova perizia». Testo: «Il pm Villan, sulla base di una consulenza medico legale, ha sostenuto che ci siano elevate probabilità che il pene dell’uomo abbia perso funzionalità». Non dovrebbe essere così difficile accertarlo.
[21 marzo 2024]

La livella di Massimiliano Parente
Incipit di un articolo dello scrittore Massimiliano Parente sul Giornale: «Il peggior nemico delle donne? Le femministe di oggi, che una ne pensano e cento ne fanno. L’ultima è questa: due giovani attiviste vanno al Centre Pompidou di Metz e imbrattano cinque opere d’arte, tra cui il famoso L’origine del mondo di Gustave Courbet, dipinto nel 1866 e che rappresenta una donna nuda con i genitali in piano». Sempre meglio che in salita o in discesa.
[9 maggio 2024]

La Repubblica trasforma Papa Hemingway in Papà
La Repubblica ospita un testo in cui Elizabeth Strout racconta com’è diventata scrittrice e rievoca la figura di Ernest Hemingway: «Ricordo il giorno in cui la radio annunciò la morte di Papà Hemingway. Avevo cinque anni, ma ricordo la voce del giornalista che giungeva dalla radio e parlava di quest’uomo, Papà Hemingway». Tralasciando le ripetizioni di ricordo e Papà, non sappiamo se sia colpa di Strout o della traduzione l’aver attribuito a Hemingway un nomignolo, Papà, che non ha mai avuto. Tutti lo chiamavano Papa, senza l’accento, e almeno nella redazione culturale della Repubblica, che ha impaginato l’articolo, qualcuno avrebbe dovuto saperlo. Non è chiaro se il soprannome gli fosse stato dato dall’amico pittore Gerald Murphy o dai pescatori cubani che frequentava a Cojímar, un villaggio a 7 chilometri dall’Avana. Papa Hemingway è anche il titolo del celebre libro, uscito nel 1966 per Random House e più volte ripubblicato in Italia, dedicato allo scrittore americano da Aaron Edward Hotchner. Con «Mister Papa» e «Papa» si rivolgeva a Hemingway anche Adriana Ivancich, la giovane nobildonna veneziana che ispirò Di là dal fiume e tra gli alberi al grande romanziere.
[8 maggio 2024]

L’anno scorso di Belpietro è stato un anno
Nell’editoriale di prima pagina che dovrebbe proseguire a pagina 3 e invece continua a pagina 5, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, osserva, riferendosi ad Angelo Bonelli, leader dei Verdi: «Lo scorso anno, quello in cui lui denunciò il “drammatico problema della siccità”, è stato in Italia l’anno più piovoso dal 1950». Lo scorso anno è stato l’anno. Chi l’avrebbe detto.
[16 maggio 2024]

Labate cambia cognome a Colette Rosselli
Sul Corriere della Sera, Tommaso Labate intervista l’artista Isabella Gherardi, vedova del politologo Giovanni Sartori, e la fa parlare così dei genitori del defunto marito: «Due caratteri opposti: concreto e schivo il padre, mentre Titina, donna bellissima ed elegante, era mondana, amica di Montanelli, Colette Roselli e Lord Acton». Pensiamo che Labate intendesse riferirsi a Donna Letizia, la moglie di Indro, la quale però si chiamava Colette Rosselli, avendo mantenuto il cognome del suo primo marito, Raffaello Rosselli, cugino dei perseguitati antifascisti Carlo e Nello Rosselli, assassinati in Francia nel 1937.
[10 maggio 2024]

Per Avvenire anche i preti sono nonni
«La giornata dei nonni a luglio», titola Avvenire in prima pagina. E per illustrare la notizia pubblica una foto di papa Francesco che stringe le mani a un anziano prete, riconoscibile dal collare bianco inamidato che indossa sulla camicia azzurra. Delle due l’una: o si tratta di un nonno rimasto vedovo e ordinato prete in tarda età oppure Avvenire ha abolito il celibato sacerdotale.
[15 maggio 2024]

Ricolfi inventa un accento per Catherine Deneuve
«Lettera-appello di Cathèrine Deneuve e altre donne illustri», scrive Luca Ricolfi in un editoriale che comincia sulla prima pagina del Messaggero. Non soltanto l’accento nel nome, se esistesse, dovrebbe essere acuto (la sillaba seguente essendo sonora), ma in Catherine non ci vuole proprio, perché la parola si pronuncia /ka’trin/. Il francese, come ortografia, dà già fastidio ai francesi.
[12 aprile 2024]

Franco Amore non può essere tenente di polizia
«“L’ultima notte di Amore” racconta l’indagine, la notte prima del suo pensionamento, del tenente di polizia Franco Amore (impersonato da Pierfrancesco Favino)», recita una didascalia del Corriere della Sera. Si dà il caso che nel film in questione Amore sia un assistente capo, anche perché quello di tenente è un grado che nella Polizia di Stato non esiste. Oltretutto, il corrispettivo del tenente degli altri corpi militari (Esercito, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di finanza) nella Polizia è il commissario.
[27 aprile 2024]

Turetta «mentre moriva» accoltellò Giulia
Titolo dall’Ansa: «Pm, Turetta accoltellò Giulia anche in auto mentre moriva». Quindi Filippo Turetta si è trasformato in assassino mentre stava morendo? Strano: ci risulta che sia in carcere a Verona.
[15 maggio 2024]

Veronica Gentili e l’uso dei pronomi personali
Veronica Gentili sul Fatto Quotidiano: «Mi sa che all’Eurovision Vannacci gli devolverà l’8 per mille». La signora dimostra una concezione personalissima dei casi in cui (non) sono richiesti i pronomi personali.
[13 maggio 2024]

Il volo dei ragazzi di Cuneo fu di 100 metri, non 1.800
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Così morirono i ragazzi delle stelle di Castelmagno: l’auto giù nella scarpata mentre ammiravano il cielo». Sommario: «Cuneo, nell’agosto del 2020 un terribile incidente costò la vita a tutto il gruppo. Il veicolo fu trovato al fondo della valletta dopo un volo di 1800 metri». Se così fosse stato, sarebbe finito nell’acqua: l’Alpe Chastlar, da cui avevano già iniziato la discesa, si trova a 1.850 metri sul livello del mare e il Land Rover Defender delle cinque giovani vittime precipitò per oltre 100 metri da una scarpata a 1.800 metri di quota.
[14 maggio 2024]

La Repubblica confonde De Donatis con Vallini
Sul sito della Repubblica compare la notizia del recente «piccolo terremoto nella diocesi» del Papa, con questo titolo: «Il cardinale De Donatis nominato penitenziere, il Papa a Roma non ha più un vicario». Ma la foto a corredo del testo, pur indicando «il Papa con il cardinale De Donatis», rappresenta invece, accanto a un Pontefice visibilmente più giovane e asciutto, il cardinale Agostino Vallini, che di Angelo De Donatis fu il predecessore. Concordiamo sul fatto che papa Bergoglio non ha più un cardinale vicario.
[6 aprile 2024]

Piovono Patriot su Atene e Madrid?
Titolo (su quattro righe) dal Corriere della Sera: «Aiuti a Kiev, Borrell: ora tocca agli Stati Ue / Pressing per i Patriot su Atene e Madrid». I Patriot colpiranno le capitali greca e spagnola? No? Allora, a parità di righe, nella terza bastava scrivere: «Per i Patriot pressing». O invertire le ultime due: «Su Atene e Madrid pressing per i Patriot».
[23 aprile 2024]

Chiara Valerio cambia sesso allo schwa
In un articolo sulla Repubblica, aperto con virgolette che poi non si chiudono, Chiara Valerio scrive: «Michela Murgia fino a un certo punto avrebbe utilizzato l’asterisco, poi la schwa». Scelta paradossale, trattandosi di una scrittrice allineata con la defunta collega in tema di gender: schwa, sostantivo maschile per Lo Zingarelli 2025, dovrebbe essere il simbolo del genere neutro, ma Valerio riesce a cambiargli sesso e lo fa diventare femminile.
[28 aprile 2024]

Quando la situazione non solo esclude ma parla
Editoriale di Maurizio Belpietro, direttore della Verità: «Secondo l’alto ufficiale la situazione in Ucraina non è mai stata così difficile e dunque non solo esclude la possibilità di una vittoria contro i russi ma parla proprio di negoziato». Una situazione che non solo esclude ma anche parla ha del prodigioso.
[7 maggio 2024]

L’italiano anglicizzato di Federico Rampini
Dopo molti anni trascorsi negli Stati Uniti, Federico Rampini tende a esprimersi in un italiano anglicizzato, come dimostra la seguente frase tratta da un suo articolo sull’Arabia Saudita: «Nel 2019 un formidabile attacco di droni con regia iraniana colpì alcune infrastrutture petrolifere nevralgiche del Regno, incapacitandole per settimane». Il verbo incapacitare, introvabile nello Zingarelli 2025, è presente nel Grande dizionario della lingua italiana ma con il significato «diventare incapace» e con una duplice avvertenza: è intransitivo e richiede la particella pronominale («m’incapacito, t’incapaciti»). Esempio tratto dal racconto Viaggio di nozze di Cesare Pavese: «Mi sono tanto compiaciuto in solitudine, da atrofizzare ogni mio senso di umana relazione e incapacitarmi a tollerare e corrispondere qualunque tenerezza». Rampini è stato evidentemente fuorviato dall’inglese to incapacitate: inabilitare, rendere inabile, rendere invalido.
[16 aprile 2024]

Mephisto Waltz orecchia la citazione di Voltaire
Incipit della rubrica del coltissimo Mephisto Waltz sul Sole 24 Ore: «Formidabile il secolo dei Lumi, quel Settecento che fu l’anno di Voltaire (1694-1778), il filosofo capace di dire a un alto prelato: “Detesto quello che scrivete, ma darei la mia vita perché possiate continuare a scriverlo”». Povero satanasso, abituato ad andare a orecchio. La frase, come documentato da Stefano Lorenzetto in Chi (non) l’ha detto (Marsilio), non fu mai pronunciata dallo scrittore francese. «Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo» si legge soltanto nel libro The friends of Voltaire della scrittrice britannica Evelyn Beatrice Hall (1868-1956), edito da Smith Elder & Co. nel 1906. Spassoso l’infortunio bipartisan che a Montecitorio accomunò Giuseppe Amato (Forza Italia) e Fabio Mussi (Democratici di sinistra) nel dibattito parlamentare del 22 ottobre 1998 sulla nascita del primo governo guidato da Massimo D’Alema. Amato: «Signor presidente, onorevoli colleghi, il breve intervento che pronuncerò vuole anticipare il mio “no” al nuovo governo, non perché abbia qualcosa di personale contro l’onorevole D’Alema, i comunisti o bi-neo comunisti, ma perché approvo le parole di Rousseau: “Anche se non condivido le vostre idee, mi batterò affinché voi le possiate manifestare”». Mussi: «È Voltaire! Non Rousseau!» Luciano Violante, presidente della Camera, salomonico: «La frase è giusta». L’aveva sentita pronunciare dal coltissimo Mephisto Waltz, probabilmente.
[5 maggio 2024]

Francesco Battisti al ballo in maschera
Francesco Battistini sul Corriere della Sera: «Le minacce per il momento si mascherano con le solite mascherate». Un ballo in maschera.
[5 maggio 2024]

Il Giubileo indetto da Paolo VI fu nel 1975
Giovanni Maria Vian, direttore emerito dell’Osservatore Romano, su Domani si occupa del Giubileo indetto da papa Francesco per il 2025: «“Ci siamo domandati se una simile tradizione meriti d’essere mantenuta nel tempo nostro, tanto diverso dai tempi passati, e tanto condizionato, da un lato, dallo stile religioso impresso dal recente concilio alla vita ecclesiale, e, dall’altro, dal disinteresse pratico di tanta parte del moderno verso espressioni rituali d’altri secoli”. A porsi questa domanda nel 1973 era Paolo VI, che rispondeva di sì: perché “bisogna rifare l’uomo dal di dentro”. E il suo anno santo – un successo inatteso dopo le lacerazioni successive al Vaticano II e consolante per il papa che invecchiava – riuscì, all’insegna della riconciliazione». L’eccesso di confidenza con i testi di papa Montini, del quale è uno dei massimi studiosi, induce Vian a una semplificazione: quel Giubileo fu celebrato nel 1975, e non, come il lettore è indotto a concludere, nel 1973, quando la frase venne pronunciata dal pontefice bresciano durante l’udienza generale del 9 maggio.
[10 maggio 2024]

Non indagato e a piede libero, inaudito
A proposito di «una rissa in discoteca, con conseguente spedizione punitiva contro il personal trainer romano Cristiano Iovino», nella quale sarebbe stato coinvolto Fedez, Valeria Di Corrado riferisce sul Messaggero che «il cantante ancora non è indagato, ma è stato deferito a piede libero all’autorità giudiziaria dai carabinieri». Se non è indagato, non può che essere a piede libero.
[13 maggio 2024]

Precipitare in un tombino, che vertigine
Titolo dal sito del Giorno: «Brugherio, cane precipita in un tombino: salvato dai vigili del fuoco». Meno male che non è annegato in una pozzanghera.
[1° aprile 2024]

Un’ottantenne e per di più anziana
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Treviso, anziana 80enne scopre di avere due sorelle e tre fratelli dopo il test del Dna». La notizia risulterebbe fenomenale se la ottantenne fosse stata giovane o addirittura una ragazzina.
[5 maggio 2024]

Congiuntivo vo cercando (sul Messaggero)
Sul Messaggero, Michela Pagano si occupa del regista Leandro Castellani, «classe 33», e della moglie Maria Grazia Giovannelli, truffati da un consulente finanziario. Premesso che la «classe 1933» designa l’anno di nascita mentre la «classe 33» si usa per pavimenti, moquette e laminati, ecco la conclusione dell’articolo: «Gli incontri però, prima a Roma, poi a Fano, si nel tempo erano diventati sempre più sporadici, fino a interrompersi del tutto nel 2018, facendo finalmente sorgere il dubbio che qualcosa non va». Il si forse è un banale refuso (voleva essere un se? oppure un ?), ma il modo e il tempo del verbo sono da matita blu: «qualcosa non andasse» sarebbe stata la forma corretta, cioè modo congiuntivo e tempo imperfetto.
[4 maggio 2024]

Il ministro Sangiuliano tra singolare e plurale
Il Corriere della Sera ospita un articolo firmato da Gennaro Sangiuliano, ex direttore di Roma e del Tg2, ex vicedirettore di Libero e del Tg1, oggi ministro della Cultura: «Ma ci volle la caduta del Muro di Berlino e la decisione di cambiare nome al Pci per far riconoscere agli esponenti di quel partito le responsabilità materiali e morali della loro storia politica». Nonostante un illustre precedente dantesco («Grandine grossa, acqua tinta e neve / per l’aere tenebroso si riversa», Divina Commedia, Inferno VI, 10-11), ci saremmo aspettati, soprattutto da un giornalista, il verbo al plurale («ma ci vollero»), considerato che i soggetti sono due («la caduta» e «la decisione»).
[28 aprile 2024]

Non si nomina la corda in casa dell’impiccato
«Le bambine ci riguardano», strilla la copertina di Donne Chiesa Mondo, mensile dell’Osservatore Romano. Un titolo più superfluo che maldestro: di un certo interesse per l’infanzia ci sembravano già traboccanti le cronache.
[4 maggio 2024]

Il gender induce in errore anche Gramellini
Sul settimanale 7, nella rubrica 7 di cuori, Massimo Gramellini affronta il disagio della lettrice Barbara, quasi 60 anni, che ha un cruccio: il «nuovo amore» non la ospita, in quanto «non ha una casa sua, abita nell’appartamento che l’ex moglie gli ha dato, ma dove gli ha espressamente chiesto che io non mettessi piede». Gramellini le chiede: «Ma se tu ci andassi, la signora come farebbe a scoprirlo? Ha forse messo delle telecamere nascoste in bagno o ha assoldato un vicino di pianerottolo perché gli faccia da spia?». Il gender dilaga.
[26 aprile 2024]

La guerra che «antepone» Stati Uniti e Cina
Incipit di un servizio firmato da Federico Giuliani sul sito del Giornale: «Prosegue la guerra tecnologica che antepone Stati Uniti e Cina». Sì, ma ora chi lo spiega a Joe Biden e Xi Jinping che anteporre (mettere davanti, mettere prima) è meglio di contrapporre (mettere contro)?
[31 marzo 2024]

«Tremare le vene dei polsi» a sproposito
Marina Terragni scrive sul Foglio: «Il colossale Cass Review ha mandato gambe all’aria tutto il sistema di “cura” destinato a bambine e bambini con incongruenza o disforia di genere, rilevandone la fallacia e l’inconsistenza scientifica e facendo tremare le vene dei polsi a tutti quei medici che nei servizi dedicati hanno trattato migliaia di minori secondo un protocollo che palesemente non stava in piedi e contravveniva clamorosamente all’ippocratico “primum non nocere”». La locuzione corretta, nel significato di impaurire, terrorizzare, è quella mutuata dalla Divina Commedia di Dante Alighieri: «Aiutami da lei, famoso saggio / ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi». (Inferno I, 89-90). Polsi sta per arterie, derivando dal latino pulsum (battito). L’espressione le vene e i polsi non riguarda perciò le vene dei polsi tirate in ballo da Terragni: indica le vene e le arterie in genere, cioè i vasi sanguigni di tutto il corpo.
[1° maggio 2024]

Gnoli su Robinson sposta Corsico in Corsica
Su Robinson, settimanale culturale della Repubblica, Antonio Gnoli intervista Fusako Yusaki, artista giapponese: «Fusako ha compiuto 87 anni e da sessanta vive a Milano. Oggi in realtà nel vicino comune di Corsica». Data la distanza dell’isola francese, supponiamo che si tratti di Corsico, 9 chilometri da piazza del Duomo.
[24 marzo 2024]

I «cinque ani» di Elisabetta Tulliani
Dalla rubrica In prima pagina di Anteprima, apprendiamo che, insieme a Gianfranco Fini, per l’affaire della casa di Montecarlo è stata condannata «anche la compagna Elisabetta Tulliani (cinque ani)». Eppure non ci pare che abbia avuto tanto culo.
[2 maggio 2024]

I «matrimoni etnici» di Maria Teresa Ruta
Titolo dal sito di Tgcom 24: «Maria Teresa Ruta si sposa per la 12esima volta: “Le nozze il 23 ottobre”». Premesso che Ruta si sposò la prima volta nel 1987 con il giornalista Amedeo Goria, dal quale si separò nel 1999 e divorziò nel 2004, e che nel 2015 si risposò con il produttore discografico Roberto Zappulla, attendiamo di conoscere dalla sposa (che ripete l’insensata storiella su Libero) i nomi degli altri 9 mariti periti nell’infinita ecatombe coniugale, posto che i «matrimoni etnici» di cui lei favoleggia non sono matrimoni.
[19 aprile e 6 maggio 2024]

L’«Uno Maggio» esiste solo a Taranto
«Uno Maggio a Taranto», titola La Repubblica. D’accordo, non è colpa del giornale se un evento, che ha per direttori artistici il cantautore Diodato, il trombettista Roy Paci e l’attore Michele Riondino, è stato chiamato «Uno Maggio Taranto libero e pensante». Ma poiché i quotidiani dovrebbero essere scritti in italiano, quell’«Uno Maggio» andava quanto meno messo fra virgolette. Senza, invece, sembra una scelta della redazione. E non vi è alcun dubbio che chiamare «Uno Maggio» la Festa del lavoro è, dal punto di vista linguistico, una scemenza. Infatti sullo Zingarelli 2024 sono menzionati solo il Primo Maggio e il 1° Maggio.
[3 maggio 2024]

Avvenire rivede la teologia
Titolo da Avvenire, quotidiano della Conferenza episcopale italiana: «Siamo amici di Dio, amati senza un perché». Non avevano sempre detto che ci ama perché siamo suoi figli?
[1° maggio 2024]

Per La Stampa i pitbull sono cani maiuscoli
Titolo a tutta pagina sulla Stampa: «Sbranato dai Pit Bull». Chissà perché le due maiuscole. Saranno per non confondere il cane (peraltro comunemente chiamato pitbull) con il pit stop?
[23 aprile 2024]

La volontà adesiva è dolorosa o dolosa?
Il sito del Corriere della Sera riporta testualmente l’ordinanza dei giudici del Riesame nell’ambito dell’inchiesta sull’eredità Agnelli: «La frode è stata verosimile oggetto di dolo in capo a tutti i tre fratelli Elkann, i quali si è visto come fossero in ottimi rapporti con la nonna (Marella Caracciolo) e come ne conoscessero abitudini e problematiche di salute che rendevano prevalente la sua permanenza in Italia. Di fronte al decesso della congiunta, è verosimile che abbiano avallato, con dolorosa volontà adesiva, le strategie già suggerite e realizzate con la fattiva consulenza di Gianluca Ferrero (commercialista di famiglia, anche lui indagato)». La «dolorosa volontà adesiva», prima di approdare nella prosa giudiziaria, era conosciuta come un’esclusiva tipicità dei cerotti, specialmente quando si strappano da zone delicate della cute. In realtà, dopo calibrate riflessioni, riteniamo che i magistrati intendessero attribuire ai tre fratelli Elkann una «dolosa volontà adesiva».
[6 aprile 2024]

Al Giorno inventano gli amori «disel»
Post del Giorno su X: «Ilaria e Fabio: un errore di troppo. Matrimonio a prima vista 2024: colpi di scena, amori disel e rotture senza appello». La misteriosa parola è ripetuta anche nel testo, segno che non si tratta di un refuso. Si vede che nella redazione del giornale milanese diesel si pronuncia, e si scrive, disel.
[24 aprile 2024]

Lina Palmerini in retromarcia fa dietrofront
Incipit di un editoriale firmato da Lina Palmerini sul Sole 24 Ore: «Una partenza in retromarcia. Non capita a tutti ma a Schlein è toccato un dietrofront prima ancora di ingranare la marcia». A parte il fatto che una marcia Elly Schlein deve averla giocoforza ingranata per poter andare all’indietro (la marcia indietro, appunto), ci pare che la differenza fra retromarcia e dietrofront consista nel fatto che nella prima si rincula da una posizione raggiunta, nell’altra s’inverte il senso di marcia. Insomma, non sono sinonimi: in una procedi di culo, nell’altra arretri di faccia. Certo, in taluni casi non si nota la differenza.
[23 aprile 2024]

La Repubblica e il calendario di La Palisse
Titolo dal sito della Repubblica: «Putin ha solo due settimane di tempo per affondare in territorio ucraino prima del 9 maggio». E se la notizia uscisse il 2 maggio, ne avrebbe una sola, pensa un po’.
[23 aprile 2024]

Stefano Zurlo introduce l’ora illegale
Gli orari secondo Stefano Zurlo, sul sito del Giornale: «Sono le 1742 del 19 aprile»; «quella mail, delle 1742 del 19 aprile»; «un’altra mail che parte alle 1741». Devono aver introdotto l’ora illegale senza avvisarci.
[27 aprile 2024]

Incredibile: i lavori prorogati «da maggio ad aprile»
«Report ha fatto i conti sull’operazione immigrati in Albania e ha scoperto “una lunga serie di incongruenze”», rivela Antonio Fraschilla sul sito della Repubblica, anticipando i contenuti di uno scoop del programma di Sigfrido Ranucci su Rai 3. «Dalle carte consultate emerge che a fronte dei 36mila migranti prospettati dalla Meloni, i due centri di accoglienza albanesi arriveranno ad ospitare al massimo 2822 migranti, considerato che la capienza massima è di meno di mille persone. E i costi sono già fuori controllo: la costruzione dei due centri è passata da 35 milioni a 65 e rischiano di crescere ulteriormente visto che il termine dei lavori è stato già prorogato da maggio ad aprile». Sorvolando sul fatto che i due centri di accoglienza, la cui capienza massima è inferiore a 1.000 persone ciascuno, riusciranno invece a ospitarne 2.822, di solito in Italia, e anche in Albania a quanto ci risulta, aprile viene prima di maggio, e dunque prorogare i lavori da maggio ad aprile, nel corso del medesimo anno, è qualcosa di sconvolgente. Un vero scoop nello stile di Report.
[21 aprile 2024]

Il «nuovo» film di Scorsese risale al 1997
«Scorsese progetta un film su Frank Sinatra con Di Caprio», titola La Stampa. Sembrerebbe la notizia dell’anno e infatti compare anche su altri giornali (Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno). Peccato che risalga al 1997, quando il regista Martin Scorsese, affiancato dallo sceneggiatore Nicholas Pileggi, secondo la stampa mondiale era già al lavoro sulla biografia – allora non si chiamava ancora biopic – negli studi della Warner Bros a Los Angeles. Il cantante di My way sarebbe stato interpretato da John Travolta, o Hugh Grant, o Peter Lawford, mentre veniva dato per certo Tom Hanks nel ruolo di Dean Martin. L’anno seguente Scorsese affidò il ruolo di Sinatra a Travolta, già pronto a perdere almeno 20 chili con una dieta in tre fasi: succo d’arancia diluito con acqua e niente cibo, poi verdure, infine legumi. Parrebbe la riedizione del Viaggio di G. Mastorna, detto Fernet di Federico Fellini, vagheggiato dal 1965 e mai girato.
[19 aprile 2024]

Dopo gli «sghei», Fratus inventa gli «skei»
Un articolo di Tiziano Fratus sulla Verità termina così: «La terra, non il guadagno, il profitto, gli skei. La terra...». Nel corso degli anni ci siamo appuntati i nomi di molti giornalisti che hanno scritto sghei al posto di schei (Gad Lerner, Chiara Beria di Argentine, Nico Orengo, Roberto Cotroneo, Jenner Meletti, Michele Smargiassi, Stefano Marroni, solo per citarne alcuni), tanto da aver costretto persino il Grande dizionario della lingua italiana e la Treccani a registrare un vocabolo che nessun veneto, fin dai tempi del Regno Lombardo-Veneto (1815-1866), ha mai pronunciato: tutti dicono sempre e solo schei, visto che la parola deriva dall’espressione Scheidemünze (moneta divisionale) impressa sugli spiccioli dell’Impero austroungarico. Ma gli skei di Fratus, scrittore e poeta nato a Bergamo e che dunque dovrebbe conoscere le genti della Serenissima, sono una novità assoluta. Avrà pensato a uno sketch.
[21 aprile 2024]

Formigli e i «mìdia» venuti dal latino
Nell’introdurre una puntata di Piazza pulita dedicata all’informazione, Corrado Formigli ripete per tre volte «mìdia» in luogo di «media». La parola mass media è composta dall’inglese mass (massa) e dal plurale latino di medium (mezzo). La prima pronuncia accreditata dallo Zingarelli 2024 è «mass media», non «mass mìdia», e siccome Formigli lavora per La7, non per la Bbc, potrebbe attenersi alla lingua italiana. Già nel 1986, in Siamo tutti latinisti (Rcs), Cesare Marchi avvertiva: «Media è uno dei tanti vocaboli arrivati dal latino attraverso l’inglese, e pronunciato, erroneamente, mìdia». Del resto, non s’è mai sentito qualcuno dire «mìdium» invece di «medium», pur essendo questo vocabolo, derivato dall’aggettivo latino medius, presente tanto nel dizionario inglese quanto in quello francese.
[25 aprile 2024]

Per Lorenzetto c’è Audiffredi e Audifreddi
Nella rubrica Vaccabolario che tiene sul mensile Arbiter, Stefano Lorenzetto censura il direttore di Esquire per la decisione di sostituire la e finale con lo schwa, al fine di «raccontare la contemporaneità in una logica non binaria» (e pensare che fin dagli anni Trenta la rivista si qualificava con la dizione «The magazine for men» nella testata). Solo che lo chiama Giovanni Audiffredi e subito dopo Audifreddi. Corretto il lapsus calami, rimane la censura.
[26 aprile 2024]

Il Corriere scambia i film di Yimou e Song
Il Corriere della Sera, nella pagina degli Spettacoli, pubblica un servizio su Under the Light, il film di Zhang Yimou che ha sfidato la censura cinese. Peccato che la grande foto pubblicata a corredo del pezzo, indicata anche nella didascalia come una scena tratta da Under the Light, si riferisca invece a un’altra pellicola: Past Lives della regista Celine Song.
[24 aprile 2024]

Sul diario del conclave, Panettiere ricorda male
Su Quotidiano Nazionale, testata di Resto del Carlino, Nazione e Giorno, il vaticanista Giovanni Panettiere scrive del conclave da cui il cardinale Joseph Ratzinger uscì Papa: «Nel 2011 “Limes” pubblicò il diario di un anonimo porporato presente sei anni prima in Cappella Sistina». Panettiere ricorda male: il numero della rivista che ospitò stralci del diario uscì nel settembre del 2005, pochi mesi dopo il conclave di quell’anno, non nel 2011.
[2 aprile 2024]

Arrivano anche le «bombe d’acque»
Titolo dal Corriere della Sera: «Bombe d’acque, grandine e rientri a ostacoli in città». Le bombe d’acqua non bastano più.
[2 aprile 2024]

Belpietro «fa andare le mani»
Nel suo editoriale di prima pagina, il direttore della Verità, Maurizio Belpietro, usa per due volte la locuzione «far andare le mani». Sarebbe questa, secondo le accuse della sinistra, la tendenza di Giorgia Meloni, nel senso che la premier non vedrebbe l’ora d’incitare le forze dell’ordine a usare le maniere forti contro i dimostranti nelle piazze. Con riferimento alle percosse, ci erano note le espressioni «alzare le mani», «mettere le mani addosso», «menar le mani», «venire alle mani», ma è la prima volta che c’imbattiamo in estremità degli arti superiori che vengono mandate in trasferta. L’unico esempio è rintracciabile nel brianzolo fà nà i man (far andare le mani), ma trattasi di dialetto, non di lingua italiana, senza contare che ha tutt’altro significato (mettersi al lavoro). Idem il bergamasco fà ’ndà i ma’ che l’te passa (lavora che ti passa). Nel finale del medesimo editoriale, Belpietro si domanda: «Quanti poliziotti sono stati dirottati da servizi necessari per evitare scontri?». Immaginiamo che si tratti degli agenti distolti dalle normali incombenze per essere spediti in piazza a fronteggiare i manifestanti. Se è così, conveniva scrivere: «Quanti poliziotti, per evitare scontri, sono stati dirottati da servizi necessari?». Oppure: «Per evitare scontri, quanti poliziotti sono stati dirottati da servizi necessari?».
[21 aprile 2024]

Libero confonde il Regina coeli con il carcere
Su Libero, in prima pagina, editoriale di Antonio Socci, che commenta le parole di papa Francesco all’incontro domenicale con i fedeli in piazza San Pietro. Occhiello del titolo: «Discorso al carcere di Regina Coeli». Hanno confuso la prigione con la recita della preghiera Regina caeli, e che sarà mai!
[22 aprile 2024]

Per Facci le ingiuste detenzioni valgono 13 volte il Pil
Secondo Filippo Facci, per le ingiuste detenzioni «nel 2023 lo Stato ha speso 27.844.794 milioni di euro», dunque quasi 27.845 miliardi, cioè oltre 13 volte il Pil dell’Italia. L’articolo di Facci è uscito in prima pagina sul Giornale con il titolo «I giudici che sbagliano non pagano e fanno carriera». A volte anche i giornalisti.
[20 aprile 2024]

L’amicizia «inclinata» fra Loredana Bertè e Renato Zero
Il sito del Messaggero scrive di Loredana Bertè e Renato Zero: «Hanno vissuto gli anni d’oro della musica italiana. Sono stati amici, complici e colleghi. Ma da un po’ pare che la loro amicizia si sia inclinata». Non a 90 gradi, si spera.
[3 aprile 2024]

Studenti «al gelo» con una massima di 19 gradi?
Occupandosi di anarchici ed estremisti filopalestinesi che all’Università La Sapienza di Roma hanno inscenato una protesta contro Israele, Fulvio Bufi e Fabrizio Caccia riferiscono sul Corriere della Sera: «Ora aspettano al gelo in una tenda di avere al più presto un incontro con la rettrice Polimeni». Il giorno in cui è stato scritto l’articolo, nella Capitale la temperatura massima ha segnato 19 gradi, quella minima 9, quella media 14, mentre gelo per Lo Zingarelli 2024 rimane la «temperatura pari o inferiore a zero gradi».
[18 aprile 2024]

Enzo Bianchi e il «look down» degli italiani
Commentando su Tuttolibri un’inchiesta sociologica riguardante la partecipazione degli italiani alla messa, Enzo Bianchi scrive di «comportamenti dati dal look down, il quale, in realtà non ha inciso in nulla». Tralasciando la punteggiatura a casaccio, siamo d’accordo: l’orecchiata espressione inglese non riguarda il modo di vestire, come ben sanno tutti gli italiani che durante la pandemia da Covid-19 furono obbligati dai lockdown a rimanere segregati in casa.
[20 aprile 2024]

Un missile abbattuto in fase di atterraggio
Massimo Nava rievoca sul Corriere della Sera il genocidio dei tutsi avvenuto 30 anni fa in Ruanda: «L’orrore cominciò fra il 6 e il 7 aprile del 1994, quando l’aereo del presidente hutu, Habyarimana, fu abbattuto da un missile in fase di atterraggio all’aeroporto di Kigali». Quindi stava atterrando il missile? No? Allora occorreva scrivere: «In fase di atterraggio all’aeroporto di Kigali fu abbattuto da un missile».
[6 aprile 2024]

Editoriale travagliato sul Fatto Quotidiano
Un editoriale firmato dal direttore Marco Travaglio, sulla prima pagina del Fatto Quotidiano, comincia così: «Siccome Bonelli&Fratoianni la candidano, si presume che desiderino l’elezione di Ilaria Salis a eurodeputata». Non si comprende il malvezzo di togliere gli spazi prima e dopo la congiunzione rappresentata dalla e commerciale (&), riscontrabile sempre anche nei titoli di quel giornale, forse per risparmiare due battute. Poco oltre, Travaglio scrive: «Negri fuggì in Francia per 14 anni mentre la Cassazione lo condannava a 12 anni per associazione sovversiva e concorso in rapina col morto». Si potrebbe intendere che fra i rapinatori ci fosse un morto. Per evitare la surreale ipotesi bastava scrivere: «Concorso in rapina finita con un morto». Più avanti: «Intanto non è certo che sia eletta: se Avs non raggiunge il 4% (cosa possibile, visti i sondaggi e la concorrenza di Santoro) o se lei non riceve abbastanza preferenze, rimane trombata». «Honni soit qui mal y pense», ma non ci sembra il participio più confacente a una donna. E subito dopo: «Se invece viene eletta, non è affatto detto che i giudici la liberino: in casi analoghi, alcuni sono usciti e hanno raggiunto l’Europarlamento, altri no». Alcuni giudici sono usciti? No? Allora dopo alcuni la precisazione detenuti non guastava.
[20 aprile 2024]

Il ministro degli Esteri vaticano non sa citare la Bibbia
Sull’Osservatore Romano l’arcivescovo Richard Paul Gallagher, segretario dei Rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali (in pratica il ministro degli Esteri della Santa Sede), si cimenta con la formazione dell’Occidente e cita le celeberrime parole di Gesù: «Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo a ogni creatura». Ma indica un versetto biblico sbagliato perché non si tratta di Matteo 16, 16, bensì di Marco 16, 15. Il diplomatico inglese, evidentemente poco avvezzo alle Sacre Scritture, aggiunge poi che un’espressione, altrettanto celebre, di san Paolo («Guadagnare tutti a Cristo»), corrisponderebbe a Corinzi 9, 19-22. A parte il fatto che le Lettere ai Corinzi sono due e che il riferimento qui è alla prima, la citazione riportata tra virgolette è una sintesi dell’autore, il quale avrebbe dunque dovuto scrivere «cfr. 1 Corinzi 9, 19-22». Se il monsignore mette nei rapporti con gli Stati lo stesso zelo con cui compulsa la Bibbia, per la Santa Sede la vediamo dura.
[19 aprile 2024]

Gramellini confonde l’assicurazione con il bollo
Nella rubrica Il caffè, sulla prima pagina del Corriere della Sera, Massimo Gramellini si occupa del caso di Nancy Liliano, che ha provocato la morte di due carabinieri mettendosi alla guida di un Suv in uno stato di alterazione determinato da alcol e stupefacenti: «Ha patteggiato una condanna a tre anni per traffico di droga e la vettura le è stata recentemente sequestrata perché senza assicurazione, salvo esserle restituita quando si è infine piegata al rito del pagamento del bollo». Non si capisce il nesso fra polizza assicurativa mancante e tassa di circolazione non pagata. Se invece il secondo sostantivo voleva essere un sinonimo del primo, l’uso è sbagliato: bollo, secondo Lo Zingarelli 2024, in senso ellittico indica solo il bollo di circolazione, contrassegno circolare di carta che, applicato al parabrezza, attestava l’avvenuto pagamento della tassa di possesso di un autoveicolo.
[9 aprile 2024]

Belpietro promuove cardinale l’arcivescovo
«Il vescovo ci querela perchè ai fedeli non piace che lui dia soldi a Casarini», titola La Verità a tutta pagina – la prima – con l’accento grave (sbagliato) sull’ultima vocale di perché. A firmare il testo sottostante è il direttore, Maurizio Belpietro, indignato per la citazione in giudizio pervenutagli dagli avvocati di monsignor Erio Castellucci, arcivescovo di Modena e Nonantola, con relativa richiesta di risarcimento dei danni: 200.000 euro. Nel suo editoriale, Belpietro attribuisce per tre volte a Castellucci il titolo di «Sua Eminenza Reverendissima», spettante soltanto ai cardinali. Un arcivescovo, o un vescovo, al massimo si può definire «sua eccellenza».
[18 aprile 2024]

Cala l’indebitamento o cala Il Sole?
Titolo dal Sole 24 Ore: «Rai, conti in pareggio / Cala l’indebitamento ma resta a 568 milioni». Sì, ma cala o resta?
[18 aprile 2024]

Paola Taverna è diventata una tenutaria
Sommario su Paola Taverna dal sito del Corriere della Sera: «Incarna il dna del Movimento 5 stelle, ha condotto campagne accese contro i dem e ora è la tenutaria delle trattative nei territori proprio con il Pd nella sua nuova veste “diplomatica”». Bei tempi quando le tenutarie si occupavano di altri casini.
[9 aprile 2024]

Beato chi capisce come scrive Sciandivasci
In uno scombiccherato editoriale sulla Stampa, Simonetta Sciandivasci osserva: «Allora, anziché invertire o ribaltare una narrazione, quello che si dovrebbe fare, in questo Paese, sulla demografia come su tutto – ma la demografia è tutto, contiene tutto –, bisogna mettere tutte le narrazioni insieme, riconoscerne il valore, le richieste, le sofferenze». «Quello che si dovrebbe fare» è «bisogna mettere»? Di seguito, compare quest’altra frase: «Non ci sono antinatalisti ai quali destinare rimproveri, ma ci sono persone che stanno dicendoci che su di loro che dobbiamo e possiamo contare per costruire il presente e il futuro». D’accordo, ci arrendiamo.
[13 aprile 2024]

L’eclissi di Sole è un fenomeno «astrologico»
La pagina Facebook del Corriere della Sera dà notizia dell’eclissi totale di Sole dell’8 aprile: «Milioni di persone sono in viaggio per raggiungere la lunga e sottile striscia che attraversa il continente nord americano da cui sarà possibile ammirare quello che è stato definito “il fenomeno astrologico dell’anno”». Secondo l’oroscopo del giorno erano attesi all’appuntamento anche Branko e Paolo Fox.
[7 aprile 2024]

