«Io, tutti quelli che amo, li rimprovero
e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti»

Apocalisse (3, 19)


Stampa über alles
Sulla Stampa, parlando del green pass nella rubrica Il punto, Carlo Bertini infila la seguente frase: «Cosa cambia deciderlo prima, dato che nelle due Camere l’obbligo “uber alles” entrerà in vigore dopo il 15 ottobre, come per tutti gli italiani?». A parte il fatto che über esige la Umlaut sulla «u», Bertini scambia l’über alles per il latino erga omnes, che significa «nei confronti di tutti i cittadini». Mentre über alles vuol dire «sopra ogni cosa». Dopodiché resterebbe sempre da chiarire che cosa diavolo c’entri il tedesco con il green pass.
[23 settembre 2021]

Ieri, oggi e Domani
Su Domani il giovane vaticanista Marco Grieco si cimenta, con sprezzo del pericolo, sui cardinali che appoggerebbero Bergoglio (in grande maggioranza, a suo dire), ma l’argomento è difficile, come dovrebbe sapere, e le previsioni si rivelano spesso errate. E comunque Grieco ha problemi con il calendario: infatti i cardinali Gabriel Zubeir Wako, Wilfrid Fox Napier e George Pell non sono più elettori, avendo compiuto 80 anni rispettivamente a febbraio, a marzo e a giugno (invece il vaticanista di Domani, forse per coerenza con la testata, scrive che perderanno «dal prossimo novembre» l’elettorato attivo per il sopraggiunto limite di età). Contrariamente a quanto asserito da Grieco, inoltre, Fox Napier e Pell non sono affatto a capo delle diocesi di Durban e di Sydney, bensì arcivescovi emeriti: il primo dallo scorso giugno e il secondo addirittura dal 2014. Infine Grieco sbaglia anche i conteggi: i cardinali dell’Unione europea non sono 106 ma 98.
[23 settembre 2021]

Do di petto del Tg1
Nel Tg1 delle 13.30 e delle 20, l’inviato Giacinto Pinto ha continuato a definire Mirto Milani, fidanzato di una delle due sorelle bresciane accusate di aver ucciso la madre per impossessarsi dell’eredità (e, secondo gli inquirenti, loro complice), «giovane soprano». Ma il cantante di sesso maschile che sostiene quel ruolo si chiama sopranista. In alternativa, controtenore.
[26 settembre 2021]

Mostri in erba, anzi in coca
Dalla pagina Facebook della Repubblica: «Rimini, risponde ai genitori il bambino di 6 anni accoltellato da un 26enne somalo: “Avevo preso cocaina”». Piccoli mostri crescono.
[14 settembre 2021]

Oh, my darle
In un servizio da Potsdam, in cui parla di Annalena Baerbock, candidata dei Verdi che «si è fatta male da sola», Paolo Valentino, inviato del Corriere della Sera, parla del «libro pieno di copia e incolla, che doveva dargli status intellettuale e invece l’ha affondata». Il gender dilaga.
[24 settembre 2021]

Mandante con brio
Dal Televideo della Rai: «Ex spia, Cedu. Mosca responsabile. Forte sospetto che chi ha avvelenato Litvinenko abbia agito come mandante del governo russo». Della serie «Mi manda Picone». (Se chi l’ha ammazzato è il mandante, chi sarà l’assassino?).
[21 settembre 2021]

Il volo del Calabrò
Nella foga cortigiana di difendere il Papa, sull’Huffington Post la zelante Maria Antonietta Calabrò identifica la televisione cattolica presa di mira da Bergoglio con una nota rete statunitense, come fanno molti altri commentatori. Ma, a differenza dei colleghi, sbaglia scrivendo che si tratta di Edtw, mentre si tratta di Ewtn (Eternal word television network). E, a parte altri refusi, chiama Callagher – a Callagher, vie’ qua! – il raffinato ministro degli esteri vaticano Paul Richard Gallagher. Per non parlare della sintassi dadaista, ben rappresentata dal seguente periodo: «Il “controcanto” di Parolin, che cade in questa situazione, tutti hanno la sensazione che il Papa, arrivati a questo punto, non farà sconti, c’è stato anche in relazione ai rapporti tra il Vaticano e i cosiddetti “sovranisti”».
[24 settembre 2021]

Singolare plurale
«Un appuntamento pre-elettorale, ma anche un modo per organizzare le truppe del nord Italia: oltre a Giorgetti ci sarà Fontana, Garavaglia, Centinaio e Locatelli», riferisce Giacomo Salvini sul Fatto Quotidiano. Quattro persone non bastano a fare un plurale?
[25 settembre 2021]

Libere risate in libero Stato
Libero pubblica un servizio di Alberto Fraja sulle bufale riguardanti gli strumenti di tortura che sarebbero stati utilizzati durante l’Inquisizione. Verso la fine si legge: «La più divertente, però, è la “Pera Vaginale”, marchingegno concepito per dilaniare vagine e orifizi anali di streghe e seguaci del demonio». Che ridere.
[21 settembre 2021]

Ma sul siero?
Titolo dalla Repubblica: «Gaffe di Salvini: il siero provoca le varianti». Gaffe della Repubblica: siero non è sinonimo di vaccino (neppure sui dizionari). Trattasi di prodotti completamente diversi. Nello stesso errore persevera La Verità, che titola a tutta pagina: «Carta verde da pazzi: dura il doppio del siero».
[11 e 24 settembre 2021]

Giornale di complemento
Titoli apparsi in due giorni consecutivi sull’Osservatore Romano: «Nella luce del Vaticano II», «In un giorno di vacanza», «Nel gelo della Siberia», «Sulle strade della città», «In parrocchia, con Gesù nei gesti». Più che un giornale, un complemento di luogo.
[22 e 23 settembre 2021]

Scrittura da cani
Dalla Gazzetta di Mantova: «Ancora un successo per il concorso dedicato a cani meticci e non di razza». Com’è noto, esistono anche cani di razza bastarda.
[20 settembre 2021]

Lo spettro del convitato di pietra
Incipit di un editoriale dell’ex ministro Giovanni Tria sul Sole 24 Ore: «Nella ripresa economica che, con forza differenziata, è in atto nelle principali economie, si aggira un convitato di pietra: l’inflazione». Quello che si aggirava per l’Europa, se non ricordiamo male, era uno spettro (del comunismo, secondo Il Manifesto di Karl Marx e Friedrich Engels), sicuramente assai più agile del convitato di pietra. Quest’ultimo, più che aggirarsi, giaceva nella tomba, dalla quale il drammaturgo spagnolo Tirso de Molina lo fece uscire nel 1616 per trascinare all’inferno Don Giovanni, con grande soddisfazione di Molière, Lorenzo da Ponte, Wolfgang Amadeus Mozart, Carlo Goldoni e altri, che in seguito s’ispirarono al personaggio assassinato riapparso come statua sepolcrale.
[18 settembre 2021]

Chierico svagato
Sul Fatto Quotidiano, nella sua rubrica Il chierico vagante, Fabrizio D’Esposito si occupa del cardinale Raymond Leo Burke e dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, schierati «sul fronte antibergogliano». A proposito del secondo, si legge che «la multiforme galassia farisea e clericale dei cattolici ha assunto come proprio manifesto un’altra sterminata lettera del monsignore intitolata Libera nos a male, “Liberaci dal male”». Tutto si può dire di Viganò, tranne che non conosca il latino e il Pater noster. Infatti la lettera del presule s’intitola Libera nos a malo. Più che un chierico vagante, D’Esposito pare un chierico svagato.
[20 settembre 2021]

Vita prima e vita dopo
«La mia mente non ha azzerato il sequestro ma la mia vita prima». Così La Verità titola un’intervista con Augusto De Megni, sequestrato all’età di 10 anni dall’Anonima sarda, vincitore nel 2006 del reality show Grande fratello. Premesso che la «vita dopo» del soggetto in questione ci pare persino peggio, constatiamo che in certe redazioni non è in uso l’italiano che fu di Giacomo Leopardi («A patto di riavere la vita di prima», Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere) e Luigi Pirandello («Ma a tutti ormai pare così, la vita di prima, signora Cia!», Come tu mi vuoi).
[19 settembre 2021]

Eventi in diretta
Repubblica online, ore 12.30: «Roma, crolla il tetto di una palazzina: la diretta». Cavolo! Devono avere un informatore «in Altissimis».
[14 settembre 2021]

L’ictus dei celebri
Didascalia dalla Stampa: «Umberto Bossi mentre legge un giornale in clinica dopo il ricovero per l’ictus celebrale che lo colpì nel 2004». Dev’essere quello che ti coglie durante la celebrazione della messa.
[18 settembre 2021]

Confusione di genere
Titolo sopra la testata del Fatto Quotidiano: «Record di assunzioni “stagionali” nel 2021: nei primi sei mesi sono stati ben 500 mila. Chissà se i liberisti del divano e i nemici del Rdc ne daranno notizia». Se lo faranno, si spera che rispettino il genere del verbo, visto che assunzioni è femminile.
[18 settembre 2021]

Gli errori del Cavaliere
In un intervento scritto per Il Giornale, Silvio Berlusconi sostiene che la civiltà dell’Europa e dell’Occidente è nata «dall’incontro fra il pensiero giudaico-cristiana e la cultura greco-romana». Il gender dilaga. Poco più avanti l’ex premier aggiunge: «Questo è il grande insegnamento del messaggio cristiano rivolto a tutti, credenti e non». Ma l’avverbio negativo olofrastico (detto così perché, da solo, costituisce un’intera frase) in italiano è soltanto no. Quindi bisognava scrivere «credenti e no».
[1° settembre 2021]

Esilarante sarà lei
Nel recensire su Tuttolibri della Stampa il libro L’invenzione degli italiani di Marcello Fois, il critico letterario Ernesto Ferrero annota: «Esilarante il racconto iniziale del De Amicis ventenne, reduce da Custoza, che va a trovare il vecchio Manzoni abbigliato da giardiniere e si commuove sino alle lacrime». Tenuto conto che Edmondo De Amicis si collegava «direttamente al messaggio civile dei Promessi sposi», come scrive Ferrero, non si capisce perché un simile fatto susciti «ilarità, allegria» e risulti «divertente, spassoso» (sono le definizioni che lo Zingarelli 2022 dà dell’aggettivo esilarante). Tutto previsto in Cuore, comunque: «Quell’infame sorrise».
[11 settembre 2021]

Che ti lesino a fare
Da Libero, editoriale del direttore Alessandro Sallusti: «Strano davvero questo silenzio, per di più da parte di testate che non hanno mai lesinato a fare paginate di documenti giudiziari». Lesinare è vero transitivo, come ci ricorda Giovanni Verga: «Gli lesinava le buone parole e tutto il resto» (Per le vie. Il canarino del n. 15); «Gli lesinava il soldo per la pipa» (Per le vie. L’osteria dei “Buoni amici”). La costruzione più corretta era a portata di mano: «Non hanno mai lesinato paginate di documenti giudiziari».
[19 settembre 2021]

Aridaje con il murales
Titolo della rubrica Tuttifrutti di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera: «Il murales coperto con tanta ipocrisia». Come evidenziato più volte in questa rubrica, murales è il plurale dello spagnolo mural, perciò non va usato in riferimento al singolare, come in questo caso.
[1° settembre 2021]

Le auto storiche pranzano
Dalla Gazzetta di Mantova: «Secondo Raduno città di Mantova ieri organizzato dal club auto e moto storiche 8Volanti Tazio Nuvolari. Le auto storiche si sono ritrovate in piazza Sordello e alle 10 sono partite verso Colorno, dove hanno pranzato e visitato la reggia». Immaginiamo che il desinare sia stato a base di gas e carbonella. Di sicuro la visita era guidata.
[19 settembre 2021]

Refrattari al dizionario
In uno dei suoi consueti editoriali in lode del Mullah Omar, che appaiono sul Fatto Quotidiano, Massimo Fini scrive: «E del resto uno dei portati più fecondi dell’Illuminismo è l’esercizio del dubbio sistematico che si pratica innanzitutto su se stessi. Cosa di cui Mughini, e tutti gli illuministi alla Mughini, sembrano refrattari». L’aggettivo refrattario nei suoi tre significati (1. «che non ottempera a obblighi o doveri: refrattario alla norma di legge»; 2. «insensibile, indifferente a stimoli o sollecitazioni: carattere refrattario alla commozione, alla pietà»; 3. «che non è predisposto, che è negato totalmente per qualcosa: sono refrattario alla matematica», Zingarelli 2022) contempla solo la forma aggettivo + a. Quindi, nel caso specifico, bisognava scrivere: «Cosa a cui Mughini...».
[11 settembre 2021]

Lingua smarrita
Dalla pagina Facebook della Repubblica: «Maria Chiara Carrozza, 55 anni, pisana, esperta di bioingegneria e biorobotica, ha assunto per decisione della ministra dell’Università: quello di presidente del Cnr. E dal Cnr stesso: quasi cento anni di storia, quasi un miliardo di euro di bilancio, quasi cento istituti di ricerca (per la precisione 88) e ottomilacinquecento dipendenti di cui il 63% ricercatori». Il Consiglio nazionale delle ricerche ha avviato ciò che gli compete: una ricerca per capire di che lingua si tratti.
[22 agosto 2021]

Salari minimi
«Le gaffe di Laschet sono ormai un cult», scrive Paolo Valentino, corrispondente da Berlino del Corriere della Sera. «Una lacuna grave si è rivelata l’assenza di un vero programma elettorale, mentre i socialdemocratici proponevano l’aumento del salario minimo a 12 euro». Ma proprio minimo minimo, se non si precisa che trattasi di paga oraria.
[8 settembre 2021]

Fategli un check up
In un articolo in cui censura i vertici della Rai che «si tengono il doppio incarico», Gianluca Roselli sul Fatto Quotidiano cita «la nuova consigliera Simona Agnes», in quanto organizzatrice del premio Biagio Agnes, la cui serata di gala «da sempre viene trasmessa dalla Rai». «Tra l’altro», rileva Roselli, «la presidente onoraria della Fondazione Agnes è Marinella Soldi, attuale presidente della Rai». Poi il giornalista sgancia la bomba atomica: «Ma non basta. Perché nel palinsesto della tv pubblica è previsto il ritorno di Check up, format di medicina di grande successo ideato proprio da Biagio Agnes nel lontano 1977». Quindi, mutatis mutandis, nel periodo in cui Paolo Grassi fu presidente della Rai si sarebbero dovuti bandire dal teleschermo tutti gli allestimenti del Piccolo Teatro di Milano, di cui fu fondatore, e della Scala, di cui fu sovrintendente? Urge un check up. Psichiatrico, però.
[2 settembre 2021]

Hanno accoltellato un ferito
«Rimini, terrore sul bus: accoltella cinque persone fra cui un bambino ferito alla gola», titola la app della Stampa nella sezione News. Il concetto è ribadito nella prima riga della notizia: «È accusato di aver accoltellato cinque persone, tra cui un bambino ferito alla gola». Un consiglio ai genitori dello sventurato fanciullo: fatelo benedire. Non capita tutti i giorni che un bimbo già ferito alla gola venga anche accoltellato. O, meglio, capita solo sui giornali.
[11 settembre 2021]

Braccio rubato all’agricoltura
«Braccio indolensito: ecco perché», titola il sito del Giornale, a proposito della vaccinazione contro il Covid-19. «Qualche ora dopo aver ricevuto la punturina sul braccio, spesso e volentieri proviamo una certa sensazione di dolore che dura anche fino al giorno successivo», si legge nel testo, che non viene corretto da otto mesi. «Ma qual è la causa? “Il braccio indolensito è una buona cosa: significa che le cellule del sistema immunitario sono reclutate localmente, dove è stato iniettato il vaccino, e stanno lavorando per noi per produrre anticorpi e cellule T protettive nei confronti dal Sars-Cov-2”», assicura Mario Umberto Mondelli, professore ordinario di malattie infettive all’Università di Pavia. Sì, ma non è una buona cosa per la grammatica.
[9 gennaio 2021]

Le donne femminili
Titolo dalla Repubblica: «“Possiamo essere donne restando femminili”». Le donne maschili sono avvertite.
[11 settembre 2021]

Il mondo è bello perché è vario
Nel resoconto di una seduta del Consiglio dei ministri, Wanda Marra spiega sul Fatto Quotidiano che «le difficoltà sono varie e molteplici». Definizione di vario secondo lo Zingarelli 2022: «Di caratteristiche differenti e molteplici». Premio Aguzzate la vista della Settimana Enigmistica a chi coglierà la disparità fra le difficoltà varie e quelle molteplici.
[10 settembre 2021]

Singolare in Croce
Da un articolo della Repubblica, dedicato al rapporto tra Virginia Oldoini, contessa di Castiglione, e Vittorio Emanuele II: «La contessa non si faceva illusioni sulla galanteria del re d’Italia. Già da giovanissima ne aveva subìto la rapacità sessuale, e la sua mancanza di educazione, di eleganza, di uso di mondo erano di pubblico dominio». Duole informare Benedetta Craveri, francesista, critica letteraria e scrittrice, nonché nipote di Benedetto Croce, che il soggetto della frase è «la sua mancanza», quindi il verbo andava coniugato al singolare («era di pubblico dominio»).
[4 settembre 2021]

Semaforo rosso
L’ex presidente del Pd, Gianni Cuperlo, scrive su Domani: «A uno che passa col rosso lo multi». Io speriamo che me la cavo al semaforo.
[4 settembre 2021]

Un grande ritorno: Mephisto Waltz
Su Domenica, supplemento culturale del Sole 24 Ore, è tornato a colpire Mephisto Waltz, titolare dell’omonima rubrica, secondo il quale la Bibbia Tob (Traduction œcuménique de la Bible) collocherebbe il diluvio universale nel 3.400 avanti Cristo. Forse ricordiamo male, ma ci pare che la Bibbia Tob, almeno nell’ultima edizione (2010), non dica proprio nulla al riguardo. Il riferimento non ha comunque senso, giacché la datazione in questione non è determinabile, stante la divergenza tra le cronologie relative all’epoca anteriore al diluvio presenti nel testo biblico ebraico e nelle versioni greche. Subito dopo Mephisto Waltz infila un «debido el sol extrema», piuttosto curioso, tenuto conto che sole in quasi tutte le lingue indoeuropee è maschile. Non sarebbe stato più logico «extremo», maestro?
[12 settembre 2021]

Funghi avvelenati
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Mangiano funghi avvelenati al centro rifugiati in Polonia: morti due bimbi fuggiti dall’Afghanistan». Avvelenati da chi? A meno che non fossero semplicemente velenosi.
[4 settembre 2021]

Cime tempestose
«“Cambiate il nome di Battiato sulla lapide”. Ed è bufera su Morgan», titola il sito del Giornale. Sottotitolo: «Morgan si è esposto sui social per chiedere che sulla lapide di Battiato compaia il nome “Franco” e non quello di battesimo “Franco”». Che dico, bufera? Tempesta, tifone, uragano, ciclone per una richiesta tanto ardita.
[11 settembre 2021]

Credenti e no
Presentando sul Fatto Quotidiano il testo del Qohelet commentato da Gustavo Zagrebelsky, «il chierico vagante» Fabrizio D’Esposito puntualizza: «La chiave del suo Qohelet è centralmente umana, decisiva quindi per tutti, credenti e non». L’avverbio non si usa sempre come proclitico, unito cioè a qualcosa che lo segue. Non è questo il caso. Quindi si doveva scrivere «credenti e no».
[13 settembre 2021]

Apostrofi di Domani
«Gli scrittori non contano / sono i festival lo spettacolo». Così Domani titola un racconto dello scrittore Luca Ricci. Il sommario suona come una conferma della prima riga del titolo: «Nei vari tour estivi è seguito da un’instancabile ufficio stampa». La grammatica non ha un domani.
[12 settembre 2021]

Lago di sangue
«Chiara Ugolini, 27 anni, è stata trovata morta, in un lago di sangue, domenica sera in un appartamento a Calmasino di Bardolino (Verona)», informa il sito del Corriere della Sera. Trattandosi di una località sul Garda, lo stereotipato riferimento al lago si sarebbe potuto evitare. Tanto più che, poche righe dopo, si legge: «Chiara era riversa a pancia in giù, con una piccola chiazza di sangue vicino alla fronte». Se il viso rivolto verso il pavimento era immerso «in un lago di sangue», come poteva recare solo «una piccola chiazza» vicino alla fronte?
[6 settembre 2021]

Io punturo, tu punturi
Titolo dalla Verità: «Più ci si puntura e meno si segnala: danno per la sicurezza del vaccino». Il Covid-19 crea neologismi, trasformando i sostantivi in verbi riflessivi.
[7 settembre 2021]

Idee chiare sotto il casco
Matteo Salvini scrive su Twitter: «Bene Regione Lombardia, che ha proposto alcune regole per i monopattini elettrici: guida ai soli maggiorenni, assicurazione obbligatoria, casco per gli under 18, velocità massima a 20 km/h. Troppo incidenti, con morti e feriti: servono regole». Se la guida va consentita ai soli maggiorenni, non si vede come possano usare il monopattino i conducenti di età inferiore ai 18 anni, cioè i minorenni. «Cambio opinione mille volte al giorno. Voglio tutto e il contrario di tutto». (Franco Marcoaldi, Il vergine, Bompiani, 1998).
[10 settembre 2021]

I grugniti del Drago
Nella rubrica Il graffio, sulla Stampa, Alessandro Barbera annota: «Luigi Di Maio, prima di rientrare alla Farnesina, si è fatto pizzicare in una spiaggia del Salento fra i grugniti di Mario Draghi». Ora, è ben vero che lo Zingarelli 2022 al lemma grugnito dà come secondo significato «incomprensibile borbottio», ma, dato che il primo significato è quello prevalente («Verso caratteristico del maiale e del cinghiale»), non pare molto elegante dare implicitamente del porco al presidente del Consiglio al solo scopo di ostentare ricercatezza lessicale.
[19 agosto 2021]

Mi preceda davanti
Simonluca Pini prova per Il Sole 24 Ore la Essenza Scv12, 830 cavalli, una Lamborghini da 2,6 milioni di euro, non omologata per la circolazione stradale (si guida solo in pista), e viene travolto dall’emozione. «Miloš Pavlovic, pilota Lamborghini Super Trofeo, che ci precede davanti a noi». (Difficile precedere qualcuno da dietro). «Riusciamo ad abbassare il cronometro di un paio di secondi». (Se abbassi il cronometro, sarà di un paio di millimetri; se abbassi di 2 secondi, significa che ti riferisci al crono, termine tecnico per designare il tempo segnato dal cronometro in una competizione sportiva).
[7 agosto 2021]

Virgolette
Titolo da Avvenire: «Palermo, le bare ora “scoppiano”. Il caldo “spacca” le casse insepolte accumulate nella struttura dei Rotoli». Non si capisce come facciano le bare a scoppiare fra virgolette e il caldo a spaccarle fra virgolette. Sorge un dubbio: i «morti» saranno davvero «defunti»?
[18 agosto 2021]

Carte ori primiera Settebello
Il Sole 24 Ore sostiene che il Settebello fu prodotto dal 1952 al 1992, il che appare quantomeno singolare, dal momento che negli anni Ottanta le Ferrovie dello Stato ci facevano già viaggiare sull’Etr 450, noto come Pendolino. Abbeverandosi probabilmente a Wikipedia, Giuseppe Lupo ha scambiato la durata dell’esercizio, che effettivamente arrivò fino al 1992, con gli anni di produzione. Realizzato da Breda ferroviaria e Breda costruzioni elettromeccaniche nelle officine di Sesto San Giovanni, l’Etr 300 Settebello fu costruito in tre soli esemplari tra il 1952 e il 1959. Come dovrebbe ben sapere il quotidiano della Confindustria.
[5 settembre 2021]

Lupi mannari in redazione
Dalla pagina Facebook della Repubblica: «Oggi ci sarà il quarto plenilunio in un mese, un evento che si verifica ogni 2-5 anni». Considerato che in 365 giorni la Luna piena è visibile solo 12 o 13 volte (12 nel 2021), cioè una volta al mese, è proprio un anno straordinario. Lunare, ecco.
[22 agosto 2021]

Uccisa un’ex laureata
«Simonetta Ferrero, ex laureata, uccisa con 33 coltellate nei bagni delle donne». Così cominciava il sommario di una pagina dedicata al delitto commesso nel 1971 all’Università Cattolica. L’inedita figura dell’ex laureata è apparsa sulla pagina Facebook e su un’edizione cartacea del Corriere della Sera. Poi, con una provvidenziale correzione, è sparita, segno che il decesso non cancella il titolo di studio.
[22 agosto 2021]

I genitali secondo Nuzzi
In un articolo grandguignolesco su Specchio, supplemento della Stampa, Gianluigi Nuzzi ricostruisce l’orribile fine di Vito Michele Milani, 39 anni, ucciso, squartato, semicarbonizzato e nascosto in una cantina di Torino e ritrovato il 25 gennaio 1998. Nuzzi si sofferma sulla «particolarità di aver trovato i genitali e il pene del Milani sezionati e riposti in un sacchetto di plastica». È noto che fra i genitali e il pene c’è una bella differenza.
[19 agosto 2021]

Al prossimo thurn
«Dalle donne lapidate al climate change: via gli ambasciatori, largo a Greta Thurnberg», scrive Giorgio Gandola sulla Verità. Correggere al prossimo thurn: si chiama Thunberg.
[26 agosto 2021]

Voce del verbo «ponti»
Titolo da Avvenire: «Volontari, voce del verbo costruire ponti». «Ponti» è voce del verbo pontificare?
[24 agosto 2021]

Mi faccia da trade union
«La scorsa stagione fu proprio Rocchi il trade union tra mondo arbitrale e società di calcio», informa Andrea Di Caro sulla Gazzetta dello Sport. Bei tempi quando ci si esprimeva alla francese e bastava il trait d’union.
[19 agosto 2021]

La legge della legge
«Amnistia e donne al governo ma con la legge della Sharia», titola a tutta pagina Il Messaggero. Considerato che la sharia è la legge islamica, il quotidiano romano ci spiega che in Afghanistan è ora in vigore la legge della legge.
[18 agosto 2021]

Didascalie funebri
«Giovanni Leone, fotografato a Roccaraso, L’Aquila, con la moglie Vittoria Michitto, tre dei loro quattro figli e il cane nel 1963 quando era presidente della Camera», recita una didascalia di 7. L’annotazione sulla prole appare crudelmente pleonastica: è vero che i Leone ebbero quattro figli, ma si dà il caso che il primogenito, Giulio, fosse morto di difterite nel 1953, per cui non sarebbe certo potuto comparire in una foto scattata 10 anni dopo.
[13 agosto 2021]

Del Doman v’è certezza
«Torna il Festival della tv e dei media e Domani c’è», titola trionfante Domani. Sarebbe stata una notizia se non ci fosse stato, considerato che della manifestazione «il deus ex machina è Carlo De Benedetti, che qui ha una casa in collina di 46 vani, Ca’ di Nostri, con vista su Monviso e Monte Rosa» (fonte: professionereporter.eu) e che il predetto è l’editore di Domani.
[27 agosto 2021]

Percentuali alcoliche
In una tabella sulle 106 maggiori case vinicole italiane, pubblicata da L’Economia, supplemento del Corriere della Sera, Marchese Antinori figura quarta in classifica con un fatturato di 214,5 milioni di euro nel 2020, contro i 245,8 del 2019. Il grafico specifica che la diminuzione è stata pari allo 0,13 per cento. In realtà il decremento di 31,3 milioni corrisponde a un calo del 12,73 per cento.
[2 agosto 2021]

Circonflessione d’incapace
Titolo dalla prima pagina del Fatto Quotidiano: «3^ dose ai fragili. Scuola: nuova rissa sui tamponi». Non avevamo mai visto il già orrendo numero ordinale femminile (3ª) espresso con un accento circonflesso, per di più in un titolo di giornale. Ma c’è sempre una 1ª (o 1^) volta.
[24 agosto 2021]

Padrino sintattico
La Gazzetta di Mantova annuncia la morte di Pietro Rizzi, 83 anni, e specifica: «Fu tra i ragazzi di don Primo Mazzolari, tanto che partecipò alla sua cresima come padrino». Mazzolari, classe 1890, entrò in seminario quand’era dodicenne, quindi si presume che fosse stato cresimato sul finire dell’Ottocento. Difficile che Rizzi, nato nel 1938, possa essere stato suo padrino alla cresima. Più probabile il contrario. Solo che alla Gazzetta di Mantova non sanno scriverlo.
[17 agosto 2021]

Specchio delle mie brame
Ricostruendo su Specchio, supplemento della Stampa, i delitti di Wolfgang Abel e Marco Furlan, siglati Ludwig, Gianluigi Nuzzi insaporisce il racconto con una sfilza di frasi magniloquenti, fra cui la seguente riferita alle vittime: «Esseri peccatori che per il loro agire nella brutalità degli istinti, improbi nell’assecondare gli istinti più miserevoli e miserecondi, andavano perseguiti ed eliminati». Peccato (per restare in tema) che del neologismo miserecondo non esista traccia in alcun vocabolario, a cominciare dal Grande dizionario della lingua italiana di Salvatore Battaglia. Poco più avanti aggiunge quest’altra immagine figurata: «E, finalmente sempre troppo tardi, quando vengono colti con il cerino in mano, pronti a incendiare la discoteca Melamara a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, callido teatro di scempio delle virtù, negano di essere Ludwig per evitare di venire schiacciati e sparire sotto le responsabilità penali accumulate dai tanti, troppi eccidi». Si stenta a comprendere come possa un teatro essere callido, cioè «astuto, accorto» (Zingarelli 2021), tenuto anche conto del fatto che i due furono scoperti e arrestati, segno che poi tanto scaltri non erano.
[29 agosto 2021]

Gilet smanicato
Incipit del servizio che descrive il nuovo look dell’attore romano Alessandro Borghi, sbarcato alla Mostra del cinema di Venezia, a firma di Federica Bandirali, sul sito del Corriere della Sera: «Gilet smanicato, pantalone morbido, t-shirt bianca e mocassino con staffa logo». Non sapevamo che esistesse anche il gilet con le maniche lunghe.
[2 settembre 2021]

Al Giornale così fan tutti
Titoli da un’unica edizione del Giornale: «Così le toghe rosse volevano sabotare anche gli altri dpcm». «Così la disoccupazione è a carico delle imprese». «Così le minoranze studiano da maggioranze». «Ma così nel Meridione cresce il lavoro nero». «Così la toga rossa già un anno fa voleva boicottare le misure anti virus». «Così si sfratta la cultura». Quel giornale un po’ così.
[15 agosto 2021]

Bordelli in pagina
«Una passeggia nella storia con il commissario Bordelli», titola 7. Se non si tratta di un neologismo, dovrebbe essere rimasta nella tastiera la sillaba «ta». Nella didascalia si legge che l’ultimo libro dello scrittore Marco Vichi, il quale ambienta i suoi romanzi polizieschi a Firenze, «è Un caso maledetto (Guanda)», uscito nel 2020. Sbagliato: è Ragazze smarrite, pubblicato dallo stesso editore nel 2021.
[13 agosto 2021]

I bus di Giovannini
Titolo dell’editoriale del direttore Maurizio Belpietro sulla Verità: «Le verifiche sui bus di Giovannini, aria fritta per i tg». Il ministro dei Trasporti è diventato titolare di un’azienda che noleggia pullman? No? Allora bisognava scrivere «Le verifiche di Giovannini sui bus, aria fritta per i tg».
[26 agosto 2021]

Calendario lunare
In un’intervista rilasciata a Emilia Costantini del Corriere della Sera, Lucrezia Lante della Rovere «ricorda divertita e con affetto il “tranello” progettato dalla madre Marina Ripa di Meana», che la portò con sé alla prima della Scala: «E per convincermi mi regalò addirittura un vestito favoloso che era bordato di visone bianco: sembravo Audrey Hepburn». Che accadde? «Io, ignara, in pelliccia dentro al teatro, lei fuori nella piazza davanti alla Scala mentre, a seno nudo in pieno gennaio, faceva una manifestazione animalista contro l’uso delle pellicce bruciandole...». La signora ha ricordi confusi e una conoscenza approssimativa del calendario: la prima del teatro milanese si tiene tradizionalmente nel giorno dedicato al patrono di Milano, sant’Ambrogio, la cui festa cade il 7 dicembre, non a gennaio. Nella fattispecie, l’esibizione di Marina Ripa di Meana si svolse il 7 dicembre 1998 e non comportò alcun rogo. Durante un blitz di animalisti, armati di uova e vernice rossa, la marchesa si limitò a mostrare le zinne e la scritta «No fur» (no pelliccia) tracciata sulla propria pelle con un pennarello blu.
[1° settembre 2021]

Tre volte tre
Titolo da Domani: «Nel comune sciolto tre volte per mafia nessuno si candida». Sommario: «Arriva il terzo scioglimento per mafia». Poiché non c’è due senza tre, se lo ripetono anche nel testo, saranno tre volte che c’informano del terzo scioglimento per mafia nel Comune sciolto tre volte per mafia.
[27 agosto 2021]

La vittima liberato
Titolo dal Corriere della Sera: «Rapito da un commando e ferito, mistero sul Garda. La vittima, 46 anni, di Verona, è stato liberato nel Mantovano». Il gender dilaga.
[27 agosto 2021]

Attenti al pastore
Titolo dal Fatto Quotidiano: «Sbranata dai cani, indagato un pastore». Tedesco?
[28 agosto 2021]

Fughe di massa, memoria di ferro
«Agli illustri colleghi che si occupano dell’Afghanistan descrivendo in coro i vincitori talebani come la feccia della Terra vorrei fare una domanda semplice semplice», scrive Massimo Fini sul Fatto Quotidiano. «Quando nel 1996 dopo aver sconfitto i “signori della guerra” il Mullah Omar, che mi pare fosse un talebano, prese il potere a Kabul, non ci furono “fughe di massa” (né di frange della popolazione) né ci furono durante i 6 anni in cui governò il Paese. Allora che cos’è cambiato in questi 20 anni? Gli illustri colleghi dovrebbero porsi qualche domanda e darci una risposta». Non ci occupiamo di Afghanistan, e non siamo colleghi illustri, tuttavia ecco una risposta: «Afghanistan: migliaia in fuga da Kabul, battaglie a nord. Ansa – Islamabad, 28 set – Intanto, su automobili private o autobus, migliaia di persone stanno abbandonando la capitale, dove la “Shura”, il consiglio di preti musulmani che da ieri la governa, sta imponendo la “sharia”, la rigida legge dell’Islam ortodosso. Ansa, 28 settembre 1996, ore 17.41». Ecco un’altra risposta: «Afghanistan: in fuga un quarto degli abitanti di Kabul. (Ansa-Afp) – Kabul, 29 set – Centinaia di migliaia di persone sono fuggite da Kabul, la capitale dell’Afghanistan caduta venerdì nelle mani degli integralisti islamici Taleban. Lo hanno reso noto abitanti della città e fonti delle organizzazioni umanitarie secondo i quali ormai un quarto della popolazione – che, esclusi i profughi da altre zone, era di poco più di un milione – ha abbandonato Kabul negli ultimi tre giorni. E l’esodo continua, a bordo di veicoli di fortuna diretti verso le regioni settentrionali, ancora in mano alle forze fedeli all’ex presidente Burhanuddin Rabbani. “Almeno 2.000 veicoli hanno invaso le strade che portano a nord – ha raccontato un abitante di un villaggio a una trentina di chilometri a nord della capitale –. Tra i fuggiaschi vi sono anche numerose persone che avevano sostenuto il governo rovesciato dai Taleban”. Intanto stasera a Kabul è stata ripristinata l’energia elettrica in quasi tutti i quartieri, rimasti praticamente al buio per tre giorni. Ansa-Agence France Presse, 29 settembre 1996, ore 22.59».
[25 agosto 2021]

L’orfano diventa orfana
«“Dell’orfanatrofio ricordo solo le botte e che noi bimbi vivevamo nel terrore”». Con questa frase del baritono Daniel Giulianini comincia sul Corriere della Sera un servizio di Alessandro Fulloni. Il quale più avanti insiste: «Non lo vide più all’orfanatrofio». Abolito l’orfanotrofio. Il gender dilaga.
[10 agosto 2021]

Roghi spenti
In un articolo sul Foglio, intitolato «Populisti alla riscossa», il vicedirettore Salvatore Merlo scrive: «Non responsabilità personale, ma responsabilità oggettiva. Tipo la Salem del 1642, ma con Toninelli giudice religioso: bruciamo sul rogo i Benetton e chiunque sia stato con loro». Duole correggere il sapido Merlo, ma il processo di Salem si celebrò mezzo secolo dopo, nel 1692, e non comportò l’accensione di alcun rogo: le 15 sventurate accusate di stregoneria furono impiccate, insieme con 4 maschi, tanto che il luogo dell’esecuzione fu per molto tempo chiamato Gallows Hill (Collina del patibolo). Un uomo fu lapidato per essersi rifiutato di testimoniare.
[6 agosto 2021]

Crisi in costume
Titolo d’apertura sulla prima pagina di Libero: «Di Maio segue la crisi in costume dalla spiaggia». Le crisi in costume sono una nuova evenienza politica? No? Allora bisognava scrivere: «Di Maio in costume segue la crisi dalla spiaggia».
[17 agosto 2021]

Lugano addio, Kabul arrivederci
Titolo a tutta pagina da Avvenire: «“Kabul addio” tra una settimana». Non era Lugano? Urge interpellare Ivan Graziani.
[25 agosto 2021]

Marella Allegra
La Verità pubblica una grande foto di un’elegante signora, che nella didascalia viene qualificata come Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli, deceduta nel 2019. Peccato che si tratti invece di Allegra Caracciolo, vedova di Umberto Agnelli, la quale è tuttora viva e vegeta.
[15 agosto 2021]

Talebani in arrivo
In un duro editoriale contro Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno, Vittorio Feltri commenta su Libero: «Poveraccia, dopo aver spalancato le porte a migliaia di immigrati, molti dei quali infettati dal virus, ella ora è alle prese con l’arrivo dei talebani e supponiamo non sarà capace di amministrare la nuova invasione». È in corso una diaspora di talebani verso l’Italia?
[20 agosto 2021]

Gli anni della Rai
«La storia della televisione non sarebbe la stessa senza Bianca Maria Piccinino, triestina, oggi 97 anni (gli stessi della Rai), prima telegiornalista italiana», scrive Benedetta Moro sul Corriere della Sera. È vero che l’Uri (Unione radiofonica italiana) – poi trasformata in Eiar (Ente italiano per le audizioni radiofoniche) – nacque nel 1924, l’anno in cui venne al mondo Piccinino. Ma la Rai (Radio audizioni italiane) vide la luce soltanto il 26 ottobre 1944, quindi ha 76 anni, non 97.
[6 agosto 2021]

Sintassi serba
Riferendosi sul Fatto Quotidiano al collega Renato Farina, Ilaria Proietti parla di «un cursus honorum iniziato nel 1999 quando aveva avviato la sua collaborazione con i servizi segreti in occasione della guerra in Serbia, che da allora non si era più fermata, come del resto pure la carriera di giornalista». Ci rallegriamo che la carriera di Farina non si sia più fermata, ma non ci risulta che la guerra in Serbia sia ancora in corso. È probabile che non risulti neppure a Ilaria Proietti, solo che non sa come scriverlo.
[5 agosto 2021]

Ora et labor intensive
Incipit di un commento sul Giornale a firma di Pier Luigi del Viscovo: «L’erogazione della giustizia è un servizio labor intensive». Eh certo, chiarissimo, lo sanno tutti.
[10 luglio 2021]

Percentuali à la carte
Diodato Pirone scrive sul Messaggero: «Non a caso la fascia di italiani più vaccinata, quella composta da persone ultraottantenni, ha visto crollare del 500% la propria quota di contagi in relazione al totale della popolazione. Il grafico che pubblichiamo in alto a destra è esplicito: all’inizio dell’anno i contagi fra gli ultraottantenni (che rappresentano grosso modo il 7% della popolazione italiana) erano il 10% del totale, oggi sono ridotti al 2% o giù di lì con un lievissimo incremento dovuto all’ingresso sul palcoscenico della ipercontagiosa variante Delta». Secondo Pirone, dal 10 al 2 il calo sarebbe del 500 per cento. Dobbiamo deluderlo: è dell’80 per cento. Senza contare che già un calo del 100 per cento sarebbe equivalso a zero contagi.
[25 luglio 2021]

Senti chi sparla
Nanni Delbecchi vetrioleggia sul Fatto Quotidiano, stroncando A riveder le stelle, programma su Dante Alighieri che Rai 3 ha tratto dall’omonimo best seller di Aldo Cazzullo, edito da Mondadori. L’incipit dell’articolo dice tutto: «Era dai tempi di Toto Cutugno che non si registrava tanto ardore nell’esaltare un italiano vero». La conclusione pure: «Come diceva uno che si è inventato tutto, “non ti curar di lor, ma guarda e passa”». Visto che Delbecchi lo cita sette volte, dovrebbe sapere che Dante non ha mai scritto la frase che gli attribuisce. Quella corretta, pronunciata da Virgilio nella Divina Commedia, è «Non ragioniam di lor, ma guarda e passa» (Inferno, canto III, verso 51).
[23 luglio 2021]

Stile Libero
«Caporalato, blitz nel Padovano. Arresti alla casa editrice che stampa Harry Potter», titola Libero. Non c’è stato alcun blitz da Salani, editore milanese dei libri della saga di J.K. Rowling, alias Joanne Rowling. E allora perché quel titolo? Semplice: Libero scambia le tipografie, che stampano, per case editrici, che pubblicano.
[27 luglio 2021]

Sorci e somari
Sommario della Verità a corredo di un servizio su Roberto Burioni, che vorrebbe i no vax «agli arresti domiciliari chiusi in casa come dei sorci»: «La fissazione del virologo per il regno animale è nota: egli castigatore i somari». Poiché non ci si capisce nulla, il riferimento ai somari pare pertinente.
[24 luglio 2021]

Nairobi, Transnistria
Il Domani pubblica un’interessante paginata dal titolo «La Transnistria è una mini Urss sul fiume che separa l’est dall’ovest». L’autore è Riccardo Orizio, sotto la cui firma compare la località: Nairobi. In effetti l’ex corrispondente da Londra della Repubblica vive dal 2003 in una remota vallata ai limiti dello sterminato Masai Mara national reserve, il più importante parco faunistico kenyota, dove si guadagna da vivere accogliendo al Saruni camp non più di 18 ospiti per volta. Ma che senso ha indicare la capitale del Kenya in testa a un’inchiesta riguardante un territorio conteso dell’ex Urss che si è dato un governo autonomo nella città di Tiraspol?
[25 luglio 2021]

Santi strafalcioni
Presentando sull’Osservatore Romano la figura di Clemens August von Galen, il vescovo di Münster che si oppose al nazismo, Stefania Falasca infila tre marchiani errori in tre righe – e chiudiamo un occhio sulla grafia errata di Konigstrasse, che va scritto Königstrasse – sostenendo che l’eroico vescovo creato cardinale da Pio XII nel 1946 «è stato beatificato da Benedetto XVI in piazza San Pietro il 9 ottobre 2003». Invece la messa in occasione della beatificazione venne presieduta il 9 ottobre 2005, due anni dopo e nella basilica vaticana, dal prefetto della Congregazione delle cause dei santi, il cardinale José Saraiva Martins, perché il nuovo papa già dal maggio precedente aveva ripristinato la prassi di presiedere solo le cerimonie di canonizzazione. Vatican News, il portale dell’informazione della Santa Sede, riprende l’articolo senza correggere gli strafalcioni, premurandosi di segnalare nel titolo che l’autrice è «la postulatrice della causa di canonizzazione» di von Galen. Per un’esperta che si occupa di cause dei santi, per di più amica di papa Francesco, qual è Falasca, tre sfondoni su una materia che dovrebbe conoscere a menadito costituiscono un primato difficile da eguagliare, ma confidiamo che in futuro possa superare sé stessa.
[23 luglio 2021]

Todos premier
Titolo dalla Verità: «Draghi: “Ok fiducia sulla Giustizia”. Conte deve ingoiare anche questa». Sommario: «Contentino al premier: “Sì a modifiche su aspetti tecnici”. I ministri 5 stelle col premier». Troppi premier per un governo solo.
[23 luglio 2021]

Mephisto plana, anzi precipita
Per la terza settimana consecutiva, il coltissimo Mephisto Waltz, titolare dell’omonima rubrica su Domenica, inserto culturale del Sole 24 Ore, dimostra di avere sbiadite cognizioni di storia e scrive: «Plana invece tra Cielo, mare, terra (pubblicità IRI d’antan)». Lo slogan era in realtà della Fiat, come si evince da un opuscolo della casa automobilistica, stampato dall’Istituto geografico De Agostini nel 1934. Inoltre l’ordine delle tre parole era diverso: «terra mare cielo». A sua giustificazione, Mephisto Waltz non può nemmeno invocare un falso ricordo della dichiarazione di guerra a Gran Bretagna e Francia, pronunciata da Benito Mussolini il 10 giugno 1940 dal balcone di Palazzo Venezia. Il Duce infatti lo cominciò rivolgendosi ai «combattenti di terra, di mare, dell’aria».
[25 luglio 2021]

Doppia fiducia a mezzo stampa
Occhiello del titolone di apertura in prima pagina sulla Stampa: «Il presidente del Consiglio annuncia il voto di fiducia fiducia sulla giustizia». Quindi Mario Draghi chiederà una doppia fiducia?
[23 luglio 2021]

Leone XIII e Pio X cocainomani?
«Da quando fu scoperta, l’eroina fu legale come lo fu la cocaina, gradita a Pio X, Leone XIII, agli Zar, ai re di Svezia e di Norvegia, a Edison e a Freud». Così comincia la rubrica L’appunto di Filippo Facci sulla prima pagina di Libero. Par di capire che i due pontefici fossero cocainomani (o eroinomani: dalla sintassi traspare un sottile margine di equivoco). Sarebbe in ogni caso interessante sapere da dove Facci abbia attinto questa stupefacente – è il caso di dirlo – asserzione. Da documenti, testimonianze e reperti finora noti, risulta che entrambi i papi fossero al massimo tabagisti, sia pure sui generis. Nello Vian, biografo di Pio X, scrisse del tabacco da fiuto che il santo veneto Giuseppe Sarto teneva in una «scatola d’argento, ma senza pregio di lavorazione», e non seppe precisare «se fu questa che un giorno la veneranda nipote del papa Pina Parolin donò a un giovane prete trevisano, spogliandosi con ammirevole generosità dell’ultimo ricordo rimastole» (Avemaria per un vecchio prete. Intermezzi aneddotici lungo la vita di san Pio X, Edizioni Messaggero Padova, Padova 2013, pagina 140). Del predecessore Leone XIII, pure appassionato di tabacco da fiuto, si conserva una tabacchiera con cartiglio presso il costituendo Museo dei papi, che Ivan Marsura è impegnato da anni a realizzare in quel di Padova con materiale originale appartenuto ai pontefici. A meno che Facci non si riferisse al Vin Mariani, una bevanda tonica ottenuta da foglie di coca importate dal Perú e lasciate macerare nel Bordeaux, messa a punto nel 1863 dal chimico Angelo Mariani (1838-1914), discendente da una famiglia di farmacisti francesi. Stando alle inserzioni pubblicitarie apparse sui giornali dell’epoca e agli archivi della casa produttrice, che tuttora lo distribuisce dalla Corsica, il Vin Mariani ricevette le medaglie d’oro e gli apprezzamenti di Leone XIII, Pio X e Benedetto XV, oltre che il plauso del presidente americano William McKinley e di Émile Zola, Sarah Bernhardt, Charles Gounod. Ma non è certo assimilabile alla polvere bianca spacciata dai narcos e inalata dai tossicomani. Fra l’altro, il Vin Mariani ebbe una replica tutta italiana con il liquore Coca Buton, anch’esso derivato dalle foglie dell’arbusto, ricche dell’alcaloide chiamato cocaina. Nato nel 1866, è ancor oggi distribuito dal Gruppo Montenegro, sia pure senza la benedizione di papa Francesco.
[23 luglio 2021]

Fazzo tuto mi
Luca Fazzo si occupa sul Giornale di Piercamillo Davigo, riuscendo a infilare nel servizio tre perchè e un poichè, tutti e quattro con l’accento grave anziché acuto, e vi aggiunge per soprammercato un aldifuori, di cui non v’è traccia nei dizionari. Urgono ripetizioni di ortografia.
[25 luglio 2021]

Giochi di mano
In un servizio su Tommaso Cerno, ex direttore dell’Espresso e oggi parlamentare del Pd, segnalato all’antiriciclaggio per bonifici sospetti arrivati sul suo conto corrente bancario, Simone Di Meo annota sulla Verità: «D’altronde, come dice il Vangelo? La mano destra ignori che cosa fa la sinistra». Per la verità, il Vangelo dice il contrario: «Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra» (Matteo 6, 3). Sentenza che, fra l’altro, si attaglia decisamente meglio all’argomento.
[23 luglio 2021]

Anteprima o poi
Anteprima rievoca nella rubrica C’era una volta, alla voce «Venti anni fa»: «Nasce Angelica figlia di Benedetta Parodi e Giorgio Gori». Virgola mancante a parte, fare una figlia tra cognati è sempre un po’ inopportuno. (Angelica è figlia di Cristina Parodi, moglie di Gori, non della sorella Benedetta). Alla voce «Centodieci anni fa» riferisce che l’esploratore Hiram Bingham scoprì Machu Picchu, la città perduta degli Inca, «lunedì 24 luglio 1911». Peccato che poche righe più avanti precisi che Bingham giunse a Machu Picchu un mese prima, il 24 giugno 1911. Si dovrebbe anche aggiungere che, essendo l’archeologo statunitense «guidato da un proprietario terriero e accompagnato da un sergente della guardia civile peruviana», riesce difficile farla passare come una scoperta in assoluto. Al netto del fatto che a Machu Picchu vivevano «i Recharte e gli Álvarez, due famiglie contadine».
[23 luglio 2021]

Si è spento il sole e chi l’ha spento sei tu
Conclusione di un ispirato articolo del fondatore Eugenio Scalfari sulla Repubblica: «E il tempo, che cosa sarà infine del tempo? Il nostro mondo è destinato a vedere il tramonto del Sole, la stella che ha illuminato la varietà e l’unità del nostro Cielo. Sarà probabilmente questo l’avvenire che ci aspetta con sempre maggiore intensità». Probabilmente si considera eterno, se attende per l’avvenire un evento – lo spegnimento del Sole, appunto – che le proiezioni degli scienziati collocano tra 5 miliardi di anni.
[23 luglio 2021]

Vialli interista immaginario
Gianluca Vialli va in pellegrinaggio al santuario della Beata Vergine della Speranza di Grumello Cremonese dopo la vittoria dell’Italia agli Europei. Per l’occasione, il sito del Corriere della Sera parla del tumore al pancreas contro cui Vialli combatte da anni e afferma che questa drammatica esperienza «ha portato l’ex attaccante di Inter e Sampdoria a essere uno dei grandi motivatori del gruppo azzurro con il celebre discorso di Roosevelt prima della finale contro l’Inghilterra». Non ne dubitiamo. Tuttavia il calciatore non ha mai indossato la maglia dell’Inter, ma solo quelle di Cremonese, Sampdoria, Juventus e Chelsea. E della Nazionale, ovviamente.
[19 luglio 2021]

Non c’è due senza tre
Dall’editoriale di Marco Travaglio sulla prima pagina del Fatto Quotidiano: «Quelli che, su due quotidiani di centrodestra come Repubblica, Sole 24 Ore e Giornale, si inventano che la Ue fa “sponda al progetto Cartabia”». A noi i quotidiani sembrano tre, ma va tenuto conto che in prima superiore fummo rimandati a settembre in matematica.
[22 luglio 2021]

Salvini si vaccina presto, cioè mai
Intervista di Matteo Salvini al Giornale. Gli chiede Stefano Zurlo: «Quando si vaccinerà?». Risposta del leader leghista: «Presto, come detto più volte». Se lo ha detto più volte, ma non si è ancora vaccinato, significa che tanto presto non è.
[22 luglio 2021]

Mi Presta un po’ di Renzi?
Titolo dalla Stampa: «Finanziamento illecito / indagati Renzi e Presta / “I pm non mi fermano”». Mi è pronome personale di prima persona singolare. Qui però i soggetti sono due. Quindi chi pronuncia la frase tra virgolette? Renzi o Presta?
[14 luglio 2021]

Giovani e no
Titolo dalla prima pagina del Corriere della Sera: «Parla Brusaferro (Iss). “Immunizzare giovani e non”». Avendo la presente rubrica ripetutamente chiosato l’errore, stavolta lasciamo la parola al linguista Aldo Gabrielli: «La negativa no, così fortemente tonica, riassume in sé tutto un discorso (i grammatici la definiscono parola olofrastica, come il affermativo): “Vuoi venire o no?”; quel monosillabo no racchiude infatti l’intera frase sottintesa “non vuoi venire?”; tanto vero che noi possiamo anche dire distesamente “Vuoi venire o non vuoi venire?”. La negativa non, invece, non ha questo valore riassuntivo, ma è soltanto la premessa negativa di una frase che segue. Nessuno infatti alla domanda “Vuoi venire?” risponderebbe col semplice “Non”, che lascerebbe la frase in sospeso; ma o risponderebbe per esteso “Non voglio venire”, o userebbe la negazione “No” che riassume questa frase. Vittorini intitolò un suo libro Uomini e no, come dire “Uomini e non uomini”. Uomini e non sarebbe stato un titolo strafalcionato» (Il museo degli errori, Mondadori, 1977, pagina 120). Piccolo appunto al grande maestro Gabrielli, a 44 anni di distanza: strafalcionato, così come strafalcionare, non si rintracciano né nel Grande dizionario della lingua italiana (Utet) di Salvatore Battaglia, pubblicato in 21 volumi fra il 1961 e il 2002, né nello Zingarelli 2022 (Zanichelli).
[20 luglio 2021]

Guerra, fuochi, sangue, scontro, pace
Titoli da un’unica edizione del Giornale: «Guerra sul Green pass»; «Ennesima tegola su Arcuri»; «Il Pd tra due fuochi»; «Giustizia, scontro fra Draghi e il M5s»; «Festa finisce nel sangue»; «Londra riapre lo scontro con Bruxelles». Infine anche «Mps e la Fondazione fanno pace». La riedizione di Guerra e pace.
[22 luglio 2021]

Giugno non è luglio
Scrivendo sul Venerdì di Repubblica dell’apertura degli archivi vaticani su Pio XII, don Filippo Di Giacomo, facondo commentatore della Rai, segnala come imminente un importante convegno storico promosso a Roma dall’École Française e dal Deutsches Historisches Institut. Ma l’iniziativa si è tenuta dal 14 al 16 giugno ed è pertanto improbabile che «il 15 e 16 luglio» si riuniscano, «in presenza e da remoto, 70 studiosi di 15 Paesi», come precisa l’ex carmelitano (ora prete della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo). Il titolo della rubrica, Cronache celesti, spiega la svista, suggerendo cristianamente di chiudere un occhio.
[16 luglio 2021]

Non so se mi spiego
«Tutti i colori dell’Olimpiade. Pellegrini chiude il cerchio. “Baraonda, buio e verde speranza”», titola La Stampa a tutta pagina. Ok, ci crediamo. Ora però diteci che cos’è accaduto.
[22 luglio 2021]