Congiuntivo vo cercando / 1
Sul Corriere della Sera, Fulvio Fiano intervista la giornalista dell’Adnkronos al centro di una vivace polemica con il pornoattore Rocco Siffredi. Domanda: «Perché l’intervista l’ha fatto infuriare?». Risposta: «Voleva che levassi alcune sue frasi su Alessandro Borghi (l’attore che lo interpreta nella serie, ndr) dall’intervista, l’ho accontentato ma non gli andava bene ugualmente nonostante, rileggendo tutto, non c’era niente di impreciso». Considerato che Fiano riporta le parole di una giornalista, ci saremmo aspettati che almeno uno dei due si ricordasse dell’esistenza del congiuntivo: «Non ci fosse niente di impreciso».
[22 marzo 2024]

Congiuntivo vo cercando / 2
Concetto Vecchio intervista sulla Repubblica l’ex socialista Fabrizio Cicchitto. Domanda: «Sappiamo tutto della P2?». Risposta: «Penso di no. Ho sempre sospettato che c’erano altri elenchi fatti sparire in Uruguay». Ma sì, aboliamolo questo congiuntivo! («Che ci fossero», Vecchio, «che ci fossero»).
[2 aprile 2024]

Mina non è sulla ribalta da 38 anni
«Mina compie 84 anni: 38 anni sulla ribalta, 46 “in ritiro”», titola il sito del Corriere della Sera. Se per ribalta s’intende la lunga tavola di legno fissata con cerniere al proscenio, descritta dai dizionari, o, in senso lato, l’esibirsi davanti al pubblico (sul palcoscenico, in tv, nei locali notturni, in concerti), allora va detto che Mina esordì per caso alla Bussola di Marina di Pietrasanta nell’agosto del 1958, spinta dagli amici mentre era in vacanza al mare con la famiglia, venendo subito notata dal titolare del night Sergio Bernardini (ma pochi mesi prima aveva già cantato con gli Happy Boys in un locale di Rivarolo Mantovano), e si ritirò il 23 agosto 1978, con l’ultima esibizione alla Bussoladomani del Lido di Camaiore, sempre in Versilia. Quindi rimase sulla ribalta per 20 anni esatti, non 38. Dopo il ritiro dalle scene, la sua carriera è proseguita in sala di registrazione.
[25 marzo 2024]

Le astrusità (e il «poterismo») di d’Esposito
Editoriale di Fabrizio d’Esposito sul Fatto Quotidiano: «Il punto è che da quando è nato l’Ulivo che il richiamo berlingueriano pende sulla malattia del poterismo che ha contagiato i postcomunisti di governo». Tutto chiaro, checché se ne dica. E in attesa che i dizionari registrino poterismo.
[9 aprile 2024]

Philip Marlowe non è mai stato un poliziotto
Sul settimanale 7, Maria Luisa Agnese parla di Philip Marlowe come di «un poliziotto fuori dagli stereotipi brutali dell’uomo d’ordine». Per la verità, il personaggio letterario protagonista dei romanzi dello scrittore statunitense Raymond Chandler, fin da Il grande sonno, uscito nel 1939, non ha mai fatto il poliziotto, qualifica che per il Grande dizionario della lingua italiana spetta all’«agente o funzionario di polizia» o, in senso generico, sta per «guardia, gendarme». Invece Philip Marlowe è un detective privato. A discolpa di Agnese, va detto che il film Farewell, my lovely, tratto dall’omonimo romanzo pubblicato nel 1940 da Chandler, apparve nel 1975 in Italia con il titolo Marlowe, il poliziotto privato. L’investigatore era interpretato da Robert Mitchum.
[22 marzo 2024]

Il ciclista evita di schiantarsi: è grave
Titolo dal sito del Giorno: «Robbio, camionista ferma il tir per fare pipì in strada, ciclista non si schianta contro il rimorchio. È grave». Sempre disattenti, questi ciclisti: è davvero grave che evitino di schiantarsi.
[3 aprile 2024]

Scrivere da Piedone lo Sbirro
Incipit dell’editoriale del direttore Marco Travaglio, dal titolo «Piedone lo Sbirro», sulla prima pagina del Fatto Quotidiano: «Conte non ha conosciuto Casaleggio, morto nel 2016, poco prima che Raggi e Appendino conquistassero Roma e Torino, due anni prima che Di Maio sfiorasse il 33% e lui, da professore e avvocato, diventasse premier. Ma dovrebbe deporre un fiore sulla sua tomba per avergli lasciato in eredità tre regole d’oro». Siccome il soggetto della prima frase, così come della seconda, è Giuseppe Conte, dobbiamo dedurne che è l’ex premier ad aver lasciato in eredità a Gianroberto Casaleggio tre regole d’oro. Se così non è, ci pare scritto con i piedoni.
[13 aprile 2024]

Eccezionale: a Pompei ci sono affreschi «nuovi»
Didascalia dalla prima pagina della Repubblica: «Elena e Paride in uno dei nuovi affreschi scoperti a Pompei». Talmente nuovi che hanno solo duemila anni, all’incirca.
[12 aprile 2024]

Ecco spiegata (da Fini) la crisi delle edicole
«Con un documentato articolo sul Fatto, Nicola Borzi ha confermato, dati alla mano, quel fenomeno che per la verità tutti noi sperimentiamo ogni giorno ictu oculi: la crisi delle edicole», così comincia un editoriale di Massimo Fini sul medesimo Fatto Quotidiano. «Nell’ultimo quadriennio le edicole sono scese da 16 mila a 13.500 circa, ma il fenomeno ha radici molto più lontane, nel 2002 i punti vendita in Italia erano 43 mila, ora sono scesi a 23 mila». Bel mistero. Se negli ultimi quattro anni le edicole sono scese a 13.500, come fanno, ora, a essere 23.000? Forse Fini distingue le edicole «pure» dai punti vendita che dispongono di giornali (supermercati, autogrill eccetera). Ma anche qui i conti non tornano. Press-di, la società della Arnoldo Mondadori che consegna sul territorio nazionale le testate di oltre 100 editori, serve da sola 28.000 punti vendita (di cui 1.250 nella grande distribuzione) fra edicole esclusive, edicole promiscue, stazioni, aeroporti, autostrade, negozi stagionali. Più avanti Fini accenna a «Il Diario di Enrico Deaglio (1996-2009)», però gli anni fra parentesi, messi dopo il nome, di solito indicano quelli della nascita e della morte, mentre Deaglio, partorito nel 1947, è ancora vivo e vegeto. Inoltre, Diario (senza l’articolo), settimanale uscito per la prima volta il 23 ottobre 1996 come supplemento dell’Unità, cessò le pubblicazioni nel 2007. Le riprese nel gennaio 2008 ma con periodicità quindicinale e con un altro direttore, Massimo Rebotti. Proseguiamo nella lettura: «Gli influencer hanno preso il posto dei giornalisti, sono loro le star. Chiara Ferragni ha 15 milioni di follower, Marco Travaglio, che è forse il giornalista più noto oggi in Italia, mi pare due o tre». Due o tre follower ci sembrano davvero pochi. E ancora: «Grandi case editrici, come la Mondadori, si sono ridotte a far pagare gli aspiranti autori, cosa che facevano un tempo case editrici infime e spesso truffaldine». Forse, se abbiamo inteso bene la grave accusa lanciata da Fini, bisognava scrivere: «Si sono ridotte a farsi pagare dagli aspiranti autori». Conclusione: «I giornali sono fatti male? Sì, sono fatti male». Poi uno si chiede perché la gente non li compri più e le edicole muoiano.
[23 marzo 2024]

Non si può designare a qualcuno una circoscrizione
Didascalia dal Corriere della Sera: «Lucia Annunziata, 73 anni, è indicata come papabile capolista per il Pd al Sud, ma la giornalista avrebbe espresso perplessità sulla circoscrizione a lei designata». Designare è un verbo transitivo, che significa proporre o destinare qualcuno a un incarico o a un ufficio. Si può designare una persona a una circoscrizione, non viceversa.
[24 marzo 2024]

Veronica Gentili, solita iena dattilografa
Veronica Gentili, attualmente impegnata in tv con Le iene, scrive nella sua rubrica settimanale sul Fatto Quotidiano: «In ciascuno di questi due casi, quel che non è consentito è mancare di rispetto a quelle persone che hanno ricorso o che ipotizzano di ricorrere a questa pratica». Come rappresentante della categoria delle «iene dattilografe» (copyright Massimo D’Alema), ancora una volta Gentili si dimostra assai scarsa: il verbo ricorrere si coniuga come correre e richiede l’ausiliare essere, non avere.
[15 aprile 2024]

Stampa e Fatto gareggiano nello sbagliare le foto
La Stampa pubblica una foto nelle pagine degli spettacoli con questa didascalia: «Marisa Abela nei panni della Winehouse». Peccato che si tratti invece proprio della cantante Amy Winehouse, fotografata da Roger Kisby per l’agenzia Getty images sul palco del festival Lollapalooza a Chicago, il 5 agosto 2007. Nello stesso giorno, Il Fatto Quotidiano ospita un panegirico di Andrea Scanzi in onore del campione di tennis Matteo Berrettini. Peccato che nella foto a corredo dell’articolo compaia però l’avversario Carlos Alcaraz. Un tempo bastava diffidare di quello che si leggeva sui giornali. Ora non c’è da fidarsi neppure di quello che si vede.
[9 aprile 2024]

Robinson ringiovanisce David H. Lawrence
Su Robinson, supplemento culturale della Repubblica, in una pagina dedicata all’autore di L’amante di Lady Chatterley, compare questa dicitura: «David H. Lawrence nasce nel 1895 a Eastwood in Inghilterra. Romanziere, drammaturgo, poeta e pittore, muore a Vence, in Francia, nel 1930». Lo hanno ringiovanito di 10 anni: nacque nel 1885.
[14 aprile 2024]

Lorenzetto dimentica per strada un Papa veneto
Stefano Lorenzetto intervista sull’Arena don Francesco Ballarini, sacerdote veronese mandato in Argentina nel 1981, amico di Jorge Mario Bergoglio, che conobbe come superiore provinciale dei gesuiti. A un certo punto, si legge questa osservazione di Lorenzetto riferita a papa Francesco: «Rifiuta la porpora all’arcivescovo di Milano. Non crea cardinale il patriarca di Venezia, una città che nel secolo scorso diede due papi alla Chiesa, Pio X e Giovanni XXIII». Per la verità, i pontefici provenienti nel secolo scorso dalla città lagunare furono tre: l’ultimo, Albino Luciani, assunse il nome di Giovanni Paolo I. Errore scandaloso, considerato che Lorenzetto è veneto.
[14 aprile 2024]

Tra Corriere e Giornale ballano i numeri
Titolo d’apertura della cronaca milanese del Corriere della Sera: «Design in città / Al via 1.300 eventi e incontri». Titolo d’apertura della cronaca milanese del Giornale: «Salone e Fuorisalone si parte / Maratona tra 1.067 eventi». Cercansi notizie dei 233 dispersi nella maratona.
[15 aprile 2024]

La Verità cade sul serrare le file
Titolo dalla Verità: «La Lega serra le fila in vista delle urne». Aridaje! Il plurale del sostantivo fila, nel significato di ranghi, è file: «Militare nelle file di un partito, serrare le file, disertare le file» (Lo Zingarelli 2024). Il plurale fila con valore collettivo si usa soltanto quando si parla di filamenti, oppure della trama di un ordito, o di un intreccio in senso metaforico.
[24 marzo 2024]

Roncone celebra Speranza ma confonde i fatti
Fabrizio Roncone firma su 7, il settimanale del Corriere della Sera, un appassionato elogio dell’ex ministro della Salute, Roberto Speranza, a proposito delle decisioni prese dal politico lucano durante l’emergenza Covid. Dopo averlo individuato confidenzialmente come «uno di noi», Roncone si dedica agli errori altrui e scrive: «A Bergamo lasciano entrare migliaia di tifosi per una partita dell’Atalanta e poi i camion militari porteranno via i feretri». Una sintesi macabra assai poco accurata. Il riferimento di Roncone è infatti ad Atalanta-Valencia, partita di Champions League, che si giocò però allo stadio San Siro di Milano. Un evento sciagurato, definito poi dal sindaco della città orobica, Giorgio Gori, «una bomba biologica». Ma quell’incontro calcistico si svolse il 19 febbraio. Non decisero a Bergamo di lasciare entrare i tifosi a dispetto delle cautele adottate da Speranza. Anche perché il provvedimento «Nuove misure di quarantena obbligatoria e sorveglianza attiva» firmato dal ministro Speranza fu emesso solo il 21 febbraio 2020.
[6 aprile 2024]

Saviano, urge pentimento operoso sulle virgole
Roberto Saviano consegna al Corriere della Sera due articoli sulla decisione di Francesco Schiavone, alias Sandokan, capo della camorra a Casal di Principe, di pentirsi dopo 26 anni di carcere. Saviano ha molti dubbi sulla sincerità della scelta di Sandokan, e noi li rispettiamo. Ci accontentiamo solo di nutrire alcune modeste certezze sullo sconsiderato uso delle virgole da parte dell’autore di Gomorra. Le lancia qua e là come sassolini nel fiume disordinato della sua prosa. Esempio: «Sandokan presenta a Mario Iovine, una lista di persone interne alle forze dell’ordine che giurano che Mimi non ha mai firmato un verbale e non è mai stato confidente». La virgola tra verbo e complemento oggetto, nel caso di specie tra «presenta a Mario Iovine» e «una lista», è un errore da matita blu sin dalle elementari. Quisquilie? Pinzillacchere rispetto alle tragedie della malavita. Ma un piccolo pentimento operoso, tra un punto e virgola e l’altro, non guasterebbe.
[30 marzo 2024]

Marcenaro crede che Cassibile si trovi in Puglia
Nella rubrica Andrea’s Version, sulla prima pagina del Foglio, Andrea Marcenaro finge di scrivere un tema scolastico su situazioni, personaggi e paesaggi che hanno «reso bella e preziosa la storia di Bari e della Puglia». Svolgimento: «Personalità come Aldo Moro resero nobilissime quelle terre, ma in maniera diversa, non inferiore, fecero i dribbling di Cassano, mezzapunta di genio nota in tutto il mondo del calcio per la visione del gioco e i continui capricci. Ricordiamo quindi i trulli, Barivecchia, con la sua caratteristica struttura e la disdicevole nomea che la caratterizza, la gloriosa Basilica dell’XI secolo dedicata a San Nicola. Ma poi Domenico Modugno, e i normanni che la possedettero e la svilupparono, e Gioacchino Murat, e il Petruzzelli con i suoi guai, e la casa editrice Laterza, e l’armistizio di Cassibile». A meno che il tema non sia stato assegnato a un’immaginaria classe prima della scuola primaria, l’ultima citazione ci pare, è il caso di dirlo, fuori luogo: Cassibile è una frazione del Comune di Siracusa, in Sicilia.
[6 aprile 2024]

L’ex giudice Salvini ha problemi con la concordanza
L’ex giudice Guido Salvini indirizza una lettera al Corriere della Sera per lamentarsi di un servizio in cui si svelava che era andato in pensione lasciando in sospeso nell’armadio 300 processi: «Aggiungo che, in termini di numeri, i fascicoli in stand by al Tribunale di Milano sono una quantità enorme, decine di migliaia, se non fosse così non ci sarebbe il Pnrr e gli allarmi continui dei capi ufficio». Complimenti per la concordanza del numero: verbo al singolare per due soggetti che avrebbero richiesto il plurale.
[22 marzo 2024]

Il «chierico vagante» dalla vaga punteggiatura
Nella sua rubrica Il chierico vagante, sul Fatto Quotidiano, Fabrizio d’Esposito scrive: «In realtà, come ha notato lo storico Giovanni Maria Vian, già direttore dell’Osservatore Romano, in un’intervista al Corriere della Sera “la cosa più sorprendente nel racconto di Francesco è l’assenza totale del nome del cardinale Carlo Maria Martini”». Papa Francesco ha rilasciato un’intervista (un’altra) al giornale milanese? No? Allora dopo Corriere della Sera serviva una virgola, sia pure vagante.
[8 aprile 2024]

I «Cdr superstiti» di Gedi affossano la lingua italiana
Dopo la vendita del Secolo XIX decisa dall’editore John Elkann, il «Coordinamento dei Cdr superstiti del gruppo Gedi» (cioè i Comitati di redazione della Repubblica e della Stampa) ha redatto una polemica «cronistoria della dismissione», che è stata riportata da vari organi d’informazione e dal sito della Federazione nazionale stampa italiana (il sindacato dei giornalisti). In essa, i Cdr scrivono fra l’altro: «Nessuno di noi ha mai compreso il senso imprenditoriale dell’acquisto di Gedi, gruppo editoriale che ha avuto un ruolo nella storia di questo Paese, fatto a pezzi uno ad uno». A parte che la locuzione corretta è a uno a uno, cioè uno alla volta, «uno ad uno» che cosa? Era più appropriato scrivere: «Fatto a pezzi testata per testata». Ecco spiegato perché vediamo in pericolo anche i «Cdr superstiti».
[28 marzo 2024]

Ma un «ultra 99enne» quanti anni avrà?
Sul Corriere della Sera, nella rubrica Memoria di Milano, Paola D’Amico pubblica una foto inviata dal lettore Giorgio Tincani, accompagnata da queste parole: «Mamma Gemma con mio fratello Piero una domenica di primavera al Castello. Io e mio fratello Enrico, ultra 99enne li ricordiamo con infinito affetto». Una volta si sarebbe scritto «quasi centenario». Comunque, dal giorno dopo il compleanno, si è «ultra» anche a 9 anni.
[20 marzo 2024]

La grande fuga dai social dei vip o dei vip dai social?
Titolo dalla Verità: «La grande fuga dai social dei personaggi dello spettacolo». Al che uno capisce che il pubblico sta abbandonando in massa i profili che le star rimpinguano sui social, postandovi foto e pensierini. Peccato che il testo di Cesare Lanza si apra con tutt’altra notizia: «Fuga dai social per i vip. La dipendenza dal web ha travolto anche loro. Dopo le star hollywoodiane, ora anche tanti personaggi dello spettacolo italiano stanno abbandonando i social». Quindi il titolo avrebbe dovuto essere il seguente: «La grande fuga dei personaggi dello spettacolo dai social».
[18 marzo 2024]

La peste che uccise persino gli scheletri
Titolo dal Corriere Adriatico: «Norimberga, ritrovata la fossa comune più grande d’Europa con migliaia di scheletri uccisi dalla peste». Doveva essere un’epidemia davvero pestifera per uccidere anche gli scheletri.
[12 marzo 2024]

Massimo Fini cita un san Paolo inesistente
«Comunque nemmeno in Occidente il lavoro è sempre stato un valore. San Paolo lo definisce “uno spiacevole sudore della fronte”», scrive Massimo Fini sul Fatto Quotidiano. Non si capisce da dove l’ottantenne editorialista abbia tratto la fantasiosa citazione posta fra virgolette. A prescindere dal fatto che l’aggettivo spiacevole non figura mai nella Bibbia e che il sostantivo sudore compare solo quattro volte (pronunciato da Dio nella Genesi; nel salmo 127; in Ezechiele 44, 18-20; nel Vangelo di Luca 22, 44), in san Paolo gli unici due riferimenti alle tribolazioni quotidiane sono i seguenti: «Ci affatichiamo lavorando con le nostre mani» (1 Corinzi 4, 12) e «Né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi» (2 Tessalonicesi 3, 8). Se ne deduce che il buon Fini ha poca voglia di lavorare: preferisce copiare da Internet proposizioni fasulle.
[31 marzo 2024]

L’ora (legale) di Libero dura 90 minuti
Incipit del servizio di Libero sull’ora legale, firmato da Claudia Osmetti: «Torna l’ora legale e tornano (puntualmente) anche le discussioni attorno all’ora legale. La cattiva notizia è che domattina dormiremo novanta minuti in meno». L’ora legale e mezza.
[30 marzo 2024]

La Ferrari Roma di Fedez non nacque nel 1954
«“Caro Fedez, forse la tua Ferrari Roma non è la prima, forse è la seconda...”. Federico Dotto, padovano, imprenditore nel ramo dei restauri e “foodblogger”, risponde via social al cantante milanese che due giorni fa ha pubblicato su Instagram una storia per mostrare la sua nuova “Ferrari Roma”, una rielaborazione in chiave moderna del bolide del Cavallino uscito nel 1954». Così comincia un servizio di Roberta Polese sul Corriere del Veneto. E comincia male, perché non è mai esistita una Ferrari Roma datata 1954. Il modello della casa di Maranello fu presentato per la prima volta alla stampa internazionale solo dopo 65 anni, nel novembre 2019.
[30 marzo 2024]

I test «piscoattitudinali» della Repubblica
Incipit del pezzo d’apertura sulla prima pagina della Repubblica: «I test piscoattitudinali chiesti per i magistrati dalla Destra scatenano una vasta opposizione, dal Centrosinistra ai giudici stessi». Magistrati retrocessi a pescatori?
[28 marzo 2024]

Il Giornale sposta la capitale d’Israele a Tel Aviv
Titolo dalla prima pagina del Giornale: «La Normale di Pisa blocca il bando tra Roma e Tel Aviv». Ma il corrispettivo di Roma, capitale d’Italia, è Gerusalemme, capitale di Israele, non Tel Aviv, come peraltro correttamente evidenziato all’interno nel servizio di Andrea Cuomo, il quale specifica che si tratta di una «ritorsione contro l’offensiva di Gerusalemme nella Striscia di Gaza».
[30 marzo 2024]

Gli affari esteri della coppia aperta di The Post
Titolo da The Post Internazionale: «“Mio marito mi ha chiesto una relazione aperta, in due giorni ho avuto 2000 match su Tinder”». La notizia compare nella sezione Esteri. Ci sembra giusto: non si tratta più di affari interni alla coppia, bensì aperti a mezzo mondo.
[17 luglio 2023]

Bobby Solo e le iniezioni di Supradyn effervescente
Sul Corriere della Sera, Giovanna Cavalli intervista Bobby Solo, 79 anni. Il cantante le parla del suo flirt con Olghina di Robilant (la quale, ormai settantenne, ce lo descrisse così in un’intervista: «Io avevo 31 anni, lui 22. Era un sentimentalone tremendo. Non gli andava bene nessuna. Ma se gli scombinavi il ciuffo, diventava carino. Aveva un bel fisico. Una volta ha sfondato l’abbaino e mi è entrato in casa dal tetto. Credeva che fossi chiusa dentro con un altro»). Racconta Bobby Solo: «Che storia, con Olghina di Robilant, la regina della Dolce Vita. Sapeva fare l’amore. Mi ha consumato, ero ridotto a 55 chili, sono svenuto in sala di registrazione, mi fecero iniezioni di Supradyn». Dubitiamo che sia stato possibile. Il Supradyn non è un farmaco, bensì un prodotto da banco che non può essere iniettato, un integratore alimentare venduto sotto forma di compresse, granulato effervescente in bustine e caramelle gommose. Bobby Solo può inventarsi tutte le panzane che vuole, ma una giornalista sarebbe tenuta a non bersele e a non propinarle ai lettori.
[23 marzo 2024]

Per la Cgia di Mestre si va a scuola fino ai 24 anni
L’Ansa riferisce una statistica della Cgia di Mestre: «Nel 2022 i giovani che in Italia hanno abbandonato la scuola prematuramente sono stati 465.0001, pari all’11,5% della popolazione presente nella fascia di età compresa tra i 18-24 anni». A parte l’astrusità del dato numerico, inficiato da un «1» di troppo, a noi pare che si vada a scuola (primaria, secondaria, superiore) dai 6 ai 18 anni mentre dai 19 ai 24 (e più) si va all’università. Quindi se si considera la cifra degli abbandoni scolastici, per calcolare la percentuale sul totale bisogna basarsi sul numero dei giovani tra 6 e 18 anni e non su quello degli ipotetici universitari. Un giorno qualcuno ci spiegherà perché tutti gli organi d’informazione prendano sempre per buona qualsiasi cosa pubblichino la Cgia di Mestre in campo sociale e del lavoro e la Fondazione Gimbe in campo sanitario. Forse perché queste due organizzazioni non istituzionali rilasciano comunicati già bell’e pronti che non richiedono ulteriore lavoro redazionale?
[23 marzo 2024]

I titoli imbrogliati dell’Unità
Titolo dal sito dell’Unità: «Elezioni in Serbia, a Belgrado si torna al voto dopo le proteste per brogli delle opposizioni». Di solito le elezioni vengono truccate da chi già detiene il potere o lo conquista, non dalle opposizioni. Poi leggi il testo e scopri che il voto «era stato fortemente criticato dalle opposizioni: avevano denunciato infatti brogli da parte della maggioranza». Pertanto il titolo giusto doveva essere: «A Belgrado si torna al voto dopo le proteste delle opposizioni per i brogli».
[4 marzo 2024]

Il morto è sconosciuto, però ha 37 anni
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Roma, runner 37enne travolto e ucciso da un’auto davanti all’ingresso di Villa Borghese». Sommario: «Alla guida dell’auto un 26enne, trasportato al policlinico Umberto I per i test su droga e alcol. La polizia al lavoro per identificare la vittima, che non aveva con sé alcun documento». Sarebbe interessante capire come sia stata indovinata l’età del morto senza averlo potuto identificare.
[20 marzo 2024]

Veltroni fa intervistare Giorgio Bocca da Morucci
Walter Veltroni sul Corriere della Sera, parlando delle carte lasciate da Giovanni Leone, defunto capo dello Stato, alcune delle quali relative al sequestro e all’uccisione di Aldo Moro: «Nei fascicoli che ho consultato Leone ha conservato la fotocopia di un’intervista di Morucci a Bocca». Non sapevamo che Valerio Morucci, uno dei brigatisti rossi che rapirono lo statista dc, avesse intervistato il giornalista Giorgio Bocca.
[28 marzo 2024]

La Repubblica inventa la «cervicale uterina»
Dalla pagina Facebook della Repubblica: «In Scozia ci sono stati zero casi di tumore alla cervicale uterina grazie al vaccino anti-Hpv». Noi pensiamo che gli «zero casi» siano dovuti al fatto che la cervicale uterina non esiste: la natura è ancora ferma alla cervice uterina.
[3 marzo 2024]

Il «maxi uovo gigante» di papa Francesco
Serena Sartini sul Giornale racconta la lavanda dei piedi praticata da papa Francesco, nel Giovedì santo, alle carcerate di Rebibbia: «Prima di fare ritorno in Vaticano, Bergoglio ha regalato al figlio di una detenuta un maxi uovo gigante». Ma proprio magnum extra-large king size enorme smisurato.
[29 marzo 2024]

Belpietro, pezo el tacón e anca el buso
Nell’editoriale di prima pagina, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, esibisce competenze popolaresche scrivendo: «Come si dice in Veneto, peggio il tacon del buso, ovvero peggio il rammendo del buco». Nessun veneto ha mai pronunciato una simile frase nella lingua ibridata di Belpietro, neanche dopo una mezza dozzina di spritz. Ove non bastasse, persino il vocabolario Treccani, alla voce taccone, cita, attribuendolo a Lorenzo Da Ponte, librettista delle opere mozartiane Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte, «il proverbio veneziano pezo el tacón del buso (peggio la pezza del buco), per dire che un rimedio è peggiore del male fatto; anche, ma raro, nella forma italianizzata: non vorrei nel cercare scuse fare, come suol dirsi, peggio il taccone del buco».
[25 marzo 2024]

Mephisto Waltz vaneggia in veneto e pure in inglese
Il coltissimo Mephisto Waltz gareggia in lingua veneta con Maurizio Belpietro e nella rubrica sul Sole 24 Ore, alla quale molto modestamente ha dato il proprio nome, scrive «xe pèso el tacón del buso». Evidentemente ignora che Carlo Goldoni, in Sior Todero brontolon, riporta per otto volte pezo, con la z non con la s. Non che il povero diavolo se la cavi meglio con l’inglese, visto che subito soggiunge: «Da far rigirare nel sacello Elisabetta II, con il suo motto: “Never explain, never complain”». A parte che la frase non fu pronunciata dalla compianta regina, bensì è attribuita da John Morley (in Vita di William Ewart Gladstone, Macmillan & Co., Londra, 1903) a Benjamin Disraeli (1804-1881), primo ministro del Regno Unito, essa è invertita rispetto alla versione riportata dall’ineffabile Mephisto Waltz: «Never complain, never explain». Cioè: «Mai lamentarsi, mai dare spiegazioni». L’esatto contrario di quanto ci costringe puntualmente a fare il satanasso pasticcione del Sole 24 Ore.
[24 marzo 2024]

Sabadin dimentica che la principessa Diana morì
Vittorio Sabadin sul Messaggero: «A causa della malattia che terrà lontana Kate dagli impegni ufficiali, la monarchia britannica si ritrova per la prima volta priva di una giovane principessa». Ci pare che la prima volta si fosse ritrovata nella medesima situazione alla morte della principessa Diana.
[23 marzo 2024]

A Roma c’è la Colonna Troiana. O tempora, o mores!
Titolo dall’edizione romana del Corriere della Sera: «Baltic Adventure, la serie alla Colonna Troiana». L’imperatore Traiano cede il passo alle troie. O tempora, o mores!
[27 marzo 2024]

Il Cdr della Repubblica ignora il congiuntivo
Comunicato del Comitato di redazione della Repubblica, a seguito dell’annuncio che il gruppo Gedi di John Elkann ha ceduto il quotidiano di Genova all’armatore Gianluigi Aponte, patron di Msc crociere: «Il Cdr di Repubblica – nell’esprimere solidarietà ai colleghi de Il Secolo XIX – non può non ricordare come un anno fa i vertici di Gedi si erano affrettati a smentire ulteriori cessioni di testate». Si fossero, si fossero affrettati. Ripartite dal congiuntivo, se non volete anche voi finire in vendita al miglior offerente.
[28 marzo 2024]

La quinta moglie di Murdoch, proprio «di lui», eh!
Didascalia dal Corriere della Sera: «Si sarebbero conosciuti in estate Elena Zhukova e Rupert Murdoch, 67 e 92 anni, quasi 93. Stanno per sposarsi: lei sarà la quinta moglie di lui». Se lo sposa, difficile che possa essere la moglie di un altro.
[9 marzo 2024]

De Tonquédec, il contorsionista della Verità
Incipit di un servizio a firma di François de Tonquédec sulla prima pagina della Verità: «Indagini a luci rosse. Il colonnello dei carabinieri Massimo Giraudo, 59 anni, denunciato per l’invio di video e messaggi osé da Donatella Di Rosa, conosciuta una trentina di anni fa come Lady Golpe». Quindi Giraudo avrebbe inviato ad altre persone video e messaggi osé ricevuti da Di Rosa? No? Allora bisognava prestare attenzione alla preposizione: a non da. Oppure, con maggiore precisione, esprimersi così: «Denunciato da Donatella Di Rosa, conosciuta una trentina di anni fa come Lady Golpe, per averle inviato video e messaggi osé». Più avanti de Tonquédec parla di «record da guiness dei primati». Si scrive Guinness dei primati, con la maiuscola e due n. In seguito attribuisce a un avvocato questa frase: «Una fiction a puntate che dura anni, dove chi viene sentito aggiunge ogni volta un elemento in più per provare a pararsi il collo». Di solito ci si para tutt’altra parte anatomica, come confermato dallo Zingarelli 2024: «Pararsi il culo, (figurato, volgare) premunirsi, tutelarsi».
[23 marzo 2024]

La canzone del Bologna citata a orecchio
«Il Bologna è tornato nell’alta classifica come nel suo fastoso passato, quello degli anni ’30 con la “Squadra che tremare il mondo fa”», scrive Fernando Pellerano sul Corriere della Sera. Citazione a orecchio. Come ricorda Alfio Caruso in Un secolo azzurro (Longanesi) il ritornello suonava così: «Il Bologna è uno squadrone che tremare il mondo fa». Dello stesso parere Fabrizio Calzia e Francesco Caremani, autori di Angeli e Diavoli rossoblù (Bradipo libri), che ne spiegano in questo modo la genesi: tra il febbraio 1935 e l’ottobre 1939, l’allenatore Árpád Weisz condusse i rossoblù alla conquista di due scudetti e del torneo di Parigi e «fu proprio con lui in panchina che al Littoriale il pubblico bolognese iniziò a cantare “Il Bologna è uno squadrone che tremare il mondo fa”».
[6 marzo 2024]

Il Papa adesso ha la bronchite alle spalle
Titolo dal Messaggero Veneto: «Il Papa è tornato a leggere / La bronchite è alle spalle». Salvi i polmoni, apprensione per le scapole.
[26 marzo 2024]

Sechi e Giannini, insalata russa letteraria
La Russia batte in testa. Incipit dell’editoriale di prima pagina del direttore di Libero, Mario Sechi: «La storia ha un’infinità di sceneggiature e combinazioni, quella della Russia, nell’apparente sonnolenza da romanzo di Oblomov, riserva sempre dei colpi di scena». Scritta così, sembra che Oblomov sia un autore, mentre Oblomov è il titolo del romanzo pubblicato nel 1859 da Ivan Aleksandrovič Gončarov. Per non essere da meno sul piano letterario, Massimo Giannini, ex direttore della Stampa, oggi editorialista della Repubblica, gli fa eco: «Come negli anni Venti del Novecento, vale adesso quello che scrisse allora Isaac J. Singer: “Io elimino te e tu elimini me… io ti massacro oggi, tu mi massacri domani: perché tutti questi ammazzamenti? Non siamo tutti uguali, tutti fratelli?” (La nuova Russia, Adelphi)». Peccato che l’autore di quel libro sia invece Israel Joshua Singer, che di Isaac Bashevis Singer era il fratello.
[23 marzo 2024]

Gli 11 milioni «mai dichiarati a Dell’Utri»
Titolo dalla prima pagina della Republica: «Sequestrati 11 milioni mai dichiarati a Dell’Utri, dono di Berlusconi». Quindi Dell’Utri è come l’Agenzia delle entrate, alla quale vanno dichiarati i milioni che si ricevono? No? Allora bisognava scrivere: «Sequestrati a Dell’Utri 11 milioni mai dichiarati».
[22 marzo 2024]

La Stampa cambia la geografia dell’Italia
La sezione economia e finanza della Stampa ospita una cartina geografica dell’Italia che riporta la situazione della banda ultralarga (fibra ottica e wireless) per Internet, nella quale la Basilicata diventa il Molise e la Calabria diventa la Basilicata. Titolo del servizio: «Banda lenta». E redazione allo sbando.
[29 marzo 2024]

Per Guerrera la regina Elisabetta era una reggente
Antonello Guerrera, corrispondente da Londra per La Repubblica, parla della doppia sofferenza capitata all’erede al trono William, angosciato per i tumori che hanno colpito la moglie e il padre, e osserva: «Certo il 41enne principe ereditario e marito di Kate Middleton sembra sottoposto a prove sempre più dure, che mai si erano viste durante la reggenza di Elisabetta II». La reggenza viene esercitata da un reggente, cioè da chi governa sovranamente lo Stato nel caso di minorità, malattia o assenza del re. Essendo Elisabetta II una regina, il suo fu un regno, non una reggenza. Prenda nota, Guerrera.
[23 marzo 2024]

Trapianto su paziente «in vita»: meglio che morto
Titolo dal Corriere della Sera: «Il rene di maiale trapiantato su un paziente ancora in vita». Trapiantarlo su un paziente già morto non avrebbe avuto molto senso.
[23 marzo 2024]

Il Caffè corretto della Verità va di traverso
Sulla Verità, la rubrica Caffè corretto di Gustavo Bialetti comincia così: «Botta e risposta, su X, tra il nostro vicedirettore, Francesco Borgonovo, e l’editorialista kennedyiano di Repubblica, Gianni Riotta». Si scrive kennediano. Poco oltre: «E poi bisognerebbe capire quanto poi sia indipendente uno studio fatto da un ateneo “yankee”». Ricorda la canzone di Mina: «Ricominciare e poi / che senso ha? / Fare l’amore e poi?». Riferendosi (poi) alla Columbia University, Bialetti conclude: «Una forma di delegittimazione che non rientra nei parametri del buon giornalismo, Columbia o meno che tenga». Locuzione assai bizzarra che riecheggia malamente l’unica – «non c’è santo (che tenga)» – contemplata dallo Zingarelli 2024.
[20 marzo 2024]

Montefiori e i figli della principessa Charlotte
Secondo Stefano Montefiori, corrispondente da Parigi del Corriere della Sera, «Charlotte Casiraghi ha due figli, di 10 e 5 anni, nati dalla relazione con il produttore Dimitri Rassam». Non è così: il primogenito Raphaël è nato nel 2013 dalla relazione della principessa con il comico, attore e regista Gad Elmaleh (la coppia si è separata nel 2015), mentre il secondo, Balthazar, nato nel 2018, è davvero figlio di Rassam.
[15 marzo 2024]

Scaramuzzi trasforma von Balthasar in un tedesco
Iacopo Scaramuzzi, vaticanista della Repubblica, attribuisce a suor Linda Pocher, che presenta come la più potente delle donne «entrate nella stanza dei bottoni» di papa Francesco, l’idea che l’ostacolo al sacerdozio femminile derivi da una «teoria» elaborata dal «teologo tedesco Hans Urs von Balthasar». Nato a Lucerna e morto a Basilea nel 1988 poche ore prima di essere creato cardinale, von Balthasar non era tedesco ma svizzero. Trattandosi di uno dei maggiori teologi del Novecento, è come se un cronista sportivo scrivesse che Pelé era argentino. Non ci sono più i vaticanisti e le suore di una volta, evidentemente. Bisogna poi aggiungere che, non pago dell’errore, il minuzioso Scaramuzzi elenca diversi nomi di donne, incorrendo in imprecisioni su cui sotto Pasqua conviene pietosamente sorvolare. Ma non si può passare sotto silenzio che il vaticanista evochi un inesistente documento dal titolo Ordinario sacerdotalis, che ovviamente è la lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis con la quale Giovanni Paolo II nel 1994 ribadiva che l’ordinazione sacerdotale è riservata agli uomini.
[18 marzo 2024]

Simona Agnes ribattezzata Simonetta
Nel titolo di un servizio della Verità relativo alla Rai, si legge: «Simonetta Agnes (Fi) verso la presidenza». Idem nella didascalia: «Simonetta Agnes». Trattasi di Simona Agnes, come peraltro riportato correttamente nel testo. Non sappia la mano sinistra del titolista ciò che scrive la mano destra del redattore.
[23 marzo 2024]

Gergolet fa rinascere Ratzinger a Ratisbona
Mara Gergolet parla sul Corriere della Sera di Gloria Thurn und Taxis, nota «come la “principessa punk” della Germania»: «Da quando fu eletto papa Ratzinger, nato a Ratisbona, è molto ben introdotta nelle cerchie vaticane». Benedetto XVI era nato a Marktl am Inn, non a Ratisbona, città nella quale fu docente. Gergolet dovrebbe saperlo: è la corrispondente da Berlino.
[17 marzo 2024]

I carabinieri tengono gli arrestati in barrique?
Titolo dal sito del Mattino di Padova: «Dal 2016 il padovano Davide Salmaso è l’esperto delle trattative con i barricati dei carabinieri». I carabinieri terranno gli arrestati in barrique? O Salmaso sarà semplicemente l’esperto dei carabinieri nelle trattative con coloro che si barricano in casa?
[27 febbraio 2024]

«I camorristi di don Patriciello»: parroco o boss?
Titolo dalla prima pagina del Corriere della Sera: «La lotta ai camorristi di don Patriciello». Il prete campano è diventato un camorrista a capo di una cosca? No? Allora il titolo avrebbe dovuto essere: «La lotta di don Patriciello ai camorristi». Solo che nello spazio previsto questo titolo non ci stava. L’impaginazione genera mostri. Antico problema dei giornali.
[27 febbraio 2024]