Non siate sieri
Titolo dal Corriere della Sera: «Il sì di Fedriga al lasciapassare: chiudere di nuovo farebbe sembrare il siero inutile». È del tutto inappropriato l’uso del sostantivo siero in luogo di vaccino. Non si tratta di sinonimi, come si evince da qualunque vocabolario. La disinvolta consuetudine è stata censurata fin dal maggio scorso anche dall’Accademia della Crusca. Infatti il siero è un medicamento iniettabile, preparato utilizzando appunto il siero del sangue di animali. Invece il vaccino è un prodotto batterico o virale che, introdotto nell’organismo, conferisce uno stato d’immunità provocando un processo morboso attenuato.
[19 luglio 2021]

Mephisto sbanda sulla Fiat 600
Il dotto Mephisto Walz che dà il nome a una rubrica su Domenica, l’inserto culturale del Sole 24 Ore, persevera con i suoi ricordi nebulosi: «Nell’Italia degli anni 60, mentre nasceva la prima Seicento, fu dibattuta in Parlamento l’opportunità di far entrare le donne in Magistratura». La Fiat 600, progettata da Dante Giacosa, uscì negli Anni Cinquanta. Per l’esattezza, venne ufficialmente esposta al pubblico il 10 marzo 1955, al Salone di Ginevra. Il giorno prima era stata presentata alla stampa. Nel 1960 era già in vendita la quarta serie (600 D).
[18 luglio 2021]

Ne è un esempio Recalcati
In un commento intitolato «La gramigna dell’insulto», uscito sulla Repubblica e avente per oggetto il ddl Zan, lo psicoanalista Massimo Recalcati riesce a infilare le seguenti variazioni sul tema: «Ne è, ai miei occhi, un esempio clamoroso». «Ne sono un esempio sintomatico estremo». «Ne è un esempio l’articolo 7». «Ne è un esempio tragico l’insulto». Ecco un editorialista da cui non prendere esempio.
[17 luglio 2021]

A Domani ignorano l’ieri
«Capaci, 19 luglio 1992, un carabiniere si allontana dalla scena dell’attentato a Paolo Borsellino con una borsa appartenuta al giudice. Più tardi, si giustificherà dicendo di aver ritenuto l’oggetto di scarsa o nulla rilevanza investigativa». Così si legge sulla pagina Facebook di Domani. Il quotidiano ignora quanto accadde ieri. A Capaci, il 23 maggio 1992, la mafia trucidò il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Il giudice Paolo Borsellino restò vittima quasi due mesi dopo, a Palermo, di un secondo attentato dinamitardo organizzato da Cosa nostra, nel quale persero la vita anche cinque agenti della scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
[15 luglio 2021]

Il bacio di Giannelli
In una deliziosa vignetta sulla prima pagina del Corriere della Sera, Emilio Giannelli immagina che nella visita di Giuseppe Conte a Mario Draghi il primo si getti sulla poltrona che è stato costretto ad abbandonare e le schiocchi un bacio. Ma Giannelli sbaglia la grafia scrivendo «smak». Non c’era bisogno di telefonare a Beppe Severgnini: bastava consultare lo Zingarelli (o anche Topolino) per scoprire che si scrive «smack», dal verbo inglese to smack, interiezione onomatopeica che «riproduce il rumore che si fa baciando qualcuno o qualcosa impetuosamente, con slancio e in modo sonoro».
[19 luglio 2021]

Heil Bronner!
Dal sito della Repubblica: «Monte Bianco. Cordata record, 200 alpinisti, per celebrare i due secoli delle guide di Chamonix. Gli alpinisti hanno unito idelamente l’Aiguille du Midi e la Punta Heilbronner». Tralasciando il refuso nell’avverbio, si chiama Punta Helbronner. Devono essersi confusi con l’«Heil Hitler!». Urge corsivo antifascista di Paolo Berizzi nella rubrica Pietre.
[12 luglio 2021]

Risiedendo
Filippo Facci in prima pagina su Libero: «Berrettini passava il tempo libero con la fidanzata croata, australiana di adozione, con la quale trascorreva la pandemia in Florida, pur residendo a Montecarlo». Il gerundio dei resilienti.
[15 luglio 2021]

Stanlio e Bergolio
Introducendo sulla Verità un’anticipazione del libro Il prossimo Papa di George Weigel, il collega Lorenzo Bertocchi cita l’elezione «dell’allora cardinale Bergolio». Mancano aglio e peperoncino.
[16 luglio 2021]

Singolare plurale
«Pornografia e minori: i danni sulla vita reale», è il titolo di un’approfondita indagine di Milena Gabanelli e Simona Ravizza sul Corriere della Sera. «Mettendo insieme decine di studi scientifici internazionali, si registrano dati preoccupanti», scrivono le due giornaliste. «Ci ha aiutato a leggerli la criminologa e ricercatrice presso la Middlesex University di Londra Elena Martellozzo e la Polizia Postale». I soggetti sono due, per di più operanti in ambiti diversi, quindi era richiesta la terza persona plurale: «Ci hanno».
[19 luglio 2021]

Entrata (e uscita) in vigore del tunnel
«Tunnel di base della Tav, via libera ad appalti per 3 miliardi. L’entrata in vigore slitta al 2032», titola il sito della Stampa. Ma la burocratica espressione entrare in vigore significa «diventare obbligatorio cominciando ad avere efficacia, detto specialmente di atto normativo» ovvero «acquisto dell’obbligatorietà da parte di un atto normativo» (Zingarelli 2022). La controversa galleria fra Italia e Francia è diventata un foglio di carta oppure sarà obbligatorio percorrerla dal 2032?
[7 luglio 2021]

Voglia di congiuntivo
Mario Lavia su Linkiesta: «Dall’altra parte, è molto probabile che l’ex presidente del Consiglio di fare un proprio partito personale non ha mai avuto molta voglia». Si spera che la prossima volta Lavia abbia voglia del congiuntivo.
[25 giugno 2021]

Mi spezzo ma non mi spiego
La Gazzetta di Mantova riferisce «di una donna a terra lungo la pista ciclabile» rinvenuta nei pressi del cimitero di Felonica: «Si lamentava, mezza seduta e mezza sdraiata, con le labbra sanguinanti». Che fosse anche tagliata in due?
[10 luglio 2021]

Codice di scrittura
Armando Spataro, ex procuratore della Repubblica a Torino, scrive un articolo per La Stampa in cui sciorina tre purchè e un , tutti con gli accenti gravi anziché acuti. Essendo laureato, dovrebbe ripassarsi anche i codici dell’ortografia.
[12 luglio 2021]

Tu chiamale se vuoi spiegazioni
In occasione dell’uscita del nuovo libro di Matteo Renzi, Controcorrente, Gaia Zini analizza su Domani l’incessante peregrinare dell’ex premier da una casa editrice all’altra (Rizzoli, Mondadori, Feltrinelli, Marsilio): «Adesso Piemme. Perché gli editori si lasciano scappare un autore che vende? L’unica spiegazione è che pretenda anticipi troppo alti: nei contratti editoriali una parte è garantita all’autore, che un certo numero di copie, e poi una remunerazione in percentuale sulle copie comprese». Chiamala spiegazione.
[14 luglio 2021]

Ottimizzare al meglio
Emilio Gioventù scrive su Italia Oggi: «“Al fine di ottimizzare al meglio la terapia medica e riabilitativa, il Santo Padre rimarrà ricoverato ancora qualche giorno”, ha comunicato il portavoce vaticano Matteo Bruni». È noto che in Urss talvolta riuscivano a ottimizzarla al peggio.
[13 luglio 2021]

Sessantottino storico
Dalla Repubblica: «“Sono renitente, insieme ad altri 2 milioni e mezzo di italiani”: Flaviano Schenone, 67 anni, ex insegnante in pensione, storico ed ex Sessantottino spiega perché finora non si è vaccinato». Maiuscola reverenziale a parte, deve trattarsi di una vocazione molto precoce: nel 1968 aveva 14 anni.
[5 luglio 2021]

Storace infetta il Covid
Francesco Storace sulla prima pagina del Tempo: «A novembre se ne andrà la pandemia. E pure il professor Massimo Galli, per il quale suonerà l’ora della pensione. Me lo sono trovato di fronte ieri ad Agorà, su RaiTre, con uno sguardo così livoroso che sembrava volesse infettarmi il Covid». Il verbo infettare è transitivo. Usato in questo modo, dà l’impressione che il virologo Galli sia così cattivo da riuscire nell’incongrua impresa di rendere infetta una malattia respiratoria contagiosa di tipo pandemico. Storace avrebbe dovuto scrivere «attaccarmi il Covid»: il verbo attaccare, in senso figurato, significa proprio «trasmettere, specialmente per contagio»
[22 giugno 2021]

Il gioco delle copie
Concludendo su Libero la recensione del saggio Dove eravamo rimasti? (Baldini+Castoldi), che Alberto e Giancarlo Mazzuca hanno dedicato a Indro Montanelli, il suo successore Vittorio Feltri annota: «Si dà il caso fortunato, che un anno dopo il mio ingresso in via Negri a Milano, le vendite del suddetto Giornale raddoppiarono, da 120 copie a 250 mila». Si tratterebbe di un aumento record: +208233 per cento. Bastava posporre la parola copie per evitare l’equivoco e riportare il dato alle sue dimensioni reali, che peraltro restano ragguardevoli: da 120.000 a 250.000 copie è pur sempre un +108 per cento.
[15 luglio 2021]

Mari e Monti. E Draghi
Nel fare le pulci a un articolo, Stefano Lorenzetto infila la seguente macroscopica perla: «Mario Ajello parla sul Messaggero dei trascorsi del nuovo amministratore delegato della Rai designato dal premier Mario Monti». Né AnteprimaItalia Oggi, che pubblicano questa rubrica, se ne accorgono. L’infallibile lettore Pierluigi De Biasi sì. E così pure Dagospia, che la riprende correggendo il cognome del presidente del Consiglio da Monti in Draghi.
[13 luglio 2021]

Semel premier, semper premier
Lorenzetto è in ottima compagnia, comunque. Titolo dalla Repubblica: «Conte e Grillo doppio dietrofront / si tratta l’intesa. Il garante contestato vede Di Maio e Fico e riapre la trattativa. Il premier, senza truppe per la scissione, accetta che i 7 saggi lavorino sul suo statuto». Nel quotidiano fondato da Eugenio Scalfari hanno trasformato in legge il proverbio medievale «Semel abbas, semper abbas»: Conte resta premier anche se dallo scorso 13 febbraio non lo è più.
[4 luglio 2021]

Tsunami gender
In un’inchiesta, peraltro molto documentata, sul pauroso deficit dell’Inpgi (Istituto nazionale previdenza giornalisti italiani), Marco Franchi scrive sul Fatto Quotidiano: «Ora sull’istituto è in arrivo una nuova tsunami». Il gender dilaga.
[5 luglio 2021]

Esperti in media
«Per soffiare alla politica la tv pubblica, Draghi pensa a Giorgio Stock (ex Warern Media) come prossimo ad», scrive La Verità in un titolo. Deve trattarsi di una nuova compagnia: noi eravamo fermi alla Warner Media.
[6 luglio 2021]

Si dispensa alle visite (in farmacia)
Tutti i giorni, nella rubrica delle farmacie di turno, si può leggere sulla Gazzetta di Mantova che «per la dispensazione di medicinali durante le ore notturne a battenti chiusi sono dovuti Euro 7,50». Dato che lo Zingarelli fa risalire dispensazione al 1288 e vi appone la croce che segnala gli arcaismi (vocaboli scomparsi), il quotidiano lombardo si conferma il più antico d’Italia.
[27 giugno 2021]

Ministro alla parmigiana
Titolo dal sito della Gazzetta di Parma: «Giornata parmigiana per il ministro per la Disabilità. Erika Stefani in visita a Parma». Certo sarebbe stato più difficile che una giornata parmigiana si svolgesse a Bologna.
[12 luglio 2021]

Mephisto Waltz, in arte Sbirulino
Incipit della rubrica Mephisto Waltz, compilata su Domenica, supplemento culturale del Sole 24 Ore, da un commentatore che si cela dietro questo nom de plume: «Nell’improvvisa rovente calura – si va a nanna d’inverno e il mattino dopo ci si trova in piena estate, addio mezze stagioni d’antan, che barba, che noia, direbbe Franca Valeri – Mephisto si tormenta in preda a una ossessione del dubbio quasi patologica». Ma che cosa guardava in tv, da giovane, il coltissimo Mephisto Waltz? «Che barba, che noia» era il refrain di Sandra Mondaini negli sketch con il marito Raimondo Vianello, non di Franca Valeri. Subito dopo, l’ignoto estensore fa sfoggio della sua erudizione con una citazione dal De caelo di Aristotele e aggiunge: «Ma già tre secoli prima Ovidio (45 a.C. - 18 d.C.) sentenziava...». Peccato che Ovidio sia vissuto tre secoli dopo Aristotele, essendo quest’ultimo nato nel 384 avanti Cristo e morto nel 322.
[11 luglio 2021]

Sintassi veritiera
Intervistando sulla Verità il presidente uscente della Rai, Marcello Foa, il giornalista Giorgio Gandola gli fa pronunciare la seguente frase: «Pensare di cambiare un’azienda con 13.000 dipendenti e circa 2,7 miliardi di ricavi in tre anni è un’illusione». In un triennio i ricavi della Rai ammontano a 2,7 miliardi? Oppure è un’illusione cambiare in tre anni un’azienda? Considerato che il mandato di Foa cominciò nel 2018, dovrebbe essere valida la seconda ipotesi. Ma allora bisognava rispettare la sintassi nel riferire il pensiero dell’intervistato (che peraltro sa esprimersi in un italiano eccellente): «È un’illusione pensare di cambiare in tre anni un’azienda con 13.000 dipendenti e circa 2,7 miliardi di ricavi».
[11 luglio 2021]

Lesbiche già a 1 anno
Didascalia apparsa sul Corriere della Sera: «Li Ying, 28 anni, stella della nazionale femminile di calcio e la sua fidanzata Chen Leilei, influencer professionista. Le due ragazze stanno insieme a 1 anno». Precocissime.
[29 giugno 2021]

Diversità di accenti
Renitente alla distinzione fra accenti acuti e accenti gravi, il plurirecidivo Fatto Quotidiano titola così un’intervista del direttore Marco Travaglio al magistrato Nicola Gratteri: «Macchè processi più brevi: è un’amnistia che li getta al macero». Inutile precisare che si scrive macché. Fa di peggio Il Tempo, che in prima pagina titola in questo modo un pezzo di Francesco Storace: «Cosi ripartiamo. Grazie azzurri». Così va il mondo, e il giornalismo con esso.
[12 luglio 2021]

Giuseppi è giallo
Dal titolo di apertura sulla prima pagina del Giornale: «Dossier interni su Giuseppi, è giallo». Ittero?
[30 giugno 2021]

Messaggero della sintassi
Mario Ajello parla sul Messaggero dei trascorsi del nuovo amministratore delegato della Rai designato dal premier Mario Monti: «A poche ore dalla prima della Bohème a Caracalla, la Cgil e la Cisal inducono uno sciopero». C’è l’induzione alla prostituzione e quella all’astensione dal lavoro? Più avanti cita «il prossimo Cda già indebolito prima che nasca dallo strapotere del premier e dei suoi emissari». Quindi lo strapotere del premier e dei suoi emissari avrebbe portato alla nascita del nuovo Cda? No? Allora il periodo andava formulato così: «Il prossimo Cda indebolito dallo strapotere del premier e dei suoi emissari già prima che nasca». Infine Ajello scrive: «C’è da disboscare testate, direzioni, doppioni, pletore di strutture inutili e costose». Vabbè che esiste la costruzione a senso, ma con quattro soggetti era preferibile il verbo al plurale, ci sono, come insegna Giovanni Verga ne I Malavoglia: «Correndo dietro a tutti gli uomini che c’erano da maritare nel paese».
[11 luglio 2021]

Più grave che acuto
Titolo da Italia Oggi: «Conte riserva a tutto il potere». Errore. Il pronome personale ha l’accento acuto, non grave.
[30 giugno 2021]

La pugnetta di Calha
«Maglietta beige e pugnetta al dottore: l’arrivo di Calha alle visite mediche», annuncia il sito della Gazzetta dello Sport. «Honni soit qui mal y pense»: Hakan Calhanoglu, centrocampista dell’Inter e della nazionale turca, si è limitato a salutare il medico nerazzurro con l’igienico (forse), ma molto stupido, pugno contro pugno, che in tempi di pandemia sostituisce la stretta di mano.
[22 giugno 2021]

Il nuovo che avanza
Titoli da un’unica pagina di Avvenire: «Il “nuovo Conte” non piace a Letta». «Dal Daesh nuove minacce». «“Nuovi diritti” che dividono il Paese?». Altre novità?
[11 luglio 2021]

Un caldo gennaio
Titolo dalla Verità: «Nell’incidente morti due fidanzati. Incidente sul lago di Garda, arrestato il pilota tedesco del motoscafo». Abbiamo capito: si è trattato di un incidente. Testo: «È stato arrestato il 52enne che era alla guida del motoscafo che sabato 19 gennaio ha travolto sul Garda la barca con a bordo Umberto Garzarella e Greta Nedrotti». A dire il vero era il 19 giugno, almeno secondo il calendario gregoriano.
[6 luglio 2021]

Iniziative cimiteriali
Titolo dall’Osservatore Romano: «L’arcivescovo Gallagher chiude nel Campo Santo Teutonico l’iniziativa Iter Europaeum». Ci ha messo una pietra sopra?
[28 giugno 2021]

Lancio di bottiglie
Dal sito della Stampa: «La cantina altoatesina Hofstätter lancia il suo primo spumante dealcolato. E il patron Foradori dice: “L’anno prossimo conquisteremo il mercato arabo”. Anche il viticoltore veneto Bottega ha fatto la stessa scelta di produzione, con due tipi: “Presto li lanceremo nelle autostrade italiane”». Basta sassi dai cavalcavia: solo bottiglie. Prosit!
[25 giugno 2021]

Nodi e chilometri
Nel milionesimo articolo dedicato all’aereo di linea dell’Itavia inabissatosi nelle acque di Ustica il 27 giugno 1980, Davide Bartoccini sul sito del Giornale spiega che il velivolo «seguiva la sua rotta a una velocità di circa 323 nodi orari (800 chilometri all’ora)». Parlare di «nodi orari» è una tautologia. Infatti, i nodi sono un’unità di misura della velocità, pari a un miglio marino internazionale all’ora, ossia a 1.852 metri orari. Inoltre, specificare che l’aereo viaggiava a «800 chilometri all’ora» è un errore. Bastava un banale calcolo per stabilire che 323 nodi corrispondono a una velocità di 598 chilometri orari, non 800.
[27 giugno 2021]

Mephisto, oh yes!
Su Domenica, il supplemento culturale del Sole 24 Ore, nella rubrica Mephisto Waltz, che prende il nome dall’anonimo estensore (dietro al quale si celerebbe l’erudita penna di Armando Torno), leggiamo che «alle Isole Marshall – che già subirono l’infamia delle esplosioni atomiche post-belliche (Bikini Athol, poligono nucleare USA dal 1946 al 1958) – enormi pescherecci sostano in attesa che piccoli elicotteri di bordo scoprano branchi di tonni». Spiace dover correggere chi si nasconde dietro lo pseudonimo, ma athol non figura nell’Oxford Dictionary of English e neppure nel Ragazzini 2021 (Zanichelli). Né potrebbe essere diversamente, dal momento che atollo in inglese si scrive atoll, con due l e senza la h.
[4 luglio 2021]

Siamo nel 2008 un anno dopo
Intervistando Vittorio Feltri sul Fatto Quotidiano, a un certo punto Antonello Caporale rievoca il caso Boffo con queste parole: «Siamo nel 2008, tu dirigi Il Giornale», e reitera così un errore già commesso dal suo collega Gianluca Roselli nel maggio scorso. Feltri nel 2008 dirigeva Libero. Tornò a guidare il quotidiano della famiglia Berlusconi nel 2009, dal numero del 22 agosto. La campagna di stampa contro Dino Boffo, direttore di Avvenire, cominciò il 28 agosto.
[3 luglio 2021]

Provincia di Cirinnà
«La prima a dichiararsi interdetta è stata Monica Cirinnà del Pd, la senatrice che diede i natali alla legge sulle unioni civili», riferisce Alessandra Arachi del Corriere della Sera in un servizio sul ddl Zan. Restiamo un po’ interdetti anche noi. La locuzione «dare i natali a qualcuno» significa esserne il luogo di nascita: «Pisa diede i natali a Galileo Galilei», esemplifica lo Zingarelli 2022. Cirinnà è un toponimo?
[3 luglio 2021]

Scienza pura
Dal sito della Repubblica: «Con un pezzo di Luna e di Marte nella stessa mano, la scenziata ha dovuto chiarire più di un dubbio». Speriamo che sappia scrivere con l’altra mano.
[21 giugno 2021]

Siamo sieri
La Verità insiste nell’usare sinonimi errati riferendosi alla profilassi contro la pandemia. «Un altro anno perso. Alla scuola non basta la toppa dei sieri e delle lezioni online», è il titolo dell’editoriale di Maurizio Belpietro. Ma i vaccini, di cui parla il direttore, nulla hanno a che vedere con i sieri, tant’è che Il grande dizionario dei sinonimi e dei contrari (Zanichelli) alla voce siero registra solo due alternative, antidoto e antiofidico. Lo stesso errore appare in un titolo del Tempo: «Basta con la criminalizzazione di chi non si fa il siero».
[8 luglio 2021]

Il metodo manuale del membro
«Francia, niente sesso: Deschamps impone l’astinenza», annuncia il sito della Gazzetta dello Sport. Alessandro Grandesso scrive: «Ai Bleus non resta che il “metodo manuale”, spiega un membro della delegazione al quotidiano Le Parisien». Ha parlato uno con cognizione di causa.
[28 giugno 2021]

Fronte bassa
Titolo sulla prima pagina dell’Osservatore Romano: «Pietro di fronte Paolo». Ignoriamo quale dizionario sia in uso nella Città del Vaticano, tuttavia, trattandosi dell’edizione italiana, facciamo sommessamente presente che la locuzione prepositiva di fronte richiede la a. L’errore origina dall’articolo di don Luigi Maria Epicoco, il quale di Pietro e Paolo scrive che «bisogna imparare a considerarli l’uno di fronte l’altro». È pur vero che qualche occorrenza, soprattutto recente, dell’espressione di fronte qualcuno o qualcosa si rintraccia e che davanti o dietro, sopra o sotto ammettono la doppia reggenza (Davanti san Guido), ma resta il fatto che la forma corretta è «Pietro di fronte a Paolo». Immaginiamo che fosse troppo temerario, per direttore e titolista, correggere un sacerdote che – fatto mai accaduto in precedenza – è stato proclamato editorialista dell’Osservatore Romano con tanto di nomina pontificia pubblicata sullo stesso giornale nella rubrica Nostre informazioni, riservata a decisioni e udienze papali, e sul Bollettino della Sala stampa della Santa Sede.
[28 giugno 2021]

Assente giustificato
Dalla Gazzetta di Mantova: «Il sanguinoso episodio potrebbe avere avuto dei testimoni. Non si è accorto di nulla il rivenditore di panini che ha il furgone parcheggiato in zona: a quell’ora aveva chiuso». La famosa logica stringente.
[3 luglio 2021]

Pianosa, Vietnam
«Si chiama M5S, ma si potrebbe anche chiamare Comma 22. Ricordiamo tutti il celebre paradosso del romanzo di Joseph Heller sulla guerra del Vietnam». Questo l’incipit dell’editoriale di Antonio Polito sulla prima pagina del Corriere della Sera. Ci sfugge il senso del riferimento. È vero che ai tempi della guerra nel Vietnam molti dei pacifisti protestavano davanti alla Casa Bianca esibendo una spilla con sopra scritto «Yossarian vive» (John Yossarian è il protagonista del romanzo). Ma Comma 22 racconta le disavventure di un gruppo di aviatori statunitensi di stanza con i loro bombardieri sull’isola di Pianosa durante la Seconda guerra mondiale.
[3 luglio 2021]

Palazzo con il fondo
Didascalia dalla Stampa: «L’immobile londinese al n. 60 di Sloane Avenue che possedeva il fondo di cui il Vaticano comprò importanti quote: è il simbolo dello scandalo». Eravamo convinti che fossero i fondi a detenere i palazzi, non viceversa.
[4 luglio 2021]

Ghiaccio bollente
Notizia dell’Ansa: «Due bambini sono morti nel pomeriggio e altri due sono rimasti feriti travolti da alcune lastre di ghiaccio a Sant’Anna d’Alfaedo, nel veronese». Ghiaccio in luglio? Infatti erano lastre di pietra che coprivano un’antica ghiacciaia. Nota aggiuntiva: gli aggettivi sostantivati indicanti zone geografiche richiedono la maiuscola, quindi bisognava scrivere «nel Veronese».
[3 luglio 2021]

Padri immaginari
«Ai padri che perdono i figli resta solo un abbraccio», titola Libero in prima pagina. La foto sottostante mostra due uomini affranti, avvinghiati l’uno all’altro, e lascia intendere che siano i genitori dei due bambini schiacciati dal tetto della ghiacciaia in provincia di Verona. Non è così: la persona ripresa di spalle è il proprietario del terreno dov’è accaduta la tragedia. I padri delle piccole vittime si saranno sicuramente scambiati un abbraccio, ma quell’immagine tanto suggestiva non lo documenta.
[5 luglio 2021]

Carabinieri della polizia
Due carabinieri hanno interrotto i lavori del Consiglio comunale di Imperia, facendo infuriare il sindaco Claudio Scajola, già ministro dell’Interno. Alcuni dei presenti, infatti, non indossavano la mascherina. «Ma a quel punto», riporta Il Fatto Quotidiano, «il sindaco Scajola ha iniziato a inveire contro un agente». Duole correggere una redazione esperta in manette, ma la qualifica di agente spetta ai poliziotti. I carabinieri sono militari.
[4 luglio 2021]

Vite da guarire
Titolo di apertura sulla prima pagina dell’Osservatore Romano: «Solo l’amore guarisce la vita». È diventata una malattia, adesso?
[28 giugno 2021]

Vene e polsi
Nel suo editoriale pubblicato d’apertura sulla prima pagina del Corriere della Sera, anche Maurizio Ferrara, come molti altri prima di lui infilzati in questa rubrica, distorce le parole di Dante Alighieri, scrivendo: «La lettura fa tremare le vene ai polsi». In realtà nella Divina Commedia è scritto: «Vedi la bestia per cu’ io mi volsi; / aiutami da lei, famoso saggio, / ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi». (Inferno, Canto primo, 88-90). Il fondo in questione s’intitolava «Gli esami che vanno superati». Concordiamo.
[24 giugno 2021]

A Rota di collo
In un confuso articolo sull’Eco di Bergamo, Daniele Rota, religioso giuseppino del Murialdo, bacchetta discutibilmente Tertulliano, san Girolamo e Dante – nessun altro? – perché secondo lui avrebbero lasciato in ombra san Giuseppe, lo sposo di Maria. E fin qui si potrebbe chiudere un occhio. Ma sparpaglia errori e inesattezze. A cominciare dal latino Quod voluit dixit, quod noluit tacquit (invece di tacuit). Nella foga di difendere il santo, don Rota spiega poi che nell’arte medievale Giuseppe «viene rappresentato vecchissimo, in angolo, spesso dormiente come a dire che lui proprio non c’entra in quanto sta avvenendo». No, reverendo, lo sposo di Maria è raffigurato così (anche nelle icone orientali) semplicemente perché i primi due capitoli del Vangelo di Matteo lo presentano come destinatario di ben quattro avvertimenti ricevuti in sogno da Dio. In chiusura il religioso sostiene che «tra i 299 successori di Pietro, nessuno ha mai scelto come suo nome da pontefice, quello di Giuseppe». A parte la seconda virgola di troppo, stando alla Serie dei sommi pontefici romani, che apre l’Annuario pontificio, i successori di Pietro sono forse 300, ma includendo i 37 ritenuti non legittimi o incerti, cioè gli antipapi. La questione è storicamente e canonicamente spinosa, tant’è vero che da oltre un settantennio l’Annuario ha rinunciato a numerare i papi, come avveniva in precedenza e come invece si ostinano a fare molti giornalisti.
[19 maggio 2021]

Titolisti senza chance
Sommario dalla Repubblica: «L’ex premier dà ancora un chance all’accordo». Il gender dilaga.
[26 giugno 2021]

Almeno un figlio
Un trentatreenne originario dello Sri Lanka cade dal monopattino a Monza e finisce in coma. Mentre giace sull’asfalto, uno sciacallo gli ruba il mezzo elettrico. Federico Berni sul Corriere della Sera descrive così il ferito: «Lavoratore in regola e padre di almeno un figlio». Si facciano avanti gli eventuali eredi naturali.
[15 giugno 2021]

Contentori
Titolo dalla Gazzetta di Mantova: «Nuovi contentori della carta. Saranno in “carton-plast”». I cittadini già se li contentono.
[2 luglio 2021]

Verdetti e condanne
«Ventidue anni a Chauvin, l’agente che uccise Floyd. Biden: verdetto appropriato», titola il Corriere della Sera. È altamente improbabile che il presidente americano possa aver pronunciato la frase che gli viene attribuita. Negli Stati Uniti la decisione sulla colpevolezza in caso di omicidio è espressa da una giuria, normalmente composta da 12 cittadini iscritti nelle liste elettorali. Come si vede nei film, la giuria decide se l’imputato sia colpevole o innocente. Questo atto è il verdetto propriamente detto. Nel caso in questione, è stato pronunciato il 20 aprile, per cui Joe Biden, con il suo commento, sarebbe come minimo in ritardo di due mesi, il che appare surreale. Nel testo sottostante, peraltro, si legge che Derek Chauvin è stato «condannato il 20 aprile scorso». Sbagliato: quel giorno è stato solo dichiarato colpevole del reato contestato. Infatti, per tornare al corso della giustizia negli Usa, il giudice, licenziata la giuria, tiene un’ulteriore udienza e decide quale pena infliggere al colpevole, ed è ciò che ha fatto venerdì scorso Peter Cahill, pronunciando la sentenza e facendo, ora sì, di Chauvin un condannato. Poiché il presidente americano ha una laurea in legge e ha esercitato per un certo periodo la professione forense, è piuttosto difficile che abbia scambiato sentenza e verdetto, errore nel quale invece cadono abitualmente i giornalisti italiani.
[26 giugno 2021]

Il guano della chiesa
Notizia dal sito della Stampa: «A 12 anni dal terremoto tornano a respirare le statue ricoperte dal guano della chiesa dell’Annunziata di San Demtrio ne’ Vestini, borgo in provincia dell’Aquila». Santo refuso a parte, la chiesa che sparge guano ancora ci mancava.
[26 giugno 2021]

In italiano, più o meno
Titolo a tutta pagina su Libero: «La Delta contagia più ma uccide meno». Le due locuzioni avverbiali di quantità corrette sono di più e di meno, quindi entrambe con la preposizione. Altrimenti lo slogan della Rai sarebbe «Di tutto, più». E il movimento femminista (o transfemminista) diventerebbe «Non una meno».
[27 giugno 2021]

È cardinale ma non vaticano
«Sulla consegna “informale”, a mano, della nota verbale all’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede Pietro Sebastiani il 17 giugno, in occasione di un evento organizzato a Palazzo Borromeo, c’è la conferma del portavoce della Santa Sede Matteo Bruni. Per ora nessun altro commento dal Vaticano. Il cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa di presentazione della Giornata dei nonni, ha detto che “certamente c’è preoccupazione della Santa Sede e di ciascuno di noi”». Da quanto scrive Marco Iasevoli sul sito di Avvenire, il quotidiano d’ispirazione cattolica diretto da Marco Tarquinio sembra ignorare che un cardinale di curia fa parte del Vaticano. Il principale commento è, gerarchicamente parlando, quello di Farrell, non quello di Bruni. Solo che il giornale della Conferenza episcopale italiana non lo sa. E dire che Farrell è pure camerlengo di Santa Romana Chiesa. In seno alla quale commentano: «Annamo bene...».
[22 giugno 2021]

E non no
«Le parole contano, ma anche le desinenze non scherzano», fa presente un titolo del Fatto Quotidiano. Peccato che tanto zelo linguistico vada a infrangersi contro il sommario: «La crociata della Murgia per rendere neutri i termini maschili e non». L’avverbio negativo olofrastico (detto così perché, da solo, costituisce un’intera frase) in italiano è soltanto no. Quindi bisognava scrivere «termini maschili e no».
[8 giugno 2021]

Sentenze definitive o quasi
Dalla Verità: «Il Tribunale dell’Aja ha confermato in appello la condanna all’ergastolo per Ratko Mladic, il boia di Srebrenica. La sentenza è definitiva, senza ulteriori possibilità di ricorsi». Ci sono anche sentenze definitive appellabili?
[9 giugno 2021]

Velocità della luce
«Oggi all’Angelus Francesco ha fatto un invito ad aiutarlo con la preghiera», scrive Luigi Accattoli. Deve averlo fatto in piena notte, perché l’abbiamo letto sul Corriere della Sera alle 5 del mattino.
[28 giugno 2021]

Confini islandesi
«Non c’è niente di meglio, in queste caldissime serate estive, delle gelide e misteriose serie ambientate in qualche sperduto villaggio islandese ai confini con la Svezia», titola Dagospia, presentando la rubrica Il divano dei Giusti. Come possa un’isola confinare con qualsiasi altro Paese è un mistero che neanche il vichingo Naddoddr, considerato lo scopritore dell’Islanda, avrebbe potuto chiarire. (E comunque lo Stato scandinavo più vicino è la Norvegia, non la Svezia, separata dall’Islanda da un tratto di mare largo quasi 1.000 chilometri).
[24 giugno 2021]

Faccia da cane
«Angelo Piovano era l’uomo con più tatuaggi in Italia», scrive il Corriere della Sera, dando notizia del decesso di questo ex operaio torinese di 85 anni e precisando che sul braccio destro recava «il volto della sua cagnetta Florinda». Ma volto significa viso, sostantivo che per lo Zingarelli 2022 designa unicamente la parte anteriore della testa umana. La parte anteriore della testa degli animali si chiama muso.
[6 giugno 2021]

Coglioni pensanti
Titolo dal sito della Repubblica: «Cervello maschile e testicoli, sorprendentemente simili». Parlando con alcuni colleghi, il sospetto ci aveva sfiorato.
[9 giugno 2021]

In memoria di Odifreddi
Commentando la nota verbale che l’arcivescovo Paul Richard Gallagher ha consegnato all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede per segnalare un possibile conflitto tra disegno di legge Zan e Patti lateranensi, Piergiorgio Odifreddi osserva sulla Stampa: «Non bisogna dunque prendersela con il Vaticano che rivendica l’attuazione di quei patti, ma con coloro che dapprima li hanno voluti, da Mussolini a Togliatti, e in seguito li hanno mantenuti. Cioè, con tutti i nostri leader politici, nessuno dei quali ha mai chiesto una revisione costituzionale o una denuncia unilaterale di quell’anacronismo». Affermazione priva di fondamento. A prescindere dall’Accordo di Villa Madama firmato dal premier Bettino Craxi e dal cardinale Agostino Casaroli nel 1984, che però non riguardava la Costituzione, l’abolizione unilaterale dell’articolo 7 della Carta è stata invocata più volte da moltissimi esponenti politici di vari schieramenti. Alcuni esempi? «Abolire il Concordato» (Raffaello Morelli, Pli, 5 ottobre 1987). «Abolire il Concordato» (Achille Occhetto, Pci, 21 marzo 1989). «Comitato nazionale per l’abolizione del Concordato» (Marco Ferrando, Rifondazione comunista, 30 dicembre 1998). «Abolire il Concordato» (Alfonso Pecoraro Scanio, Verdi, 29 giugno 2000). «Aboliamo il Concordato: chi l’ha reso obsoleto è la Chiesa» (Emma Bonino, Rosa nel pugno, 5 dicembre 2005). «Noi vogliamo abolire il Concordato in difesa dei credenti, perché rappresenta un muro di Berlino fra Chiesa e cattolici» (Emma Bonino, Rosa nel pugno, 10 febbraio 2006). «Noi lo diciamo da decenni e ora lo ribadiamo: aboliamo il Concordato!» (Riccardo Magi, deputato di +Europa-Radicali, 22 giugno 2021).
[24 giugno 2021]

Com’è cresciuto
Dalla Prima pagina di Anteprima: «È stato ritrovato il bambino di due mesi scomparso lunedì notte nei boschi del Mugello. Era in una scarpata, a tre chilometri di distanza da casa. Sta bene, ha solo qualche graffio». Soprattutto in poche ore è molto cresciuto: fra tre mesi compirà 2 anni.
[24 giugno 2021]

Ebrahim Draghi
Didascalia sotto una foto che sul Corriere della Sera ritrae Mario Draghi accanto alla cancelliera tedesca Angela Merkel: «Ebrahim Raisi, 60 anni, nuovo presidente iraniano, alla conferenza stampa». Non s’era detto di candidarlo al Quirinale nel 2022?
[22 giugno 2021]

Acciacchi verbali
«Friedrich Dürrenmatt, uno dei maggiori scrittori e drammaturghi svizzeri, venne spiato per quasi mezzo secolo, praticamente quasi fino alla morte, avvenuta nel 1990, dai servizi segreti elvetici, durante gli anni della guerra fredda», racconta Franco Zantonelli sulla Repubblica. E precisa che il suo dossier custodito dai servizi segreti «conteneva 17 fiches, in cui venivano annotati, pure, i suoi ricorrenti acciacchi di salute». Ci sono anche acciacchi che non riguardano la salute?
[8 giugno 2021]

C’è due senza tre
Didascalia dal Fatto Quotidiano: «Conte, Manfredi e Di Maio a Napoli per le Comunali». Nella foto Ansa si vedono i primi due che si salutano con il pugno contro pugno. E Di Maio? Non c’è. A meno che non sia rappresentato da quella statua di un vecchio barbuto e nudo, con le pudenda coperte da un drappeggio, che si trova nel giardino dell’hotel Piazza Bellini di Napoli, dove si è svolta la conferenza stampa di Conte e Manfredi, e che compare in secondo piano nell’immagine.
[16 giugno 2021]

Siamo sieri
Titolo dell’editoriale del direttore Maurizio Belpietro sulla Verità: «Se i sieri ci salvano, finitela con lo stato d’emergenza». Di che sieri si sta parlando? Antiofidici? Antirughe? Del sangue? Del latte? Della verità? Poiché l’articolo riguarda il coronavirus, bisognava scrivere «vaccini», che nulla hanno a che vedere con i sieri. Non si tratta di sinonimi. I primi sono prodotti batterici o virali che, introdotti nell’organismo, conferiscono uno stato di immunità, provocando un processo morboso attenuato; i secondi sono medicamenti derivati dal siero del sangue di animali immunizzati contro determinate malattie. L’errore è ripetuto nella pagina seguente, dove un sommario cita «Asl e cliniche prive dei lavoratori necessari a sostituire chi rifiuta il siero».
[18 giugno 2021]

Soggetti soggettivi
Incipit dell’editoriale del direttore Marco Travaglio sulla prima pagina del Fatto Quotidiano: «La metamorfosi del Festival dei Due Mondi in Festival dei Due Casellati, grazie alla contemporanea presenza a Spoleto dei due rampolli della presidentessa del Senato, fa di lei la candidata ideale per il Quirinale». Poiché il soggetto della proposizione principale è la metamorfosi, ci auguriamo di vederla presto sul Colle.
[18 giugno 2021]

Il gioco delle copie
«Meloni leader anche il libreria», titola Il Tempo. Refuso a parte, il testo sottostante riporta un dato ampiamente sovrastimato: «160mila copie vendute e undicesima ristampa. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, in libreria dallo scorso 11 maggio, vanta numeri da record con il suo Io sono Giorgia». Il quotidiano romano aggiunge che «il volume, nella settimana dal 7 al 13 giugno, secondo gli ultimi dati resi disponibili, resta in vetta per le vendite». In realtà, nella settimana in questione Io sono Giorgia (Rizzoli) ha venduto per l’esattezza 11.352 copie, arrivando a un totale di 77.305, cioè meno della metà rispetto a quanto asserisce Il Tempo (fonte: Gfk).
[18 giugno 2021]

Cognomi
Titolo dal Corriere della Sera: «“Mi prendono in giro per il mio cognome. Su Milano ho una visione”. Di Montigny: medito ogni mattina e conosco la nipote di Ghandi». A proposito di cognomi: si chiamava Gandhi.
[20 giugno 2021]

La Bibbia secondo Monda
In un editoriale sul «parlare semplice di Gesù», il direttore dell’Osservatore Romano, Andrea Monda, inanella una serie mirabolante di citazioni. Inizia dal Papa – ma va? – e continua con Boris Pasternak, Cormac McCarthy, Graham Green, Mary Oliver, il Primo libro dei Re e finisce con san Paolo, manco volesse rubare il mestiere al principe dei citazionisti Gianfranco Ravasi. Ma, dal cardinale, il professor Monda, ex insegnante di religione cattolica al liceo Albertelli di Roma, dovrebbe imparare a citare bene almeno i libri biblici, perché scrive «1 Cor, 21-25», che è un’indicazione priva di senso: avrebbe infatti dovuto annotare «1 Corinzi, 1, 21-25», visto che si riferisce al primo di 16 capitoli.
[18 giugno 2021]

Scontri
Titolo dalla prima pagina della Verità: «Nuovo scontro sulla funivia». Non è bastato quello vecchio contro gli alberi?
[8 giugno 2021]

S-consecutio
In un articolo intitolato «Storie di spose bambine nella Sicilia senza diritti», Eugenia Nicolosi scrive sulla Repubblica: «Quando Giovanna ebbe il primo ciclo è stata data in sposa a un amico del padre». Il famoso passato (remoto) che non passa.
[17 giugno 2021]

Non resiste, però resiste
Titolo dal sito del Messaggero, pagina Salute: «Piscine, Rasi: “Il virus non resiste al cloro più di 20-30 secondi”». Testo: «Il Covid è anche in piscina. “C’è uno studio norvegese” sull’azione del cloro contro Sars-CoV-2, “che segue ad altre osservazioni già fatte”, in cui “sembra proprio che il virus non resista più di 20-30 secondi sopra il pelo dell’acqua mentre si nuota”. Quindi il coronavirus resiste anche al cloro. “Sembra veramente confermato”, ha spiegato ad Agorà su Rai3 il microbiologo dell’università di Roma Tor Vergata Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco Ema, oggi consulente del commissario per l’emergenza coronavirus». Quindi non resiste al cloro però resiste anche al cloro. Basta Covid, chiamatelo Fregoli.
[24 maggio 2021]

Colpi di testata/1
Nella rubrica Santo subito, in cui vengono sbertucciati i fan del premier Mario Draghi, Il Fatto Quotidiano indica le fonti «Repubblica» e «Il Corriere della Sera». Non risulta che il giornale milanese abbia mai avuto l’articolo determinativo Il nella propria testata, a differenza di quello romano, che si chiama La Repubblica.
[3 giugno 2021]

Colpi di testata/1
Ricordando con accenti commossi il collega Livio Caputo, morto a 87 anni nell’ultimo giorno da direttore ad interim del Giornale, Luigi Ippolito, che fu suo allievo nella redazione esteri del Corriere della Sera, riferisce sul quotidiano di via Solferino: «Era stato a Bonn come corrispondente del Corriere dell’Informazione». Che però, sin dal primo numero apparso nelle edicole il 22 maggio 1945, si è sempre chiamato Corriere d’Informazione, con la preposizione semplice, non articolata.
[15 giugno 2021]

Valide ragioni
Titolo dalla prima pagina di Libero: «Uccide senza ragioni due bimbi e un anziano». Ma perché, esistono buone ragioni per ammazzare i bambini e gli anziani?
[14 giugno 2021]

Apostrofi
Titolo dal sito della Stampa: «Coronavirus in Italia, il bollettino del 15 giugno: 1.255 nuovi casi, 63 decessi. Indice di positività all’0,6 per cento». L’avranno scambiato per Sfida all’O.K. Corral.
[15 giugno 2021]

Fusa
«I vigili del fuoco di Bolzano e Riva salvano la vita a due gattini intrappolati dentro un’auto e una tubatura», annuncia il sito dell’Alto Adige, specificando che lo sforzo dei pompieri è stato «ripagato dalle fuse degli animali dopo aver riacquistato la libertà». Fusa è sostantivo femminile plurale indeclinabile. Possono invece essere fusi e fuse i giornalisti e le giornaliste, come si vede.
[8 giugno 2021]

Ruoli chiari, come le frasi
Titolo dal Fatto Quotidiano: «“In segreteria servono ruoli chiari: con Conte si sappia chi sbaglia”». Essendo l’esoterica frase attribuita alla pentastellata Lucia Azzolina, ex ministro dell’Istruzione, tutto si spiega.
[11 giugno 2021]

Stella di Bergoglio
In una paginata su Libero, incentrata su papa Francesco abbandonato dai propri sostenitori, Antonio Socci, fra i maggiori esperti di vicende ecclesiastiche, esamina la sorprendente «requisitoria» uscita sulla Repubblica a firma di Alberto Melloni, «simbolo della “Scuola di Bologna” e dell’ala “progressista” della Chiesa», fino a ieri fan sfegatato del pontefice argentino. A un certo punto Socci scrive, riferendosi al professore: «Attacca inoltre l’ispezione ordinata da Bergoglio alla Congregazione del clero, “gesto” dice Melloni “inedito e inutile… che dice della ruvidità con cui viene trattato anche chi – ad esempio il prefetto uscente cardinale Stella – ha servito il Papa lealmente”». Socci annota: «Va ricordato che il card. Stella è ritenuto uno degli strateghi dell’elezione di Bergoglio, nel 2013, perciò questa è un’altra rottura pesante del pontefice con il suo mondo». Non è così. Beniamino Stella non ebbe alcuna influenza su quel conclave, essendo all’epoca lo sconosciuto presidente della Pontificia accademia ecclesiastica. Semmai è vero il contrario: fu proprio Francesco a crearlo cardinale il 22 febbraio 2014, quindi l’anno successivo alla propria elezione al soglio di Pietro.
[16 giugno 2021]

L’uomo delle polizie
Sempre nell’editoriale commentato su Libero da Antonio Socci, il professor Alberto Melloni scrive a proposito del caso Becciu: «La polizia giudiziaria italiana e vaticana ha perquisito la diocesi di Ozieri». Non sapevamo che le polizie dei due Stati fossero state unificate.
[15 giugno 2021]

Colpi di Tulsa
In tema di concordanza fra soggetto e verbo, La Repubblica concede il bis. Ecco Anna Lombardi in un articolo da Tulsa: «Ma il clima di tensione in cui si è svolta la commemorazione dimostra quanto l’orrore di quel massacro è solo una delle ferite aperte», con tanti saluti al congiuntivo sia. E subito aggiunge: «Minacce suprematiste e una polemica su come spendere i fondi per i discendenti delle vittime, ha spinto il musicista John Legend...», con tanti saluti al verbo plurale, hanno, per non parlare della virgola che separa il soggetto dal predicato verbale.
[2 giugno 2021]

Un tandem per l’aldilà
Tweet della Stampa: «La storia di Maurizio, l’ex calciatore che ha perso la vita e ora viaggia in tandem». Il proverbiale peso morto.
[14 giugno 2021]

Scrittura sciolta
Sommario della Verità per l’editoriale del direttore Maurizio Belpietro: «L’unica cosa certa è che Palazzo dei Marescialli è compromesso dagli scandali: adesso bisogna scioglierlo». Allora, più che l’acido, serviranno le ruspe.
[9 giugno 2021]

’O Mattino inciarmato
Nell’editoriale di prima pagina, dal titolo «La sinistra e il deficit del leader forte», Mauro Calise sul Mattino di Napoli ci regala il seguente periodo: «Mettetevi per un momento nei panni dello stato maggiore – si fa per dire – demogrillino, cosa possono provare a inciarmare almeno per contenere le perdite?». Noi ci mettiamo nei panni nostri, cioè dei lettori che non inciarmano epperò inciampano in questo misterioso verbo. («Inciarmare, in napoletano “spettegolare, inciuciare, architettare qualcosa”, deriva dal francese (en)charmer, “affascinare, incantare, stregare”, con un evidente allargamento di significato in senso negativo». Fonte: ’O Napulitano, «blog sul corretto uso del dialetto napoletano». Molto consultato da ’O Mattino, evidentemente).
[31 maggio 2021]

Che traino
«Tesla Model X traino fino a 2,5 kg», annuncia il sito del Sole 24 Ore. Praticamente potete attaccarci dietro la borsa della spesa.
[31 maggio 2021]

Corso e ricorso
Alla quarta riga del suo editoriale di prima pagina su Libero, Alessandro Sallusti infila la frase «nel corso del G7 in corso in Cornovaglia». Ecco un direttore che scrive di corsa.
[16 giugno 2021]

Non è ferito, ma in buone condizioni
In un pezzo dal titolo «Milano, sparatoria alle Colonne di San Lorenzo: carabinieri aggrediti con pitbull e bottiglie», sul sito del Corriere della Sera, Cesare Giuzzi riferisce: «L’animale non è stato ferito o almeno è riuscito a fuggire ed è stato rintracciato in una clinica veterinaria, ferito ma in buone condizioni». Non è stato ferito, anzi è stato, però è come se non fosse stato.
[28 maggio 2021]

A Cesare quel che è di Cesare
Dalla Gazzetta di Mantova: «Nel 1948 Dino Villani, uno dei padri della pubblicità in Italia, sostenuto dal sindaco di allora, Tebe Mignoni, e dallo scrittore, poeta e cineasta Matteo Zavattini, fondò il Premio Suzzara». Trattasi, invero, di Cesare Zavattini. Quanto a Matteo Zavattini, nessuno sa chi sia.
[4 giugno 2021]

Accenti furiosi
Nella sua rubrica Bookbooks sul Fatto Quotidiano, recensendo il libro Io sono Giorgia di Giorgia Meloni, edito da Rizzoli, Furio Colombo riesce a scrivere benchè, perchè (due volte), poichè e un pò. Il gender dilaga: anche il famoso columnist «muta d’accento», come la donna del Rigoletto.
[14 giugno 2021]

Sì/1
A proposito di accenti. Apprendiamo dal Tempo che Nissan ha regalato una vettura elettrica Leaf alla Città del Vaticano e che «la donazione segue il lancio della “Piattaforma di Iniziative Laudato sì”, un percorso di sette anni volto a rendere le istituzioni cattoliche ecosostenibili». Ma l’enciclica di papa Bergoglio s’intitola Laudato si’, con l’apostrofo, non con l’accento, trattandosi della forma sii, imperativo del verbo essere (troncato in si’ nel Cantico delle Creature di san Francesco), e non della particella affermativa .
[14 giugno 2021]

Sì/2
A proposito di sì. Titolo dal sito della Repubblica: «“Dottore la mamma è morta”. E lui rispose: «Si, ma si ricordi di saldare la parcella”». Proponiamo di chiamarlo sìto.
[11 giugno 2021]

La giustizia non tromba
Giuseppe Salvaggiulo riferisce sulla Stampa che Piercamillo Davigo, già componente del Csm, «dopo le rivelazioni del senatore ex M5S e presidente della commissione antimafia Nicola Morra, ha inviato ai pm romani una memoria integrativa per smentirlo, negando di avere con lui e con il M5S un rapporto di “collateralismo”» nonché «di avergli mostrato i verbali nella tromba delle scale». La giustizia precipita.
[11 giugno 2021]

Futuristi di Fatto
Titolo del Fatto Quotidiano, tutto in maiuscolo, tutto attaccato, disteso su due pagine: «PD:LAFEDERAZIONEFUFFAPERROMPERECOLM5S». Atteso per domani «Supercalifragilistichespiralidoso».
[13 giugno 2021]

Invenzioni
«Il primo mondiale vinto 87 anni fa. La propaganda, Mussolini e la squadra inventata», titola 7 nel ricordare la fatidica data del 10 giugno 1934 e la «prima partecipazione a un campionato del mondo, organizzato nel 1934 proprio in Italia per volontà di Mussolini per fini propagandistici». Non si capisce il senso dell’aggettivo «inventata», visto che la fondazione della Nazionale, con tanto di croce sabauda sulle maglie azzurre, risale a un quarto di secolo prima, al 1910, quando il futuro Duce era solo il segretario della Federazione socialista forlivese. Va peraltro sottolineato che quella Nazionale vinse i Mondiali del 1934 e del 1938 e, nell’intermezzo, conquistò l’oro alle Olimpiadi di Berlino nel 1936. Meriti che sembrerebbero andare ben oltre le invenzioni e la propaganda.
[4 giugno 2021]

Sua eccellenza Concordanza
Da un articolo dell’ex giudice Antonio Esposito sul Fatto Quotidiano: «La scarcerazione dopo 25 anni di reclusione di Giovanni Brusca, il “boia” di Capaci e del piccolo Santino Di Matteo, collaboratore di giustizia, ha suscitato violenti reazioni strumentali a fini di propaganda politica». «Di fatto apriva un varco pericoloso a future declaratorie di incostituzionalità anche in riferimento agli ulteriori benefici quale la liberazione anticipata». Lo chiamavano Concordanza.
[3 giugno 2021]

Così fan di tutto
Titolo dell’editoriale del direttore Maurizio Belpietro sulla Verità: «Gli italiani non sono affatto razzisti. Ma fan di tutto perché lo diventino». Quindi gli italiani fanno di tutto perché diventino razzisti gli italiani? No? Allora bastava scrivere: «Ma si fa di tutto perché lo diventino».
[8 giugno 2021]

Il fu ex emerito
Francesco Specchia, sulla prima pagina di Libero, parla di «Giovanni Maria Flick, ex ministro della Giustizia, ex presidente emerito della Consulta». Cioè è già morto?
[13 giugno 2021]

Incidenza sotto lo zero
Leggiamo sul Corriere della Sera, in un servizio firmato da Margherita De Bac e Fiorenza Sarzanini, che i vaccini Moderna o Pfizer-Biontech sono basati «su una tecnologia innovativa che finora non ha procurato gli effetti collaterali gravi osservati in tutti i Paesi europei sia pur con un’incidenza inferiore allo zero». Considerato che zero indica la mancanza di ogni valore, ci si chiede chi li abbia osservati addirittura sotto lo zero.
[11 giugno 2021]

L’orgasmo aiuta
Post della Repubblica su Facebook: «Dopo l’orgasmo, le dottoresse Silvia Gioffreda e Tullia Venturi approfondiscono il tema della masturbazione». Neh che aiuta?
[11 giugno 2021]

Saliti
Sempre sulla pagina Facebook della Repubblica un altro post è dedicato al piccolo Eitan, unico sopravvissuto della tragedia del Mottarone: «Per fortuna accanto a lui ci sono la zia, la nonna paterna e il nonno materno. Altri parenti sono saliti da Israele». Evitando la funivia, si spera.
[8 giugno 2021]

Sfregi murali
Ci risiamo: «Lo sfregio al murales dedicato a Willy», titola il Corriere della Sera, ignorando che murales è il plurale dello spagnolo mural, quindi non va usato in riferimento al singolare, come in questo caso. L’errore è reiterato nel testo: «Qualcuno a Pescara ha sfregiato con della vernice il murales dedicato a Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso a botte a Colleferro». Si adegua La Stampa, con questa didascalia: «Un murales in onore di Mladic comparso a Belgrado».
[7 e 13 giugno 2021]