I peperoni e gli «anni di Piombo» di Veronica Gentili
Incipit della rubrica Facce di casta, tenuta da Veronica Gentili solo (per fortuna) il lunedì sul Fatto Quotidiano: «Sarà che la ruota ha finito di girare dal verso giusto». Poiché la frase è riferita al senso di marcia, alla direzione, Gentili avrebbe dovuto scrivere «per il verso giusto», su calco delle locuzioni «procedere per il suo verso, per il giusto verso» e «prendere qualcuno per il suo verso, per il verso giusto» (Lo Zingarelli 2024). Ma non ci si può attendere di queste finezze da una giornalista che poco oltre aggiunge: «La sedicente audacia del Segretario sembra riproporsi a molti come i peperoni», dove alla ridicola iniziale maiuscola che di solito Gentili riserva alle cariche e financo ai mesi dell’anno si aggiunge una misterica comparazione con gli ortaggi. Chiusura in bellezza: «C’è chi a destra sembra talmente affezionato agli anni di Piombo da richiamarli in causa anche nelle situazioni meno plausibili». Saremmo stati disposti a tollerare l’ennesima maiuscola per «anni», seppure incongrua, ma risulta francamente incomprensibile il rispetto reverenziale che Gentili nutre per il vile metallo.
[18 marzo 2024]

Mattarella è a conoscenza di molestie accettabili?
Prima pagina del Corriere della Sera. Occhiello: «8 marzo, il monito di Mattarella». Titolo: «“Contro le donne violenze e molestie inaccettabili”». Restiamo in attesa di ricevere dal Quirinale un elenco di quelle accettabili.
[9 marzo 2024]

Sulla Repubblica tre premier nell’ordine sbagliato
Didascalia dalla prima pagina della Repubblica: «Da sinistra: Yousaf (Scozia), Sunak (Regno Unito), Gething (Galles)». Nelle tre foto dei premier, due sopra e una a sinistra della didascalia, in realtà si vedono Sunak, Gething e Yousaf. Sempreché alla Repubblica sia ancora vigente la consuetudine occidentale di leggere da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso. In caso contrario, la didascalia doveva cominciare così: «Da sinistra in basso, in senso orario».
[18 marzo 2024]

Chi è «la colei» che fa battere il cuore di Zenzola?
Da Fanpage.it: «Mattia Zenzola è fidanzato. Chi è la colei che ha fatto battere il cuore al ballerino, e anche partner di ballo conosciuta proprio durante la partecipazione al talent show condotto da Maria De Filippi». Devono aver assunto in redazione Cetto La Qualunque.
[10 marzo 2024]

Siamo finiti su un non binario morto
Titolo dalla pagina Facebook del Corriere della Sera: «Adolescente non binario muore dopo una lite nei bagni della scuola: “Ucciso dalle politiche anti trans”». Siamo finiti su un non binario morto.
[7 marzo 2024]

Server partner: trattasi di sesso informatico?
Titolo dal sito della Repubblica: «Ita e la frenata di Lufthansa: “Solidi anche da soli, ma server partner”». L’informatica trionfa o trattasi di un nuova concordanza del verbo servire con il sostantivo partner?
[4 marzo 2024]

Renzo Rosso «s’impalca» e viene segato
Carlo Cambi sulla Verità: «Renzo Rosso contesta il prezzo, ma non sembra avere tante scelte: o prende questa way out oppure s’impalca in una contesa legale senza possibilità di armistizio». Il verbo impalcare ha due significati: «costruire con assi e travi il palco di una stanza» e «regolare la crescita e la forma di un albero mediante la potatura». Che Rosso volesse essere segato? (In ogni caso, c’è riuscito: l’hanno estromesso dalla Masi, la cantina dell’Amarone quotata in Borsa).
[12 marzo 2024]

La «seconda stories» di Domani
«La seconda stories invece contiene un estratto dell’articolo che Domani ha dedicato a Marcello Minenna, ex direttore dell’agenzia delle Dogane indagato per corruzione, e Donato Ammaturo, editore dell’Espresso da maggio 2023». Devono decidersi: o «story» o «seconda delle stories». Stories non si può usare al singolare, per il semplice fatto che in inglese è plurale.
[7 marzo 2024]

Tutti sbagliati i numeri della Piaggio sul Corriere
Titolo dalle pagine economiche del Corriere della Sera: «Piaggio, utile record a 91 milioni nel 2023. Su il dividendo a quota 20,5 euro». Occhiello: «Balzo del 73%». Il testo conferma: «Verrà suggerito un dividendo di 20,5 euro contro i 18,5 euro dell’anno scorso». A parte che l’utile ha avuto un aumento del 7,3 per cento non del 73 (cioè un decimo del balzo da record), il dividendo è di 0,205 euro (un centesimo di quanto annunciato). Analogo discorso per il dividendo dell’anno scorso: non 18,5 euro, bensì 0,185. Esempi di economia virtuale.
[5 marzo 2024]

La persona «un po’ squilibrato» dell’Unità
Dalla prima pagina dell’Unità: «Il Senato ha dato il via libera al provvedimento che istituisce i test psico-attitudinali per i magistrati. Di che si tratta? Di una misura che prevede un controllo sulle condizioni psichiche di tutti i magistrati, per evitare di avere persone mentalmente non stabili in un ruolo molto delicato e con un enorme potere. L’idea è che se devo dare a una persona la possibilità di rovinarti la vita e magari di mandarti in prigione per molti anni, è meglio essere sicuro che quella persona non sia un po’ squilibrato». Titolo: «Se fanno il test li bocciano tutti...». Anche se fanno l’esame di terza elementare ai redattori dell’Unità.
[29 febbraio 2024]

Chiavi false che però aprono le porte, quindi vere
Rinaldo Frignani sul Corriere della Sera rievoca la figura di Italo De Witt, il rapinatore che il 3 novembre 1995 prese in ostaggio 15 persone nell’agenzia del Credito italiano in piazza di Spagna a Roma: «Un colpo che fece epoca, se non altro per la location prescelta dalla batteria criminale, che entrò in azione durante la pausa pranzo sorprendendo alle spalle gli impiegati e una guardia giurata e aprendo di nascosto con un mazzo di chiavi false la porta sul retro». Se sono chiavi che aprono le porte, devono senz’altro essere vere.
[18 febbraio 2024]

Si coalizzano contro gli agenti, ma non per Il Gazzettino
Titolo dal sito del Gazzettino: «Follia a Mestre. Madre 54enne e figlio 25enne litigano furiosamente in strada, intervengono gli agenti e si coalizzano contro di loro». Gli agenti coalizzati contro madre e figlio? Non c’è più la polizia di una volta.
[5 febbraio 2024]

Nuzzi, il revisionista della lingua italiana
Gianluigi Nuzzi, sulla Stampa, nell’articolo intitolato «I revisionisti della giustizia», prende duramente posizione contro chi contesta le sentenze di colpevolezza pronunciate nei confronti di Olindo Romano e Rosa Bazzi nonché di altri assassini condannati in via definitiva. La morale finale è fulminante: «Finché la magistratura non rimetterà tutto in ordine alla delegittimazione sarà derogato l’enorme potere di dettare legge». Se abbiamo capito bene dove vuol andare a parare Nuzzi, per lui la locuzione «derogare a...» significa «consegnare a...», esattamente il contrario di quello che finora stabilivano le sentenze dei dizionari (definizioni di derogare nello Zingarelli 2024: venir meno, rinunciare; contravvenire; non attenersi; discostarsi; porre con un provvedimento legislativo un’eccezione rispetto alla regola contenuta in altra norma giuridica; nuocere a qualcuno o a qualcosa, pregiudicare qualcuno; eludere, trasgredire). Insomma, ci sono «i revisionisti della giustizia» e poi c’è Nuzzi, «il revisionista dell’italiano».
[4 marzo 2024]

Romagnoli e «la prima cosa bella» di un mese fa
La prima cosa bella è il titolo della rubrica che, sulla terz’ultima pagina della Repubblica, lo scrittore Gabriele Romagnoli dedica al giorno appena spuntato: «La prima cosa bella di lunedì 11 febbraio 2024 è negoziare. È un’arte, una tecnica, non è mai una resa, ma l’alternativa (migliore) all’idea di combattere finché ne resti uno solo». Peccato che sia uscita l’11 marzo (e che l’11 febbraio fosse domenica, non lunedì). La prima cosa brutta, con un mese di ritardo.
[11 marzo 2024]

La Repubblica e il lancio di «paracaduti» su Gaza
Titolo dal sito della Repubblica: «Lancio di aiuti su Gaza, alcuni paracaduti non si aprono: i pacchi precipitano sulla folla». I famosi paracaduti di guerra. (Il sostantivo paracadute resta invariato al plurale).
[10 marzo 2024]

Il «più Papa» della Verità
Titolo dalla Verità per marcare la differenza fra Jorge Mario Bergoglio e Joseph Ratzinger: «Francesco rivede il rapporto col predecessore: “Usato contro di me. Ma se fossi costretto a lasciare, non mi farei chiamare più Papa». Esiste anche il meno Papa? No? Allora bisognava scrivere: «Non mi farei più chiamare Papa».
[15 marzo 2024]

Labate fra «sbruffare» il cittadino
Per descrivere la situazione «delle decine e decine di cantieri aperti nella Capitale all’alba del Giubileo», con il sindaco Roberto Gualtieri che li magnifica in una serie di video social, Tommaso Labate sul Corriere della Sera ricorre a queste tre immagini: «Il cittadino sbruffa, il negoziante si inalbera, l’automobilista impazzisce nel traffico». È vero che il Grande dizionario della lingua italiana dà la seguente definizione del verbo sbruffare: «Emettere dalla bocca o dal naso, sbuffando rumorosamente, spruzzi di saliva o di un liquido immesso o penetrato nella bocca stessa (con particolare riferimento ad animali)». Ma qui, trattandosi di uomini, forse bastava il meno repellente sbuffa.
[10 marzo 2024]

Avvenire : «No ai preti imprenditori». E i paolini?
Avvenire dà conto, in un titolo, del verbo bergogliano: «“No a sacerdoti imprenditori o padroni”». Bel problema. Quindi, tanto per cominciare, dovrà dimettersi l’intero management del gruppo editoriale San Paolo, media company che pubblica Famiglia Cristiana, Credere, Il Giornalino, Jesus, Benessere e Gazzetta d’Alba; ha una casa editrice con 3.400 titoli in catalogo; conta 33 librerie in Italia; svolge attività commerciali multimediali, audiovisive, musicali; esercita la vendita diretta di grandi opere con pagamento rateale; controlla l’emittente televisiva Telenova; possiede la San Paolo Digital srl, che coordina e supporta lo sviluppo delle attività Internet e new media del gruppo. Il presidente Gerardo Curto, l’amministratore delegato Antonio Rizzolo, il direttore generale Giuseppe Musardo, il consigliere d’amministrazione Roberto Ponti e il direttore amministrativo e finanziario Franco Soliman sono infatti tutt’e cinque sacerdoti.
[9 febbraio 2024]

La «scherma minorenne» del Corriere della Sera
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Stupro di gruppo a Chianciano, la denuncia di una campionessa di scherma minorenne». Non sapevamo che esistesse anche la scherma maggiorenne.
[3 marzo 2024]

Zoppini, ovvero la sostanza priva di forma
Editoriale di Andrea Zoppini sul Sole 24 Ore: «Come scrive già negli anni 50 Tullio Ascarelli c’è un legame sottile e profondo tra ordinamento degli studi e orientamento della dottrina, atteso che egli ci dice – parafrasando Hegel e Goethe nulla più delle istituzioni rappresentano la forma della sostanza». Ovvero quando la sostanza manca di forma.
[27 febbraio 2024]

«Nel giro di un amen»? Non basta «in un amen»?
Monica Colombo sul Corriere della Sera parla di Carlo Ancelotti, allenatore del Real Madrid, accusato di evasione fiscale, per il quale la Procura provinciale della capitale spagnola ha chiesto 4 anni e 9 mesi di carcere: «Una notizia che nel giro di un amen ha occupato i siti web di mezzo mondo». La locuzione in un amen significa già «in un attimo», periodo di tempo talmente breve che non abbisogna di ulteriori specificazioni.
[7 marzo 2024]

Il linguaggio futurista di Google News
Google News riporta un titolo del Post: «Lannosa questione delleredità degli Agnelli, spiegata». Spiegata proprio bene. (Sul sito del Post il titolo è corretto, con gli apostrofi).
[12 febbraio 2024]

I tre rottweiler «erno» due, per di più impazziti
Titolo dalla pagina Facebook del Corriere della Sera: «Sbranato da tre rottweiler». Titolo sottostante: «L’assalto, le ferite: “Quei due cani erno impazziti”». Quasi come il redattore di turno.
[13 febbraio 2024]

Giuseppe Conte in carica sulla compagna
Dall’editoriale del direttore Marco Travaglio sulla prima pagina del Fatto Quotidiano: «L’unico premier ad aver subìto controlli quando era in carica sulla compagna Olivia Paladino e la di lei famiglia (la sorella e il padre), poi sull’amico avvocato Guido Alpa e l’ex collega di studio Luca Di Donna, è Giuseppe Conte». Non dubitiamo che Conte fosse molto in carica quando era sull’avvenente compagna, ma forse Travaglio avrebbe dovuto costruire diversamente la frase. Per esempio così: «L’unico premier, quando era in carica, ad aver subìto controlli sulla compagna», eccetera.
[7 marzo 2024]

Roncone inventa l’aggettivo «sicofante»
In un pezzo sul Corriere della Sera, dedicato alle elezioni in Abruzzo, Fabrizio Roncone parla di «maschere sicofanti». Ma sicofante (nella Grecia antica, accusatore di professione, calunniatore, ricattatore; nella Roma antica, imbroglione; per estensione, delatore, spia, calunniatore) non è un aggettivo, bensì un sostantivo. Tutt’al più avrebbe dovuto scrivere «maschere di sicofanti».
[10 marzo 2024]

Il luogotenente Striano promosso tenente
Prendiamo atto che l’ormai ben noto Pasquale Striano, al centro dello scandalo degli accessi abusivi alle banche dati, inizialmente ispettore della Guardia di finanza, con il grado di luogotenente, è stato promosso ufficiale, con il grado di tenente, da Giovanni Bianconi e Fabrizio Caccia (Corriere della Sera), Grazia Longo (La Stampa), Felice Manti (Il Giornale), Erika Pontini (Quotidiano Nazionale), nonché dall’Ansa e da Rai News. Però non si capisce se lo fosse già fin dal primo giorno o se abbia fatto carriera nel giro di una settimana.
[dal 4 all’11 marzo 2024]

Il «pungiball» di Alessandro Piperno
Alessandro Piperno sulla Lettura: «Aveva un pungiball che pendeva dal soffitto». Trattasi dell’italianizzazione, non infrequente in Rete e anche sui giornali, dell’inglese punching ball (palla di cuoio che il pugile colpisce per allenarsi), ridicolmente evocativa, dato che esistono il pungidito e il pungitopo, della quale non vi è traccia nei dizionari, neppure in quello dei neologismi della Treccani. Essendo uno scrittore, Piperno dovrebbe saperlo.
[10 marzo 2024]

Così scrive De Angelis, «ca va san dire»
Se ti esprimi in una lingua straniera, almeno fallo bene. Sennò la sciccheria si trasforma in scioccheria. Alessandro De Angelis rifila ai lettori della Stampa un «ca va san dire». Espressione misteriosa che, essendo riferita a Daniela Santanchè, originaria di Cuneo, al quotidiano torinese deve essere stata interpretata come un motto locale, comprensibile a chi abbia fatto il militare nella Provincia Granda, al pari di Totò e altri uomini di mondo. Che san dire sia il nemico di san tacere? Più probabile invece che De Angelis volesse usare l’espressione idiomatica francese ça va sans dire (ciò va senza dirlo) nel senso di «va da sé» o di «ovvio». Troppo banale per un De Angelis.
[4 marzo 2024]

L’Ansa e il cibo proibito per l’eredità
Titolo dall’Ansa: «Uccide la zia con cibo proibito per l’eredità, arrestata». Prendete nota: la successione dipende dal menu.
[22 febbraio 2024]

François de Tonquédec conoscerà almeno il francesce?
«Probabilmente sono state due verifiche sul nome del ministro della Difesa Guido Crosetto a porre fine alla proficua collaborazione delle tre firme de Il Domani, Giovanni Tizian, e Stefano Vergine, e Nello Trocchia con il finanziere Pasquale Striano». Inizia così un articolo di François de Tonquédec sulla Verità. Ma la testata si chiama Domani, senza l’articolo determinativo Il. E non si vede la necessità della congiunzione e ripetuta due volte, mentre sarebbe stata necessaria una virgola dopo Trocchia. Più avanti de Tonquédec riporta questa frase: «“Cosi Crosetto ha incassato milioni di euro da Leonardo”». Dovendo escludere che intendesse riferirsi ai due cosi (nel senso di attributi) del ministro Crosetto, al posto suo avremmo messo l’accento: così. Più avanti: «Articoli che hanno spinto il titolare della Difesa a rivolgersi alla Procura di Roma per scoprire chi aveva compulsato le sue dichiarazioni dei redditi». Serviva il congiuntivo: chi avesse. Poco oltre: «E evidenziano». La d eufonica è prescritta quando la congiunzione è posta davanti a parola che comincia con la medesima vocale: ed evidenziano. In seguito si legge: «Il leader della lega». Non trattandosi di lega metallica, ma della Lega di Matteo Salvini, occorreva l’iniziale maiuscola. Ci auguriamo che de Tonquédec se la cavi meglio con il francese.
[3 marzo 2024]

La Stampa trasferisce Vicenza in Piemonte
Titolo dalla pagina Facebook della Stampa: «Nel Torinese. Vicenza, lite in famiglia: accoltellato un 22enne, è grave». Torino caput mundi.
[26 febbraio 2024]

Gli svarioni di Andrea Riccardi su Avvenire
Su Avvenire, lo storico Andrea Riccardi elargisce a piene mani cultura a proposito del libro-intervista di Massimo Franco con il prefetto dell’Archivio apostolico vaticano, il vescovo barnabita Sergio Pagano, e scrive tra l’altro che il prelato «si riconosce» in papa Montini, aggiungendo subito dopo che «Paolo VI va all’Onu nel 1964, la prima volta di un papa». A differenza dell’archivista vaticano, l’illustre storico dimostra di conoscere poco il pontefice bresciano, che visitò l’assemblea delle Nazioni unite il 4 ottobre 1965, non 1964. E per un esperto di Pio XII, quale indubbiamente è, il fondatore di Sant’Egidio sbaglia il nome di Rolf Hochhuth, il drammaturgo tedesco autore del Vicario che prese di mira papa Pacelli, scrivendo «Hocchut».
[7 marzo 2024]

L’aritmetica del Fatto Quotidiano: 99 + 7 = 100
L’aritmetica secondo Il Fatto Quotidiano, nella rubrica La cattiveria, firmata da Silvio Perfetti: «Il 92% degli studenti italiani è orgoglioso di essere nell’Unione europea. L’altro 7% ha capito la domanda». Ma 92 più 7 fa 99, non 100. (Né si può ipotizzare un 1 per cento di indecisi: l’articolo determinativo – «l’altro 7%» – renderebbe implausibile la stiracchiata giustificazione).
[2 marzo 2024]

Qualcuno accalappi Grazia Sambruna
Grazia Sambruna parla di Nicholas, concorrente del programma tv Amici, sul sito del Corriere della Sera: «Non è stato scelto in qualità di ballerino, ma di pedina accallappia-share e arruffapopoli». E ancora: «Pedina è stato (e pedina rimane) di una pagliacciata accallappia-share». Siamo inclini a condonare i refusi. Questi, ripetuti, hanno l’aria di non essere tali.
[4 marzo 2024]

Troppi colpi per un titolo solo
Titolo dalla Verità: «Colpo basso dell’Ue: “Dobbiamo blindare lo Stato di diritto a colpi di sanzioni”». Che mi venga un colpo.
[23 febbraio 2024]

Più che un titolo parrebbe un indovinello
Titolo dalla Stampa: «Cosa direte ai vostri figli dopo aver picchiato la mia?». Tutto chiaro.
[25 febbraio 2024]

Ultime news dalla Rai: «Il Garda è pieno di acqua»
Titolo da Rai News: «Il lago di Garda è pieno di acqua». Ma no!
[26 febbraio 2024]

È un fatto che Palombi non conosce la grammatica
Incipit della rubrica Rimasugli di Marco Palombi sul Fatto Quotidiano: «Nel pianeta delle Giorgie». Sbagliato. I plurali dei sostantivi femminili che terminano con -cia o con -gia perdono la i quando la sillaba finale è preceduta da una consonante e invece la mantengono quando è preceduta da una vocale. Vale anche per i nomi propri. Quindi Giorgia diventa Giorge, così come forgia diventa forge, mentre Luigia diventa Luigie. Rimasugli di grammatica. A conoscerla.
[2 marzo 2024]

Robinson ha risuscitato Gabriel García Márquez
Robinson, supplemento culturale della Repubblica, commemora il decimo anniversario della morte di Gabriel García Márquez (avvenuta a Città del Messico il 17 aprile 2014), dedicandogli la copertina e il servizio d’apertura. La didascalia di pagina 3 recita: «Lo scrittore (al centro) a Los Angeles nel luglio del 2017 ritratto insieme ai figli adulti: Gonzalo a sinistra e Rodrigo a destra». Non sapevamo che fosse anche risorto.
[3 marzo 2024]

La Verità è che i valichi ora sono diventati «i valici»
Titolo dalla Verità: «Migranti ai valici usati come pusher». Non ci sono più i valichi di Alessandro Manzoni: «Renzo, salito per un di que’ valichi sul terreno più elevato, vide quella gran macchina del duomo sola sul piano, come se, non di mezzo a una città, ma sorgesse in un deserto» (I Promessi Sposi).
[3 marzo 2024]

Libero interferisce con la lingua italiana
Titolo da Libero: «“Non interferisco sui miei cronisti”». Frase di Carlo De Benedetti, editore di Domani, con errore incorporato (ammesso che l’abbia pronunciata in questi termini). Interferire è un verbo intransitivo che prevede due significati, con due diverse costruzioni. La prima – ingerirsi, intromettersi – richiede la preposizione in: «Interferire nelle decisioni». La seconda – sovrapporsi creando ostacoli o difficoltà – richiede la preposizione con: «La nuova inchiesta non interferisce con quella già in corso». La preposizione sui non è contemplata nello Zingarelli 2024. Ma a Libero fanno un liberissimo uso della lingua italiana.
[5 marzo 2024]

La Stampa «sventa» il decesso di un uomo
Occhiello da un titolo della Stampa: «Nei giorni scorsi sventato il decesso di un uomo». Sventare significa far fallire, rendere vano. Di solito si sventano le rapine e le congiure. Per le morti serve un’esperienza che hanno solo a Torino.
[18 febbraio 2024]

Eleonora Barbieri cade sulle Annales
Sul Giornale, un originale articolo di Eleonora Barbieri racconta la vita del grande fisico belga Georges Lemaître, prete cattolico, considerato il «padre del Big Bang», anche se il termine venne coniato nel 1949 dal collega Fred Hoyle. Lo studioso belga, già nel 1927, aveva infatti pubblicato «il suo lavoro in francese e quindi il suo articolo, diciamo così, viene “letto poco”», spiega l’astrofisico Massimo Capaccioli alla collega Barbieri. Che scivola poco dopo proprio sul francese, ricordando che l’articolo del prete scienziato uscì «sugli Annales de la Société Scientifique de Bruxelles»: annales in francese è un sostantivo femminile plurale, e dunque bisognava scrivere «sulle Annales».
[21 febbraio 2024]

Gressi confonde il giorno con il verbo dire (come la Cei)
«E anche quelli che pensano di non essere degni di sedere alla sua mensa, lo stesso la invocano: “ una sola parola e io sarò salvato”», scrive Roberto Gressi sul Corriere della Sera, riferendosi a Emma Bonino. Ma , con l’accento, è la forma letteraria di giorno. L’imperativo presente del verbo dire è di’, con l’apostrofo. È vero che Lo Zingarelli 2024 segnala come forma in disuso, ma il Grande dizionario della lingua italiana di Salvatore Battaglia non ne fa proprio menzione: per l’imperativo riporta solo di’. Comunque, Gressi è in buona compagnia, giacché, nella Bibbia presente sul sito ufficiale del Vaticano (versione approvata dalla Conferenza episcopale italiana), il versetto dal capitolo 8 del Vangelo di Matteo contiene lo stesso errore: «Ma il centurione riprese: “Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, soltanto una parola e il mio servo sarà guarito”».
[13 febbraio 2024]

Ma che ci avrà Veronica Tomassini contro Serianni?
Veronica Tomassini sul Fatto Quotidiano: «La fiammiferaia, c’avrà avuto ’sta poveraccia un nome e un cognome?». Come la stragrande maggioranza dei suoi colleghi, che deragliano fin dai tempi in cui imperversava il pm Antonio Di Pietro con il suo «che c’azzecca?», Tomassini ignora la regola enunciata dal linguista Luca Serianni nella sua Grammatica italiana (Utet), a proposito della particella pronominale o avverbiale ci: «Con ci e gli l’elisione può essere espressa graficamente solo se la vocale seguente è una “i” (c’insegna, gl’ingiunse) e in c’è, c’era, ecc.». Qualche esempio dalla letteratura italiana, così Tomassini può ripassare la lezione: «Egli ci avrà mille modi da fare» (Giovanni Boccaccio, Decameron); «Ci avrà apportata a gli orecchi la partita del serenissimo signor principe» (Torquato Tasso, Lettere); «Se verrà da me, ci avrà poco gusto» (Carlo Goldoni, La donna volubile); «E non ci avrà forse alcuno dei nostri lettori milanesi» (Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi); «Se non ci avrà nociuto» (Giacomo Leopardi, Zibaldone di pensieri); «Il mondo non ci avrà perduto nulla» (Ippolito Nievo, Novelliere campagnolo); «Lo zio Crocifisso ve la venderà, se ci avrà il suo guadagno» (Giovanni Verga, I Malavoglia); «Ma lei ci avrà parenti, laggiù, m’immagino!» (Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal).
[18 gennaio 2024]

Scaramuzzi mischia i due Berlinguer
Iacopo Scaramuzzi sulla Repubblica parla di un libro del giornalista Luca Kocci con l’introduzione del vescovo Luigi Bettazzi e afferma che «è l’ultimo scritto del padre conciliare, scomparso di recente, noto per la sua corrispondenza con Luigi Berlinguer». Poco noto a Scaramuzzi, però: si trattava di Enrico Berlinguer, non del cugino.
[10 gennaio 2024]

Persino Tex maltratta la grammatica
Nel numero 749 dell’album mensile Tex, intitolato «I pirati del Borneo», tocca con dolore segnalare il primo errore di grammatica in cui incorrono i mitici eroi del fumetto creato da Sergio Bonelli e Aurelio Galleppini. A Kit Carson, amico di Tex Willer, a pagina 52 viene attribuita questa frase: «Ma il covo della Tigre Nera era un isola, no?». L’apostrofo, manca l’apostrofo! Dove arriveremo, di questo passo?
[marzo 2023]

Flavia Perina a scuola di «latinorum»
Flavia Perina sulla Stampa: «Ma l’elenco degli esempi potrebbe estendersi all’infinito, come conferma in qualche modo la dichiarazione di un senjores, il ministro Adolfo Urso». Deve trattarsi di uno junior cresciutello. (Si scrive senior, con la i non con la j, e il plurale in latino è seniores, ma non si capisce perché Perina usi il plurale).
[25 febbraio 2024]

Lucia Annunziata cambia nome al segretario di Stato
Incipit dell’editoriale di Lucia Annunziata sulla prima pagina della Stampa: «Col solito tono “di lavoro”, il Segretario di Stato Usa Anthony Blinken ha annunciato il ritorno al Memorandum Hansell». Ignoriamo in che cosa consista il «tono “di lavoro”», ma, volendo lavorare accuratamente, Annunziata avrebbe dovuto scrivere Antony Blinken, senza la h nel nome, come risulta dal sito ufficiale del Dipartimento di Stato (www.state.gov/secretary) e come dovrebbe ben sapere una giornalista che ha lavorato dagli Stati Uniti per Manifesto, Repubblica e Corriere della Sera, fondato e diretto un’agenzia di stampa nata dall’Associated press e sposato un collega americano.
[25 febbraio 2024]

La «messa assegno», nuovo rito di Chiara Ferragni
Google News riporta un titolo dal sito RomaIt.it: «Chiara Ferragni, l’ultima strategia messa assegno dalla nuova società di comunicazione». Non vorrà mica lucrare anche sulle elemosine in chiesa?
[17 gennaio 2024]

Sideri poco siderale: non conosce l’astronauta Aldrin
«Peraltro il Made in era già sbarcato sulla Luna nel 1969: la bandiera piantata da Oldrin diede fama al North Carolina: era Made in NC», scrive Massimo Sideri in un corsivo sul Corriere della Sera. L’astronauta dell’Apollo 11 che calpestò per secondo il suolo lunare dopo il comandante Neil Armstrong si chiama in realtà Buzz Aldrin.
[11 febbraio 2024]

Fabrizio d’Esposito, molto vagante, poco chierico
Fabrizio d’Esposito nella rubrica Il chierico vagante sul Fatto Quotidiano si cimenta, a puntate, con la massoneria in Vaticano e, nella seconda, scrive di una visita apostolica affidata da Paolo VI «a un cardinale canadese, Édouard Joseph Gagnon». Ma il prelato, che apparteneva all’ordine dei sulpiziani e si chiamava Édouard, non Édouard Joseph, ricevette la porpora nel concistoro del 25 maggio 1985 da Giovanni Paolo II, quando papa Montini era morto da quasi sette anni. Canadese, e suo quasi omonimo, è Richard Joseph Gagnon, dal 2013 arcivescovo di Winnipeg, in Canada. Nella terza puntata, d’Esposito inciampa ancora nella medesima omonimia scrivendo che «Paolo VI affidò la Visita Apostolica all’arcivescovo canadese Édouard Joseph Gagnon»; sbaglio doppio, perché Édouard Gagnon, vescovo dal 1969, fu nominato arcivescovo titolare di Giustiniana Prima nel 1983, e dunque da Giovanni Paolo II. Non contento, aggiunge altri errori onomastici, ribattezzando il «Segretario di Stato Jean-Maria Villot», che, essendo francese, si chiamava ovviamente Jean-Marie, e poi «l’arcivescovo siriano melchita Hilarian Capucci», il quale, vissuto per sua fortuna in tempi non pervasi dall’ideologia gender, si chiamava invece Hilarion. Insomma, d’Esposito sarà pure vagante ma certo è ben poco chierico.
[19 e 26 febbraio 2024]

Investono la moglie, peccato: gli portava le brioches
Titolo a tutta pagina dalla Stampa: «Il dolore del marito della donna investita. “Ogni giorno usciva a comprare le brioches”». Che tragedia doversi accontentare delle fette biscottate.
[17 gennaio 2024]

Canè, Cagnone e il solito «e no»
Gianmaria Canè recensisce sul Corriere della Sera il libro Il “Cagnone” (Minerva edizioni), che Federico Bini ha dedicato a Giancarlo Mazzuca, giornalista di lungo corso in varie testate (Il Resto del Carlino, Corriere della Sera, Il Giornale, La Voce, Il Giorno, Quotidiano Nazionale), sovente come direttore o vicedirettore: «Tanti anche i libri, scritti spesso assieme al fratello Alberto, su personaggi storici e non come Benito Mussolini, Gianni Agnelli, Raul Gardini». Aridaje! L’avverbio negativo olofrastico – così chiamato perché, da solo, costituisce un’intera frase – è soltanto no. Quindi Canè avrebbe dovuto scrivere «personaggi storici e no».
[10 febbraio 2024]

La Repubblica crea una nuova compagnia aerea
Titolo dal sito della Repubblica: «Rivoluzione Japanese Airlines: l’ex hostess diventa presidente». Non esiste alcuna compagnia aerea con questo nome: c’è solo la Japan airlines, come peraltro documenta la scritta sulla carlinga di un aereo nella foto accanto al titolo.
[4 febbraio 2024]

Montesquieu in discesa libera
Sulla Stampa, l’editorialista che si firma con lo pseudonimo Montesquieu parla di «un governo sperimentale, per guida sia politica che personale, dove brilla una sola stella, attorniata da un firmamento buio, nebuloso, indistinto» e fa un riferimento non esplicito a Silvio Berlusconi: «La “stella” è il prodotto di una tradizione politica estranea al nostro quadro costituzionale, arrivata a governare nella bizzarra, inedita, spregiudicata coalizione dell’imprenditore “sceso” in politica dall’impresa – una singolare scala di valori –, con alleati occultati l’uno all’altro, all’apparenza». In realtà il presidente del Milan, nel suo discorso videoregistrato, il 26 gennaio 1994, usò una metafora sportiva: «Ho scelto di scendere in campo», non in politica. La frase fu già travisata dal premier dimissionario Mario Monti in un tweet scritto la sera di Natale del 2012: «Lamentarsi non serve, spendersi sì. Saliamo in politica».
[9 febbraio 2024]

L’Ansa ha una strana concezione del «rimpasto»
Dall’Ansa: «A soli due mesi dal suo insediamento, il presidente argentino Javier Milei ha effettuato il primo rimpasto di governo chiedendo le dimissioni di due importanti funzionari di aree strategiche. Si tratta del direttore della Previdenza sociale (Anses), Osvaldo Giordano, e della segretaria per le Miniere, Flavia Royon: due funzionari dell’esecutivo in quota all’opposizione cosiddetta “dialoghista”». Trattandosi di semplici funzionari, non si può chiamare rimpasto, che è la «parziale riorganizzazione della composizione politica di un governo mediante la sostituzione di alcuni ministri e senza formale apertura della crisi di governo» (Grande dizionario della lingua italiana), spesso nella locuzione rimpasto ministeriale («sostituzione di uno o più ministri senza aprire una crisi di governo» (Lo Zingarelli 2024).
[9 febbraio 2024]

A Cremona hanno via Dante e anche via Alighieri
Titolo da Rivolta d’Adda sulla Provincia di Cremona: «Potature, stop al traffico / Chiuse via Dante e via Alighieri». Nel dubbio, meglio intitolare a Dante Alighieri due strade, piuttosto che una sola. (Nel testo, però, la prima si chiama via Piave).
[22 gennaio 2024]

Lehner scrive sul Papa con qualche goffaggine
Il giornalista e scrittore Giancarlo Lehner ha dato alle stampe un pamphlet, Bergoglio da Cristo a Castro, edito come supplemento al quotidiano online L’Opinione delle Libertà, che ha per sottotitolo Paolo mi fè, disfecemi Jorge Mario. In copertina c’è anche una frase attribuita a Nostradamus: «Un Papa della compagnia (di Gesù) distruggerà la Chiesa di Cristo». I titoli dei capitoli elettrizzeranno i sedevacantisti (alcuni esempi: Jorge è ateo?; Lutero è apparso alla Madonna; La sagra di san Cazzaro; Benedetta l’invasione islamica; Una scampagnata verso Sodoma; Le sette eresie). Ma nelle 225 pagine, tralasciando gli accenti spagnoli sbagliati e molti refusi, abbondano anche gli svarioni, a cominciare dal più goffo: il Papa regnante viene ripetutamente chiamato Francesco I, quando invece è ufficialmente solo Francesco. Il nome pontificale è di norma seguito dal numerale ordinale per i successori, non per il primo che lo sceglie. Lehner se la prende anche con un prete romano, che Stefano Lorenzetto intervistò nello stesso palazzo in cui abitava il padre di Carlo Verdone: «Maggiore ottimismo salvifico ritrovo nel parroco di San Giovanni dei Fiorentini, tale Mario Canciani, sicuro che gli animali vadano in paradiso, senza dover sostenere esami, neanche per titoli, e passare controlli e test psico-fisici, un po’ come i togati italiani. Come spiega il prete dell’era bergogliana codesto 6 garantito alle bestie?». Non lo può spiegare. È morto nel 2007, cioè sei anni prima che venisse eletto Francesco. L’era bergogliana non la vide proprio.
[23 febbraio 2024]

Attenti ai cani in strada armati di fucile
Attacco di un lancio dell’agenzia Adnkronos, siglato da Silvia Mancinelli: «Hanno sparato più volte a due cani in strada, armati di fucile, sotto agli occhi di alcuni residenti». Il conduttore Milo Infante a Ore 14, su Rai 2, legge la notizia come se nulla fosse: «Hanno sparato più volte a due cani in strada armati di fucile». Cominciamo ad avere paura. Non ci sono più i cani di una volta.
[20 febbraio 2024]

Maxi tamponamento con mezzo camion
Titolo dal sito della Stampa: «Maxi tamponamento sulla A12 tra Rapallo e Chiavari: morto un operaio, diversi veicoli coinvolti e autostrada chiusa». Sottotitolo: «Secondo le prime informazioni sono rimasti coinvolti quattro auto e un mezzo camion e successivamente altri nove veicoli». Pensa che tragedia se fosse stato un camion intero.
[6 febbraio 2024]

Mascheroni confonde l’eskimo con il parka
Nella sua godibile rubrica Giù la maschera (per la verità l’ultima parola è sostituita da un disegno), sulla prima pagina del Giornale, Luigi Mascheroni commenta la contestazione subita da Tomaso Montanari, magnifico rettore dell’Università per Stranieri di Siena, durante l’inaugurazione dell’anno accademico, a opera di attivisti pro Palestina: «A guidare la protesta uno studente che sembra uscito, con 45 anni di ritardo, dal set di Ecce bombo. Parole d’ordine del miglior collettivismo anni Settanta, parka, jeans, maglione a pelle e il “fuori corso” come prassi politica». Parka? Eh no. Mascheroni, che veste con eleganza, dovrebbe sapere che la divisa d’ordinanza di quell’epoca era il ben più rozzo eskimo, non il giaccone idrorepellente copiato dall’indumento in pelle di foca indossato dagli eschimesi delle Isole Aleutine e reso celebre da Burberry, Aquascutum e Fay.
[21 febbraio 2024]

Elly Schlein non conosce i Paesi fondatori della Cee
La redazione politica della Repubblica riferisce alcune frasi pronunciate da Elly Schlein, segretaria del Pd: «È un grande onore ospitare il congresso del Pse qui a Roma. (...) Noi portiamo i leader dei paesi fondatori dell’Unione che con il Pd si sono battuti per il Next Generation Ue. (...) Per questo sarà un passaggio così importante ospitare qui Sanchez , Scholz, Costa». La segretaria del Pd ignora (e con lei la redazione della Repubblica) che i Paesi considerati come fondatori dell’Unione europea sono i sei – Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi – firmatari dei trattati di Roma entrati in vigore il 1º gennaio 1958, che istituirono la Cee (Comunità economica europea) e l’Euratom (Comunità europea dell’energia atomica). Due dei tre leader citati da Schlein (Sánchez, con l’accento acuto, e Costa) appartengono invece a Paesi (Spagna e Portogallo) che divennero membri solamente nel 1986, dopo che alla Cee avevano già aderito la Danimarca e l’Irlanda (1973) e la Grecia (1981).

Berizzi scambia il Natale per la X Mas
«Al collo porta il ciondolo col simbolo della XMas e un fascio littorio con la M del battaglione Mussolini. Con orgoglio li ha mostrati, ospite di una trasmissione radiofonica. “Alla XMas erano eroi, all’epoca mi sarei schierato con la Repubblica sociale italiana”, ha detto Mauro Giannini, sindaco ex leghista e oggi indipendente di Pennabilli, 2.800 anime in provincia di Rimini». Così comincia la rubrica Pietre di Paolo Berizzi sulla Repubblica. Xmas (o X-Mas) è l’abbreviazione informale usata al posto di Christmas, che in inglese significa Natale. La X flottiglia Mas (acronimo del motto dannunziano «Memento audere semper» ma anche di motoscafo armato silurante) fu un’unità speciale della Regia Marina e poi un corpo militare della Repubblica sociale italiana, che sin dalla fondazione venne indicato, anche nei distintivi, come Xª Mas, benché l’ordinale rappresentasse un errore: i numeri romani sono già l’espressione grafica dei numerali ordinali, quindi non vanno mai seguiti da «ª» o da «°» (necessari solo quando, per indicare l’ordinale, si usano le cifre arabiche: 10ª e 10°).
[28 gennaio 2024]

L’ambasciatore israeliano prende ordini da Lula
Giulia Pompili sul Foglio: «Il presidente brasiliano Lula – che ha appena richiamato l’ambasciatore israeliano dopo una crisi diplomatica che va avanti da giorni su Gaza – è del resto il perfetto partner della Russia di Putin». Non sapevamo che gli ambasciatori di Israele prendessero ordini dal presidente del Brasile. (In realtà Luiz Inácio Lula da Silva ha richiamato in patria per consultazioni l’ambasciatore brasiliano a Tel Aviv, Frederico Meyer).
[22 febbraio 2024]

Buffon ha il diploma da ragazzo
Titolo dalla Verità: «Buffon: “Non vado orgoglioso di aver comprato il diploma da ragazzo”». Esiste un diploma che fa diventare ragazzi? No? Allora serviva un inciso: «“Non vado orgoglioso di aver comprato, da ragazzo, il diploma”».
[11 febbraio 2024]

Navalny è morto, il cardinal Parolin deve pensarci su
«Navalny muore in Siberia. Un’altra ombra sullo zar Putin», titola Avvenire in prima pagina. L’ombretta di una salma, niente di che. In seconda pagina il «quotidiano di ispirazione cattolica» riporta le parole del cardinale Pietro Parolin dopo una messa per il 106° anniversario della restaurazione dello Stato lituano: «Alla domanda se questo avvenimento cambi la posizione della Santa Sede nei confronti della Russia, il segretario di Stato vaticano ha ribattuto: “È prematuro dire queste cose. Abbiamo appena saputo”». Aspettiamo fiduciosi, eminenza.
[17 febbraio 2024]

Le tasse per gli agricoltori balzano al 50 per cento
Titolo dal Sole 24 Ore: «Irpef agricola, sconto doppio: tasse al 50% tra 10 e 15mila euro». La bella notizia – un dimezzamento del carico fiscale per i redditi più bassi – viene titolata un po’ frettolosamente e così a prima vista si trasforma in una pessima notizia: le tasse balzano al 50 per cento, ben oltre la media anche dei super redditi.
[13 febbraio 2024]

Laffranchi e i «500 milioni bambini» di Gaza
Andrea Laffranchi, inviato del Corriere della Sera al Festival di Sanremo: «Un appello pacifista arriva anche da Eros Ramazzotti, qui per i 40 anni di “Terra promessa”: “Circa 500 milioni bambini vivono in zone di conflitto e non vedranno mai una terra promessa”». Ma 500 milioni di bambini equivalgono a poco meno di un quarto dei minori viventi sulla faccia della terra (stimati da Unicef Italia in 2,2 miliardi), mentre nella Striscia di Gaza, evocata da Ramazzotti con il riferimento alla biblica Terra promessa, ce ne sono 1 milione (sempre secondo Unicef Italia), più verosimilmente 610.000 (stando a Save the children Italia). Il titolista del Corriere non corregge il testo ma ci mette una pezza con il titolo: «Ramazzotti: pace nella Terra promessa per 500.000 bambini».
[9 febbraio 2024]

Famiglia al singolare, verbo al plurale
Nicola Borzi sul Fatto Quotidiano: «Il 35% di Saras passa di mano a 1,75 euro per azione e Vitol potrebbe acquistare anche il restante 5%. Solo il 17 aprile 2019 la famiglia avevano giurato che “non intende vendere ulteriori quote”». La famosa famiglia allargata.
[13 febbraio 2024]

L’«eroe popolino» del Messaggero
Andrea Scarpa intervista sul Messaggero l’attore Ricky Memphis (nome d’arte di Riccardo Fortunati), presentato come «una specie di portatore sano di quella romanità dal sapore antico – semplice, buona e disincantata – che l’ha reso molto popolare e apprezzato», e annuncia che «oggi torna – manco a farlo apposta – nei panni di Ciceruacchio, l’eroe popolino del nostro Risorgimento». Eroe popolino? Maddeché?
[4 febbraio 2024]

Allegra Caracciolo scambiata per la moglie di Agnelli
La Verità pubblica una grande foto di una signora, qualificata nella didascalia come «donna Marella Caracciolo», vedova di Gianni Agnelli, deceduta nel 2019. Peccato che si tratti invece di Allegra Caracciolo, cugina di Marella e vedova di Umberto Agnelli, la quale è tuttora viva e vegeta.
[10 febbraio 2024]

Il 51 per cento non è una percentuale bulgara
Attacco del pezzo di Paolo Mastrolilli, inviato a Des Moines (Iowa), sulla prima pagina della Repubblica: «Non solo Donald Trump ha stravinto a valanga i caucus dell’Iowa, con una percentuale bulgara, ma andando a scrutare nei dati elettorali si scopre che ha battuto i presunti rivali anche tra indipendenti, studenti, laureati, evangelici, ossia tutti i gruppi su cui puntavano Haley e DeSantis». Certamente Trump ha vinto e distaccato di parecchio i suoi avversari (perché «presunti rivali»?), però il 51 per cento di voti conquistato nelle primarie è ben lontano da una percentuale bulgara, la quale per consolidata tradizione giornalistica si colloca intorno al 90 per cento, e oltre, fin dal maggio 1989, quando, al 45° congresso del Psi, Bettino Craxi fu rieletto segretario nazionale con il 92,3 per cento dei voti e definì appunto «bulgara» quella maggioranza.
[17 gennaio 2024]

Il prete innamorato con la talare di tela
«“Dopo una lunga amicizia ho scoperto di amare una donna”». Comincia così, sul Corriere della Sera, un servizio di Claudio Mazzone su don Antonio Romano che con un post dal moderno pulpito di Facebook ha annunciato la decisione di abbandonare la vita clericale. Mazzone precisa che il sacerdote, parroco in provincia di Avellino, ha 57 anni, «di cui 32 in abito telare». Indossava la tonaca di tela anche d’inverno?
[1° febbraio 2024]

Mephisto Waltz è caduto riverso al suolo
Dopo aver premesso che «la parabola rappresenta sempre un confronto, un modo diretto per spiegare una scelta giusta e positiva, introdotta sia dai Vangeli cristiani che dalla cultura orientale, indiana in particolare», il coltissimo Mephisto Waltz sul Sole 24 Ore si rifà «a un’altra nota parabola, quella dell’elefante e dei sei ciechi», certo non evangelica, per concludere che «la parabola dei non vedenti ha dato poi origine a una messe di interpretazioni diverse, pure al riverso, cioè partendo dal punto di vista degli occhi dell’elefante». Ma riverso, per Lo Zingarelli 2024 e per il Grande dizionario della lingua italiana, significa «supino» e «disteso supino». Al massimo esisteva l’espressione alla riversa, al contrario, peraltro contrassegnata dal primo vocabolario con l’obelisco (†), la croce che indica le parole defunte.
[4 febbraio 2024]

Aldo Grasso confonde Quincy Jones con Lionel Richie
Parlando di We are the world, il famoso brano scritto nel 1985 da Michael Jackson e Lionel Richie per soccorrere l’Etiopia colpita da una terribile carestia, il critico televisivo Aldo Grasso sul Corriere della Sera attribuisce a Richie una citazione: «Check your ego at the door», lasciate l’ego fuori della porta. In realtà la frase fu scritta su un cartello da Quincy Jones, produttore del brano.
[6 febbraio 2024]

Una scrittura troppo aperta all’errore
Open informa che l’Agenzia delle entrate ha chiesto alle mamme di cinque bambini, vittime degli abusi del nonno, 4.020 euro di spese legali per la parte civile: «Le madri si erano costituite parte civile nel processo contro il nonno condannato in via definitiva nel 2015 per abusi nei confronti dei bimbi che avevano dai 7 ai 14 anni. Poi, racconta l’edizione milanese del Corriere della Sera, l’uomo è morto. E si è aperta l’eredità con la sorpresa finale della parcella esattoriale. Senza il pagamento avrebbero dovuto rinunciare anche a quella». Cioè rinunciare alla parcella esattoriale? No, all’eredità. È che bisognerebbe rinunciare a leggere le notizie scritte da certi giornalisti.
[25 gennaio 2024]

Sbagliare, l’imperativo categorico nelle redazioni
«E a tutte le donne, alle quali è rivolto il suo brano, dice: “Voletevi più bene”», riferisce l’Ansa dal Festival di Sanremo, dando voce a Loredana Bertè. Ma volete è la seconda persona plurale dell’indicativo presente del verbo volere, quindi è come se Bertè avesse detto: «Vi volete più bene». Una frase priva di senso. L’esortazione avrebbe richiesto un altro tempo del verbo, l’imperativo presente: vogliatevi. Che lo sfondone grammaticale scappi alle ore 20.16 a un trafelato cronista d’agenzia, può starci. Ma che nei giorni seguenti venga riportato pari pari in titoli e testi dei siti della Repubblica, di Sky Tg24, del Quotidiano Nazionale, del Fatto Quotidiano, di Leggo e del settimanale Chi dimostra che il vero spettacolo nazional-popolare, per dirla con Antonio Gramsci, non è il festival canoro, bensì l’analfabetismo di ritorno (e spesso di sola andata) di una categoria che viene pagata per scrivere in italiano.
[8, 9, 10 febbraio 2024]

Il ministro «s’era messo di busso buono»
Gianluca Roselli sul Fatto Quotidiano: «Il libro uscirà senza la prefazione del ministro. Che, pur tra mille impegni, s’era messo di busso buono a scriverla». Merita un liscio e busso per non essersi messo di buzzo buono.
[6 febbraio 2024]

I 30 anni della Voce sono già diventati 40
Paolo Conti sul Corriere della Sera, dopo aver ricordato che Giuseppe Prezzolini fu il maestro di Indro Montanelli, scrive: «E proprio Montanelli, il 22 marzo 1994, fondò la sua Voce richiamandosi a quel retaggio culturale ed ebbe come vicedirettore Giancarlo Mazzuca. Spiega l’interessato: “Abbiamo deciso di ricostruire queste due storie per il quarantesimo anniversario della Voce montanelliana”». Storie belle lunghe: 30 anni sono già diventati 40.
[7 febbraio 2024]

Luporini confonde Testori con Tabucchi
Riccardo Staglianò sul Venerdì di Repubblica intervista Sandro Luporini, che fu il paroliere di Giorgio Gaber, e gli fa dire: «Céline era un’orribile persona, antisemita e bellicoso, ma la sua scrittura teatrale è quella da cui ho preso di più. Un po’ il contrario di Pasolini, brava persona ma quando ho letto “occhi ridarelli” per descrivere un “ragazzo di vita” ho messo giù il libro. Antonio Tabucchi, di cui ho amato moltissimo Il ponte della Ghisolfa, era il suo corrispettivo moderno, con la stessa passione per gli ultimi». L’ha amato talmente tanto che non deve nemmeno averlo letto: Il ponte della Ghisolfa è di Giovanni Testori. Ora Luporini ha 93 anni, per cui qualche smagliatura nella memoria è inevitabile. Ma Staglianò ne ha 55 ed è anche uno scrittore.
[9 febbraio 2024]

«Anche basta». Maddeché?
Incipit di Roberto Gressi sul Corriere della Sera: «Anche basta. Un frullato di vanità, indifferenza e ferocia». Anche basta di che?
[8 febbraio 2024]

Tgcom 24 risuscita Luigi Tenco
Dal sito di Tgcom 24: «Dopo ben 27 anni di assenza. Loredana Bertè con Venerus portano Tenco a Sanremo con “Ragazzo mio” (scritta per lei nel 1984)». Poiché Luigi Tenco si suicidò a Sanremo nel 1967, ci conforta apprendere che dopo 17 anni tornò dall’aldilà a scrivere una canzone per Bertè.
[10 febbraio 2024]

I «capolisti» del Festival di Sanremo
Sul sito del Corriere della Sera, Matteo Cruccu a proposito del Festival di Sanremo: «Ed ecco uno dei due capolisti di quest’anno Geolier». Anche quest’anno il plurale maschile di capolista è capilista.
[10 febbraio 2024]

Il Tempo confonde Maria Fida Moro con la sorella
Il Tempo dà notizia della scomparsa di Maria Fida Moro, a 77 anni, in una clinica romana, pubblicando una foto che raffigura la figlia di Aldo Moro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Peccato che quella nell’immagine sia Agnese, la terzogenita del leader dc assassinato dalle Brigate rosse.
[8 febbraio 2024]

Quietare è un verbo intransitivo
In un articolo sulla Verità si commenta la richiesta di archiviazione, da parte della Procura di Roma, delle denunce presentate dall’ex premier Matteo Renzi e dall’ex agente segreto Marco Mancini per la nota vicenda di foto e video dei due a colloquio in un’area di servizio dell’Autosole. Gaspare Gorresio invita i querelanti, dopo averli congiunti nella simpatica definizione di «permalosa coppia», a non opporsi alla richiesta dei pm di chiudere la faccenda, evitando un «inutile accanimento». Salvo poi prevedere che «i due possano non quietare», nel senso di calmarsi. Non è documentato alcun uso intransitivo del verbo quietare che non sia pronominale. Perciò bisognava scrivere: «I due possano non quietarsi». Ma forse siamo davanti, trattandosi di servizi segreti, a una esibizione incontenibile di occultismo grammaticale.
[8 febbraio 2024]

Pigna ferma, Pignasecca e Pignaverde
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Anche Pigna ferma interrompe il rapporto con Chiara Ferragni: “Violato il codice etico”». Eravamo rimasti fermi a Pignasecca e Pignaverde con Gilberto Govi.
[4 febbraio 2024]

Prodigi all’inglese: 150 agricoltori su un trattore
Tutti i giorni sul sito dell’Ansa alcune delle notizie principali vengono pubblicate anche nella versione in inglese. Ecco un sottotitolo di una delle ultime: «1,500 farmers in 10 tractors expected in Rome». Va bene che alcuni trattori sono giganteschi, ma che ognuno di essi riesca a portare 150 agricoltori ci pare improbabile. (Il testo fa chiarezza: «1,500 farmers with ten tractors expected in Rome», 1.500 agricoltori con dieci trattori attesi a Roma).
[10 febbraio 2024]

Don Di Giacomo toppa su san Tommaso d’Aquino
Don Filippo Di Giacomo dedica una delle sue Cronache celesti sul Venerdì di Repubblica a Tommaso d’Aquino. L’articolo, molto informato, ricorda anche il pionieristico Index Thomisticus del gesuita Roberto Busa, ma si conclude con uno svarione incredibile quando afferma che il santo «non è mai stato proclamato “dottore della Chiesa”». Il grande filosofo e teologo medievale fu invece equiparato ai quattro santi “dottori” dell’antichità (Ambrogio, Girolamo, Agostino, Gregorio Magno) da papa Pio V con la bolla Mirabilis Deus dell’11 aprile 1567, nella quale fu definito «doctor angelicus», come in modo esaustivo documentò nel 1967 sulla rivista Angelicum il domenicano Angelo Walz in un articolo intitolato «San Tommaso d’Aquino dichiarato dottore della Chiesa nel 1567».
[9 febbraio 2024]

Scene da un funerale
Titolo dalla pagina Facebook del Corriere della Sera: «Morta cadendo nel lago con l’auto: il carro funebre si perde, autista semi assiderato e funerale rinviato». Tutto chiaro.
[6 gennaio 2024]

La Repubblica a Meloni: «Difenda il reato di stupro»
Titolo dalla Repubblica: «Le opposizioni scrivono a Meloni / “Difenda il reato di stupro nell’Ue”». Cioè la premier dovrebbe fare in modo che venga commesso con più frequenza?
[3 febbraio 2024]

Fenomeno Sgarbi: 8,4 milioni di euro in 9 mesi
Riferendosi agli introiti di Vittorio Sgarbi, Il Fatto Quotidiano, che al sottosegretario ora dimissionario ha riservato una martellante campagna di stampa in tandem con il programma tv Report, titola in prima pagina: «In 9 mesi 28 eventi da 300mila euro». Ci sarebbe da complimentarsi con il critico d’arte prestato al governo: pochi suoi colleghi riescono a guadagnare 8,4 milioni di euro in 9 mesi. Poi, però, un sommario di pagina 3 riporta la contabilità alle sue giuste proporzioni: «Affari a gettone. Il “Fatto” aveva conteggiato 28 eventi retribuiti in soli 9 mesi di mandato: in totale 300 mila euro». Come perdere 8,1 milioni nel volgere di due pagine.
[3 febbraio 2024]

La patta dei pantaloni si apre, non si abbassa
Sempre riferendosi a Vittorio Sgarbi, nella rubrica Il caffè, sulla prima pagina del Corriere della Sera, Massimo Gramellini osserva: «Non ci sorprende quando augura la morte all’intervistatore di Report e si giustifica affermando che così fan tutti, sebbene nessuno abbia mai augurato la morte in pubblico a qualcun altro davanti alle telecamere facendo il gesto di abbassarsi la patta dei pantaloni». La patta si può solo aprire. Per abbassarla, occorre calarsi i pantaloni.
[3 febbraio 2024]

Il suo ex ormai sottosegretario
Ancora con riferimento a Vittorio Sgarbi, in un pezzo di Fabrizio Caccia sul Corriere della Sera si legge: «Di sicuro tra Sangiuliano e il suo ex ormai sottosegretario i rapporti sono stati sempre burrascosi». Non sapevamo che il ministro Gennaro Sangiuliano avesse un compagno, ma che a questo punto abbia dovuto rinunciarvi perché è diventato sottosegretario.
[4 febbraio 2024]

Pera promosso due volte ministro
«Quel Marcello Pera – professore, filosofo e ministro berlusconiano – traslocato nel partito meloniano per dar lustro e prestigio a una classe dirigente altrimenti meno titolata», scrive Giovanna Vitale sulla Repubblica. «Al tempo del governo Berlusconi, ministro un altro professore, Marcello Pera, arrivò così per il Casato il sì al rientro», le fa eco En. Rod. (Enrica Roddolo?) sul Corriere della Sera, parlando dell’eredità di Vittorio Emanuele di Savoia. Sbagliano entrambe: Pera non è mai stato ministro, bensì presidente del Senato.
[3 e 5 febbraio 2024]

Cocteau trasformato in subacqueo
Ancora En. Rod., nel medesimo articolo, aggiunge: «Sub esperto si immerse con Cocteau». Per quanto proteiforme, ci pare improbabile che lo scrittore e drammaturgo francese Jean Cocteau coltivasse la passione per le immersioni subacquee. Più probabile che si trattasse dell’oceanografo Jacques-Yves Cousteau.
[5 febbraio 2024]

A casa Rutelli si mangiava «alle 23 di sera»
Intervistato da Alessandra Paolini sulla Repubblica, Francesco Rutelli, ex europarlamentare, ex senatore, ex deputato, ex ministro, ex sindaco di Roma, ex segretario del Partito radicale, ex presidente della Margherita, e molto altro ancora, si dichiara sollevato dalla decisione della moglie Barbara Palombelli, che ha deciso di lasciare il programma serale su Rete 4: «A casa nostra non si mangiava mai prima delle 23 di sera. Mille giorni così... un incubo». Prima colazione alle 23 di mattina.
[5 febbraio 2024]

Gualtieri ha le superstar, altro che le ragazze pompon
Titolo dal Corriere della Sera: «Ai Golden Globes. La missione tra le superstar di Gualtieri». Sapevamo che negli Stati Uniti i sindaci disponevano in campagna elettorale di ragazze pompon. Roberto Gualtieri ha addirittura le superstar? No? Allora bisognava scrivere: «La missione di Gualtieri tra le superstar».
[14 gennaio 2024]

Tanto honesta pare Flavia Perina
Flavia Perina in un editoriale sulla Stampa: «Una piccola vendetta della cronaca. Ma anche un segnale della storia perché la gara dell’épater le bourgeois è come quella dell’honestà e della purezza: alla fine c’è sempre uno più honesto o volgare di te che ti sorpassa». Quantunque sia rintracciabile nel Canzoniere di Francesco Petrarca («Come s’acquista honor, come Dio s’ama, / come è giunta honestà con leggiadria, / ivi s’impara, et qual è dritta via / di gir al ciel, che lei aspetta et brama»), non si vede la necessità, passati 650 anni, di ricorrere al sostantivo honestà, essendo il vocabolo onestà attestato dai dizionari fin dal 1261 (circa). Idem per honesto, anche questo rintracciabile una decina di volte nelle opere del Petrarca, ma anche in quelle di Pietro Bembo e nel Baldus di Teofilo Folengo, letterati che per loro fortuna non leggevano Perina sulla Stampa.
[24 gennaio 2024]

Virgole in libertà a St. Moritz
Daniele Dallera sul Corriere della Sera: «In caso contrario, si andrà a correre a St. Moritz, in Svizzera, dove vuole portarci il Cio che, qualche ragione, per essere sospettoso ce l’ha». Virgole (le ultime due) in libertà.
[3 febbraio 2024]

Loretta Goggi scambiata per Mina
«L’immensa Mina e il trionfo annunciato», titola il sito della Repubblica. Sotto, una foto spacciata per un ritratto della cantante. Peccato che si tratti invece di Loretta Goggi che imita Mina. Scoprirlo era facile, visto che è riportato il credit «Mondadori Portfolio/Archivio Tv Sorrisi e Canzoni». Infatti nel database Mondadori Portfolio la foto in questione ha questa didascalia: «La showgirl italiana Loretta Goggi imita la cantante italiana naturalizzata svizzera Mina (Mina Anna Mazzini) nel varietà televisivo Canzonissima. Roma, 1972».
[23 gennaio 2024]

Lucia Ocone scambiata per Mina
Il mensile Icon racconta la storia di Abban-dono, un brano di Daniele Magro cantato da Mina, e pubblica una foto dell’autore con questa didascalia: «Mina e Daniele Magro». Invece si tratta di Lucia Ocone che imita Mina.
[gennaio 2024]

La Palisse ha un Avvenire sicuro
Titolo dalla prima pagina di Avvenire: «La Cina senza figli cresce meno». Difficile immaginare il contrario.
[18 gennaio 2024]

Ci sarà un «insidiamento» in Confindustria
Ri. Que. (Rita Querzé?) nelle pagine economiche del Corriere della Sera: «Un consiglio generale (molto partecipato) di Confindustria ha scelto i tre “saggi” che gestiranno il percorso verso l’elezione del nuovo presidente: Mariella Enoc, Andrea Moltrasio e Ilaria Vescovi. Dall’insidiamento ci saranno sette giorni per le candidature». Un incarico insidioso.
[2 febbraio 2024]

Bonolis non ha capito una mazza delle Pulci di notte
Apprendiamo che Paolo Bonolis, nel corso di Avanti un altro, si è irritato per un rilievo apparso in questa rubrica circa una domanda da lui posta durante il quiz di Canale 5. La sua reazione: «Stefano Lorenzetto del meccanismo della trasmissione non ha capito una mazza. Io lo capisco che è complesso, ma alla fine devono rispondere sbagliato». Così riferisce Massimo Falcioni nel sito Tv Blog, aggiungendo: «La testata non è stata volutamente citata dal conduttore “sennò ci rimangono male il direttore e tutti quelli che ci lavorano”». Bonolis avrebbe dovuto precisare che in questa rubrica siamo soliti dare sempre conto dei nostri errori, oltre che di quelli altrui, e infatti avevamo prontamente chiarito l’equivoco, determinato dal cervellotico regolamento di Avanti un altro, tale da trarre in inganno i telespettatori occasionali (come nel nostro caso e come accadde in passato anche ai funzionari del Senato). Comunque, pure Bonolis dimostra di non aver capito una mazza: questa rubrica ha un unico direttore e redattore, cioè colui che la firma. Viene infatti pubblicata nel sito Stefanolorenzetto.it, da cui abitualmente la riprendono Italia Oggi , Anteprima di Giorgio Dell’Arti e Dagospia. Ma forse Bonolis temeva che potesse rimanerci male Roberto D’Agostino, il quale lo ha ribattezzato Banalis. Il 12 aprile 2023, con uno scoop, Dagospia aveva rivelato che il presentatore stava per separarsi dalla moglie Sonia Bruganelli. Stizzita la replica di Bonolis: «Sito de fregnacce. Fateve i ca... vostri». Che anche Dagospia non avesse capito una mazza? Non pare: il successivo 21 giugno, Bonolis e Bruganelli apparvero in una foto posata sulla copertina di Vanity Fair, sormontata da questo titolo: «Per chi si lascia come noi» e da questo sottotitolo: «La fine di un matrimonio non è la fine dell’amore». Avanti un altro e un’altra.
[29 gennaio 2024]

Conferenza stampa peggio del processo
Didascalia dal Corriere della Sera: «Il reverendo Jeff Hood, guida spirituale di Kenneth Smith, abbraccia la moglie del killer condannato durante la conferenza stampa». Da anni sospettavamo che gli incontri con i giornalisti fossero più pericolosi dei processi nei tribunali.
[27 gennaio 2024]

Tristi viaggi: re Carlo «è stato al cancro alla prostata»
Titolo dal sito della Repubblica: «Re Carlo è stato al cancro alla prostata nella stessa clinica dove c’è Kate Middleton». Visita di cortesia al tumore o alla nuora?
[26 gennaio 2024]

Trinchi e Caferri, stesso editore, stesso errore
Orlando Trinchi sulla Stampa intervista lo storico israeliano Benny Morris, docente di storia al dipartimento di studi mediorientali dell’Università Ben Gurion del Negev a Beer Sheva, e gli chiede di commentare questa osservazione: «Analisti israeliani e non sostengono che Netanyahu stia combattendo per la propria sopravvivenza politica». Aridaje! L’avverbio negativo olofrastico – così chiamato perché, da solo, costituisce un’intera frase – è soltanto no. Quindi Trinchi avrebbe dovuto scrivere «analisti israeliani e no». La stessa frase e lo stesso errore – «analisti israeliani e non» – erano apparsi il 14 dicembre scorso in un articolo di Francesca Caferri sulla Repubblica, il medesimo editore della Stampa. Non sarà che fra compagni di banco copiano?
[2 gennaio 2024]

E anche Sallusti cade sull’«e non»
A Trinchi e Caferri dà manforte Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, nel suo editoriale in prima pagina: «Ma allora mi permetto di dire che in questo caso il capo delle Brigate è lo Stato stesso che oltre ad avere spesso atteggiamenti vessatori in quanto a furbizie – non rispettare gli impegni, dilazionare le scelte, intralciare i lavori – non è meno dei suoi amministrati, evasori e non. Ci si potrebbe dichiarare prigionieri politici». Della grammatica di sicuro.
[1° febbraio 2024]

La Repubblica inventa gli influencer dell’Agcom
Titolo dal sito della Repubblica: «Stretta sugli Influencer di Agcom, la ricetta di Alice Venturi: “Etica e un registro per i content creator”». Non sapevamo che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni disponesse di influencer propri, ma, visto che per La Repubblica sono Influencer con la maiuscola, potrebbe arruolare Chiara Ferragni ora che rischia di restare senza lavoro.
[15 gennaio 2024]

I Navy Seals non c’entrano con l’esercito
Scheda dal Corriere della Sera: «I Navy Seals sono le forze speciali dell’esercito americano». Se sono della navy, la marina, non possono essere dell’esercito. Infatti trattasi delle forze speciali della United States Navy, la Marina degli Stati Uniti.
[18 gennaio 2024]

I ricchi hanno bisogno di una forchetta bella larga
Titolo dalla prima pagina di Avvenire: «Nel pianeta dei ricchi la forchetta si allarga». Non sono mai sazi, questi crapuloni!
[16 gennaio 2024]

Il senso di Malvaldi per la privacy (della moglie)
Intervistato da Elena Dusi sulla Repubblica, «Marco Malvaldi, chimico e scrittore di successo, sia da solo che a quattro mani con la moglie Samantha», confessa di essere dipendente dal Mac e dagli altri dispositivi prodotti dalla Apple, condivisi con i familiari: «Ora tutti gli apparecchi della casa trattano mia moglie, mio figlio e me come un’unica entità. Il telefono mi avverte dell’arrivo del ciclo o mi fa i complimenti per quante calorie ho bruciato facendo sport». Samantha Bruzzone risulta nata nel 1974. A 50 anni ha ancora il ciclo. Complimenti. Ma la legge sulla privacy non vale per le mogli degli scrittori di successo?
[23 gennaio 2024]

Gli odiatori «da testiera» scrivono stando a letto?
Da In prima pagina di Anteprima: «Giovanna Pedretti, la ristoratrice di Sant’Angelo Lodigiano, è morta annegata. Dietro al suicidio non ci sarebbero solo gli odiatori da testiera ma anche qualche compaesano sputasentenze». Odiano stando a letto anziché mettendosi alla tastiera del computer?
[18 gennaio 2024]

Nino La Rocca si manda kappaò da solo
Intervistando l’ex pugile Nino La Rocca sul Corriere della Sera, Marco Bonarrigo ricostruisce: «Nel 1984 la prima sconfitta contro il francese Elbilia per un taglio alla testa causato da una caduta». Risponde La Rocca: «Invece di assegnare un no contest e rimandare l’incontro, l’arbitro mi diede un Ko tecnico. Mi ripresi subito contro Bobby Joe Young: lo misi al tappeto e guadagnai la finale mondiale dei welter contro Don Curry». La Rocca ricorda male (e Bonarrigo, risparmiandosi le necessarie verifiche, non lo aiuta). L’incontro con Bobby Joe Young fu disputato il 10 aprile 1983 a Sanremo, quasi un anno prima di quello con Gilles Elbilia, avvenuto il 18 febbraio 1984 a Capo d’Orlando.
[31 gennaio 2024]

L’ex ministro Speranza ha venduto 41 copie
«Non pervenuto nelle classifiche dei più venduti della Mondadori, al 3.380esimo posto tra i più acquistati (si fa per dire...) su Amazon, staccato da perle del calibro del “Nuovo ricettario per la friggitrice ad aria” o di “Viva il vasino, via il pannolino”. Parliamo dell’ultima fatica letteraria di Roberto Speranza, approdata trionfalmente nelle librerie italiane il 19 gennaio scorso». Così Lorenzo Mottola sulla prima pagina di Libero. La stima ci pare ottimistica. Perché guariremo, il saggio dell’ex ministro della Salute che ha per sottotitolo «Dai giorni più duri a una nuova idea di salute», in realtà figura al 7.180° posto nella classifica dei 10.000 titoli più venduti compilata per la terza settimana del 2024 da Gfk, l’istituto per le ricerche di mercato più accreditato dagli editori. Un risultato negativo che Speranza ha conseguito vendendo appena 41 copie.
[30 gennaio 2024]

Interrogata «prima del suicidio»: dopo era più difficile
Titolo da Open: «La procura di Lodi: “I carabinieri hanno sentito Giovanna Pedretti prima del suicidio. Cercavano l’autore del post discriminatorio”». Ci parrebbe una notizia se l’avessero sentita dopo.
[17 gennaio 2024]

Mephisto Waltz, un mito scapigliato
Il coltissimo Mephisto Waltz torna a colpire. Sul Sole 24 Ore, nella rubrica che porta il suo nome, parla di Israele come di «un Paese modello, encomiabile per cultura, usanze e consuetudini di onestà e senso etico, fondato da Ben Gurion (1886-1973) cresciuto al meglio grazie a personaggi mitici come Dayan (1915-81), Sharon (1928-2014), Barak (1942), Shimon Peres (1923-2016) e Rabin (1922-95)». A parte la punteggiatura e l’ordine cronologico, il primo ministro Golda Meir (1898-1978) non fu altrettanto mitica, signor satanasso? Nell’ultimo capoverso, Mephisto Waltz osserva: «Intanto Trump è risorto e Boris Johnson lo segue come fosse il suo profeta: “Let’s party”. Entrambi, con evidenti problemi tricologici di non poco conto, fanno a gara per metterli in mostra». Che Donald Trump sfoggi un vistoso riporto è sotto gli occhi di tutti, ma quali sarebbero gli «evidenti problemi tricologici di non poco conto» di Boris Johnson? A noi pare che l’ex premier britannico abbia in testa più capelli (arruffati) che idee.
[28 gennaio 2024]

Montefiori sposta il Principato di Monaco
Stefano Montefiori, corrispondente da Parigi del Corriere della Sera, parla del Principato di Monaco come del «piccolo e ricchissimo Stato incastonato tra Italia e Francia». Un esempio di geografia creativa. Monte-Carlo si trova a 31 chilometri dal confine italiano ed è incastonato unicamente tra Francia e Mediterraneo.
[24 gennaio 2024]

«Centra» non c’entra con la lingua italiana
V. Co. (Valentina Conte), in un’intervista sulla Repubblica, chiede a Stefano Fornaro, dipendente di Intesa Sanpaolo e delegato Fisal Cgil nel gruppo bancario: «E cosa centra con voi la norma della manovra Meloni?». E cosa c’entra questa domanda con la lingua italiana?
[24 gennaio 2024]

Senzatetto bersaglio dei senzatetto su Avvenire
Avvenire mette in prima pagina la foto di un senzatetto. Nel testo sottostante si legge: «Senzatetto ancora bersagliati. E il freddo ancora non c’entra. Cinque colpi di pistola hanno spezzato la vita “invisibile” di un polacco 43enne, Margin Wojciechowski, trovato sabato nei boschi di Venaria, vicino a Torino. Ieri le suore benedettine di Boville Ernica, nel Frusinate, hanno diffuso un video che suscita sdegno, con una donna che dorme fuori dal portone del monastero bersagliata da un petardo scagliato da alcuni ragazzi». Il titolo recita: «Il bersaglio vile dei senzatetto». Colleghi, siete sicuri di non aver ecceduto con il vino da messa?
[23 gennaio 2024]

L’interesse pubblico per la f...
Info-Flash, piattaforma digitale francese di informazione, riporta un titolo del Mattino di Napoli: «Salerno, cena a base di pesce a La Pescheria: poi la figa prima del dessert». Basata su algoritmi innovativi, la piattaforma Info-Flash mira «a supportare le autorità locali, i servizi di intervento e le istituzioni di interesse pubblico». Missione compiuta.
[28 gennaio 2024]

Sallusti cita a sproposito il babbo morto
Incipit dell’editoriale del direttore Alessandro Sallusti sulla prima pagina del Giornale: «Solo oggi, a babbo morto, la sinistra ammette che non è giusto far coincidere gli interessi di un imprenditore che è pure editore con la libertà dei suoi giornali». Non si capisce che cosa c’entri, in questo contesto, la locuzione funebre. In toscano, a babbo morto dicesi «di debito che si salderà coi denari dell’eredità paterna» e babbomorto, sempre in toscano, è il «debito fatto dal figlio e pagabile alla morte del padre con l’eredità», spiega Lo Zingarelli 2024. Il Grande dizionario della lingua italiana di Salvatore Battaglia conferma: «Babbo morto (babbo-morto, anche babbomorto): debito contratto dai figli di famiglia con l’impegno di pagarlo alla morte del padre con l’eredità. Più comune nel modo avverbiale a babbo morto».
[25 gennaio 2024]

«Credenti e non» nella Cultura del Corriere
Titolo a tutta pagina dal Corriere della Sera: «“Dialogo tra credenti e non”». Indipendentemente da chi possa aver pronunciato la frase, avvilisce leggerla proprio in apertura della sezione Cultura. Come più volte riportato in questa rubrica, l’avverbio negativo olofrastico (detto così perché, da solo, costituisce un’intera frase) in italiano è soltanto no: lo testimonia il titolo del romanzo Uomini e no di Elio Vittorini. Ecco che cosa insegnava in proposito Aldo Gabrielli nel suo Dizionario linguistico moderno (Edizioni Scolastiche Mondadori), pubblicato nel 1956: «Sbagliano perciò quelli (e non son pochi) i quali dicono, per esempio: “Che tu mi creda o non, poco mi interessa”, “Torni a casa o non?”, “Verrai o non a teatro?”, “Usato o non, il libro bisogna pagarlo”, e simili. In tutti questi casi si deve usare la forma tonica o no: “Che tu mi creda o no...”, “Torni a casa o no?”, “Sai dirmi quando si deve usare o no l’articolo determinativo?”, eccetera». Repetita iuvant? Poco, temiamo. Trattasi di uno degli errori più diffusi.
[27 gennaio 2024]

Lorenzetto e il «pugno chiuso»: s’è mai visto aperto?
Commentando una foto di Anders Breivik, che nel 2011 uccise 77 persone tra Oslo e l’isola di Utoya, apparsa sul Venerdì di Repubblica, Stefano Lorenzetto specifica che nell’immagine il terrorista norvegese «protende il braccio destro e mostra il pugno chiuso». Benché questa locuzione ricorra quattro volte nello Zingarelli 2024, s’è mai visto un pugno aperto? Con buona pace dei Ribelli, che nel 1967 cantavano Pugni chiusi.
[5 gennaio 2024]

Suicidio assistito della sintassi con Veronica Gentili
Incipit della rubrica Facce di casta tenuta da Veronica Gentili sul Fatto Quotidiano: «L’atteso voto sulla proposta di legge d’iniziativa popolare sul suicidio medicalmente assistito che ha avuto luogo al consiglio regionale Veneto ha visto bocciare per un soffio la possibilità di stabilire tempi certi d’esecuzione del verdetto». Premesso che veneto qui è aggettivo, perciò andava in minuscolo, ci si chiede: quindi al Consiglio regionale ha avuto luogo un suicidio medicalmente assistito? E il morto chi sarebbe? Non è così? Allora bisognava scrivere: «L’atteso voto che ha avuto luogo al Consiglio regionale del Veneto sulla proposta di legge d’iniziativa popolare sul suicidio medicalmente assistito». A patto di conoscere le regole che governano i sintagmi e la sintassi.
[23 gennaio 2024]

Il saluto nazista per Il Venerdì si fa col pugno chiuso
Sul Venerdì di Repubblica appare una foto di Anders Breivik, che il 22 luglio 2011 uccise 77 persone tra Oslo e l’isola di Utoya. Vi si vede il terrorista norvegese mentre protende il braccio destro e mostra il pugno chiuso. La didascalia recita: «Il killer fa il saluto nazista in aula». Non ci sono più i compagni di una volta.
[5 gennaio 2024]

Come perdere 10 miliardi fra titolo e testo
Titolo dalle pagine economiche del Corriere della Sera: «Apulia Distribuzione fa l’ingresso in VéGé. Il gruppo verso i 30 miliardi di fatturato entro il 2030». Testo: «“Entro il 2030 puntiamo a 20 miliardi di fatturato”, spiega il presidente del gruppo, Giovanni Arena». È appena cominciato il 2024 e ha già perso 10 miliardi.
[3 gennaio 2024]

Una persona «abituale frequentatore»
Titolo dal sito del Messaggero: «Pensionato colto da malore mentre fa sesso, è grave in coma e rischia la vita: indagini in corso. È certo che avesse consumato poco tempo prima all’interno della sua automobile un rapporto sessuale, probabilmente con una persona abituale frequentatore del luogo». Quindi la persona era un uomo?
[2 gennaio 2024]

Incredibile: le pagnotte sono fatte di pane
Titolo da Cook, «racconti di cucina» sul sito del Corriere della Sera: «Abbinare cracker, gallette o pagnotte di pane». Nel testo, Camilla Sernagiotto insegna: «Tenere sempre a portata di mano dei cracker, delle gallette o delle pagnotte di pane è fondamentale per godersi appieno il fast good food». In italiano la pagnotta è il «pane di forma rotonda e di grandezza varia». Ma ora che abbiamo appreso dell’esistenza dello specialissimo pane di pane, restiamo in attesa di conoscerne gli altri formati.
[8 gennaio 2024]