Io mi sindaco, tu ti sindaci
Titolo dal Secolo XIX: «Il sottosegretario Costa annuncia: “Mi sindaco a sindaco della Spezia”». L’importante è che non si candidi a sindaco il titolista.
[6 giugno 2021]

Non ci sono più i luglio sacri di una volta
Dal sito dell’Alto Adige: «Un successo “la lunga notte delle chiese”: in Alto Adige 123 eventi in 51 luglio sacri». Evidentemente sono finiti per sempre i tempi di san Giovanni Bosco, che definiva l’estate «la vendemmia del diavolo». (Luglio sta per luoghi).
[29 maggio 2021]

Ho finito terzo
Pezzullo sulla serie B a pagina 43 del Corriere della Sera: «I veneti avevano chiuso il campionato al sesto posto, mentre il Monza aveva finito terzo». Io (veneto) speriamo che me la cavo.
[18 maggio 2021]

Pedalando a piedi
Dalla Gazzetta di Mantova: «La ciclabile che collega Cittadella a Sparafucile offre scorci memorabili. (...) Percorrere la ciclabile è alla portata di tutti, anche a piedi». Basta togliere le ruote alla bicicletta.
[29 maggio 2021]

Ragionieri
Titolo dal primo numero del quotidiano La Ragione: «Fare il sincaco è pericoloso». A maggior ragione fare il giornalista.
[2 giugno 2021]

Vita con il morto
Apprendiamo dall’incipit di un’intervista firmata da Dario Cresto-Dina, vicedirettore vicario della Repubblica, che «Daniela Zuccoli ha 71 anni compiuti pochi giorni fa e vive ancora a Milano con il marito Mike Bongiorno, morto l’8 settembre del 2009 nella suite di un albergo di Montecarlo». Allegria!
[31 maggio 2021]

Vuoi vedere? Meglio di no
Nel suo editoriale in prima pagina, il direttore di Libero, Alessandro Sallusti, scrive: «Azzardo una ipotesi. Vuoi vedere che tanto livore e superficialità nasconde solo la paura che ancora una volta le “destre” stanno per bloccare le sinistre a un passo dalla vittoria elettorale che già pregustavano grazie all’alleanza con i Cinque Stelle degrillizzati a guida del redivivo ex premier Giuseppe Conte?». Con il doppio soggetto (livore e superficialità) avremmo voluto vedere il verbo al plurale (nascondono) e un congiuntivo presente (stiano) al posto dell’indicativo presente stanno.
[7 giugno 2021]

Lo 0% del fabbisogno
«Il mondo è preoccupato dal fatto che minori precipitazioni nevose possano comportare nei prossimi anni anche minore disponibilità di acqua dolce per l’agricoltura e per l’uso civile», avverte Enrico Marta Corno in Corriere Innovazione del Corriere della Sera. «Va da che gli impianti di desalinizzazione saranno un grande business nel futuro: già oggi ovviamente esistono tecnologia molto sofisticate che sono in grado di depurare milioni di litri all’anno (Israele è il primo paese in questo senso e le sue stazioni forniscono quasi lo 0% del fabbisogno nazionale)». Tralasciando l’accento e il sostantivo singolare sbagliati, va da sé che una fornitura pari allo 0% è un’innovazione davvero notevole.
[22 maggio 2021]

Il regno della fantasia
«Il primo giorno della Repubblica», titola l’altra Repubblica. «Cosa accadde quel 2 giugno del 1946, esattamente 75 anni fa. Quando gli italiani si svegliarono per l’ultima volta in un Regno». Sintesi inesatta. Gli italiani si svegliarono in un regno anche nei successivi otto giorni. Infatti l’edizione della notte del Corriere d’Informazione, uscita con la data 3-4 giugno, recava i risultati di appena 10 sezioni: 2.093 voti per la monarchia, 6.313 per la repubblica. Il 4 giugno il Corriere della Sera pubblicava i soli dati ufficiali di 774 sezioni a Milano. Dopo infiniti ritardi e contestazioni, la proclamazione ufficiale della Repubblica avvenne il 10 giugno, nella Sala della Lupa di Montecitorio, con una cerimonia durata 10 minuti, presieduta dal primo presidente della Corte di Cassazione, Giuseppe Pagano. Mancavano ancora all’appello 118 sezioni elettorali.
[2 giugno 2021]

Le scoperte di don Gianni
In un commosso articolo su Avvenire in ricordo del gesuita Virginio Rotondi, l’ex prete Gianni Gennari scrive che «in pratica dall’inizio degli Anni ’50 è forse il primo, tra i principali consiglieri del Papa decisivi per il futuro, scelte morali e strategie sociali. Tra l’altro fa scoprire al Papa l’importanza del cinema». Scoperta dell’acqua calda – si potrebbe dire – visto che Pio XII, già nel 1942, in occasione del venticinquesimo anniversario della sua ordinazione episcopale, aveva promosso la realizzazione di un film su sé stesso, Pastor angelicus, con la regia di Romolo Marcellini e la supervisione di Luis Trenker, scritto da Luigi Gedda e sceneggiato da Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Andrea Lazzarini, Silvio D’Amico e lo stesso Marcellini.
[5 giugno 2021]

Di Manica larga
Silvana De Mari sulla Verità: «Il generale tedesco Guderian ricevette l’ordine da Hitler di fermarsi. Restò a guardare col binocolo i soldati inglesi e francesi che se ne andavano trasportati da qualsiasi battello in grado di superare la manica». Della giacca o del pigiama?
[24 maggio 2021]

Titoli choc
Titoli da un’unica edizione del Giornale. Pagina 1: «Inter choc: addio a Burgnich e Conte lascia». Pagina 2: «Lo choc e la rabbia dei familiari delle vittime». Pagina 9: «Le foto choc vanno a segno». Pagina 17: «Le intercettazioni choc alla Wte ora sotto sequestro». Il giorno dopo i titolisti non si erano ancora ripresi dallo choc. Pagina 1: «Accusa choc. I giudici italiani maltrattano le donne». Pagina 7: «L’idea choc: maturità senza scritti».
[27 e 28 maggio 2021]

Maratoneti surgelati
Titolo da Libero: «Pechino fa morire 21 maratoneti di gelo». Erano atleti surgelati? No? Allora bisognava scrivere «Pechino fa morire di gelo 21 maratoneti».
[25 maggio 2021]

Io Bebbe, tu Cita
Banner sul sito del Corriere della Sera: «Bebbe Severgnini. Inter nos. Solferino. Scopri di più sul libro». L’avrà scritto il fratello ugandese di Beppe?
[30 maggio 2021]

Vai col Brunello Levi di Montalcini
Notizia dell’Ansa: «La Nazionale cantanti ha risposto con un post ufficiale alle accuse di sessismo lanciate da Aurora Leone e da Ciro dei The Jackal, esprimendo profondo disappunto per l’accaduto: “Alessandra Amoroso, Madame, Jessica Notaro, Gianna Nannini, Loredana Bertè, Rita Levi di Montalcini – si legge – sono solo alcuni dei nomi delle tantissime donne che dal 1985 (anno in cui abbiamo giocato a San Siro, per la prima volta, contro una compagine femminile) hanno partecipato e sostenuto i nostri progetti». O ha ecceduto con il Brunello di Montalcino la Nazionale cantanti o il cronista dell’Ansa.
[25 maggio 2021]

Soffiano i venti assenti
Previsioni del tempo secondo la Gazzetta di Mantova: «I venti saranno al mattino deboli e proverranno da Nordovest, al pomeriggio assenti e proverranno da Nord». Il famoso soffio dello Spirito.
[20 maggio 2021]

Un ballo in maschera
«Nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti». Antonio Socci si chiede su Libero dove Enrico Letta abbia trovato questa frase attribuita a Luigi Pirandello e scelta dal segretario del Pd quale esergo del suo nuovo libro Anima e cacciavite (Solferino). Domanda pertinente. «Qualcuno, nella rete, indica Uno, nessuno e centomila come fonte della citazione. Ma – dopo un rapido controllo – non sembra esserci», spiega Socci. Si può essere più netti: non solo non c’è ma in quest’opera dello scrittore e drammaturgo siciliano non compare neppure la parola «maschere». La quale è invece presente in L’umorismo (tre volte), Suo marito (una), I vecchi e i giovani (una), Sei personaggi in cerca d’autore (tre), Ciascuno a suo modo (tre), Come tu mi vuoi (una), Trovarsi (una), I giganti della Montagna (due). Mai, però, associata a «volti» e, quindi, mai nella forma dell’esergo lettiano, che deve pertanto essere considerato pirandellianamente farlocco.
[28 maggio 2021]

Overdose
Titolo dal Corriere della Sera: «Covid, le vittime scendono a 44. Speranza: forse un terzo richiamo». Quindi in tutto riceveremo quattro dosi?
[31 maggio 2021]

Contenitori parlamentari
Scrivendo di Coraggio Italia, il nuovo partito di centrodestra lanciato dal governatore della Liguria, Giovanni Toti, e dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, Emanuele Lauria riferisce sulla Repubblica: «Il gruppo parlamentare che sarà presentato oggi dovrebbe contenere 24 deputati». Sotto vuoto spinto o in atmosfera controllata?
[27 maggio 2021]

Ninì Tirabusciò
Titolo dalla prima pagina della Verità: «Bassetti (Cei) dice “nì” al ddl. E subito tutti s’affrettano». La forma (familiare e scherzosa) né sì né no in italiano si scrive ni, senza accento.
[18 maggio 2021]

Multinazionali con testo
Titolo sopra la testata del Fatto Quotidiano: «Macron in soccorso dei furbetti dell’elusione fiscale: annacqua la direttiva Ue sulla trasparenza per le multinazionali con un nuovo testo. Amazon ringrazia». Esistono multinazionali dotate di un nuovo testo? No? Allora bisognava scrivere: «Con un nuovo testo annacqua la direttiva Ue sulla trasparenza per le multinazionali».
[20 maggio 2021]

Diffidare dei titolisti
«La Bbc rubò un’intervista alla principessa Diana. Diffidare da certi scoop». Così Libero titola un editoriale di Giancarlo Mazzuca. Ma il verbo diffidare, nel senso di non avere fiducia, non fidarsi, richiede la preposizione di, congiunta all’eventuale articolo: «Diffidare dei discorsi di qualcuno; diffidare di tutti» (Zingarelli 2021). Con il da seguito dal verbo all’infinito, assume tutt’altro significato: «Diffidare un dipendente dal tenere un dato comportamento; l’ho diffidato dal frequentare quella gente» (ibidem).
[23 maggio 2021]

Il mestiere più antico del mondo
«A rischio il giornale più antico del mondo», titola Il Tempo. Che nell’occhiello spiega: «Il primo numero del quotidiano austriaco Wiener Zeitung risale all’8 agosto 1703». Premesso che Wan-Ifra, l’Associazione mondiale dei giornali e degli editori di notizie, ha stabilito che il primo giornale fu Relation aller Fürnemmen und gedenckwürdigen Historien (Resoconto di tutte le storie illustri e commemorabili), edito a Strasburgo nel 1605 da Johann Carolus, bastava fermarsi in Italia per trovare il più antico giornale del mondo tuttora pubblicato: è la Gazzetta di Mantova, che esce dal giugno 1664 (a quel tempo aveva cadenza settimanale, si chiamava Aviso ed era prodotto da Federico, Pietro e Guglielmo Osanna, stampatori ufficiali alla corte dei Gonzaga). Quindi Il Tempo non sembra particolarmente ferrato nella materia che dà il nome alla propria testata.
[29 marzo 2021]

Il morto è deceduto
Notizia dal sito di TgCom 24: «Un uomo di 58 anni di Maserada sul Piave (Treviso) è stato trovato morto in un locale da lui utilizzato come laboratorio per piccoli lavori domestici, sul retro della sua abitazione. Secondo le prime ipotesi ad ucciderlo sarebbe stata una scossa elettrica sprigionata da un utensile. Nonostante i tentativi di rianimazione da parte di personale del Suem, il 58enne è deceduto». Succede, quando rianimi un morto.
[19 maggio 2021]

Servizio dal Paese che non c’è
In un servizio lungo 115 righe, pubblicato sul Giornale, Chiara Clausi si occupa delle elezioni presidenziali in un imprecisato Paese. Solo dalla riga 63 in avanti ne viene citato uno, ma non dalla giornalista: «“Ho fatto il mio dovere davanti a Dio e alla cara nazione, e sono soddisfatto” ha scritto Larijani su Twitter. “Grazie a tutti coloro che hanno espresso la loro gratitudine e spero che parteciperete alle elezioni per la promozione di un Iran islamico”». Il mistero viene chiarito dal titolo: «Eliminati dal voto i candidati riformisti. L’Iran rischia un’altra rivolta popolare». Coerentemente, l’articolo risulta trasmesso da Beirut, capitale del Libano.
[26 maggio 2021]

Quel Po Po di Mantova
Didascalia dal Corriere della Sera: «Una veduta di Mantova dalla parte del fiume Po». In realtà nella foto la città lombarda si specchia nel Lago Inferiore. Né potrebbe essere diversamente, considerato che, nel punto più vicino, Mantova dista dal Po la bellezza di 16 chilometri.
[21 maggio 2021]

Huppert fra aglio e calmiere
Dal sito del mensile Gq: «Al secondo posto, Isabelle Huppert, fra le attrici più premiate del cinema, diva francese, una carriera lunghissima iniziata negli agli Settanta, oltre 100 film in calmiere». Mangerà tanto pesto alla genovese e sarà entrata a far parte del paniere Istat?
[30 maggio 2021]

Il proclamo
«Non credo ci sarà mai il proclamo della scomparsa del virus», spiega Maria Rita Gismondo, direttore di Microbiologia clinica e virologia dell’ospedale Sacco di Milano, nella sua rubrica Antivirus che compare quasi ogni giorno sul Fatto Quotidiano. Non lo crediamo neppure noi, anche perché si scrive «il proclama», al femminile (la flessione al maschile di questo lemma non esiste). Perciò, come dicono in quella città, «offellée fà el tò mestée» (pasticciere, fa’ il tuo mestiere), ché a pasticciare con l’italiano bastiamo noi giornalisti.
[22 maggio 2021]

Da appendere al murale
Titolo da Libero: «Allarme in autostrada: il murales partigiano ti manda a sbattere». Murales è il plurale spagnolo di mural, quindi non si può adoperare, come in questo caso, per riferirsi al singolare. «Un murales» è scorretto. La forma esatta è «un murale». Nello stesso svarione era incorso il 18 maggio anche il Corriere Fiorentino: «L’oltraggio al murales dei partigiani».
[22 maggio 2021]

Congiuntivite/1
«A colpire è però che Masi si ricandida al Cda di un’azienda, la Rai, che è stato costretto a risarcire», afferma Gianluca Roselli sul Fatto Quotidiano. A colpire è anche l’incompetenza nell’uso del congiuntivo.
[22 maggio 2021]

Congiuntivite/2
Titolo di apertura sulla prima pagina del Mattino: «Manfredi: “Napoli è fallita. È inutile che mi candido». Si saranno messi d’accordo con Roselli?
[19 maggio 2021]

Calendario allungato
Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Con questi numeri tutta Italia in zona bianca entro il 31 giugno (con solo tre eccezioni)». Facciamo pure quattro con quella del calendario.
[20 maggio 2021]

I grandi obiettivi di Telese
Annuncio di Prima Comunicazione: «Nasce Stradenuove, giornale online edito da Phacelia e diretto da Luca Telese. “Un piccolo giornale con grandi obiettivi”». L’ultimo virgolettato è anche il titolo dell’editoriale di Telese. Alcune notizie dalla home page: «Il turismo volta pagina». «La salute delle strade». «La strategia farm to fork». «A difesa dei consumatori, a “tu per tu” con l’avvocato Massimiliano Dona». «Rama – Road Asset Management & Analytics». Obiettivi grandissimi.
[16 maggio 2021]

Il Vangelo della domenica (passata)
Rubrica Il Vangelo della domenica, tenuta sul Fatto Quotidiano da padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica e ascoltato consigliere di papa Francesco. Titolo: «La Resurrezione. Cristo buca silenzi e paure con un bonario rimprovero». Ma la Resurrezione era avvenuta 40 giorni prima. E nella domenica in questione si celebrava l’Ascensione di Gesù Cristo al cielo. Bye-bye, reverendo.
[16 maggio 2021]

Estremista? No, eroe
Presentando sulla Verità il libro di memorie Tutto il mio calcio minuto per minuto (Baldini & Castoldi), Roberto Faben afferma che l’autore, il telecronista Ezio Luzzi, «per primo dette la notizia, divulgata poi in tutto il mondo, dell’attentato dinamitardo causato dall’estremista statunitense Richard Jewell, il 27 giugno 1996, al Centennial olimpic park di Atlanta, durante le Olimpiadi, che consentì al Gr2 di anticipare l’Ansa». In realtà costui era un addetto alla sicurezza del padiglione di AT&T (è morto nel 2007), non un estremista, il quale scoprì una bomba dentro uno zainetto e fece evacuare l’area, salvando parecchie vite. Jewell, sospettato ingiustamente, fu sottoposto a un linciaggio mediatico durato sino al 14 ottobre 1998, quando nel North Carolina venne catturato il vero colpevole, Eric Rudolph. Ottenne la sua definitiva riabilitazione soltanto nel 2019 con il film Richard Jewell del regista Clint Eastwood.
[5 maggio 2021]

I treni che non arrivano sono in orario
Dalla Gazzetta di Mantova: «Disagi al traffico e code ieri pomeriggio tra Gambarara e Cittadella, al passaggio a livello di via Brescia. Per un guasto elettrico al sistema che regola il movimento, le sbarre della linea ferroviaria Mantova-Verona sono rimaste abbassate per oltre un’ora, mandando in tilt la circolazione stradale a partire dalle 15. (...) La circolazione ferroviaria non ha subito ritardi: non c’erano treni in transito». Che culo. Del resto solo i treni che non arrivano sono sempre in orario.
[15 maggio 2021]

Morti fantasiose/1
Titolo dal sito della Stampa: «Covid, giù i contagi, i morti sono 93 morti: mai così bassi da ottobre». Ricapitolando: i morti sono davvero morti e, per somma disgrazia, tutti di statura inferiore alla media nazionale.
[17 maggio 2021]

Morti fantasiose/2
Titolo dall’Huffington Post: «Israele-Gaza: altro bombardamento a Gaza, muore una famiglia di 10 anni». Non solo: muoiono anche le famiglie minorenni.
[15 maggio 2021]

Morti fantasiose/3
Titolo dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia): «Ergastolo al barelliere che uccidenza i malati in ambulanza». La dipartenza.
[20 maggio 2021]

Morti fantasiose/4
Titolo dal sito del Corriere della Sera: « «Andrea perde il nonno a 15 anni; il giorno dopo lo trovano morto». E con i morti basta così, per il momento. Trapasso e chiudo.
[15 maggio 2021]

Antidoti e vaccini
«Nel frattempo il primo studio condotto in Italia sui vaccinati dall’Università di Ferrara dimostra che gli antidoti, compreso quello di Oxford, funzionano alla grande», riferisce Paolo Russo sulla Stampa. A parte che si parla di vaccinati in generale, e non dall’Università di Ferrara (per cui era meglio scrivere «il primo studio condotto dall’Università di Ferrara sui vaccinati»), il sostantivo antidoti appare del tutto inappropriato. Chi lo dice? Anna Masera della Stampa: «“Perché usate la parola siero o antidoto quando parlate di vaccini? È sbagliata, non è un sinonimo”, ci scrivono i lettori. Al massimo si può utilizzare un termine generico come farmaco, o medicinale o preparato. Ma “a ripetere vaccino non si sbaglia”. Perché solo il vaccino induce la produzione di anticorpi nell’organismo. Il siero invece è la parte del liquido organico che si separa dopo la coagulazione. E l’antidoto è la sostanza capace di neutralizzare l’azione di un dato veleno sull’organismo. Niente a che fare con i vaccini». Conferma lo Zingarelli 2021, che al lemma antidoto riporta: «Sostanza che impedisce o annulla l’effetto dannoso di un veleno». Conclusione: i lettori ne sanno più dei giornalisti mentre Russo non legge il quotidiano sul quale scrive.
[14 maggio 2021]

Date e cifre a casaccio
Incipit di un servizio del Fatto Quotidiano, firmato da Gianluca Roselli: «Alla redazione de il Giornale ieri devono aver vissuto momenti come quelli passati a Libero quando, nel 2008, Vittorio Feltri e Alessandro Sallusti lasciarono il quotidiano per passare armi e bagagli proprio al Giornale». Impossibile. L’uscita di Feltri da Libero fu annunciata l’anno seguente, il 30 luglio 2009, e il direttore cominciò a firmare il quotidiano della famiglia Berlusconi dal numero del 22 agosto, con Sallusti come condirettore. Più avanti, Roselli sostiene che Sallusti, lasciando la direzione del Giornale per passare alla guida di Libero, viene «da un ottimo periodo, con le 260 mila copie vendute dal libro-intervista a Luca Palamara». Impossibile. Pur essendo uno straordinario successo editoriale, Il sistema di Palamara e Sallusti ha finora venduto, secondo l’ultima rilevazione di Gfk, 188.357 copie.
[14 maggio 2021]

«Le dimissioni di Berlusconi»: da portantino?
«Berlusconi, in arrivo le dimissioni dal San Raffaele», annuncia il sito del Corriere della Sera. Non sapevamo che il leader di Forza Italia fosse anche un dipendente dell’ospedale milanese. Ci risulta invece per certo che le dimissioni siano il recesso da un contratto di lavoro, da un pubblico impiego o da una carica. L’atto di rimandare a casa un paziente al termine di un ricovero ospedaliero si chiama dimissione, al singolare.
[14 maggio 2021]

Le vene di Minniti
«La sfida è da far tremare le vene nei polsi», scrive Marco Minniti sulla Repubblica, commentando la nomina di Elisabetta Belloni alla direzione del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza). Come già rilevato in questa rubrica, la locuzione corretta è «far tremare le vene e i polsi», essendo tratta dalla Divina Commedia (primo canto dell’Inferno). Un caso di ignoranza creativa, essendo Minniti laureato in filosofia con una tesi su Cicerone. Senza contare che non s’era mai udito di sfide che facciano tremare le vene cefalica o femorale.
[14 maggio 2021]

Chi controlla i controllori
Fabiano Massimi, scrittore, firma su Domani un articolo con questo occhiello: «Il controllo di chi legge». Una didascalia accompagna l’illustrazione: «Fabio Massimi ha pubblicato uno dei romanzi storici di maggiore successo degli ultimi anni». Ma non in misura tale da far memorizzare il nome dell’autore ai redattori di Domani. Proponiamo a Massimi il prossimo argomento: «Il controllo di chi scrive».
[16 maggio 2021]

Geografia di Fatto
Riferendosi a Urbano Cairo, sul Fatto Quotidiano Ma. Pa. cita il «ruolo dell’imprenditore cuneese nel Corriere». Non sa di che parla e non conosce la geografia: l’editore è nato il 21 maggio 1957 a Milano e la sua famiglia è originaria di Abazia (Abbazia, sulla segnaletica stradale), frazione di Masio, in provincia di Alessandria.
[15 maggio 2021]

Congiuntivite
Sulla Repubblica, in un servizio relativo all’ormai famoso incontro che Matteo Renzi ha avuto con l’agente segreto Marco Mancini in un’area di servizio dell’Autosole, Tommaso Ciriaco osserva: «È noto che il leader di Italia Viva non ritenga credibile la versione di una registrazione casuale poi consegnata a Report». Ah, il congiuntivo! Chi troppo poco e chi troppo.
[15 maggio 2021]

Nulla da fare per la morta
Dalla Gazzetta di Mantova: «Poco distante da casa, meno di un paio di chilometri, l’hanno trovata ormai priva di vita dentro il canale Gardesana. Per Minire Kazaki, 79 anni, origini albanesi e residente a Roverbella, ormai non c’era più nulla da fare». Lo sospettavamo.
[15 maggio 2021]

Una Repubblica datata
In un servizio sulla Repubblica, dedicato alla nomina di Elisabetta Belloni a capo del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), Vincenzo Nigro scrive di lei: «Il primo incontro vero con la politica inizia nel 2004, quando diventa capo dell’Unità di crisi. Il ministro è Massimo D’Alema, il caso più eclatante è il rapimento del nostro collega di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, bloccato in Afghanistan dai Talebani». Era difficile condensare così tanti errori in appena otto righe. Belloni fu nominata capo dell’Unità di crisi della Farnesina il 6 ottobre 2004, quando il ministro degli Esteri era Franco Frattini (D’Alema arriverà in quel dicastero soltanto nel 2006). E Mastrogiacomo venne rapito dai talebani nel marzo del 2007, non nel 2004, il che dovrebbe essere ben noto ai colleghi del medesimo giornale.
[13 maggio 2021]

47 morto che coltiva
Titolo dalle pagine culturali della Stampa: «Roth e il suo amico fraterno Primo Levi / “Quando morì, coltivò pensieri suicidi”». Dopo il morto che parla del film di Carlo Ludovico Bragaglia con Totò, abbiamo il morto che coltiva, sia detto con tutto il rispetto per Levi. (Certo, solo Philip Roth poteva elargirci questa sensazionale rivelazione, e cioè che chi si è tolto la vita era turbato da propositi suicidari).
[11 maggio 2021]

Vino contro l’abuso di alcol
Sulla prima pagina del Fatto Quotidiano, il direttore Marco Travaglio comincia così il proprio editoriale: «Fa discutere, ma anche ridere, l’ideona dell’Ue di annacquare il vino contro l’abuso di alcol». È stato brevettato un vino efficace contro l’abuso di alcol? Per gli etilisti sarebbe una panacea. Per spegnere i facili entusiasmi, forse bastava una virgola dopo «vino».
[13 maggio 2021]

Ci accoglie in due
«Il David di Donatello è accanto all’urna con le ceneri di Mattia Torre, in un angolo del soggiorno della casa a Testaccio dove ci accoglie Francesca, la moglie, e Emma, la figlia di 11 anni. È lei ad aver fatto piangere tutti col suo discorso di ringraziamento per Figli». Questo l’incipit di un’intervista con la vedova dello sceneggiatore, morto a 47 anni, firmata da Valerio Cappelli sul Corriere della Sera nelle pagine degli spettacoli. Essendo due i soggetti, il verbo andava coniugato al plurale («ci accolgono») e fra le due e non guastava la d eufonica («ed Emma»). Resta l’ambiguità di quell’«è lei», pronome riferibile con certezza alla figlia, anziché alla madre, solo da chi abbia visto il brevissimo e toccante discorso tenuto da Emma alla consegna del premio. Del quale si occupa da par suo, in prima pagina, Massimo Gramellini, con questa frase sibillina: «Fin lì gli argini hanno retto, nonostante l’inquadratura di Valerio Mastandrea che piangeva sotto la mascherina non aiutasse». Avremmo preferito leggere: «Fin lì gli argini hanno retto, nonostante non aiutasse l’inquadratura di Valerio Mastandrea che piangeva sotto la mascherina».
[13 maggio 2021]

Il maresciallo Arrocca
Sommario dalla Verità: «E il Colle arrocca: “Nessuna interferenza su indagini in corso”». Considerato che il verbo segnala una presunta posizione pilatesca del Quirinale, andava usato il riflessivo si arrocca, in uno dei significati riportati dallo Zingarelli 2021: mettersi al sicuro; rinchiudersi, rintanarsi; chiudersi (arroccarsi nel più assoluto silenzio, chiudersi in stretta difesa). Invece arrocca fa pensare all’indicativo presente del verbo transitivo arroccare, terza persona singolare: «Porre canapa, lino, seta e simili sulla rocca per filare».
[6 maggio 2021]

Il ponte infinito
Dall’agenzia Ansa: «Inaugurato il ponte di Kazungula che unirà Zambia e Botswana. È lungo quasi mille chilometri e permetterà di velocizzare gli scambi». E noi siamo ancora qui a discutere di quello sullo Stretto di Messina? Basta tuttavia una verifica per appurare che il Kazungula Bridge in realtà misura appena 923 metri.
[11 maggio 2021]

Chissà chi lo sa?
Dalla rubrica Facce di casta, tenuta da Veronica Gentili sul Fatto Quotidiano: «La sensazione è che a Salvini, più che lo scambio di vedute con Fedez, interessino quei dodici succulenti milioncini di followers che un bel giorno, chissà, magari, potrebbero votarlo. Chissà che sarebbe successo se anche Carola Rackete fosse andata così forte su Instagram...». «Chissà se l’Europa, dopo essersi mostrata inadeguata nella prima fase della campagna vaccinale, ha intenzione di rimanere indietro anche questa volta». Considerato che non sa nulla, chissà perché Gentili si ostina a scrivere su un giornale.
[10 maggio 2021]

In-flussi negativi
Parlando della pandemia da coronavirus, la Gazzetta di Mantova informa che «il nuovo picco, secondo il sindaco Ivan Ongari, potrebbe essere dovuto “a fattori come flussi di dati o altro ancora”». Abbiamo sempre sospettato che le statistiche fossero contagiose.
[6 maggio 2021]

Rincari in pagina
Nel supplemento della Repubblica intitolato «L’Italia s’è Vespa», dedicato allo scooter che la Piaggio brevettò nel 1946, a pagina 4 il prezzo della Vespa 98 tipo Lusso nel listino dell’anno di uscita è di 61.000 lire, mentre a pagina 7 lo stesso modello costa 68.000 lire. Un aumento dell’11,5 per cento nel giro di appena tre pagine ci pare francamente esorbitante.
[4 maggio 2021]

Ei ne fu
Post dell’agenzia Ansa su Facebook, in occasione del 5 maggio: «A duecento anni dalla morte di Napoleone Bonaparte, riapre al pubblico la pinacoteca di Brera, di cui ne fu il fondatore». Ei ne fu. (Per non parlare della sintassi con il cambio di soggetto).
[5 maggio 2021]

Il cobra non è un serpente
Titolo dal sito del Corriere della Sera, edizione orobica: «Bergamo, sembra un serpente, ma dovrebbe essere una biscia: paura in Città Alta». Non si vede che cos’altro dovesse sembrare, visto che biscia è il nome comune di un serpente dei Colubridi. Nel caso specifico, si trattava di un biacco (Hierophis viridiflavus), esemplare non velenoso.
[5 maggio 2021]

Tremori sbagliati
«Non è stata una decisione facile da prendere perché far bene il sindaco di Roma è un’impresa da far tremare le vene ai polsi», dice Roberto Gualtieri, rispondendo alla prima domanda di Giovanna Vitale che lo intervista sulla Repubblica. Come la maggioranza delle persone, l’ex ministro del Pd – nonché docente universitario in aspettativa – ignora che il modo di dire corretto è «far tremare le vene e i polsi», tolto di peso dalla Divina Commedia di Dante Alighieri: «Vedi la bestia per cu’ io mi volsi; / aiutami da lei, famoso saggio, / ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi». (Inferno, Canto primo, 88-90).
[10 maggio 2021]

Il suo nome è Autogrill
Sulla prima pagina del Fatto Quotidiano, Pino Corrias mette alla berlina l’ex premier Matteo Renzi per essersi incontrato «con un campione delle spie a forte predisposizione americana, in un anonimo autogrill». Anonimo in che senso? Autogrill è dal 1976 il marchio registrato di una società per azioni. E da quando esistono, cioè dal 1947, questi punti di ristoro autostradali non hanno mai avuto altro nome che non fosse quello delle aree di servizio in cui si trovano. Quindi l’autogrill di Fiano Romano, dove Renzi si è fermato a parlare con l’agente segreto Marco Mancini, non è certo più anonimo degli autogrill di Limenella Est o di Rosarno Ovest.
[6 maggio 2021]

Carte in tavola
«Il Parlamento conta quanto il due di picche quando la briscola è a bastoni», scrive Vittorio Feltri nel suo editoriale su Libero, creando un’inedita commistione fra il gioco di carte più popolare in Italia e il poker. Il fatto di non avere nessuna influenza o importanza si può esprimere con due locuzioni: «contare come il due di coppe» e «contare quanto il due di briscola». In ogni caso, picche, cuori, quadri e fiori sono i semi delle carte usate nel gioco d’azzardo di origine statunitense; coppe, denari, bastoni, spade delle carte italiane.
[9 maggio 2021]

Prototipo mica tanto
«Mercoledì, SpaceX, l’azienda del miliardario Elon Musk, ha fatto atterrare con successo il quindicesimo prototipo di Starship, la navicella già selezionata dalla Nasa per riportare l’uomo sulla Luna», annuncia Stefano Pioppi sulla Verità. Poiché secondo il dizionario dicesi prototipo il primo esemplare, s’ignora come faccia a essere anche il quindicesimo.
[7 maggio 2021]

Colpi di testata
Titolo sopra la testata del Fatto Quotidiano: «Letta ritwitta l’appello di Lerner sul “Fatto”, affinché come segretario Pd chieda al governo di ripristinare il soccorso in mare. A Salvini chi lo dice?». Dovendo escludere che Gad Lerner sia diventato segretario del Pd, forse era meglio metterla così: «Letta ritwitta l’appello con cui Lerner sul “Fatto” ha invitato il segretario del Pd a chiedere al governo» eccetera.
[25 aprile 2021]

È mai possibile
«Oddio, Ermini, possibile che non ti sei accorto che la magistratura ormai di legittimo non ha neppure la toga?», si chiede il direttore Piero Sansonetti sulla prima pagina del Riformista. Oddio, Sansonetti, possibile che non ti sia accorto che l’aggettivo possibile, quando esprime incredulità o contrarietà, richiede il che seguito da congiuntivo, non da indicativo?
[1° maggio 2021]

Sdoppiamento della personalità
Dal Corriere della Sera: «Laura Roggero, 44 anni, la figlia del gioielliere di Grinzane Cavour che ha ucciso due dei tre banditi che hanno assaltato il suo negozio, ripercorre i drammatici momenti della rapina». Didascalia: «Paola Roggero, figlia del gioielliere». Si chiamerà Laura o Paola?
[1° maggio 2021]

Il dio Sanità
Di solito in questa rubrica vengono tralasciati i lapsus calami, che una volta stampati diventano refusi. Ma questo, apparso nell’attacco di un servizio sul Fatto Quotidiano, merita la segnalazione: «Il presidente dell’Istituto superiore dio Sanità Silvio Brusaferro». Sempre sia lodato.
[8 maggio 2021]

Domanda di cultura
Incipit del commento di apertura sulla prima pagina della Repubblica, firmato da Concita De Gregorio: «Fedez ha ragione. Se la domanda semplice è questa la risposta semplice è sì: ha ragione». Scusi, ma la domanda quale sarebbe?
[3 maggio 2021]

Giournalism
Titolo dal sito della Repubblica: «Superlega, il Fanancial Times: “Clausole milionarie per i club in uscita”». Della serie: parla come mangi e non scrivere come parli.
[23 aprile 2021]

Credono ancora ai Babbi Natale
Il Fatto Quotidiano spara in prima pagina un’anticipazione di Report, riguardante un «incontro “carbonaro”» che Matteo Renzi ebbe lo scorso 23 dicembre con Marco Mancini, l’agente segreto del caso Abu Omar. «Al mattino va in tv a chiedere che Conte molli la delega sui Servizi. Poi raggiunge in un piazzola (sic) di Fiano Romano il discusso dirigente del Dis: “Doveva darmi i Babbi Natale di cioccolato”», fa dire a Renzi. Ma il vecchio personaggio dalla barba bianca non c’entra nulla: i Babbi non sono dolci natalizi bensì wafer ricoperti di cioccolato.
[3 maggio 2021]

Tempi storici
In un articolo su Domani dedicato a Federico Umberto D’Amato, che fu a capo dell’Ufficio affari riservati del ministero dell’Interno e che i magistrati di Bologna avrebbero ora individuato quale organizzatore della strage di Bologna del 2 agosto 1980, lo storico Salvatore Sechi afferma che «è morto nel 1984». In realtà D’Amato morì nel 1996. Se ne deduce che Domani affida agli storici il compito di retrodatare d’ufficio i decessi a ieri o all’altrieri.
[26 aprile 2021]

Appello respinto
Titolo di una corrispondenza da Parigi sul sito del Corriere della Sera: «Scarcerati i terroristi rossi. L’appello per la liberazione di Valeria Bruni Tedeschi». In effetti, per come recita, la galera è l’unico posto dove dovrebbe stare.
[29 aprile 2021]

Contro di cui, contro di lui
In una pagina apparsa sul Fatto Quotidiano, Massimo Fini afferma che Il Giornale «da quando l’ha lasciato Montanelli, sotto la direzione prima di Feltri poi dello stesso Sallusti poi di Belpietro, non ha fatto altro che attaccare la legittimità delazione della Magistratura italiana». Poco più avanti, sostiene che il medesimo Giornale «è uno strenuo difensore del principio di non colpevolezza fino a condanna definitiva, principio che io ho sempre difeso soprattutto quando riguardava degli stracci contro di cui la destra, chiedo scusa alla Destra, si accaniva come nel caso di Pietro Valpreda». Il Fini non giustifica i mezzi.
[27 aprile 2021]

Confuso eccellente
Incipit della rubrica La parola che apre il settimanale L’Espresso: «Grande è la confusione sotto il cielo, ma la situazione non è affatto eccellente», scrive Massimiliano Panarari. Non si capisce l’uso del ma: quando la confusione sotto il cielo è grande di solito la situazione è eccellente?
[25 aprile 2021]

Va il grillin su l’alte cime
Sul Giornale, Gian Paolo Serino fa parlare Cristina Pozzi, che nel 1981 perse i genitori e il fratello di 9 anni in un incidente provocato da Beppe Grillo (il quale è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione per omicidio plurimo colposo). «Grillo insistette molto, dopo pranzo, per raggiungere i 3.000 metri di quota con la sua nuova jeep, che aveva fatto appena arrivare dall’America», scrive Serino. Il veicolo finì in un burrone e il comico si salvò gettandosi fuori dall’abitacolo. La versione viene pappagallescamente ripresa dalla Repubblica. L’incidente avvenne in località Cabanaira, collegata a Limone Piemonte da una seggiovia che alla quota massima tocca i 1.972 metri. E comunque Grillo era diretto al Colle di Tenda: 1.871 metri di altitudine. I 3.000 metri sono stati raggiunti solo dalla fantasia dei giornalisti.
[21 aprile 2021]

Anima e corpo
Nel suo editoriale di prima pagina, il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, osserva: «Ezio Mauro si dispera per “I grillini senz’anima”. Ma non erano morti? Che senso ha cercare l’anima se non c’è più il corpo?». In chiave religiosa un senso ce l’ha, giacché l’anima è la parte spirituale e immortale dell’uomo, quindi gli sopravvive.
[20 aprile 2021]

Ehi, non manipolarmi!
«“Don Rugolo era un manipolatore”. Sette ragazzi del suo gruppo accusano il prete arrestato: “Ci toccava spesso nelle parti intime”», titola La Repubblica. Il che lascia intendere che un manipolatore sia un maniaco sessuale che palpeggia gli adolescenti. Ma per lo Zingarelli 2021 dicesi manipolatore chi manipola (specialmente in senso figurato): un manipolatore di vini; un manipolatore di imbrogli. Quanto al significato del verbo manipolare, il predetto dizionario non lascia dubbi: lavorare qualcosa con le mani, specialmente impastando; preparare qualcosa mescolando varie sostanze o ingredienti; alterare o contraffare un prodotto alimentare; falsificare; manovrare (manipolare le coscienze; manipolare l’opinione pubblica). Ora, impastare organi sessuali pare un’attività oggettivamente difficile anche per un presunto molestatore.
[29 aprile 2021]

Titoli zoppicanti
Titolo a tutta pagina da Domani: «Così il vaccino Sputnik è stato azzopato dalla geopolitica». E la grammatica dal giornalismo.
[24 aprile 2021]

Il finale della semifinale
Titolo dal Corriere della Sera, alla vigilia della semifinale di Europa League: «Roma, finale col botto». Chissà che botto per la finale finale.
[29 aprile 2021]

Frollini
Da Avvenire: «Fin dal suo arrivo a Prato il vescovo Giovanni Nerbini aveva annunciato l’intenzione di dar vita a una iniziativa su fede e omosessualità. “Prima a queste persone si diceva: ‘Mi spiace, la Chiesa dice questo’. Invece credo che innanzitutto occorra dire: ‘Dio ti vuole bene, non sei un biscotto bruciato, perché per il Signore tutti i biscotti sono buoni’”, disse Nerbini durante il primo convegno pastorale da vescovo». E il biscotto, bruciato o no, va inzuppato, si sa.
[27 aprile 2021]

I necrologi per Luigi Calabresi
In un’intervista (peraltro nobilissima) rilasciata al Corriere della Sera in occasione dell’arresto in Francia del latitante Giorgio Pietrostefani, mandante dell’uccisione di Luigi Calabresi, il figlio del commissario di polizia assassinato nel 1972 da Lotta continua ricorda: «Il giorno dopo l’omicidio di mio padre, sul Corriere della Sera apparve un solo necrologio firmato da un privato cittadino. Fatico a pensare alla solitudine che lo circondò anche da morto. Era tanto tempo fa, erano tempi feroci». Trattandosi di un giornalista, cioè di quel Mario Calabresi che ha diretto La Stampa e La Repubblica, ci saremmo aspettati più precisione. Magari dipende dal fatto che all’epoca aveva appena 2 anni, e quindi non può ricordare, ma il 18 maggio 1972 sul Corriere, oltre ai necrologi della famiglia, dei parenti, di molte questure d’Italia e di due aziende, apparvero quelli di 14 privati cittadini, comprendenti le partecipazioni al lutto di 111 persone. Tra i firmatari di tali necrologi figuravano condomini e amministratore del centro residenziale milanese Cherubini 6, davanti al quale il commissario Calabresi venne assassinato, l’imprenditore Antonio Lanfranchi, l’ingegner Orazio Bagnasco e la Lega internazionale per i diritti dell’uomo. Fra l’altro, Mario Calabresi contraddice sé stesso, perché nel libro Spingendo la notte più in là (Mondadori), in cui racconta la storia della sua famiglia, scrive: «Luigi Calabresi, padre di due bambini con un terzo in arrivo, ucciso con due colpi sparati alle spalle, vittima di un pubblico linciaggio furioso, ebbe solo quattro necrologi spontanei e non dovuti».
[29 aprile 2021]

La diritta via è smarrita
Nel titolo d’apertura di prima pagina, dedicato al caso del presunto stupro di gruppo che vede fra gli indagati il figlio di Beppe Grillo, La Verità specifica: «I giudici dovranno capire qual’era lo stato psicofisico della ragazza alle prese con i tre giovani». Quale si può troncare in qual, ma non si apostrofa mai dinanzi a parola che inizi per vocale (qual è, non qual’è). Ove non bastasse la conoscenza della grammatica, dovrebbe sopperire l’incipit della Divina Commedia, soprattutto a 700 anni dalla morte di Dante Alighieri: «Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura, / ché la diritta via era smarrita. / Ahi quanto a dir qual era è cosa dura / esta selva selvaggia e aspra e forte / che nel pensier rinova la paura!».
[29 aprile 2021]

Teste sfondate
«Giallo nel Reggiano: fermato il figlio dell’uomo uomo trovato col cranio sfondato in casa con la moglie ferita», titola il sito della Repubblica. Ricapitolando: 1) l’uomo è davvero un uomo, e non una donna; 2) l’assassino gli ha sfondato il cranio in casa usando la moglie ferita come arma contundente. La famosa analisi illogica.
[25 aprile 2021]

Orecchie resistenti
Sul medesimo sito: «Il ritorno su un podio degli Europei dopo 7 anni sulle note di “Bella Ciao”, e proprio nel giorno della Liberazione. Vanessa Ferrari conquista la medaglia di bronzo nel corpo libero alla rassegna di continentale (sic) di Basilea». Ma allenarsi per 7 anni con Bella ciao nelle orecchie non sarà troppo anche per i più resistenti della Resistenza?
[26 aprile 2021]

Genocidio armeno
Nella sua rubrica Buongiorno sulla prima pagina della Stampa, Mattia Feltri incappa in uno sfondone storico: «Gli armeni furono spazzati via in particolare negli anni della Seconda guerra mondiale, il novanta per cento fu ammazzato o cacciato dalla Turchia e più dei numeri potrà il testo di un telegramma spedito dal governo centrale alla prefettura di Aleppo – oggi in Siria, allora nell’Impero Ottomano. “Il governo ha deciso di eliminare completamente tutti gli armeni... senza riguardo per le donne, i bambini, i malati. Per quanto possano essere tragici i mezzi di sterminio... bisogna mettere fine alla loro esistenza”». Il genocidio armeno a opera dei turchi iniziò nel 1894, culminò nel 1915 e proseguì fino al 1922. Infatti il telegramma citato da Feltri fu spedito il 16 settembre 1915 da Mehmed Talat Pascià, l’architetto del Metz Yeghérn (Grande Crimine), come documentano le ricercatrici Flavia Lattanzi ed Emanuela Pistoia in The Armenian Massacres of 1915-1916 a hundred years later open. Questions and tentative answers in international law (Springer).
[27 aprile 2021]

Donne di facili costumi/1
«Quelle che provano a godersela, vengono stecchite dalla punizione divina: il vaiolo si porta via la cortigiana balzachiana Nanà e anche la marchesa de Merteuil ne Le relazioni pericolose», scrive Chiara Tagliaferri su Domani. Duole deluderla, ma Honoré de Balzac non c’entra nulla, essendo Nanà l’infelice protagonista dell’omonimo romanzo di Émile Zola (come Tagliaferri dovrebbe ben sapere, visto che è una scrittrice).
[25 aprile 2021]

Donne di facili costumi/2
Didascalia sotto una foto a corredo di un servizio del Corriere della Sera su Fernande Grudet (1923-2015), meglio nota come Madame Claude, che in Francia arrivò ad arruolare 500 prostitute: «Madame Claude fu anche una potente “protettrice”. Insisteva che le “sue” ragazze imparavano i modi dell’alta società». Ci sfugge il significato dell’anche, avendo costei fatto soltanto la maîtresse. E per l’agghiacciante imperfetto al posto del congiuntivo ci appelliamo a san Francesco di Sales, protettore dei giornalisti.
[2 aprile 2021]

Una voce dall’oltretomba
Titolo dalla prima pagina del Fatto Quotidiano: «L’addio a Milva. Pantera “Rossa”, Bella ciao: ora non canterà più». Nel caso udiste una voce provenire dal loculo e vi venisse qualche dubbio.
[25 aprile 2021]

Bufaleide
«A Sassari un medico ha visto in un supermarket un suo paziente positivo e lo ha fatto chiamare: “Il signore che è positivo si presenti al box informazioni...”. Si sono presentate sette persone», scrive Alberto Pinna sul Corriere della Sera. Peccato che si tratti di una leggenda metropolitana adattata a varie località, riportata nove giorni prima anche dall’edizione palermitana della Repubblica, che la collocava a Canicattì, in provincia di Agrigento («Il medico riconosce al supermercato i pazienti positivi: scatta la denuncia»). A partire dal 26 marzo sono caduti nel tranello della chiacchiera infondata vari giornali cartacei e testate online: Il Quotidiano Italiano, ancora La Repubblica (edizione di Firenze), Il Giorno, La Nazione (che la dava per accaduta a Lido di Camaiore), Arezzo Notizie, Gazzetta di Modena, Prima Como, Mondo Palermo, La Notizia, Corriere del Mezzogiorno, Salerno Notizie, Il Tempo.
[25 aprile 2021]

No vax immaginari
La Repubblica annuncia nel titolo: «Tredicimila in Toscana / diecimila nel Lazio / la mappa dei medici no vax». Poi vai a leggere il testo e scopri che è tutto sbagliato. Non si tratta di medici, bensì di personale sanitario (medici e infermieri) e i numeri si riferiscono a chi non s’è ancora vaccinato, non ai contrari al vaccino.
[25 aprile 2021]

Incredibile, medici contro le tette
«È incredibile come le linee guida del ministro Speranza e purtroppo la stragrande maggioranza dei medici di famiglia siano no dugs», scrive Silvana De Mari sulla Verità. Siamo pienamente d’accordo, visto che in un gergo inglese arcaico dugs significa tette.
[19 aprile 2021]

Confusione sessuale
La pagina Facebook del Corriere della Sera presenta così, in un titolo, il caso di don Giulio Mignani, parroco di Bonassola (La Spezia): «Se posso benedire le coppie gay, allora non benedico le palme». Veramente l’ex Sant’Uffizio (con il placet di papa Francesco) ha imposto a lui e agli altri preti di non benedire le coppie omosessuali.
[29 marzo 2021]

Peli nell’uovo e altrove
«I peli delle ascelle, emblema di emancipazione per una grossa fetta di universo femminile», sono l’argomento di un articolo di Giulia Mattioli sul sito della Repubblica. La frase finale riguarda la «Generazione Z che più di ogni altra è avulsa agli stereotipi e alle imposizioni». Non per cercare il pelo nell’uovo, ma poiché avulso significa staccato, isolato, bisognava scrivere «avulsa dagli stereotipi e dalle imposizioni».
[1° aprile 2021]

Le colpe della madre ricadano sulla figlia
Titolo dal Giornale: «Orfana malata di cancro trova la madre: non la salva». Poiché il soggetto è orfana, non solo è malata di cancro ma pure cattiva.
[22 aprile 2021]

Trasferte invertite
Titolo dalla prima pagina del Gazzettino: «L’Inter vuole chiudere i conti. A Verona cercando la vittoria “pesante”». Se ne deduce che i nerazzurri abbiano giocato in trasferta nella città dei gialloblù. Invece è l’esatto contrario: la partita si è disputata nello stadio di San Siro, a Milano.
[25 aprile 2021]

I 33 giorni sono 53
Incipit dell’editoriale del direttore Marco Travaglio sulla prima pagina del Fatto Quotidiano: «Quando morì papa Luciani, 33 giorni dopo papa Montini, Lotta Continua titolò: “È rimorto il papa”». L’espressione non è corretta. Infatti lascia intendere che dal decesso di Paolo VI a quello di Giovanni Paolo I siano passati 33 giorni. In realtà furono 53, essendo il primo morto il 6 agosto 1978 e il secondo il 28 settembre. I 33 giorni sono intercorsi fra l’elezione di Albino Luciani a pontefice e la sua prematura dipartita.
[25 aprile 2021]

Vicinanza a casa
«Sarà la vicinanza da casa e dalla famiglia», scrive Marco Calabresi sul Corriere della Sera. La lontananza alla grammatica si fa sentire.
[16 aprile 2021]

Varianti nella trattativa
Sommario dal titolo di apertura sulla prima pagina della Verità, che parla di Nicola Zingaretti e dei russi: «Regione Lazio e Spallanzani cedono informazioni sui ceppi virali e sulle varianti nella trattativa sullo Sputnik». Che modificazioni si saranno registrate nella trattativa con i russi sullo Sputnik? Nessuna. Quindi bastava scrivere: «Nella trattativa sullo Sputnik, Regione Lazio e Spallanzani cedono informazioni sui ceppi virali e sulle varianti». E magari aggiungere «del virus».
[16 aprile 2021]

Mostrami il parcheggio
«Ancora nulla si sblocca sull’attivazione del polo vaccinale a Bozzolo», scrive la Gazzetta di Mantova, precisando che sindaco, medici, infermieri e volontari «tutti insieme si sono spostati in piazza Marcora per mostrare i 4mila posti di parcheggio». Azione alquanto misteriosa: mostrare i parcheggi a chi? E non saranno comunque troppi, considerato che Bozzolo conta 4.179 abitanti?
[16 aprile 2021]

Le milioni di Speranza
Nel Tg1 delle 20, il conduttore Francesco Giorgino informa: «Proseguono le vaccinazioni in Italia. Il ministro Speranza annuncia: “Abbiamo superato le 15 milioni di dosi”». Il titolare del ministero della Salute conferma nel servizio che segue: «Abbiamo superato le 15 milioni di dosi somministrate». Ecco un telegiornale fedelissimo alla linea del governo anche nella sintassi creativa. Forse il ministro è incappato in una sillessi, cioè una concordanza a senso – in genere, numero, persona o tempo – di due o più termini, che grammaticalmente richiederebbero invece una diversa costruzione, come spiega lo Zingarelli 2021: nel caso specifico, «i 15 milioni di dosi». La verità è che Speranza è abbonato alle sillessi: «Sono state superate le 10 milioni di somministrazioni» (Askanews, 1° aprile).
[19 aprile 2021]

Va bene il Covid e la crisi economica
Nell’editoriale di prima pagina, il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, parla in questi termini del premier Mario Draghi e del ministro Marta Cartabia: «Sbagliano, perché va bene il Covid e la crisi economica, ma curare il cancro della malagiustizia è una urgenza non più rinviabile». Chissà che cos’altro ci potrà ancora accadere se va male.
[18 aprile 2021]

Acutil Fosforo per Barbero
Nella rubrica Passato e presente su Rai 3, lo storico (gettonatissimo) Alessandro Barbero parla di madame Bovary come di «una giovane signora con ambizioni intellettuali» che «sposa un farmacista di provincia un po’ ottuso». Poco dopo ribadisce il concetto, soffermandosi sul «matrimonio infelice della moglie di un farmacista di provincia». Ma il protagonista del romanzo di Gustave Flaubert non è un farmacista, bensì un medico. Che glielo ordini l’uno o l’altro, urge Acutil Fosforo per il professor Barbero.
[19 aprile 2021]

Che ci fai con i vaccini?
Titolo dalla Verità: «Via libera a J&J soltanto agli over 60. Pronte 184.000 dosi da distribuire». Normalmente vengono prodotte per essere trattenute e buttate via, si sa.
[21 aprile 2021]

Christo, che camminata
Intervistandolo per il Venerdì di Repubblica, Alba Solaro fa dire al fumettista Milo Manara: «Oggi si parla di arte figurativa solo di fronte a installazioni da otto milioni di dollari, come Christo che ci fa camminare sul Lago Maggiore». Bella passeggiata: da Sulzano a Sesto Calende sono 133 chilometri. Il fatto è che The floating piers, l’installazione artistica di Christo, fu realizzata sul lago d’Iseo. (Avendo intervistato un paio di volte Manara e conoscendo la sua accuratezza, escludo che abbia potuto dire una simile castroneria. Qualora fosse accaduto, una giornalista diligente gliel’avrebbe corretta).
[16 aprile 2021]

Vite da Brambilla
Titolo dalla rubrica Teleraccomando del Corriere della Sera: «I cani antiveleno che salvano vite da Brambilla». Come sarà una vita da Brambilla? O ci sono vite aggredite da Brambilla e salvate dai cani? Più semplicemente bastava scrivere «Da Brambilla i cani antiveleno che salvano vite», e si sarebbe capito che erano i protagonisti del programma Dalla parte degli animali che l’ex ministra, fervente animalista, conduce su Rete 4 la domenica alle 11.
[18 aprile 2021]

Formigoni in Dolby surround
Titoli dal Giornale. Pagina 12: «Gli ideali cristiani che fermarono un Pci così subalterno a Mosca». Pagina 13: «Gli ideali cristiani che fermarono un Pci così subalterno a Mosca». Talmente innamorati di Roberto Formigoni da aver pubblicato due volte, in pagine affiancate, la stessa prefazione che il cardinale Camillo Ruini ha steso per un libro scritto dall’ex presidente della Regione Lombardia. Riabilitazione stereofonica.
[22 aprile 2021]

Feriti a morte
Titolo da Avvenire: «In un mese 23 morti, il Covid continua a ferire il clero italiano». Ma i preti li uccide o li ferisce? Decidetevi.
[2 aprile 2021]

E non? Eh no!
In un titolo, Il Fatto Quotidiano cita «i paletti e le distorsioni tra famiglie numerose e non». Gli avverbi di negazione no e non «hanno usi nettamente distinti, ma spesso si trovano malamente confusi» (Aldo Gabrielli, Dizionario linguistico moderno). «L’avverbio negativo olofrastico (detto così perché, da solo, costituisce un’intera frase) in italiano è soltanto no», sentenzia il linguista Luca Serianni per l’Accademia della Crusca. «L’uso tradizionale richiede dunque o no in coordinate disgiuntive ridotte appunto alla sola negazione olofrastica». E cita esempi antichi e moderni, a partire dalla Divina Commedia di Dante («Non disceser venti / o visibili o no», Paradiso, VIII, 22-23) fino «al recente modulo giornalistico o no?, come domanda dubbiosa a conclusione di un discorso apparentemente sicuro: “Parigi val bene una messa! o no?”». La stessa regola vale per il costrutto e no, basti pensare al romanzo Uomini e no di Elio Vittorini.
[22 marzo 2021]

Guerra alla guerra
Dalla prima pagina dell’Osservatore Romano: «La difficile guerra di Biden contro le armi facili». Considerato che guerra significa «situazione di conflitto armato», il titolo sembra rubato da una puntata di Oggi le comiche.
[9 aprile 2021]

Zero assoluto
«Contrariamente a quanto si poteva supporre – invece – , medici britannici, avevano scoperto che di questi pazienti la percentuale dei casi riscontrati era prossima allo zero». Si avvicina a questo voto in italiano Luca Telese, che scrive così sulla Verità.
[16 aprile 2021]

La macchina del tempo
Dalla Gazzetta di Mantova: «L’autore del busto di Dante, lo scultore Carlo Cerati, nacque a Casalmaggiore nel 1865 (seicento anni prima di Dante, 1265)». A l’alta fantasia qui non mancò possa.
[10 aprile 2021]

Poco Re, poco Max
Con un’intera pagina di pubblicità, uscita sul Corriere della Sera e sulla Repubblica, Dario Castiglia, che si firma «ceo e founder Re/Max Italia», celebra i 25 anni della sua azienda con questo slogan: «Ero un giovane imprenditore forse un folle». Anche un po’ illetterato. Meglio se insiste con l’inglese.
[19 aprile 2021]

Ma che stai a di’?
Nella sua rubrica del lunedì sul Fatto Quotidiano, Veronica Gentili parla «del Carroccio, diventato quasi ontologicamente sia di lotta che di governo». Forse la signora non sa che l’ontologia è quella parte della filosofia che studia le modalità dell’essere in sé, indipendentemente dalle sue determinazioni particolari o fenomeniche. Se dunque il Carroccio è ciò che è ontologicamente, cioè fin dalle origini, come fa a diventarlo? Sarebbe come dire che qualcuno contrae una malattia genetica. Un non senso.
[19 aprile 2021]

Variante sacramentale
Titolo dal sito della Stampa: «Ragazzino positivo alla cresima, subito una ventina in quarantena». Scoperta una nuova variante del coronavirus: è un sacramento.
[15 aprile 2021]

Trade d’union
Secondo Raffaella Troili, che lo scrive sul Messaggero, Giovanna Boda, la dirigente del Miur che ha tentato il suicidio dopo aver appreso d’essere indagata per corruzione, «era un trade d’union molto stimato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella». La dichiarazione, virgolettata, è attribuita all’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, per cui resta il dubbio: Troili si sarà limitata a fare da trait d’union o ci avrà messo del suo?
[16 aprile 2021]

Ultimo (e penultimo) addio
Titolo dal Corriere della Sera: «L’ultimo addio a Filippo (secondo i suoi desideri)». Chissà com’era andato il penultimo.
[17 aprile 2021]

Servizi poco Saporiti
Il Giornale dedica un servizio a Verona, a firma di Camilla Golzi Saporiti, nel quale Dante Alighieri viene descritto come «dal 1312 al 1318 ospite di Cangrande della Scala». È invece certo che il Sommo Poeta si rifugiò a Verona fra il 1302 e il 1304, subito dopo essere stato condannato a morte in contumacia nella sua Firenze. La fuga è raccontata nella Divina Commedia sotto forma di profezia dal suo avo Cacciaguida: «Lo primo tuo refugio e ’l primo ostello / sarà la cortesia del gran Lombardo / che ’n su la scala porta il santo uccello» (Paradiso, canto 17). Il gran Lombardo era Bartolomeo della Scala (morto il 7 o l’8 marzo 1304) e il santo uccello era l’aquila che figurava nello stemma della signoria scaligera. Il soggiorno presso Cangrande della Scala è successivo. Più avanti Golzi Saporiti cita «l’osso di balena» appeso al varco della Costa, il passaggio fra piazza delle Erbe e piazza dei Signori: «Cadrà quando qualcuno che non ha mai mentito ci passerà sotto». Non sa di che parla: quello che cadrà sulla testa del primo uomo sincero è il mappamondo di pietra sorretto dalla mano di Girolamo Fracastoro, il medico letterato che nella prima metà del Cinquecento scoprì l’agente patogeno del «morbo gallico», meglio noto come sifilide. La statua dello scienziato veronese sovrasta tutt’altro arco della piazza dei Signori. Infine la giornalista suggerisce ai suoi lettori di soggiornare al «Byblos Art Hotel Villa Amistà, una notte per due persone, colazione inclusa, da 240 euro», e questa pare, chissà perché, l’informazione in assoluto più esatta. Peccato che l’albergo disti più di 10 chilometri dal centro storico.
[4 aprile 2021]

Dim-inuit
Titolone in prima pagina sull’inserto Atlante dell’Osservatore Romano: «Gli Inuit difendono le risorse dell’Artico», con la maiuscola. Titolo in seconda pagina: «Groenlandia, la svolta ambientalista impressa dagli inuit», con la minuscola. Dim-inuit dal recto al verso.
[9 aprile 2021]

Cambiare registro
«Ma è soprattutto sull’Europa che i sovranisti stanno abbracciando Draghi, per il modo in cui ha avvertito Bruxelles a cambiare registro», scrive Francesco Verderami sul Corriere della Sera. Preposizione impropria. Avvertire, nel senso di rendere consapevole qualcuno di una circostanza a lui ignota, richiede di, non a; nel senso di avvisare, ammonire, consigliare, richiede di seguito da verbo all’infinito oppure da che. Quindi: «Ha avvertito Bruxelles di cambiare registro» oppure «Ha avvertito Bruxelles che deve cambiare registro». Altrimenti occorreva scegliere un altro verbo: «Ha esortato Bruxelles a cambiare registro».
[10 aprile 2021]

Uscito fuori e uscito dentro
Titolo dalla Verità: «Il Covid ha ucciso pure l’Unione europea. E chi ne è uscito è già fuori dall’incubo». Chi è uscito è fuori. Concetto rivoluzionario. Eravamo tutti convinti che chi esce restasse dentro.
[9 aprile 2021]

Far perdere le tracce
«Una di quelle cosiddette rivoluzioni fiscali rimaste però sottotraccia e di cui poi si sono perse le tracce», scrive Patrizia De Rubertis sul Fatto Quotidiano. Come si faranno a vedere, e quindi a perdere, le tracce sottotraccia, se quest’ultimo sostantivo significa «nascosto, sotterraneo»?
[18 aprile 2021]

La polizia ha le mani alzate
Titolo dal Corriere della Sera: «A Chicago il video di Adam, 13 anni, ucciso dalla polizia con le mani alzate». Quindi i poliziotti tenevano le mani levate verso il cielo mentre sparavano. Allora come avranno fatto ad ammazzarlo?
[17 aprile 2021]

Fenzani e Senzi
«Senzani, brigatista-dantista», scrive in prima pagina Il Fatto Quotidiano, annunciando un’intervista con l’ex brigatista rosso. Peccato che all’interno l’intervistato sia Enrico Fenzi, già componente della colonna genovese dell’organizzazione terroristica fondata da Renato Curcio. Una cosa in comune, oltre al deplorevole passato, i due comunque ce l’hanno: i baffi.
[16 aprile 2021]

Chiedete e vi sarà dato
Didascalia dalla Repubblica: «L’associazione “Pane quotidiano”, a Milano, prepara il cibo da distribuire a chi lo richiede». Ché distribuirlo a chi non lo richiede vorrebbe dire tirarlo dietro ai passanti per strada.
[4 aprile 2021]

Nulla di più
Carla Ferrante su Libero fa parlare Marco Franco, legale di Gianluigi Torzi, il broker molisano raggiunto da un ordine di arresto dei magistrati romani per la vicenda del palazzo londinese di Sloane Avenue venduto al Vaticano. Scrive la giornalista: «Per la procura vi è di più: un giro di false fatture che Torzi avrebbe costruito e portato avanti con altri soggetti per frodare il Fisco. “Nulla di più vero - commenta il legale Franco - infatti la sentenza inglese, non ravvedendo alcun reato, ha di fatto sbloccato i conti». I casi sono quattro: o Franco voleva dire «Nulla di più falso», o voleva dire «Nulla di meno vero», o Torzi deve cambiare avvocato, o Libero deve cambiare cronista.
[13 aprile 2021]

I giornali muoiono. Grazie, lockdown
Sergio Carli su Blitzquotidiano.it riferisce che «le vendite dei giornali del mese di gennaio 2021 hanno perso per strada altre 300 mila copie». E precisa: «Grazie al lockdown, la Gazzetta dello Sport, per fare un esempio, ha perso più o meno metà dei ricavi dall’edicola». Prego, non c’è di che.
[6 aprile 2021]

Reverendo, concilia?
Intervistato da Fabrizio Caccia sul Corriere della Sera, don Riccardo Ceccobelli, il prete umbro che ha chiesto di essere dispensato dall’obbligo del celibato per sposarsi con una giovane infermiera e catechista, dichiara di avere «pensato molto a certe coincidenze: l’11 aprile, cioè la data della mia ultima messa, nell’anno 1123 si chiuse il concilio lateranense con la dichiarazione dell’obbligo del celibato per i sacerdoti. E il 12 aprile, quando si è aperto il mio processo canonico, 388 anni prima fu processato Galileo Galilei. Voglio dire che forse dietro tutto questo c’è il disegno di Dio». Non lo mettiamo in dubbio, reverendo, ma quale sarebbe la prima coincidenza? Il concilio Lateranense I – ve ne furono altri quattro fino al 1517 – iniziò il 18 marzo «e si concluse in due sole sessioni tenute prima del 6 aprile, o più probabilmente il 27 marzo», come si legge nei Conciliorum oecumenicorum decreta.
[14 aprile 2021]

Non so se mi spiego
A. Mass. si occupa sul Fatto Quotidiano del caso di Alma Shalabayeva: «Le difese di Cortese e Improta chiedono al tribunale di sentire come testi Pignatone e Albamonte. E sarebbe davvero interessante sapere la loro versione. Ma il tribunale non ci sta». La spiegazione? «Avrebbero potuto confermare le “pressioni” citate da Olivo, spiegare se davvero sotto “pressione” cambiarono idea e soprattutto: perché non vi si opposero? E ancora: se firmarono quel nulla osta – che avrebbe potuto impedire “sequestro” – a prescindere dalle “pressioni”, in assenza di “pressioni”, o perché davvero indotti in errore da Cortese e Improta». Beh, forse parlare di spiegazione è eccessivo.
[13 aprile 2021]

Asimetria o asineria?
Sommario da Domani: «Questa asimetria si riflette anche nella paura di perdere il posto di lavoro o nella paura di non trovarne un altro». Per il posto da redattore la paura pare giustificata.
[11 aprile 2021]

Mala tempora
Incipit di un articolo dell’Osservatore Romano, a firma di Nicoletta Capozza: «Sono passati 66 anni da quando il teologo luterano Dietrich Bonhoeffer è stato giustiziato nel campo di concentramento di Folossenbürg». A parte che si scrive Flossenbürg, per l’uso del passato remoto aspetteranno che ne siano passati 100? Nello stesso numero, la notizia della morte del principe Filippo di Edimburgo: «Nato nel 1921 a Villa Mon Repos, sull’isola di Corfù, Filippo crebbe in Francia e, dal 1928, nel Regno Unito. Ha prestato servizio nella marina inglese durante la seconda guerra mondiale». Crebbe nel passato remoto, fu militare nel passato prossimo. Non male per un signore di 99 anni.
[9 aprile 2021]

Hanno studiato alla Sorbona
Titolo dalla Verità: «Sommergibile russo nel depliant Usa. La gaffe che imbarazza Washington». Due francesismi in due righe, sbagliati al 50 per cento: si scrive dépliant. Qualche giorno dopo, in un articolo sul ministro Luciana Lamorgese: «Poi, alla domanda se sia possibile che dietro alla protesta ci possa essere un’unica regia (fascista, ca va sans dire) il ministro risponde chiaramente». Si scrive ça.
[26 marzo e 9 aprile 2021]

Grandi (errori) di Spagna
È un vero e proprio cimitero di errori, fin dal sommario e in una didascalia, l’articolo da Madrid di Anna Bonalume pubblicato dall’Espresso. Eccoli, in ordine di apparizione: Sanchez invece di Sánchez; la foto di un paso (scultura a soggetto sacro tipica della Settimana santa) nella chiesa del Cristo di Medinaceli «durante le messe pasquali», delle quali nell’immagine non c’è però nemmeno l’ombra; Diaz invece di Díaz (e Ayuso invece di Díaz Ayuso, anche se la cattiva abitudine d’indicare solo il secondo cognome invece di entrambi s’incontra talvolta anche nei Paesi di lingua spagnola); Monica Garcia invece di García; il movimento politico Mas Madrid invece di Más Madrid; Maria invece di María; il quartiere di Lavapiès invece di Lavapiés; e infine Sofia invece di Sofía. Insomma a Madrid deve andare qualcuno che sappia lo spagnolo, o in redazione qualcuno dovrebbe preoccuparsi di correggerlo (magari dando un’occhiata anche al tedesco, visto che alla fine dello sfortunato articolo la città bavarese di Augsburg diventa Ausburg).
[11 aprile 2021]

Congiuntivite
Dal sito della Repubblica: «La morte del principe Filippo pone interrogativi sul futuro di Elisabetta e dei suoi figli e nipoti: ma pochi credono che la regina potrebbe abdicare». Piangesi la dipartita del duca di Edimburgo e del congiuntivo. Pochi credono che la stampa possa emendarsi.
[9 aprile 2021]

Un giorno di ordinaria follia
Titolo dal sito del Messaggero: «Covid, voglia di normalità negli Usa: tornano ad aumentare le sparatorie». Era ora.
[7 aprile 2021]

Pizza siciliana
Notizia diramata dall’Ansa alle ore 20.43: «Milano dedicherà una pizza a Piersanti Mattarella, ex presidente della Regione Sicilia e fratello dell’attuale presidente delle Repubblica Sergio Mattarella, assassinato dalla mafia in un attentato avvenuto a Palermo nel gennaio del 1980». Capricciosa. Come la tastiera.
[7 aprile 2021]

Condivisione
Attacco di un pezzo sulla prima pagina del Riformista, firmato da Claudia Fusani: «Il faccia a faccia Letta-Renzi è avvenuto ieri mattina a Roma nella sede di Arel, il think tank di Letta. “Incontro franco e cordiale” è la formula condivisa sia dal Nazareno che dallo stesso Renzi». Se è condivisa, il sia e il che sono superflui.
[7 aprile 2021]

Il Regno secondo La Repubblica
Spiace sparare sulla Croce rossa, ma «ogni limite ha una pazienza», come disse il maestro Antonio Scannagatti (Totò) all’onorevole Cosimo Trombetta (Mario Castellani). Nella consueta articolessa domenicale sulla Repubblica, in una premessa di cui sfugge la pertinenza con il resto, il novantasettenne fondatore Eugenio Scalfari evoca Camillo Benso, conte di Cavour, che «non stava bene in salute», ma era «comunque molto pronto ad agire in favore dell’Italia unificanda» e «così fece il trasferimento da Torino a Firenze della nostra capitale riservandosi di andare a Roma quando i problemi con il Vaticano fossero in qualche modo risolti». Da tempo nessuno osa correggere Scalfari, ma ai pietosi colleghi del quotidiano romano ricordiamo che la decisione di trasferire la capitale a Firenze venne presa solo nel 1864, quando Cavour era purtroppo morto da tre anni, e fu realizzata nel 1865 (è vero tuttavia che il grande statista pose con chiarezza e lucidità straordinarie la questione di Roma capitale già nel marzo del 1861 davanti alla Camera dei deputati del neonato Regno d’Italia). Inoltre, di Vaticano nel senso evocato da Scalfari si può parlare formalmente solo dal 1929 (o tutt’al più dal 1870), non certo nel 1860-1861.
[11 aprile 2021]

Legge di gravità
Titolo dal sito del Corriere: «Emilio Fede è ricoverato in gravi condizioni al San Raffaele». Nel testo si legge: «“L’ho vista brutta, sono in piedi per miracolo” ha detto Fede all’Adnkronos. “Non sono in gravi condizioni, è stata però un’esperienza drammatica”». La situazione è grave, ma non seria.
[10 aprile 2021]

Tenga il resto
Titolo in prima pagina sulla Verità: «Ci vogliono 100 miliardi per salvare il Paese». Titolo a pagina 9: «Per salvare le imprese servono almeno 102 miliardi di nuovi ristori». E i 2 miliardi che ballano? Mancia.
[9 aprile 2021]

Combinazioni
Dalla pagina Facebook del Giorno: «La scoperta di alcuni ricercatori tedeschi: combinati con un anti virale possono limitare in grande misura l’impatto del virus». I ricercatori tedeschi ci sembrano combinati male.
[10 aprile 2021]

Praterie celesti
Sul Venerdì di Repubblica l’ex frate Filippo Di Giacomo – che dopo essersi esclaustrato è prete della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, peraltro più assiduo in Rai che nelle parrocchie ciociare – dedica un articolo al cardinale camerunese Christian Wiyghan Tumi e conclude: «Il porporato ha 90 anni. Età che in Africa è segno di ulteriore grande dignità». Specificazione intempestiva: l’anziano cardinale è passato a miglior vita il 2 aprile. Va bene che la rubrica del facondo reverendo si chiama Cronache celesti, ma se proprio non si voleva cestinare il non indimenticabile articolo sarebbe bastato aggiornarlo.
[9 aprile 2021]

Sì all’omotransfobia
«Le strane priorità dei giallorossi: sì a ius soli e omotransfobia», titola Il Giornale. Davvero strane: non sapevamo che M5s e Pd fossero favorevoli, oltre che allo ius soli, anche all’omotransfobia. Ovviamente trattasi di sintesi maldestra del redattore. A meno che non si tratti dell’inconscia influenza di una celeberrima affermazione attribuita a Francesco Totti, icona dei giallorossi in ambito calcistico: «Io non ho nulla contro l’omofobia».
[4 aprile 2021]

Sfida all’O.K. Corral
Titoli da un’unica edizione del Corriere della Sera. Pagina 18: «Fuori dalle priorità ufficiali: disinteresse o sfida?». Pagina 25: «La sfida degli archeologi per battere i tombaroli in Israele». Pagina 26: «La sfida rischio-sicurezza fa del caso vaccini un dilemma». Pagina 41: «Pronto Belotti per la sfida del gol». Ok, sfida vinta.
[17 marzo 2021]

Scanzi stirato
Il Fatto Quotidiano censura il coordinatore di Italia viva nella zona di Orvieto, Massimo Gnagnarini, reo di aver pubblicato su Facebook un post contro Andrea Scanzi, firma del predetto giornale, scrivendo che, nel quartiere chiamato La Corea dove il seguace di Matteo Renzi è nato, a uno come lui «avremmo usato violenza praticandogli “la stira”». Chiosa Il Fatto: «Sorvoliamo su cosa sia la stira (ma potete trovare il significato sul web)». Ora, a parte che i pochi ancora abituati a comprare i quotidiani lo fanno proprio per non doversi abbeverare su Internet, l’evasiva postilla induce il lettore a immaginare che la stira sia chissà quale innominabile sevizia. Pare invece che si tratti di una goliardata maschile, seppure disdicevole, in cui un gruppo di amici spoglia un compagno, lasciandolo in mutande e nascondendogli gli abiti in modo che non possa rivestirsi. Tuttavia, trattandosi di Scanzi, il «sorvoliamo» appare giustificato.
[4 marzo 2021]

Osservando piselli
Da un’unica edizione dell’inserto Quattro pagine dell’Osservatore Romano. Sergio Valzania: «La maggioranza delle persone è affetta oggi dalla “sindrome della principessa sul pisello”». Silvia Gusmano: «Il primo, La principessa sul pisello (Crema 2021, euro 18), è un nuovo libro, il nono, di “Pesci parlanti”». Due piselli in quattro pagine. Non sembrerà una fissa vaticana?
[6 aprile 2021]

Attenti al lupa
Dalla Gazzetta di Mantova: «Un esemplare di lupo femmina è stata investita sulla strada fra Gazzo e Bigarello nella giornata di Pasqua». Il gender dilaga.
[7 aprile 2021]

La vagina che visse due volte
Titolo con cui Il Fatto Quotidiano presenta l’autobiografia di Sharon Stone: «Io, donna che visse due volte. “Sulla mia vagina, cazzate”». Non ne dubitiamo. Tante.
[27 marzo 2021]

Niente di nuovo sul fronte orientale
«I contagi dopo un anno sono sei volte di più», apre a tutta pagina in prima il Messaggero Veneto di Udine. Al 5 maggio 2020 in Friuli Venezia Giulia risultavano effettuati, analizzati e refertati 76.060 tamponi. Il totale dei tamponi da quando è scoppiata l’emergenza Covid-19 in quella regione risulta pari a 1.660.335 (dato aggiornato al 4 aprile 2021). Ne consegue che, dopo i primi tre mesi di pandemia, vi è stato un incremento di quasi 22 volte (21,83 per l’esattezza) nel numero dei tamponi eseguiti e processati. Con questa premessa, e sempre ammesso che il confronto sia stato fatto su dati omogenei, a noi pare un miracolo che i contagi scoperti siano stati appena sei volte di più. Quindi la notizia quale sarebbe?
[3 aprile 2021]

L’allora teologo
«A scrivere così, in occasione della Pasqua del 1969, è l’allora teologo Joseph Ratzinger», si legge sull’Osservatore Romano in un articolo del vescovo Domenico Pompili. Forse in Vaticano non ne sono informati, e nel collegio episcopale neppure, tuttavia non risulta che Ratzinger abbia mai smesso di essere teologo, né da arcivescovo e cardinale, né da papa, né dopo la rinuncia al pontificato.
[3 aprile 2021]

Franco e Ciccio editorialisti
Nel suo editoriale in prima pagina, Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, annuncia: «Vesto i panni di Sancio Panza». Grafia adottata anche nel titolo: «Gratteri, Don Chisciotte e Sancio Panza». Il personaggio del romanzo di Miguel de Cervantes in realtà si chiama Sancho fin dalla prima edizione di El ingenioso hidalgo Don Quixote de la Mancha, uscita nel 1605 (dove l’autore lo chiamava Sancho Pança). Vero che l’italianizzato Sancio nella prima metà del secolo scorso fu usato, seppure raramente, da firme importanti (una su tutte: Curzio Malaparte), tuttavia oggidì lo si ritrova scritto così solo nella versione italiana di Wikipedia, non propriamente tra le fonti più accreditate. Sempreché Sallusti non abbia attinto al titolo di un film del 1968, Don Chisciotte e Sancio Panza, con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
[4 aprile 2021]

Villoresi, torna!
In un articolo in memoria dell’inviato speciale Luca Villoresi, pensionato della Repubblica morto a 71 anni, il suo collega Daniele Mastrogiacomo parla della solitaria indagine che il giornalista condusse sul covo di via Montalcini, dove le Brigate rosse tenevano prigioniero Aldo Moro: «Gli agenti avevano bussato, nessuno aveva risposto e avevano deciso di proseguire nelle ricerche. La mancata perquisizione resta un mistero: uno dei principali in 55 giorni di sequestro. Se la polizia avesse fatto irruzione come faceva sempre, il presidente del Consiglio si sarebbe salvato e il vertice delle Br sbaragliato». Qui Villoresi avrebbe estratto la matita blu: l’ultima volta che Moro fu presidente del Consiglio risaliva a dieci anni prima. Quando venne rapito era presidente del Consiglio nazionale della Democrazia cristiana, mentre a Palazzo Chigi sedeva Giulio Andreotti.
[4 aprile 2021]

Poco vigili in redazione
Il Corriere della Sera pubblica una foto di Alberto Sordi vestito da pizzardone, nel gesto imperioso di sollevare la mano destra per comandare l’alt ai veicoli. «“Il vigile”. È il film del 1960 di Luigi Zampa con Alberto Sordi che rese famosa la pedana di piazza Venezia», si legge nella dicitura. Non è così. Nel film citato, Sordi è il vigile motociclista Otello Celletti, indossa solo guanti di pelle nera, mai bianca, e non dirige certo il traffico sulla pedana di piazza Venezia, semmai insegue e multa il sindaco (Vittorio De Sica) e l’attrice Sylva Koscina che interpreta sé stessa. La foto di scena apparsa sul Corriere si riferisce invece a Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo di Mauro Bolognini, uscito nel 1956 (il film di Zampa è del 1960). L’altro vigile che appare con Sordi in piazza Venezia è Nino Manfredi, intento a rilevare i decibel dei rumori provocati dal traffico e dal fischietto del collega. Piccola curiosità: alle spalle di Sordi, sul palazzo d’angolo, è appeso un cartello pubblicitario dello studio medico «Prof. Galeazzi Lisi», che si presume fosse l’archiatra pontificio Riccardo Galeazzi Lisi, cioè il medico personale di Pio XII, il quale due anni dopo venderà a Paris Match una ventina di foto del Papa morente scattate di nascosto.
[31 marzo 2021]

Renzi T. l’extraterrestre
Titolo dal Fatto Quotidiano: «Eni e Renzi T.: notizie poco gradite ai giornaloni». Chi sarà Renzi T., tenuto conto che nel corsivo sottostante non vi è traccia di costui? (Trattasi di Renzi Tiziano, identità alla quale i volenterosi lettori dovrebbero pervenire per conto proprio dal seguente indizio: «A proposito di Renzi, come avranno dato la notizia del rinvio a giudizio del babbo e della mamma di Matteo per bancarotta fraudolenta?». E poi ci si lamenta che la gente non legga più i giornali).
[12 marzo 2021]

Morte di un virus
Sommario dalla Verità: «Usando come scudo le morti del virus (e snobbando le altre) viene calpestata l’esigenza di benessere fisico e psichico, il bisogno di respirare all’aria aperta». Quindi non è vero che il Covid-19 è invincibile: muore da solo più e più volte.
[12 marzo 2021]

Corinto o Suez per me pari sono
Non disponendo di foto della nave cargo Given Even incagliata e disincagliata nel Canale di Suez, Libero se la cava con un’immagine d’archivio del Canale di Corinto, aperto nel 1893 per mettere in comunicazione il mar Ionio con l’Egeo, non certo il Mediterraneo con il mar Rosso. Titolo: «Canale di Suez da record». Siamo d’accordo.
[25 marzo 2021]

Poco colto in flagranza
«Ma l’azione dell’intelligence russa stavolta è stata colta in fragranza», scrive Marco Conti sul Messaggero. Fragranza di borsch o flagranza di reato?
[1 aprile 2021]

Non me paro giusto
Sul Fatto Quotidiano, nell’editoriale di prima pagina del direttore Marco Travaglio si legge: «Segue una raffica di slogan copiati paro paro dal catalogo berlusconiano». Per quanto diffusa nel gergo dell’Italia centrale, l’espressione non è corretta. Si dice a paro a paro, come insegnano i dizionari, ma anche Dante nella Divina Commedia («venendo teco sì a paro a paro», Purgatorio, canto 24), Ludovico Ariosto nell’Orlando furioso («e poi, di molte cose a paro a paro tra lor parlando, in Montalban tornaro», canto 23), Giovanni Pascoli («e lo schiavo stradò col suo cantore a paro a paro», Il poeta degli Iloti), Gabriele D’Annunzio («e i solchi seguivano il corso del fiumicello a paro a paro», Notturno). Altrimenti basta scrivere pari pari.
[4 aprile 2021]

Falla respirare
Titolo dall’Ansa: «Al via il processo Floyd, l’America col fiato sospeso». Agente Derek Chauvin, le tolga il ginocchio dal collo.
[30 marzo 2021]

Il partito della areazione
Dal quotidiano online La Tecnica della Scuola: «Il Pd cambia linea sulla scuola, Ghizzoni chiede areazione automatica delle aule e connessioni web all’altezza». Lo strafalcione è ripetuto nel testo firmato da Alessandro Giuliani. Tecnica da perfezionare. Magari tornando a scuola. (Attenuante generica: areazione in luogo di aerazione compare nel comunicato ufficiale dell’ex deputata Manuela Ghizzoni, riportato nel sito del Pd. Aggravante specifica: Ghizzoni è stata presidente della commissione Cultura e Istruzione della Camera ed è l’attuale responsabile Istruzione, Università e Ricerca del Partito democratico).
[2 aprile 2021]

Tunnel carpale
Ecco come La Stampa presenta nel suo sito il video del primo tunnel navale al mondo sotto le montagne: «Anunciato anni fa, ora il via libera alla costruzione. Sarà lungo un chilometro e seicento metri e lago 25 metri, e verra scavato sotto la penisola montuosa di Stadhavet nella Norvegia nordoccidentale. (...) Le navi che navigano nei dintorni di Stadhavet sono spesso colpite da maree agitate e maltempo e devo aspettare giorni prma di proseguire. In questo modo la scorciatoria permettere di giungere a destinazione in pochi minuti». I famosi errori di stumpa.
[23 marzo 2021]

Sloane Ave Maria
Indispettita dal magnanimo gesto di papa Bergoglio e impegnata a difendere i propri padroni di Gedi, citati in giudizio dal cardinale Angelo Becciu con una richiesta di risarcimento da 10 milioni di euro da devolvere in beneficenza, Maria Antonietta Calabrò arriva a chiedersi sull’Huffington Post: «Ma Papa Francesco è un cerchiobottista?». E cita, come presunto elemento di contraddizione, il fatto che il Pontefice «abbia dato forfait alla Messa in Coena Domini (che ricorda l’Istituzione dell’Eucarestia e da inizio al Triduo Pasquale) nella Basilica di San Pietro», senza accento, «e invece alla stessa ora abbia detto messa privatamente insieme al cardinale Becciu a casa sua». Il che a giudizio della giornalista di scuola ciellina «sembra contrastare con le solenni parole pronunciate sabato scorso per l’apertura dell’anno giudiziario del Vaticano in cui spronava i magistrati a essere incisivi nella lotta contro i crimini finanziari, con un indiretto ma evidente riferimento anche alle indagini in corso sull’acquisto del Palazzo [sic] di Londra di Sloane Ave». Sì, Ave Maria. Senza Antonietta.
[2 aprile 2021]

Consecutio/1
Wanda Marra sul Fatto Quotidiano: «Ieri la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen interviene per fornire dei dati». Per cui oggi sarà intervenuta, mentre domani intervenne.
[26 marzo 2021]

Consecutio/2
Chiara Sabelli su Domani: «Eppure la scorsa settimana la rivista scientifica Nature, una delle più prestigiose al mondo, titola». E la prossima settimana titolò.
[6 aprile 2021]

Le regole della geografia
«Covid, viaggiare all’estero si può: le regole da rispettare per partire (e tornare)». Così viene presentata una guida sulle pagine Facebook della Repubblica e di altre testate Gedi, fra cui la Gazzetta di Mantova e il Corriere delle Alpi. Specifica il testo: «Più facile spostarsi nei Paesi europei (non tutti) e in alcuni Paesi asiatici come l’Australia, la Nuova Zelanda». Restiamo in attesa che nel terzo gruppo editoriale italiano scoprano l’esistenza dell’Oceania.
[29 marzo 2021]

La sferza della verità
Incipit della rubrica Senza infingimenti di Ettore Martinelli sulla Verità: «Nel giorno del suo addio alla segreteria del Pd, Nicola Zingaretti è uscito dal seminato sferzando un colpo da teatro dell’assurdo». Ma che stai a di’? Rientra nel seminato sferrando un colpo ai solecismi, dài.
[27 marzo 2021]

Concordanze
Titolo da Domani: «In Italia Greenpeace e un fronte comune di ong prova a fermare questi tentativi». Ci pare un tentativo plurale più che singolare.
[29 marzo 2021]

Pagati per partire
Titolo di una notizia da Londra diramata dall’Ansa: «Covid: Gb, 5000 sterline a chi cerca di partire senza motivo». Presi d’assalto aeroporti, stazioni e porti del Regno Unito.
[23 marzo 2021]

E che c’azzo!
In un articolo di argomento ecumenico sul Riformista, Fabrizio Mastrofini torna sul caso di Enzo Bianchi, il fondatore che il Papa ha cacciato dalla Comunità di Bose: «Che c’azzecca con il Concilio e con l’ecumenismo? C’azzecca nel senso che è davvero necessaria una drastica rivoluzione nel modo di pensare». Di fronte a tanta sicurezza, non sappiamo che dire, ma certo è necessaria un’urgente rivoluzione nel modo di scrivere, e che c’azzo!
[1 aprile 2021]

Capegruppo
Nel fondo che occupa come ogni giorno l’ultima colonna a destra sulla prima pagina del Fatto Quotidiano, sempre sapido e vescicante, Marco Travaglio infila alla settima riga un sorprendente quanto stridente «delle nuove capegruppe». Non ci siamo, direttore. Il plurale di capogruppo diventa i capigruppo al maschile mentre resta invariato al femminile, quindi le capogruppo. Sulla regola concordano i dizionari Treccani, Zingarelli 2021 e Devoto-Oli. Essa peraltro venne fissata 65 anni fa da Aldo Gabrielli nel Dizionario linguistico moderno: «A noi l’unica soluzione possibile sembra quella di lasciare il nome invariato nella forma singolare (il, la caposquadra; i capisquadra; le caposquadra; il, la caporeparto; i capireparto; le caporeparto; e simili)».
[1° aprile 2021]

Rivolgimenti linguistici tombali
Commentando sul Corriere della Sera il film Genitori vs Influencer di Michela Andreozzi, interpretato da Fabio Volo, il noto critico cinematografico Paolo Mereghetti scrive: «L’adolescente Simone (come la De Beauvoire, che forse si rivolterà nella tomba) passa dalla lettura ai social – e ci stà – ma perché diventa addicted di una influencer simil-Ferragni». L’ipotesi sepolcrale ci pare implausibile: la scrittrice e filosofa si chiamava infatti Simone de Beauvoir. A rivoltarsi nella tomba semmai è il grande linguista Tullio De Mauro per quello stà, essendo noto anche nella scuola primaria che le forme sto e sta (prima e terza persona singolare) del verbo stare non vanno accentate.
[1° aprile 2021]

A che serve il vaccino
«Vaccini: Policlinico Bari, Pfizer efficace contro infezione», titola l’Ansa. Il flash d’agenzia viene ripreso pari pari dai siti di vari media, dal Fatto Quotidiano all’Unione Sarda, fino al Tgcom 24 di Mediaset. Nella notizia si specifica che il vaccino è «efficace anche contro l’infezione». Noi pensavamo invece che fosse efficace solo contro il respiro corto.
[22 marzo 2021]

Diario dall’iperuranio
«Incredibile. Leggo che, secondo uno studio di un Istituto Scientifico straniero ci sarebbe un pianeta che ha una temperatura superficiale simile a quella di Venere e un’atmosfera compatibile con le forme di vita», scrive Maurizio Costanzo nella sua rubrica Il diario sulla prima pagina del Tempo. «Questo pianeta, che però si trova a distanza di 26 milioni di anni luce, sarebbe abitabile anche dai terrestri. Il pianeta si chiama “Gliese 486b”. Purtroppo non so calcolare quanto ci può impiegare un’astronave con umani a fare 26 milioni di anni luce. Non facciamoci illusioni, temo che questo pianeta o si avvicina o è meglio far finta di niente». Dài, Gliese, metti in moto e vieni a trovarci.
[22 marzo 2021]

Lo zero virgola virgola
«Una trentina di decessi su decine di milioni di vaccinati fanno in percentuale lo 0,000 virgola», scrive Massimo Fini sul Fatto Quotidiano. Suggestiva osservazione. Ma in un numero decimale non esistono le virgole dopo la virgola.
[23 marzo 2021]

E per fortuna il monito è chiaro
«Il monito è chiaro: “È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”», scrivono Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera. Quindi è fondamentale che la popolazione eviti di rimanere a casa il più possibile?
[27 marzo 2021]

Scanzate che lascia l’impronta Scanzi
Nel bel mezzo dell’inchiesta aperta dalla Procura di Arezzo circa le procedure della vaccinazione anti Covid alla quale Andrea Scanzi non aveva diritto, il giornalista scrive sul Fatto Quotidiano: «Se a ciò si aggiunge un’impronta economica dichiaratamente improntata alla destra tecnocratica, ci si domanda quanto ancora Pd, M5S e Leu saranno disposti a sopportare un governo travestito da unità nazionale, ma nei fatti sempre più destrorso». Questa impronta improntata dev’essere diretta conseguenza dell’iniezione iniettata a Scanzi.
[23 marzo 2021]

Tombini a tutta pagina
Titolo da Libero: «La chiacchiere dei grillini finiscono in un tombino». Di norma nella presente rubrica non vengono segnalati i refusi (a parte quelli che sortiscono effetti comici), ma qui l’eccezione è d’obbligo: se un titolo sbagliato passa inosservato al vaglio di capiservizio, capiredattori, vicedirettori e direttore responsabile anche quando è disteso su tutta la pagina, come in questo caso, non c’è da stare allegri.
[30 marzo 2021]

Verità cattoliche
«Sant’Ignazio da Lojola si rivolta nella tomba», osserva sulla Verità la scrittrice Silvana De Mari. Per essere una cattolica, lo conosce poco: il religioso spagnolo che fondò la Compagnia di Gesù è sant’Ignazio di Loyola.
[22 marzo 2021]

Verità sommarie
Sommario dalla Verità: «Nel provvedimento di sequestro dei beni dei mediatori d’oro, il pm punta le “entrature” con Mr Invitalia». Il verbo puntare in questo caso è intransitivo, pertanto richiede la preposizione articolata formata con su o con a, non l’articolo: avanzare direttamente e risolutamente in una determinata direzione («punta sulle “entrature”») oppure, in senso figurato, mirare a un determinato obiettivo e impegnarsi con tutte le proprie forze per raggiungerlo («punta alle “entrature”»).
[19 febbraio 2021]

Inferno rivisitato
Dalla Gazzetta di Mantova: «Lo slogan scelto da Libera è: “A ricordare e riveder le stelle”, citando l’ultimo verso dell’Inferno di Dante Alighieri, a 700 anni dalla sua morte». A noi par di rammentare che suoni così: «E quindi uscimmo a riveder le stelle». Ma forse abbiamo ricordi confusi.
[19 marzo 2021]

Quella Toia di Patrizia
Sul sito della Repubblica compare un «longform» (nel giornale fondato da Eugenio Scalfari adesso i pezzi di lettura molto lunghi li chiamano così), che ha per titolo «Perché il Pd non è mai nato davvero, una crisi permanente». In testa sono riportati gli autori dell’imponente lavoro: «Carlo Bonini (coordinamento editoriale), Stefano Cappellini, Emanuele Lauria, Luciano Nigro, Concetto Vecchio, Giovanna Vitale, con un editoriale di Ezio Mauro, coordinamento multimediale di Laura Pertici, video di Francesco Giovannetti, grafiche e immagini di Gedi Visual». Fra tali grafiche, ve n’è una che rappresenta l’albero genealogico del Pd. Nelle radici figura la Dc, con un segno «+» interattivo. Cliccandoci sopra, compaiono i nomi dei seguenti fondatori del Partito democratico, provenienti dalla Democrazia cristiana: «Rosy Bindi, Giuseppe Fioroni, Marco Follini, Enrico Letta, Agazio Loiero, Rosa Russo Iervolino, Angelo Rovati, Antonello Soro, Patrizia Troia». Ci sentiamo di spezzare una lancia in favore dell’ultima, che è stata deputata, senatrice, due volte ministro, parlamentare europea e soprattutto si chiama Toia.
[25 marzo 2021]

Specchio deformato
In un ritratto sullo Specchio, settimanale della Stampa, Niccolò Zancan racconta di Alberto Malesani, ex allenatore di Chievo, Fiorentina, Parma, Verona, Panathinaïkos e varie altre squadre di calcio: «Adesso si dedica al vino. Ha una piccola azienda sulle colline della Franciacorta, la terra dove è nato». Due errori in tre righe: La Giuva, la cantina di Malesani, si trova a Trezzolano, sulle colline della Val Squaranto, in provincia di Verona; la Franciacorta è in provincia di Brescia, mentre l’ex trainer è nato a Montorio (Verona). Piuttosto deformato, per essere un ritratto allo Specchio.
[28 marzo 2021]

Villa Torlonia non è una chiesa
«Roma, 24 aprile 1930: Edda Mussolini saluta davanti alla chiesa di S. Giuseppe, vicino allo sposo Galeazzo Ciano e sotto lo sguardo del padre Benito (a sinistra)», si legge in una didascalia su Sette, settimanale del Corriere della Sera. In realtà l’immagine ritrae Edda e Galeazzo neosposi che si affacciano dal portico colonnato di Villa Torlonia, residenza romana del Duce. Il matrimonio fu invece celebrato nella vicina chiesa parrocchiale di San Giuseppe, sulla via Nomentana.
[26 marzo 2021]

Sono solo soli
Titolo da Domani: «Il governo lascia solo il commissario e la Calabria». Nel senso che abbandona al loro destino soltanto questa regione e il suo commissario oppure che lascia soli il commissario e la Calabria»? Dalla lettura del testo, sembrerebbe vera la seconda ipotesi. Nel qual caso il titolo è sgrammaticato.
[25 marzo 2021]

Con vero piacere
Nella sua rubrica Ma mi faccia il piacere, sulla prima pagina del Fatto Quotidiano, il direttore Marco Travaglio scrive: «Non sappia la destra ciò che fa la sinistra». Se voleva essere un riferimento al Vangelo, la citazione risulta sbagliata, poiché nell’originale le due mani figurano nell’ordine inverso: «Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra» (Matteo 6, 3). Poi scrive: «Monsieur de Pompadur», rifacendo il verso alla nota madame, ma anche qui c’è un errore: era la marchesa di Pompadour (al secolo Jeanne-Antoinette Poisson). Infine, scrive due volte perchè, anziché perché. Ma a questa travagliata accentazione ormai abbiamo fatto il callo, essendo per lui abitudinaria.
[29 marzo 2021]

Dove Vaime?
Dalla prima pagina del Corriere della Sera: «Vaime, la firma di radio e tv». Titolo intuitivo, data la presenza di un occhiello («Aveva 85 anni») con il verbo all’imperfetto. Tuttavia, se uno muore, sarebbe buona norma scriverlo.
[29 marzo 2021]

Doppio choc
Dalla prima pagina del Giornale. Occhiello: «Choc in Francia». Titolo: «Foucault choc. “Il filosofo era pedofilo”». Un po’ scioc ripetere nella prima riga del titolo lo stesso concetto contenuto nell’occhiello, per di più con lo stesso sostantivo.
[29 marzo 2021]

Res publica
Titolo dalla Repubblica: «La vittoria dei tirocinanti: “In lista”». Sommario: «Lorem ipsum dolor sit Consectetur adipiscing elit». Vabbè che il giornale si pubblica a Roma, però eviteremmo il latino (simulato): ci accontentiamo dell’italiano. A condizione che i distratti redattori si ricordino di rimpiazzare il testo segnaposto con frasi di senso compiuto.
[20 marzo 2021]

Notarnicola sarebbe morto
Il Fatto Quotidiano dedica un servizio alla morte di Sante Notarnicola, 82 anni, ultimo componente della banda Cavallero, che negli anni Sessanta terrorizzò Milano. Massimo Novelli racconta che cosa fece dopo essere stato rimesso in libertà al termine di una lunga detenzione: «Sante continuò a scrivere e aprì osterie di “compagni” in giro per l’Italia, come a Bologna, dove sarebbe morto ieri, a 83 anni». Sarebbe morto. Quindi potrebbe essere ancora vivo.
[23 marzo 2021]

Chi salta il fosso e chi ci cade
Titolo dalla Verità: «Vendetta Pd: “ruba” assessori a Sala. Il saltafosso del sindaco con i Verdi non è affatto piaciuto al partito». Al massimo s’è trattato del salto della quaglia, visto che saltafosso è voce settentrionale che significa tranello.
[20 marzo 2021]

Non mi mascherino più
In un reportage dalla Serbia sulla situazione della pandemia e delle vaccinazioni, Francesco Battistini, inviato del Corriere della Sera, riferisce che «la gente fiduciosa non si mascherina più». La consideriamo una benedizione per la lingua italiana.
[23 marzo 2021]

Torture cinesi
Titolo dalla Verità: «Cingolani smontato sulla carne che inquina». Una nuova tortura cinese?
[5 marzo 2021]

Debito di ossigeno
Titolo dalla pagina online di Repubblica Salute e dal sito di Repubblica: «Facciamo un bel respiro. Un libro dedicato al gesto che ripetiamo 25 volte al giorno». Giornalismo dal fiato corto.
[19 marzo 2021]

Tamponamento a catena
In un servizio dal Policlinico Gemelli, sul Corriere della Sera, Claudio Rinaldi scrive: «A tutti i pazienti prima di entrare viene fatto il tampone antigienico». Ne è davvero convinto, perché otto righe dopo insiste: «Un uomo sulla cinquantina sta aspettando l’esito dell’antigienico della madre». E verso la fine lo fa ripetere anche all’incolpevole Francesco Franceschi, direttore del pronto soccorso: «Per questo è importante fare il tampone antigienico a tutti, anche a chi non ha alcun sintomo». In attesa di tornare al test antigenico, ecco spiegata la scarsa igiene che facilita la diffusione del coronavirus.
[21 marzo 2021]

Perdere ai punti (esclamativi)
In una disquisizione sulla prima pagina dell’Osservatore Romano, in cui parla delle «preghiere audaci» che «sono sempre piaciute a Dio», Giovanni Cesare Pagazzi scrive che nel salmo 51, il Miserere, il re Davide «si rivolge a Dio con una raffica di comandi: “Cancella!”, “Lavami!”, “Purificami!”, “Aspergimi!”, “Fammi sentire gioia e letizia!”, “Non guardare!”, “Crea!”, “Rinnova!”, “Non scacciarmi!”, “Rendimi la gioia!”, “Sostienimi!”, “Liberami!”, “Ricostruisci!”». La sventagliata di punti esclamativi esiste solo nella fantasia di Pagazzi. Nel salmo 51 tratto dalla Bibbia approvata dalla Conferenza episcopale italiana, e riportato nel sito della Santa Sede, di questi segni d’interpunzione non se ne trova neppure uno. Nelle Sacre Scritture fino al XV secolo non vi è traccia del punto esclamativo, come documentato negli atti del seminario internazionale su «Grafia e interpunzione del latino nel Medioevo», tenutosi a Roma nel 1984 e pubblicati da Edizioni dell’Ateneo. Né potrebbe essere diversamente, considerato che fu Coluccio Salutati (1332-1406) il primo a descrivere nell’Ars punctandi quello che venne definito il segno d’ammirazione, o d’esclamazione, o d’enfasi. Quindi la selva di esclamativi apparsa sul giornale del Papa rappresenta solo una deplorevole preferenza dell’articolista, il quale è riuscito ad aggiungerne altri sette prima di concludere. Ciò appare tanto più grave se si considera che Giovanni Cesare Pagazzi è un sacerdote e insegna teologia dogmatica ai seminaristi delle diocesi di Crema, Cremona, Lodi, Vigevano e Pavia. Penitenza quaresimale: leggere Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway, dove vi è un solo punto esclamativo («“Ecco!” disse ad alta voce e diede uno strappo violento con tutt’e due le mani»).
[20 marzo 2021]

La giovane Cassazione
Sempre a proposito di segni d’interpunzione. I giornalisti hanno preso la cattiva abitudine, soprattutto nei titoli, di usare la virgola al posto del punto. Con esiti tragicamente esilaranti, come dimostra questo sottotitolo formulato dall’Ansa per la notizia della definitiva assoluzione di Umberto Bindella, processato con l’accusa di aver ucciso la studentessa pugliese Sonia Marra: «Lo ha deciso Cassazione, la giovane scomparsa a Perugia nel 2006». La nuova identità della signora Cassazione è stata riportata senza un plissé da Sky Tg24. L’Ansa è l’Ansa, si sa. Non si discute.
[19 marzo 2021]

E occorreva scriverlo in due?
Parlando sulla Stampa del problema delle vecchie cartelle esattoriali, Alessandro Barbera e Amedeo La Mattina scrivono che «il capo dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Ruffini ne parla da quando è nominato alla guida di Equivalata», alias Equitalia, e che si è tenuto «un vertice al Ministero dello Sviluppo economico, nell’ufficio di Giorgetto», alias Giorgetti. Uno strafalcione a testa e palla al centro.
[20 marzo 2021]

Zona retrocessione
Dal Fatto Quotidiano: «15% è la parte dello stipendio che i politici, i manager pubblici e dirigenti sanitari nominati in quota Lega in Lombardia, dovevano retrocedere al partito. La quota in questi ultimi anni si è abbassata al 10%». Lo Zingarelli 2021 dà solo questi significati per retrocedere: «Farsi indietro, indietreggiare; desistere, recedere; arretrare; subire la retrocessione; fare tornare a un grado, una posizione inferiore». Per un accordo interno, i manager leghisti consegnano, donano, restituiscono, danno, ritornano, rendono al partito parte di quanto incassano per l’incarico pubblico ricoperto. Mancano i soldi, non i verbi appropriati.
[24 febbraio 2021]

Tweet indecente
Investita dalle critiche per il disastro del sistema Aria della Regione Lombardia, costato 20 milioni di euro, l’assessore al Welfare, Letizia Moratti, scrive su Twitter: «L’inadeguatezza di @AriaLombardia incapace di gestire le prenotazioni in modo decente rallenta lo sforzo comune per vaccinare. È indecente!». Se il modo di gestire non è decente, pare lapalissiano che sia indecente. Quindi il tweet a che serve?
[22 marzo 2021]

Rallentare lentamente
Titolo dalla Verità: «L’epidemia rallenta (lentamente)». Rallentare accelerando è già più difficile.
[25 marzo 2021]

Nel modo sbagliato
Sommario dalle pagine culturali di Libero per un articolo sui 700 anni dalla morte di Dante: «Perfino la cultura di sinistra che lo aveva rimosso, grazie a Benigni, ora lo celebra (nel modo sbagliato)». Lo aveva rimosso grazie a Benigni oppure ora lo celebra grazie a Benigni? In ogni caso, è scritto nel modo sbagliato.
[24 marzo 2021]

La parrocchia Carcere
Didascalia dalla Verità: «Don Marco Pozza, parroco del carcere Due palazzi di Padova, dialoga con papa Bergoglio in televisione». È il primo penitenziario nella storia dell’umanità a essere trasformato in parrocchia dalla stampa. Succede quando un pontefice dà del tu al cappellano, e viceversa.
[12 marzo 2021]

Necrolingua
Necrologio dalla Gazzetta di Mantova: «Improvvisamente è andato all’affetto dei sui cari Giuseppe Savio di anni 81». C’è chi manca all’affetto dei «sui cari» (sic) e chi ci va.
[15 marzo 2021]

I giornali danno i numeri
Sommario della Stampa a corredo di un articolo dello scrittore Nicola Lagioia sull’ecatombe provocata dal coronavirus a Bergamo: «29.459 i morti finora registrati per Covid nella città lombarda». Al 21 marzo, i decessi per l’infezione dall’inizio della pandemia risultavano 29.799 in tutta la Lombardia. Urge toccatina scaramantica.
[18 marzo 2021]

Informazione del Pfaizer
Articolo di apertura a firma di Claudia Luise della Stampa sulla prima pagina della cronaca di Torino: «Nei prossimi quindici giorni, quindi entro il 5 aprile, dovrebbero arrivare in Piemonte 469.510 dosi dei tre vaccini: 106.700 di AstraZeneca, 66.800 Moderna e 296.010 di Pfaizer». La Pfaizer, in luogo di Pfizer, è ripetuta anche a pagina 32. Informazione del paiffero.
[21 marzo 2021]

Svarioni da brivido
«L’impresa da brivido. La finlandese Nordblad batte il record di tutti i tempi per le immersioni sotto il ghiaccio. Ben 2 minuti e 42 secondi a una profondità di 103 metri», annuncia l’Ansa. In realtà Johanna Nordblad ha coperto in costume da bagno e senza pinne una distanza di 103 metri appena sotto la superficie ghiacciata, non certo in profondità. La notizia è stata riportata pari pari dai siti di molti giornali (La Stampa, Gazzetta dello Sport, Il Sole 24 Ore, Quotidiano Nazionale, Il Fatto Quotidiano, La Gazzetta del Mezzogiorno, L’Arena, Bresciaoggi), accompagnata dal video dell’impresa, dal quale si capisce benissimo che la nuotatrice non è scesa negli abissi. Ma l’Ansa resta la Gazzetta Ufficiale anche quando sbaglia.
[19 marzo 2021]

Necessità impellenti
La Repubblica presenta una pagina di domande e risposte, a firma di Viola Giannoli, riguardanti le nuove zone rosse decretate dal governo per arginare la pandemia. Eccone una: «Si può usare il bagno nei bar? No, salvo casi di assoluta necessità (non meglio precisati)». Provi a lavorare di fantasia.
[15 marzo 2021]

C’è chi vicedirige e chi viceregna
Didascalia dalla Verità: «Ex di via Solferino. Pierluigi Battista ha vicediretto il Corriere». E il viceré delle Indie che faceva? Viceregnava?
[21 marzo 2021]

Fasce elastiche
Parlando del vaccino di Astrazeneca, Federico Fubini scrive sul Corriere della Sera che uno studio indipendente delle Università di Edimburgo e di Wellington «dimostrava un’efficacia del 94% per tutte le fascie d’età». È ben vero che quel plurale di fascia è letterario (lo usarono, fra gli altri, Giovanni Boccaccio, Pietro Bembo, Torquato Tasso, Giacomo Leopardi, Antonio Fogazzaro, Edmondo De Amicis e Giovanni Pascoli), tuttavia nell’italiano dei nostri giorni si scrive fasce, secondo la regola fissata da Aldo Gabrielli – era il lontano 1956 – nel Dizionario linguistico moderno: «Quando la i delle terminazioni -cia e -gia è accentata, questa rimane sempre anche nel plurale: farmacia, farmacie, bugia, bugie (conclusione ovvia, ché qui la i, anche agli effetti della pronunzia, non sarebbe in nessun caso sopprimibile); b) quando la i è àtona, cioè non reca accento, resta nelle forme plurali se -cia e -gia sono precedute da una vocale; si sopprime se sono invece precedute da una consonante; perciò: audacia, audacie, ferocia, ferocie, fiducia, fiducie, camicia, camicie; randagia, randagie, ciliegia, ciliegie, cupidigia, cupidigie; e invece: lancia, lance, guancia, guance, faccia, facce, minaccia, minacce, provincia, province, denuncia, denunce; bolgia, bolge, scheggia, schegge, pioggia, piogge, orgia, orge, ecc.». Conclusione di Gabrielli: «La stessa regola varrà quindi anche per le parole terminanti in -scia, il cui plurale sarà sempre in -sce: fascia, fasce, striscia, strisce, coscia, cosce. Regola semplice, come si vede, alla portata di tutti, fin dalle prime classi elementari».
[17 marzo 2021]