Vuoi vedere che se ti vesti leggero muori assiderato?
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Alto Adige, 16enne morta assiderata nel bosco. L’ipotesi: indossava vestiti troppo leggeri». Che ipotesi agghiacciante.
[14 gennaio 2024]

Per Bandirali serve la traduzione a fronte
Incipit di un articolo firmato da Federica Bandirali sul sito del Corriere della Sera: «US Weekly è certo che la coppia è stata “subissata da richieste da parte dei media di intrattenimento e opportunità di business” che al momento non sono state accettate. Ma “Harry e Meghan pensano che il 2024 sarà l’anno della rinascita”, ha riferito Schofield, certa che Meghan abbia voglia di un gran riscatto sulla famiglia del marito». Non si sa di che parli né chi sia la fantomatica Schofield, di cui non v’è traccia nel resto del pezzo. Che si tratti della giornalista americana Kinsey Lea Schofield, specializzata in gossip sulla famiglia reale inglese? Ah, saperlo! Nel secondo capoverso, poi, si legge: «Ha affermato Dominic West al Sunday Morning». Parrebbe trattarsi di un giornale. Invece è un programma di Times Radio, l’emittente del Times, e la frase citata è stata pronunciata da Dominic West durante una lunga intervista nel corso del programma Sunday morning. Urge traduzione a fronte per Bandirali.
[30 dicembre 2023]

Il diritto di ignorare le regole di Bonolis
Ci scrive il lettore Paolo Frigato, a proposito dell’appunto che in questa rubrica abbiamo mosso a Paolo Bonolis per la puntata del 13 gennaio del programma Avanti un altro! su Canale 5: «Nel gioco finale, la regola vuole che i concorrenti, posti davanti a 21 domande, ciascuna con due opzioni di risposta, diano sempre la risposta sbagliata. È un meccanismo perverso che richiede concentrazione per evitare di dare, istintivamente, la risposta giusta. Alla domanda da lei citata, quindi, il concorrente avrebbe dovuto rispondere “Roma” visto che, appunto, San Pietro è la cattedrale di Bologna. Avendo risposto “Bologna” ha commesso un errore con conseguente eliminazione e “cazziatone di Bonolis” che rimprovera il giocatore per aver avuto fretta e non aver ragionato. È così da circa 1.200 puntate. Mi sorge una curiosità: com’è possibile che lei abbia notato solo questo presunto errore e non che il concorrente ha “sbagliato” tutte le domande precedenti e successive?». Analoga osservazione ci è pervenuta dal lettore Gianluca Pigini. Rispondiamo a entrambi, partendo dalla curiosità finale del signor Frigato: stavamo facendo zapping e ci siamo imbattuti per caso in quel cervellotico quesito (era dai tempi del Rischiatutto condotto da Mike Bongiorno – 50 anni fa – che non ci capitava). Ed era la prima volta (è stata anche l’ultima) che Avanti un altro! richiamava la nostra attenzione. Che dire? Qui finisce che persino le reti Mediaset danno ragione al generale Roberto Vannacci: come il mondo, anche i quiz televisivi vanno al contrario. Rivendichiamo tuttavia il nostro diritto di telespettatori occasionali a non doverne conoscere le regole e quindi a trarre le conclusioni da ciò che vediamo e sentiamo. Che tutto ciò si veda e si senta «da circa 1.200 puntate» rafforza il noi il fermo proposito di astenerci d’ora in avanti anche dall’uso del telecomando.
[13 gennaio 2024]

Paolo Bonolis? Per le cattedrali avanti un altro
Pulce fuori ordinanza per quei presentatori che s’impancano a porre ai concorrenti domande su argomenti di cui non sanno nulla. Su Canale 5, nella finale del quiz Avanti un altro!, Paolo Bonolis chiede a Rocco: «Roma o Bologna: San Pietro è la cattedrale di?». Il poveretto risponde di getto: «Bologna». Gong di errore, costernazione generale e cazziatone di Bonolis, con eco incorporata, per l’impulsività del malcapitato: «Perché avete fretta? Perché avete fretta?». Ma l’unico ad aver fretta di chiudere i conti (sbagliati), congedando l’incolpevole gareggiante, è lui: San Pietro è davvero la cattedrale di Bologna. Quella di Roma non è San Pietro, bensì la basilica di San Giovanni in Laterano. Urge aprire scuola serale negli studi Mediaset di Cologno Monzese.
[13 gennaio 2024]

Alessandra Arachi e l’attentato «a fuoco»
Alessandra Arachi intervista sul Corriere della Sera l’ex missino Francesco Storace. Domanda: «Lei c’era il 1978 ad Acca Larenzia?». Risposta: «Era la sezione del Msi che frequentavo. L’anno seguente lì sono scappato ad un attentato a fuoco per un soffio». A fuoco lento? E si scampa a un attentato, non si scappa.
[10 gennaio 2024]

State in campana, evirati cantori
Titolo dal sito dell’Osservatore Romano: «Come smaschilizzare la Chiesa: una esperienza con i giovani seminaristi». Gran brutta esperienza la castrazione.
[5 gennaio 2024]

Togliatti non c’entra con i Patti Lateranensi
Didascalia dalla Stampa: «Palmiro Togliatti, segretario del Pci, fu uno dei padri costituenti, acconsentì alla firma dei Patti Lateranensi tra Stato e Chiesa». Non si vede come sia stato possibile. I Patti Lateranensi tra l’Italia fascista e la Santa Sede furono sottoscritti da Benito Mussolini, a nome di Vittorio Emanuele III, e dal cardinale Pietro Gasparri, plenipotenziario di papa Pio XI, l’11 febbraio 1929, mentre Togliatti da Parigi guidava il Pci dopo l’arresto di Antonio Gramsci. Il Migliore si limitò, nel 1946, a votare a favore di un emendamento alla Costituzione («I rapporti fra lo Stato e la Chiesa sono regolati in termini concordatari»), che però fu bocciato, mentre non partecipò alla votazione del successivo («I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Qualunque modificazione di essi bilateralmente accettata non richiederà un procedimento di revisione costituzionale»), che fu comunque approvato e inserito nella Costituzione all’articolo 7, con i voti anche dei comunisti, peraltro non decisivi.
[27 dicembre 2023]

Titolo cocktail del Giornale in prima pagina
Titolo dalla prima pagina del Giornale: «Le sedi romane del Pd pagate dai cittadini». Occhiello: «Mentre nella capitale un 14enne è stato ammazzato per strada». Non versava l’affitto per la sezione del partito?
[14 gennaio 2024]

Le ombre si allungano su Battistuzzi
«Lontano dai riflettori la situazione è parecchio diversa, le ombre si allungano sulle luci», scrive Giovanni Battistuzzi sul Foglio. Conclusione dell’articolo: «Per non parlare di Aymeric Laporte che preferirebbe tornare in panchina al Manchester City pur di continuare a stare al Al Nassr, che Manchester forse non sarà Parigi, ma è senz’altro più attraente di giocare lì dov’è accanto a Cristiano Ronaldo». Gesù, fate luce, in modo che si allunghi sulle ombre.
[3 gennaio 2024]

Concita De Gregorio scambia Bussola e Capannina
Sulla Repubblica, nella rubrica Invece Concita, Concita De Gregorio rievoca il Sessantotto: «Si pensa a una manifestazione contro i simboli del lusso, come era successo alla Scala, viene scelta la Bussola di Forte dei Marmi, allora il più famoso night club d’Italia: si sarebbero esibiti quel Capodanno Fred Bongusto e Shirley Bassey». La Bussola venne aperta da Sergio Bernardini, lo scopritore di Mina, a Marina di Pietrasanta, sul lungomare in località Focette. E si trova tuttora lì, non a Forte dei Marmi, dove invece c’è l’altro locale storico della Versilia, La Capannina, fondato nel 1929 da Achille Franceschi.
[4 gennaio 2024]

All’Adnkronos serve una calcolatrice
«Online nuova puntata podcast Adnkronos, ogni 2 cannonate di Kiev 5 di Mosca», si legge sul sito dell’agenzia di stampa. Che nel testo precisa: «A sostenerlo i dati forniti dal Wall Street Journal secondo il quale ogni giorno i russi utilizzano un quantitativo di proiettili di artiglieria cinque volte superiore a quello degli ucraini». Quindi ogni 2 cannonate sparate da Kiev, quelle di Mosca saranno 10, e non 5 come scritto nel titolo. Urgono ripetizioni di aritmetica.
[8 gennaio 2024]

La «fuoriserie» di Fedez in 10 milioni di esemplari
L’Ansa annuncia che Fedez è ricomparso sui social, dopo le disavventure giudiziarie occorse alla moglie Chiara Ferragni, e ha postato «una scena con il controverso rapper Rondo da Sosa, davanti a un’auto fuoriserie di un colore blu intenso». Dalla foto che accompagna la notizia, a noi pare una Ford Mustang, che è stata prodotta dal 1964 e venduta in più di 10 milioni di esemplari, quindi tutt’altro che fuoriserie, cara ma non carissima: si porta a casa con meno di 70.000 euro.
[25 dicembre 2023]

Jacopo Giliberto più wikipedico che filologico
Il «climattivismo tossico» viene giustamente deplorato da Jacopo Giliberto su ben tre pagine del Foglio, aperte da una «premessa filologica» che prende in giro le desinenze politicamente corrette sempre più diffuse. Ma l’autore usa malissimo Wikipedia, che può rivelarsi talvolta utile purché la si maneggi con un minimo di senso critico, visto che sovrabbonda di errori. Infatti Giliberto afferma senza esitare che il celeberrimo tempio efesino di Artemide «fu raso al suolo in via definitiva su ordine del vescovo di Efeso, Giovanni Crisostomo, santo e padre della Chiesa». Il grande predicatore antiocheno, per questo soprannominato Bocca d’oro, fu invece arcivescovo di Costantinopoli dal 398 al 404, e mai vescovo di Efeso, notizia che Giliberto ha appunto erroneamente tratto da una scorsa molto frettolosa (e poco filologica) alla voce che Wikipedia dedica al tempio di Artemide.
[8 gennaio 2024]

Un fendente che squarcia dalla spalla alla gamba
Milano Today informa che una quarantacinquenne irregolare «è stata accoltellata al torace, alla spalla e alla gamba» e che l’aggressore, di origine sudamericana, «avrebbe colpito la donna con almeno due fendenti». Facciamo pure tre, sempreché il secondo fendente non le abbia squarciato il corpo dalla spalla alla gamba.
[30 dicembre 2023]

Espirate forte, così aumenta l’ossigeno
«In Alabama un uomo sarà giustiziato per la prima volta con la “maschera della morte”», titola il sito della Repubblica. Nel testo, Massimo Basile spiega che Kenneth Smith, 58 anni, condannato per omicidio, a ogni respiro «rilascerà ossigeno e riempirà polmoni e cervello di nitrogeno». Eravamo rimasti fermi ai tempi in cui la respirazione degli esseri viventi, e pure morenti, avveniva introducendo nei polmoni ossigeno e rilasciando la venefica anidride carbonica. L’aggiornamento della fisiologia umana venutoci da Basile ci fa trarre un sospiro di sollievo.
[6 gennaio 2024]

Gigliola «Cinguetti»: i giornalisti non hanno l’età
Nella pagina degli spettacoli della Stampa, la cantante Gigliola Cinquetti viene ribattezzata Gigliola Cinguetti, sia in un sommario che in una didascalia. Sono distratti dai troppi cinguettii di Twitter (oggi X) oppure non hanno l’età per fare i giornalisti?
[8 gennaio 2024]

I «motu propri» di Gagliarducci
«Sappiamo che il Papa predilige i motu propri, ovvero i documenti che nascono dalla sua volontà, per cambiare una legge», osserva Andrea Gagliarducci su Acistampa, agenzia in lingua italiana che fa capo al gruppo statunitense Ewtn (Eternal word television network). Gagliarducci ripete l’espressione motu propri una dozzina di volte. Lo stesso errore compare nel sottotitolo. Informiamo l’addetto ai lavori che il sostantivo di origine latina motuproprio (una sola parola, per Lo Zingarelli 2024) al plurale rimane invariato: i motuproprio.
[4 gennaio 2024]

Fratelli d’Italia, nato nel 2012, ha già 30 anni?
Marco Galluzzo riporta sul Corriere della Sera una frase pronunciata da Giorgia Meloni nella conferenza stampa d’inizio anno: «Mia sorella sono trent’anni che lavora in FdI. L’ho messa a capo del partito. Certo, potevo metterla a capo di una partecipata, ma non l’ho fatto». Forse era il caso di obiettare alla premier che Fratelli d’Italia fu fondato solo poco più di 11 anni fa, nel dicembre 2012.
[5 gennaio 2024]

Vabbè, Roncone, sarà per la prossima volta
Sempre sul Corriere della Sera, Fabrizio Roncone parla di Giorgia Meloni nella medesima conferenza stampa: «S’accorge di aver detto forse qualcosa di troppo e allora di colpo glissa, va via in dribbling, mentre il sito Dagospia, in tempo reale, insinua subito, con prontezza: “Ma con chi ce l’ha? Fiuta aria di ‘gomblotto’? E da parte di chi?”». Difficile insinuare subito però in differita. «Poi sospira: e ci spiega che, su questa vicenda le sono state attribuite frasi – in cui risultava molto preoccupata – che non ha mai detto, né pensato (vabbé)». Superflua la virgola dopo il primo che. E si scrive vabbè, con l’accento grave. Oppure va be’, con l’apostrofo.
[5 gennaio 2024]

Il don (Marco) Attilio Regoli della Verità
Sulla prima pagina della Verità un riassunto dell’intervista di Martina Pastorelli con don Roberto Regoli su Benedetto XVI cambia il nome del reverendo, che diventa Attilio. Il lapsus palesa comunque una discreta cultura, perché può spiegarsi solo con l’attrazione per il nome del ben più celebre comandante romano Marco Attilio Regolo, secondo diversi autori antichi barbaramente ucciso dai cartaginesi nel 246 avanti Cristo.
[3 gennaio 2024]

Studia alla Sorbona ma il suo Limes è il latino
In un articolo su Limes intitolato parzialmente in latino «Defensores libertatis ecclesiae. Le guardie svizzere fra passato e presente», il collaboratore Guglielmo Gallone dimostra di non avere la benché minima consuetudine con l’antica lingua, peraltro sempre meno conosciuta anche Oltretevere. Scrive infatti senza batter ciglio «Capitala capitanorum castodiae helveticoarum» invece di «Capitula capitanorum custodiae Helveticorum», che sono poi gli accordi firmati nel 1561 da Pio IV con i comandanti della «guardia degli svizzeri». Anche un liceale non avrebbe faticato molto a correggere le tre (su quattro) parole reperite in Rete. Ma Gallone, come si legge su Limes, è «laureando magistrale in Relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma» e «studia in Francia a Paris 1 – Panthéon Sorbonne». Che cosa studi alla Sorbona, la rivista non lo specifica. Di sicuro non il latino.
[dicembre 2023]

I ricordi ballerini di Niola su Robinson
Su Robinson, supplemento culturale della Repubblica, Marino Niola accenna alla «celebre Panther dance di Michael Jackson, che chiude il film Black or White, diretto da Spike Lee nel 1991». Peccato che la pellicola in questione sia uscita nel 2014 e l’abbia firmata il regista Mike Binder. Con quel titolo Spike Lee girò soltanto uno spot per gli orologi Swatch, nel quale fra l’altro compariva anche lui, ma ciò avvenne nel 1993, non nel 1991. Quanto alla Pantera dance di Michael Jackson, era nel videoclip Black and White girato dal regista John Landis. Ci pare che Niola abbia ricordi un po’ ballerini.
[31 dicembre 2023]

Che cosa sarà un «ungenm-gnere-influencer»?
Incipit di Anna Gandolfi sul Corriere della Sera: «Roberto Parodi, l’ungenm-gnere-influencer, alla prova dello sci». Augh!
[14 dicembre 2023]

Le «coppie come le coppie» no, parola di cardinale
Matteo Matzuzzi sul Foglio riporta il passo di un’intervista che il cardinale Daniel Sturla, arcivescovo di Montevideo, ha concesso al quotidiano spagnolo El País sulla dichiarazione Fiducia supplicans, firmata dal cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, e approvata da papa Francesco, che contempla «la possibilità di benedire le coppie in situazioni irregolari e le coppie dello stesso sesso»: «Quello che credo è che le persone possono essere benedette, ma coppie come le coppie non possono». Accettansi solo single.
[4 gennaio 2024]

Agli Oscar il miglior film straniero non è mai in inglese
Michele Farina sul sito del Corriere della Sera: «L’hanno trovato morto nella sua auto, in uno dei grandi parchi di Seul, a pochi giorni dall’interrogatorio di sabato scorso durato 19 ore filate: Lee Sun-kyun aveva 48 anni e il suo viso aveva fatto il giro del mondo tre-quattro anni fa, quando il film “Parasite” aveva vinto tutto il possibile (compreso l’Oscar 2020 per il miglior film straniero, cosa mai accaduta prima a una pellicola che non fosse in inglese)». Credevamo che l’Oscar al miglior film straniero fosse assegnato proprio a una pellicola che non sia in lingua inglese.
[27 dicembre 2023]

I rapinatori si traggono in inganno da soli
Marianna Gulli su Milano Today parla della «banda dei Rolex», formata da tre napoletani in trasferta a Milano, per i quali il Gip ha ordinato la custodia cautelare in carcere: «A trarre in inganno il gruppo è stata una rapina risalente il 20 gennaio 2021». A parte il al posto di al, essendo l’inganno un atto fraudolento pare difficile che i banditi abbiano potuto ingannare sé stessi. Al massimo saranno caduti in trappola o li avranno smascherati.
[9 dicembre 2023]

Elena Stancanelli non schiocca le dita: le schiaccia
Elena Stancanelli, astro (nascente?) della cultura italiana in quota molto rosa e destinata prima o poi a un premio Strega, scrittrice, editorialista della Repubblica, attivista della letteratura femminile postfemminista sulla scia di Michela Murgia e Chiara Valerio, verga sul quotidiano fondato da Eugenio Scalfari un editoriale sull’intelligenza artificiale, che finisce con questa domanda: «Quando hai il frigorifero pieno di champagne e tartufi, quando hai più auto di Batman, quando puoi avere qualsiasi donna reale soltanto schiacciando le dita, qual è l’unica cosa che brami ancora?». Forse schioccando? No, no, schiacciando...
[5 gennaio 2024]

Andrea Monda scambia i ciechi per cechi
«Gesù dice di venire con lui perché se andiamo vediamo, se resistiamo rimaniamo cechi», avverte sull’Osservatore Romano il direttore Andrea Monda nella sua rubrica La domanda del Vangelo, pudicamente siglata A.M. dall’ex docente di religione che non sa distinguere i cechi dai ciechi. Se invece non resistiamo diventiamo slovacchi? [4 gennaio 2024]

Chiara Ferragni chiude la chiusura, cioè riapre
Titolo dall’Ansa: «Chiara Ferragni chiude definitivamente lo stop sui social». Da stropicciarsi gli occhi. Solo leggendo la notizia sottostante la sciarada trova spiegazione: «Dopo il messaggio in cui ringraziava tutti coloro che le sono stati vicino nei giorni scorsi, Chiara Ferragni sembra chiudere definitivamente il periodo di assenza dai social dopo il caso Balocco». L’influencer ha chiuso la chiusura, cioè ha riaperto. Vedremo di far colazione con alcuni fiammiferi per aumentare l’apporto di fosforo nel nostro cervello.
[4 gennaio 2024]

Che cosa non fa Bonaccini pur di riposarsi
Titolo dalla Verità: «Bonaccini paga i contadini per non lavorare». Lavorare stanca: è giusto pagare chi può evitarti la fastidiosa incombenza. (In alternativa, si sarebbe potuto scrivere, in un italiano non anfibologico: «Bonaccini paga i contadini perché non lavorino»).
[2 gennaio 2024]

Gianni Vernetti rieccheggia «le fila»
Editoriale di Gianni Vernetti sulla Repubblica: «Il fantasma di Chamberlain riecheggia fra le fila del Partito Repubblicano». A parte che ha già riecheggiato all’inizio del capoverso precedente («Il fantasma di Chamberlain riecheggia nelle parole di quanti in queste ore chiedono all’Ucraina di fermare la propria guerra di liberazione»), ci chiediamo se sia un fantasma o una voce. E comunque il plurale del sostantivo fila nel significato di ranghi è file: «Militare nelle file di un partito, serrare le file, disertare le file» (Lo Zingarelli 2024). Il plurale fila con valore collettivo si usa soltanto quando si parla di filamenti, oppure della trama di un ordito, o di un intreccio in senso metaforico.
[12 dicembre 2023]

Scivoloso quel titolo del Figaro
Titolo dal Figaro: «Bénédiction des couples homosexuels: le pape amorce un recul». Giusto per restare in tema.
[5 gennaio 2024]

La basilica di San Marco s’incunea nel proprio atrio
Fotonotizia dal Corriere della Sera: «Nonostante le paratie in vetro che dovrebbero proteggerla la Basilica di San Marco, a Venezia, venerdì sera si è parzialmente allagata incuneandosi nell’atrio con i suoi preziosi mosaici». Come faccia una basilica a incunearsi nel proprio atrio è un bel mistero.
[7 gennaio 2024]

Retrodato di 100 anni l’arresto di Wesolowski
Sul Venerdì di Repubblica, nella sua imperdibile rubrica di cose vaticane intitolata Cronache celesti, Filippo Di Giacomo informa che il Papa ha il problema di dove incarcerare gli eventuali condannati a titolo definitivo per l’affaire del famoso palazzo di Londra. Troppo esiguo il numero delle celle. Un’annotazione che incuriosisce e rivela come, Oltretevere, ben pochi credano alla serietà del processo di primo grado che ha visto il cardinale Angelo Becciu condannato a 5 anni e mezzo di reclusione. Scrive il sacerdote-giornalista, nonché canonista sopraffino, dotato di humour scorticante: «Con la sentenza del 16 dicembre 2023, il Tribunale dello Stato del Vaticano ha “regalato” a diversi imputati 37 anni di carcere. Dopo questa letteraria sentenza, sospettata di essere stata fabbricata in anticipo per alzare una cortina fumogena sulle vere “menti” del vecchio e nuovo mondo, con o senza tonaca, autori del pastrocchio londinese, la domanda è: dove sconteranno la pena?». In Italia pare. Ma la domanda più inquietante è un’altra: chi sono le «vere menti»? E c’è qualcuno che le sta cercando? Detto questo, la prospettiva di scoperte sconvolgenti travolge anche la memoria dell’esperto vaticanista, quando riferisce che «l’ex nunzio pedofilo Jozef Wesolowski fu arrestato (1914), fu ospitato nel conventino (dove risiedono i padri francescani penitenzieri di San Pietro, ai piani soprastanti alle celle di detenzione vaticane, ndr), libero di girare e di risolvere (si dice) la sua vertenza prima del processo, con un mix di superalcolici e farmaci». Nel 1914, regnante Benedetto XV? In realtà l’arresto del prelato avvenne il 23 settembre 2014 e la morte liberatoria il 27 agosto 2015. Regnante Francesco.
[5 gennaio 2024]

Il gioielliere li ha uccisi fuori dal negozio, non dentro
Alberto Cantoni, che su Virgilio Notizie si fregia del titolo di «giornalista professionista», scrive: «Dopo la condanna a 17 anni di carcere per l’omicidio dei rapinatori Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli (uccisi nel suo negozio nella frazione Gallo di Grinzane Cavour), il gioielliere Mario Roggero ha invocato il generale Roberto Vannacci». Non è così. I rapinatori, come si vede anche dal filmato, sono stati uccisi fuori dal negozio. Una differenza di non poco conto: infatti la severa pena inflitta al rapinato – compreso il porto illegale dell’arma all’esterno del negozio – si basa appunto sul fatto che ha sparato fuori dall’esercizio commerciale, e non dentro.
[6 dicembre 2023]

Gli Houti, chi saranno mai costoro?
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Raid e alleanze anti Houti: dagli Usa una coalizione internazionale l’Italia partecipata con una fregata». Cioè? (Gli Houti sarebbero gli Houthi oppure Huthi, dipende dalle grafie, che però hanno sempre una h fra la t e la i: fazione politica e militare islamista sciita operante nello Yemen dagli anni Novanta).
[19 dicembre 2023]

La Stampa sbaglia gli accenti spagnoli e ungheresi
Sulla Stampa, un’intervista con Santiago Abascal, leader di Vox, contiene nella titolazione le seguenti frasi: «Sanchez tradisce la Spagna» e «Mi piacerebbe Orban nei Conservatori». Da parte loro i redattori del quotidiano tradiscono lo spagnolo e l’ungherese perché avrebbero dovuto scrivere Sánchez (come nel testo dell’intervista) e Orbán. Ah, gli accenti!
[18 dicembre 2023]

Nuova parentela sulla Stampa: il genero della scorta
Titolo a tutta pagina dalla Stampa: «Deputato di FdI spara e ferisce il genero della scorta di Delmastro e poi rifiuta di sottoporsi al test». La famosa famiglia allargata.
[2 gennaio 2024]

Già che c’erano gli hanno amputato i genitali
Dal sito della Repubblica: «Petardo gli esplode tra le gambe, medici costretti ad amputare i genitali per salvare un 22enne». Nel testo, Francesco Oliva scrive: «Aspetto ancora più grave, il giovane ha riportato un trauma cranico, uno facciale e, per via delle conseguenze causate dallo scoppio di un petardo, i medici sono stati costretti a tagliare i genitali». En passant.
[1° gennaio 2024]

Enrica Roddolo cita a sproposito il «royal wedding»
Sul sito del Corriere della Sera, Enrica Roddolo parla della «nuova coppia reale di Danimarca, Frederik (che regnerà come Frederik X) e la moglie Mary», avendo la regina Margrethe, nella notte di Capodanno, annunciato l’abdicazione a favore del figlio. Roddolo sottolinea che «due giorni fa il tabloid britannico “Daily Mail” ha interpretato la decisione dell’abdicazione come una mossa per salvare il Royal wedding». Peccato che wedding in inglese sia solo la cerimonia nuziale, non il matrimonio (che si chiama marriage). Visto che nemmeno si tratta di reali inglesi, bensì danesi, perché non chiamarlo matrimonio reale nel nostro povero e bistrattato italiano?
[2 gennaio 2024]

I due nuovi popoli della Repubblica: pugliesi e italiani
Titolo dal sito della Repubblica: «A Tirana per il Capodanno viene ferita da un proiettile vagante, appello per Agata Carbonara: “Serve un volo speciale per l’intervento salvavita in Italia”». Sommario: «Il quadro clinico è stabile ma la 52enne di Bari resta bloccata in ospedale: i medici albanesi hanno rifiutato di operare demandando l’intervento agli specialisti pugliesi o italiani». Qui si rifà l’Italia o si muore.
[3 gennaio 2024]

Che cosa sia accaduto a De Luca non si sa
Fotonotizia dalla Verità: «Disavventura al brindisi di fine anno della Regione Campania. Un addetto al cerimoniale ha spostato la sedia al governatore, Vincenzo De Luca, che si era alzato momentaneamente, senza che lui se ne accorgesse». Tutto chiaro.
[29 dicembre 2023]

Cronaca lunare dal sito di Libero
Sul sito di Libero, Roberto Tortora indaga sui follower che in occasione del black friday hanno acquistato i prodotti della discussa influencer Chiara Ferragni: «Francesca Galici, giornalista de Il Giornale, ha contattato l’autrice del video per saperne di più, questo il racconto di Irene: “Il 16 dicembre è arrivato un pacco con 3 prodotti, ma solo uno era stato ordinato”. Il resto è sparito e l’assistenza clienti è stata di scarsa qualità: contattabile solo online, nessun telefono, e la richiesta è stata respinta, adducendo anche delle scuse. Prima è stato dichiarato, infatti, che i prodotti erano in partenza, poi che quelli mancanti sarebbero stati inviati solo dopo l’effettuazione del reso di quelli sbagliati. Poi si è scoperto che i prodotti scelti non erano presenti in magazzino che sarebbe dovuta avvenire una sostituzione. A quel punto le ragazze hanno mollato il colpo e sono state ricontattate solo il 27 dicembre: dovranno restituire gli articoli sbagliati e poi avranno il rimborso». Strappategli la penna di mano.
[29 dicembre 2023]

Sotis e Proietti, attenti a quelle due
Dalla rubrica che Lina Sotis e Michela Proietti tengono sul Corriere della Sera: «Idea, quantomai riuscita, di Dalia Palladino. Riunisce venti amiche nella veranda del Giaimaica. Nasce una confusione molto femminile. C’era Roberta Alemagna, Giuliana Caprotti, Marva Griffin, Olivia e Michela Valli, Lorella Comi». La rubrica s’intitola Attente a noi due. Siamo assolutamente d’accordo. (Ma state attente anche voi: c’erano, non c’era. E il Giaimaica pensiamo che sia il bar Jamaica inaugurato nel 1911 in zona Brera, frequentato anche da Benito Mussolini. Se non è quello, fateci sapere dov’è il Giaimaica).
[24 dicembre 2023]

Huff, ma che post è mai questo?
Sommario di un articolo su Billie Eilish a firma di Silvia Renda su Huffpost: «La cantante ha fatto involontariamente dice di amare le ragazze sulla rivista Variety, senza dare peso al gesto: “Pensavo fosse ovvio”. Una percepita ambiguità le era costata la perdita di migliaia di follower, che ora se ne vanno apparentemente per il motivo opposto». Prego?
[4 dicembre 2023]

Ferimenti differenziati secondo papa Francesco
Titolo dal Sole 24 Ore: «Il Papa: chi ferisce una donna profana Dio». Se invece ferisce un uomo, un vecchio o un bambino, tutto sarà perdonato.
[2 gennaio 2024]

Chiara Ferragni è passata al tono «dismesso»
Federica Bandirali sul sito del Corriere della Sera: «Quello che per tutti è “il video delle scuse” di Chiara Ferragni (sulla questione dei pandori benefici) è finito nell’occhio del ciclone anche per il look dell’imprenditrice digitale. Uno stile definito “dismesso” e “sottotono”». Ne deduciamo che: 1) i pandori, benché abbiano come primi ingredienti zucchero e burro, non fanno alzare glicemia e colesterolo, anzi sono proprio benefici; 2) Chiara Ferragni ha finalmente dismesso il proprio stile insopportabile, anche se ancora non è ben chiaro quale abbia adottato.
[18 dicembre 2023]

Scelzo barcollante smentisce persino Bergoglio
In un editoriale sul Mattino, Angelo Scelzo, già vicedirettore dell’Osservatore Romano e poi della Sala stampa della Santa Sede, dispiega grande zelo nell’esaltare «la benedizione con la mano incerottata», impartita da papa Francesco. Ma l’esaltazione del pontefice indisposto è accompagnata da una prosa trascurata e barcollante, là dove il giornalista scrive che l’estensore dei discorsi papali, monsignor Paolo Braida, «leggeva le sua parole», smentendo fra l’altro il Papa, il quale nell’occasione ha testualmente e inusualmente rivelato che l’autore delle riflessioni svolte all’Angelus è il suo collaboratore: infatti «le conosce bene perché è lui che le fa e le fa sempre così bene». Poco più avanti, Scelzo menziona «le nuova indisposizione» e le «polemiche che, sul fronte dei rapporti con l’ebraismo, si ritenevano definitivamente superati» (lapsus freudiano: superati i rapporti?). A proposito poi del viaggio papale a Dubai per il vertice sul clima, Scelzo racconta come «queste modalità di intervento di Francesco siano considerate fuori ordinanze, se non proprio eccentriche rispetto a un pontificato “ordinario”». Presumiamo che il collega intendesse scrivere semplicemente «fuori dall’ordinario».
[27 novembre 2023]

Morti nel canale tre «giovani ventenni»
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Portogruaro, auto finisce in un canale nella notte: morti tre giovani ventenni». I vecchi ventenni guidano con maggiore prudenza?
[8 dicembre 2023]

C’è una valle che domina Firenze
Sul Corriere della Sera, Claudio Bozza spiega che Tommaso Verdini, il figlio di Denis Verdini (ex senatore di Forza Italia) agli arresti domiciliari per una vicenda di appalti, è cresciuto nella Firenze bene, «in una splendida villa al Pian dei Giullari, accanto a quella del Gioiello, dove Galileo spirò, al confino, con gli occhi rivolti su questa splendida valle che domina Firenze». Eccesso di splendore a parte, non s’era finora mai vista una valle che domina una città. Infatti il Pian dei Giullari è una collina, 175 metri sul livello del mare. Sempreché i cambiamenti climatici non abbiano trasferito Firenze in alto e il Pian dei Giullari in basso a nostra insaputa.
[31 dicembre 2023]

Francesco accusato di falso in atto pubblico
Titolo dalla Stampa: «Indagato il chirurgo del Papa». Sommario: «Il prof Alfieri del Gemelli che operò Francesco accusato di falso in atto pubblico». Prendiamo atto che, per La Stampa, anche il Papa va processato. (Per evitare il rinvio a giudizio, bastava capovolgere la frase, evitando magari anche quel gergale prof: «Accusato di falso in atto pubblico il professor Alfieri che al Gemelli operò Francesco).
[14 dicembre 2023]

Ma chi diavolo è il Tucho della Verità?
«In Vaticano dovevano tenerci davvero tanto ad autorizzare le benedizioni delle coppie gay. Al punto che, per redigere la Dichiarazione Fiducia supplicans, il cardinale Víctor Manuel Fernández ha forzato le regole. Procedure che, negli usi della Santa Sede, non sono superflui orpelli barocchi, vezzi da sacerdoti vestiti di pizzi e abiti talari. No: nella Chiesa, la forma è sostanza. Invece, il prefetto dell’ex Sant’Uffizio ha compiuto un blitz. O meglio, un “golpe”, come da consolidata tradizione argentina. Tucho, infatti, si è rifiutato di convocare la commissione di esperti che avrebbe dovuto esaminare il documento». Così comincia, sulla prima pagina della Verità, un articolo di Alessandro Rico. All’interno il nomignolo finisce addirittura nel titolo: «Il “golpe” di Tucho per dare il via libera alla benedizione delle coppie omosex». Ed è ripetuto altre due volte nel testo, senza alcuna spiegazione. Chi è Tucho? Evidentemente trattasi di un soprannome. Ma di chi? Per intuizione, si deve dedurre che lo abbiano affibbiato al cardinale Fernández. Quanti lo sanno? Non pare che il porporato Tucho sia noto come Caligola, Barbarossa, Cecco Beppe, Baffone e Charlot. Solo che i giornalisti si rivolgono al loro ombelico anziché ai lettori.
[29 dicembre 2023]

Silvia Fumarola anticipa i 70 anni della tv
«“È stato difficile scegliere” dice Renzo Arbore “perché tante cose che ho fatto non me le ricordavo quasi più”. Per i 70 anni della tv (3 gennaio 1953) e poi i 100 anni della radio (il 7 ottobre 2024) l’inventore di quelli che definisce ridacchiando “21 format” torna in pista», scrive Silvia Fumarola sulla Repubblica. Segnaliamo alla collega che le trasmissioni televisive della Rai iniziarono il 3 gennaio 1954, non 1953.
[30 dicembre 2023]

Le correnti possono essere solo interne
Giovanna Cavalli sul Corriere della Sera parla del «risoluto Rampelli, 63 anni, massiccio ex campione di nuoto (mondiali del 1978) e storico leader dei Gabbiani di Colle Oppio, corrente interna a FdI». Una corrente non può che essere interna. Se fosse esterna, farebbe sbattere le porte.
[10 dicembre 2023]

Il quasi Cln di Marcello Sorgi sarà il Cnel?
«Per l’ennesima volta il dibattito sul salario minimo alla Camera s’è ridotto a uno scontro insanabile», osserva Marcello Sorgi, notista politico della Stampa, di cui in passato fu direttore, «dopo una serie di rinvii e l’intervento del Cnl». Non sapevamo né che alla Camera fosse in vigore il salario minimo (la frase corretta avrebbe dovuto essere: «Per l’ennesima volta alla Camera il dibattito sul salario minimo») né che fosse tuttora operativa una specie di Cln (Comitato di liberazione nazionale), a meno che Sorgi non intendesse riferirsi al Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro).
[6 dicembre 2023]

Un aumento del 47,21 o del 1372,11 per cento?
Nelle pagine economiche del Corriere della Sera, Stefano Ravaschio informa che «la palermitana Lemon Sistemi, che si occupa di impianti fotovoltaici e termoidraulici, ha chiuso l’ultimo contratto del giorno d’esordio a 21,64 euro, in rialzo del 47,21% sul collocamento a 1,47 euro». Da 1,47 a 21,64 euro l’aumento è pari al 1372,11 per cento. Il rialzo del 47,21 per cento diventa corretto solo se si antepone la virgola nell’ultima chiusura: 2,164 euro.
[30 dicembre 2023]

Mattioli fu assunto alla Comit nel 1925 non nel 1933
Box dal Corriere della Sera: «Raffaele Mattioli, di cui si ricordano i 50 anni dalla scomparsa avvenuta nel 1973, entrò alla Comit nel 1933, divenne amministratore delegato e poi presidente dal 1960». In realtà, Mattioli fu assunto alla Comit, cioè la Banca commerciale italiana, nel 1925, venne nominato amministratore delegato nel 1933 e fu poi presidente dal 1960 al 1971. E, se si ricordano i 50 anni dalla sua scomparsa, ci pare pacifico che sia morto nel 1973.
[29 novembre 2023]

Lorenzetto trasforma in nazisti i gerarchi fascisti
Nell’incipit di un’intervista con Antonella Silvestri, nipote e ultima erede del giornalista e scrittore Giuseppe Silvestri, Stefano Lorenzetto sull’Arena presenta il defunto così: «Inviato speciale, e involontario, dentro il carcere in cui furono rinchiusi Galeazzo Ciano e gli altri gerarchi nazisti del Processo di Verona, fucilati con il genero di Benito Mussolini a Forte Procolo l’11 gennaio 1944». I condannati a morte erano tutti fascisti, non nazisti: con Ciano, vennero fucilati alla schiena altri quattro membri del Gran Consiglio che il 25 luglio 1943 avevano votato l’ordine del giorno Grandi contro il Duce, e cioè Emilio De Bono, Luciano Gottardi, Giovanni Marinelli e Carlo Pareschi. Lapsus calami imperdonabile per Lorenzetto, nato e residente a Verona, che più volte si è occupato della vicenda in passato. «Quandoque bonus dormitat Homerus», il buon Omero talvolta sonnecchia. Figurarsi il dattilografo spulciatore.
[19 novembre 2023]

Le Aliquote di pronto intervento che cosa saranno?
Monica Serra racconta sulla Stampa la vicenda di una donna di Vigonovo, il paese di Giulia Cecchettin, picchiata dal marito e salvata dai ragazzi del paese: «Ci sono volute ore per capire che il settantunenne barricato in casa, impediva alla moglie di uscire. E una lunga trattativa con l’anziano, e le Aliquote di pronto intervento, per convincerlo a cedere». Pensavamo a una misura fiscale contro il manesco. Ma ci siamo documentati: trattasi di reparti dell’Arma dei carabinieri istituiti nel 2016 e incaricati di affrontare le situazioni d’emergenza ad alto rischio. Solo che si chiamano aliquote di primo intervento.
[27 novembre 2023]