Vaccino letale
Dal sito della Gazzetta del Mezzogiorno: «Taranto, bus travolge e uccide 82enne: aveva appena fatto il vaccino anti Covid». Sospese a titolo cautelare le strisce pedonali Astrazeneca.
[16 marzo 2021]

La richiesta del richiedente
L’eutanasia diventa legale in Spagna. Sommario dal titolo di Libero: «Il richiedente deve inviare la richiesta due volte ad almeno 15 giorni di distanza». Lo richiede la legge. La richiesta può essere rifiutata. Poi eventualmente si può richiedere un’altra volta.
[19 marzo 2021]

Ho perso il Filoreto
In un editoriale sul Fatto Quotidiano, riguardante le magagne della pubblica amministrazione, Filoreto D’Agostino passa in rassegna «un trentennio d’infauste riforme che hanno imposto una pesante soggezione alla dirigenza pubblica» e afferma che «per desertificare le competenze si è reso necessario» agire in cinque mosse. Ecco la seconda: «Conferire al preposto la potestà d’ordinare il settore secondo i suoi desiderata (la norma capostipite è il c. 4 bis dell’art. 17 l. 400/1988), in palmare contrasto con l’art. 97 Cost., senza contare che i continui cambi organizzativi condannano l’amministrazione a un’affannata inefficienza». Lettori assolti per non aver compreso il fatto.
[5 marzo 2021]

Era meglio morire da piccoli
Ida Bozzi sul Corriere della Sera: «Nel centenario della nascita di Andrea Zanzotto (1921-1911) si avviano le celebrazioni dedicate al grande poeta veneto». Non potendo morire prim’ancora di nascere, Zanzotto si limitò a congedarsi da questo mondo nel 2011, otto giorni dopo aver compiuto 90 anni.
[17 marzo 2021]

Leggi razziali ieri, oggi e domani
La Gazzetta di Mantova ricorda la figura dell’architetto Alessandro Rimini, che progettò la Torre San Babila, il primo grattacielo di Milano, e annota: «Le leggi razziali, dal 1938, ebbero però l’effetto di nasconderne per alcuni decenni la figura». Per la verità, restarono in vigore meno di 6 anni, essendo state abrogate dal Regio decreto legge numero 25 del 20 gennaio 1944.
[22 febbraio 2021]

Voto disgiunto
Riferendo sul Corriere della Sera i risultati delle elezioni regionali nel Baden-Württemberg e nella Renania-Palatinato, il corrispondente da Berlino, Paolo Valentino, scrive fra l’altro: «A Düsseldorf trionfano i Verdi di Winfried Kretschmann». Il dettaglio viene evidenziato anche nel sottotitolo: «Trionfo Verde a Düsseldorf». Non si capisce che cosa c’entri Düsseldorf, capitale della Renania Settentrionale-Vestfalia, un Land dove non si è votato.
[15 marzo 2021]

Il pacemaker del peacemaker
Agenzia Ansa: «Walesa ricoverato, in video dice “non so se ci rivedremo”. Domani l’intervento sul peacemaker, ma “ci sono complicazioni”». È vero che Lech Walesa è stato un peacemaker (pacificatore), non per nulla nel 1983 gli fu conferito il premio Nobel per la pace, ma il generatore di impulsi elettrici impiantato nel suo petto resta un pacemaker cardiaco. Complimenti a tutti i siti dei giornali, dall’Alto Adige alla Gazzetta del Mezzogiorno, che non si sono accorti dello svarione dell’Ansa e lo hanno pubblicato tale e quale.
[14 marzo 2021]

Stupefacenti stupori
Tommaso Di Giorgio sulla Verità parla in questi termini del Fatto Quotidiano: «Delusione e arrabbiatura per il giornale che ha creduto nell’avventura di Giuseppe Conte e osserva lo smottamento progressivo del movimento con esterrefatto stupore». Uno dei sinonimi di esterrefatto è stupito. Quindi si tratta di un caso di stupefatto stupore. Il che è stupefacente.
[20 febbraio 2021]

Mettere su sottopancia
Sul Fatto Quotidiano, nella rubrica Lo sberleffo, sotto il titolo «Se parla Scaccabarozzi urge sottopancia», Gi. Ros. critica Massimo Scaccabarozzi, presidente e ceo di Janssen, società che per la Johnson & Johnson ha messo a punto un vaccino contro il coronavirus, il quale è anche presidente di Federfarma, che rappresenta circa 200 aziende associate. Infatti nelle interviste che Scaccabarozzi ha dato ai telegiornali, «i due ruoli si sono più volte sovrapposti in modo poco elegante». Conclusione di Gi. Ros.: «Un bel cartello sopra la testa, per capire a che titolo parla nelle diverse occasioni, aiuterebbe». Sottopancia o sopratesta? Urge mettere d’accordo titolista e articolista.
[14 marzo 2021]

Nove anni dopo non ci capisce niente
Titolo su Libero: «Cucchi, il superteste e la relazione che non c’è. Il carabiniere che ha incolpato i due colleghi 9 anni dopo sostiene di aver scritto una denuncia già all’epoca». Il carabiniere ha incolpato i colleghi 9 anni dopo oppure 9 anni dopo sostiene di aver scritto una denuncia? Va’ a saperlo.
[4 marzo 2021]

Accenti spagnoli/1
Spiegando argutamente sul Corriere della Sera «perché usiamo tante parole inglesi», Beppe Severgnini, notoriamente anglofilo, scrive che «gli spagnoli non usano il mouse ma il ratòn (topo)». Spiace correggerlo, ma non è vero: gli spagnoli usano infatti il ratón, dato che in castigliano non esiste l’accento grave.
[16 marzo 2021]

Accenti spagnoli/2
Sempre a proposito di accenti in spagnolo. «Non è un caso che il presidente dei vescovi, Josè Horacio Gomez, non sia stato promosso cardinale in occasione dell’ultimo concistoro pur essendo da anni arcivescovo di Los Angeles», scrive Claudio Tito sulla Repubblica, cercando d’indovinare le prossime nomine del Papa. Forse dipende dal fatto che il prelato, di origine messicana nonché membro dell’Opus Dei, si chiama in realtà José Horacio Gómez.
[17 marzo 2021]

Dal malore all’autopsia
Titolo dalla Stampa: «Dopo il malore si attende l’esito dell’autopsia». Non era meglio aspettare che la persona in questione prima morisse?
[15 marzo 2021]

Scalfari si è convertito
Scrivendo per l’ennesima volta di papa Francesco, il fondatore della Repubblica giustifica così il loro intenso rapporto, all’apparenza incomprensibile: «Io non sono credente e il Papa non è un personaggio in cerca di amicizie giornalistiche più o meno importanti». Non resta pertanto che una spiegazione: Eugenio Scalfari si è convertito in segreto ma non vuole dirlo.
[14 marzo 2021]

Centro anch’io? Sì, tu sì
Paolo Carnevale intervista sul Corriere della Sera il figlio di Enzo Jannacci, Paolo, facendogli dire: «Molti chiedevano a mio padre cosa centrasse la carriera del medico con quella di cantante». Di sicuro qui c’è qualcuno che non c’entra nulla con la grammatica.
[17 marzo 2021]

Sbagliata la domanda. O il titolo?
Titolo dalla prima pagina di Avvenire: «Reato che non c’è. “Mare Jonio” la domanda è sbagliata». Tutto chiaro.
[5 marzo 2021]

Che mi prenda un colpo
La Verità annuncia in un titolo che «il Covid fa 30.000 morti tra chi non ha il Covid» anche a causa di «infarti presi in ritardo». Se malauguratamente dovesse prenderci un accidente, avete un’ora esatta da suggerirci?
[9 febbraio 2021]

Polizia cantonese, che cantonata
Apprendiamo dal sito del Fatto Quotidiano che «è stata ritrovata in prigione in Svizzera Gabriella Maxia, la 48enne di Decimoputzu scomparsa da casa il 26 febbraio». Arrivata a Milano, la donna sarda «ha eseguito un prelievo con la carta di credito e poi è arrivata fino a Zurigo in Svizzera dove, forse perché rimasta senza soldi, ha commesso un furto ed è stata arrestata dalla polizia cantonese». In attesa che la polizia cinese venga espulsa dalla polizia cantonale, il medesimo svarione è comparso anche sulla Gazzetta del Mezzogiorno e sul sito Sardegnalive.
[11 marzo 2021]

Il finto tecnico si finge finto tecnico
Attacco di un servizio di cronaca da Desenzano su Bresciaoggi: «Tenta la truffa fingendosi un finto tecnico del gas». Quindi era un tecnico vero?
[12 marzo 2021]

Bancone dei pegni
Nel disperato quanto sfortunato tentativo di tornare nelle grazie del Papa, che lo ha cacciato dalla Comunità di Bose, fratel Enzo Bianchi recensisce entusiasticamente su Tuttolibri della Stampa il saggio Dizionario Bergoglio, con prefazione di Antonio Spadaro, il gesuita accreditatosi quale spin doctor ombra del Pontefice argentino. Il volume analizza i «bergoglismi», neologismi coniati da Francesco con un linguaggio creativo teso a «focalizzare i concetti chiave del suo insegnamento». Scrive Bianchi: «Nel Dizionario Bergoglio troviamo due voci in spagnolo, come balcolenar, la postura di chi sta al bancone senza far nulla, guardando la vita passargli davanti. C’è poi primerear che è l’esatto opposto». Duole correggere il monaco laico, ma il primo verbo è balconear, non balcolenar, e deriva da balcone, non da bancone. Nel lunfardo – il gergo tipico della città di Buenos Aires, molto usato nel tango – il verbo balconear significa appunto star a guardare dal poggiolo o dalla finestra. Va rilevato che a individuare per primo questi neologismi, fin dal 1964, è stato il giornalista argentino Jorge Milia, che nel 2013 li analizzò a puntate sull’Osservatore Romano (Bergoglio fu suo professore nell’ultimo anno di liceo). Infine Bianchi sbaglia il nome dell’autore del libro, chiamandolo Francesco Torralba. Nel medesimo errore incorre la redazione di Tuttolibri, ripetendo il nome di battesimo sbagliato nella didascalia sotto la copertina del volume. Sulla quale si legge correttamente Francesc Torralba, e non Francesco (nome completo Francesc Torralba Roselló, filosofo e teologo originario di Barcellona).
[13 marzo 2021]

Sommari da c.../1
Rievocando sul Fatto Quotidiano la stagione vissuta all’Indipendente, Massimo Fini racconta di un incontro a tavola nell’agosto 1993, quando l’allora direttore del quotidiano fondato da Ricardo Franco Levi gli prospettò la possibilità di passare con lui al Giornale: «Finita la cena, un po’ brilli, alzammo i calici e Vittorio esclamò: “In culo al Berlusca, restiamo all’Indi”». Donde il sommario dell’articolo: «“In culo al Berlusca” mi diceva, ma ci andò». O il titolista non ha compreso ciò che ha letto o davvero Feltri, accettando di dirigere Il Giornale, andò in culo al Berlusca. E questa sarebbe la notizia dell’anno.
[12 marzo 2021]

Sommari da c.../2
La Stampa riporta una frase sul vaccino Astrazeneca, pronunciata dal generale Paolo Figliuolo in un colloquio con il Corriere della Sera e Il Foglio: «È stato pubblicizzato male, purtroppo. Dai miei incontri con i vertici dell’Ema mi è stato ribadito che è un prodotto fortissimo». Ed ecco come il titolista l’ha tradotta in un sommario: «È stato pubblicizzato male, purtroppo i vertici dell’Ema mi hanno ribadito che è un prodotto fortissimo». Premio Capire 2021, ex aequo con Il Fatto Quotidiano.
[14 marzo 2021]

Diversità grammaticali
Sulla Verità, in prima pagina, la scrittrice Silvana De Mari osserva che «le donne sono completamente diverse degli uomini e gli uomini sono completamente diversi delle donne». Il dettaglio non ci era sfuggito. Tuttavia ci preme ribadire che, per entrambi i generi, in italiano la preposizione articolata si forma con il da, quindi «dagli uomini» e «dalle donne».
[9 marzo 2021]

Sorpassi a Monopoli
Titolo dalla Repubblica: «In lockdown senza passare dal via. Il Monopoli del virus un anno dopo». Facevano prima a scrivere: «Italia ancora ferma tra vicolo Stretto e vicolo Corto». Titolo nella pagina seguente: «Più vaccini che contagi. Usa, il grande sorpasso grazie ai team militari». Arrivano sempre per primi al Parco della Vittoria.
[10 marzo 2021]

Italiano volgare
Azzurra Barbuto commenta su Libero la foto di Fabiana Dadone, ministro delle Politiche giovanili, ritratta con i piedi sulla scrivania del suo dicastero, scarpe di vernice rossa e tacchi a spillo: «Vuole proprio convincerci di essere figa, intanto non possiamo fare a meno di riflettere sul fatto che chiunque desideri essere preso sul serio dovrebbe guardarsi dallo scadere in un simile volgare protagonismo». Scusi, ha detto volgare?
[10 marzo 2021]

Bandiere immaginarie
«Sa tanto di stile draghiano», scrive Wanda Marra sul Fatto Quotidiano a proposito del breve filmato con cui Enrico Letta ha annunciato su Twitter la sua candidatura a segretario del Pd. E dettaglia: «Maglioncino grigio, colletto bianco e occhialetti, dietro una bandiera dell’Italia, Letta parla per 1 minuto e 20». Il tricolore sul fondo lo ha visto solo Marra. Alle proprie spalle, Letta aveva soltanto una doppia carta geografica d’Italia, senza bandiere, che rappresentava la localizzazione delle Autorità di sistema portuale, i porti di secondo livello, le Zes (Zone economiche speciali) e le sedi delle capitanerie di porto. Solo che anche le redazioni sono ormai diventate porti di mare.
[13 marzo 2021]

Ripasso espresso
Sommario dall’Espresso: «Nella battaglia con Vivendi Bolloré è stato bloccato dal governo di centrosinistra. Gli resta il contenzioso civile e un’inchiesta penale». Corso espresso di grammatica: i soggetti sono due, quindi l’accordo doveva essere al plurale («gli restano»). Per non parlare dell’ircocervo «Vivendi Bolloré», che si sarebbe potuto evitare ponendo una virgola fra il nome della società francese e il cognome del suo presidente.
[28 febbraio 2021]

Soluzione finale
Editoriale domenicale del direttore della Gazzetta di Mantova, Enrico Grazioli: «Un anno di Covid e non abbiamo avuto la soluzione finale». Meno male. Del resto dovette lasciarla a metà persino Adolf Hitler.
[14 marzo 2021]

Parrocchie Oscure
Brani scelti da un articolo firmato dalla scrittrice Silvana De Mari sulla Verità: «L’unica spiegazione logica tutto questo è che Sua Santità Benedetto XVI sia sotto attacco e sotto ricatto». «La elezione del cardinale Bergoglio al papato e valida o no?». «Sua Santità Benedetto XVI che si firma Pontifex». (Non è così: si firma «Benedictus XVI». Si firmava «Benedictus PP. XVI» quando era regnante. La sigla comunque non sta a significare Pontifex bensì Papa senza le vocali, stando al Lexicum abbreviaturarum di Adriano Cappelli, mentre secondo lo Zingarelli 2021 vuol dire Pater Patrum, Padre dei Padri; Pastor Pastorum, Pastore dei Pastori; Pastor Primarius, Primo Pastore). «Jorge Bergoglio ha rifiutato i simboli della sovranità papale, la mazzetta rossa». (È una mantellina e si chiama mozzetta; la mazzetta rossa fu recapitata da Enimont alle Botteghe Oscure, un’altra parrocchia). «La prova definitiva, quella che non lascia adito nessun dubbio». (Si scrive «dare adito a nessun dubbio»). «È altamente improbabile che un testo come un abdicazione papale». «La Declaratio scritta da Ratzinger è stata scritta». (Sembrerebbe fuori discussione). «Dare l’impressione che sia un abdicazione». (Aridaje, come dicono anche in Vaticano). Circa la Declaratio, De Mari afferma che «è stata scritta con errori ortografici impensabili». Da che pulpito.
[7 marzo 2021]

Lontano dagli occhi
Titolo dalla Repubblica: «La lezione di Mattarella in fila per farsi vaccinare lontano dalle telecamere». Chissà chi era quell’anziano signore con i capelli bianchi, entrato all’ospedale Spallanzani di Roma con al fianco Giovanni Grasso, portavoce del capo dello Stato, e filmato da tutti i tg mentre attendeva esemplarmente il suo turno seduto su una poltroncina blu della sala d’aspetto.
[10 marzo 2021]

Ma va’ a da’ via il book
Il Giornale informa che Ruffini partecipazioni, holding di Remo Ruffini, vende il 3,2 per cento di Moncler, specificando che «la cessione di azioni sarà realizzata attraverso una procedura di accelerated bookbuilding», che «nell’operazione di collocamento Bank of America e Morgan Stanley agiscono in qualità di joint bookrunner», che «Gatti Pavesi Bianchi Ludovici agisce in qualità di legal counsel italiano», che «White & Case LLP agisce in qualità di legal cousel inglese e statunitense» e che «Ruffini non potrà disporre delle azioni di Moncler senza il consenso dei joint bookrunner». Vabbè che Il Giornale si pubblica a Milano, però, come dicono a Londra, va’ a da’ via i ciapp!
[10 marzo 2021]

Dizionario adirato
Niccolò Carratelli, autore dello scoop sul misterioso viaggio di Matteo Renzi a Dubai, scrive che l’ex premier «ha incaricato i suoi legali di adire in giudizio in sede civile il nostro giornale». Lo Zingarelli 2021 avverte che il verbo adire è transitivo, pertanto già le forme come «adire alle vie legali» o simili sono da considerarsi non corrette. Figuriamoci adire un giornale in giudizio: il significato del verbo, infatti, è «rivolgersi all’autorità giudiziaria perché provveda alla tutela di un diritto o di un interesse». Quindi si dice «adire il tribunale, adire le vie legali». È vero che sul vocabolario Treccani, alla voce appellare, si legge «adire in giudizio di appello», ma il prestigioso Istituto dell’enciclopedia italiana si smentisce da sé quando lemmatizza adire come verbo transitivo.
[8 marzo 2021]

Troppi spritz
Sull’inserto culturale Domenica del Sole 24 Ore, Davide Paolini tesse le lodi dello spritz, precisando che a Padova «negli anni ’80 un gruppo di universitari ha rilanciato questo aperitivo, attraverso il sito www.spritz.it». Impossibile. Come mi raccontò Antonio Blasco Bonito, il ricercatore del Cnr che per primo digitò in Italia la sigla «www», era il 30 aprile 1986 quando a Pisa egli collegò il Centro nazionale universitario di calcolo elettronico con la rete americana delle istituzioni militari e degli elaboratori delle università connessi ad Arpanet. Ma l’interconnessione fra reti cominciò soltanto nel 1991, allorché l’americana National science foundation eliminò ogni restrizione all’uso commerciale di Internet. Infatti il sito www.spritz.it fu registrato il 1° agosto 2000, non negli anni Ottanta.
[7 marzo 2021]

Deliveroo
Titolo di apertura sulla prima pagina di Avvenire: «Poveri a domicilio». Pronta consegna.
[5 marzo 2021]

Ciak, si vira
Incipit di un articolo del Fatto Quotidiano firmato da Alessandro Mantovani e Wanda Marra: «Nella “cabina di regia” della lotta al virus entrano anche i ministri economici, si farà un tavolo tecnico per rivedere i parametri epidemiologici e per il resto l’Italia rimarrà “a colori”». Benvenuti a Cinecittà.
[24 febbraio 2021]

Possibilisti
Luca De Carolis e Paola Zanca sempre sul Fatto Quotidiano: «E poi c’è il chiaro segnale lanciatogli su Facebook da Luigi Di Maio, l’unico possibile avversario interno: “Spero che il Movimento possa accogliere Conte a braccia aperte, il prima possibile”». L’unico possibile spera che si possa il prima possibile. Non è possibile!
[24 febbraio 2021]

Acuti inutili
Intervistando Vittorio Messori sul Corriere della Sera, Stefano Lorenzetto scrive «vabbé», con l’accento acuto anziché grave. Poiché nell’originale si leggeva correttamente «vabbè», si sospetta l’intervento in extremis di un corruttore di bozze.
[3 marzo 2021]

Motociclisti sulla sedia
Didascalia dall’Arena: «L’automobilista che ha investito il motociclista seduto sulla sedia». Non ci sono più i sellini di una volta.
[4 marzo 2021]

Precedenti pericolosi
Dalle pagine della Verità, in un articolo sulle dimissioni di Nicola Zingaretti, segretario del Pd, Luca Telese osserva: «Alla fine l’onda lunga di Riad si è abbattuta come uno tsunami anche sul Nazareno. E ha prodotto un risultato senza precedenti: l’addio del primo leader – nella storia del Pci-Pds-Pd – che si dimette sbattendo la porta con un j’accuse senza precedenti». Poco più avanti aggiunge che Zingaretti lo ha fatto «postando una lettera pubblica su Facebook, segnata da una durezza senza precedenti». Infine segnala che il partito è ora in mano a una presidente, Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto, che «non ha mai avuto esperienze di dirigenza precedenti». Purtroppo lo stile di Telese ha invece parecchi precedenti.
[5 marzo 2021]

Il piccione Zingaretti
Secondo Wanda Marra del Fatto Quotidiano, quella del dimissionario Nicola Zingaretti è stata «non una fredda comunicazione, ma un messaggio fortissimo, polemico, prima di tutto emotivo, da cui trapela la difficoltà dell’uomo di fronte a un tiro al piccione quotidiano». Un uomo chiamato colombo.
[5 marzo 2021]

Il bersaglio Zingaretti
In un sommario, La Repubblica attribuisce a Nicola Zingaretti la seguente frase: «Visto che il bersaglio sono io, per amore dell’Italia e del Pd, non mi resta che fare l’ennesimo atto per sbloccare la situazione». Prendiamo atto che Zingaretti è diventato un bersaglio per amore dell’Italia e del Pd e sentitamente ringraziamo.
[5 marzo 2021]

Giornalisti all’indice
Nel Tgr Lazio delle ore 14 la conduttrice Roberta Ammendola annuncia che «il Lazio resta giallo per un soffio: l’indice Rt infatti sfiora ma non arriva all’1 per cento». Notizia priva di senso, giacché l’indice Rt viene espresso per convenzione con un numero naturale, non con una percentuale. L’Rt segnala il tasso di contagiosità del Covid-19 dopo che sono state applicate le misure di contenimento del virus. Esempio: Rt 3 significa che ogni infetto in media contagerà tre persone nel periodo considerato e queste tre persone ne contageranno altre tre a testa nel periodo successivo. Quando l’indice Rt è superiore a 1, vuol dire che ogni persona infetta sta contagiando più di una persona.
[5 marzo 2021]

Misfatto quotidiano
Titolo sopra la testata del Fatto Quotidiano: «L’Istat: c’è un milione di persone in condizioni di povertà assoluta. Eppure nel governo Draghi c’è chi vorrebbe smantellare il Reddito di cittadinanza». Sbagliato. Un milione sono gli individui che nel giro di un anno si sono aggiunti ai poveri già esistenti. I quali, secondo la stima 2020 contenuta nell’ultimo rapporto dell’Istat pubblicato il 4 marzo, si attestano ora a quota 5,6 milioni. Il quotidiano di Marco Travaglio è riuscito a ridurli dell’82 per cento in un sol colpo e si avvia dunque a pareggiare i conti con Luigi Di Maio, che nel 2018, dal balcone di Palazzo Chigi, proclamò l’abolizione della povertà.
[5 marzo 2021]

Pure alla Giustizia?
In una didascalia, La Stampa qualifica la grillina Lucia Azzolina come «ex ministra della Giustizia». Non sono bastati i danni che ha fatto all’Istruzione?
[4 marzo 2021]

E tu. E noi. E lei. Fra noi
Titoli da un’unica edizione del Giornale. «E sulla cura s’incarta pure l’ideologia rossa». «E i dem anticipano la resa dei conti». «E Bonaccini incalza». «E ora la “zona rossa” spaventa mezza Italia». «E adesso esplode la rabbia delle famiglie». «E Sputnik prepara lo sbarco in Europa». «E la giudice condanna i sansepolcrini». «E sui dossier caldi non potrà più fare melina». «E tornano le proteste». E poi e poi e poi sarà come morire (copyright Giorgia).
[5 marzo 2021]

Congiuntivite
In un servizio da New York sulla Repubblica, l’inviata Anna Lombardi scrive: «Peccato che solo lunedì il Cdcp, Center for Disease Control and Prevention, ovvero l’organo governativo che si occupa della prevenzione e monitoraggio delle malattie infettive, lo aveva detto chiaro». Congiuntivo vo’ cercando.
[4 marzo 2021]

Genova per voi
Titolo in prima pagina sul Tempo: «Dura lettera di condanna del vescovo di Genova per la corona di spine indossata da Fiorello. Bufera cattolica sul Festival di Sanremo». Non è così. A censurare «insulsaggini e volgarità» e a protestare contro il premio attribuito a «un personaggio che porta nel nome un duplice prezioso riferimento alla devozione mariana della sua terra d’origine» (Rosario Fiorello), è stato Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia e Sanremo, non di Genova.
[8 marzo 2021]

Fuori servizio
Titolo dalla Verità: «Filmava le automobili fuori servizio e poi inviava le multe: vigile indagato». In realtà le auto erano funzionanti. Quindi bisognava titolare: «Fuori servizio filmava le automobili e poi inviava le multe: vigile indagato».
[5 febbraio 2021]

Il problema è il titolista
Sottotitolo dalla Verità: «Il problema non è lui, ma la maggioranza che ha distrutto l’Italia ancora presente in Parlamento». Fa piacere che l’Italia sia ancora presente in Parlamento, pensavamo che se ne fosse andata da quel dì. Nel frattempo, si potrebbe correggere l’italiano: «Il problema non è lui, ma la maggioranza, ancora presente in Parlamento, che ha distrutto l’Italia».
[7 febbraio 2021]

Cala cala, Ta-Rocco
«Con Il Portavoce sto vendendo più di Barack Obama», è l’affermazione che Giorgio Gandola, sulla prima pagina della Verità, attribuisce a Rocco Casalino, spin doctor del premier Giuseppe Conte in due governi. Come sempre Ta-Rocco, per usare l’azzeccato nomignolo appioppatogli da Dagospia, le spara grosse. Nella sua prima settimana in libreria, Il Portavoce (Piemme) ha venduto infatti 3.665 copie, piazzandosi al 15° posto in classifica. Nella stessa settimana, Una terra promessa (Garzanti) di Barack Obama ne ha vendute quasi il triplo, 9.604, occupando il 6° posto in classifica. Si deve dedurne che Casalino non la racconta giusta. E poiché da quando è uscito, a metà novembre, il saggio di Obama ha già totalizzato 120.152 copie, per venderne di più a Ta-Rocco servirà un Grande Puntello, più che un Grande Fratello.
[2 marzo 2021]

Parentesi grappa
Nella rubrica Il racconto, sul Fatto Quotidiano, Andrea Vitali, il medico diventato romanziere di successo, si dedica a una briosa dissertazione statistica sui consumi alcolici nel bar che frequenta abitualmente. Parlando della grappa bianca, egli riferisce che essa è prediletta da «quei soggetti che, ligi a vecchi costumi, usano avviare la mattina di lavoro corroborando lo spirito con quel liquore». Definizione assai impropria: la grappa non è un liquore bensì un distillato, per la precisione un’acquavite di vinaccia che per legge può essere ricavata solo in Italia da uve raccolte e vinificate esclusivamente nel nostro Paese.
[2 marzo 2021]

Miliardi di giornate
«Se esistesse un “Archivio dei giorni perduti”, alla voce “scuola” bisognerebbe aggiungere 112 miliardi di pagine. Tanti sono i giorni di didattica in presenza che bambini e ragazzi di tutto il mondo hanno smarrito dall’inizio della pandemia, esattamente un anno fa», scrive Viola Ardone nell’incipit di un articolo sulla prima pagina della Stampa. Anche ammettendo che dall’inizio della pandemia siano state interrotte le lezioni in presenza per tutti i 365 giorni (il che non è) e che il fenomeno abbia riguardato per l’intero anno tutti i 195 Stati sovrani riconosciuti dall’Onu (il che non è), i giorni in cui sono saltate le lezioni ammonterebbero a 71.175. L’unico dato importante è che sono stati 1,2 miliardi (stima dell’Unesco) gli studenti costretti a ricorrere alla didattica a distanza, ecco tutto. Ma ciascuno di loro avrebbe perduto, nella peggiore delle più fantasiose ipotesi, 365 giorni di scuola (71.175 volendo riferirsi al totale degli Stati sovrani). Solo che è più reboante, per i giornali, parlare di 112 miliardi di giornate perse.
[3 marzo 2021]

Senso del dovere
Titoli da un’unica edizione del Domani. Pagina 9: «Per approdare al successo, i bitcoin hanno dovuto tradire la loro missione». Pagina 10: «La parentesi di Draghi deve servire a rendere Renzi inoffensivo». Pagina 11: «Per essere efficace il Recovery plan deve ripartire dalle nostre città». Ecco un giornale che ha il senso del dovere.
[22 febbraio 2021]

Sine nobilitate
Parlando dello snobismo sulla Verità, Silvana De Mari afferma: «La parola deriva da s. nob., che vuol dire sine nobilitate. Era scritto nei college inglesi di fianco ai nomi di quelli che non erano né conti né marchesi, e che quindi spesso sviluppavano un complesso di inferiorità che compensavano con un comportamento ignobile di aggressione agli umili». Trattasi di una mera ipotesi che fu avanzata, peraltro in termini un po’ diversi, da Alfredo Panzini nel Dizionario moderno (1908): «Snob è voce di incerta etimologia. Nobs, abbreviazione di filius nobilis, dicevasi nei collegi dei giovanetti patrizi; coloro che vi si accostavano o ambivano accostarsi erano detti quasi-nobs, indi snobs». Nel Grande dizionario della lingua italiana (edito fra il 1961 e il 2002), Salvatore Battaglia ne parla così: «Secondo un’opinione citata dal Panzini, ma non accreditata, deriverebbe invece dall’abbreviazione s. nob. che i cancellieri apponevano sugli elenchi delle famiglie plebee e corrispondente alla locuzione latina sine nobilitate “senza nobiltà”». Il vocabolario Treccani dirime la questione in questo modo: «È priva di fondamento l’opinione, molto diffusa, che sia un’abbreviazione della locuzione latina s(ine) nob(ilitate) “senza nobiltà”». Infine, ecco la definizione sullo Zingarelli 2021: «Voce inglese, di origine scandinava, propriamente “calzolaio, uomo rozzo”; divulgata dal Libro degli Snob, di W. M. Thackeray (1811-1863), ma presente nel gergo antico dell’Università di Cambridge per indicare ogni estraneo a quell’ambiente e come tale non socialmente qualificato».
[22 febbraio 2021]

E alla fine morì
Titolo dalla Gazzetta di Mantova del 1° marzo: «Gravissimo ma vivo il dottor Posteraro». Poiché nell’edizione del giorno precedente un altro titolo, a tutta pagina, annunciava «Il Montecchi piange il primario di Riabilitazione. II dottor Posteraro stroncato da una malattia a 62 anni», il «ma» segnalava che in redazione erano dispiaciuti non già per il macabro errore bensì perché il medico non si rassegnava a morire. L’indomani, sospiro di sollievo in pagina: «La notizia della prematura scomparsa del dottor Lucio Posteraro, 62 anni, vinto da una grave malattia, è ora confermata». Più che la scomparsa, era prematura la notizia della morte.
[2 marzo 2021]

Fissazioni
«Noi, che siamo un po’ fissati, vorremmo invece che si torni a parlare dell’urgenza del Mes». Così termina un urticante corsivo del Fatto Quotidiano, siglato FQ, che per lo stile sembrerebbe scritto dal suo direttore Marco Travaglio. Noi, che siamo un po’ fissati, vorremmo invece che si tornasse a rispettare la nostra lingua. Luca Serianni nella sua Grammatica italiana (pagina 562) insegna infatti che «se nella reggente figura il condizionale presente di un verbo indicante volontà, desiderio, opportunità (come volere, desiderare, pretendere, esser conveniente e simili)» – ed è appunto il caso in questione – «la dipendente si costruisce col congiuntivo imperfetto più spesso che col congiuntivo presente». Il linguista cita un paio di esempi, fra cui il seguente tratto da I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni: «E che vorrebbe ch’io facessi?». Non «ch’io faccia».
[25 febbraio 2021]

Violenza prêt-à-porter
Dalla Repubblica: «La violenza sta tornando di moda in ogni ambiente e a ogni latitudine, non solo nell’Est del Congo». Così il cardinale Angelo De Donatis, vicario di Roma, celebrando i funerali di Stato delle vittime dell’attentato in Congo. Eminenza, la violenza si è sempre portata bene, ci pare.
[25 febbraio 2021]

Tamponamenti anali
Titolo dalla Verità: «Usa vessati dal tampone anale cinese». Il sommario specifica: «Washington chiede di escludere i suoi funzionari dal test rettale, introdotto a gennaio». Giusto. Siamo a marzo. È tempo di toglierlo.
[27 febbraio 2021]

Francesismi
La medesima Verità insiste con i francesismi nei titoli, pur non conoscendo il francese. Dopo debacle al posto di débâcle il giovedì, ecco «Triste déja vu», anziché déjà vu, sulla prima pagina di venerdì. Davvero un triste déjà vu, in effetti.
[26 febbraio 2021]

Muti parlanti
Sul Fatto Quotidiano, nell’incipit di un articolo Wanda Marra scrive: «Chiuso nel mutismo dei momenti difficili, raccontano che Nicola Zingaretti ieri mattina non rispondeva neanche al telefono». Essendo muto, sarebbe stato difficile il contrario: la lingua dei segni al telefono non funziona. Sempre riferendosi al segretario del Pd, Marra più avanti annota: «Zinga è tornato a parlare di “vocazione maggioritaria”, ha dedicato un rapido cenno ai Cinque Stelle, citando genericamente di “alleanze”, che improvvisamente non sono più strutturali e portanti». Il verbo citare è transitivo, ergo si può citare qualcosa, non di qualcosa. Comunque constatiamo con sollievo che Zingaretti non è affatto chiuso nel mutismo: parla e cita.
[26 febbraio 2021]

Istruzione garantita
Dalla biografia del nuovo ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, riportata sul sito del dicastero: «Ha insegnato alle Università di Trento, Udine e Bologna, dove tornò come ordinario di politica economica nel 1991». Complimenti per la consecutio temporum.
[24 febbraio 2021]

Nomi d’arte
Il Domani dedica un’intera pagina d’intervista all’economista Gaël Giraud, un gesuita. L’autore, Ferdinando Cotugno, lo chiama sempre e solo Giraud, senza nome di battesimo. Penserà che sia un nome d’arte, come Platinette?
[26 febbraio 2021]

Precisione tramontata
Sommario dell’articolo intitolato «Wilder sul viale del tramonto» su Robinson, il supplemento culturale della Repubblica: «Pretesto narrativo: una ragazza greca che incontra il commediografo sul set di “Fedora”». Duole deludere il titolista, ma Billy Wilder fu regista cinematografico, sceneggiatore, produttore e giornalista, mai commediografo.
[20 febbraio 2021]

Delitti e rifiuti
Dalla Gazzetta di Mantova: «Dalle indagini effettuate la polizia locale è risalita ai produttori dei rifiuti stessi. Gli stessi dopo averli contattati sono stati multati per violazione del regolamento comunale di polizia urbana. Tra i vari scarti che erano sul posto la polizia locale ha anche trovato i responsabili di un “cold case”, un abbandono di rifiuti risalente presumibilmente a due anni fa: un uomo di Roverbella che è stato anch’egli multato». Chi ha ucciso la lingua italiana nei giornali? Ecco il vero delitto irrisolto.
[22 febbraio 2021]

Bus ubriachi
Sommario dall’Arena: «In un altro caso i poliziotti sono intervenuti per l’ennesimo passeggero di bus ubriaco». È la prova che a Verona si beve forte: sono sbronzi anche i mezzi pubblici.
[26 febbraio 2021]

Dio li fa e poi li accoppia
Claudio Petruccioli, ex presidente della Rai in quota ai Ds ed ex parlamentare, posta su Twitter un titolo della Verità («Da Grillo un bel “vaffa” a sé stesso») e commenta: «Questa volta l’impulso è solo grammaticale Vogliamo ricordarci che prima di STESSO sul SE non si mette l’accento? Almeno nei titoli!» (testuale). Morale interessante per un giornalista, qual è Petruccioli: nei titoli non si deve sbagliare invece nei testi è consentito farlo? Segue infuocato dibattito. Qualcuno gli ricorda il DOP - Dizionario d’ortografia e di pronunzia di Bruno Migliorini: «Frequenti ma non giustificate le varianti grafiche se stesso, se medesimo, invece di sé stesso, sé medesimo». Qualche altro cita la Grammatica italiana di Luca Serianni: «Senza reale utilità la regola di non accentare quando sia seguito da stesso o medesimo, giacché in questo caso non potrebbe confondersi con la congiunzione: è preferibile non introdurre inutili eccezioni e scrivere sé stesso, sé medesimo». Nulla di nuovo. È sulla stessa linea lo Zingarelli 2021 («si preoccupano solo di sé stessi; ha pensato solo a sé stesso»), che in una nota d’uso sull’accento specifica: «Quando è seguito da stesso, si può anche scrivere senza l’accento; è tuttavia consueta anche la forma accentata, per evitare equivoci che, nel caso di se stessi o se stesse, potrebbero verificarsi». Equivoci di cui il linguista Giuseppe Antonelli diede conto con un articolo illuminante uscito sul Corriere della Sera il 13 gennaio 2019, che cominciava così: «Se stessi qui a fare polemica, dovrei semplicemente invitare tutti a fare pace con sé stessi, o con sé stesse: perché quell’accento non ci sarebbe, se stesse lì per caso. C’è perché serve a distinguere il pronome personale () dalla congiunzione ipotetica (se). E, come appare evidente già da queste prime righe, non è affatto vero che quando precede stesso o medesimo di quell’accento non ci sia bisogno». Nella lezione tenuta all’Università La Sapienza di Roma il giorno in cui lasciò la cattedra per andare in pensione, il professor Serianni ribadì «la propria unica, inderogabile pretesa sugli studenti: che scrivano “sé stesso” con l’accento». Aldo Gabrielli aveva già tagliato la testa al toro nel lontano 1956: «Si scriva sempre pronome con l’accento, in ogni caso» (Dizionario linguistico moderno, pagina 589). Fa stecca nel coro il tweet di Giovanna Nuvoletti, che di Petruccioli è la moglie: «Perché pagano asini per fare i titoli nei giornali?». Signora, è quello che ci chiedevamo anche di certi presidenti della Rai.
[23 febbraio 2021]

Non credo ma spero
«Spero e non credo che chi ha pronunciato quelle parole coltivi realmente, razionalmente, dentro di sé quei molteplici disvalori», scrive Walter Veltroni sul Corriere della Sera a proposito dei disgustosi e intenzionali insulti rivolti dal professor Giovanni Gozzini a Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Nell’intento cerchiobottista di deplorare un intellettuale di sinistra senza inimicarselo, l’ex direttore dell’Unità colloca male il «non», che si doveva riferire ovviamente a «coltivi». In modo più semplice, Veltroni avrebbe potuto scrivere: «Non credo che chi ha pronunciato quelle parole coltivi realmente», togliendo il superfluo «spero». Ma la speranza, si sa, è l’ultima a morire.
[22 febbraio 2021]

Frasi travagliate
Nell’incipit del suo editoriale, il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, scrive di Beppe Grillo: «Così cominciò a informare la gente nei suoi show (chi ci andava scoprì che la Parmalat era fallita ben prima della Consob e dei pm)». Quindi la Consob e i pm sono falliti senza che ce ne accorgessimo? Se non è così, bisognava scrivere: «Chi ci andava scoprì ben prima della Consob e dei pm che la Parmalat era fallita».
[19 febbraio 2021]

Lezioni di francese
«Speranza dà lezioni, ma è stato una sciagura», titola La Verità. E il sommario sentenzia: «La sua conferma dopo la debacle sulla profilassi è un grave errore di Draghi». A proposito di dare lezioni: si scrive débâcle.
[25 febbraio 2021]

Dopo che fu ucciso, sparò
Nel servizio sull’agguato che è costato la vita all’ambasciatore italiano in Congo e al carabiniere che era con lui, Francesco Battistini sul Corriere della Sera ricorda come nel 1995 sei volontari di Lecco furono massacrati allo stesso modo e nello stesso posto: «Una banda li sorprese a Rutshuru, proprio il villaggio che Attanasio cercava di raggiungere, e dopo ucciso l’autista sparò sugli altri». Non ci è ben chiaro che cosa sia accaduto «dopo», ma escluderemmo che l’autista sia resuscitato per completare la strage.
[23 febbraio 2021]

«Mi» pare sbagliato
La Repubblica dà conto del bollettino dei contagi da Covid-19 con un grafico in cui compare una sigla misteriosa: «574mi il totale dei positivi». Quindi il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari ha decretato erga omnes che «mi» sta per migliaia, così come «mln» significa milioni e «mld» miliardi. Peccato che «mi» indichi già, nella lingua italiana, l’unità di misura itineraria corrispondente al miglio.
[2 gennaio 2021]

Nuove parabole
Titolo da Avvenire: «La parabola discendente dei tamponi». Dal Vangelo secondo Speranza.
[21 febbraio 2021]

Dal 1945 è trascorso un secolo
Dalla Gazzetta di Mantova: «Morti in tutta la provincia di Mantova dall’inizio della pandemia: 1.184, di cui 164 in città. Sono i numeri agghiaccianti di una delle più grandi tragedie dell’ultimo secolo dopo le due guerre mondiali». Nel frattempo c’è stata una riforma del calendario?
[22 febbraio 2021]

Piove che Dio non la manda
«Il virus come il diluvio universale – “tragedia di proporzioni bibliche”, la definì Mario Draghi sul Financial Times, appunto – che ci stipa tutti sulla stessa barca», scrive l’ubiquo padre Antonio Spadaro sull’Espresso anziché sul quindicinale che dirige (La Civiltà Cattolica). Scusi, reverendo, ma le avanza ancora il tempo per celebrare la messa oppure è troppo impegnato come press agent di papa Bergoglio? Perché domenica scorsa nella prima lettura (Genesi 9, 8-15) Dio parlava così: «Non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra». Quindi se il Padreterno in persona promise a Noè e ai suoi figli che non avrebbe mai più mandato sulla terra un simile cataclisma, lei di quale diluvio universale sta cianciando?
[21 febbraio 2021]

Espressioni di chiarezza
Sommario dall’Espresso: «Imprese, artigiani, partite Iva, ma anche l’Ilva e l’Alitalia, lavorerà con Franco, Cingolani e Giovannini». Chiarissimo.
[21 febbraio 2021]

In difesa del Profumo di Leonardo
«Pandemia e crisi, Leonardo riparte dal Sud», titola La Verità il 22 gennaio. «Investimenti da 360 milioni di euro per modernizzare gli stabilimenti produttivi nel Meridione. È il contributo di Leonardo al “nuovo sviluppo del Sud”, presentato mercoledì dall’amministratore delegato Alessandro Profumo», scrive nell’incipit Stefano Pioppi. «Dallo spazio al nucleare, la sfida di Leonardo», titola La Verità una settimana dopo. «Leonardo si rafforza sulle tecnologie del futuro», scrive Stefano Pioppi, presentando il «piano strategico “Be Tomorrow 2030”, fortemente voluto dall’ad Alessandro Profumo». «È arrivato il momento di investire nell’aerospazio», titola La Verità una settimana dopo. «Sempre di innovazione tratta l’accordo tra Leonardo e il gruppo belga Solvay», scrive Stefano Pioppi, tessendo le lodi di «Alessandro Profumo, presidente di Asd, l’Associazione delle industrie europee dell’aerospazio». «Elettronica, 70 anni di innovazione per la Difesa», titola La Verità una settimana dopo. «“L’industria aerospaziale può essere una forza trainante nell’evoluzione dell’Europa”, ha detto ieri l’ad di Leonardo Alessandro Profumo», scrive Stefano Pioppi. «Tre eccellenze in corsa per l’acciaio “green”», titola La Verità una settimana dopo. «Alla ricerca di alternative contribuiranno Danieli, Leonardo e Saipem, tre eccellenze della Penisola», scrive Stefano Pioppi. «Nel solco tracciato dal piano strategico “Be tomorrow 2030”, presentato dall’azienda guidata da Alessandro Profumo». La rubrica di Stefano Pioppi sulla Verità s’intitola In difesa. Suggeriamo una leggera modifica: In difesa di Leonardo. Oppure, meglio ancora, In difesa di Profumo.
[19 febbraio 2021]

Fino al 25
«Oggi primo decreto Draghi. Vietato spostarsi fino al 25», titola a tutta pagina Il Fatto Quotidiano. Ma «oggi» era lunedì 22 febbraio, quindi se ne deduceva che gli spostamenti da una regione all’altra sarebbero rimasti vietati per altri tre giorni, fino a giovedì 25 febbraio. Peccato che il presidente del Consiglio fosse invece orientato a fissare il nuovo termine al 25 marzo e ieri mattina un Dpcm lo abbia allungato fino al 27 marzo.
[22 febbraio 2021]

Diviso per 1.000
Titolo dalle pagine di economia del Corriere della Sera: «Nuove crisi, spuntano anche quelle di Henkel e Honeywell». Il sommario precisa: «Vertenze aperte in tutti i settori: nel solo comparto tessile-moda si contano 200 lavoratori in bilico». In realtà, il titolista ha diviso per 1.000: i posti a rischio sono 200.000, come riporta correttamente il testo.
[19 febbraio 2021]

Stupore inaccettabile
Titolo da Repubblica.it: «Governo, lo stupore di Draghi per i diktat dei partiti che non accetterà». Non accetterà i partiti o non accetterà i diktat? Nel secondo caso, bastava scrivere «Governo, lo stupore di Draghi per gli inaccettabili diktat dei partiti».
[9 febbraio 2021]

Latinismi
Sommario su Avvenire.it: «Un anno speciale voluto dal Papa per il rilancio di Amoris laetita». Sarebbe laetitia. Mai una gioia.
[19 febbraio 2021]

Oltre 100, anzi 102
Titolo dal sito della Gazzetta di Parma: «Oltre 100 nuovi contagi (102) a Parma e in provincia». La tipica pignoleria del titolista che ha frequentato il liceo scientifico.
[18 febbraio 2021]

Inseparabili
Stroncato per strada da un infarto, un cittadino di Sirmione è stato vegliato dal suo cagnolino, un «amico a quattro zampe, un compagno inseparabile dal quale non si separava mai e che gli è rimasto accanto fino alla fine», scrive Bresciaoggi. Gli inseparabili in effetti non si separano mai e, inevitabile corollario, stanno anche uno accanto all’altro.
[16 febbraio 2021]

Leoni da tastiera
Classifica dei giornali che, dal 1° gennaio al 15 febbraio, hanno utilizzato per ben 99 volte la stereotipata espressione «leoni da tastiera», qualunque cosa essa significhi: Il Giorno 5 volte, Libero 4, La Tribuna di Treviso 4, La Gazzetta del Sud 4, Il Gazzettino 3, La Verità 3, Il Secolo XIX 3, Corriere Adriatico 3, Corriere della Sera 2, La Repubblica 2, Il Foglio 2, La Nuova Venezia 2. Tralasciamo le innumerevoli testate con una sola citazione, che non saranno costrette a sostituire le tastiere graffiate dai leoni.
[15 febbraio 2021]

La ballata di Fantozzi
A proposito di tastiere. Ecco la lista dei ministri del governo Draghi secondo la pagina Facebook della Repubblica: «Daniele Franco all’Rconomia, Giancarlo Giorgetti sivluppo economico, Stefano Patuanelli all’Agricoltura, Giovanni alle Infrastrutture, Patrizio Bianchi all’Istuzione». Mi si sono intrecciati i diti. Me li streccia?
[13 febbraio 2021]

Mautizio e Maucaio
Firma posta in testa al giro dell’editoriale scritto dal direttore della Verità: «di Mautizio Belpioetro». Devono essersi intrecciati i diti anche a Caio o Sempronio.
[18 febbraio 2021]

Bose dell’altro mondo
Costretto dal Vaticano a sloggiare dalla Comunità di Bose da lui fondata, fratel Enzo Bianchi ha trovato rifugio presso La Repubblica, dalle cui pagine ha offerto un dotto articolo che parla dell’«urgenza di instaurare uno stile sinodale», di «un sinodo come convegno», della richiesta rivolta da papa Francesco ai vescovi «per incominciare un processo di sinodo nazionale», del «dare inizio al processo di sinodalità», della «sinodalità come camminare insieme», della «sinodalità come cammino». Conclusione: «I temi posti sono importanti ma più decisivo è il processo di sinodalità da mettere in moto. Per ora, però, pochi lo vogliono e la maggior parte non sa e non vuole sapere cosa sia!». Fra costoro, i lettori.
[8 febbraio 2021]

Riguarda che lapsus
Dalla Verità: «Il lapsus linguae è riguardato addirittura il nuovo governo di Mario Draghi». Aggiungeteci pure il lapsus calami: si scrive «ha riguardato».
[15 febbraio 2021]

Massi millimetrici
Titolo dalle cronache regionali del Corriere della Sera: «Schiacciato da un masso mentre è in macchina. Morto il pittore delle valli». Sommario: «Morbegno, la roccia ha centrato l’auto con precisione millimetrica». Già la parola millimetri riferita a un masso suona surreale. Per il resto, mancano soltanto gli applausi a scena aperta.
[10 febbraio 2021]

Notizie dell’ultima ora
Titoli da un’unica edizione del Fatto Quotidiano. Pagina 4: «Ora le riforme volute dall’Ue». Pagina 5: «Ora la Lega gongola». Pagina 6: «Il Pd ora scende dalla Sea Watch». Suggeriamo di cambiare la testata: Le Ore.
[7 febbraio 2021]

Tutte le scuse sono buone
La Repubblica fa parlare i gestori degli impianti sciistici di Pian del Munè, in Piemonte, che hanno deciso di aprire le piste nonostante il provvedimento di chiusura disposto tardivamente dal ministro Roberto Speranza: «Dovrebbero chiederci almeno le scuse». Bei tempi quando le scuse si facevano o si porgevano.
[16 febbraio 2021]

Spolverata inaugurale
Sottotitolo dalla Verità: «Inaugurata in grande spolvero la struttura alla Fiera di Bari “copiata” dalla vituperata Lombardia». In grande spolvero? La locuzione giornalistica di solito si applica alla forma fisica, specialmente di atleti e artisti, non certo a una inaugurazione, che semmai avviene in pompa magna.
[29 gennaio 2021]

Scontri ferroviari
Dalla Gazzetta di Mantova: «Ha tentato di farla finita per una delusione d’amore: così un giovane di 24 anni, ieri, è rimasto ferito in uno scontro con un treno, vicino alla stazione di Schivenoglia». Scontri ravvicinati del terzo tipo.
[16 febbraio 2021]

Inforcare la bici wagon
Alessandro Da Rold racconta sulla Verità che dentro Forza Italia erano tutti convinti che i ministri azzurri nel governo sarebbero stati Antonio Tajani e Anna Maria Bernini, «prima che Draghi inforcasse la sua station wagon per recarsi al Quirinale». Il verbo inforcare ha questo significato: montare, mettendosi a cavalcioni. Il nuovo premier viaggerà a gambe divaricate sul portapacchi della station wagon?
[14 febbraio 2021]

Di fronte
Incipit dell’articolo del sociologo Ilvo Diamanti sulla Repubblica: «Mario Draghi ha appena presentato il nuovo governo. Di fronte gli italiani. Ma anche all’Europa». La locuzione prepositiva è di fronte a, sempreché gli italiani non siano diversi dagli europei.
[15 febbraio 2021]

Torna il «plexiglass»
Wanda Marra sul Fatto Quotidiano parla di «quel plexiglass ovunque che distanzia i presenti» in Consiglio dei ministri. Ci risiamo: si scrive plexiglas, con una sola «s». Più oltre Marra cita «il ricordo dei “migliaia di morti”». Ok, ci arrendiamo.
[14 febbraio 2021]

Repetita iuvant
Foto di un paesaggio innevato nella rubrica La coda dell’occhio di Michele Smargiassi sulla Repubblica del 3 febbraio, pagina 39: «Dall’alto della Snow Hill a Windsor, un re di bronzo cavalca un destriero di bronzo indicando con la mano chissà quali imprese. Ai piedi della Snow Hill di Windsor i cerbiatti vanno tranquilli dove gli pare». Foto di un paesaggio innevato nella rubrica La coda dell’occhio di Michele Smargiassi sulla Repubblica del 4 febbraio, pagina 39: «Dall’alto della Snow Hill a Windsor, un re di bronzo...» eccetera. Per i più dubbiosi: anche l’immagine era la stessa del giorno prima.
[4 febbraio 2021]

Stiamo apposto!
Dal sito del Corriere: «Le hanno chiamate le mascherine “mutanda” e sono le più odiate dai bambini e dai ragazzi di tutta Italia. Sono le più distribuite dalla struttura del commissario Domenico Arcuri ma anche le più detestate», come spiega in un post, divenuto virale su Facebook, Alex Corlazzoli, «il “maestro” per eccellenza, famoso per il libro Tutti in classe». Nella versione originale della notizia si potevano leggere le seguenti espressioni tratte dal post di Corlazzoli (in seguito corrette dal Corriere, per fortuna): «I presidi le fanno arrivare nei plessi e sono apposto. Gli insegnanti le distribuiscono e sono apposto! I genitori che possono permettessero le comprano e i bambini sono apposto!». Con maestri come Corlazzoli è a posto anche la scuola. Ma non è un bel posto.
[27 gennaio 2021]

Scambi di riviere
Attacco di un servizio firmato da Franco Ordine sul Giornale: «Sono due le spine in gola che accompagnano Stefano Pioli e il Milan lungo il viaggio verso la riviera di ponente, destinazione La Spezia». Dev’essere un vero spettacolo il sole che tramonta sulla Riviera di Levante.
[13 febbraio 2021]

Grandi notizie
Titolo di apertura sulla prima pagina di Avvenire: «Draghi ha un obiettivo». Be’, dài, è già qualcosa.
[14 febbraio 2021]

Disinformazione stereofonica
In un reportage sulla Stampa, Fabio Poletti e Francesco Rigatelli intervistano Ettore Riello, indicato come «presidente di Verona Fiere e dell’azienda di famiglia leader nei sistemi di riscaldamento». Le qualifiche sono ripetute nel sommario sotto la foto: «Presidente della Riello e di Verona Fiere». Riello nel 2015 ha lasciato l’ente fieristico e nel 2017, d’accordo con le sorelle Lucia e Roberta, ha ceduto il 30 per cento dell’azienda di famiglia al colosso americano United technologies corporation, che già deteneva il 70 per cento delle azioni. Per averci lavorato solo in due, gli autori del reportage della Stampa si dimostrano molto informati.
[12 febbraio 2021]

Made in China
In un servizio apparso sulla Verità, in cui si parla di cashless, tilt, shopping, banner, stories, Giuseppe China riesce anche a infilare «endorsment» anziché endorsement, «casback» anziché cashback, «A gennaio è stato varata» e «Peccato che il cashback ha dimostrato numerosi limiti». Non solo il cashback. Soprattutto in fatto di congiuntivi.
[30 gennaio 2021]

Mi Sconcerti
Analisi di Mario Sconcerti sul Corriere della Sera: «Tra il calcio di Conte e quello di Guardiola c’è la stessa differenza che esiste tra Carducci e Ungaretti. Quindi diffidenza accademica». Perciò dovrebbe essere meglio Antonio Conte, allenatore dell’Inter, visto che Giosue Carducci vinse il premio Nobel e Giuseppe Ungaretti no. Abbiamo chiesto per sicurezza conferma a un decano del mestiere appassionato di sport. Il suo commento: «Sbagliato. Oggi come oggi è meglio Guardiola, allenatore del Manchester City e vincitore di tutto ovunque sia stato».
[9 febbraio 2021]

Torna il «c’ho»
Titolo del Fatto Quotidiano: «Affaire mascherine: “C’ho il numero di Arcuri, vinciamo”». Tocca ripetersi. Questo costrutto colloquiale per i linguisti Francesco Sabatini e Luca Serianni non ha diritto di cittadinanza nella lingua scritta: il «ci» si elide solo davanti a parole che cominciano per «i» e con «c’è» e «c’era». Ma, senza scomodare la grammatica, basta l’estetica per evitare questo obbrobrio.
[9 gennaio 2021]

Festa degli innamorati soli
Dalla newsletter Informacibo: «Il ristorante La Tavola lancia il menù di San Valentino. Anche per single». Sconto del 20 per cento ai cultori del sesso fai da te.
[12 febbraio 2021]

Pubblici esercizi sul filo
Secondo Rinaldo Frignani del Corriere della Sera, nella prima giornata di zona gialla dopo l’allentamento delle misure contro la pandemia, «7 italiani su 10 hanno pranzato al ristorante». Ipotizzando una clientela compresa fra i 6 e i 90 anni, stiamo parlando di oltre 56 milioni di persone (fonte: Istat), cioè 39,2 milioni di avventori (il 70 per cento di 56 milioni, appunto). Poiché il numero delle imprese registrate nel nostro Paese alla voce «ristoranti e attività di ristorazione mobile» ammonta a 184.587 unità (fonte: Federazione italiana pubblici esercizi, Rapporto annuale 2019), vorrebbe dire che ogni locale ha messo a tavola per pranzo – la sera i locali erano chiusi – ben 212 persone. Però la stessa Fipe calcola che i ristoranti mediamente abbiano una superficie di 90 metri quadrati e 62 posti a sedere. Dunque, una capienza massima di 11,4 milioni di commensali. Solo che con il distanziamento sociale imposto dal Covid-19 questi 62 posti dovrebbero essersi ridotti più o meno alla metà, quindi in totale 5,7 milioni (dando per scontato che tutti i ristoranti abbiano riaperto i battenti, ma non è così). E gli altri 33,5 milioni di ghiottoni di cui riferisce Frignani? Hanno mangiato in piedi come i cavalli?
[7 febbraio 2021]

Ordine al merito della sgrammatica
Da un articolo di Repubblica.it, firmato da Laura Mari, apprendiamo che «Draghi indossa un completo scuro e all’occhiello del bavero della giacca ha appuntato la “rosetta” che viene rilasciata con l’onoreficienza di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana». Merita l’onorificenza di cavaliera al merito della sgrammatica italiana: non è facile infilare due svarioni in una sola parola.
[5 febbraio 2021]

Distanziamento asociale
«In questo senso l’Italia è fortunatamente ricchissima: per restare, a titolo d’esempio, al solo Veneto, Rovigo è diversa dalla molto vicina Verona, Verona da Vicenza, Vicenza da Treviso, Treviso da Padova, per non parlare di Venezia che fa caso a sé», scrive Massimo Fini sul Fatto Quotidiano. Non si capisce il senso dell’esempio. Rovigo dista «dalla molto vicina Verona» 90 chilometri, quindi è molto più prossima a Padova (46 chilometri), Vicenza (82) e Venezia (82).
[11 febbraio 2021]

Testate e testuggini
In un articolo dedicato al calciatore tedesco di origine turca Mesut Özil, apparso sulla Repubblica, Paolo Condò dedica questo passaggio a Graeme Souness: «Dopo un derby particolarmente bollente, il manager scozzese guadagnò a stento gli spogliatoi, salvato dagli scudi dei poliziotti schierati a testuggine come opliti». Paragone storico assai infelice. La testuggine era la tipica formazione di fanteria pesante dell’esercito romano, mentre gli opliti erano i soldati dell’antica Grecia provvisti di lancia, spada, corazza, elmo e scudo. Trattasi di reminiscenze delle elementari, scuole che Condò evidentemente deve aver frequentato con scarso profitto.
[5 febbraio 2021]

Periodi ipotetici
Sarina Biraghi sulla Verità attribuisce a Francesco Lollobrigida (Fratelli d’Italia) la seguente dichiarazione: «Se poi portasse dei provvedimenti che io condivido per il bene dell’Italia, allora li voto». Può darsi che il fratello d’Italia ignori l’italiano, in particolare il periodo ipotetico. Ma in tal caso il giornalista non deve sottoscrivere, bensì correggere. «Se portasse dei provvedimenti» (protasi: congiuntivo imperfetto) «li voterei» (apodosi: presente condizionale).
[6 febbraio 2021]

Esercizi di Style
La pagina 179 del numero di gennaio del mensile Style Magazine si presentava nell’edizione digitale come segue. Titolo: «TITOLO FINTO». Sommario: «As enti opta inctiiscia voles explam nonsequ iaecerf erundi nienimincto» eccetera. Altro sommario: «TESTO FINTO. È ET ACI UTECTA EARIBUS CIPISSIM QUI ACEAQUOS» eccetera. Didascalia: «Alitibus dollorumquo totae ersperro temporr ovitenis» eccetera. Foto: mancanti. Se non altro, in passato i grafici usavano come testo segnaposto l’elegante «Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit», inventato nel Cinquecento da un tipografo sconosciuto. E soprattutto i redattori lo riempivano. C’è da augurarsi che almeno in edicola sia arrivata la pagina corretta, priva dell’indicazione «mancano testo e foto» evidenziata in giallo, quindi con articoli e immagini.
[31 gennaio 2021]

Libere uscite
Titolo dal Giornale: «Quando Salvini era “razzista e cafone”. Il Capitano era il bersaglio preferito della sinistra per le sue uscite». Per le sue uscite la sinistra utilizzava come bersaglio Salvini oppure per le sue uscite Salvini era il bersaglio preferito della sinistra? Nel secondo caso, che pare il più plausibile, bastava scriverlo esattamente così.
[8 febbraio 2021]

Repetita iuvant
Wanda Marra sul Fatto Quotidiano, a proposito di Mario Draghi: «Trapela il fatto che farà il governo dopo il voto su Rousseau, anche in caso di astensione da parte di M5S». E più avanti: «Dopo il voto di Rousseau, Draghi farà il governo, anche con l’eventuale astensione dei Cinque Stelle». Quindi è un fatto che sul Fatto trapela il fatto della possibile astensione.
[11 febbraio 2021]

Una volta per sempre
Notizia luttuosa sulla prima pagina della Gazzetta di Mantova: «Se n’è andato per sempre il notaio Mario Nicolini». In un Paese che ha bandito da tempo il verbo morire, c’è chi se ne va per qualche giorno e chi per sempre.
[10 febbraio 2021]

Tutto molto interessante
«È tutto molto interessante. Anzitutto è interessante che un libro come quello di Alessandro Sallusti e Luca Palamara (rispettivamente direttore del Giornale ed ex capo dell’Associazione magistrati) stia facendo sfracelli in libreria». Così su Libero cominciava un articolo di Filippo Facci, giornalista di solito molto documentato. Il sottotitolo si spingeva oltre, in fatto di sfracelli: «Il volume che toglie il velo sulla politicizzazione dei giudici ha venduto trentamila copie in una settimana», ed era alquanto curioso, perché né il numero 30.000 né la parola «copie» comparivano nel pezzo di Facci, segno che la trionfalistica asserzione era stata formulata a prescindere dal testo sottostante. Ora, si dà il caso che il libro-intervista Il sistema della coppia Sallusti-Palamara sia comparso per la prima volta nella classifica compilata da Gfk per conto degli editori italiani (quella che registra i 10.000 titoli più venduti nelle librerie) alla quarta settimana di gennaio, con un totale di 16.180 copie, che sono pur sempre 13.820 in meno di quelle annunciate da Libero. Solo che la statistica è stata diffusa il 4 febbraio mentre il quotidiano è uscito tre giorni prima che venisse ultimata. Ha ragione Facci: è tutto molto interessante.
[29 gennaio 2021]

Milioni e miliardi
Sul Corriere.it si dà conto della situazione catastrofica in cui versano i ristoranti a causa del Covid-19. Scrive Stefano Landi: «Dice la Federazione italiana dei pubblici esercizi (Fipe), che solo l’anno scorso la pandemia ha bruciato quasi 38 milioni nel comparto del bere e del mangiare». Purtroppo sono 38 miliardi.
[6 febbraio 2021]

Parafrasando Churchill
«Come ha affermato uno scrittore tedesco, parafrasando quel che si diceva del Cremlino ai tempi dell’Urss, “la politica italiana è un enigma avvolto in un mistero”». Così si conclude un editoriale di Massimo Fini sul Fatto Quotidiano. Lo scrittore tedesco ha parafrasato in realtà Winston Churchill. La frase, infatti, fu pronunciata il 1° ottobre 1939 dal futuro premier britannico, in un discorso trasmesso dalla Bbc: «Non posso prevedere l’azione della Russia. È un indovinello avvolto da un mistero dentro un enigma» (fonte: The Churchill Society London). È ricordata anche nel numero del 18 marzo 1946, a pagina 107, del settimanale americano Life. Inoltre non si capisce perché Fini, che è un signor giornalista e non una mezzamanica, cominci il suo articolo parlando di «venerdì (5/02)» e «sabato (6/02)», un modo assurdo d’indicare le due date. Per burocratica coerenza avrebbe dovuto anteporre lo zero anche al giorno (05/02 e 06/02). O toglierlo al mese. O, meglio ancora, scrivere 5 febbraio e 6 febbraio.
[8 febbraio 2021]

Stato di ebbrezza
Sarina Biraghi sulla Verità parla di Matteo Salvini, definendolo «l’uomo del Papete e del mojto». Anche in stato di ebbrezza, si scrive Papeete e mojito.
[7 febbraio 2021]

Tuberosità ischiatiche
Assai pertinente il quesito che Brunella Schisa pone sul Venerdì di Repubblica allo scrittore Hans Tuzzi (all’anagrafe Adriano Bon): «Lei scrive “gonfiò le tuberosità ischiatiche” per dire “gonfiò le guance”. Non pensa di essere uno scrittore elitario?». Risposta: «Un modo come un altro per dire che uno ha la faccia come il culo». Ci permettiamo di suggerire una variante al nom de plume del romanziere: Truzzi. Possibile alternativa, come da dizionario: Tamarri.
[29 gennaio 2021]

Guardare con gli occhi
Incipit dell’articolo con cui Massimo Giannini, direttore della Stampa, presenta il ritorno in edicola dell’allegato settimanale Specchio: «In questi anni ci siamo innamorati di tutto ciò che sa di modernità: della rete e dei social, di Twitter e di Facebook, di Instagram e persino di TikTok. Ma quel magnifico “vizio” non ci è mai passato. Andare nei luoghi, consumare le scarpe, guardare con gli occhi». Non si capisce con quale altro organo sia possibile vedere. A meno che non abbia ragione il predetto Hans Tuzzi e che il magnifico «vizio» dei giornalisti non consista nel guardare con il culo.
[29 gennaio 2021]

NoNono!
Stando a quanto racconta Luca Telese sulla Verità, Romano Prodi «arrivò a gridare un indimenticabile “NoNono!” da un balcone di Bologna». Cioè un duplice No maiuscolo, con l’aggiunta di un no minuscolo, tutti attaccati? O un No al Nono (a Venezia c’è l’osteria Al Nono Risorto)? Misteri telesi.
[4 febbraio 2021]

Mi fa specie
«Gola di Favogna a Magrè, il paradiso delle farfalle. Ci vivono oltre 20 specie di farfalle», informa il Corriere del Trentino. E poco più avanti: «La Gola di Favogna presenta 524 specie di farfalle appartenenti a 47 famiglie». In fila per 4 col resto di 2.
[5 febbraio 2021]

Cadere in trans
La Gazzetta di Mantova intervista Andrea Fiozzi, un paziente scampato al Covid-19. Il cronista Enrico Comaschi descrive così la drammatica esperienza del sopravvissuto: «“Cadi in trans - racconta Fiozzi - Non capisci più niente e pensi al peggio”». Lgbti in delirio: anche la trance si è adeguata ai costumi sessuali correnti.
[6 febbraio 2021]

Rimetterci l’osso del culo
Con la consueta verve, il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, commenta nel suo editoriale in prima pagina le continue pretese avanzate da Matteo Renzi durante la crisi di governo: «E ogni cinque minuti alza la posta: via Bonafede, Gualtieri, Arcuri, Tridico, Parisi, Benassi, via la blocca-prescrizione, dentro il Mes e la Bicamerale sul Recovery, e magari anche una fettina di culo disossata». Una battuta anatomicamente inappropriata, a meno che Travaglio non si riferisse all’osso più vicino, quello sacro, del quale si dice – sempre per restare alle facezie – che chiamasi così in quanto assiste alla messa in culo. Il che, per come sono andate le trattative sul Conte ter, suona un po’ evocativo.
[2 febbraio 2021]

Over under
Titolo dalla prima pagina del Corriere della Sera: «Covid-19. Sì ai vaccini AstraZeneca, ma solo per gli over 55». È l’esatto contrario. Lo so, perché ho 64 anni. (E perché l’ho appreso dal titolo di pagina 15: «L’Aifa: ok al vaccino di AstraZeneca. “Ma va utilizzato tra i 18 e i 55 anni”»).
[31 gennaio 2021]

Tu vuò fa’ l’americano
«Vietato scherzare sui ritardi di Trenord. Pena, una richiesta di danni per 10 mila euro e una causa civile», scrive l’edizione italiana di Business Insider, sito statunitense d’informazione. L’associazione di pendolari Mi.Mo.AL., formata dai passeggeri della linea ferroviaria Milano-Mortara-Alessandria, aveva ironizzato su un video di auguri diffuso da Trenord in occasione delle feste natalizie. «La risposta di Trenord alla satira non si è fatta attendere: l’8 gennaio 2021, l’associazione ha ricevuto una lettera dal titolo: “Intimazione e contestuale richiesta di risarcimento dei danni per diffamazione e violazione del diritto d’autore”», precisa Business Insider. Che aggiunge: «Il 2 gennaio Mi.Mo.Al. ha risposto per le rime, contestando integralmente gli addebiti». Sicuramente più veloce di Trenord: si difende il giorno 2 da una contestazione mossa il giorno 8. O è la proverbiale velocità dell’informazione all’americana?
[1 febbraio 2021]

Ritorno al futuro
Didascalia dalla Stampa: «Carlo Cottarelli entra al Quirinale per ricevere un mandato per formare un governo, è il 28 maggio del 2008. Il tentativo non avrà successo». Comprensibile, visto che il tentativo avvenne 10 anni dopo, il 28 maggio 2018.
[27 gennaio 2021]

Commina male
«Come se non bastasse, poi, ai colori italiani si è aggiunto il “rosso scuro” comminato dall’Ue inizialmente e misteriosamente a tre regioni», osserva Mauro Bazzucchi sulla Verità. L’uso del verbo appare improprio: comminare nel linguaggio giuridico significa stabilire una sanzione per i trasgressori di una legge. Il colore in questione si limitava a segnalare l’indice di rischio nella diffusione del Covid-19.
[29 gennaio 2021]

Congiuntivite
Così sul Fatto Quotidiano parla il pasdaran grillino Alessandro Di Battista: «Draghi se lo votasse Renzi, che ha fatto tutto questo con l’obiettivo di non far gestire al M5S i soldi del Recovery Fund. Se lo votasse mezzo Pd, che ha lavorato contro Conte, e se lo votasse Salvini che lo elogiava in Parlamento». Il disgiuntivo imperfetto.
[3 febbraio 2021]

Il nudo si vede dal Mattino
Titolo dalla prima pagina del Mattino: «Chiaia, le foto nuda di una studentessa in pasto a Telegram». O scrivevano «le foto nude» (gergale, ma passabile) o «le foto da nuda» (già meglio) o «le foto di una studentessa nuda» (soluzione migliore). Altrimenti l’aggettivo «nuda» non concorda con il sostantivo «foto». Come si può notare a occhio nudo.
[1 febbraio 2021]

Tutti pazzi per Ursula
«Uno “scatto” quanto mai attuale: Ursula Von der Leyen, Mario Draghi e Sergio Mattarella», si legge nella didascalia della foto che campeggia sulla prima pagina dell’Eco di Bergamo. L’emozione per lo storico momento deve aver tradito il redattore orobico: infatti la prima a sinistra è Christine Lagarde, succeduta a Draghi alla presidenza della Banca centrale europea, e non Ursula von der Leyen, che presiede la Commissione europea.
[3 febbraio 2021]

Parla come magni
«E poi i Servizi, oh, i Servizi! Il presidente del Copasir, Raffaele Volpi, friccica: “Ha detto che lascia la delega e che possono rivolgersi a noi per chiarimenti?”», scrive Paola Zanca sul Fatto Quotidiano. Vabbè che l’ha messo in corsivo, ma quel verbo deriva – al pari del «friccico de luna tutta pe’ noi» della canzone Roma nun fa la stupida stasera interpretata da Nino Manfredi in Rugantino – dal latino fricicare, cioè strofinare. Come farà Volpi a strofinare le parole? Poco più avanti Zanca parla di calzature decollete, anziché décolleté. E qui ci arrendiamo: se non conosce il romanesco, pare difficile che possa eccellere in francese.
[19 gennaio 2021]

Albertini, il direttore immaginario
«Luigi Albertini (1871-1941; qui sopra) è stato direttore del “Corriere della Sera” dal 1900 al 1921», si legge in una breve scheda, apparsa sul quotidiano in questione, sotto la foto di colui che fu segretario del fondatore Eugenio Torelli Viollier. Le cose non stanno proprio così, benché l’errore sia accreditato persino nella voce biografica su Albertini che compare nell’Enciclopedia italiana dell’Istituto Treccani: «Assunto poi al Corriere della Sera (1896), vi fece una rapida carriera, diventandone amministratore (1898) e direttore (13 luglio 1900)». In realtà, da un’approfondita ricerca che in parte corregge quanto abbiamo scritto nei giorni scorsi sullo stesso argomento, nel numero del 31 dicembre 1900 il gerente responsabile (la qualifica di direttore non esisteva) risulta essere Giovanni Galluzzi, il quale mantenne questa carica per due decenni, fino a tutto il 1920. Dal gennaio 1921 il gerente responsabile diventa Luigi Goldaniga, che lascia l’incarico nel dicembre 1924. Dal 1° gennaio 1925 il Corriere viene firmato da Alberto Albertini, fratello del ben più noto Luigi, e per la prima volta nella storia del giornale appare in gerenza la qualifica «direttore responsabile». Meno di 11 mesi dopo, il 28 novembre 1925, fu pubblicato il fondo «Congedo» con il quale Luigi Albertini e il fratello Alberto erano costretti dal regime fascista a dimettersi. Il giorno appresso, 29 novembre, apparve come direttore Pietro Croci, che resterà in carica fino al marzo 1926. Bisogna tenere conto dei tempi pioneristici: nei primi anni del Novecento il quotidiano milanese usciva con 4 pagine. Glauco Licata, in Storia del Corriere della Sera (Rizzoli), spiega che Galluzzi era un operaio, ovvero il macchinista addetto alla rotativa a colori acquistata nel 1900 per stampare La Domenica del Corriere. Goldaniga, che gli successe come gerente responsabile, probabilmente aveva lo stesso ruolo. Per farla breve, anche se Luigi Albertini fu senza alcun dubbio il deus ex machina del Corriere della Sera nel primo quarto del secolo scorso, mai il suo nome apparve sul giornale con le qualifiche di gerente responsabile o di direttore responsabile, anche se tutti crediamo il contrario.
[30 gennaio 2021]

Siamo i Watussi
Titolo dalla Repubblica: «Zanda: “Se fallisce il ter serve un governo con alte personalità”». Dal metro e 90 in su.
[1 febbraio 2021]

Principessa per modo di dire
Il Foglio ospita un articolo su Charlotte Casiraghi, secondogenita della principessa Carolina di Monaco e di Stefano Casiraghi. «Tutti pazzi per i salotti letterari della principessa Casiraghi chez Chanel», recita il titolo. Sbagliato. Possono dirsi principesse solo la sovrana di un principato, oppure la figlia di un sovrano o di una sovrana regnante, oppure la moglie o la figlia di un principe. Nessuno di tali casi ricorre per Charlotte Casiraghi, la quale è infatti priva di titoli nobiliari e solo undicesima nella linea di successione al trono del Principato di Monaco.
[30 gennaio 2021]

Ma perché li fanno scrivere?
Titolo dalla prima pagina del Fatto Quotidiano: «Ma perchè dare ai dodicenni lo smartphone?». E perché dare la tastiera del computer a giornalisti che non conoscono la differenza fra accento grave e acuto, tanto da sbagliarlo regolarmente?
[1 febbraio 2021]

Lunghezze variabili
Da Libero: «È stato presentato al Ces di Las Vegas il nuovo prototipo di taxi volante di Uber e Hyundai. Si tratta di un aeromobile della lunghezza di 4 e 6 metri». Chiamatelo Elastico.
[31 gennaio 2021]

Non so se mi spiego
La Stampa pubblica un editoriale di Giuseppe Pignatone, ex procuratore generale di Roma e oggi presidente del Tribunale di prima istanza della Città del Vaticano, intitolato «Perché le toghe combattono la corruzione». È un concetto che necessita di chiarimenti? Essendo la corruzione un reato, daremmo per scontato che le toghe la combattano anche senza bisogno di spiegazioni da parte del dottor Pignatone.
[18 gennaio 2021]

Virgole assassine
Stefano Lorenzetto scrive sull’Arena: «Talvolta i ragazzi uccisi al fronte, avevano suppergiù l’età dei suoi figli». Complimenti per la virgola tra soggetto e verbo.
[31 gennaio 2021]

Sali e Tabacci
Secondo la Gazzetta di Mantova, l’ex presidente della Regione Lombardia, Bruno Tabacci, sarebbe «nato 73 anni fa a Quistello». In realtà Tabacci ha 74 anni e ne compirà 75 il 27 agosto.
[24 gennaio 2021]

A proposito di mediocrità
Ettore Martinelli sulla Verità: «Comunque, nonostante la mediocrità dei governanti, alla bell’é meglio tiravamo innanzi, convinti che il signor “debito pubblico” non avrebbe bussato alle nostre porte». A parte che il verbo «è» richiede l’accento grave, e non acuto, in questo caso sono superflui entrambi: si scrive «alla bell’e meglio».
[2 gennaio 2020]

Tagli lineari
Cesare Lanza sulla Verità: «Scommettiamo che le vostre lettere, cari amici lettori, sarebbero pubblicate quasi integralmente, se aveste cura di scriverle in misura più breve? Altrimenti devo, a volte a malincuore, a tagliarle e a proporle in sintesi». Cesarone, che ne diresti di cominciare a tagliare le «a»?
[5 gennaio 2021]

Centro di gravità permanente
Wanda Marra riferisce sul Fatto Quotidiano che «nelle conversazioni di Renzi con i parlamentari a lui più vicini» ricorre questa frase: «Metterò il veto a Conte? No. La verità è che non mi “cagano”». Ci fa ricordare quanto dichiarato dal politologo Gianfranco Pasquino, intervistato dalla Verità: «Me ne infischio del centro. Il centro è il luogo degli scambi più sordidi, quelli che inquinano la vita politica. Renzi (...) e Conte si odiano perché ambiscono allo stesso territorio politico. In più mettiamoci anche Calenda». In effetti, come stabilì un titolo di Cuore, «al centro c’è il buco del culo».
[28 gennaio 2021]

La Repubblica delle celle private
Titolo sulla prima pagina della Repubblica: «Russia, tornano le celle di Stato per gli ubriachi». Perché, esistono anche le celle private, in Russia?
[4 gennaio 2020]

Fuori linea (verde)
Visitando il castello di Torre in Pietra per Linea verde, Beppe Convertini, conduttore di Rai 1, ne ripercorre la storia «sino ad arrivare al 1926, quando Luigi Albertini, giornalista, senatore e anche fondatore del Corriere della Sera, viene allontanato dal quotidiano, appunto, perché era un dissidente dal fascismo». Essendo nato il 19 ottobre 1871, significa che Albertini avrebbe creato il Corriere addirittura quattro anni e mezzo prima di essere partorito. Invece il giornale milanese uscì per la prima volta in edicola il 5 marzo 1876. Solo nel 1900, alla morte di Eugenio Torelli Viollier (il vero fondatore), Albertini ne divenne gerente responsabile e direttore amministrativo. Costrettovi dal regime fascista, abbandonò la proprietà della testata il 27 novembre 1925, firmando l’indomani il fondo «Commiato» insieme con il fratello Alberto Albertini, che gli era subentrato nel 1921 quale direttore responsabile.
[10 gennaio 2021]

Incubi
Titolo dell’Osservatore Romano: «Il covid-19 un incubo in Amazzonia». Invece un piacevole sogno nel resto del mondo.
[18 gennaio 2021]

Di sicuro c’è solo che non va il congiuntivo
Ispirandosi al titolo con cui L’Europeo nel numero del 16 luglio 1950 presentò l’inchiesta di Tommaso Besozzi sulla fine di Salvatore Giuliano, lo scrittore Gianluca Nicoletti esordisce così sulla prima pagina della Stampa: «A Palermo una bambina di 10 anni è stata trovata in fin di vita nel bagno di casa sua, aveva una cintura stretta al collo. Al momento l’unica certezza sul caso è che la bimba sia morta». Peccato che il congiuntivo strida con lo storico titolo di copertina dell’Europeo, il quale suonava così: «Di sicuro c’è solo che è morto».
[23 gennaio 2021]

Eventi rari
Apprendiamo dal Corriere del Veneto che «la Commissione Pari Opportunità del Comune di Padova presieduta dall’avvocata Luciana Sergiacomi ha approvato il documento “La parità di genere negli eventi”». Al primo punto esso stabilisce che «in ogni evento ci deve essere una lista di interventi equilibrata in termini di parità di genere». La città veneta sarà la prima in Italia ad avere entro 15 giorni «un vero e proprio regolamento per assicurare parità di genere in ogni panel organizzato o patrocinato dal Comune». Già decisa l’invitata di sesso femminile ai convegni dei combattenti e reduci: la Nera Mietitrice.
[26 gennaio 2021]

Non sappia la 1 cosa fa la 15
Titolo dalla prima pagina del Giornale: «Farmaci letali ai pazienti Covid. Medico in cella». Più che altro è a volte in cucina e a volte in salotto: Carlo Mosca, primario del pronto soccorso di Montichiari, è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari, non rinchiuso in carcere. Lo scrive Il Giornale, però a pagina 15.
[26 gennaio 2021]

Intronati
«L’intronazione di Joe Biden ha due aspetti positivi importanti in relazione fra loro», osserva Massimo Fini nell’attacco di un editoriale sul Fatto Quotidiano. L’aspetto negativo è che il sostantivo intronazione non esiste né per lo Zingarelli 2021, né per il Devoto-Oli, né per Il Nuovo De Mauro, né per il Treccani (secondo il quale intronare significa «offendere l’udito, stordire con forte rumore, con grida», quindi nulla a che vedere con una cerimonia). Analogo risultato cercando la parola nel Tommaseo-Bellini e nel vocabolario degli accademici della Crusca. Il lemma corrente è intronizzazione. L’intronazione risulta citata solo nel Grande dizionario della lingua italiana di Salvatore Battaglia, ma la spiegazione che segue pare adattarsi poco a Biden: «Per sapere se chi comanda merita l’installatura nel trono o pur l’intronazione nella stalla».
[22 gennaio 2021]

Ovviamente
Sottotitolo della Verità: «Dopo aver allentato i divieti e aver incentivato a spendere con il cashback, l’esecutivo demonizza chi lo fa, ovviamente senza commettere reati». Chi non commette reati? Il governo che demonizza oppure chi spende con il cashback?
[15 dicembre 2020]

Province e diocesi
«A Cicognara, paese in provincia di Cremona, da ieri è possibile fare offerte in chiesa con bancomat e carte di credito», scrive il Corriere della Sera, confondendo la provincia con la diocesi. Cicognara è una frazione di Viadana, Comune che si trova in provincia di Mantova, pur appartenendo alla diocesi di Cremona.
[23 novembre 2020]

I 67 siti sono 89
Il Fatto Quotidiano pubblica la mappa dei 67 siti (suddivisi per classe di sicurezza) individuati dal governo per lo stoccaggio delle scorie nucleari. Solo che la cartina ne elenca 89, grazie a località inserite due volte nella stessa classe, come Quargnento, Turri e Genzano di Lucania, o addirittura tre, come Canino. In gergo tecnico si chiama infografica. In questo caso disinfografica.
[6 gennaio 2021]

Piazze d’onore
Sul Sole 24 Ore, reputato di norma affidabilissimo, Evelina Marchesini indaga sugli «hotel in crisi» (ma va’?) – così il titolo – e passa in rassegna quelli posti in vendita a causa della pandemia. «Andando a cercare il dettaglio», a Roma registra «un 5 stelle ubicato tra Piazza del Vaticano e il Colosseo». Ma, anche cercando il dettaglio, a Roma non esiste una piazza del Vaticano, solo un lungotevere Vaticano e un viale Vaticano.
[25 gennaio 2021]

Centesimi ed euro
Sul Corriere della Sera, in un servizio dedicato al piano da 16 miliardi di A2a, Francesca Basso scrive: «L’utile netto è previsto in crescita dell’8% medio annuo e i dividendi di “almeno il 3%” dopo un rialzo dai 7,75 euro del 2019 agli 8 per il 2020. Fanno eccezione il 2021 (8,2 euro) e il 2022 (8,5 euro)». Gli azionisti ringraziano sentitamente. Nessuna società al mondo le cui azioni al 21 gennaio 2021 valevano 1,38 euro riuscirebbe a dare dividendi pari a più di cinque volte la quotazione. In verità il 7 e l’8 dovevano essere preceduti da uno zero, seguito da una virgola e da un altro zero, ovvero 0,0775, 0,08, 0,082, 0,085. Insomma, i centesimi sono stati confusi con l’euro, il che non è davvero il massimo nelle pagine di economia.
[21 gennaio 2021]

Is meglio che not write
Incipit di un articolo a firma di Sarina Biraghi sulla Verità: «“Two dose is meglio che one”. Per la campagna vaccinale anti Covid 19 si potrebbe usare la stessa vecchia pubblicità di un noto gelato dopo l’ennesimo ritardo nelle consegne di vaccini annunciato da Pfizer che avrebbe garantito il recupero del gap entro il 15 febbraio, a parte il rischio di far slittare l’intera campagna vaccinale con ritardi sul calendario che dovrebbe far arrivare all’immunità di gregge, le mancate consegne stanno creando problemi alle regioni per la somministrazione della seconda dose per i richiami, prevista 21 giorni dopo la prima». Vince con onore il premio Grammelot 2021. Non sarà il Goncourt, ma tocca contentarsi.
[22 gennaio 2021]

Sante fotocopie
Secondo Il Fatto Quotidiano, «avrebbe meritato maggiore evidenza il messaggio di papa Francesco per la cinquantacinquesima giornata mondiale delle comunicazioni sociali, diffuso sabato scorso». Per quale motivo? Lo spiega Fabrizio D’Esposito nella rubrica Il chierico vagante, che estrapola dal pensiero del Pontefice questo concetto basilare: «Voci attente lamentano da tempo il rischio di un appiattimento in “giornali fotocopia” o in notiziari tv e radio e siti web sostanzialmente uguali, dove il genere dell’inchiesta e del reportage perdono spazio e qualità a vantaggio di una informazione preconfezionata, “di palazzo”, autoreferenziale, che sempre meno riesce a intercettare la verità delle cose». Sua Santità deve aver cercato notizie sul caso Marogna-Becciu-L’Espresso sull’Osservatore Romano e sull’Avvenire.
[25 gennaio 2021]

L’invasione degli ultracorpi
Nella sua rubrica sul Giornale, l’attempata Marchesa d’Aragona, alias Daniela Del Secco, classe 1951, scrive: «Ormai l’età anagrafica di una donna è un dettaglio irrilevante. Incontriamo ultra sessantenni che in quanto a classe, stile ed eleganza non competono con giovani e acerbe donzelle». Appunto, e come farebbero a competere?
[9 gennaio 2021]

Atteraggio morbido
Da L’Arena: «Il trattamento con la vitamina D in pazienti con comorbidità fa diminuire i decessi e i trasferimenti in terapia intensiva». Ma sarà vitamina D o Coccolino? Il medesimo malapropismo appare sullo stesso giornale anche in un’inserzione a tutta pagina dell’azienda Freeland. Il termine medico, inventato nel 1994 e peraltro improprio, è comorbilità, che non c’entra nulla con la morbidezza e che nel linguaggio dei burocrati in camice bianco ha rimpiazzato il corretto comorbosità, cioè presenza concomitante di due o più malattie diverse nello stesso soggetto.
[20 gennaio 2021]

Pensieri Fini
«Temo che il boyscout di Rignano riuscirà a farci rivalutare anche Silvio Berlusconi, a cui peraltro, col suo comportamento irresponsabile, ha già fornito un bell’assist, visto che Forza Italia nei sondaggi è data adesso al 10,6%, cioè in doppia cifra, livello cui era lontana da anni». Così Massimo Fini, sul Fatto Quotidiano, nell’incipit di un editoriale contro Matteo Renzi. Sorprende l’uso del secondo cui. Il pronome relativo indeclinabile va sempre preceduto dalle varie preposizioni (tranne che nel complemento di termine, nel quale la a è facoltativa: «con certi sguardi a cui la nostra ipocrisia non ha più nulla da insegnare» in Luigi Pirandello, ma anche «il tuo perenne braccio nel gesto immenso cui già diede Michelagnolo all’uno de’ suoi Vinti» in Gabriele D’Annunzio). Nel caso specifico, Fini avrebbe dovuto scrivere «da cui era lontana».
[21 gennaio 2021]

Covid alla mantovana
Il record mondiale dei contagiati dal Covid-19? Non c’è dubbio che il poco invidiabile primato spetta al Comune di Porto Mantovano, che al 31 dicembre 2019 contava 16.437 abitanti, oltre la metà dei quali, ovvero 8.878, colpiti dal coronavirus, stando alla tabella pubblicata dalla Gazzetta di Mantova il 24 gennaio 2021. In pratica a Porto Mantovano si concentrerebbe quasi il 50 per cento dei malati dell’intera provincia di Mantova. Invece a quella data i contagi nel Comune erano 854, pari al 5,2 per cento della popolazione (19.819 nel territorio provinciale). Meno male. Resterà qualche lettore per la Gazzetta di Mantova.
[24 gennaio 2021]

Prime (e ultime) ministre
«Norvegia, Lituania, Danimarca, Estonia, Islanda, Finlandia saranno guidate da donne. Sei donne prime ministre in Europa. Non era mai successo». Così comincia un commento di Elena Stancanelli sulla Stampa. E Angela Merkel, ancora in carica quando è uscito l’editoriale, dove la mette? Le sei citate da Stancanelli rappresentano meno di un quarto della popolazione della Germania. Inoltre non si capisce la ratio dell’elenco. Non segue l’ordine alfabetico, né quello per popolazione (in tal caso, con i suoi 5,7 milioni di abitanti la Danimarca avrebbe dovuto figurare al primo posto), né quello per superficie, né quello cronologico (Kaja Kallas è diventata primo ministro dell’Estonia pochi giorni fa, quindi il suo Paese avrebbe dovuto figurare al primo o all’ultimo posto). Senza contare che si dovrebbe includere anche Ursula von der Leyen, la quale, in qualità di presidente della Commissione europea, governa l’intera Ue.
[15 gennaio 2021]

Diffusioni e tirature di ieri
In un sommario a corredo di un articolo su Georges Simenon, il Domani scrive: «La diffusione dei suoi libri è arrivata a 700 milioni di copie». Il dato, però, come si può leggere nel pezzo, si riferisce alla tiratura, non alla diffusione, e risale ai primi anni Novanta. Quindi Domani pubblica, su Simenon, cifre dell’altrissimo ieri e per di più sbagliate.
[20 gennaio 2021]

Rose rosse per te
Da Avvenire: «Una rosa per la fidanzata. Patrick George Zaki, il ricercatore ventinovenne egiziano che si trova in prigione nel suo Paese dal 7 febbraio 2020, ha potuto ricevere ieri almeno la visita della sua ragazza e le ha donato il fiore simbolo dell’amore». Da mesi leggiamo su tutti i giornali che il giovane è stato arrestato in quanto gay. Evidentemente Avvenire conosce cose ignote ai comuni mortali, a cominciare dalla più sorprendente: sotto il regime di Al Sisi, i prigionieri, benché detenuti da quasi un anno, possono acquistare in cella rose per le fidanzate.
[17 gennaio 2021]

Maschere in cerca d’autore
Su Anteprima è comparso il seguente aforisma, attribuito all’attore Corrado Guzzanti, figlio di Paolo, il famoso giornalista: «Nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti». Ma sarà davvero di Guzzanti junior? Una ricerca su Google restituisce ben 18.100 risultati che attribuiscono questa frase a Luigi Pirandello. Molti autori, per esempio Andrea Accorsi e ?Daniela Ferro nel libro I personaggi più malvagi della storia di Milano, sostengono che Pirandello la scrisse in Uno, nessuno e centomila. Falso: nel romanzo in questione la parola «maschere» non compare affatto (vedere l’edizione curata da Giancarlo Mazzacurati per Einaudi nel 1994). Né risulta che Pirandello abbia mai usato il sostantivo «maschere» in uno dei suoi 80 articoli pubblicati dal Corriere della Sera. Il mistero continua.
[5 gennaio 2021]

Pompa su Pompa
Il Fatto Quotidiano pubblica un servizio di Gianni Barbacetto sui «discepoli di Pio Pompa» che «adesso pontificano sui servizi segreti». Tra i referenti del «grande manovratore sotterraneo dell’informazione negli anni del berlusconismo», egli indica «giornalisti come Renato Farina, Luca Fazzo, Claudia Fusani, Claudio Antonelli», cioè «proprio alcune delle firme che in queste settimane hanno scritto di Conte, servizi e caso Barr». E dettaglia: «Antonelli su Libero ipotizza che Conte, sconfitto Trump, “abbia perso la sponda degli Usa”». Si dà il caso che Antonelli lavori alla Verità dal settembre 2016. Sempre sul pezzo, questo Barbacetto.
[15 gennaio 2021]

Don Mazzi non sa porre l’accento
Brani scelti da un articolo firmato da don Antonio Mazzi sul Corriere della Sera: «Per cui mentre ieri tutta la riflessione si rivolgeva: su quale senso dare ai doveri, oggi senza trascurare il peso dei doveri, prima bisogna insieme, riflettere su quale senso possano avere questi desideri immensi e sconfinati». «Come potete far si che le vostre amicizie vere e profonde non vengano confuse con avventure disordinate e sconsacratorie? Come far si che i vostri affetti dirompenti e il vostro bisogno di essere amati coincida con l’impianto della volontà adeguato e con la capacità da parte vostra di dotarvi di strumenti autocorrettivi?». Sono tutte questioni su cui il reverendo non ha saputo porre l’accento.
[6 dicembre 2020]

San Francesco a Roma
Titolo della Verità: «Egiziano sfascia chiesa col machete. L’uomo, pregiudicato senza fissa dimora, si è accanito con una lama di mezzo metro su una statua di San Francesco a Roma». Ma il Poverello non stava d’abitudine ad Assisi? In tal caso bastava scrivere: «A Roma si è accanito» eccetera.
[23 dicembre 2020]

Una lapide per gli epigrafisti
L’Osservatore Romano pubblica un bando di concorso del Pontificio istituto di archeologia cristiana per la cattedra di Epigrafia classica e cristiana. In calce, accanto alla firma del rettore, «prof. mons. Stefan Heid», vi è il timbro della prestigiosa istituzione, con tanto di indirizzo della sede di Roma: «Via Napoleone III°». Ma accanto ai numeri romani l’esponente (°) non va mai messo: serve solo quando, per indicare l’ordinale, si ricorre alle cifre arabiche (1°, 2°, 3°). E per fortuna che lì studiano l’epigrafia classica.
[20 gennaio 2021]

Storia grammatica
Donatella Di Cesare commenta sulla Stampa la notizia della condanna a morte di Lisa Montgomery, eseguita negli Stati Uniti con un’iniezione letale: «Se qualcuno ci narrasse puntualmente la storia grammatica di questa donna di cinquantadue anni...». Della serie: vale più la grammatica della pratica.
[14 gennaio 2021]

Renzi come Garibaldi: fu ferito
Nella sua newsletter quotidiana, intitolata La cucina della Stampa, il direttore Massimo Giannini scrive: «In un’intervista a La Stampa, il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, spiega che “la ferita di Renzi è profonda” e che “è difficile che si possa ricucire”». Renzi ha una ferita che nessuno riesce a suturare? Strano, a noi pareva che l’avesse procurata a Giuseppe Conte e alla coalizione di governo. Probabilmente dipende dal fatto che frequentiamo la bassa cucina.
[17 gennaio 2021]

E delegante o ed elegante?
Sommario di un pezzo che L’Espresso dedica al premier Giuseppe Conte: «Governa con la destra e con la sinistra. Accentratore e delegante». Sicuri che l’ultimo spazio non andasse posposto? Conte pare più che altro accentratore ed elegante. Mica per altro: se accentra, significa che non delega. Inoltre è l’unico in Italia a portare la pochette a quattro punte.
[17 gennaio 2021]

Ripercorre il percorso
Incipit di un commento del sociologo Ilvo Diamanti sulla Repubblica: «La parabola di Matteo Renzi ripercorre il suo percorso politico “personale”». In attesa che si chiarisca la differenza tra percorso politico «personale» fra virgolette e percorso politico personale senza virgolette, siamo in grado di rivelare che Renzi vive la sua vita, corre la sua corsa, pensa i suoi pensieri, proclama i suoi proclami, spara le sue sparate.
[18 gennaio 2021]

Fiorella c’annoia? C’avremmo giurato
Titolo di Libero: «Fiorella c’annoia. È fallito l’esperimento Mannoia in 1ª serata». C’avremmo giurato che dal c’azzecca dipietresco si sarebbe arrivati a c’annoia. Quanto alla 1ª serata, c’aspettiamo ora di rivederla per la 2ª, la 3ª e la 4ª volta in un titolo (comunque c’avrebbe fatto schifo anche in un testo). Nel frattempo, l’indomani l’abbiamo già ritrovata per la 2ª volta in un titolo del Fatto Quotidiano: «Il Wsj: “In Israele la 1ª dose di vaccino ha ridotto i contagi del 33 per cento”». I peggiori fanno sempre scuola.
[17 gennaio 2021]

Io speriamo che me la cavo/1
La Repubblica ospita un’intera paginata curata da Emanuele Lauria e Carmelo Lopapa, con cinque scenari elettorali. Nell’ultimo si parla di «una soluzione che in fondo non dispiace a Matteo Renzi» ma «che ai giallorossi convince molto poco». Io convinco a me, anzi io speriamo che me la cavo.
[12 gennaio 2021]

Io speriamo che me la cavo/2
In un’intervista sulla Repubblica, avente per tema la chiusura del profilo di Donald Trump decisa da Twitter, la giornalista Ilaria Zaffino fa esordire Massimo Cacciari con questa frase: «È una manifestazione di una crisi radicale dell’idea democratica e che alcuni democratici non lo capiscono vuol dire che siamo ormai alla frutta». Io speriamo che me la cavo anche in grammatica, oltre che in filosofia.
[11 gennaio 2021]

La novella del giudice Esposito
Antonio Esposito, ex giudice della Corte di Cassazione, commenta con un articolo sul Fatto Quotidiano la vicenda giudiziaria riguardante Cesare Paladino, proprietario dell’hotel Plaza di Roma, che aveva omesso di versare al Comune di Roma la tassa di soggiorno dal 2014 al 2018 (in totale 2.047.677 euro). Per effetto di una legge varata dal governo presieduto da Giuseppe Conte, compagno della figlia di Paladino, l’imprenditore si è visto revocare la sentenza di patteggiamento per il delitto di peculato (1 anno, 2 mesi e 17 giorni di reclusione). Questa la conclusione di Esposito: «La novella introdotta con il D.L. n° 34/2000, non ha comportato una abolitio criminis, ma solo un fenomeno di successione di norme extra penali incidenti su elementi normativi della fattispecie relativi alla qualifica soggettiva del gestore; con la conseguenza che deve ribadirsi la rilevanza penale a titolo di peculato delle condotte commesse in epoca anteriore alla novatio legis di cui all’art. 180 D.L. n° 34/2020 e succ. conv.. Nessuna norma ad personam o ad familiam, quindi, a differenza di quanto spesso accaduto sotto precedenti governi». Ok, ma era più leggibile una novella del Boccaccio.
[18 dicembre 2020]

Al di là del titolo
In una pagina sulla Verità dedicata a Ernest Hemingway e ai suoi disturbi legati all’alcolismo e alla depressione bipolare, Cesare Lanza, pur essendo un accanito lettore di libri, incappa in uno svarione: «Arrivato per la prima volta a Venezia nel 1948, scrisse un altro dei suoi capolavori, Al di là dal Fiume e tra gli Alberi, soggiornando nella pittoresca Torcello». Mai il romanzo di Hemingway è apparso in Italia con questo titolo. Fin dalla prima edizione uscita nel febbraio 1965, tradotta da Fernanda Pivano e stampata dall’editore Arnoldo Mondadori nelle Officine grafiche di Verona, l’opera si è sempre intitolata Di là dal fiume e tra gli alberi.
[17 gennaio 2021]

Droni da Lilliput
Didascalia da Italia Oggi: «I droni Parrot che saranno consegnati all’esercito francese derivano da Anafi, un modello destinato al grande pubblico con una portata di una ventina di centimetri». Strategici, insomma.
[15 gennaio 2021]

Pannoloni telematici
In un articolo sulla Stampa, intitolato «Mi ha cambiato l’esistenza, non si può farne a meno», Gianluca Nicoletti tesse le lodi di Wikipedia con questa frase andante con brio, per così dire: «Dopo dieci anni che ce ne serviamo tutti, per qualcuno però è ancora una necessità su cui per decenza si sorvola, è stato sdoganato gioiosamente ogni presidio sanitario all’incontinenza, chi scrive per mestiere spesso preferisce far finta di non aver bisogno di Wikipedia». Messaggio ricevuto. L’enciclopedia online è il suo pannolone.
[14 gennaio 2021]

Eccezzziunale... veramente
Per ricordare il centenario della nascita di Leonardo Sciascia (8 gennaio 1921), L’Espresso ristampa «le parole del grande scrittore, pubblicate nel 1974». E tromboneggia nel sommario: «Invettive che provocarono polemiche. Affidate a una intervistatrice d’eccezione». Trattasi di Franca Leosini. Prima domanda: «Ma lei, Sciascia, è proprio convinto di questo matriarcato siciliano (perché è un matriarcato piuttosto sotterraneo dal momento che apparentemente la donna siciliana è succuba dell’uomo)?». Ora, a parte che sarebbe interessante capire come fece Leosini a parlare fra parentesi (con le mani tracciò nell’aria due semicerchi? abbassò il tono di voce? gli diede di gomito?), vale la pena di riportare l’inizio della risposta: «Ah, sì! Si!». Dovendo escludere che Sciascia possedesse la magica capacità di far distinguere dal tono di voce l’accento che differenzia l’avverbio dal pronome si, non resta che una conclusione: Leosini era davvero «una intervistatrice d’eccezione». Speriamo che non lo sia più.
[27 dicembre 2020]

Ridere in Bonafede
Il Fatto Quotidiano pubblica una pregnante intervista di Luca De Carolis ad Alfonso Bonafede, ministro (pentastellato) della Giustizia. Ecco gli spunti salienti in ordine di enunciazione: «Ognuno ora dovrà assumersi le proprie responsabilità». «L’unica rotta possibile è quella del lavoro». «Se qualcuno ha questa istanza la farà presente. Finora non è successo». «Non parlo di retroscena e ipotesi. Mi interessano i temi, le cose da fare». «Respingo questi ragionamenti». «Auspico davvero che prevalga la responsabilità, il lavoro da fare è ancora tanto». È quello che diceva sempre anche Paolo Pillitteri, sindaco (socialista) di Milano: «Molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare». Ma lo diceva per ridere. Bonafede perché è serio.
[10 gennaio 2021]

Diversa da dovunque
Congedandosi dalla direzione del Piccolo di Trieste (gruppo Gedi), Enrico Grazioli dice «di aver incontrato una città unica, irripetibile, diversa da ovunque». Intuibili i motivi dell’avvicendamento.
[13 gennaio 2021]

Piero perde il filo
Il Domani pubblica un articolo di Piero Ignazi, nel quale il politologo scrive: «La ferita non si rimargina con il passare degli anni. Alla vigilia delle elezioni del 2013, in un incontro con la Confindustria, Berlusconi ritorna sulla vittoria strappata dai brogli nel 2013». Ritornare nel 2013 sui brogli del 2013 appare alquanto surreale. Infatti si tratta di quelli che l’allora premier lamentò nel 2006, quando a suo dire perse le elezioni per «moltissime, moltissime, moltissime irregolarità» che si sarebbero consumate in 60.000 sezioni elettorali, con «1 milione e 100.000 schede annullate». La rubrica di Ignazi si chiama Il filo di Piero: deve averlo perso. (Insieme con il redattore che l’ha titolata così: «L’attacco alle istituzioni di Trump ci ricorda quello di Berlusconi». Siccome non risulta che esistano le «istituzioni di Trump», avrebbe dovuto scrivere «L’attacco di Trump alle istituzioni»).
[11 gennaio 2021]

Incerta certamente
Libero pubblica una lettera inviata al direttore da Barbara Berlusconi, una delle figlie di Silvio. Dopo aver esordito con una frase sconclusionata («Fino e con quali argomentazioni si può spingere un’arbitraria censura di una azienda privata?», che sarebbe stata più comprensibile se fosse cominciata con un «Fino a che punto»), conclude con una dichiarazione a effetto: «“Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle”. Anche se non è certa l’attribuzione di questa frase a Voltaire, mi sento di condividerla». È sicuro che non è di Voltaire, quindi tanto valeva attribuirla alla sua autrice, la britannica Evelyn Beatrice Hall (1868-1956), che la scrisse nel libro The friends of Voltaire (Gli amici di Voltaire), edito da Smith Elder & Co. nel 1906.
[13 gennaio 2021]

Scaldarsi con l’iPhone
La pagina Facebook del Corriere della Sera riporta il titolo «Inchiesta sull’accoglienza a Massa. “Bimbe affamate, al freddo, senza cure”», con questo testo: «“Dovevano dividersi una spesa misera, avevano sempre fame. Non avevano i termosifoni, si riscaldavano con il phone”». Usavano il cellulare come stufetta?
[8 dicembre 2020]

Porco veleno, veleno porco
Brani scelti da un articolo della Verità, a firma di Silvana De Mari: «Questo aborto così facile e carino, che ti fai a casetta tua con un male porco». «L’aborto chimico è fatto a casa, con un male porco». L’abbiamo capito: la pillola Ru486, a casetta o a casa, fa un male porco. «L’associazione Pro vita ha fatto magnifici cartelloni su cui è scritto: “Prenderesti mai del veleno?”». «I manifesti di Pro vita domandano: prenderesti un veleno?». L’abbiamo capito: i manifesti di Pro vita chiedono se prenderesti un veleno. Ma li considera lettori o li prende per una classe di ripetenti?
[23 dicembre 2020]

Bollettino della neve
Incipit di un articolo firmato da Luca D’Andrea sulla Repubblica: «Certo, è sempre spettacolare vedere un cervo in mezzo alla neve. Ed è sempre una tentazione lasciarsi trasportare dall’incanto che le immagini dell’Italia imbiancata evoca». A noi pare che il soggetto siano «le immagini», le quali dunque «evocano». Però lo diciamo sommessamente: l’esperto è D’Andrea, scrittore che pubblica con Einaudi.
[8 gennaio 2021]

Qualche plurale
«Ieri avrebbe preso contatti con qualche senatore di Fratelli d’Italia, invitandoli a presentare la mozione di sfiducia», scrive Wanda Marra sul Fatto Quotidiano. Ma il significato di «qualche» («alcuni, non molti») non si può certo coniugare con il verbo al plurale «invitandoli». Chieda conferma a D’Andrea. Anzi, no.
[6 gennaio 2021]

Pazzo Apostolico
In uno scoop che capovolge quanto finora scritto dai giornali sulle presunte responsabilità del cardinale Angelo Becciu («La lettera segreta di Parolin. “Quel palazzo è un buon affare”. Spunta una lettera del segretario di Stato allo Ior sull’immobile di Londra al centro dello scandalo in Vaticano», così il titolo), Emiliano Fittipaldi, vicedirettore del Domani, infila un lapsus calami freudiano: «Il 29 giugno i vertici della banca salgono a Pazzo Apostolico con i dettagli del piano di rientro del finanziamento». In corso le ricerche dello squilibrato.
[10 gennaio 2021]

La più antica democrazia del mondo
Davvero epico l’attacco del servizio di Federico Rampini, inviato della Repubblica a Washington, sull’assalto al Congresso «istigato da Trump»: «“La democrazia è fragile, è in corso un attacco alla nostra libertà, allo Stato di diritto, alla sovranità popolare”. Sono le 16.06, ora locale, quando Joe Biden parla alla nazione. È allarmato e indignato. Da tre ore ormai divampa “la battaglia di Washington”, le convulsioni di una giornata angosciante in cui la più antica democrazia del mondo piomba in stato d’assedio». Probabilmente Rampini ha preso lezioni dal coltissimo Danilo Toninelli, ex ministro grillino, che nel novembre 2016 scrisse sul suo profilo Facebook: «I cittadini americani hanno scelto. La più antica democrazia al mondo ha voluto Trump». Senza scomodare l’antica Grecia (dove, stando al censimento dell’Attica datato per ipotesi tra il 315 e il 309 avanti Cristo, 20.000 cittadini già godevano di diritti politici) e l’antica Roma o l’Italia dei Comuni, vale la pena di ricordare che nella Repubblica di San Marino esiste dal XV secolo il Gran Consiglio formato dal popolo, mentre le prime elezioni presidenziali statunitensi si tennero nel 1788-1789. Rampini dovrebbe in ogni caso mettersi d’accordo con il medievista Franco Cardini, secondo il quale è il Parlamento inglese di Westminster «il simbolo primigenio della democrazia rappresentativa liberale, quella espressa dalla Glorious Revolution del 1688».
[7 gennaio 2021]