Rombolà di tuono fa straparlare il Papa
Giorgia Rombolà, conduttrice a tutto decibel che si distingue regolarmente per il tono sovreccitato con cui annuncia i titoli del Tg3, nell’edizione delle ore 19 riferisce così, telegraficamente, le parole pronunciate da papa Francesco nel giorno di Natale: «Stop a guerre e liberazione degli ostaggi». Ecco perché non vengono rilasciati da Hamas.
[25 dicembre 2023]

Hanno ucciso il Maurizio Costanzo show
Titolo dal sito della Repubblica: «Matteo Messina Denaro, le foto con Giuseppe Graviano in platea al Maurizio Costanzo Show per ucciderlo». Ecco di che cosa è morto lo show.
[23 dicembre 2023]

Per Il Manifesto l’Ucraina confina con la Finlandia
Cristina Piccino sul Manifesto: «Intanto la radio continua parlare della guerra in Ucraina, con la quale la Finlandia confina per migliaia di kilometri». Devono essere i quasi 1.500 chilometri, e i quattro Stati, che separano la prima dalla seconda. (E comunque «continua a parlare», non «continua parlare»).
[21 dicembre 2023]

Le percentuali secondo Il Foglio
Dal Foglio: «La metà degli argentini sono poveri e il restante 10 per cento sono indigenti». Quindi è lecito supporre che in Argentina il 40 per cento non faccia statistica. Dalle parti del Foglio di sicuro.
[18 dicembre 2023]

Pene degli altri, un’invidia freudiana
Titolo della rubrica Il corsivo del giorno di Maria Serena Natale sul Corriere della Sera: «Guerra e pene degli “altri” ci riguardano». La famosa invidia del pene di freudiana memoria.
[24 dicembre 2023]

Andrea Monda fa sfoggio di ignoranza biblica
In un editoriale, Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, si cimenta con la Bibbia, che forse figura nella libreria di casa sua ma che evidentemente apre poco. Scrive infatti che «il “dove sei?” di Dio ad Adamo» è «il primo discorso diretto che troviamo nella Bibbia». In realtà, nei due capitoli che precedono il supposto primo discorso diretto, ce ne sono ben 13, di discorsi diretti di Dio, a cominciare da quello che compare fin dal terzo versetto della Genesi: «Sia la luce!». Chissà che cosa insegnava nell’ora di religione l’ex docente Monda.
[22 dicembre 2023]

Cinelli e De Rosa s’inventano Gianni Origoni
Carlo Cinelli e Federico De Rosa sull’Economia, supplemento del Corriere della Sera, informano che «Gianni Origoni ha vissuto una stagione intensa», beato lui. Solo che non si tratta di una persona, bensì di Gianni & Origoni, studio legale internazionale, con 11 sedi nel mondo, di cui 5 in Italia.
[4 dicembre 2023]

De Romanis dovrebbe fare economia di «si»
Veronica De Romanis smonta sulla Stampa le motivazioni con cui la Camera ha negato la ratifica del Mes (Meccanismo europeo di stabilità): «Chi ha votato contro il Mes, tuttavia, non sembra preoccupato. Del resto, come dicono molti esponenti della maggioranza, “le famiglie italiane hanno molti risparmi”. Questa affermazione è certamente vera, anche se lo stock di risparmi si va via via assottigliandosi». Forte in economia, ma piuttosto debole in grammatica, De Romanis. Avrebbe dovuto scrivere che «lo stock di risparmi si va via via assottigliando» oppure «va via via assottigliandosi». Un pensiero, il suo, esageratamente riflessivo. La prossima volta risparmi un si, così fa economia.
[24 dicembre 2023]

Piccolillo colleziona svarioni vaticani
Virginia Piccolillo sul Corriere della Sera scrive ogni tanto di Vaticano, ma si vede che non è pane per i suoi denti. Riferendo di una controversa iniziativa papale nel pieno della guerra a Gaza, riporta che il Pontefice ha ricevuto «nell’Auletta Paolo VI» un gruppo di palestinesi. Si tratta in realtà di un ambiente adiacente alla grandiosa Aula Paolo VI progettata e realizzata da Pier Luigi Nervi per le udienze generali e così chiamata dalla fine del 1978, quando Giovanni Paolo II decise d’intitolarla a papa Montini, che l’aveva inaugurata nel 1971. E, sempre a proposito di pontefici, secondo la collega il Papa si chiamerebbe «Jose Maria Bergoglio», e qui gli errori sono ben tre: il nome di Francesco è Jorge Mario, mentre José e María si scrivono con gli accenti acuti.
[23 novembre 2023]

Tamburrino usa «alcuno» a sproposito
Michela Tamburrino sulla Stampa: «A scrivere la missiva pare sia l’avvocato salernitano Silverio Sica, ma alcuno, nello specifico legale e Ministro, ha confermato la notizia». Tralasciando la borbonica iniziale maiuscola riservata al ministro dei Beni culturali, Gennaro Sangiuliano (che, essendo di origini napoletane, avrà di sicuro apprezzato), alcuno si usa al posto di nessuno solo in frasi negative, sia come aggettivo sia in funzione di pronome indefinito al posto di qualcuno. Esempio: «Non vi fu alcuno che prendesse la parola».
[6 dicembre 2023]

La revoca dei ministri non è appannaggio del Quirinale
In un’infografica del Corriere della Sera si legge che in Germania «il cancelliere federale è eletto dal Bundestag tedesco su proposta del presidente federale» e che egli «ha diritto di nomina e revoca dei ministri (in Italia è appannaggio del Quirinale)». È vero solo per la nomina (articolo 92 della Costituzione). Per la revoca, la faccenda è più complicata. Una sentenza emessa dalla Corte costituzionale il 6 dicembre 1995 stabilisce che «spetta a ciascuna Camera approvare una mozione di sfiducia anche nei confronti di un singolo ministro» e che «spetta al Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sostituire il ministro nei cui confronti una Camera abbia approvato una mozione di sfiducia, quando questi non si sia dimesso». Il caso esaminato dalla Consulta riguardava la mozione di sfiducia individuale contro Filippo Mancuso, ministro della Giustizia del governo Dini, approvata il 19 ottobre 1995.
[4 novembre 2023]

«Israeliani e non»: stavolta ci casca Caferri
Francesca Caferri sulla Repubblica: «Ma né le perdite né gli avvertimenti americani hanno fatto cambiare posizione a Netanyahu, che in questa guerra combatte – ed è opinione diffusa fra gli analisti israeliani e non – oltre che per la proclamata sopravvivenza di Israele, anche per la propria». Aridaje! L’avverbio negativo olofrastico – così chiamato perché, da solo, costituisce un’intera frase – è soltanto no. Quindi Caferri avrebbe dovuto scrivere «analisti israeliani e no».
[14 dicembre 2023]

Scaraffia si chiama Lucetta, non Lucilla
Felice Manti sul Giornale: «Una autorevole studiosa come Lucilla Scaraffia sulla Stampa parla di tutti gli errori sul caso Becciu». Eccone un altro, di certo minore: si chiama Lucetta.
[19 dicembre 2023]

Crosetto nominato ministro della Giustizia
Didascalia dal Corriere della Sera: «In una Camera praticamente vuota il ministro della Giustizia Guido Crosetto risponde all’interpellanza urgente di Della Vedova (+Europa)». Ma Crosetto non era ministro della Difesa?
[3 dicembre 2023]

Fiorello mette i canditi nel pandoro
Il pandoro è il dolce del momento. Per una Chiara Ferragni che forse ha ripetuto, a spese dei generosi clienti della Balocco, l’esclamazione uscita nel 1894 dalla bocca del pasticciere veronese Domenico Melegatti appena lo trasse dal forno («Xè propio un pan de oro!»), ecco un Fiorello che su Viva Rai 2! tartassa la disinvolta influencer: «Anche il Codacons ha fatto un pandoro: al posto dei canditi ha tutti gli esposti fatti ai Ferragnez!». Così riportano Rai News, Adnkronos, La Stampa, Fanpage, Il Giornale e molti altri siti. Fiorello, vabbè che sei nato in Sicilia, terra delle arance, ma il pandoro non è il panettone: nell’impasto non ha né canditi né uvette. Non chiedere conferma ai giornalisti: non lo sanno.
[19 dicembre 2023]

Roncone e un «gli tocca» riferito ad Arianna Meloni
Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera parla della sorella di Giorgia Meloni: «Chiamano Arianna. Ha la faccia grigia, e tesa. Ha già dovuto difendere il compagno/ministro Lollobrigida, spiegando che è normale fermare un Frecciarossa. Del resto, chi di noi non l’ha mai fatto? Ora gli tocca la custodia dell’ex simil cognato Giambruno». Il gender dilaga.
[16 dicembre 2023]

Il gay «arrestato a 15 gay»
Titolo dal sito del Mattino: «Il padre lo chiama gay, e lui lo accoltella: arrestato a 15 gay». Così giovani e già così gay.
[17 dicembre 2023]

Sciandivasci «infinitesimalmente» poco scientifica
«E se fosse la natura a spingerci verso la denatalità?», titola La Stampa. Nell’articolo sottostante, Simonetta Sciandivasci argomenta, a proposito dei continui allarmi sul calo demografico: «Quello che ci manca, in questa eziologia ripetuta e ripetitiva, è un salto: una visione. Per esempio questa, che pongo in forma di domanda, così nessuno si scandalizza: e se non fare figli fosse, in questo momento, che è un minuscolo momento della storia umana e infinitesimalmente striminzito momento della storia della Terra, un adattamento evolutivo?». Manca la domanda successiva: come mai l’«adattamento evolutivo» non riguarda l’intero pianeta, bensì investe principalmente il Vecchio Continente? Dove però risparmia la Francia. Secondo i dati di Eurostat, il tasso di fertilità delle francesi è costantemente il più alto di tutta l’Unione europea: 183 figli per 100 donne nel 2021 e 180 nel 2022, contro una media di 153 nell’Ue e di 124 in Italia, che figura al terzultimo posto nella classifica. Che possa dipendere dal fatto che la Francia destina a famiglia e figli il doppio del Pil rispetto all’Italia? Sciandivasci potrebbe confrontarsi in proposito con i suoi colleghi della Verità, quotidiano su cui esordì nel 2017 con un articolo dal titolo oseremmo dire profetico: «Il rimbalzo della gomma ci costerà caro. Schizzano in alto i prezzi di pneumatici, guanti in lattice e persino preservativi». (Segnaliamo che l’avverbio infinitesimalmente nella lingua italiana non esiste: al massimo i dizionari registrano infinitesimamente, da infinitesimo).
[20 dicembre 2023]

Il commando palestinese rapì un Boeing 737
Matteo Sacchi ripercorre sul Giornale gli eventi del 1974, anno che a suo dire «cominciò in anticipo» con l’attacco terroristico palestinese del 17 dicembre 1973 all’aeroporto di Fiumicino (32 morti, 23 feriti): «Il commando composto di 5 terroristi si diede poi a una rocambolesca fuga, terminata in Kuwait, rapendo un Boeing 737 della Lufthansa». Sequestro di fusoliera. Che colpo d’ala.
[20 dicembre 2023]

Nata nel 1940 e morta nel 1922
Marco Cicala sul Venerdì di Repubblica: «In fondo, l’invenzione del presepe “vivente” – anno 1223, proprio otto secoli fa – nello sperduto borgo reatino di Greccio fu una fra le tante genialate di Francesco d’Assisi. La medievista Chiara Frugoni (1940-1922) aveva ripercorso la storia di quella “trovata” in un libro che adesso torna da il Mulino». Frugoni, partorita nel 1940, era già morta nel 1922. Il signore sì che se ne intende, di nascite. (E sorvoliamo sul fatto che nel libro la medievista ribadisce quanto gli storici sanno bene, e cioè che quel presepe non fu il primo).
[1° dicembre 2023]

Spagna e Belgio «sostengono con i terroristi»?
Titolo dal Corriere della Sera: «Israele accusa Spagna e Belgio / “Sostengono con i terroristi”». Cioè?
[25 novembre 2023]

I tartufi per La Stampa si gustano nei dormitori
Dalla Stampa: «Madama Vigna. Un luogo di affascinante semplicità dove la cucina trova una dimensione unica e con le radici ben piantate sul territorio. Dormitori locali garantiscono tartufi al prezzo giusto». Sogni d’oro.
[3 dicembre 2023]

Leclerc «sul sipario»: s’è aggrappato?
Incipit a tutto gas di Giorgio Terruzzi nelle pagine sportive del Corriere della Sera: «Non è stanco Verstappen. Pole numero 32 al pari del Leone, Nigel Mansell, arraffata con un ruggito da predatore indefesso. C’è Leclerc in prima fila a rappresentare sul sipario la coppia più veloce del Mondiale». Sul sipario? Sono acrobati appesi? Forse sul palco.
[26 novembre 2023]

Il latinorum dell’Osservatore Romano
Per L’Osservatore Romano il latino è ormai un problema. In un’intervista con il cardinale Fernando Filoni, riguardante un suo libro dedicato alle conferenze episcopali, l’intervistatore Roberto Cetera fa pronunciare al porporato la seguente incomprensibile definizione ottocentesca: amicalibes conventus episcoporum, cioè «amichevoli riunioni di vescovi». La forma esatta dell’aggettivo è amicabiles, attestata nella prima metà del IV secolo dallo scrittore siciliano Giulio Firmico Materno, un pagano che poi si convertì. E francamente divertente è il cappello dell’intervista dove si legge che il tema è «di stringente attualità in questo tempo sinodale dal titolo: Le Conferenze Episcopali. Un’istituzione moderna di comunione ecclesiale». Il «tempo sinodale» è già astruso di suo, non era certo necessario dargli addirittura un titolo.
[9 dicembre 2023]

Gisella Floreanini promossa di nuovo ministro
Parlando sul Corriere della Sera dell’iscrizione di Silvio Berlusconi nel famedio del Cimitero monumentale di Milano, Chiara Baldi indica fra i 14 milanesi illustri cui il Comune ha concesso questo onore anche «Gisella Floreanini, prima ministra italiana». A parte che scritto così potrebbe sembrare che Floreanini sia stata premier, ricordiamo a Chiara Baldi ciò che già avevamo fatto notare al suo collega Maurizio Giannattasio, il quale il 5 ottobre scrisse: «La prima donna che è stata ministra in Italia». Gisella Floreanini non fu mai ministro della Repubblica italiana, ma soltanto rappresentante del Pci e commissaria di governo durante i 40 giorni della Repubblica dell’Ossola (9 settembre-23 ottobre 1944) e poi deputata per due legislature alla Camera.
[3 novembre 2023]

Platero, l’uomo dei numeri, sbaglia i numeri
Su Affari & Finanza, supplemento della Repubblica, Mario Platero racconta l’ecatombe di giornali locali negli Stati Uniti: «In 20 anni la California ha perso 524 testate, solo a Los Angeles 104. Nell’area metropolitana di New York hanno chiuso 210 testate. In Texas ben 29 contee non hanno neppure un giornale, un record in America, e secondo il New York Times le chiusure complessive in poco meno di vent’anni sono state 2.900. Secondo uno studio della Northwestern University, dal 2005 l’America ha perso i due terzi della forza lavoro giornalistica, con una media di 2,5 giornali a settimana che spariscono dalla circolazione». Preoccupante. Ma ancora più preoccupante è che un giornalista di solida esperienza sbagli a far di conto. Se in 18 anni hanno chiuso 2.900 quotidiani, la media è di 3,1 a settimana, non 2,5. E dire che Platero è stato a lungo responsabile della redazione di New York del Sole 24 Ore, giornale che campa di numeri, e oggi è direttore responsabile dell’edizione internazionale del New York Times che viene distribuita in Italia, cioè la stessa fonte della statistica farlocca.
[4 dicembre 2023]

Michela Proietti non conosce Baldacci e Tebaldi
Michela Proietti intervista sul Corriere della Sera la stilista Raffaella Curiel e le fa dire, a proposito di pranzi con giornalisti, scrittori e artisti al ristorante Bagutta di Milano: «C’erano Luciano Baldacci e Italo Calvino». Baldacci, fondatore del Giorno e poi del settimanale Abc, si chiamava Gaetano. E verso la fine fa indicare a Curiel il salotto più bello: «Quello di mia madre, con Indro Montanelli, Renata Tibaldi, e Mario Soldati». Togliendo l’ultima virgola, del tutto superflua, informiamo Proietti che Tibaldi era Renata Tebaldi, inarrivabile soprano di fama mondiale. Ci pare improbabile che Curiel, avendola frequentata nel salotto materno, ne abbia storpiato il cognome durante l’intervista.
[14 dicembre 2023]

Nuzzi nella basilica di Santa Maria Maggiore
Gianluigi Nuzzi festeggia il compleanno del Papa con un poderoso articolo sulla Stampa, nel quale, sfoggiando una prosa decisamente mistica, immagina Francesco «far riposare la salma a Santa Maria Maggiore». È lì che il Pontefice «prega la madonna, in silenzio», anche se, miracolosamente, «le navate rilanciano le invocazioni». La «madonna» è citata due volte sempre in minuscolo, forse per distinguerla da Madonna Louise Veronica Ciccone. Spiega Nuzzi, a proposito delle visite di Bergoglio in basilica: «Viene qui dai tempi che era arcivescovo a Buenos Aires». La mistica consente questi salti, la grammatica consiglierebbe «dai tempi in cui». Il realismo magico di Nuzzi giunge all’ermetismo immaginifico nel finale: «Il futuro della Chiesa deve imboccare la povertà». Così mette su carne?
[17 dicembre 2023]

Avvenire commina anziché irrogare
Avvenire titola in prima pagina che nel processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato vaticana sono stati «in totale comminati 37 anni di reclusione». Nel linguaggio giuridico, comminare significa stabilire una sanzione per i trasgressori di una legge. Quando una pena viene inflitta dal giudice, il verbo da usare è irrogare.
[17 dicembre 2023]

Toh, esiste pure l’«encefalite cerebrale»
Giovanni Gagliardi su Repubblica.it riferisce che Shane MacGowan, «conosciuto come voce e frontman dei Pogues», è stato stroncato da «una rara encefalite cerebrale». Essendo l’encefalite l’infiammazione del cervello, vediamo difficile che possa esistere quella polmonare o intestinale.
[30 novembre 2023]

Caracciolo ricorda male la missione russa anti Covid
Intervistato da Francesco Rigatelli sulla Stampa, Lucio Caracciolo, direttore della rivista Limes, dice la sua sull’universo mondo, passando in rassegna le principali questioni internazionali degli ultimi anni, inclusa la controversa missione russa nel Bergamasco durante la pandemia da coronavirus: «La spedizione sui vaccini fu però curiosa e l’idea che un Paese Nato come l’Italia abbia permesso a militari russi di scorrazzare liberamente meriterebbe un’indagine adeguata». L’operazione «Dalla Russia con amore» (ribattezzata così da Mosca) non c’entrava nulla con le vaccinazioni: autorizzata dal secondo governo Conte, cominciò il 23 marzo 2020, quando il mondo ancora non sapeva come affrontare l’emergenza, mentre i vaccini anti Covid arrivarono nel nostro Paese solo nove mesi dopo, il 27 dicembre. Siamo peraltro d’accordo con Caracciolo sul fatto che quella spedizione del ministero della Difesa russo, concordata da Vladimir Putin con Giuseppe Conte, meriterebbe un’indagine approfondita.
[15 dicembre 2023]

Non esiste un altro decollo dopo essere decollati
«La sua carriera è tuttavia decollata anche sotto Trump», scrive M. Val. (Marco Valsania?) sul Sole 24 Ore. Il decollo è un atto istantaneo, non si può decollare anche sotto Donald Trump se già si era preso il volo con un altro presidente. Sarà proseguita l’ascesa, magari.
[5 dicembre 2023]

Franco aumenta di tre i cardinali elettori
Non di rado Massimo Franco, notista politico del Corriere della Sera, si occupa del Vaticano. In un articolo sul prossimo conclave scrive erroneamente che gli elettori del Papa sono 137 e, non pago dell’errore, per di più cambia il nome di uno di loro. A poter eleggere il nuovo pontefice sono infatti, alla data odierna, 134 cardinali, mentre lo statunitense Burke non si chiama Edmund, come il celebre scrittore e politico settecentesco, bensì Raymond Leo.
[8 dicembre 2023]

Don Marco Pozza scrive male del male
Nella sua rubrica Strada facendo, su Specchio, settimanale della Stampa, don Marco Pozza, cappellano del carcere Due Palazzi a Padova, c’illumina: «Quando rompe gli argini, il male ha un qualcosa di devastante, d’incontenibile, di cinico e di barbarico». Quindi ne deduciamo che quando il male resta negli argini ha un qualcosa di costruttivo, di contenibile, di rispettoso e di civile. Parola del prete che dà del tu a papa Francesco e lo intervista in scarpe da tennis.
[3 dicembre 2023]

Partiti «affianco»? O a fianco o affiancati
Dal Corriere della Sera, incipit del servizio di Paolo Lorenzi sul Gran premio motociclistico del Qatar: «Capolavoro Martin, vince partendo dalla seconda fila e dimezza lo svantaggio da Bagnaia, quinto dopo una corsa in difesa. Partivano affianco in Qatar, Pecco e Jorge, hanno corso due gare all’opposto». Affianco? O a fianco o affiancati. In italiano. In arabo non sapremmo.
[19 novembre 2023]

Per Veltroni si può lavorare «in una confezione»
Walter Veltroni sul Corriere della Sera intervista Luciano Spalletti, commissario tecnico della Nazionale. Domanda: «Mi parli della tua famiglia?». Risposta: «Mio padre era magazziniere, mia madre lavorava in una confezione». Sottovuoto? (Il sostantivo confezione, inteso come produzione in serie di capi d’abbigliamento, richiede una locuzione lessicale: «lavorare nel settore della confezione», esemplifica Lo Zingarelli 2024).

Il giornale del vescovo non conosce la madre di Maria
Editoriale d’apertura sulla prima pagina dell’Eco di Bergamo, di proprietà della diocesi, uscito l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione. Titolo: «Immacolata un mondo nuovo che inizia». Nel testo si legge: «A livello di teologia spiccia possiamo cavarcela così: oggi si celebra il momento in cui la Vergine Maria ha cominciato a esistere su questa terra, nel pancione di sua mamma, Elisabetta». Tenuto conto che la madre della Madonna si chiamava Anna (sant’Anna), che Elisabetta era invece la sua parente (forse cugina) rimasta incinta sei mesi prima dell’Annunciazione alla Vergine, che il quotidiano bergamasco appartiene al vescovo e che l’articolo di fondo era firmato da don Mattia Magoni, il quale ha una licenza in teologia pastorale e insegna (o insegnava, si spera) catechetica nel seminario di Bergamo, oltre a essere stato direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale delle comunicazioni sociali, diremmo che da quelle parti «a livello di teologia spiccia» siamo rasoterra.
[8 dicembre 2023]

Le mostruosità di Gianluigi Nuzzi
Da un articolo di Gianluigi Nuzzi sulla Stampa, in ordine di apparizione: «mostro», «mostruosità», «mostruosità», «mostri», «mostruosità», «mostruoso», «mostruosità», «mostruosità», «mostruosità», «mostri», «mostro», «mostro», «mostri». I nuovi mostri.
[4 dicembre 2023]

Le facce dei ministri israeliani «si srotolano»
Davide Frattini, inviato del Corriere della Sera a Tel Aviv: «Le sei ore di consiglio, le facce dei ministri che si srotolano nella notte fonda di mercoledì». I famosi ministri tappetini.
[23 novembre 2023]

Belpietro e il pescatore di uomini
Incipit dell’editoriale del direttore Maurizio Belpietro sulla prima pagina della Verità: «Don Mattia Ferrari è un giovane prete, che invece di fare il pastore di anime fa il pescatore di uomini». Se voleva suonare come una critica, la comparazione appare infelice: il sacerdote fa precisamente il suo mestiere, quello che Gesù stesso assegnò ai fratelli Simone, chiamato Pietro, e Andrea, che stavano gettando la rete nel mare di Galilea: «E disse loro: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini”» (Matteo 4, 19).
[5 dicembre 2023]

Nella satira Luca Bottura non fa giurisprudenza
Luca Bottura, distillatore principe dello spirito di patata sulla Stampa, nella sua rubrica Minimum pax celia: «Giusta lamentela del Ministro Sangiuliano, che avrebbe diffidato una trasmissione di Radio 1 dal prenderlo in giro “perché laureato in Giurisprudenza”. Tra l’altro il titolo della sua tesi fa ancora giurisprudenza: “Codice Civile e Penale, come cavarsela in dibattimento avendo letto solo la copertina”». A parte la ridda di maiuscole superflue, a cominciare da quella di ministro, per la battuta segnaliamo a Bottura che avrebbe dovuto scrivere «fa ancora dottrina»: giurisprudenza la fanno le sentenze, non le tesi di laurea o i testi degli studiosi.
[6 dicembre 2023]

Mephisto Waltz non conosce il brumaio
«Napoleone, nel dubbio, pospose al 18 il Colpo di Stato del novembre 1799», ricorda Mephisto Waltz sul Sole 24 Ore, anche lui ricorrendo a un’inutile maiuscola. Dal coltissimo satanasso ci saremmo aspettati che parlasse non del novembre bensì del brumaio 1799: quello era infatti il nome del secondo mese del calendario rivoluzionario francese, che iniziava il 22 ottobre e terminava il 20 novembre.
[3 dicembre 2023]

Jannik Sinner «quarto al moneto»
Il sito della Repubblica riferisce che Jannik Sinner «oggi è quarto al moneto». Non sappiamo di che si tratti, ma pensiamo che il tennista preferisca la moneta.
[19 novembre 2023]

Quattro morti pazienti con i giornalisti
Titolo da Open.it: «Tivoli, incendio all’ospedale: quattro morti pazienti». Informazione.it riprende pappagallescamente: «Tivoli, incendio all’ospedale: quattro morti pazienti». Nessun rispetto per i morti impazienti.
[9 dicembre 2023]

Lina Palmerini in cerca di Mr. Wolf
La beffa telefonica ai danni del premier Giorgia Meloni nella conclusione della rubrica Politica 2.0 di Lina Palmerini sul Sole 24 Ore: «Lo scherzo telefonico, insomma, proietta di nuovo l’immagine di una premier circondata da chi i problemi li crea e non da Mr. Wolf, quello che nel film Pulp Fiction i problemi li risolve. Urge trovare un Mr. o una Miss Wolf in più in squadra». Dal testo si deduce che non ce ne sia nessuno a Palazzo Chigi. Quindi ne servirebbe uno, non uno in più.
[2 novembre 2023]

McNamara non fu mai segretario di Stato
A corredo di un articolo firmato da Stefano Cingolani, Il Foglio pubblica una foto con questa didascalia: «L’allora segretario di stato Usa Robert McNamara illustra le mosse dell’esercito americano in Vietnam». Negli Stati Uniti, il segretario di Stato, senza ulteriori specificazioni, è il capo del Dipartimento di Stato, l’equivalente di un ministro degli Esteri (con qualche competenza aggiuntiva). Ma McNamara non ricoprì mai questa carica. Fu sempre e soltanto segretario alla Difesa.
[11 novembre 2023]

Qualche problema con l’aritmetica alla Repubblica
Richiamo del pezzo di Miriam Romano sul nuovo stadio del Milan a San Donato, apparso in prima pagina sull’edizione milanese della Repubblica: «Utilizzando i mezzi pubblici, più della metà dei residenti di Milano, il 54 per cento, raggiungerebbe l’impianto entro i 45 minuti. Solo il tre per cento ci impiegherebbe meno di mezz’ora. Tirando le somme, il 97 per cento di chi viene dalla città riuscirebbe ad arrivare allo stadio entro un’ora». Ecco, tirando le somme, 54 più 3 fa 57. Manca dunque all’appello un bel 40 per cento di cittadini, che impiegherebbero quasi un’ora per arrivare a San Donato.
[5 novembre 2023]

Domani ripristina dopo mezzo secolo la Sacra rota
In un lungo articolo su Domani, Federica Tourn ricostruisce un’intricata causa matrimoniale davanti ai tribunali ecclesiastici tra Libano, Roma e Canada, e più volte nomina la Sacra rota, che finisce così anche nel titolo. Facciamo presente che questa denominazione è ormai solo storica: da oltre mezzo secolo il tribunale si chiama semplicemente Rota romana.
[4 dicembre 2023]

Barletta trasferita in provincia di Foggia
Marta Borghese sul sito della Repubblica: «Era la scuola degli Anni Settanta. A ricordarla è Mario Ruggiero Dimatteo, arrivato a Torino da Barletta, in provincia di Foggia». Eppure mezzo secolo fa la scuola insegnava la geografia: Barletta fino al 2004 faceva parte della provincia di Bari e dal 2009 è uno dei capoluoghi della provincia di Barletta-Andria-Trani.
[31 ottobre 2023]

Cade dal tetto, un volo lungo sei mesi
Dal sito del Gazzettino: «Incidente sul lavoro a Volpago del Montello. Cade dal tetto di un’azienda, fa un volo di sei mesi: è gravissimo». Era un astronauta?
[5 dicembre 2023]

La rescissione del contratto con la lingua italiana
L’agenzia di stampa LaPresse informa che «Giulia Cecchettin è morta per dissanguamento in seguito alla rescissione dell’aorta». Si dà il caso che rescissione sia un termine del diritto il cui significato è «annullamento, risoluzione: rescissione di un contratto» (Lo Zingarelli 2024). Qui andava usato tutt’al più il sostantivo recisione («il recidere; taglio: la recisione di un ramo secco»). Ma l’aspetto più clamoroso della faccenda è che lo sfondone di LaPresse, copiato forse dal referto di qualche anatomopatologo analfabeta, viene preso per oro colato e schiaffato online dai siti dei seguenti mezzi d’informazione: La Repubblica, Il Secolo XIX, Il Gazzettino, Il Tempo, L’Unità, L’Identità, Fanpage, Secolo d’Italia, Corriere dello Sport, segno che i giornali hanno rescisso da tempo il contratto con la lingua italiana.
[1° dicembre 2023]

Il mento fugge dalla finestra
Massimo Delfino sul sito della Stampa si occupa di una sparatoria a Tortona: «Nella ricostruzione della vicenda compiuta dai carabinieri il cinquantaseienne si sarebbe presentato a casa dei due stranieri come appartenente alle forze dell’ordine esibendo la paletta della Polizia di Stato: una volta all’interno dell’appartamento ha sparato con una pistola all’indirizzo del trentunenne al colpendolo al mento, il quale è riuscito a fuggire da una finestra». Il famoso mento sfuggente.
[22 novembre 2023]

Le sgrammaticature di Sallusti
Nel suo editoriale di prima pagina, Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, scrive: «Resta incomprensibile il tentativo di buttarla in politica come ha fatto ieri anche la sorella di Giulia, Elena, con un post forse telecomandato da qualcuno o qualcuna a lei vicina». Se lei la butta in politica, lui la butta in sgrammaticatura. Magari sarà più femminista accordare l’aggettivo a qualcuna, ma sarebbe stato più equo e corretto usare il plurale vicini. Oppure, per non scontentare nessuno, acconciarsi a ricorrere all’avverbio unisex vicino. Insomma, avremmo visto bene «qualcuno o qualcuna vicino a lei», oppure «a lei vicini». Poi Sallusti dà un consiglio amorevole però abbastanza suicida: «A Elena, a cui va il nostro abbraccio, vorrei dire due cose e raccomandarle, per quanto possibile in queste ore disperate, di stare attenta a cadere in trappole che amici interessati potrebbero tenderle». Sallusti – se l’italiano ha ancora un senso – la invita cioè a farsi intrappolare. Lapsus freudiano o banale dimenticanza di un salutare non? Elena stia perciò «attenta a non cadere in trappole».
[20 novembre 2023]

È nata una bimba che pesa 3.340 chili
Da Rai News: «Una bimba è nata ieri sera nell’auto dei suoi genitori, in una strada del quartiere borghese di Prati, a quell’ora trafficatissima. Il primo vagito nell’auto con cui il papà stava accompagnando la moglie in clinica. Con loro anche il figlio di tre anni. La bambina è nata verso le 20, pesa 3.340 kg e sta bene». Che stia bene, già grande obesa alla nascita, ci pare improbabile. La strabiliante notizia conquista i titoli anche sui siti del Messaggero, del Mattino e del Corriere Adriatico. In tutto fanno 13.360 chili. Le famose notizie un tanto al chilo.
[25 novembre 2023]

Ma guarda, pare che la pace risolva i conflitti
Titolo del Sole 24 Ore per un editoriale di Alberto Martinelli: «Quando la scienza promuove la pace per risolvere i conflitti». Diremmo che, in generale, la pace serve a risolvere i conflitti, anche se a promuoverla non è la scienza.
[2 novembre 2023]

Andrea Scanzi fa giocare a tennis Bulgarelli
In un’intera paginata sul Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi magnifica «un’apoteosi attesa, sperata e sognata 47 anni: l’Italia torna a vincere la Coppa Davis» e rileva come «questa squadra sia fortissima, forse persino più di quella giustamente epica di Panatta, Barazzutti, Bulgarelli e Zugarelli». Noi ricordavamo che era formata da Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli, mentre Giacomo Bulgarelli giocava a calcio nel Bologna, se la memoria delle figurine Panini di 60 anni fa non c’inganna.
[27 novembre 2023]

Sommario con mistero incorporato
Sommario dal Corriere della Sera: «Ha sopportato 45 minuti di viaggio, mentre ci avevano detto che ne sarebbe stata in grado». Qualunque cosa le fosse accaduta.
[12 novembre 2023]

L’arcivescovo sbaglia la data della morte di Pio XII
Felice Accrocca sull’Osservatore Romano scrive che Pio XII «morì il 10 ottobre 1958». Il pur erudito arcivescovo di Benevento non ricorda con esattezza una data che invece è rimasta celebre anche per un clamoroso infortunio giornalistico. Infatti papa Pacelli, come racconta il vaticanista Benny Lai (I segreti del Vaticano da Pio XII a papa Wojtyla, Laterza, pagina 12), «si spense all’alba del 9 ottobre. Ma la sua morte fu anticipata di ventiquattro ore da tre quotidiani romani usciti listati a lutto, in edizione speciale, perché il collega che manteneva i contatti con Galeazzi Lisi (l’archiatra pontificio, ndr), sollecitato dalle urgenze della concorrenza giornalistica, aveva stretto un patto suppletivo con il medico: quando una certa finestra si fosse aperta, quando Galeazzi Lisi, stando nel vano spalancato, si fosse soffiato il naso con un fazzoletto bianco, il cronista appostato sulla piazza avrebbe dovuto guardare l’orologio e annunziare la morte del papa. Una tendina bianca mossa casualmente era stata scambiata per un fazzoletto dai due cronisti in attesa del segnale».
[25 novembre 2023]

Per Il Giornale a fondare Sabbioneta fu Vespasiano
Camilla Golzi Saporiti sul Giornale descrive Sabbioneta: «Patrimonio Unesco a mezz’ora da Mantova, gioiello rinascimentale voluto nel 1559 come esempio di città ideale da Vespasiano». Vespasiano, imperatore romano nato 1550 anni prima, ringrazia per il primato di longevità, ma Sabbioneta fu fondata da Vespasiano I Gonzaga, morto nel 1591.
[2 dicembre 2023]

Giulia Bongiorno non difende: assiste
In una scheda sul Corriere della Sera leggiamo che Giulia Bongiorno, avvocata, senatrice della Lega, ministra per la Pubblica amministrazione nel primo governo Conte, «ora difende la ragazza che accusa il figlio di Beppe Grillo e tre amici di stupro». La sventurata è sul banco degli imputati? No? Allora Bongiorno non la difende: la assiste.
[15 novembre 2023]

L’Osservatore Romano trova un cameriere: è Gesù
Dalla rubrica La domanda del Vangelo (tenuta sull’Osservatore Romano dal direttore Andrea Monda in persona, temiamo, visto che è siglata A.M.): «Gesù continua a farci domande e quella di oggi sembra la domanda di un cameriere che chiede cosa desideriamo». Il giornale della Santa Sede è proprio diventato una bettola.
[21 novembre 2023]

Chiara Valerio scrive sui giornali, ma non li legge
Incipit di un articolo della scrittrice Chiara Valerio sulla Repubblica: «Giorgia Meloni ha ragione a dire che non si strumentalizzano le tragedie. L’ultima strumentalizzazione di tragedia che mi viene in mente è tuttavia quella di Indi Gregory, la bambina inglese affetta da una rarissima patologia che ha ricevuto la cittadinanza italiana ed è stata accolta all’Ospedale Bambin Gesù». Valerio scrive bene e legge tanto, ma non i giornali: la piccola Indi non è mai arrivata a Roma, l’hanno ammazzata prima, a Londra. E comunque l’ospedale pediatrico della Capitale si chiama Bambino Gesù, con la o.
[22 novembre 2023]

Il Tg1 inventa l’«epidemia di massa»
Nel Tg1 delle 13.30, in un servizio sulla tragedia umanitaria nella Striscia di Gaza, Monia Venturini fa presente che «con l’arrivo delle piogge, i bambini si trovano ad affrontare una seria minaccia di epidemia di massa». Immaginiamo che si contrapponga alle epidemie individuali.
[21 novembre 2023]

Per Veltroni (e Mancuso?) il vino si coltiva
Walter Veltroni intervista nelle pagine culturali del Corriere della Sera il professor Stefano Mancuso, botanico e saggista, che all’Università di Firenze è docente ordinario di arboricoltura generale e coltivazioni arboree, e gli fa pronunciare la seguente frase: «Pensa che ora il vino lo si coltiva persino in Svezia!». Siamo nati nella provincia dell’Amarone e ci pare che dalle nostre parti si coltivi ancora la vite, che dà l’uva da cui si ottiene il vino. Ma forse Veltroni, Mancuso e la Svezia sono più avanti di noi.
[16 novembre 2023]

Sulla Verità una balena munita di moto d’acqua
Titolo dalla Verità: «Bolsonaro accusato di molestie a una balena con la moto d’acqua». Cazzarola, non ci sono più le balene di una volta: ora solcano gli oceani in Kawasaki.
[21 novembre 2023]

«Ci» auspichiamo un corso d’italiano alla Repubblica
Sami al-Ajrami da Khan Yunis (Striscia di Gaza) sul sito della Repubblica, testo raccolto da Anna Lombardi: «Ma ci auspichiamo che se i patti verranno rispettati da ambo le parti, non ci saranno ulteriori escalation». Noi invece auspichiamo che gli inviati della Repubblica seguano un corso d’italiano.
[23 novembre 2023]

Il «profondo dolo» dei genitori di Filippo Turetta
Dal sito del Messaggero, a proposito di Giulia Cecchettin, assassinata dal fidanzato Filippo Turetta: «I genitori di Filippo esprimono alla famiglia di Giulia “vicinanza e profondo dolo per una tragedia che coinvolge entrambe le famiglie”». Il famoso delitto doloso.
[19 novembre 2023]

Aldo Grasso critica Wikipedia (da cui copia)
Aldo Grasso nella sua rubrica A fil di rete sul Corriere della Sera aveva fulminato, il 13 novembre, Bianca Berlinguer, «burattinaia» del professor Alessandro Orsini, noto per le sue «farneticazioni filoputiniane» – così aveva scritto il critico televisivo – equiparandola a «capocomico (si potrà dire capacomica?), cioè il responsabile della scelta del copione da inscenare, dell’ingaggio degli attori e della messa in scena: il dominus gregis della commedia latina». Ecco che cosa si legge su Wikipedia alla voce capocomico: «Era il responsabile della scelta del copione da inscenare, dell’ingaggio degli attori e della messa in scena. Nella commedia latina, può essere identificato con il dominus gregis». Perbacco, una trascrizione quasi letterale. È mai possibile? Domenica 19, in prima pagina, nella rubrica Padiglione Italia, sotto il titolo «Noi, figli dell’ignoranza wikipedica», Grasso spiega l’accaduto: «La deriva bulimica del web produce un eccesso di informazione che crea solo pressapochismo, presunzione, intolleranza: siamo tutti di un’ignoranza wikipedica». Invece del predicozzo, poteva farla più corta e scrivere: «Confesso che ho copiato da Wikipedia». Quante volte, figliolo? (Per penitenza, d’ora in avanti copiare solo dallo Zingarelli, come facciamo noi, che oltretutto offre il raro pregio della sintesi: «Capocomico. Un tempo, chi era a capo di una compagnia teatrale e scritturava gli attori». Rassicuriamo il professor Grasso: la flessione del sostantivo prevede il singolare femminile capocomica, ma non capacomica).
[13 e 19 novembre 2023]