Non è Montagner
Sommario dalla Verità: «Il premio Nobel Montagner frena gli entusiasmi». Il cognome del virologo che scoprì il virus dell’Hiv è ripetuto così anche nel testo. Ma lo scienziato è nato in Francia, non in provincia di Treviso: si chiama Luc Montagnier.
[6 gennaio 2021]

I 55 giorni del sequestro Moro
Occupandosi dei due svarioni temporali contenuti nel colloquio fra Eugenio Scalfari e Maurizio Molinari, uno dei quali rettificato dalla Repubblica in ribattuta, Stefano Lorenzetto riesce ad aggiungerne altri due (uno provvidenzialmente poi corretto da Anteprima e Dagospia): scambia il centenario della nascita di Leonardo Sciascia con quello della morte e indica il 16 aprile, anziché il 16 marzo, come data del sequestro di Aldo Moro. Quest’ultimo errore non è sfuggito a Roberto Chiodi, giornalista di lungo corso, che lo ha segnalato a Giorgio Dell’Arti (grazie). Nella sua lettera ad Anteprima, Chiodi contesta altresì che la prigionia dello statista sia durata 55 giorni: «Volendo proprio fare le pulci, ne durò 54: fu rapito alle 9 di mattina del 16 marzo, fu ucciso la mattina del 9 maggio. Nelle mani dei rapitori rimase dunque 54 giorni». Spuntando i giorni sul calendario – 16 a marzo, 30 ad aprile, 9 a maggio – in realtà se ne contano 55, che è il dato da sempre accreditato in atti parlamentari, libri, cronache giornalistiche. I 54 giorni indicati da Chiodi non sono che un’aporia informatica: infatti, inserendo le date 1 gennaio e 31 dicembre nella calcolatrice di Windows, si ottengono per differenza 364 giorni, anziché 365. Ma se questo computo fosse esatto, significherebbe che dalla nascita di Cristo (peraltro erroneamente calcolata da Dionigi il Piccolo, perché Gesù venne alla luce in realtà tra il 7 e il 4 avanti Cristo) mancano all’appello dell’umanità all’incirca 2020 giorni, cioè 5 anni e mezzo.
[8 gennaio 2021]

Morti anticipate/1
Nella conversazione sui 45 anni della Repubblica avuta con il direttore Maurizio Molinari, in cui dava per morto Enrico Berlinguer nel 1978 anziché nel 1984 (svarione poi corretto con una ribattuta), il fondatore Eugenio Scalfari parla del rapimento di Aldo Moro in questi termini: «La ricerca durò 52 giorni, fu vana e poi arrivò il cadavere». È arcinoto che il sequestro del leader democristiano durò invece 55 giorni, dal 16 aprile al 9 maggio 1978. Non vorremmo che Scalfari esagerasse con le morti premature.
[2 gennaio 2021]

Morti anticipate/2
L’inclinazione al lutto anticipato pare aver già fatto scuola alla Repubblica. Il supplemento culturale Robinson celebra con ben 7 pagine (copertina inclusa) il centenario della scomparsa di Leonardo Sciascia. Nell’articolo d’apertura, Enrico del Mercato scrive: «Salvatore Picone, quando Sciascia morì nel novembre del 1987, era un bambino che andava alle elementari». Questo Picone doveva avere fin da piccolo il dono della predizione: Sciascia morì nel novembre del 1989, il giorno 20, per la precisione.
[2 gennaio 2021]

I guasti del dipietrese
Titolo di Libero: «Credenze e oroscopi non c’azzeccano mai ma nessuno li zittisce». A quasi 30 anni di distanza, la depravazione linguistica propagata da Antonio Di Pietro fa ancora danni nei giornali. Se quel «c’azzeccano» fosse corretto, Alessandro Manzoni nei Promessi sposi non avrebbe scritto «Questi quattro dì che ci abbiamo a stare ancora», bensì «c’abbiamo», e Luigi Pirandello nella Giara non avrebbero scritto «Come se ci avessi un cane addentato», bensì «c’avessi», e Trilussa si sarebbe risparmiato versi quali «Nun cià più la medesima allegria» e «Ciò er core in pace e l’anima serena». Qualcuno ha mai udito due morosi dirsi «Noi c’amiamo»?
[5 gennaio 2021]

Quiescenza
Massimo Gandolfini denuncia sulla Verità «la più pericolosa e volgare delle azioni: mettere il bavaglio alla bocca di chiunque non sia allineato, o quantomeno quiescente, ai dogmi del relativismo oggi imperante». Quiescente? Per lo Zingarelli significa «che è in stato di riposo o d’inerzia». Evidente la confusione con «acquiescente», cioè «consenziente, docile, remissivo».
[5 gennaio 2021]

Il passo è greve
Titolo sopra la testata del Fatto Quotidiano: «5 anni dopo la scomparsa dell’imprenditrice calabrese Maria Chindamo, parla un pentito: “Uccisa e data in pasto ai maiali”. La famiglia: “Passo verso la verità”». Dal pasto al passo, il maiale è greve.
[7 gennaio 2021]

Senza Capua né coda
In un articolo senza capo né coda, apparso sul Corriere della Sera, la virologa Ilaria Capua, da tempo emigrata negli Stati Uniti, infila una serie di concetti stralunati su «virus pre-pandemici» e dintorni. Alcuni esempi. «Il “fattore virus” non è l’unico elemento dell’incendio pandemico ma ne è la componente unica e insostituibile». Se non è l’unico elemento, come fa a essere la componente unica? «Sono certa che più e più volte in questi anni si siano create condizioni analoghe per l’emergenza di un coronavirus pandemico ma che sempre, fino al 2020, moltissimi di questi si siano estinti mentre altri come Sars, Mers, influenza Aviaria, influenza Suina, Ebola e Zika sono state tenute più o meno sotto controllo nel giro di qualche mese». Tralasciando le concordanze, «questi» chi, scusi? I coronavirus? E allora perché per le epidemie-pandemie dapprima usa il maschile («altri») e in seguito il femminile («sono state tenute»)? «È indubbio che la diffusione accelerata in tutto il globo terracqueo sia avvenuta grazie alla movimentazione di persone infette sia a livello internazionale, che nazionale e locale fino a livello di frazione del più piccolo comune». Forse sussisteva il dubbio che le pandemie si propagassero in altro modo? «Chiamiamolo quindi “fattore individuo” e questo comprende oltre alle caratteristiche dell’individuo stesso e la sua recettività personale all’infezione anche per esempio la sua mobilità». Che altro dovrebbe comprendere il «fattore individuo» se non le «caratteristiche dell’individuo stesso»? «Mai, negli ultimi cento anni (durante i quali ci sono state cinque pandemie influenzali) l’informazione è stata così pervasiva, liquida e impicciona di argomenti complicati anche per gli addetti ai lavori». Impicciona? «Lo voglio dire con forza: non è giusto né possibile incasellare una serie di fenomeni biologici come le mutazioni, le delezioni e le loro possibili conseguenze in caselle mentali a misura di clickbait o di telespettatore disattento». Professoressa, pietà!
[2 gennaio 2021]

Anno lunare
«Non è stato un anno facile, non foss’altro per la pandemia ancora presente», scrive Maurizio Costanzo nel Diario che pubblica ogni giorno sul Tempo. Beh, però, in effetti, pensandoci bene, a essere sinceri, tutto sommato, a dire il vero, qualche ragione ce l’ha anche lui. Forse.
[31 dicembre 2021]

Supercalifragilistichespiralidoso
«Un Dio che si è fatto fragilità», titola d’apertura in prima pagina L’Osservatore Romano. Nel medesimo numero, «fragilità», «fragili» e «fragile» compaiono 14 volte. Non resta che aggiungere «Maneggiare con cura».
[4 gennaio 2021]

Reincontro con Io
Incipit dell’editoriale festivo di Eugenio Scalfari sulla prima pagina della Repubblica: «Mi è venuto in mente nei giorni scorsi il problema dell’Io che porta con sé una notevole, e vorrei dire immensa, quantità di temi. Il più evidente dei quali è appunto l’Io. Per dirla meglio, il se stesso. O, se vogliamo spiegarla non con una parola ma con un concetto, la personalità. Naturalmente, la mia». Ricapitolando: l’immensa quantità di temi si riduce all’Io, naturalmente il suo, il più evidente. Come un simile problema sia potuto venire in mente solo nei giorni scorsi a Scalfari, che nel 1994 diede alle stampe Incontro con Io (Rizzoli), è davvero un mistero. Si saranno rivisti per strada.
[3 gennaio 2020]

Asor Rosa, canta che ti passa
«Una risposta la troviamo nel Canto XVI del Purgatorio (attenzione: nel Poema, duecento canti, il XVI del Purgatorio rappresenta quasi il centro esatto: vuol dire che l’argomento che vi viene trattato è considerato da Dante di estrema importanza)». Così Alberto Asor Rosa parla della Divina Commedia su Robinson, supplemento culturale della Repubblica. Se non ricordiamo male, il poema dantesco si compone di 99 canti, 100 considerando il canto di proemio. Non 200. Asor Rosa è stato per una vita docente ordinario di Letteratura italiana nelle università. Infatti il titolo dell’articolo pubblicato da Robinson era «Lezione sulla nostra eterna Commedia». Può scendere dalla cattedra, professore.
[24 dicembre 2020]

La situazione degli accenti è grave
Titolo del Fatto Quotidiano: «Risiko da Serie A. Cara Befana ti scrivo. Perchè il 2021 è già andato nel pallone...». Niente, non c’è verso che questa regola della «é» con accento acuto in avverbi e congiunzioni gli entri in testa. Inevitabile quando il direttore, Marco Travaglio, ieri è riuscito a spargere nel suo editoriale di prima pagina cinque «perchè», un «finchè», un «semprechè» e un «dopodichè».
[28 dicembre 2020 - 5 gennaio 2021]

Freddezza agghiacciante
Del ghanese Adams Suleimani che in Trentino ha ucciso Agitu Ideo Gudeta, una donna etiope da anni residente in Italia, Fabio Amendolara rivela sulla Verità: «Con una freddezza agghiacciante si è cambiato la giacca indossata al momento dell’omicidio». Esiste anche la freddezza riscaldante?
[1 gennaio 2020]

Ok, il gesto non è giusto
Dalla pagina Facebook del Corriere della Sera: «Alex Zanardi fa ok con il pollice e guarda la moglie: la terza vita dopo l’incidente». Peccato che la foto d’archivio a corredo della notizia lo ritragga mentre fa la «V» churchilliana della vittoria con indice e medio.
[21 dicembre 2020]

Un altro pianeta
Secondo Ezio Mauro, che lo scrive nell’editoriale sulla prima pagina della Repubblica, il vaccino contro il Covid-19 «per la prima volta impegna tutto il mondo in un esperimento planetario». Se impegna tutto il mondo, l’esperimento non può che essere planetario, ci pare.
[4 gennaio 2020]

Poco «observateur»
Sull’Arena, in un’intervista con Giancarlo Calciolari, psicoanalista diventato chef che ha inventato il cioccolatissimo, il dessert italiano più noto al mondo dopo il tiramisù, Stefano Lorenzetto cita fra le numerose frequentazioni dello studioso gastronomo anche Gilles Martinet, ex ambasciatore di Francia a Roma, attribuendogli un passato da direttore del Nouvel Observateur. In realtà, benché fosse giornalista, Martinet fu il direttore amministrativo del settimanale, dal 1964 al 1985. Per sua fortuna: meglio occuparsi di conti che di articoli e titoli.
[3 gennaio 2020]

Il nostro futuro
La Stampa ospita un melenso panegirico di Carlo Petrini in onore di Greta Thunberg divenuta maggiorenne, nel quale il fondatore di Slow food scrive fra l’altro: «Devo dire che anche grazie alla tua iniziativa si sono mobilitati i ragazzi di ogni parte del mondo, le forze più fresche, quelle che hanno davanti il nostro futuro». Avviandosi Petrini a compiere 72 anni, saremmo propensi a ritenere che le forze fresche abbiano davanti il loro futuro, più che il nostro.
[4 gennaio 2020]

Un anno da libri di storia
«Chi l’avrebbe mai detto che questo 2020 sarebbe stato un anno da libri di storia», scrive Piero Di Domenicantonio, caporedattore dell’Osservatore Romano. L’avrebbero detto praticamente tutti. Dal 753 avanti Cristo (data della fondazione di Roma, giusto per riferirci alla testata vaticana), risulta impossibile individuare un anno che non sia finito per qualche evento nei libri di storia.
[30 dicembre 2020]

Passerotto non andare via
«È il primo ricovero dell’anno. Il passerotto ha una frattura a un’ala, speriamo guarisca in un paio di settimane», si legge sulla pagina Facebook della Repubblica. La foto mostra un uccellino fasciato. Ma si tratta di uno storno, non di un passero. Essendo la notizia postata da Roma.repubblica.it, si deve dedurne che ai giornalisti della redazione romana non hanno insegnato nulla neppure le scagazzate dei 4 milioni di storni (fonte: La Stampa) volteggianti sulla Capitale.
[3 gennaio 2020]

Tura Speedy Gonzales
Altro exploit del corrispondente Rai dal Regno Unito, Stefano Tura, quello secondo cui «gli scienziati dell’University College hospital di Londra hanno iniziato la sperimentazione di un farmaco anticorporale per il Covid-19» (così al Tg1 delle ore 20). Stavolta al Tg3 delle ore 12 parla della «nuova variante del Covid-19 che rende il virus 70 volte più veloce nella trasmissione». Se ciò fosse vero, significherebbe che la variante inglese ha il 7.000 per cento di velocità in più. In realtà, rispetto al ceppo predominante, il virus ha una maggiore capacità di trasmissione che è stata quantificata dal primo ministro inglese Boris Johnson nel 70 per cento, cioè 0,7 volte in più. Tura si è sbagliato «solo» di 100 volte.
[22 dicembre 2020]

Siamo già a Benedetto XIX?
Alla fine dell’intervista natalizia rilasciata a Claudio Tito della Repubblica, il cardinale Angelo Bagnasco svolazza dal passato al futuro con la fattiva collaborazione del giornalista, il quale riporta la seguente risposta senza avvedersi dell’errore che vi è contenuto: «Ogni Pontefice è sempre stato libero di rinunciare al papato. Il gesto del Papa Emerito, Benedetto XIX, ha un grande significato per se stesso». Archiviato prematuramente Benedetto XVI, nel futuro della Chiesa ci attendono dunque, secondo il porporato, almeno tre pontefici di nome Benedetto eletti dopo Francesco: XVII, XVIII e, appunto, XIX, che secondo l’ex presidente della Cei rinuncerà, come ha fatto Ratzinger. Ma «il futuro è nella mani di Dio e nella collaborazione prudente degli uomini», conclude il cardinale Bagnasco. Soprattutto se gli uomini, e nella fattispecie intervistatore e intervistato, rileggessero i testi e correggessero i refusi.
[24 dicembre 2020]

Apocalisse sotto il Vesuvio
Il sito del Mattino di Napoli lancia la notizia del terremoto in provincia di Verona con un titolo assai sobrio: «Come l’Apocalisse». Non essendosi grazie al cielo registrati né morti, né feriti, né crolli, né danni di sorta, ci si chiede come il quotidiano napoletano annuncerà l’inizio dell’Apocalisse vera profetizzata da Giovanni: «E vi fu un violento terremoto. Il sole divenne nero come un sacco di crine, la luna diventò tutta simile a sangue, le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra, come un albero di fichi, sbattuto dalla bufera, lascia cadere i frutti non ancora maturi». (12, 13). A meno che il catastrofico titolo non fosse altro che una banale prosecuzione con altri mezzi dello storico striscione «Giulietta è ’na zoccola e Romeo ’o cornuto» apparso nel 1996 allo stadio San Paolo di Napoli.
[29 dicembre 2020]

Guardoni al Fatto Quotidiano
Titolo del Fatto Quotidiano: «La Rivoluzione d’Ottobre va guardata a occhi aperti». Grazie per il suggerimento. Di solito guardiamo ogni cosa a occhi chiusi.
[28 dicembre 2020]

Falli di mano
«“Non sappia la destra quella che fa la sinistra”, afferma il Vangelo», esordisce Maria Antonietta Calabrò sull’Huffpost, infilando un refuso già alla quinta parola. L’articolo riguarda il presepe «da Guerre stellari» allestito in piazza San Pietro, «“benedetto” dalla Fondazione della Banca Tercas (con tanto di dichiarazioni della sua presidente), che non è una banca qualsiasi, ma è la banca per la cui acquisizione (che ha provocato conseguenze sulla Popolare di Bari) si era speso il finanziere Torzi arrestato dal Vaticano per il palazzo di Londra». Il pezzo si conclude con un attacco al cardinale Angelo Becciu, una variazione sul tema dell’incipit: «Anche qui: “Non sappia la destra cosa fa la sinistra”. Ma anche in questo caso sembra che non si trattasse di opere di religione». Peccato che Calabrò, a dispetto dei suoi trascorsi nel settimanale ciellino Il Sabato, con scarsa fantasia faccia entrambe le volte confusione fra le mani evangeliche, invertendole: «Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra» (Matteo 6, 3).
[24 dicembre 2020]

Percentuali repubblicane
Dalla Repubblica: «Emilia Romagna. Record di consensi l’85 per cento dice sì», recita il titolo. Testo: «Il 95% di medici e infermieri, e fino a otto operatori su dieci delle strutture per anziani, dice sì al vaccino anti-Covid». Accontentati no vax e anche sì vax. Tutti, meno i lettori.
[29 dicembre 2020]

Stragi fra parentesi
Titolo di prima pagina da Avvenire: «Strage di donne nel Mediterraneo: (quattro incinte)». Chissà a che servono i due punti prima della parentesi.
[27 dicembre 2020]

Elkann tradotto in italiano
Come ogni domenica, La Stampa pubblica la rubrica settimanale di Alain Elkann, padre del suo editore, nonché presidente di Fca, John Elkann. L’intervistato è Alvise Casellati, direttore d’orchestra, figlio di Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato. Il quale, essendo nato a Padova, risponde alle domande nella nostra lingua. Alla fine del dialogo compare tuttavia la dicitura «traduzione di Carla Reschia». Si conferma così un antico sospetto: quello che Alain Elkann non sappia scrivere in italiano.
[27 dicembre 2020]

Tutto tranne il Vangelo
Ci risiamo. Il pastore Eugenio Bernardini, già moderatore della Tavola valdese, nella rubrica Il Vangelo della domenica sul Fatto quotidiano, commenta un versetto del libro dei Proverbi e un altro della Lettera di Giacomo, che Martin Lutero definì «di paglia», cioè di poco valore. E il Vangelo? Urge cambiare il titolo della rubrica.
[27 dicembre 2020]

Farmaci contro il corpo
Nell’edizione di maggior ascolto del Tg1, quella delle ore 20, Stefano Tura, corrispondente dalla capitale britannica, spiega che «gli scienziati dell’University College hospital di Londra hanno iniziato la sperimentazione di un farmaco anticorporale per il Covid-19, che darebbe immunità immediata». In realtà si tratta di una terapia anticorpale, cioè basata sugli anticorpi monoclonali, come ha scritto il Guardian. Per i suoi giornalisti dislocati nel Regno Unito, suggeriamo al presidente della Rai, Marcello Foa, l’introduzione delle pene, queste sì corporali, che erano in uso nelle scuole inglesi e scozzesi fino a non molti anni fa, a cominciare dalle cinghiate sui palmi delle mani, punizione nota come tawse.
[26 dicembre 2020]

Virus della mente
Dalle pagine dell’Espresso, la scrittrice Michela Murgia segnala che «il virus non è amico di nessuno». Strappatele la penna di mano.
[27 dicembre 2020]

Piftzer
Titolo dal Messaggero: «Vaccino, oggi si parte. La campagna di massa soltanto a primavera. Arrivate le 9.750 dosi Pfitzer». Ammazza che attrezzi nella redazione del quotidiano romano! Non uno che abbia mai sentito nominare il Viagra della Pfizer.
[26 dicembre 2020]

Prostatite da sole
Nella sua rubrica A corpo sicuro sulla Verità, il medico Luciano Bassani scrive: «Recenti studi hanno confermato l’utilità delle onde d’urto focali nei casi di dolore pelvico cronico e prostatite da sole o in associazione con l’ossigeno-ozonoterapia e la neuroproloterapia». Non sapevamo che la prostata fosse sensibile all’abbronzatura. L’equivoca patologia si sarebbe potuta evitare con una virgola dopo «prostatite».
[27 dicembre 2020]

Corona di spine
La Lettura, supplemento culturale del Corriere della Sera, pubblica un’interessante infografica sulle monarchie, nella quale la Danimarca è indicata fra le «nazioni su cui formalmente regna ancora la corona inglese». Non ci pare che Margherita II di Danimarca abbia qualcosa a che vedere con Elisabetta II d’Inghilterra (pur avendo avuto la regnante danese fra i suoi padrini di battesimo il principe Arturo del Regno Unito, settimo figlio della regina Vittoria). Semmai è storicamente vero il contrario. Canuto II il Grande, figlio di Sven I di Danimarca, seguì il padre in Inghilterra, combatté contro Etelredo II, fu riconosciuto sovrano nel 1016 e prima di morire divise i suoi regni (Danimarca, Inghilterra e Norvegia) fra i tre figli. E il figlio Canuto III il Crudele, sovrano di Danimarca dal 1035, divenne re d’Inghilterra nel 1040 dopo la morte del fratello Harold.
[6 dicembre 2020]

109 per cento
Poderosa inchiesta dell’Espresso (8 pagine) sui giovani italiani che vorrebbero rientrare dall’estero. Un grafico a torta illustra «titoli di studio di un campione di iscritti al registro Aire degli italiani residenti all’estero», tratti da un «sondaggio effettuato da AltreItalie». Vediamo: «Qualifica professionale 11%. Diploma 18%. Dottorato/Specializzazione 16%. Laurea magistrale-vecchio ordinamento 33%. Laurea triennale/diploma universitario 18%. Licenza media 2%. Post Doc 11%». Il grafico reca questo titolo: «Laureati e di più». Siamo d’accordo: ce ne sono 9 in più, per la precisione. Infatti la somma, anziché 100, dà 109 per cento.
[27 dicembre 2020]

Fedi per nunzi
Titolo della Stampa sui pescatori di Mazara del Vallo liberati dai libici dopo 108 giorni di sequestro: «“Tre mesi in prigione, è stata dura. Ci hanno tolto anche le fedi nunziali”». Che i rapitori li avessero scambiati per nunzi apostolici?
[18 dicembre 2020]

Via con gli angeli
«In terapia intensiva ho visto gli angeli». Così Libero titola un’intervista con il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, che ha rischiato di morire a causa del Covid-19. Lo stesso concetto, enfatizzato in prima pagina, induce il lettore a immaginare un’esperienza soprannaturale, anticipatoria del paradiso. Peccato che non vi sia di mezzo alcun ritorno dall’aldilà, come si evince dalla risposta data dal porporato alla domanda «Come sono stati i medici e gli infermieri con lei?»: «Angeli. Percepivo il loro grande sforzo nel donarsi completamente a noi, mettendo a rischio la propria vita». L’unico ad aver parlato con gli angeli propriamente detti è dunque il titolista.
[24 dicembre 2020]

Neologismi da pitbull
Sulla Verità, nel titolo dell’editoriale di Maurizio Belpietro contro i provvedimenti governativi per il contenimento del Covid-19, si legge che «gli esperti si bullano sui giornali perché per loro le regole diventano un’eccezione». Come intransitivo pronominale (nel significato di vantarsi con spavalderia), l’orripilante verbo, tratto dai gerghi giovanili, non figura in nessuno dei più accreditati dizionari della lingua italiana.
[1 dicembre 2020]

Scrittura attorcigliata
Attacco di un servizio del Giornale, a firma di Serenella Bettin: «Il virus cambia. Evolve. Muta. Si trasforma. Gioca a dadi con gli uomini. Si attorciglia su stesso. Si scompone. Si ricompone». È dentro di noi e fuori di sé.
[27 dicembre 2020]

Tornano le «ss» della plastica
Sommario dalla Repubblica: «“Menu speciale per il 25 ma il vero regalo sarà fargli vedere i familiari attraverso il plexiglass”». «La “cabina di Mike” è uno spazio circondato dal plexiglass», scrive l’inviato Maurizio Crosetti nell’articolo. Prendiamo atto con rammarico sono tornate azione le «ss» della plastica già viste all’inizio della pandemia e ribadiamo che si scrive «plexiglas», marchio registrato fin dal 1949.
[23 dicembre 2020]

Ipotesi Fini
Sul Fatto Quotidiano, un fin troppo colto articolo di Massimo Fini scomoda e dà per certe svariate ipotesi su san Paolo (senza però dire che trattasi di congetture), onde giustificare il rimpianto per una festa spirituale, il Natale, che da tempo ormai non esisterebbe più. Gli perdoniamo sia l’omissione dei nomi degli studiosi ai quali s’è abbeverato sia l’incipit sbagliato («Giovedì si celebra il Santo Natale», anziché venerdì), anche per parare l’obiezione secondo cui la festività inizia con la messa vespertina della vigilia seguita dalla «Missa in nocte». Ma almeno scriva correttamente Nietzsche, che invece secondo lui è Nietsche.
[22 dicembre 2020]

Aumenti di pena
Titolo dal Corriere della Sera: «Sfregiò Jessica Notaro. Confermati i 25 anni». Testo: «Edson Tavares, ex fidanzato di Jessica Notaro, sconterà una pena di oltre 15 anni di carcere». Siamo d’accordo con il Corriere, che ha riformato nel titolo la sentenza definitiva della Cassazione: 10 anni in più questo criminale li merita tutti.
[16 dicembre 2020]

Storia un tanto al chilo
In un articolo sul dorso romano della Repubblica, Rory Cappelli rilancia il racconto di un vigile del fuoco commosso dall’omaggio papale alla Madonna di piazza di Spagna (che per la precisione sarebbe piazza Mignanelli). «Pensi: da quando è stata eretta nel 1850», racconta Ivano Procaccini all’autrice dell’articolo, «l’abbiamo sempre fatto, tranne che nel periodo bellico. Il papa nel 1850 ci disse che ogni 8 dicembre avremmo dovuto omaggiare la Madonna con i fiori. È un grande onore essere parte di una tradizione tanto nobile». Nobile senz’altro, ma non dal 1850, perché la colonna fu inaugurata solo nel 1857 e l’omaggio floreale risale al 1923 (o, secondo altre fonti, al 1938). Senza contare che il dogma dell’Immacolata – credenza antichissima, è vero – venne proclamato nel 1854.
[9 dicembre 2020]

Io stampa libera, tu Jane
Titolo sopra la testata del Fatto Quotidiano: «Dopo la denuncia del “Fatto” sul mega condono edilizio col “silenzio assenso” in Emilia- Romagna, Bonaccini lo ritira. Talora stampa libera serve a qualcosa». Noi pensare stessa cosa, buana.
[23 dicembre 2020]

Invito a pranzo con delitto
Per la strage familiare di Trebaseleghe (un padre che uccide i due figli adolescenti e poi si suicida), Il Giornale si affida alla penna di Serenella Bettin: «La tragedia è stata scoperta poco dopo l’ora del pranzo nella villetta di via Sant’Ambrogio, la via principale omonima della frazione, dallo zio dei due ragazzi. È stato l’uomo, dopo l’inquietante ritrovamento dei cadaveri, a chiamare subito i carabinieri». Ritrovamento rassicurante no di certo. «I parenti che abitano al piano di sotto dell’abitazione, non vedendoli venire giù per pranzo si sono insospettiti. Probabilmente dovevano pranzare insieme per il pranzo della domenica». Improbabile che si trattasse della cena. «L’uomo ha lasciato una lettera, ma non risulta scritta alcuna motivazione», tanto più che «“l’uomo ha lasciato uno scritto - spiegano gli investigatori - ma non c’è alcuna motivazione all’interno”». Mancano le motivazioni, l’abbiamo capito. «Chi conosceva il ragazzo e il padre, è sconvolto». Tutti sereni quelli che non li conoscevano.
[21 dicembre 2020]

Color Renato Zero
Sotto un ritratto del presidente del Turkmenistan, Gurbanguly Berdimuhamedow, detto Gurba, il Domani mette la seguente didascalia: «Questo talentuoso presidente è un uomo con una perfetta riga a lato sui capelli del colore di Renato Zero». Quale sarà il colore di Renato Zero?
[18 dicembre 2020]

Confusione mentale
Sulla Repubblica, un’articolessa firmata da Paolo Condò occupa un’intera pagina: «Spagna. La Liga è il torneo che meglio ha assecondato le sue regine, le squadre impegnate ad agosto nelle coppe, regalando loro due settimane (al Real una, ma s’era fermato prima): è ripresa il 12 settembre come in Inghilterra, ma il Siviglia vincitore dell’Europa League e il tandem Atletico-Barça, usciti ai quarti in Champions, sono partite il 27». Solo confusione di genere o anche mentale?
[18 dicembre 2020]

Gesuita con la «y»
«Una suora salesiana cinguetta che del Natale si può fare a meno, il che vuol dire che anche San Giovanni Bosco, insieme a San Francesco e a Sant’Ignazio di Lojola, si sta rivoltando nella tomba», scrive Silvana De Mari sulla Verità. L’ultimo si rivolta più dei primi due, visto che nacque a Loyola, con la «y».
[30 novembre 2020]

Dare i numeri
Nella rubrica 10eLotto, il Corriere della Sera pubblica tra i 20 numeri vincenti il 25, il 26 e il 25. La fortuna è cieca e spesso torna sui suoi passi.
[16 dicembre 2020]

Rimpasto al Corriere
Titolo della Verità: «Smentita di Palazzo Chigi. “Frasi sul rimpasto del Corriere mai pronunciate da Conte”». Diavolo di un premier, per attimo abbiamo temuto che volesse cambiare anche lo staff di direzione in via Solferino.
[1 dicembre 2020]

Qualche giorno, quelli necessari
Conclusione dell’editoriale di prima pagina del direttore del Giornale, Alessandro Sallusti: «Quindi c’è solo da sperare che Draghi taccia ancora per qualche giorno, quelli necessari al presidente Mattarella per fare di conto». C’è anche da sperare che diventino alcuni giorni, così la concordanza è salva.
[21 dicembre 2020]

Medium certificata
Dalla pagina Facebook di Pomeriggio 5, programma pomeridiano di Canale 5: «Siamo in diretta dal Duomo di Napoli dove non si è ancora rinnovato il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro. Tra poco tutti gli aggiornamenti di cronaca, e poi una parte dedicata all’aldilà con una medium certificata dall’Università di Pavia». Il master in Ematologia della professoressa Barbara D’Urso si arricchisce di nuove materie al di là del bene e del male.
[17 dicembre 2020]

Un ulteriore insulto all’italiano
«Il consiglio di amministrazione dell’Enel dà mandato all’ad Francesco Starace di andare avanti con la vendita al fondo australiano Macquarie della propria partecipazione in Open Fiber», informa Sara Bennewitz sulla Repubblica. «L’operazione, piuttosto articolata, dovrebbe chiudersi entro il giugno del 2021 e prevede per Enel la possibilità di incassare fino a 2,65 miliardi, e la prospettiva di un’ulteriore conguaglio». L’articolo indeterminativo che precede «ulteriore» diventa maschile o femminile a seconda del sostantivo cui si riferisce. Dato che «conguaglio» è maschile, in questo caso non poteva essere «un’», cioè «una», con l’apostrofo a indicare l’elisione della vocale «a».
[18 dicembre 2020]

L’altrieri secondo il Domani
Didascalia sul Domani del 20 dicembre: «Milan e Lille si sono incontrati nel girone di Europa League. Vittoria dei francesi in casa 3-0, pareggio 1-1 a San Siro». È esattamente il contrario. Il Lille ha vinto 3-0 a San Siro il 5 novembre e pareggiato 1-1 in casa propria il 26 novembre. Poco ferrati sul domani, molto scarsi sull’altrieri.
[20 dicembre 2020]

Usata spesso, praticamente mai
La Stampa pubblica un’intervista di Fulvia Caprara con l’attrice Valentina Lodovini. Questo l’incipit: «Nella parola “sicché”, usata spesso per tirare le somme del discorso, c’è molto del sano pragmatismo di Valentina Lodovini». Spesso ma non troppo: nel dialogo che segue «sicché» non compare neppure una volta.
[21 dicembre 2020]

Tutto fa brodo
Sempre sulla Stampa, intervista con lo chef Berton, allievo di Gualtiero Marchesi. Nel testo e nel sommario è correttamente presentato come Andrea Berton. Nell’occhiello diventa Paolo Berton. Almeno Non è il solito brodo, come recita il titolo del libro pubblicato qualche anno fa dal cuoco stellato.
[21 dicembre 2020]

I quattro «perchè» di Travaglio
Nella sua rubrica Ma mi faccia il piacere, Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, scrive quattro volte «perchè». Perché, perché, perché, perché si ostina a usare la «e» con l’accento grave anziché quello acuto?
[21 dicembre 2020]

Ma è Terzani o Briatore?
Titolo dalla pagina Facebook del Corriere della Sera: «Tiziano Terzani gratis e online: l’operazione “redux” del figlio Falco». Devono averlo scambiato con il pupo di Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci. In realtà si chiama Folco Terzani.
[2 dicembre 2020]

Salute cagionevole
La Verità indaga su una delle aziende selezionate per la fornitura delle siringhe con cui verrà somministrato il vaccino contro il Covid-19. Gli autori dell’inchiesta, Fabio Amendolara e François de Tonquédec, riescono a sbagliarne per sei volte il nome, indicandola come ItalHealt srl. In realtà si chiama ItalHealth. Anche uno scolaro l’avrebbe subito intuito, visto che «health» significa «salute» mentre la parola «healt» in inglese non esiste.
[20 dicembre 2020]

Il mondo del Pontefice
Secondo La Verità, che lo scrive in un titolo, «il mega convegno sull’“economia di Francesco” suscita seri dubbi sulla visione del mondo del Pontefice». I dubbi sono sul mondo del Pontefice o sulla visione che il Pontefice ha del mondo? Nel secondo caso, bastava dirlo esattamente così.
[25 novembre 2020]

In teoria, si spera, ma non è detto, forse
Pensoso editoriale del Giornale, a firma di Stefano Zurlo, che parla della nuova variante del Covid-19: «In teoria, potrebbe pure sfuggire ai vaccini messi a punto in una corsa a perdifiato senza precedenti. Si spera e si pensa di no, ma non è detto. (...) Chissà. Forse andrà bene e il pericolo rientrerà. Forse. È probabile, fra mille cautele. Ma vai a sapere. Il ceppo in rampa di lancio potrebbe pure costringerci ad interrompere il countdown verso la riconquista della libertà. Del ritmo antico che sentiamo dentro. Delle abitudini che foderavano i nostri Paesi fino a ieri. Oscilliamo, come su una nave in mezzo alle onde. (...) Ma si va avanti: un passo e poi un altro mezzo all’indietro. Una mezza giravolta delle nostre presunzioni, già ammaccate dal velenosissimo 2020. Prima di addormentare il drago una volta per tutte e scrivere – ne siamo certi – il lieto fine». Talmente certi che in teoria, si spera, ma non è detto, chissà, forse andrà bene e il pericolo rientrerà, forse, è probabile, ma vai a sapere.
[21 dicembre 2020]

Virus non più letale
Sempre sul virus modificato, Il Giornale titola: «Veloce, aggressivo ma non più letale». Quindi non ammazza più? O non è maggiormente letale della variante precedente?
[21 dicembre 2020]

Eva Robinson
Su Robinson, supplemento culturale della Repubblica, il regista e scrittore Nino Marino racconta un episodio che vide protagonisti Adolf Hitler ed Eva Braun nel loro rifugio sulle Alpi bavaresi: «Lui guardò Eva, che tacque. Parve riflettere, poi fece autocritica e disse a Eva che per farsi perdonare gli avrebbe concesso un privilegio inaudito: poteva dargli un calcio nel sedere». Lo meriterebbe anche lo scrittore Marino per quel pronome maschile anziché femminile.
[12 dicembre 2020]

Congiuntivite acuta
Dall’editoriale di prima pagina del direttore di Domani, Stefano Feltri: «Ma fermiamoci un secondo a chiederci come è possibile che un paese di persone tutto sommato razionali che ha perfino imparato a mettersi la mascherina in pubblico fa qualcosa di così assurdo come assediare i negozi per comprare regali che poi non potrà consegnare viste le restrizioni in vigore nei giorni di Natale». Diagnosi: congiuntivite acuta. Tralasciando la sintassi.
[15 dicembre 2020]

Sacrifici temporanei
Sommario di un titolo sulla stessa prima pagina del Domani: «Era il 18 ottobre quando il premier Conte si rassegnava all’idea di dover introdurre qualche nuova restrizione, presentato come sacrificio temporaneo in vista della nuova normalità per le feste». Possiamo tirare un sospiro di sollievo: Conte è un sacrificio temporaneo.
[15 dicembre 2020]

China pericolosa
«Il chinino è un albero originario del Perù, e dalla sua corteccia viene estratto il chinino», scrive Silvana De Mari sulla Verità, in un articolo sugli «antimalarici che ci salvano la vita da decenni» (così il titolo). Errore grossolano per un medico, quale è De Mari. Il chinino non è una pianta, bensì il solfato basico di chinina, un alcaloide ricavato dalle cortecce della china, nome popolare di varie specie vegetali della famiglia delle Rubiacee.
[15 dicembre 2020]

Abusi dopo 404 giorni
Il Fatto Quotidiano parla del «cardinale George Pell, ex prefetto della Segreteria per l’Economia del Vaticano assolto dalle accuse di abusi sessuali su minori dopo 404 giorni di carcere». La prolungata astinenza gioca brutti scherzi?
[15 dicembre 2020]

A tutto gas
Finito in ospedale dopo essere stato colpito dal Covid-19, Luigi Accattoli, storico vaticanista del Corriere della Sera, ha tenuto sul proprio blog un diario della malattia, uno stralcio del quale è apparso sul quotidiano: «29 novembre. Sono ricoverato al San Giovanni. Il pomeriggio sono arrivate le previste difficoltà di respiro e non è bastata la bombola di gas in casa. Forse domani potrò dire di più». È vero che anche l’ossigeno è un gas, ma scritta così dà l’impressione che sia stato un vero miracolo se poi ha potuto dire di più.
[9 dicembre 2020]

Ritorno al futuro
In un sottotitolo, La Verità afferma: «Il vice della Salute insiste a chiedere le dimissioni del segretario generale Giuseppe Ruocco, accusato di non aver aggiornato il piano pandemico. Ma in Europa a decidere del nostro futuro ci è andato lui». Quindi, poiché il soggetto della prima frase è il viceministro della Salute, si deve dedurre che in Europa a decidere il nostro futuro è andato lui, non Ruocco. Cioè il contrario di quanto si legge nel titolo.
[17 dicembre 2020]

Bozzetto da rifare
«A Milano il Natale illumina piazza Duomo: dall’albero del dono al cortometraggio di Bruno Bozzetto», scrive il sito della Repubblica. Sbagliato: gli autori del film sono Fabio Bozzetto e Diego Zucchi. Lo storico cartoonist di West and Soda non c’entra nulla.
[8 dicembre 2020]

Idi di marzo 2021
Titolo a tutta pagina sull’Osservatore Romano: «Papa Francesco in Iraq a marzo 2021». A marzo 2020 pare improbabile.
[7 dicembre 2020]

Città e campagna
Un titolo del Corriere della Sera sul vaccino contro il coronavirus è introdotto da un occhiello che contiene la seguente frase: «L’Ue: sarà gratis per i cittadini». Invece sarà a pagamento per i campagnoli?
[2 dicembre 2020]

Attenti a quei due
«L’Italia rischia di perdere il tesoro del Recovery Fund», titola La Repubblica. L’analisi dei rischi paventati per le risorse stanziate dall’Ue – 209 miliardi di euro – è affidata a Tito Boeri e Roberto Perotti. Questo il passaggio cruciale del loro articolo: «Entro il 2023 l’Italia dovrà stanziare 135 miliardi (il 70 percento del totale, 45 miliardi all’anno in media) e farsi approvare i progetti per il restante 30 percento». Vorremmo sommessamente far notare ai due valenti economisti che il 70 per cento dei 209 miliardi in ballo corrisponde a 146,3 miliardi, cioè 11,3 in più dei 135 da loro calcolati, quindi quasi 49 miliardi l’anno in media, e non 45.
[14 dicembre 2020]

Singolare plurale
Servizio nel Tg1 delle ore 20 sui padiglioni contrassegnati da una primula in cui sarà effettuata la vaccinazione di massa contro il Covid-19: «Oltre 200 di questi punti è già dotato di cella frigorifera». A giudicare dalla coniugazione del verbo, Giorgia Cardinaletti, autrice del servizio, ha le idee piuttosto confuse su singolare e plurale.
[13 dicembre 2020]

Regno di Sardegna
Linkiesta, quotidiano online di elevate pretese, pubblica un articolo di Luigi Sanlorenzo, intitolato «La lunga storia d’amore tra sesso e potere», nel quale si legge: «Presidente della Repubblica era il socialista e cattolico Giuseppe Saragat, conterraneo di Francesco Cossiga, che pochi mesi dopo sarebbe entrato nel semestre bianco». Saragat era nato a Torino, Cossiga a Sassari. Ne deduciamo che Linkiesta è ferma al Regno di Sardegna.
[4 dicembre 2020]

Immagina dove saresti finito
Con il titolo «Un talento visionario e ingenuo», L’Osservatore Romano celebra il 40° anniversario della morte di John Lennon. Nel testo, Gaetano Vallini parla di Imagine, «la sua canzone più famosa e rappresentativa, divenuta, piaccia o no, un inno generazionale universale, in cui c’è dentro tutto, con quei versi perfetti per quegli anni nella loro visionaria ingenuità, ma che oggi pagano il prezzo del tempo». Eccoli, i versi più famosi, tradotti in italiano: «Immagina che non ci sia nessun paradiso / è facile se ci provi. / Nessun inferno sotto di noi (...) Immagina che non ci sia alcuna nazione (...) / e anche nessuna religione». Vallini conclude facendo riferimento agli «altri progetti» in cui Lennon era impegnato: «Una mano omicida ha impedito che venissero realizzati. Ma molto aveva già dato come artista. Perché altrimenti non staremmo qui a scriverne ora». Concordiamo. Infatti se si fossero realizzati i progetti di Imagine, anziché essere segretario di redazione dell’Osservatore Romano oggi Vallini lavorerebbe a Porta Portese.
[7 dicembre 2020]

Analisi illogica/1
Sottotitolo dalla Verità: «Il Tar fa tornare l’Abruzzo rosso per due giorni». Dovendo escludere che la regione sia paragonabile all’abete rosso, bastava scrivere: «Il Tar fa tornare rosso l’Abruzzo per due giorni».
[12 dicembre 2020]

Analisi illogica/2
Sommario dalla Verità: «Pizzicato mentre riempiva un carrello in un supermarket bardato da generale». Dovendo escludere che si tratti di un supermercato travestito, bastava scrivere: «Pizzicato mentre, bardato da generale, riempiva un carrello in un supermarket».
[10 dicembre 2020]

Analisi illogica/3
Titolo dalla Verità: «I Benetton mollano Mion per Laghi. Obiettivo vendere tutto allo Stato». Dovendo escludere che vendere sia obiettivo e non vendere sia partigiano, bastava mettere i due punti dopo «obiettivo» per evitare l’equivoco.
[24 novembre 2020]

Mangiare in piedi
Un’intervista della Stampa al professor Giovanni Di Perri, ordinario di Malattie infettive all’Università di Torino, ha consentito al quotidiano torinese di uscire con questo titolo: «“Meglio in piedi che seduti”. Ecco i consigli dei virologi per i pranzi di Natale a casa». Un uomo chiamato cavallo.
[9 dicembre 2020]

Penna intinta nel veleno
«C’è chi nel Pd mette in giro veleni: “Guerini vuole far fuori Franceschini, perché punta al Colle”», scrive Wanda Marra sul Fatto Quotidiano, e a noi resta il dubbio: è Guerini oppure Franceschini che vuole diventare presidente della Repubblica?
[4 dicembre 2020]

Chiudono i bar, affondano i porchi
Titolo di prima pagina sulla Gazzetta di Mantova: «Allevatori preoccupati. Chiusi bar e ristoranti: prezzi dei suini a picco». Porca miseria, che brutti effetti collaterali!
[3 dicembre 2020]

Allarme rosso
Nella sua rubrica Rosso Malpelo, sul Giornale, Paolo Guzzanti scrive: «Fra l’altro, i notiziari ignorano che è la ricerca americana ad aver creato i primi vaccini testati che da lunedì saranno inculati nel Regno Unito». Grande vittoria dei no vax.
[5 dicembre 2020]

Miglioramenti mortali
Nel servizio d’apertura del Tg3, edizione delle ore 19, Valeria Collevecchio annuncia che «migliora l’epidemia». Era preferibile che diminuisse.
[4 dicembre 2020]

Sconfitte linguistiche
Titolo a tutta pagina sulla Repubblica: «Influenza, la débacle dei vaccini». Bastava scrivere «la sconfitta». Ma se proprio volete fare gli esterofili, mettete almeno tutti gli accenti: débâcle.
[2 dicembre 2020]

Lo dice la parola stessa
In un editoriale sulla Verità, il direttore Maurizio Belpietro scrive: «Una pandemia che sta mietendo centinaia di migliaia di morti e ha contagiato il mondo». Osservazione pleonastica: la pandemia – «epidemia a larghissima estensione, senza limiti di regione o di continente» (Lo Zingarelli 2021) – per definizione contagia il mondo, altrimenti sarebbe una semplice epidemia.
[7 dicembre 2020]

Contorsionismi
In prima pagina, nel titolo d’apertura che La Verità ha dato al succitato editoriale di Belpietro, si legge: «L’Onu può invocare l’immunità non i nostri politici». L’Onu non può invocare i nostri politici? O i nostri politici non possono invocare l’immunità? Per sfuggire all’anfibologia, bastava scrivere così: «L’Onu può invocare l’immunità, i nostri politici no».
[7 dicembre 2020]

Chiamami col tuo nome/1
In un altro titolo di prima pagina La Verità parla di «perquisizione alla Chaoqui», ma sbaglia il cognome della donna, già condannata dal tribunale vaticano nel processo per Vatileaks 2 e ora indagata dalla magistratura italiana per ricettazione: si chiama Chaouqui.
[6 dicembre 2020]

Chiamami col tuo nome/2
Invece Maria Elena Vincenzi sulla Repubblica riporta correttamente il cognome Chaouqui, ma per due volte sbaglia il nome di battesimo, trasformandolo da Francesca Immacolata in Francesca Romana.
[5 dicembre 2020]

Chiudono ma restano aperte
«Nel primo semestre del 2020 a livello nazionale hanno chiuso 1.410 edicole che salgono a 2.027 se si includono anche i punti non esclusivi», scrive il sito di Prima Comunicazione. E cita questo esempio: «In Veneto in due anni è scomparso il 16% delle edicole e ora si è passati da un’edicola ogni 4mila abitanti a un’edicola ogni 4mila abitanti». La situazione ci pare grave, ma non seria.
[6 dicembre 2020]

Randezllate
Nel fascicolo romano del Corriere della Sera, domenica 22 novembre R.Fr. raccontava un episodio di cronaca nera e scriveva di una «stanza affittata per una notte per il randez vous». Due domeniche dopo, il mistero della sigla si è sciolto perché sullo stesso dorso Rinaldo Frignani ha scritto «il frutto di randez vous». Individuato dunque il cronista che, almeno nei giorni festivi, non conosce il francese. La forma corretta è «rendez-vous», ma se proprio non vuole abbassarsi a scrivere «appuntamento», suggeriamo il più orecchiabile «randevù».
[6 dicembre 2020]

Donna barbuta è sempre piaciuta
Didascalia dal Domani: «“La gestione del Movimento 5 Stelle da parte dei vertici è stata a mio giudizio disastrosa”, ha scritto la deputata Siragusa». Accanto appare una foto enorme del barbuto Vito Crimi. Ma le didascalie non erano state inventate per «spiegare» le immagini?
[24 novembre 2020]

Irrogate ergo
In un titolo dedicato all’ex arcivescovo di New York, Theodore Edgar McCarrick, ridotto allo stato laicale da papa Francesco in quanto «corrotto, omosessuale, molestatore», La Verità scrive: «Il Rapporto sull’ex cardinale non ha credibilità perché le pene comminate sono quasi ridicole rispetto alla gravità dei fatti contestati». Nel linguaggio giuridico, «comminare» significa stabilire una sanzione per i trasgressori di una legge. In questo caso si doveva scrivere «pene irrogate», cioè inflitte.
[26 novembre 2020]

La prima cosa bella
Il sito della Repubblica registra con questo titolo lo sfogo di un primario di Avellino in prima linea contro il Covid-19: «“Non ammalarsi è la cosa migliore”». Ma va’?
[6 dicembre 2020]

Voglia di treni
Titolo in prima pagina sul Fatto Quotidiano: «Parla Mads Brügger. “Cambio identità e scopro segreti, ma volevo i treni”». Tutto molto chiaro.
[3 dicembre 2020]

Pagliara ha bisogno di un tutore
Claudio Pagliara, corrispondente del Tg1 da New York, fa sapere che Joe Biden si è procurato alcune microfratture a un piede giocando con il suo cane e quindi «dovrà portare una protesi per alcune settimane». Trattandosi, per la lingua italiana, di «apparecchio sostitutivo di un organo mancante o asportato», auguriamo al neoeletto presidente americano di rimpiazzare presto la protesi con un tutore o, in alternativa, di farsi ricrescere in fretta l’arto.
[30 dicembre 2020]

Posso aiutare per i titoli?
Titolo a tutta pagina sul Domani: «I cani posso aiutare contro il virus ma meglio non fidarsi troppo». Che fosse riferito ai titolisti del quotidiano di Carlo De Benedetti?
[30 novembre 2020]

L’ultima magia
Titolo del Corriere della Sera per la scomparsa di Henri Chenot: «Il mago delle diete che ringiovaniva vip e politici. Ospitò insieme Boschi e Berlusconi». Occhiello: «Henri Chenot aveva 77 anni». Sommario: «Le tisane per Andreotti e Rosy Bindi». Ma che è morto lo volete scrivere da qualche parte?
[3 dicembre 2020]

Un Giornale allarmante
Titoli del Giornale, partendo dalla prima pagina: «Allarme contagi fantasma». «Disastro tamponi». «Natale Covid». «Allarme virus». «Allarme immigrazione». «Inter batticuore». Manca solo «All’armi, siam fascisti!».
[2 dicembre 2020]

Dagli al porco
«La carne di maiale, interdetta non soltanto dalla religione ebraica, risulta essere un ricettacolo di virus e altri parassiti che può portare, se non si osservano rigide regole sanitarie, al salto di specie (per esempio peste suina)», scrive Luciano Bassani sulla Verità. Roba da stropicciarsi gli occhi: prosciutti e salami potenziali veicoli della peste suina? La frase successiva non lascia spazio a dubbi interpretativi: «Con il termine “zoonosi” si intende il passaggio di specie da animale a essere umano». Da non credere. Che c’entra la peste suina, malattia «letale per suini e cinghiali, ma del tutto innocua per la salute umana» (fonte: ministero della Salute)? Bassani è un medico. La sua rubrica s’intitola A corpo sicuro. Mica tanto.
[29 novembre 2020]

Abusi inutili
Renato Farina su Libero: «La legale del monsignore abusato inutilmente ha sollecitato i promotori di giustizia». Si può essere abusati anche utilmente?
[2 dicembre 2020]

Sotto i tacchi
Titolo del Giornale: «La Calabria è il tallone d’achille di Conte». Prendiamo atto che la popolarità dell’eroe omerico è scesa sotto i tacchi, tanto da essere privato dell’iniziale maiuscola.
[26 novembre 2020]

Un Fatto alla rovescia
Ilaria Proietti si occupa sul Fatto Quotidiano del ricorso presentato da 1.400 ex parlamentari contro il taglio dei vitalizi. Fra essi, cita anche Alfredo Meocci, del quale scrive: «Prima fatto direttore generale in Rai in cui era stato assunto come giornalista fin dal 1982, poi catapultato nell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nelle vesti di consigliere». A parte la prosa, non proprio da antologia, è vero l’esatto contrario: Meocci divenne commissario dell’Agcom nel 1998 e fu eletto dg della Rai nel 2005.
[27 novembre 2020]

Spallata con figlia
«Trump tenta la spallata per prendersi il Michigan (ma con la grana Ivanka)», titola Il Giornale, e al lettore resta il dubbio che lo Stato americano includa, problematicamente, anche la figlia del presidente.
[21 novembre 2020]

Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti
Didascalia della Verità: «Ahmed Maitig, papavero del governo di Tripoli». La svolta botanica nella crisi libica dev’essere stata propiziata da Interflora. Peccato che il papavero sia una pianta erbacea oppure, in senso letterario figurato, «cosa o persona noiosa» (Lo Zingarelli 2021). Forse l’anonimo estensore della dicitura intendeva dire «alto papavero», cioè persona di notevole importanza. Lo scriverà la prossima volta.
[27 novembre 2020]

Fallocrazia
Titolo su Popotus, «giornale di attualità per bambini» allegato ad Avvenire: «La rinascita di Fallo comincia in Finlandia». Bei tempi quando monsignor Andrea Spada, per 51 anni direttore dell’Eco di Bergamo, vietava il sostantivo «pistola» nelle recensioni dei film western.
[3 dicembre 2020]

Montanelli si rivolta nella tomba
Titolo del Giornale: «Eton, prof licenziato perchè “maschilista”. Studenti in rivolta». Anche Indro Montanelli nella tomba, per via dell’accento.
[30 novembre 2020]

Sognando California
Sotto il titolo «Nuova sciocchezza della veterinaria Capua», La Verità scrive: «Dal suo ritiro in California («Se mi ammalo non faccio bella figura») Ilaria Capua torna a dire la sua». Premesso che l’espressione corretta doveva essere semmai «buon ritiro», adattamento di «buen retiro» (luogo calmo e appartato, in cui si cercano riposo e tranquillità), non si capisce di quale eremitaggio si stia parlando: la virologa non è una pensionata, bensì una docente ordinaria, direttrice dell’One Health Center of Excellence presso l’Università della Florida. Che, fra l’altro, dista circa 4.000 chilometri dalla California citata a sproposito dalla Verità.
[24 novembre 2020]

Tendenza Veronica
Veronica Gentili nella sua rubrica Facce di casta sul Fatto Quotidiano: «La tendenza a mettere qualcuno contro qualcun altro, come argomento a favore della propria tesi, è una tendenza molto comune di questi tempi». Una giornalista di tendenza.
[30 novembre 2020]

Non ho l’età per scriverti
Incipit di un editoriale firmato da Claudio Brachino sul Giornale: «Non ho l’età per amarti, diceva la canzone della Cinguetti». Commento di Gigliola Cinquetti: ma come cinguetti male, figlio mio.
[29 novembre 2020]