Analfabetismo anglicizzante dell’Ansa
Significativo esempio di analfabetismo anglicizzante in un lancio dell’Ansa diramato alle 22.13 del 6 novembre. Titolo: «“Le riserve di carburante a ospedale al-Quds esaurite in 48 ore”». Collezione di orrori ed errori. La a non è l’unica preposizione di cui dispone la lingua italiana, benché lo stile sintetico dell’Ansa costringa a condensare i titoli in una sola riga fin dai tempi in cui si utilizzavano le telescriventi. «Esaurite in 48 ore» potrebbe significare che l’ospedale aveva riserve di carburante e queste si sono già esaurite nel giro di 48 ore. Il titolista ha cioè scambiato in per fra (in e within, salvo errori, in inglese in questo caso sono interscambiabili). In italiano in si usa nell’indicare il tempo totale che è stato necessario per compiere una certa azione («L’atleta ha percorso i 200 metri in 19 secondi netti»). Bisognava invece scrivere, come peraltro è correttamente riportato nel testo, «si esauriranno entro 48 ore», con il verbo al futuro. Ignoriamo chi sia il titolista, ma, se cambiasse mestiere, almeno andrebbe a far danni in un altro settore.
[6 novembre 2023]

Cgil e Uil uniti dalla pizza
Titolo dalla Stampa: «Cgil e Uil in pizza». Finalmente combinano qualcosa di buono.
[23 novembre 2023]

Monica Leoffredi investita a Roma e a Milano
Titoli dal sito del Corriere della Sera: «Monica Leofreddi investita da un van a Roma». Titolo dal quotidiano online Milano Today: «Monica Leofreddi investita da un van a Milano». Titolo dal quotidiano online Roma Today: «Monica Leofreddi: “Investita da un Van in retromarcia alla stazione Termini”». Povera conduttrice televisiva, investita due volte da un van in due città diverse.
[23 novembre 2023]

Nuova moda: lanciare l’amo e nascondere la mano
Francesca Galici sul sito del Giornale: «La tradizionale festa di San Nicola del 6 dicembre in Belgio potrebbe diventare “Sidi Nicola”. Il sindaco di Saint-Gilles lancia l’amo e poi tira indietro la mano parlando di boutade». Il sindaco pescava con la mosca o ha solo lanciato il sasso?
[21 novembre 2023]

La concordanza secondo Federica Bandirali
«Veronica Peparini, 52 anni, e il compagno Andreas Muller, 27, hanno annunciato a “Verissimo” che diventeranno genitori di due gemelline», riferisce Federica Bandirali sul sito del Corriere della Sera. «La donna, che si trova al quinto mese di gravidanza, insieme al compagno hanno poi pubblicato su Instagram i primi scatti con il pancione». Ci complimentiamo con l’attempata gestante, ma rileviamo come il secondo periodo dimostri ancora una volta quanto sia stata deleteria l’abolizione dell’esame di seconda elementare.
[6 novembre 2023]

Robinson, la posta di legno e l’androne a mosaico
Luca Valtorta su Robinson, supplemento culturale della Repubblica: «Anche la pioggia ci sta bene se vai a tovare Paolo Jannacci, figlio di Enzo, musicista, compositore, arrangiatore e molto altro ancora. Una bella casa della vecchia Milano, come è giusto che sia, di quelle con le cassette per la posta di legno e il pavimento dell’androne a mosaico». La posta di legno e l’androne a mosaico. Che sorprendenti innovazioni! Proprio vero che chi cerca tova.
[12 novembre 2023]

Già, già, già della segretaria
Daniela Polizzi sul Corriere della Sera: «Generali mantiene però un Combined ratio, cioè la redditività della gestione tecnica nei danni, che migliora di 3,1 punti al 94,3% (sconta già l’impatto da catastrofi pari a 3,7 punti) perché già nel 2022 il gruppo aveva già messo da parte riserve per tamponare l’effetto inflattivo». Eh, già.
[18 novembre 2023]

Sallusti cade sul «piuttosto che»
Dall’editoriale di prima pagina del direttore del Giornale, Alessandro Sallusti: «La sinistra funziona al contrario: ogni mattina un leader-leone azzanna la premier più o meno a vanvera, come è capitato sulle presunte marachelle del compagno piuttosto che sugli scherzi telefonici dei servizi segreti russi». Rimandiamo Sallusti a un «Nota bene» che compare nel lemma piuttosto sullo Zingarelli 2024: «Il significato corretto di piuttosto che è “anziché”. L’uso di piuttosto che con il significato di “oppure” è da considerarsi improprio, anche per gli equivoci che può creare, per esempio nelle frasi: faremo stampare il libro a Padova piuttosto che a Bologna (con il significato corretto di: “a Padova, non a Bologna”; e non, improprio, di: “a Padova o a Bologna”); oppure: al sabato sera vado al cinema piuttosto che a cena fuori (con il significato corretto di: “al cinema, non a cena fuori”; e non, improprio, di: “al cinema o a cena fuori”)».
[18 novembre 2023]

La salute della storia secondo La Verità
La Verità fa parlare «il grande epidemiologo Kulldorff». Il titolo in prima pagina recita: «Il lockdown è stato il più grande fiasco sulla salute della storia». La storia è in cattiva salute? No? Allora bisognava scrivere: «Il lockdown è stato il più grande fiasco della storia sulla salute».
[1° novembre 2023]

Mario Sechi rompe «le fila»
Nel suo editoriale di prima pagina, Mario Sechi, direttore di Libero, osserva, a proposito del «circo che la vittoria di Meloni ha preso in contropiede»: «I suggeritori di questo network nazionale e estero sono visibili, sono tra le fila dell’élite». Ripetiamo per l’ennesima volta la lezioncina: l’uso di fila come plurale di fila, «serie di persone o cose», è erroneo. Nel significato di ranghi, il plurale di fila è file: «Militare nelle file di un partito, serrare le file» (Lo Zingarelli 2024). Il plurale fila con valore collettivo si usa soltanto quando si parla di filamenti, oppure della trama di un ordito, o di un intreccio in senso metaforico. Classici esempi dell’uso figurato di fila come plurale femminile di filo sono «reggere le fila» e «tirare le fila».
[13 novembre 2023]

Lo Jedi nuovo editore della Repubblica
Carmelo Caruso sul Foglio: «In Rai, ogni mattina c’è uno sciopero delle firme come l’Atac. Ultimo quello di Rai News. Solo per dire: sempre ieri, un giornalista di Rai News ha tagliuzzato un video della rassegna stampa e lo ha spedito ai quotidiani del gruppo Jedi. Lavorano in Rai ma collaborano con Repubblica». Ci sfugge quali siano le «firme come l’Atac» e, soprattutto, non ci risulta che Gedi, il gruppo editoriale cui fanno capo La Repubblica e La Stampa, sia entrato a far parte dell’organizzazione monastico-militare di Guerre stellari.
[25 ottobre 2023]

Fra Tuf e Tub non torna il conto degli anni
Antonella Olivieri sul Sole 24 Ore informa che «il Governo sta per mettere mano alla revisione del Tuf, che per oltre trent’anni è stato il punto di riferimento centrale per la finanza e il mercato italiano». A dire il vero, il Tuf (Testo unico della finanza) risale al febbraio 1998, quindi 25 anni fa. Più di 30 anni li ha il Tub (Testo unico bancario), che è del settembre 1993, ma neppure quello ha regolato la materia per «oltre 30 anni», considerato che è entrato in vigore il 1° gennaio 1994.
[10 novembre 2023]

Spray al peperoncino contro l’arrestato
Tweet del Corriere della Sera: «In carcere l’animatore-pedofilo: ha usato lo spray al peperoncino per evitare l’arrestato». Embè? Anche i maniaci sessuali avranno ben diritto di difendersi dai molestatori.
[3 novembre 2023]

Roncalli, Montini e il Concordato
Orazio La Rocca recensisce per La Repubblica un libro di Marco Roncalli su Giovanni XXIII e Paolo VI e, nell’analizzare le «affinità elettive» tra i due, riferisce incredibilmente di un «freddo distacco sul Concordato firmato dalla Santa Sede con Mussolini». Se infatti è vero che il giovane Giovanni Battista Montini espresse perplessità e riserve in una lettera scritta il 19 gennaio 1929, alla vigilia della firma dei Patti lateranensi, di segno ben diverso fu la reazione di Angelo Giuseppe Roncalli, che, rivolgendosi il 24 febbraio ai familiari, commentò testualmente: «Potete ben immaginare come io segua l’esultanza di tutta l’Italia in seguito alla pace fatta fra Vaticano e Quirinale. Pensate che gioia per i nostri vecchi se fossero ancora vivi! Benediciamo il Signore! Tutto ciò che la massoneria cioè il diavolo, aveva fatto in 60 e più anni contro la Chiesa e contro il Papa in Italia, tutto è stato rovesciato». E il futuro Papa buono aggiunge: «Non mancheranno altre pene. Ma intanto bisogna avere il coraggio della lealtà e riconoscere che ciò che è avvenuto ha del prodigio e può portare un bene incalcolabile all’Italia nostra e a tutto il mondo. Ora chi aveva un po’ studiato e non andava in chiesa, e non era praticante in nome del patriottismo, ha perduto ogni scusa».
[3 novembre 2023]

Aumento delle pene per chi picchia i borseggiatori
Dal sito della Repubblica: «È solo una delle tante norme del nuovo decreto sicurezza che il consiglio dei ministri ha approvato questo pomeriggio e che segna l’aumento consistente delle pene anche per chi truffa gli anziani o aggredisce esponenti delle forze dell’ordine o borseggiatori». Giusto! È ora di farla finita con quelli che picchiano i ladri.
[17 novembre 2023]

Il Fatto scambia il padre dei Ferrara per papà Ferilli
Didascalia dal Fatto Quotidiano: «Berlinguer con Giuliano Ferilli, papà di Sabrina». Peccato che nella foto non compaia affatto il padre dell’attrice Sabrina Ferilli, bensì il giornalista Maurizio Ferrara (1921-2000), che fu corrispondente da Mosca e direttore dell’Unità, nonché senatore, e mise al mondo due maschi: Giorgio Ferrara (1947-2023), regista e direttore artistico del Festival dei Due Mondi di Spoleto, e Giuliano Ferrara, giornalista, fondatore del Foglio, ex europarlamentare e ministro per i Rapporti con il Parlamento nel primo governo Berlusconi.
[11 novembre 2023]

Alessandra Ferri in scena a 4 anni
Dal Corriere della Sera: «Alessandra Ferri è nata a Milano il 6 maggio 1963». Didascalia della foto soprastante: «Ferri e Baryshnikov nel film “Giselle” del ’67». Precoce.
[6 novembre 2023]

Pedone investito da mezzo pirata (o forse era intero)
Titolo dal sito del Quotidiano Nazionale: «Ultim’ora. Pedone investito a Milano da mezzo pirata, gravi conseguenze». Fosse stato investito da un pirata intero, non ne sarebbe uscito vivo.
[12 novembre 2023]

Gli «Ani Ottanta» dell’attrice Carol Alt
Da Libero: «No, non sarà pornografia. Ma nudo aristico. Quello che Carol Alt ha deciso di mostrare su Onlyfans dopo una carriera come Top model – e che Top – durata più di 45 anni ma della quale, come lei stessa ha raccontato, non aveva il controllo». Pensiamo che non c’entri l’arista di maiale. La notizia così prosegue: «Per questa nuova pagina della sua vita, uno dei siboli della bellezza degli Ani Ottanta, ha deciso di fare da sola». Che culo!
[15 novembre 2023]

Urge riforma sanitaria (psichiatrica) per Il Riformista
Titolo dal sito del Riformista: «Gli attacchi del 7 ottobre, i piani e gli orrori di Hamas: “Arrivare in Cisgiordania, aperta pancia a donna incinta”». Urge un’altra riforma sanitaria, con particolare riguardo per i nuovi reparti psichiatrici: le redazioni.
[13 novembre 2023]

Toh, Joe Biden è presidente da 20 anni
Sul sito del Corriere della Sera, Marilisa Palumbo descrive così Antony Blinken, il segretario di Stato americano: «Il diplomatico dal volto umano, che però nella più classica tradizione dell’internazionalismo liberale si è spesso schierato a favore di interventi militari: “con” Biden sull’Iraq nel 2003, “contro” Obama e a favore di un maggiore coinvolgimento in Siria». Apprendiamo con sorpresa che Joe Biden, eletto nel 2021, è già da 20 anni presidente degli Stati Uniti.
[5 novembre 2023]

Il bus della Verità si spiega ma non si spezza
Serenella Bettin sulla Verità torna a occuparsi della tragedia del bus precipitato da un cavalcavia a Mestre e, in particolare, delle «immagini di un video ripreso nei momenti dello schianto alla “smart control room”, sistema di monitoraggio integrato, del comune di Venezia». Il pullman si è schiantato nella sala di regia? Bettin aggiunge: «Subito dopo l’autobus si spiega e sprofonda di sotto». Eloquente.
[1° novembre 2023]

Una nuova dipendenza: da disinfestazioni
Il Corriere della Sera informa che è stato identificato il presunto autore delle scritte antisemite apparse a Milano: «Si tratta di un 56enne italiano, residente a Corsico, dipendente di disinfestazioni». Ogni giorno spuntano nuove droghe.
[9 novembre 2023]

L’unità dello Shin Beth si chiama Nili, non Nil
Incipit del servizio di Daniele Raineri, inviato della Repubblica a Tel Aviv: «Lo Shin Beth, l’intelligence israeliana che si occupa dei problemi di sicurezza interni, ha creato un’unità che si chiama Nil – Netzach Ysrael – e ha il compito di uccidere tutti i membri di Hamas che hanno partecipato ai massacri del 7 ottobre nel Sud di Israele». Acronimo sbagliato. Quello corretto è Nili, cioè «Netzah Yisrael Lo Yeshaker», che significa «L’Eterno di Israele non mentirà», versetto (15, 29) tratto dal Primo libro di Samuele. La Nili in origine era una rete di spionaggio filobritannica, che, sotto la guida del famoso agronomo Aaron Aaronsohn, operava nella Palestina dominata dall’Impero ottomano, durante la prima guerra mondiale. Nili è anche il titolo di un romanzo edito da Mursia, in cui Massimo Lomonaco, corrispondente dell’Ansa da Tel Aviv, racconta le avventurose vicende dell’organizzazione spionistica ebraica.
[22 ottobre 2023]

Il «divit ed impera» di Lorenzo Cremonesi
L’inviato del Corriere della Sera in Israele, Lorenzo Cremonesi, intervista lo storico Tom Segev. Gli chiede: «L’errore più grave del premier?». E gli fa pronunciare la seguente frase su Benjamin Netanyahu: «Credere di poter convivere con Hamas, lavorando per indebolire l’Autorità palestinese in Cisgiordania in nome del principio del dividi et impera». La massima di origine ignota, che descrive la strategia dell’Impero romano basata sulla divisione dei sudditi per meglio dominarli, è «divide et impera», dividi e comanda. Poiché da quelle parti duemila anni fa comandavano i Romani, al punto che misero in croce Gesù Cristo, lo storico Segev dovrebbe conoscerla. E il giornalista Cremonesi pure, visto che è nato a Milano, capitale dell’Impero romano d’Occidente dal 286 al 402 dopo Cristo.
[16 ottobre 2023]

Troppi papati per Giuliano Ferrara
Commentando sul Foglio la vacuità di papa Francesco sulla scena internazionale, Giuliano Ferrara afferma con ragione che «si sente la riduzione a agenzia di buone intenzioni ineffettuali di ciò che è stata, con tutti i suoi errori e i caratteri non ripetibili, la funzione per il mondo dei papati giovanpaolini e ratzingeriani». Il fondatore del quotidiano sta forse alludendo ai pontificati dei due Giovanni Paolo? E forse ci sono stati due papi Ratzinger? Naturalmente no, date la brevità di quello del primo, che assunse il doppio nome, e la circostanza che di Joseph Ratzinger ce n’è stato uno solo, purtroppo. Allora era meglio scrivere «dei papati giovanpaolino e ratzingeriano».
[1° novembre 2023]

L’Ansa e l’ausiliare del verbo divampare
Dall’Ansa: «L’intenzione di Hamas il 7 ottobre scorso non era solo uccidere e catturare il maggior numero di israeliani ma innescare un conflitto che avrebbe divamapato in tutta la regione». Dando per scontato che un refuso abbia storpiato il verbo, facciamo tuttavia notare che divampare richiede come ausiliare essere, non avere.
[13 novembre 2023]

Liana Milella e il Coraggio di non sapere le cose
Liana Milella, cronista giudiziaria di lungo corso e – si presumeva – di vasta sapienza, intervista sulla Repubblica il presidente emerito della Consulta, Giancarlo Coraggio, 83 anni, giurista di lunghissimo corso e – si presumeva – di vastissima sapienza. Il tema è la riforma costituzionale, che nelle intenzioni di Giorgia Meloni, secondo Coraggio, prevede un esagerato «potenziamento del ruolo del premier», in obbedienza a una tendenza «sia interna che internazionale che vede emergere sempre di più un ruolo da primo ministro inglese o da cancelliere tedesco (il Consiglio d’Europa è composto dai capi di Stato e di governo)». Tralasciando il fatto che non si capisce come possa un intervistato parlare fra parentesi (traccerà due segni nell’aria con gli indici?), in realtà il Consiglio d’Europa è un’organizzazione internazionale indipendente dai governi, con il compito di «promuovere la democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto in Europa e non solo». Tutt’altra cosa è il Consiglio europeo, che trimestralmente raduna i 27 premier (o presidenti) dell’Ue. In sintesi, il Consiglio d’Europa è innocente, immune dal premierato, e vigila sui diritti. Fra quest’ultimi, non ci sembra che figuri quello all’ignoranza.
[31 ottobre 2023]

Matteo Renzi direttore con correttore automatico
Dall’editoriale di Matteo Renzi sulla prima pagina del Riformista: «Come del resto abbiamo parlato del niente dal decreto rave party alle norme sul Pos, dalla carne sintetica a tutti i provvedimenti di Adolfo Urss». Se non è stato ripristinato il patto Hitler-Stalin, pensiamo che si tratti di Adolfo Urso. Da un ex presidente del Consiglio improvvisatosi direttore di giornale (e per 2 euro a copia) ci aspettavamo di più. Per esempio, che non ricorresse al correttore di Word quando scrive.
[31 ottobre 2023]

Roncone e Montanari storpiano l’italiano
Sul Corriere della Sera, Fabrizio Roncone, nel ritratto un po’ di sé stesso e un po’ di Tomaso Montanari, forse futuro candidato sindaco a Firenze, fa sapere che usa la Moleskine per prendere appunti (lui, Roncone) e che non può apprezzare (sempre lui, Roncone) «le Binckerstock», le «tremende cioce tedesche», che per la verità si chiamano Birkenstock. Dopo aver suscitato in noi sincera ammirazione per il buongusto, ci delude con il classico analfabetismo residuale degli esteti. Per far dire al rettore dell’Università di Siena per stranieri che non è comunista, gli attribuisce esattamente la confessione del contrario, mettendo in bocca a Montanari un’asineria mica da poco: «Altroché comunista come mi urla addosso quel genio di Salvini». Lo Zingarelli 2024 attesta che altroché significa «certamente, sì, senza dubbio (come risposta energicamente affermativa)». La grammatica italiana (Treccani) aggiunge: «La grafia separata altro che, invece, si usa quando la locuzione indica esclusione o preferenza rispetto a un altro elemento: fatti, altro che chiacchiere». Quindi la forma corretta da usare, nel caso specifico, era: «Altro che comunista». Invece di guardare malevolmente le cioce (o ciocie) tedesche, Roncone avrebbe fatto meglio a consultare il vocabolario. Altroché.
[6 novembre 2023]

Elly Schlein diventa Giuda del Pd
Titolo dalla Verità: «La Schlein si sfoga contro la Meloni ma è costretta a corteggiare Conte». Sommario: «Elly giuda la manifestazione del Pd». Speriamo per lei che almeno abbia riscosso i 30 denari.
[12 novembre 2023]

Un cunicolo «trappolato» a Gaza
Parlando dei tunnel di Gaza, Guido Olimpio sul Corriere della Sera riferisce: «Sabato è stata annunciata la morte di quattro parà per l’esplosione di un ordigno alla “bocca” di un cunicolo, probabilmente era stato trappolato dai miliziani». Ci pare una torsione piuttosto ardita del verbo trappolare, che per Lo Zingarelli 2024 ha il seguente significato (peraltro figurato e caduto in disuso): «Ingannare, truffare, raggirare». Per il Grande dizionario della lingua italiana di Salvatore Battaglia, il participio passato trappolato significa «catturato, imprigionato (una persona)», o, meglio, significava, essendo caduto in disuso. In senso figurato, «ingannato, raggirato» e «ottenuto con l’inganno, con la frode (una somma di denaro)».
[12 novembre 2023]

Per Il Giornale è sempre l’ora, come per i Pavesini
Titoli da un’unica edizione del Giornale. Pagina 1: «E i filo-Hamas ora puntano all’asse rosso con lo sciopero». Pagina 15: «Raisi a bin Salman: “Baciamo le mani, Hamas ora resista». Pagina 16: «Adams ora rischia grosso». È sempre l’ora (ieri dei Pavesini, a Carosello, con Topo Gigio; oggi dei titolisti).
[12 novembre 2023]

Puccini e Osmetti papali papali su Libero
Su Libero, Luca Puccini si occupa di un ragazzo finito in ospedale per la sfida social della patatina piccante, sulla quale indagano i Nas dei carabinieri. La «Hot chip challenge» consiste nel mangiare questo snack e nel postare il video delle conseguenze: il tiktoker Diego Simili si è sentito male, mentre un anno fa un giovane americano era morto. «E dire che dietro, sul retro della confezione, è scritto papale: “Prodotto non destinato ai bambini”». A prescindere dal fatto che, se è scritto dietro, vediamo improbabile che l’avvertenza sia sul davanti della confezione, sono per caso le patatine preferite da papa Francesco? Pensiamo di no. Allora Puccini prenda nota: la locuzione avverbiale papale papale (che vuol dire «con assoluta franchezza, quasi bruscamente») non può essere dimezzata. Già che c’è, Puccini potrebbe avvisare la collega Claudia Osmetti, che lavora nel suo stesso giornale e che dieci giorni prima aveva scritto: «Le virgolette sono una citazione papale della sentenza».
[15 e 24 ottobre 2023]

Paolo Lepri litiga con le parentesi
Paolo Lepri nell’editoriale di prima pagina del Corriere della Sera: «Quanto è avvenuto nei kibbutz ai confini di Gaza e al rave party di Reim – che è all’origine di quello che sta accadendo in queste ore – è stato accompagnato spesso da un allarmante deficit di solidarietà: un deficit di solidarietà e (di empatia) che...». Non si capisce il senso di quella e fuori dalla parentesi. O andava portata dentro o, meglio ancora, bisognava scrivere così: «Un deficit di solidarietà e di empatia che...».
[28 ottobre 2023]

Fazzini e i pontefici bresciani (ma ce ne fu uno solo)
Sull’Osservatore Romano, ricordando il religioso piamartino Pier Giordano Cabra, originario della provincia bresciana, Lorenzo Fazzini scrive che quella terra «ha consegnato alla Chiesa figure di pontefici e di laici santi o beati (Giovanni Battista Montini e Giuseppe Antonio Tovini, per esemplificare)» e accenna all’amicizia di Cabra «con l’allora abate (poi cardinale) Giulio Bevilacqua». Ma c’è poco da esemplificare: di papi bresciani (canonizzati e no) ce n’è stato solo uno, per l’appunto Paolo VI, mentre va precisato che l’oratoriano Bevilacqua non fu mai abate, bensì cappellano militare e poi parroco, prima che nel concistoro del 22 febbraio 1965 papa Montini lo trasformasse appunto nel «cardinale parroco».
[4 novembre 2023]

Sechi prescrive il magnesio ad altri ma serve a lui
Il direttore di Libero, Mario Sechi, nell’editoriale di prima pagina, a proposito dell’«accordo con l’Albania sui migranti irregolari» stipulato dal governo Meloni, critica Peppe Provenzano del Pd, che lo aveva definito così: «Nel migliore dei casi è un pasticcio, nel peggiore una violazione di diritti». In particolare, Sechi rimprovera sarcasticamente a Provenzano di avere «una memoria selettiva prodigiosa» e gli consiglia «po’ di magnesio», perché, a suo dire, «il più importante accordo per il contrasto all’immigrazione lo firmò l’allora ministro dell’Interno Marco Minniti con la Libia, correva l’anno 2017, governava Matteo Renzi, al potere c’era il Pd». Non è così. Il Memorandum di intesa tra Italia e Libia venne firmato a Roma il 2 febbraio 2017 dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Un cucchiaino di magnesio anche per Sechi.
[7 novembre 2023]

La scrittrice Terranova prima decapita, poi impicca
In un editoriale che comincia sulla prima pagina della Stampa e ne occupa quasi un’altra all’interno, la scrittrice Nadia Terranova ricorda la città di Palmira: «Ancora oggi penso spesso a Khaled al-Asaad, l’archeologo siriano che ha passato tutta la vita a custodire uno dei siti più belli del mondo e che è stato decapitato e impiccato». Che sequenza inedita! Poche righe più sopra, parla di «case mezze abbandonate». Ma quando mezzo è usato in funzione avverbiale, unito a un aggettivo, resta invariato, quindi doveva scrivere «case mezzo abbandonate». Sempre da Terranova apprendiamo che «non c’è coordinazione nelle macerie»: che abbiano problemi di movimento? Nello stesso articolo, non manca un’annotazione poetica: «Ho sentito, in mezzo a reperti di macerie più antichi per loro che per me, tanta vita da strapparmi il cuore». La lingua l’ha già strappata. Ora basterebbe che alla Stampa le strappassero dalle mani la penna.
[9 ottobre 2023]

Per Kerbaker si compulsano anche gli uomini
Lo scrittore Andrea Kerbaker sul Sole 24 Ore si occupa dell’uscita di un catalogo sul Gruppo 63 e immagina che Umberto Eco, se fosse stato ancora in vita, «si sarebbe subito messo a leggere con la vertigine della lista, compulsando i ben 31 protagonisti di quella stagione». Vertigine della lista a parte, che presumiamo essere una forma di labirintite simile a quella provata dalle macerie di Nadia Terranova, non sapevamo che Eco, oltre che i volumi, compulsasse anche gli uomini. Sempreché il dizionario adottato da Kerbaker non sia più aggiornato dello Zingarelli 2024, il quale al lemma compulsare riporta: «Leggere, sfogliare, consultare con frequenza e accuratamente libri, documenti e simili, specialmente a scopo di studio».
[8 novembre 2023]

L’italiano di Sky Tg24: Khy l’ha visto?
Vittoria Romagnuolo sul sito di Sky Tg24: «Kylie Jenner non è stata una semplice ospite degli Innovator Awards 2023. La ventiseienne imprenditrice californiana a ritirato, nell’ambito della serata, un riconoscimento per il marchio di abbigliamento che harecentemente fondato: Khy». Khy l’ha visto (l’italiano)?
[2 novembre 2023]

Merlo sbaglia le date del secolo breve
Nella sua rubrica Posta e risposta sulla Repubblica, Francesco Merlo replicando a un invito («Faccia attenzione alle date...») del lettore Luca Cardinalini: «Si deve al grande storico marxista inglese Eric Hobsbawm la sfasatura tra il calendario e il tempo storico del Novecento, che sarebbe “il secolo breve” perché, iniziato nel 1915 alla fine della prima guerra mondiale con la caduta dei grandi imperi, si sarebbe chiuso con la caduta di quello sovietico, l’ultimo, nel 1989». Non ci pare che l’invito sia stato recepito da Merlo. La Prima guerra mondiale si concluse nel 1918, non nel 1915. E comunque Hobsbawm faceva cominciare il secolo breve all’inizio di quel conflitto, nel 1914, e lo faceva concludere, effettivamente, con la caduta dell’impero sovietico, decretata però da Mikhail Gorbaciov soltanto il 26 dicembre 1991, due anni dopo. Nel 1989 cadde unicamente il Muro di Berlino.
[8 novembre 2023]

Perbacco, ora si può incidere sui papiri
Nelle pagine culturali del Corriere della Sera si dà notizia del ritrovamento nel sito egiziano di Tuna el-Gebel di una copia del Libro dei Morti risalente a 3.500 anni fa, descritto come un insieme di «testi funerari, destinati a guidare le anime nell’aldilà, incisi su papiri e collocati nelle tombe». Resta da capire come si possa incidere un testo sul fragilissimo supporto scrittorio costituito da un papiro senza sbriciolarlo.
[7 novembre 2023]

Precipitare giù, precipitare su
Incipit di un servizio di Serenella Bettin sulla Verità: «Alberto Rizzotto, l’autista alla guida del bus precipitato giù dal cavalcavia di Mestre il 13 ottobre scorso, aveva avuto problemi cardiaci». Si può anche precipitare su?
[8 novembre 2023]

L’Osservatore Romano storpia il latino del Papa
Pubblicando il motuproprio Ad theologiam promovendam di papa Francesco che, almeno per il momento, di latino ha solo il titolo perché è scritto in italiano, L’Osservatore Romano lo strilla in prima pagina e lo riporta – come si legge anche sul sito – con il titolo «Ad theologiam promovenda», che in latino è un macroscopico errore. A riprova del fatto che la lingua di Cicerone e di san Girolamo non è più praticata dalle parti del giornale vaticano, nessuno in redazione si è accorto che il testo del documento arrivato dai piani alti della Santa Sede aveva il titolo corretto. Fra l’altro, la forma esatta figura all’inizio del documento pubblicato nella stessa pagina: «Lettera apostolica in forma di “motu proprio” del sommo pontefice Francesco Ad theologiam promovendam con la quale vengono approvati nuovi statuti della Pontificia accademia di teologia».
[3 novembre 2023]

Salvini in auge nel 2020? Non ci pare
Claudio Bozza sul Corriere della Sera parla di Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna, sottolineando che è «quello che nel gennaio del 2020, anche con la spinta delle Sardine, sconfisse Lucia Borgonzoni, la candidata leghista di un Salvini all’apice del potere». Salvini all’apice del potere nel gennaio 2020? A dire il vero, quell’anno il capo della Lega proprio non toccò palla. Nell’agosto 2019 aveva infatti provocato la caduta del primo governo presieduto da Giuseppe Conte, nel quale sedeva come vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, passando all’opposizione del secondo governo Conte, rimasto in carica dal 5 settembre 2019 al 26 gennaio 2021.
[1° novembre 2023]

Alain Elkann scrive a vanvera di Salgari
Alain Elkann ricorda sulla Stampa la figura di Ernesto Ferrero, morto il 31 ottobre, che fu per 18 anni direttore del Salone internazionale del libro di Torino: «Ernesto era affascinato dalla fantasia di Emilio Salgari, a cui ha dedicato il libro “Disegnare il vento. L’ultimo viaggio del Capitano Salgari”. È la storia degli ultimi giorni di quello scrittore che è sempre rimasto a Torino e ha immaginato il mondo attraverso la sua fantasia». Comprendiamo che Elkann, padre dell’editore del quotidiano torinese, inclini al campanilismo, ma si dà il caso che Salgari fosse nato a Verona il 21 agosto 1862; che avesse trascorso l’infanzia a Tomenighe di Sotto, località del Comune di Negrar, in Valpolicella, dove c’è ancora Ca’ Salgari, abitata da un suo lontano parente; che avesse esordito sulla Nuova Arena di Verona nel 1883 con Tay-See, romanzo a puntate; che fosse stato assunto come cronista dall’Arena nel 1885; che in quello stesso anno avesse sfidato a duello un collega dell’Adige, Giuseppe Biasioli, nelle campagne di Chievo, alle porte di Verona; che dal 1894 in avanti avesse traslocato con la famiglia prima a Ivrea, poi a Cuorgnè, quindi ad Alpette; che dal 1897 avesse abitato a Sampierdarena, in Liguria. Salgari visse a Torino dal 1900 al 1911, quando a 49 anni si suicidò. Le sue spoglie mortali sono sepolte nel Cimitero monumentale di Verona. Come si vede, il sempre nel lessico di Elkann perde il significato dell’avverbio («senza interruzione, senza termine di tempo»).
[1° novembre 2023]

Il Corriere della Sera resuscita Girolomoni
Una pagina pubblicitaria del Corriere della Sera presenta un appuntamento dell’iniziativa «Il bello dell’Italia», promossa dal quotidiano. Nell’inserzione si legge che «Pesaro, la cultura in crescendo» si terrà il 10 novembre nella città marchigiana, con la partecipazione, fra gli altri, di Gino Girolomoni, fondatore di Alce nero. Lo escludiamo, ahinoi. Il visionario profeta dell’agricoltura biologica (avemmo il privilegio d’intervistarlo 23 anni fa e di biografarlo nel libro Italiani per bene, edito da Marsilio), che si era dato il nome dello sciamano degli Oglala, la tribù dei Sioux guidata da Cavallo pazzo, è morto d’infarto a Fossombrone il 16 marzo 2012.
[5 novembre 2023]

Hoara Borselli e la convenzione di «Shengen»
Hoara Borselli su Libero intervista il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Domanda: «La sospensione di Shengen anche ai nostri confini con la Slovenia darà dei risultati?». La convenzione venne firmata in una località del Lussemburgo, non in Cina: si chiama Schengen.
[2 novembre 2023]

Feltri confonde Isacco con Ismaele
Sul Giornale, nella rubrica “La stanza di Feltri”, il direttore editoriale Vittorio Feltri critica la festa islamica del Sacrificio e scrive che la ricorrenza ricorda quello di Abramo, «il quale stava per uccidere il proprio figlio, Ismaele, su ordine di Dio, che lo stava mettendo in tal modo alla prova». Tutto esatto, tranne che per un particolare, peraltro fondamentale: il figlio in questione non era Ismaele, bensì Isacco.
[31 ottobre 2023]

Leonor prima regina dopo Isabella di Castiglia? No
Leonor, la primogenita del re Felipe VI di Spagna, ha compiuto 18 anni ed è diventata l’erede al trono. Il Sole 24 Ore scrive erroneamente: «La principessa Leonor sarà la prima regina di Spagna dopo Isabella di Castiglia». Anche altri giornali prendono la medesima cantonata. L’ultima regina di Spagna fu Isabella II di Borbone (1830-1904). Il suo governo reazionario provocò lo scoppio di tre insurrezioni, l’ultima delle quali la costrinse a riparare in Francia, dove nel 1870 abdicò a favore del figlio Alfonso XII.
[1° novembre 2023]

Per La Repubblica l’inflazione gonfia l’inflazione
Titolo dal sito della Repubblica: «L’inflazione gonfia la povertà assoluta per colpa anche dell’inflazione». Certo che è una faccenda ben strana.
[25 ottobre 2023]

Panebianco cade un’altra volta su «le fila»
Conclusione dell’editoriale di prima pagina firmato da Angelo Panebianco sul Corriere della Sera: «Forse, sotto l’impatto di minacce plurime, l’Europa – quel tanto d’Europa che c’è – si disgregherà. O forse la paura la spingerà a serrare le fila. In ogni caso, il tempo della noia sembra proprio finito». A noi non pare, professore. Perciò, a costo di apparirle noiosi, ripetiamo la lezione che le avevamo impartito appena un mese fa, con l’aiuto del compianto linguista Luca Serianni: l’uso di fila come plurale di fila «serie di persone o cose», invece di file, è erroneo (Grammatica italiana, Utet, 1989). Per vincere la sua noia, ricorriamo oggi ad Aldo Gabrielli, un’autorità indiscussa nella materia: «In questo errore marchiano cadono pezzi grossi e piccoli e anche mezzani: voglio dire un po’ tutti. Non c’è discorso dove l’oratore non inciampi nelle “fila del partito” o non inviti i seguaci a “stringere le proprie fila”. L’italiano è certo una lingua difficile, e anche piena di trabocchetti, ma forse è troppo ignorata anche da chi non dovrebbe ignorarla. Esiste un sostantivo femminile singolare la fila, “serie di persone o cose più o meno allineate una dietro l’altra”, che ha un plurale regolare le file; si dice perciò che davanti ai negozi si formano “lunghe file” di persone per comprare il pane, e che i militari “rompono le file”, cioè rompono il loro allineamento. Esiste poi un secondo sostantivo, ma di genere maschile, il filo, propriamente il prodotto della filatura (un filo di lana, di cotone) che ha, purtroppo, due plurali: uno regolare maschile, i fili, e uno irregolare femminile, le fila. È dunque un altro di quei nomi sovrabbondanti che abbiamo esaminato or ora. Il plurale più comune è quello regolare, i fili: “Le Parche filano e tagliano i fili della vita umana”, “i fili del telegrafo”, “tre fili di perle”. Il plurale femminile le fila è d’uso più limitato: si incontra in senso collettivo, per indicar molti fili presi insieme: abbiamo così “le fila dell’ordito”, e diciamo che il formaggio fuso “fa le fila”; ma più spesso in frasi figurate, come “le fila della congiura”, “il traditore ordisce le sue fila”. Tutto qui. E dunque attenzione, pezzi grossi e piccoli: le fila del cacio e del tradimento; ma le file del partito, dell’associazione e dell’esercito». (Si dice o non si dice, Mondadori, 1976).
[20 ottobre 2023]

I proiettili a rilento della Verità
Titolo dalla Verità: «Col taglio ai fondi e senza munizioni la guerra di Kiev rischia di fallire». Sommario: «La destra americana esige lo stop agli aiuti, Bruxelles spedisce proiettili a rilento». Sono munizioni di nuovo tipo? Pallottole al rallentatore? No? Allora si doveva scrivere: «Bruxelles spedisce a rilento proiettili».
[27 ottobre 2023]

L’invenzione del Catonga, a testate unificate
A testate unificate, la stampa italiana canzona Giorgia Meloni per aver abboccato alla telefonata di due comici russi e si rifà a una celeberrima gag di Totò. Tutti i giornali tirano in ballo il Catonga, immaginario Paese africano. Supera sé stesso il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, il quale, in risposta a una lettera telegrafica dell’ex deputato Giuliano Cazzola («L’Halloween di Giorgia Meloni: dolcetto o scherzetto?»), riesce a distillare la seguente castroneria: «Un film da rivedere per l’occasione, consigliato dall’ex ministro Enzo Amendola: “Totò e l’ambasciatore di Catonga”. Sipario». Fa di più, Cerasa: pubblica in prima pagina il titolo «Meloni nel Catonga» e commissiona al suo redattore Carmelo Caruso un articolo in cui si legge: «Sembra una scena di “Totò ambasciatore di Catonga”». Non esiste alcun titolo di quel genere nella filmografia di Totò e non esiste nessun Catonga. La pellicola in questione è Totòtruffa ’62 (che M. Gal. sul Corriere della Sera cita in modo erroneo, scrivendo «Totòtruffa62») e contiene un siparietto in cui Totò, con il volto dipinto di nero, si finge «sua eccellenza ambasciatore Catongo», come dice Nino Taranto, truccato nello stesso modo e ribattezzato per l’occasione Bubu Zuzu. Impossibile equivocare sul punto, a meno che non si vada un tanto al chilo, come fanno Cerasa e Caruso. Infatti, nella medesima scena, ricorrono queste altre espressioni: «Tuo parente emigrato molto tempo fa in Catongo»; «Devi partire subito per Catongo»; «Ma nel Catongo ce n’è uno solo». Curiosità: in Angola esistono due toponimi identici, il Catongo, monte di 794 metri nella provincia di Namibe, e il Catongo, corso d’acqua nella provincia di Uíge.
[2 novembre 2023]

Carlo Bonini, cura te stesso
Carlo Bonini sulla Repubblica impartisce una sarcastica lezione al premier Giorgia Meloni su come evitare burle a distanza e su come si debba parlare al telefono con capi di Stato africani veri o farlocchi. La rimprovera d’ignoranza perché mostra di non sapere chi fosse Stepan Bandera (1909-1959), controversa figura politica ucraina di estrema destra, e la critica duramente perché «se ne frega di una regola fondamentale del protocollo diplomatico. In base al quale, al di fuori di conversazioni informali con capi di stato e di governo con cui si è stabilito un rapporto personale di conoscenza diretta, è necessario che chi rappresenta un Paese si tenga nelle conversazioni telefoniche e non in un binario lessicale e di contenuti prestabiliti». Una regola fondamentale del protocollo giornalistico imporrebbe persino a Bonini di rispettare la lingua italiana e il lettore. Come insegnò Elio Vittorini sin dal titolo del suo romanzo Uomini e no, imprescindibile forse quanto Bandera, il vicedirettore della Repubblica avrebbe dovuto limare una n per essere grammaticalmente a posto, e – alla malora la tirchieria – sprecare due virgole per non costringere chi legge a una gimcana interpretativa. Il risultato finale poteva essere questo: «È necessario che chi rappresenta un Paese si tenga, nelle conversazioni telefoniche e no, in un binario lessicale e di contenuti prestabiliti». Come suggerisce il Vangelo: Bonini cura te stesso.
[2 novembre 2023]

Il «pessimo tanfo» di Roncone
Incipit del pezzo che Fabrizio Roncone dedica sul Corriere della Sera alla beffa subita da Giorgia Meloni: «Storia complicata da raccontare. Pessimo tanfo». Esiste anche l’ottimo tanfo? O è stato solo un pessimo tonfo? Più avanti, anche Roncone va a orecchio: «Obbligata citazione di “Totòtruffa ’62”, in cui Totò si finge ambasciatore del Catonga». Di obbligate ci sono solo le verifiche sulle citazioni.
[2 novembre 2023]

Natalia Aspesi si vergogna, di che cosa non si sa
Risposta di Natalia Aspesi a una lettrice del Venerdì di Repubblica: «Mi vergogno molto non solo di non sapere se non vagamente cosa sia la celiachia». Di che altro si vergogna?
[13 ottobre 2023]

Benvenuti in Italia Palestina
Incipit del servizio di Camilla Conti sulla prima pagina della Verità: «Un fiume di soldi dall’Italia Palestina». Siamo stati annessi?
[25 ottobre 2023]

La Stampa non distingue i banchieri dai bancari
Titolo dal sito della Stampa: «Banchiere licenziato perché tratta male i clienti, il tribunale lo reintegra: “Ambiente stressante, provvedimento spropositato”». E chi è il licenziato? Carlo Messina? Andrea Orcel? Ah, no: trattasi di bancario, impiegato in una banca, figura assai diversa dal banchiere, proprietario, grande azionista o amministratore di una banca. Solo che a Torino non lo sanno.
[25 ottobre 2023]

Per Sgarbi sono 1.300 anziché «mille e tre»
Vittorio Sgarbi firma sul Giornale un brillante commento a proposito del caso Giambruno ma scivola nel finale, concludendo che «sarà irrappresentabile il Don Giovanni di Mozart, soprattutto l’aria “Madamina il catalogo è questo”, in cui si elencano gli amori del padrone, dalle 640 in Italia alle 1300 in Spagna, tra contadine e baronesse, bionde e brune, grassotte e piccine, “purché porti la gonnella”». Sorvoliamo sulla virgola che manca dopo «Madamina» e anche sul «purché porti la gonnella», singolare, che non si accorda con l’elenco precedente («contadine e baronesse, bionde e brune, grassotte e piccine»), ma «in Ispagna son già mille e tre», cioè 1.003, non 1.300, stando al libretto di Lorenzo Da Ponte.
[22 ottobre 2023]

I premier israeliani in divisa? Solo tre
Secondo il Corriere della Sera, l’israeliano Yair Lapid, 59 anni, leader del partito laico e centrista Yesh Atid, che ha fondato nel 2012, «è uno dei pochi premier del Paese a non aver avuto una carriera militare (ha svolto solo la leva obbligatoria)». Ci pare il contrario. Dei 14 premier che si sono succeduti (alcuni due o tre volte) alla guida dei 20 governi che Israele ha cambiato dal 1948 a oggi, solo tre – Ytzhak Rabin (capo di stato maggiore durante la guerra dei Sei Giorni), Ehud Barak (il generale più decorato) e Ariel Sharon (comandante di unità corazzate nella guerra dei Sei giorni e in quella del Kippur) – avevano alle spalle una carriera nell’esercito. Tutti gli altri no, quindi, incluso Lapid, il 79 per cento. Non proprio pochi.
[20 ottobre 2023]

Sul taccuino di Mario Sechi
Editoriale di prima pagina del direttore di Libero, Mario Sechi: «Sono un cronista, senza il mio taccuino mi sento a disagio» (17 ottobre). Attacco dell’editoriale di prima pagina del direttore di Libero, Mario Sechi: «Che succede? Sul mio taccuino sono annotate quattro parole» (18 ottobre). Attacco dell’editoriale di prima pagina del direttore di Libero, Mario Sechi: «Sul mio taccuino ci sono tre fatti» (27 ottobre). Non farebbe prima a pubblicare il suo taccuino?
[17, 18 e 27 ottobre 2023]

Sallusti cita Machiavelli a sproposito
Incipit dell’editoriale di prima pagina firmato da Alessandro Sallusti, direttore del Giornale: «Premessa necessaria: so che le strade della politica, soprattutto se parliamo di geopolitica, e quelle della diplomazia prevedono infingimenti, depistaggi e mosse tattiche, cosa che aveva già ben chiara Machiavelli cinquecento e passa anni fa e da lui ben riassunta in quel famoso “il fine giustifica i mezzi”». Non è così. Negli scritti del segretario della seconda cancelleria della repubblica fiorentina non vi è traccia della frase che Sallusti riporta fra virgolette, benché nel capitolo 18 del Principe ve ne sia una che si avvicina al concetto: «Nelle azioni di tutti li uomini, e massime de’ principi, dove non è iudizio a chi reclamare, si guarda al fine». Più che del machiavellismo, questo parrebbe il cardine del gesuitismo. Infatti, nella settima delle Lettere a un provinciale, note anche come Le provinciali, scritte in difesa dell’amico giansenista Antoine Arnauld cacciato dalla Sorbona, Blaise Pascal fa dire a un padre della Compagnia di Gesù: «Quando non possiamo impedire l’azione, purifichiamo almeno l’intenzione, e così correggiamo il vizio del mezzo con la purezza del fine».
[26 ottobre 2023]

Picchia per due anni la compagna incinta
Titolo da Open: «Arrestato il trapper Gallagher accusato di aver picchiato per due anni la compagna incinta». Gravidanza lunga e a rischio.
[29 ottobre 2023]

Sala diventa Sara, il gender dilaga
Titolo a tutta pagina dalla Repubblica: «Via le bandiere dal Comune / La polemica Sara-Jarach». Il gender dilaga. (Il sindaco si chiama Sala. Sarà per la prossima volta).
[13 ottobre 2023]

Claudia Osmetti c’entra poco con la scuola
Claudia Osmetti su Libero: «Si chiama “Scuola di benessere”, e la scuola centra fino a un certo punto ma il benessere centra fino in fondo. Han fatto loro delle domande, a Bologna. Han voluto vendere come si rapportano col mondo informatico». Noi vorremmo vedere come si rapportano i giornalisti con la lingua italiana.
[14 ottobre 2023]

Altre quattro perle del coltissimo Mephisto
Ci erano sfuggite quattro perle del coltissimo Mephisto Waltz, condensate in un’unica puntata della sua rubrica sul Sole 24 Ore. Rimediamo subito. La prima: «Purtroppo una mela marcia basta per infettare tutte quelle del biroccio». Sapevamo che una mela marcia guasta il cesto: un intero carro ci pare un po’ troppo. La seconda: «Il tribunale ecclesiastico ha comminato la richiesta di 138 milioni di sterline». È la pubblica accusa ad aver chiesto tale risarcimento agli «amici del Cardinale Becciu»: il tribunale vaticano (che tra l’altro non è ecclesiastico, anche se dipende ovviamente dal Papa) non ha deciso alcunché. La terza: è il codice che commina (cioè stabilisce) una sanzione, il tribunale la irroga. La quarta: Mephisto Waltz cita «Antonio da Crevalcore, pittore a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento, magico artista surreale, studiato da Zeri e Sgarbi, che lo rilanciò, al solito in questo, geniale». Che ci risulti, Federico Zeri scrisse solo un articolo sul pittore, sia pure su un’accreditata rivista («An addition to A. da Crevalcore», The Burlington Magazine, 1966), mentre Vittorio Sgarbi pubblicò una monografia di 112 pagine, dal titolo Antonio da Crevalcore e la pittura ferrarese dal Quattrocento a Bologna. La cattiveria del satanasso è che sul punto sembra che si sia consumata la rottura tra Zeri e Sgarbi. Il titolo dato dal povero diavolo alla rubrica in questione era «Stupidario». Quello azzeccatissimo.
[8 ottobre 2023]

Un Vecchio errore: la virgola tra soggetto e verbo
Incipit di Concetto Vecchio dal Venerdì di Repubblica: «Mentre passeggiamo lungo i Fori Imperiali con Aldo Cazzullo, 57 anni, il suo Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l’impero infinito, è secondo nella classifica dei libri più venduti di Amazon». Complimenti per la virgola fra il soggetto (il titolo del libro) e il verbo è.
[13 ottobre 2023]

Che maltempo che fa al Messaggero
Tweet del Messaggero: «Risultato storico per “Che Tempo Che ” di Fabio Fazio». Che ribrezzo che fa.
[16 ottobre 2023]

Tonali e Zaniolo, reato di petting
Il sito del Corriere dello Sport sul caso scommesse che vede coinvolti i calciatori Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo: «Sulla vicenda del petting emersa dall’indagine della Procura della Repubblica di Torino ha parlato anche il presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini». Petting tra Zaniolo e Tonali? Tanto casino per coccole da adolescenti? Domande esistenziali e languide carezze turbate da un interrogativo: il petting è reato? Ma forse il redattore nostalgico di antiche limonate voleva scrivere betting, che in inglese significa «lo scommettere e (le) scommesse» (Il Ragazzini 2023).
[13 ottobre 2023]

Paganini non ripete 54 anni prima di nascere
Dalla pagina Facebook di Rai Cultura: «Il 27 Ottobre 1872 nasce a Genova Niccolò Paganini, compositore e violinista. Amante dell’improvvisazione, rimane storico il suo rifiuto di ripetere, per il Re di Sardegna Carlo Felice, un brano in occasione di un concerto a Torino, nel 1818». È ben vero che Paganini non ripete, come recita un vecchio adagio, ma che potesse farlo 54 anni prima di nascere ci sentiremmo di escluderlo, sempreché gli uomini di cultura della Rai non trovino nulla da eccepire. (Paganini nacque nel 1782).
[27 ottobre 2023]

De Tonquédec non conosce l’accento francese
La Verità parla di una «maitresse, la trentunenne Jessica N.». Considerato che il servizio è firmato da François De Tonquédec, gli rinfreschiamo la memoria: si scrive maîtresse, con l’accento circonflesso.
[12 ottobre 2023]

In Veneto vento forte sulla cosa
Titolo dal sito del Mattino di Padova: «Meteo in Veneto, allerta arancione per criticità idrogeologica e idraulica. Il centro meteorologico della Regione prevede anche vento forte sulla cosa». Non ci pare una cosa seria.
[29 ottobre 2023]

Sì, la vita è tutta un quiz, anzi un qui
Titoli da un’unica edizione del Corriere del Veneto: «Una vita trascorsa a Gardaland. “Qui ho trovato la mia vocazione”». «Qui ci si addestra alla sicurezza». «Qui c’è tutto l’idrogeno italiano». Sì, la vita è tutta un qui.
[9 ottobre 2023]

Mephisto Waltz s’intesta l’idea di Tom Clancy
Quel demonio del coltissimo Mephisto Waltz stavolta sul Sole 24 Ore decide che nell’eterno conflitto palestinesi-israeliani «una proposta esaustiva deve provare a inventarsela proprio lui». Trattasi, per sua stessa ammissione, di una «pazza idea»: «Se Israele occupasse tutta la striscia di Gaza annettendola al proprio territorio, e per contro, se concedesse completa autonomia e dignità di Stato riconosciuto alla Cisgiordania, che oggi è una sorta di protettorato e comunque ancora parte di Israele, finalmente si perverrebbe a una soluzione logica: due popoli e due Stati». A prescindere dalla Striscia di Gaza, che si scrive con la s maiuscola, il povero diavolo non ha inventato un bel nulla. La «pazza idea» risale al 1991 e su di essa è imperniato il romanzo Paura senza limite di Tom Clancy, in cui Jack Ryan, vicedirettore alle informazioni della Cia, dopo l’ennesimo attentato a Gerusalemme suggerisce un piano internazionale di pace per la Città Santa con la mediazione del Vaticano. Una volta attuato, è il presidente degli Stati Uniti a prendersene il merito. Vuoi vedere che il satanasso si sente pronto ad assidersi nello Studio Ovale della Casa Bianca?
[23 ottobre 2023]

Gorgia di Lentini, nuovo premier italiano
«Ultima ora» dell’agenzia Ansa sulla separazione di Giorgia Meloni dal compagno Andrea Giambruno: «Renzi, comprendiamo mamma Gorgia, ma la premier ha fallito». Nominata premier Gorgia di Lentini, retore e filosofo greco morto intorno al 383 avanti Cristo. Il gender dilaga.
[22 ottobre 2023]

Anche il Tg3 trasforma i versi in versetti
Nel Tg3 delle 19, Claudio Pandolfi dedica un servizio a Salman Rushdie, dalla Fiera del libro di Francoforte, e cita «la fatwa, la condanna a morte, pronunciata contro di lui dall’ayatollah Khomeini per il suo libro Versetti satanici». Pandolfi dovrebbe sapere che il titolo è Versi satanici, come peraltro era intuibile dalla copertina in inglese The Satanic Verses comparsa nelle immagini del suo servizio.
[20 ottobre 2023]

Le braccia delle madri con la dida
In un editoriale che comincia sulla prima pagina del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella scrive: «Basti pensare a una copertina della Domenica del Corriere del 9 gennaio ’44 quando, sotto il tallone della Repubblica di Salò e dei nazisti, c’era l’immagine di soldati americani che strappavano i figli dalle braccia delle madri con la dida: “Sta per partire dal porto di Siracusa il primo scaglione di bimbi italiani prelevati dalle terre italiane invase e destinati ai cosiddetti istituti di educazione della Russia senza Dio”». Per quanto largamente utilizzata nelle redazioni, l’abbreviazione dida, in luogo di didascalia, non è registrata né dal Grande dizionario della lingua italiana né dallo Zingarelli 2024, e neppure da Neologismi. Parole nuove dai giornali 2008-2018 (Il Vocabolario Treccani). In questo caso, poi, rischia di apparire ancora più misteriosa per il lettore, considerato com’è formulata la frase, facendogli supporre che esistano «braccia delle madri con la dida», manco si trattasse di una malattia dermatologica.
[21 ottobre 2023]

L’affidabilità del premier e i guai di casa
Titolo dalla Verità: «Le scelte politiche e non i guai di casa rendono affidabile un primo ministro». Proviamo a capovolgere la frase: «Non i guai di casa ma le scelte politiche rendono affidabile un primo ministro». Il significato del titolo resta identico. Ma fa ridere: a chi mai verrebbe in mente di affermare che i guai di casa rendono affidabile qualcuno per il premierato? Un pleonasmo assurdo.
[22 ottobre 2023]

Tre Di Silvestre diversi sul Corriere della Sera
Il Corriere della Sera pubblica nella sezione economia un’intervista con Massimiliano Di Silvestre, dal 2019 presidente e amministratore delegato di Bmw Italia. Nel titolo diventa «De Silvestre». Nella didascalia si trasforma in «di Silvestre». Nel testo di Bianca Carretto finalmente è Di Silvestre. Anche se l’autrice, pur scrivendo da oltre 35 anni di auto e motori sul primo quotidiano d’Italia, alla fine trasforma lo storico marchio Rolls-Royce, appartenente dal 2002 alla Bmw, in «Roll-Royce». Una Rolls-Royce che rotola, e magari cappotta? Ci pare improbabile.
[21 ottobre 2023]

Rai News trasforma Guterres in spagnolo
Antonella Alba sul sito di Rai News: «Le parole di Antonio Guterres arrivato oggi sul valico di Rafah sono come un coltello che gira in una piaga. Il segretario generale dell’Onu lancia un appello: “Dobbiamo spostare gli aiuti, il prima possibile, tutti quelli necessari”. E per farlo “serve un cessate il fuoco umanitario immediato” ha affermato con forza il funzionario spagnolo dal lato egiziano del valico». «Sul valico»? Lo hanno paracadutato? Inoltre la grafia esatta è António Guterres. Il quale non è spagnolo bensì portoghese. Infine, scritta così sembra che dal lato egiziano del valico vi siano in servizio funzionari inviati dalla Spagna. La forma corretta era: «Ha affermato con forza, dal lato egiziano del valico, il funzionario portoghese».
[20 ottobre 2023]

Mara Gergolet non azzecca la concordanza
«I tagli del Goethe-Institut, chiusure in Francia e Italia per puntare sull’America», titola il Corriere della Sera. Nella corrispondenza da Berlino, Mara Gergolet scrive: «Su tutto questo si è abbattuta la decisione della ministra degli Esteri Annalena Baerbock, che ha tagliato al Goethe il 10% dei fondi: ossia, 24 milioni. Con indicazioni precise: potenziare la presenza tedesca nel Caucaso, nell’Asia meridionale, in America. Nei poli emergenti, dove magari si può osservare da vicino le questioni che le stanno più a cuore, piuttosto che nel “vecchio mondo” di ieri». Benché il Goethe-Institut promuova solo la lingua tedesca, ci pare che in italiano la concordanza con «le questioni» avrebbe richiesto il verbo «si possono osservare».
[19 ottobre 2023]

Perché dovremmo pagare i debiti di Schröder?
Nella sua rubrica Il caffè, sulla prima pagina del Corriere della Sera, Massimo Gramellini commenta una surreale vicenda che ha avuto per protagonista l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, il quale ha invitato a cena in un ristorante stellato di Amburgo alcuni amici, tra cui un uomo d’affari iraniano: «Prima di dare inizio alle libagioni, Schröder specifica che pagherà tutto lui, tranne gli extra». L’iraniano «beve alcolici a garganella fino a raggiungere la ragguardevole somma di euro 6.117». Finita la cena, entrambi si rifiutano di pagare le bevande e se ne vanno. Secondo Gramellini, al cameriere non resta che «girare il conto inevaso di 6.117 euro al contribuente tedesco, cioè europeo, cioè occidentale, che pagherà in silenzio e dovrà pure sentirsi un po’ in colpa». Per quale motivo dovrebbe saldare il conto il contribuente tedesco, cioè europeo, cioè occidentale? Schröder, per quanto ne sappiamo, oggi è un privato cittadino. Infatti nell’aprile scorso ha perso la causa che aveva intentato contro la Repubblica federale per mantenere a spese del governo l’ufficio da ex cancelliere, con relativo personale, toltogli nel 2022. Il tribunale amministrativo di Berlino ha respinto il ricorso, affermando che quel privilegio non può sussistere, né in base al diritto consuetudinario né in base al principio generale di uguaglianza, in quanto l’istituzione dell’ufficio è finalizzata allo svolgimento di funzioni pubbliche che Schröder ha smesso di svolgere.
[17 ottobre 2023]

Cercansi giornalisti ferrati in italiano
Titolo dal sito della Repubblica: «Europei 2032, stadi cercasi». Cercansi anche giornalisti che scrivano in italiano.
[11 ottobre 2023]

Il Fatto Quotidiano sempre a corto di accenti
Nella sua cronica disattenzione per gli accenti, Il Fatto Quotidiano titola a tutta pagina: «Lega, il depliant coi trionfi cancella Meloni e migranti». Si scrive dépliant, con l’accento acuto sulla e.
[20 ottobre 2023]

I parenti del Papa buono toppano sul tedesco
Elisa Roncalli e Marco Roncalli su Avvenire si occupano di Pavel Florenskij ed esibiscono una prosa ricercata, ammantata di sussiego. Per esempio, evocando i «brevi testi ispirati» del teologo russo li definiscono «scritti sbalzati da una Weltanschaung cristiana-ortodossa». Sbalzati da un cavallo, sia pure metaforico? Rimossi? Restiamo con il dubbio, ma nel frattempo ricordiamo alla coppia fissa, formata da padre e figlia imparentati con papa Giovanni XXIII, che «visione del mondo» in tedesco si scrive Weltanschauung: con due u, non con una.
[18 ottobre 2023]

Il solista Mascheroni fallisce nell’acuto
Cita la «disinvoltura tipica degli idèologues», sulla prima pagina del Giornale, il quasi sempre esilarante Luigi Mascheroni, nella rubrica Giù la maschera. Ma idéologues vuole l’accento acuto.
[18 ottobre 2023]

Da Ashkelon gli «imprechi» di Cremonesi
«E poi le invocazioni tra mamme e bambini, la folla che ondeggia, le urla, gli imprechi al cielo contro gli “Yahud” che sparano e uccidono dall’aria», si legge sul Corriere della Sera in un servizio di Lorenzo Cremonesi, inviato ad Ashkelon. Sostantivo interessante, quell’imprechi. Fa supporre che sia il plurale di impreco, ma un simile lemma non è rintracciabile né nel vocabolario Treccani né nello Zingarelli 2024. Il Grande dizionario della lingua italiana di Salvatore Battaglia registra solo imprechìo, «insieme confuso di imprecazioni», con citazione da Italo Calvino: «Sotto le tende e le frasche delle capanne ci fu uno sbuffìo, uno scattarrìo, un imprechìo». Ma, in tal caso, il plurale che Cremonesi avrebbe dovuto usare era imprechii, a nostro parere.
[18 ottobre 2023]

L’Ansa confonde il verdetto con la sentenza
Dall’Ansa, sotto il titolo «Cassazione, via libera alla domanda congiunta per il divorzio veloce»: «In particolare, la Suprema Corte con il verdetto 28727 depositato ieri – ha affermato il principio per cui “in tema di crisi familiare, nell’ambito del procedimento di cui all’art 473 bis 51 cpc è ammissibile il ricorso dei coniugi proposto con domanda congiunta e cumulata di separazione e di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio”». Tralasciando il trattino vagante, la punteggiatura e le abbreviazioni da legulei, facciamo notare che è la giuria a esprimere un verdetto. La Cassazione pronuncia una sentenza.
[18 ottobre 2023]

Baccolini sbaglia le battute di Fantozzi
In un’intera paginata della Repubblica, intitolata «Villaggio Fantozzi i seguaci del mito tra “frittatone” e Coppa Cobram», Luca Baccolini tenta di essere il più possibile didascalico, con l’unico risultato d’infilare un paio di errori che avrebbero depresso il vero Villaggio, nel senso di Paolo. Baccolini riporta a orecchio la frase «frittatona, mercoledì di Coppa e rutto libero», ma nel film Il secondo tragico Fantozzi la battuta è diversa: «Frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero!». E cita «Ivan Terribile 32°, un alano di proporzioni umane», però, sempre nello stesso film, Fantozzi dice solo che il gigantesco cane «ha un’espressione proprio umana».
[2 ottobre 2023]

Giordano promosso brigatista rosso
«Ex-brigatista Francesco Giordano nel corteo di Milano: regge striscione anti-Israele», titola il sito della Repubblica. Ma il giornale fondato da Eugenio Scalfari contraddice sé stesso: com’è scritto nel testo sottostante, «Giordano era un membro della Brigata XXVIII Marzo, ritenuta responsabile dell’assassinio del giornalista Walter Tobagi nel 1980» (e anche del ferimento di Guido Passalacqua, cronista della Repubblica). Nello stesso errore incorre il Tg1 delle 13.30, che definisce Giordano brigatista rosso. Incappano nello sfondone anche i siti del Corriere della Sera, del Giornale («Ex br» nel titolo, per subito smentirsi nel sommario: «Ha fatto parte della Brigata XXVIII marzo»), del Sole 24 Ore, del giornalista Nicola Porro e l’agenzia di stampa La Presse.
[15 ottobre 2023]

Che vergogna, torture senza tutela
Titolo a tutta pagina sulla Stampa: «Migranti, nel mirino la stretta sui minori / “Troppe ragazze torturate senza tutela”». Meglio torturarle con opportuna tutela?
[14 ottobre 2023]

Hoara Borselli fa straparlare Feltri
Su Libero, Hoara Borselli intervista Vittorio Feltri, che di quel giornale è stato fondatore e direttore, oggi direttore editoriale del Giornale. E gli mette in bocca la seguente frase riferita a Nino Nutrizio, fondatore e direttore della Notte: «Ancora prima di assumermi mi disse questa cosa: “Tu collabori da due anni con il Corriere di Bergamo e non ti hanno ancora assunto. Mi viene il sospetto che sei cretino”». Feltri non può avere pronunciato una simile scemenza, per il semplice motivo che il giornale al quale collaborava era L’Eco di Bergamo, non l’edizione locale (all’epoca inesistente) del Corriere della Sera. Né Nutrizio poteva concludere la frase nel modo riportato. Conoscendo l’italiano come pochi, disse: «Mi viene il sospetto che tu sia cretino».
[16 ottobre 2023]

Quando un morto si scontra con un camion
Titolo dalla Gazzetta di Reggio: «Scontro tra morto e camion / Ferito un uomo di 60 anni». Illeso il morto.
[13 ottobre 2023]

Perbacco, la Libia sostiene Israele
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Ore 19:50 – Il Parlamento libico: “Sostegno al popolo di Israele”». Perbacco, s’è capovolto il mondo! Ah, no: il testo spiega che «la Camera dei Rappresentanti libica (HOR) con sede a Bengasi “ha riaffermato il suo pieno sostegno al popolo palestinese nella sua lotta per liberare e ripristinare l’indipendenza della propria patria”».
[8 ottobre 2023]

Elena Basile, ambasciatrice (?) con il ricasco
Il Fatto Quotidiano denuncia la cancellazione da Wikipedia della pagina riguardante Elena Basile, opinionista al centro di vivaci polemiche per le sue posizioni su Hamas e sulle stragi compiute in Israele: «Già, perché le tante polemiche contro l’ex ambasciatrice e firma del Fatto, linciata su molti giornali solo per aver osato criticare l’operato del governo di Israele, hanno avuto un ricasco pure nella comunità dell’enciclopedia online». A parte che Basile non è «mai pervenuta al grado apicale della carriera, come un utilizzo improprio del titolo di ambasciatrice farebbe presumere», come si legge in una nota del Sindacato nazionale dipendenti ministero Affari esteri («si è infatti dimessa dalla carriera diplomatica con il grado di ministro plenipotenziario, e sebbene, dopo aver servito a Tananarive, Toronto, Budapest e Lisbona, abbia svolto nel corso della sua carriera anche le funzioni pro tempore di capo missione in Svezia e Belgio, non è mai stata promossa al grado di ambasciatrice», puntualizza il documento), segnaliamo al quotidiano diretto da Marco Travaglio che ricasco ha solo due significati: il primo, in disuso, è «ciò che ricasca, pende» e «panneggio, drappeggio: i ricaschi di una tenda»; il secondo, in romanesco, «stare a ricasco di qualcuno, vivere alle sue spalle» (Lo Zingarelli 2024). Ignoriamo se Basile viva sulle spalle di qualcuno, ma, nel dubbio, chi la fa scrivere avrebbe dovuto usare il sostantivo ricaduta, che ha il significato di «conseguenza indiretta, ripercussione».
[15 ottobre 2023]

Alla Stampa vanno a occhio (il sinistro)
Il sito della Stampa annuncia che Salman Rushdie sta scrivendo «un libro sull’agguato che gli è costato un occhio: “Knife” uscirà nell’aprile 2024». E lo presenta come autore di «Figli della Mezzanotte e Versetti Satanici». Benché quelli del Corano si chiamino versetti, il secondo romanzo s’intitola The Satanic Verses, nella traduzione italiana I Versi Satanici, non Versetti Satanici. E benché a corredo della notizia compaia una foto dello scrittore anglo-indiano accecato, si legge che «ha perso la vista dall’occhio sinistro». No, guardate meglio: è il destro. Si conferma che alla Stampa vanno a occhio.
[11 ottobre 2023]

Gli attivisti fatti salire sulle pattuglie: è la Rai
Dal sito della Rai: «Una ventina di animalisti ha manifestato a Bereguardo, nel pavese, chiedendo che non venisse effettuata la tradizionale corsa degli asini in programma per la sagra di San Zeno». Tralasciando che si doveva scrivere «nel Pavese» (i nomi derivati da un luogo geografico richiedono la maiuscola, e specialmente questo, per distinguerlo dal pavese, grande scudo rettangolare usato dalle milizie medievali, e dal gran pavese, gran gala di bandiere innalzato dalle navi), la notizia si conclude così: «Per evitare che la situazione degenerasse, le forze dell’ordine hanno fatto salire gli attivisti sulle pattuglie. La corsa degli asini a quel punto ha potuto svolgersi regolarmente, seppure in ritardo rispetto al programma». Diremmo che la competenza della Rai in materia di asini è ancora una volta accertata.
[2 ottobre 2023]

Melloni, l’esperto che sbaglia i nomi dei santi
Di Giannino Piana, morto a 84 anni, «protagonista della teologia morale italiana», Alberto Melloni, docente universitario di storia del cristianesimo e delle Chiese, annota sul Corriere della Sera che era «presidente dell’associazione dei teologi morali con Damiano Mongillo, Carlo Molari, Enrico Chiavacci». In realtà il primo si chiamava Dalmazio, nome di origine latina che indica la provenienza dalla Dalmazia.
[13 ottobre 2023]

Foschini sente il rumore del verde
Giuliano Foschini, inviato della Repubblica, da Rimini: «Del mare qui non si sente nemmeno l’odore, piuttosto invece si ascolta il rumore della strada provinciale e il verde di un boschetto che lo costeggia». Deve aver visto troppe volte Non guardarmi: non ti sento con Gene Wilder.
[10 ottobre 2023]

Foschini «per lo più» giornalista
Sempre Giuliano Foschini l’indomani sulla Repubblica si domanda: «Chi ha mandato il video della manifestazione del porto di Catania il 25 maggio del 2018, alla quale ha partecipato la giudice Iolanda Apostolico, al ministro Matteo Salvini?». La faccenda è «cruciale» per Foschini perché documenterebbe «un dossieraggio nei confronti di una cittadina, per lo più magistrata». Ci pare piuttosto cruciale anche l’inciampo grammaticale di Foschini, per lo più giornalista.
[11 ottobre 2023]

«La» Zio Sam di Mario Sechi
Dall’editoriale di Mario Sechi, direttore di Libero: «Un mondo senza la Zio Sam sarà migliore! strillano i professionisti dell’anti-americanismo di ieri e oggi». Il gender dilaga.
[9 ottobre 2023]

Anche Sergio Romano cede al gender
Dalla rubrica L’ago della bilancia di Sergio Romano sul Corriere della Sera: «La prospettiva non piace a Mosca che cercherà di evitarlo, se potrà, inserendolo in un futuro accordo di pace». Il gender tracima.
[8 ottobre 2023]

Negli Usa tassa universitaria da 70-80 milioni l’anno
Sul sito della Repubblica, ripreso pari pari da quello della Stampa (stesso editore), Massimo Basile si occupa di Brianna Coppage, insegnante statunitense che ha lasciato la scuola per dedicarsi ai video hard su Only Fans: dice che solo così potrà pagare i debiti con l’università. «Per studiare nelle università maggiori servono anche 70-80 milioni di dollari l’anno», specifica Basile. Siamo in ansia per l’ex docente: sarà costretta a darsi molto da fare.
[6 ottobre 2023]

I feriti sono «quasi» diverse centinaia
Gianluca Mercuri sul sito del Corriere della Sera: «Tra i palestinesi di Gaza, i morti sono almeno 950 e i feriti quasi diverse centinaia». Quindi quasi migliaia?
[11 ottobre 2023]

Il giorno della Rai dura 48 ore
Rai Storia manda in onda il 9 ottobre la puntata di Il giorno e la storia dell’8 ottobre. Suggeriamo di modificare il titolo del programma: Il giorno infinito e la storia.
[9 ottobre 2023]

Andrea’s version sbagliata su Patrick Zaki
«Fidarsi sempre fino a un certo punto, con questi benedetti arabo-musulmani. Patrick Zaki, per fare un esempio». Comincia così, sul Foglio, la rubrica Andrea’s version di Andrea Marcenaro. Esempio e versione sbagliati. Zaki non è musulmano, bensì cristiano ortodosso copto, tant’è che a settembre si è sposato con Reny Iskander nella cattedrale di San Marco al Cairo, sede della Chiesa ortodossa copta, che è in buoni rapporti con la Chiesa di Roma.
[12 ottobre 2023]

Cappellini promuove Fassina ministro
Stefano Cappellini sulla Repubblica: «Nel retropalco spuntano un altro ex ministro, Stefano Fassina, da tempo impegnato a promuovere una specie di socialismo sovranista, e l’ex leader del sindacato Sergio Cofferati». Fassina ministro? E quando? Noi ce lo ricordiamo soltanto come vice di Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia e delle Finanze, nel governo presieduto da Enrico Letta che rimase in carica dal 28 aprile 2013 al 21 febbraio 2014.
[8 ottobre 2023]

Scappare con 100 euro a testa
«Migliaia di profughi in fuga dal Nagorno / Bruxelles se la cava mandando due soldi», titola La Verità. Il sommario precisa: «L’Ue liquida il problema dei 13.500 che “scelgono” di scappare con 100 euro a testa». Chi fugge ha in tasca 100 euro? No? Allora bisognava scrivere: «L’Ue liquida con 100 euro a testa il problema dei 13.500 che “scelgono” di scappare».
[28 settembre 2023]

La Benz non si fuse con la Mercedes
«Quindici anni dopo l’invenzione della prima automobile, la fabbrica dell’Ingegner Benz (prima di fondersi con la Mercedes) vendeva circa 4mila automobili», scrivono Francesco Grillo e Paola Bonomo nella pagina dei commenti sul Sole 24 Ore. Per la verità, la fusione avvenne tra la Benz e la Daimler, cioè tra Carl Benz, produttore nel 1886 della vettura Patent-Motorwagen, e Gottlieb Daimler, che aveva battezzato una delle sue auto con il nome Mercedes. È contestabile anche la dizione «prima automobile». Fu infatti l’ingegnere veronese Enrico Bernardi il primo al mondo a sperimentare, il 5 agosto 1882, un motore a scoppio funzionante a benzina, applicato a una vetturetta a tre ruote da lui battezzata Pia, in onore della figlia, e fatta circolare sulle strade di Quinzano, frazione di Verona. Il brevetto di Carl Benz arrivò il 25 ottobre 1882 e quello di Gottlieb Daimler il 16 dicembre 1883.
[29 settembre 2023]

A nord di Lisbona, molto a nord
Occupandosi dei pensionati italiani che sono andati a vivere in Portogallo per usufruire dei vantaggi fiscali, Sara Gandolfi sul Corriere della Sera cita Francesca Imperiali, la quale «sette anni fa si è trasferita nel distretto di Viana do Castelo, che definisce “una Piccola Svizzera”, a nord di Lisbona». Talmente a nord che si trova a 385 chilometri dalla capitale portoghese e a soli 25 chilometri dalla Spagna.
[4 ottobre 2023]

I misteri del bus: 36 chilometri orari o 6?
Post del Mattino di Padova su X, ex Twitter: «Il bus di Mestre poco prima dell’impatto andava a 6 km orari». Testo: «Lo riferisce Massimo Fiorese, ad della società “La Linea”, proprietaria del mezzo. La velocità sarebbe stata di 36 chilometri orari quando il bus ha cominciato a a sbandare». «Non risultano segni di frenata», ha dichiarato in conferenza stampa il procuratore capo di Venezia, Bruno Cherchi. Quindi il bus viaggiava a 6 chilometri orari o a 36? E come avrà fatto a decelerare da 36 chilometri orari a 6 senza frenare?
[5 ottobre 2023]

Daniela Ranieri fa di ogni erba una Fascina
Sul Fatto Quotidiano, Daniela Ranieri malmena Marta Fascina, «la pseudo-vedova Berlusconi»: «I giornali danno conto dello stato emotivo di Fascina con una certa apprensione, stante anche l’assenza della stessa alla commemorazione del defunto a Pompei detta B-day, una parata kitsch di adoratori del frodatore fiscale». Comprendiamo la fascinazione di Ranieri per le rovine, ma la convention in questione si è svolta a Paestum, che dista da Pompei una settantina di chilometri. Più avanti, Ranieri osserva: «Nostra Signora del Merito si guarda bene dal devolvere lo stipendio da parlamentare in beneficienza». A proposito di merito, si scrive beneficenza, senza la i. In ogni caso, non ci risulta che esista una categoria di «parlamentari in beneficenza» contrapposta a una di «parlamentari in mendicità». Quindi la frase corretta doveva essere: «Si guarda bene dal devolvere in beneficenza lo stipendio da parlamentare». L’articolo si chiude con il seguente periodo, piuttosto esoterico fin dall’ingiustificato verbo al congiuntivo: «Servissero altre prove che la terza Camera non è Porta a Porta, ma Arcore con tutte le sue dépendance, le sue questioni notarili e il capo Marina, capace di indirizzare l’azione del governo dando o togliendo l’amicizia a Giorgia Meloni». L’autrice è stata candidata al premio Strega nel 2022. Ad maiora.
[4 ottobre 2023]

Batterie difficili da spegnere se bruciano, sennò no
Camilla Conti sulla prima pagina della Verità, a proposito della sciagura del pullman precipitato da un cavalcavia a Mestre: «Ma l’incidente ci fa capire che le vetture elettriche hanno batterie problematiche, che possono incendiarsi e sono più difficili da spegnere se bruciano». Spegnerle se non bruciano ci parrebbe inutile.
[6 ottobre 2023]

Una motocicletta per 12
Didascalia dal Corriere della Sera: «Un gruppo di palestinesi in fuga su una motocicletta dopo gli attacchi israeliani». Essendo la motocicletta un veicolo «che può trasportare una o due persone» (Lo Zingarelli 2024), tenderemmo ad escludere che il nome prescelto per il mezzo sia appropriato: era meglio motocarro o motocarrozzella, visto che nella foto abbiamo contato 11 fuggiaschi, 12 con il guidatore.
[9 ottobre 2023]

Cori sessisti dei «manigestanti»
Titolo dal sito della Repubblica: «Meloni posta video dei cori sessisti dei manigestanti». Dopo l’utero, si affittano anche le mani.
[8 ottobre 2023]

L’acqua è potabile ma anche contaminata
Titolo dal sito del Giornale: «“Acqua potabile contaminata”. Ecco i comuni a rischio». O è potabile o è contaminata (e allora non è potabile).
[6 ottobre 2023]

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