La curva retta
Da un epicedio della Repubblica dedicato a Diego Armando Maradona, recante la firma di Paolo Condò: «Senza pensare che l’arte spiega tutto e tutto abbraccia, e la pennellata impensabile per il dilettante è un gesto naturale per Picasso, e chissà Mozart cosa fischiettava sotto alla doccia, e quando il giovane Diego palleggiava ore con un’arancia non era circo, ma arte che cercava e trovava la sua strada come il fiume trova sempre la via al mare». Però sembra che il genio di Salisburgo talvolta preferisse la Jacuzzi.
[26 novembre 2020]

La curva retta
Titolo a tutta pagina da Avvenire: «Scende l’Rt, ma la curva non si piega». Se è una curva, si presuppone che sia per forza piegata.
[21 novembre 2020]

Tasse ballerine
A proposito di tasse evase, Il Fatto Quotidiano scrive che l’Italia «l’anno scorso ha perso 12,3 miliardi, di cui poco più di 8 via multinazionali», espressione, quest’ultima, che richiede una buona immaginazione. E aggiunge: «Circa 4 miliardi, invece, per evasione fiscale di persone fisiche». In una scheda adiacente all’articolo si legge però che «poco più di 3 miliardi sono provocati dall’evasione fiscale commessa da individui». Allora: «circa 4» o «poco più di 3»? Ci balla 1 miliardo, che equivale pur sempre a 1.936 miliardi di vecchie lire. Non sono bruscolini.
[22 novembre 2020]

Se Roma non va alla montagna
Titolo sulla Stampa: «Le Regioni a Roma: aprite le montagne». Bei tempi quando bastava spostarle.
[30 novembre 2020]

L’efficienza non è il suo mestiere
Caterina Pasolini intervista sulla Repubblica l’unica italiana, Valentina Berloni, ammessa a frequentare il Norland college di Bath, dove vengono formate le bambinaie con laurea reclutate dalla famiglia reale britannica. E scrive che costoro si distinguono per l’«aria efficente». Un po’ come i giornalisti italiani alle prese con l’ortografia.
[29 novembre 2020]

Attacco di ghota
Nella sua rubrica A me mi piace, sul Sole 24 Ore, Davide Paolini parla della «cucina di casa» e la inserisce «nel ghota». Vabbè che in famiglia tutto fa brodo, però si scrive Gotha, con la «h» nella seconda sillaba e con l’iniziale maiuscola, visto che il sostantivo deriva dall’Almanacco di Gotha, famoso annuario genealogico di case regnanti e famiglie nobili, pubblicato dal 1763 al 1944, il quale prese il nome da Gotha, città tedesca della Turingia.
[29 novembre 2020]

Arcivescovi in allegria
Parlando sulla Verità del difficile rapporto tra i vescovi statunitensi e il prossimo presidente Joe Biden circa l’annoso e cruciale nodo dell’aborto, Maria Giovanna Maglie osserva che «l’arcivescovo di Chicago, Allen Vigneron» dovrà, «come presidente della conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, dirimere la dolorosa questione». Maglie riesce così a infilare due errori in poche righe, perché Allen Henry Vigneron è arcivescovo di Detroit, non di Chicago, ed è vicepresidente, non presidente, dei vescovi statunitensi. Poco più avanti Maglie cita «l’arcivescovo José Horacio Gomez, capo della Conferenza episcopale americana», e questa volta ci azzecca, ma toglie l’accento al cognome di monsignor Gómez.
[21 novembre 2020]

Funerali alla moviola
La Gazzetta di Mantova informa che «è morto all’età di 79 anni, per Covid, l’ingegnere elettronico Franco Borghesani, storico sindacalista della Cgil e insegnante alle superiori». La notizia si conclude così: «L’addio questa mattina alle 11.40 con rito laico davanti al crematorio». Deve trattarsi di un replay, perché il funerale era stato celebrato due giorni prima.
[23 novembre 2020]

L’immutabile Gentili
Il Fatto Quotidiano pubblica un’anticipazione dal libro Gli immutabili (La nave di Teseo) di Veronica Gentili, che inizia così: «Intanto in isolamento ho riscoperto la cyclette. Mentre gli aggiratori sono ancora alle prese con gli ultimi scampoli interpretativi rimasti dopo la conferenza stampa, come il grande dubbio se il jogging faccia parte delle attività ludico-ricreative o di quelle motorie, o se esista una particolare velocità oraria che lo faccia saltare da una categoria all’altra, io alzo le mani e rinuncio all’esegesi del Dpcm». Se ne deduce che Gentili si autoclassifica tra i virtuosi che non intendono aggirare le norme anti Covid-19 dettate dal premier Giuseppe Conte. Peccato che il significato di «aggiratore» sia quello, letterario, di «impostore» (Lo Zingarelli 2021). Gentili sta forse dicendoci che chi osa interrogarsi sui Dpcm è un imbroglione oppure la giornalista non sa maneggiare la lingua italiana? A giudicare da un passo successivo, staremmo sulla seconda ipotesi: «Se nella scorsa primavera la componente tragica c’era è perché non conoscevamo Covid e ci siamo fatti incantare dalla sua velocità, che correre quello corre non gli si può dire niente».
[26 novembre 2020]

De’ Balassone
Nella sua rubrica Onda su onda, Stefano Balassone scrive sulla Repubblica: «Il Collegio svolge per i millennial il ruolo de’ Il Giornalino di Gian Burrasca». Questa forma della preposizione articolata «dei» si usa per i cognomi nobiliari. Qui bastava un plebeo «de», senza apostrofo.
[15 novembre 2020]

Apostrofi e accenti/1
Nelle prime 13 righe di un editoriale sulla prima pagina della Verità, Antonello Piroso riesce a sbagliare apostrofo e accento scrivendo «nduja» anziché «’nduja» e «perchè» anziché «perché».
[26 novembre 2020]

Apostrofi e accenti/2
Anche La Stampa, in un titolo di prima pagina, cade nello stesso errore: «Perchè il Cav si smarca da Salvini».
[20 novembre 2020]

Apostrofi e accenti/3
Il Manifesto mette in prima pagina un titolo enorme – «‘na cosa grande», con l’apostrofo rovesciato – scavato nella foto di Diego Armando Maradona. Urge organizzare nelle redazioni un’ora settimanale di ripasso dell’ortografia.
[26 novembre 2020]

Provocate provocate, qualcosa resterà
Il Giornale scrive dell’imbarazzante «Mi piace» rivolto al sedere di una maggiorata brasiliana, comparso incredibilmente sul profilo Instagram di Francesco, ma s’impantana subito nell’incipit telegrafico – «Una modella provocate, il Papa e un like malandrino» – che trasforma il participio presente del verbo «provocare» in un incomprensibile imperativo. Nella stessa notizia si parla della «Segreteria per la comunicazione» vaticana, che però dal 2015 è diventata «Dicastero per la comunicazione».
[21 novembre 2020]

Mutande di ghisa
Carlo Pelanda sulla Verità: «La Cina ha cambiato strategia: dominare il Pacifico e da lì il globo invece di cercare di penetrarlo direttamente dappertutto». Approntate le difese mondiali: mutande di ghisa e bocca chiusa.
[22 novembre 2020]

Lo sbattezzatore
Gianni Gennari su Avvenire: «Panorama è in edicola con copertina a tutta pagina per una grande foto rosseggiante del cardinale Reinhart Marx». Ci dispiace per l’ex prete, cui non resta che ribattezzare, ma si chiama Reinhard, con la «d». L’errore viene peraltro reiterato qualche riga più sotto, con questa chiosa: «Una volta regola del giornalismo galantuomo era che su nomi e cognomi non si scherza, e se si scherza si sbaglia». Appunto.
[21 novembre 2020]

Sanità vo’ cercando
Il Domani cita in prima pagina Giulio Gallera quale «assessore alla Sanità», ma nella Regione Lombardia questa carica non esiste: Gallera è assessore al Welfare.
[22 novembre 2020]

Se prima eravamo in quattro
Paolo Condò sulla Repubblica fa il punto sulla Serie A e scrive: «Nella rosa nerazzurra ci sono quattro giocatori che ogni squadra europea vorrebbe con sé: Lukaku, Lautaro e Barella che stanno andando benone, Eriksen che ieri Marotta ha sostanzialmente dato per perso, e Hakimi che sta vivendo un lungo passaggio a vuoto». I quattro giocatori sono dunque cinque. Se Condò conta i gol allo stesso modo, stiamo freschi.
[23 novembre 2020]

L’Avvenire di Vicenza
Da Avvenire: «Zone rosse confermate, entra l’Abruzzo. Il governo dice no alla settimana bianca». Non è un titolo: è la maglia del Lanerossi Vicenza.
[21 novembre 2020]

Le Leghe gentili
Incipit di Veronica Gentili nella rubrica Facce di casta sul Fatto Quotidiano: «Le ragioni del passaggio da Forza Italia alla Lega di Laura Ravetto». Dunque c’è la Lega di Laura Ravetto e c’è la Lega di Matteo Salvini. Almeno fino a quando Gentili non imparerà a scrivere in italiano: «Le ragioni del passaggio di Laura Ravetto da Forza Italia alla Lega». Più avanti, la telegiornalista di Rete 4, parlando della Lega di Salvini, ne sottolinea «l’attitudine nei confronti del mercato globale». Quindi da sovranista è diventato globalista. Sempreché Gentili sappia che «attitudine» significa «predisposizione».
[23 novembre 2020]

Sfilate sulla piscina
Serena Tibaldi intervista sulla Repubblica l’ex première dame di Francia, Carla Bruni. Domanda: «Un episodio che riassume la sua carriera da modella?». Risposta: «Gli show d’alta moda di Gianni Versace: si sfilava al Ritz, sulla piscina che veniva coperta». Vuoi mettere quando si camminava sulle acque?
[22 novembre 2020]

Pandemia a zone
Attacco della rubrica L’articolo della domenica di Francesco Alberoni sul Giornale: «Una pandemia che colpisce contemporaneamente tutto il mondo». Tenuto conto che pandemia significa «epidemia a larghissima estensione, senza limiti di regione o di continente» (Lo Zingarelli 2021), è piuttosto improbabile che colpisse contemporaneamente solo qualche città della Lombardia.
[22 novembre 2020]

Da una lacrima sul viso
La patetica sequenza fotografica ha fatto il giro del mondo, l’hanno vista tutti. Complice il caldo, due rigagnoli di sudore color pece sono scesi lungo le guance dell’ex sindaco di New York. «Quella lacrima di mascara nero su ciò che resta di Rudy Giuliani», titola in prima pagina La Stampa. E nel testo Gianni Riotta parla di «mascara, appiccicato a ditate sulle tempie canute da celare». Ma, come ben sanno le signore, il mascara è cosmetico per ciglia e sopracciglia, mentre quella usata da Giuliani era tinta per capelli.
[21 novembre 2020]

Fondi di caffè
Titolo dalla Verità: «I fondi entrano in Illycaffè». Per vederli, occorre svuotare le tazzine.
[22 novembre 2020]

Bilanci consecutivi
Titolo dal sito del Corriere: «Banche. Capasso, la famiglia vende la banca dopo 108 anni di bilanci (consecutivi) in utile». Di solito la legge richiede che i bilanci siano consecutivi, non sono contemplati anni sabbatici. Quindi diremmo: «Dopo 108 anni (consecutivi) di bilanci in utile». E «consecutivi» rimane comunque pleonastico.
[18 novembre 2020]

L’Italia arrossisce
Apertura della prima pagina di Avvenire, riferita al Covid: «L’Italia arrossisce e spera nel Natale». Il primo fenomeno è ampiamente spiegabile con la lettura di certi titoli.
[21 novembre 2020]

Economia cazzuta
Secondo titolo, stessa prima pagina: «La nuova economia capace di generare». Le sono spuntate le gonadi?
[21 novembre 2020]

Accenti variabili
Titolo d’apertura sulla prima pagina del Fatto Quotidiano, che intervista il ministro Stefano Patuanelli: «“Ecco il perchè della norma su Mediaset. Ora l’antitrust”». Occhiello di un titolo sottostante: «“É offensiva». Prendiamo definitivamente atto che nel giornale di Marco Travaglio gli accenti diventano gravi quando dovrebbero essere acuti e acuti quanto dovrebbero essere gravi.
[23 novembre 2020]

Esordi vecchi e nuovi
Dal sito della Repubblica: «Il Benevento espugna il Franchi con il gol di Improta e rende amaro il nuovo esordio di Prandelli sulla panchina viola». Esistono anche il bisordio e il trisordio?
[22 novembre 2020]

Mai prenderli alla lettera
«Il dibattito europeo sull’etremismo islamico», titola il Domani, che otto giorni prima aveva annunciato: «L’Austria chiude le mosche radicalizzate». Quando il giornale di Carlo De Benedetti parla dei musulmani, non bisogna mai prenderlo alla lettera.
[15 novembre 2020]

Arruolato a 10 anni
Il Giornale informa che il generale Fabrizio Carrarini ha assunto il comando delle Fiamme gialle dell’Italia nord-occidentale. «Da quarant’anni nella Guardia di finanza», specifica il quotidiano, è «insignito della medaglia Mauriziana al merito di dieci lustri di carriera militare». Poiché è nato nel 1960 e 10 lustri equivalgono a 50 anni, significa che il generale Carrarini si è arruolato all’età di 10 anni. Complimenti vivissimi a lui e ai suoi biografi.
[15 novembre 2020]

Sottozero
Giuliana Ferraino scrive di Airbnb su L’Economia del Corriere della Sera: «Il numero di notti e di esperienze prenotate, che è crollato di oltre il 100% a marzo e aprile, però è ancora in calo ed è sceso del 28% a luglio, agosto e settembre». Perdendo il 100 per cento sono andati a zero, poi hanno perso ancora il 28 per cento e sono andati sottozero? Oppure hanno perso il 100 per cento nel periodo marzo-aprile e il 28 per cento nel periodo luglio-settembre, rispetto ai medesimi periodi dello scorso anno? C’è un problema. O di aritmetica o di grammatica.
[17 novembre 2020]

Scivoloni
Titolo dalla prima pagina della Verità: «Altra vergogna sulle tasse. Non le tolgono ma le slittano». Il verbo «slittare» è intransitivo, dunque non è possibile «slittare» qualcosa. Al massimo si può «far slittare», come sanno bene i bambini che usano il bob sulla neve.
[15 novembre 2020]

Piccoli imitatori
Titolo dalla Stampa: «Stipendi nella sanità. Fondo da 813 milioni per medici e infermieri». Però nel testo si legge che «sono previsti in tutto 835 milioni». Titolo dalla Gazzetta di Mantova: «Stipendi nella sanità Fondo da 813 milioni per medici e infermieri». Però nel testo si legge che «sono previsti in tutto 835 milioni». Nelle testate del gruppo editoriale Gedi funziona così: se sbaglia il grande, si sente in dovere di sbagliare anche il piccolo.
[14 novembre 2020]

Vittoria decimale
Dando conto sul dorso romano del Corriere della Sera dell’elezione del rettore della Sapienza, il medico Antonella Polimeni, prima donna nella storia dell’ateneo, Erica Dellapasqua riporta scrupolosamente che l’eletta ha ottenuto «in tutto 2.529,74 voti sui 4.170,32 totali», ma non spiega la presenza dei misteriosi decimali.
[14 novembre 2020]

Airbus
Avvenire riferisce l’esito di due ricerche sul rischio di contagi da Covid-19 durante i viaggi in aereo, condotte dall’Us Transcom, il Comando dei trasporti dell’esercito statunitense, e dalla Darpa, l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata della Difesa: «I responsabili del trasporto militare Usa sono così ottimisti da affermare che, perfino a pieno carico, il livello di trasmissione del virus è praticamente nullo per voli di durata non superiore a 12 ore». Non solo: in presenza di un solo passeggero portatore di coronavirus, sempre seduto, e indossando tutti le mascherine, senza mai levarle, «occorrerebbero 54 ore di volo di fila per inalare una carica virale sufficiente a infettarsi». Tenuto conto che sugli aerei non si possono aprire i finestrini ma sui bus sì, perché i primi sono considerati sicuri mentre sui secondi la capienza va ridotta anche per i viaggi di 15 minuti? Che dipenda dal costo del biglietto?
[18 ottobre 2020]

Il Pil nell’uovo
Il Fatto Quotidiano pubblica, nella sezione economia, un grafico con questi valori: «170% Pil Italia, 83% Pil Germania, 248% Pil Giappone». Il Pil italiano sarebbe il 170 per cento di che cosa? Lo si capisce solo leggendo il servizio sottostante: trattasi del rapporto percentuale fra debito e Pil. Vabbè che l’intuito soccorre i lettori intelligenti, e quelli del Fatto Quotidiano lo sono tutti, ma a che servono i grafici se non illustrano il contenuto degli articoli?
[16 novembre 2020]

È Poconé ma sicuro
«Gli incendi nelle paludi che di Pantanal, vicino Pocone, nello stato del Mato Grosso». Non è un grammelot, bensì una didascalia dal Domani. Senza contare che la città brasiliana si chiama Poconé, con l’accento acuto.
[11 novembre 2020]

Über alles
«L’avvio del progetto, ça va sans dire, è stato fissato per ieri, venerdì 13 dicembre», scrive Tonia Mastrobuoni sulla Repubblica. Va da sé che siamo ancora a metà novembre, dunque è assai difficile che venerdì 13 fosse già dicembre. Ma la cosa peggiore è che cinque righe più sotto la corrispondente da Berlino parla di «tre dei spazzacamini prescelti». La fuliggine deve aver cancellato la «s» impura, la quale imponeva la preposizione articolata «degli».
[14 novembre 2020]

Notizie dell’Altro Ieri
Titolo dal Domani di domenica 15 novembre: «Ponte Morandi. Arrestati gli ex vertici di Autostrade per l’Italia». Considerato che la notizia delle misure cautelari è stata diramata dall’Ansa alle ore 9.18 di mercoledì 11 novembre, converrebbe ribattezzarlo L’Altro Ieri.
[15 novembre 2020]

Notizie dalla Gazzetta del Futuro
Dalla Gazzetta di Mantova: «I controlli delle forze dell’ordine, se tengono conto di queste disposizioni del dpcm del 3 dicembre e delle norme regionali, non fanno sconti a chi fa il furbo». E poco più avanti: «Dal 6 dicembre, primo giorno “rosso”, le verifiche sul rispetto delle normative per limitare i contagi da Covid-19». Più che altro La Gazzetta del Futuro.
[15 novembre 2020]

Corpi poco sicuri
Nella sua rubrica A corpo sicuro, sulla Verità, il medico Luciano Bassani conclude così: «Le vite si salvano prima di arrivare in terapia intensiva con le cure domiciliari precoci». Se ne deduce che le cure domiciliari precoci ti spediscono in terapia intensiva. A meno che la frase non fosse stata costruita così: «Le vite si salvano con le cure domiciliari precoci prima di arrivare in terapia intensiva».
[15 novembre 2020]

Traduzione libera
«Il quoziente di intelligenza, che era sempre in crescita, ora sta diminuendo», è il titolo di un articolo firmato da Christophe Clavé, pubblicato da Italia Oggi. «Una causa sarebbe dovuta all’impoverimento del linguaggio», si legge nell’occhiello. Siamo d’accordo. Infatti, se si confronta il testo francese con la traduzione italiana, si scopre che «la généralisation du tutoiement» è stata tradotta con «la semplificazione del tutorial», mentre «tutoiement» significa «dare, darsi del tu» (l’inglese «tutorial» nel dizionario di francese Il Boch non esiste). Inoltre «généralisation» sta per «generalizzazione», come nella nostra lingua. Se Clavé avesse voluto parlare di «semplificazione», avrebbe scritto «simplification».
[12 novembre 2020]

Proverbi capovolti
Titolo dal Corriere Salute: «Se vuoi andare veloce vai con qualcuno». L’esatto contrario di quanto è scritto nel testo: «Chissà che la pandemia non ci induca a modificare, almeno in quest’ambito, un proverbio africano che recita: “Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai insieme a qualcuno”».
[5 novembre 2020]

Limiti orari a breve
Sommario dalla Verità: «Si va verso un allentamento dei limiti orari a breve». Ci sono anche i limiti orari a lungo? Non pare. Allora bastava scrivere: «Si va a breve verso un allentamento dei limiti orari».
[27 ottobre 2020]

Quanti discorsi
Dei 26 titoli larghi più di una colonna che comparivano nell’edizione domenicale della Stampa (escludendo le pagine dei commenti e dello sport), ben 16 contenevano frasi tra virgolette. Un giornale molto discorsivo.
[15 novembre 2020]

Lingue speciali
Secondo il professor Alberto Melloni, che lo scrive sul Domani, «in democrazia ogni attore deve parlare qualche parola di quella lingua speciale che è il cattolico». Derivando il verbo «parlare» da «parola», il melloniano si rivela una lingua specialissima.
[14 novembre 2020]

Risultati amichevoli
Nel Tg1 delle 13.30 la conduttrice Maria Soave ha aperto la pagina dello sport con questa notizia: «Finisce 7 a 5 l’amichevole dell’Italia con l’Estonia». Ci pareva che si fosse conclusa con un 4 a 0. Forse abbiamo visto un’altra partita.
[12 novembre 2020]

L’ultimo respiro
Prima pagina di Avvenire, titolo d’apertura: «Un segnale sulla curva». Di precedenza? Di pericolo? Di divieto? Di obbligo? Macché, la segnaletica stradale riguarda il Covid-19 e il rapporto tamponi-positivi. Titolo a tutta pagina all’interno, stesso argomento: «Nei reparti dove si trattiene il respiro. “Stiamo tornando al mese di marzo”». Ecco perché i pazienti vengono intubati e pronati: trattengono il fiato a bella posta!
[12 novembre 2020]

Acuti
Sommario dell’Espresso a corredo dell’intervista di copertina che Roberto Saviano ha rilasciato al direttore Marco Damilano: «Il gossip non è innocenza, è squadrismo. Non ha funzionato neppure con Berlusconi, perchè nel privato tutto si consuma subito». L’esatta grafia è «perché», con l’accento acuto. Saviano, che è uno scrittore, potrà confermarvelo.
[1 novembre 2020]

C’era una volta un re
La Verità pubblica una foto con questa didascalia: «Il re del tavolo verde, Faruk d’Egitto, insieme a sua moglie Irma Capece Minutolo». Premesso che, se fosse stata la moglie, sarebbe per forza «sua» moglie, quindi appare pleonastico l’aggettivo possessivo, non esiste alcuna prova che lo stravagante sovrano musulmano in esilio abbia mai sposato l’esuberante napoletana con cui si accompagnava. Tant’è che non fu neppure nominata nel testamento. Da fonti plurime, risulta che Irma Capece Minutolo sia venuta al mondo il 6 agosto 1935, circostanza peraltro compatibile con 33 scatti fotografici risalenti al 1954 e custoditi nell’Archivio Luce. Nel suo sito ufficiale non c’è la data di nascita. Però si legge: «A 18 anni sposa il re Fouad Farouk d’Egitto prendendo il titolo di Sua Altezza Reale Faegi Farouk». Quindi le nozze sarebbero state celebrate nel 1953. Peccato che l’anno dopo, precisamente il 16 febbraio, sul Corriere della Sera sia apparsa la seguente notizia da Cannes: «L’ex re Faruk non sposerà Irma Capece Minutolo. Lo ha precisato questa sera il segretario privato dell’ex-sovrano, lo svizzero André Chárdonnes, smentendo così la notizia pubblicata dal pomeridiano Paris Presse».
[1 novembre 2020]

Prova e riprova
Dal Fatto Quotidiano. Testatina su due pagine: «Il reportage. Francia, la prova della fede». Titolo del reportage: «La comunità cattolica prova a ritrovarsi dopo il terrore». Prova e riprova senza stancarti mai e alla fine ci riuscirai.
[9 novembre 2020]

Romani de Roma
In una didascalia del Venerdì di Repubblica, si legge: «Enrico Feroci, 80 anni. Romano “de Roma”, è uno dei tredici nuovi cardinali». Ma nella foto soprastante è ritratto Agostino Vallini, già vicario del Papa per la diocesi di Roma, che è cardinale dal 2006.
[6 novembre 2020]

Dalai Lamma
Titolo dalla pagina Facebook del Corriere della Sera: «Gadget benefico di Ikea creato da una bimba italiana: il suo Lamma sarà un...». Testo: «I lama in Abruzzo non esistono ma sono i suoi animali preferito. Che le hanno fatto vincere un conroso. Leggete qui...». Qui, più che parlare, si sputa.
[15 ottobre 2020]

Fecondità
Recensendo il saggio L’amore possibile. Persone omosessuali e morale cristiana di don Aristide Fumagalli, docente di teologia morale alla Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, Luciano Moia scrive su Avvenire che «in questo enigma interiore, perché questa condizione tale rimane, il teologo si addentra in punta di piedi, con il rispetto dovuto ad ogni persona indipendentemente dal suo orientamento sessuale, nello sforzo di comprende se l’amore omosessuale possa dirsi interpersonale, rispettoso dell’alterità, fecondo, casto, responsabile e quindi cristianamente accettabile perché modellato sull’amore di Cristo». Talmente fecondo che, essendo la pillola proibita dalla Chiesa, i gay dovranno rassegnarsi a usare il metodo Ogino-Knaus.
[14 ottobre 2020]

Piazzamenti
Dalla Gazzetta di Mantova: «“Champagne: nella vittoria è un merito, nella sconfitta è una necessità”. L’affermazione di Napoleone Bonaparte è risuonata più volte mercoledì sera a villa Bocchi, in occasione del primo campionato di sabrage, la raffinata arte di aprire lo champagne con la sciabola, che affonda le radici nell’era napoleonica e nella sua leggendaria cavalleria leggera. Il piazzamento d’onore nella manifestazione che si è svolta a Villa Pasquali, Sabbioneta, è stato conquistato da Angelo Giovati di Casalmaggiore. Al secondo posto si è classificata Milva Bonazzi, mentre la terza posizione è stata conquistata da Corrado Sampietri. Impegnativo il percorso che ha portato alla nomina del vincitore». Talmente impegnativo che s’ignora chi sia il vincitore. A meno che alla Gazzetta di Mantova non siano convinti che la piazza d’onore equivalga al primo posto, anziché al secondo o, talvolta, al terzo.
[28 agosto 2020]

Osteria numero 39
La Stampa pubblica una specie di gioco dell’oca con le immagini dei 46 presidenti degli Stati Uniti succedutisi dal 1789 a oggi. Al numero 38 figurano sia Jimmy Carter sia Gerald Ford. Manca il numero 39. Pare che per quello si sia prenotato Donald Trump, appena rispedito dagli elettori alla casella di partenza.
[8 novembre 2020]

Facce di casta poco note
Sul Fatto Quotidiano, a corredo della rubrica Facce di casta di Veronica Gentili, compare una foto con la seguente didascalia: «Guido Carli. Ministro del Tesoro nel 92: di Maastricht disse “nessuno ha capito cosa comporterà per l’Italia”». A parte che si scrive «1992» oppure «’92», con l’apostrofo, nell’immagine, presa dal profilo Twitter, si vede il politologo Roberto D’Alimonte, che con il defunto Carli ha in comune solo la pelata.
[9 novembre 2020]

Sinagoghe particolari
Dal sito di Repubblica: «Ci sarebbero diversi morti nell’attacco avvenuto in pieno centro a Vienna nei pressi della sinagoga ebraica». Esistono anche le sinagoghe cattoliche e le sinagoghe musulmane?
[2 novembre 2020]

Defunto, alzatevi!
Titolo dalla prima pagina della Verità: «Si alzano i morti: 445». Tutto già previsto nell’«Inno di Garibaldi»: «Si scopron le tombe, si levano i morti».
[6 novembre 2020]

Rampanti in paradiso
«Potere vaticano», è il titolo di un’inchiesta di Panorama. In un grafico, fra i cardinali classificati «Rampanti» figura Jean-Louis Tauran. Classificazione impropria: ammesso che lo abbia mai fatto, il porporato ha smesso di arrampicarsi il 5 luglio 2018, quando è giunto in vetta, morendo all’età di 75 anni.
[4 novembre 2020]

Quasiungaretti
Didascalia dal Domani: «Eugenio Montale e Ungaretti (i primi due da sinistra nella foto) sono stati tra i poeti le cui liriche sono state pubblicate su Primo Tempo». Peccato che Ungaretti sia il terzo: il secondo è Salvatore Quasimodo. (Siamo anche in grado di colmare una lacuna: l’autore di «M’illumino d’immenso», che nell’articolo di Anna Folli, nel titolo e nella didascalia viene citato sempre e solo come Ungaretti, aveva un nome: Giuseppe).
[2 novembre 2020]

Mosche radicalizzate
Titolo dal Domani: «Attentato di Vienna. L’Austria chiude le mosche radicalizzate». Per le zanzare jihadiste e le vespe salafite si continuerà con i normali insetticidi.
[7 novembre 2020]

Mutande pazze
Brani scelti da un articolo di Silvana De Mari sulla Verità: «A molti uomini piace guardare le mutande delle donne, e, se hanno del potere, incentivano come possono». «Nessun uomo mostra mai le mutande. Le donne lo fanno. Quando un uomo o un ragazzo hanno i pantaloni corti, loro mutande sono sicuro». «Se una donna o una ragazza ha una gonna corta, tutte le volte che si china raccogliere qualcosa o si allunga per scrivere alla lavagna, si vedranno le mutande». «Tutte le volte che allarga le gambe, cosa molto facile da fare se si è abituate a portare spesso pantaloni, si vedranno le mutande». «Una elementare forma di cortesia, per una donna, è evitare di causare erezioni che non ha intenzione di soddisfare». Riposo, dottoressa. Lo consiglia anche la grammatica.
[26 settembre 2020]

Deperimento grammaticale
Azzurra Barbuto su Libero: «A nuocere è soprattutto quella paura che ci viene inoculata da 8 mesi, è quella a deperire le relazioni». Il verbo «deperire», intransitivo, non può essere usato come se fosse transitivo. E comunque «paura» in casi come questo regge il «di», non l’«a»: la paura di deteriorare (o di guastare) le relazioni.
[1 novembre 2020]

Mi risposo mia moglie
Parlando della morte dell’attore scozzese Sean Connery, La Stampa cita un’intervista che la moglie Micheline Roquebrune ha rilasciato al Mail on Sunday, e scrive: «“È morto in pace, nel sonno ed era molto tranquillo. Sono stata con lui tutto il tempo e si è semplicemente spento. Era ciò che voleva”, ha raccontato la donna con cui Connery si era sposato per la seconda volta nel 1975». Non è dunque vero che l’agente 007 fosse un donnaiolo: stando al quotidiano torinese, si era addirittura unito in matrimonio due volte con la stessa donna. (Effetti della prosa zoppicante: in realtà le prime nozze furono con l’attrice Diane Cilento).
[2 novembre 2020]

Guillot o Guitton?
Nella sua rubrica Cronache celesti sul Venerdì di Repubblica, il sempre documentatissimo Filippo Di Giacomo parla della possibilità che un giorno vengano create donne cardinale. Egli ricorda che padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, ebbe a dire che ciò sarebbe stato «teologicamente e teoricamente possibile, perché nella Chiesa essere cardinali è un ruolo per il quale non è necessario essere ordinati». «D’altronde, per secoli, la Chiesa ha avuto cardinali “laici”, come l’ultimo segretario di Stato di Pio IX, Antonelli, o l’avvocato Teodolfo Mertel, nominato da papa Mastai nel 1858», ricorda Di Giacomo. «Con lui, che morì nel 1899, terminò la serie dei cardinali non ordinati ai quali, al massimo, si conferivano gli “ordini minori”, aboliti dalla riforma liturgica degli anni Sessanta. Questi non gli impedivano di sposarsi o di vivere in un matrimonio precedentemente contratto». Infine una rivelazione: Paolo VI propose la berretta cardinalizia «a Jean Guillot, e Giovanni Paolo II, sembra certo, a Madre Teresa di Calcutta. Entrambi rifiutarono». La duplice circostanza non è verificabile. Tuttavia, per quanto riguarda papa Montini, appare più credibile che fosse intenzionato a creare cardinale il suo amico filosofo Jacques Maritain, che ammirava fin dalla giovinezza. Di sicuro non avrebbe potuto conferire la porpora all’inesistente Jean Guillot citato da Di Giacomo: tutt’al più, per assonanza, poteva trattarsi di un altro filosofo, Jean Guitton, nominato da Paolo VI primo uditore laico al Concilio Vaticano II.
[16 ottobre 2020]

Tonnellate pari a 50 chili
«E Bruxelles ora si accoda a Trump. Ordinate tonnellate di Remdesivir», titola La Verità. Nel sommario si legge che «il farmaco usato dal tycoon funziona: la Commissione ne acquista altre 500.000 dosi». Si dà il caso che in ogni dose di Veklury (nome commerciale del farmaco) siano contenuti 100 milligrammi di remdesivir, il principio attivo del medicinale antivirale utilizzato contro il Covid-19. Quindi, mezzo milione di dosi corrispondono a 50 chilogrammi, pari a 0,05 tonnellate. Ah, le esagerazioni dei titolisti!
[9 ottobre 2020]

Lunghi momenti
Secondo Maurizio Bonassina, che lo scrive sul Corriere della Sera, Aldo Colonnello «ha vissuto lunghi momenti» accanto ad Alda Merini. Poiché per il dizionario chiamasi «momento» una «minima frazione di tempo», solo uno scrittore, qual è Colonnello, poteva vivere un ossimoro di tale portata.
[28 ottobre 2020]

Blues musulmani
Titolo dal sito del Giornale: «Il silenzio dei Blues musulmani. Il video che imbarazza la Francia». Spiegazione: «Il tutto nasce dall’assenza nella clip di giocatori della nazionale di fede musulmana». Perbacco. In Francia esiste una nazionale di fede islamica? E, soprattutto, i maomettani cantano i blues come i neri d’America? Nulla di tutto questo, ovviamente. I soldati della Repubblica durante la Rivoluzione erano chiamati «les Bleus», dal colore della divisa indossata, mantenuto come simbolo di uniformi e maglie delle rappresentative francesi nello sport (l’equivalente di azzurro e azzurri per l’Italia). Anche se qualcuno li confonde con i blues.
[4 novembre 2020]

Tutto chiaro
Il Fatto Quotidiano titola così un’intervista con lo scalatore Reinhold Messner: «“Si apre tutto. Anzi no: sudtirolesi, che figura... Per i giochi di partito”». Altissima purissima chiarissima.
[2 novembre 2020]

Ladri maleducati
Dalla Gazzetta di Mantova: «Era a lavorare come tutti i giorni, ma quando è rincasata ha fatto una brutta scoperta: l’abitazione messa a soqquadro da ignoti ladri che, oltre ad avere forzato la porta ed avere messo tutto sottosopra, se ne sono andati». Che disdetta! Non potevano aspettarla? Proprio maleducati.
[4 novembre 2020]

Calendario sportivo
Sul Fatto Quotidiano di lunedì 2 novembre, Veronica Gentili riferisce: «Angela Merkel ha annunciato così il lockdown “light” che inizierà in Germania il 2 novembre». Sette righe più sotto aggiunge: «In Germania da lunedì prossimo chiuderanno ristoranti, birrerie, bar» eccetera. Qualcuno le regali un orologio. O almeno un calendario.
[2 novembre 2020]

Eugenetica
Maurizio Belpietro sulla Verità attacca il governo Conte, in procinto di decretare un lockdown per gli ultrasettantenni. «Così facendo, si calpesta ancora la Costituzione e si rischia l’eugenetica», si legge nel titolo dell’editoriale. Vale la pena di ricordare che l’eugenetica è un ramo della genetica che si propone il progressivo miglioramento della specie umana attraverso l’incrocio tra individui portatori di caratteri geneticamente favorevoli. Non si vede come gli over 70, pur con l’assistenza del Viagra, possano partecipare a tale incrocio restando confinati in casa.
[2 novembre 2020]

Concordanze
Alberto Melloni scrive sul Domani: «Come ha spiegato il procuratore antimafia Cafiero De Raho, si sono infiltrate e saldate nella protesta i gruppi antagonisti, gli ultras della destra “calcistica” delle tifoserie violente e la mano invisibile della criminalità». Per domani urge ripasso della concordanza dei verbi al maschile con soggetti di genere diverso, professore.
[29 ottobre 2020]

Quando i gol si fanno da soli
Sul Corriere della Sera, nella sua rubrica L’analisi, Mario Sconcerti, grande firma dello sport, scrive: «È abbastanza paradossale che dentro una partita in cui la Juve non ha fatto un tiro in porta siano stati annullati tre gol a Morata». A noi, che non abbiamo mai messo piede in uno stadio, sembra non paradossale bensì miracoloso che, pur non avendo la Juve fatto un tiro in porta, Morata sia riuscito a segnare tre gol (poi annullati). È evidente che il pallone per tre volte è entrato in porta da solo. Sconcertante Sconcerti.
[29 ottobre 2020]

Vangelo alla valdese
Da tempo, per comprensibile par condicio ecumenica, nella rubrica Il Vangelo della domenica sul Fatto Quotidiano scrive Eugenio Bernardini, già moderatore della Tavola valdese. Ovviamente i testi sacri non corrispondono quasi mai al Vangelo della domenica della liturgia cattolica, come nel giorno di Ognissanti, quando il pastore Bernardini ha commentato una frase del profeta Geremia. Niente di male, anzi un opportuno allargamento d’orizzonte. Ma urge cambiare il titolo della rubrica.
[1 novembre 2020]

Ultras ultrà
Sommario da Repubblica: «Tra i dieci fermati cinque sono ultras». Titolo nella stessa pagina, due colonne più in là: «Ultrà e neofascisti ecco chi specula sulla paura». Prendiamo atto che nella metà pagina di sinistra sono ultras, plurale francese, mentre nella metà di destra diventano ultrà, sostantivo italiano invariabile.
[27 ottobre 2020]

Se mi eleggete, mi ricandido
Secondo il supplemento «Speciale Usa 2020», pubblicato da 7 del Corriere della Sera, «eletto a sorpresa presidente degli Stati Uniti l’8 novembre 2016, sconfiggendo Hillary Clinton con 306 voti elettori contro 232», Donald Trump «nel 2015 ha annunciato che si sarebbe candidato per un secondo mandato». Ora, con Trump tutto è possibile, anche l’annuncio di una seconda candidatura con un anno di anticipo sulla prima elezione. Però ci pareva di ricordare che questo fosse avvenuto a Orlando, in Florida, nel giugno 2019, non nel 2015.
[28 ottobre 2020]

Morti che ridono
In un articolo su Avvenire, firmato da Roberta Pumpo, uno dei prossimi cardinali, monsignor Enrico Feroci, già direttore della Caritas di Roma e amico di don Andrea Santoro, il prete assassinato nel 2006 in Turchia, commenta la propria futura creazione cardinalizia: «Anche lui si sarà fatto un sacco di risate in Paradiso». Quando si dice una benedizione celeste.
[1 novembre 2020]

Località inesistenti
Da Anteprima: «Lunedì 31 ottobre 1870. In un’osteria di Monterio, in provincia di Verona, scoppia una violentissima lite per la caduta di un bicchiere. Un vetturale viene ucciso con tre coltellate». Non esiste nessuna località italiana con quel nome. Infatti è Montorio.
[31 ottobre 2020]

Rettili spiaggiati
La Gazzetta di Mantova annuncia l’inaugurazione della «mostra fotografica di Stefano Benazzo che propone una sere recente di scatti di rettili spiaggiati». La «sere» è ovviamente una «serie». Ma i «rettili»? Sono «relitti» marini. Per un attimo abbiamo temuto che in redazione avessero scambiato balene e delfini per serpenti.
[15 ottobre 2020]

Acuto di Conte
Rispondendo sul Corriere della Sera all’appello contro la chiusura dei teatri causata dalla pandemia, lanciato dal maestro Riccardo Muti, il premier Giuseppe Conte conclude: «Le assicuro che, con il ministro Franceschini, siamo già al lavoro per far riaccendere microfoni, riflettori, proiettori». Complimenti al presidente del Consiglio: ora il mondo intero sospetta che nel Teatro alla Scala i cantanti lirici si affidino agli altoparlanti anziché alle corde vocali.
[28 ottobre 2020]

Hanno perso il controllo
Sommario su Repubblica, pagina 3: «Il premier: “Senza questi provvedimenti la curva dei contagi finirebbe fuori controllo”». Stesso giorno: «Contagi fuori controllo», titolo d’apertura della cronaca di Roma. Palazzo Chigi sta lì. Parlatevi.
[27 ottobre 2020]

Così non Vaia
In un servizio su Vaia, La Stampa pubblica una foto con questa didascalia: «Le migliaia di tonnellate di legna frutto dell’alluvione oggi accatastate: parte del legno è stato recuperato». Vaia è stata una tempesta, per i giornali anche un ciclone, un tifone, un uragano. Tutto tranne che un’alluvione.
[28 ottobre 2020]

La virgolatrice di Sapri
Brani scelti della rubrica Facce di casta di Veronica Gentili sul Fatto Quotidiano: «Ogni provvedimento, misura o legge, esiste solo in funzione di uno stato d’eccezione che è entrato a far parte dell’ordinario». «Fornire alibi a chi non vuole rispettare le regole e creare ulteriore confusione, è un comportamento superficiale e pericoloso». La telegiornalista dimostra un debole per le virgole infilate a sproposito fra soggetto e verbo.
[26 ottobre 2020]

Un antico fratacchione
Sulla prima pagina della Verità, Giorgio Gandola firma un articolo che comincia così: «E il Fratacchione non rispose». Poco più avanti spiega: «Domenica sera a Che tempo che fa c’era Vincenzo De Luca (l’inventore del soprannome monastico)». Duole deludere il bravo Gandola, già direttore dell’Eco di Bergamo, ma «fratacchione» è attestato fin dal 1444, come riporta lo Zingarelli, quindi 505 anni prima che il pur fantasioso presidente della Regione Campania venisse al mondo. In particolare, quando De Luca aveva appena 14 anni, fu utilizzato da Natalia Ginzburg in Le piccole virtù, dove, a pagina 46, descrive le differenze tra lei e il marito Leone: «Suole dirmi che non capisco niente, nelle cose da mangiare; e che sono come certi robusti fratacchioni, che divorano zuppe di erbe nell’ombra dei loro conventi». Lo utilizza nuovamente a pagina 56: «Io sto sempre bene, sono come quei fratacchioni robusti, che si espongono senza pericolo al vento e alle intemperie». Ma, per completare i riferimenti letterari lungo il corso dei secoli, «fratacchione» compare anche in Bernardino da Siena, Matteo Maria Boiardo (due volte), Pietro Aretino (tre volte), Matteo Bandello, Anton Francesco Grazzini, Giovanni Verga, Federico De Roberto. Il plurale «fratacchioni» fu invece utilizzato da Niccolò Machiavelli nella Mandragola, ancora da Matteo Bandello nelle Novelle e da Giovanni Faldella (tre volte) in Figurine e in Donna Folgore.

Intuizioni copernicane
Titolo dal Corriere della Sera: «Mattarella: il virus nemico di tutti, è lui il responsabile delle restrizioni». Presidente, lei ci dà due notizie una più sconvolgente dell’altra.
[27 ottobre 2020]

Meriti del focolaio
Titolo dalla Verità: «Schiaffo a Crisanti: “Falsità su Vo’”. Il Veneto contro l’articolo dove il docente si attesta tutti i meriti del focolaio». Non si vede quali meriti potrebbe procurare, al parassitologo diventato virologo, l’insorgere di un focolaio: un’epidemia non è ancora una benemerenza. Inoltre il verbo attestare significa «affermare come testimone, per diretta conoscenza o esperienza». Difficile pertanto che possa diventare riflessivo. Che il titolista stesse inseguendo nella sua mente il verbo «si intesta» e non sia riuscito ad afferrarlo?
[29 ottobre 2020]

Titolo della rubrica
Con un articolo intitolato «Il dantismo ermeneutico di Pio XI. La Divina Commedia sempre sullo scrittoio», L’Osservatore Romano ha inaugurato una nuova rubrica. Si chiama Titolo della rubrica, perché i redattori, assai poco osservatori, avrebbero dovuto scrivere il titolo della rubrica nel posto in cui c’era in pagina il testo segnaposto «Titolo della rubrica», cosa che non hanno fatto. S’ignora, a tutt’oggi, quale fosse il titolo della rubrica.
[16 ottobre 2020]

Allonsanfàn
Nel dorso romano di Repubblica il cronista Luca Monaco riferisce dei disordini fomentati dagli oltranzisti di destra descrivendo «la Roma delabrè amministrata dalla giunta Raggi». Ha ragione, come hanno imparato a proprie spese gli abitanti della capitale, ma sfoggia un francese che non sa perché avrebbe dovuto scrivere «délabré».
[28 ottobre 2020]

Ti affermo che è sbagliato
La Verità pubblica una foto del litigio stradale fra Enrico Montesano e alcuni poliziotti che lo hanno fermato per strada perché non indossava la mascherina. E scrive: «In un video dell’agenzia Dire, si vede l’attore affermare agli agenti: “La legge impone di girare a volto scoperto”». Affermare è un verbo transitivo e la grammatica impone di affermare qualcosa, non affermare «a» qualcuno.
[14 ottobre 2020]

Tempus fugit
Wanda Marra sul Fatto Quotidiano: «Zingaretti sta cercando di prendere tempo. Potrebbe non averne abbastanza». Se ne avesse a sufficienza, non cercherebbe di prenderlo.
[12 ottobre 2020]

Grandi lettori
La Repubblica elenca in una tabella, che occupa quasi mezza pagina, «gli Stati in bilico» nelle elezioni presidenziali americane. Eccoli: Wisconsin «10 grandi lettori»; Michigan «16 grandi lettori»; Ohio «18 grandi lettori»; Arizona «11 grandi lettori»; Pennsylvania «20 grandi lettori»; North Carolina «15 grandi lettori»; Georgia «16 grandi lettori»; Florida «29 grandi elettori». Ecco perché negli Stati Uniti i giornali arrancano meno che in Italia. (Si trattava ovviamente di «grandi elettori»).
[24 ottobre 2020]

Mafie distorte
Sugli incidenti di Napoli, provocati dal coprifuoco per il Covid-19, sommario virgolettato di Repubblica a corredo di un’intervista con Marco Minniti (si presume che la frase sia dunque attribuita all’ex ministro dell’Interno): «Così si rischia la polveriera sociale, dobbiamo evitare che le mafie cavalchino la tensione facendosi Stato in maniera distorta». Se invece si fanno Stato in maniera regolare, sono benvenute?
[25 ottobre 2020]

La miglior partita di oggi sarà lunedì prossimo
Sul Corriere della Sera di sabato 24 ottobre, Mario Sconcerti pubblica la seguente «analisi» calcistica: «La Roma ha poco equilibrio, ma una qualità tecnica non inferiore, infatti il Milan-Roma di lunedì prossimo è la miglior partita che si possa vedere oggi». Come dire che sabato era lunedì o anche viceversa.
[24 ottobre 2020]

Congiuntivite
Nello Trocchia sul Domani, in un servizio dedicato a Domenico Arcuri, commissario per l’emergenza pandemia: «E questo nonostante proprio il 4 agosto 2016 l’assemblea rappresentata dal socio unico, il ministero dell’Economia, aveva invitato la società a ricondurre “i trattamenti economici ai limiti di legge vigenti”». Congiuntivo vo cercando ch’è sì caro.
[23 ottobre 2020]

Gioco al massacro
Sottotitolo della Verità per un editoriale di Marcello Veneziani: «Il turpe massacro di un insegnante ha una chiara matrice islamista». A prescindere dal fatto che ben difficilmente un massacro potrebbe essere aggraziato, si dà il caso che il sostantivo in questione abbia il seguente significato: «Eccidio, strage, carneficina, macello» (Zingarelli 2021). Tutte azioni che riguardano più persone, e non una sola, come nel caso del professore francese decapitato da un fanatico islamista.
[21 ottobre 2020]

La tomba del morto
Dal sito della Stampa: «Da due anni un gatto rosso fa visita ogni giorno alla tomba del suo proprietario morto». Se il proprietario fosse vivo, sarebbe una notizia da edizione straordinaria.
[15 ottobre 2020]

Augh!
Su Repubblica, intervista a firma del vaticanista Paolo Rodari, il quale, nonostante la sua formazione di ex seminarista e ciellino, fa pronunciare al cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede, questa frase: «I santi Geronimo, Agostino, Tommaso hanno lodato la parresia di Paolo». Mancano all’appello solo Toro seduto, Cavallo pazzo e Nuvola rossa. (Essendo tedesco, Müller ha fatto il calco dal latino Hieronymus o dallo spagnolo Jerónimo, ma Rodari dovrebbe sapere che la forma italiana corrente per designare il santo filologo è Girolamo o Gerolamo, non certo Geronimo).
[22 ottobre 2020]

Alza qualcos’altro
Parlando dello sconcerto suscitato dall’apertura di papa Francesco alle unioni civili gay, La Verità cita l’intervista che egli concesse nel 2019 a una vaticanista messicana (uno spezzone che all’epoca fu censurato dal Vaticano ora è finito in un docufilm del regista Evgeny Afineevsky), e la chiama ripetutamente, per due giorni consecutivi, Valentina Alzaraki. Ma il suo vero cognome è Alazraki.
[24 ottobre 2020]

Mercati in presenza
Dalla Gazzetta di Mantova: «Fino a quando l’ordinanza del sindaco Mattia Palazzi non sarà revocata, l’affluenza al mercato sarà contingentata, con non più di due persone per ogni banco presente». Quante persone saranno ammesse per i banchi non presenti?
[22 ottobre 2020]

Dietro e davanti
Sull’Arena, cronaca di un processo a una madre accusata di maltrattamenti. Interrogata dal giudice, un’amica dell’imputata conferma che la donna «non stava dietro ai figli». Si apprende inoltre che «l’amica tirò fuori da uno scatolone un sex toy e la figlioletta lo prese in mano». Amorale della favola: sempre meglio davanti che dietro.
[17 ottobre 2020]

Con quel giornale un po’ così
Dimostrando di aver capito perfettamente che cosa avrebbe fatto notizia ieri, il Domani ha confinato in 33 righe, fra le brevi di pagina 2, il fatto del giorno, cioè il placet di papa Francesco alle unioni civili gay, che campeggiava sulle prime pagine di tutti gli altri quotidiani. Poi però, arrivati a pagina 11, i previdenti colleghi devono aver compreso che forse la faccenda meritava qualcosa di più, e allora hanno infilato un pensoso colonnino sull’argomento, firmato dallo storico Alberto Melloni: «Coppie omosessuali. Il papa riporta l’amore alla dimensione evangelica». Il Domani di ieri non si segnalava soltanto per questa sapiente valutazione degli avvenimenti, bensì anche per l’accuratezza complessiva. Ne fa fede il titolo d’apertura di pagina 4: «Il declino dei Casamonica. Abattuta la villa delle violenze». Per carità, i lapsus calami, in gergo refusi, capitano anche nelle migliori famiglie, tant’è che di solito in questa rubrica vengono condonati (tranne i più divertenti, come quello sottostante di Repubblica). Tuttavia, essendo appena 15 i titoli d’apertura dell’intera edizione e disponendo il quotidiano di Carlo De Benedetti di «una redazione con 15 giornalisti tutti già formati, molto bravi e competenti, assunti con contratti regolari» (dichiarazione del direttore Stefano Feltri a Fs News), si presume che un titolo a testa potrebbero rileggerselo, prima di mandarlo in stampa. Ma questa, almeno a giudicare dal Domani di ieri, non sembra una consuetudine di famiglia. Pagina 4: «Così il virus colpisce gli ultimi». Pagina 8: «Così parte il concorso dei docenti precari». Pagina 12: «Così Biden può riscrivere (un po’) il medio oriente costruito da Trump». Pagina 13: «Così un Caravaggio dimenticato è diventato patrimonio di tutti». E così sia.
[22 ottobre 2020]

Malattia di quart’ordine
Titolo dal sito di Repubblica: «Nunzia De Girolamo è positiva al Covid: “Malattia infima, ho dolori lancinanti”». Noblesse oblige.
[20 ottobre 2020]

Emergenza ingestibile
Titolo dalla Stampa: «Nuove zone rosse in città. I gestori: difficile gestirle». Ah, ecco perché li chiamano gestori.
[21 ottobre 2020]

Donne di servizio
Giacomo Amadori sulla Verità riporta fra virgolette ragionamenti che Domenico Giani, ex capo della Gendarmeria vaticana, avrebbe fatto con «alcuni vecchi collaboratori» in relazione alla vicenda di Cecilia Marogna, sedicente esperta di intelligence arruolata dall’allora sostituto agli Affari generali della Segreteria di Stato, cardinale Angelo Becciu: «“Come arrivò da me? Se una persona viene a presentarsi, è verosimile che sia stata prima presentata”. Una frase che sembra un preciso riferimento a Becciu. Ma di che cosa discussero i due? “Nell’occasione ha proposto cose per noi non realizzabili. Una ragazza che aveva questa idea dei servizi da noi non aveva spazio…”». Giusto. Solo donne di servizio, in Vaticano. Preferibilmente suore non stipendiate.
[20 ottobre 2020]

Dice e non dice
Con il titolo «Cosa dice il Dpcm su scuola, movida e smart working», Il Fatto Quotidiano pubblica un servizio a firma di Ilaria Proietti suddiviso nei seguenti capitoli: scuole, movida, parchi, contact tracing. E sullo smart working? Nulla da dire.
[20 ottobre 2020]

La Palice
Titolo della Verità per l’editoriale del direttore Maurizio Belpietro: «Conte non sa che pesci pigliare, perciò non decide». Per la prossima volta suggeriamo due titoli alternativi: «Conte non sa che pesci pigliare, perciò non piglia pesci» e «Conte non sa decidere, perciò non decide».
[20 ottobre 2020]

Squadre fantasma
Borussia Mönchengladbach e Borussia Dortmund sono due differenti squadre di calcio tedesche, che hanno in comune solo il nome latino della Prussia (Borussia, appunto). Appartengono a due diverse città: Mönchengladbach si trova nel distretto di Düsseldorf; Dortmund nel cuore della Ruhr, vicino a Bochum. Tuttavia per il Corriere della Sera pare che esista solo il Borussia Dortmund. Infatti martedì 20 ottobre, a pagina 43, nel programma degli incontri si leggeva che l’Inter avrebbe giocato mercoledì 21 con il «Borussia D.» (quindi Dortmund), mentre la Lazio nello stesso giorno, cioè martedì 20, sarebbe scesa in campo contro una squadra inesistente, ovvero il «Borussia». Queste invece le partite disputate: la Lazio ha battuto martedì il Borussia Dortmund e l’Inter mercoledì ha pareggiato con il Borussia Mönchengladbach, conosciuto anche come Borussia M’Gladbach o semplicemente Borussia MGM.
[22 ottobre 2020]

Preti della Versilia
La Gazzetta di Mantova dà notizia della morte del locale concessionario Renault, Enrico Giovanzana, e informa che «i funerali saranno celebrati da Versilia domani alle dieci nella chiesa di San Pio X». Siccome Versilia è un’impresa di onoranze funebri, viene spontaneo concludere che non ci sono più i preti di una volta.
[18 ottobre 2020]

Stato minuscolo
In un interessante articolo sulla Stampa, riguardante le vicende del cardinale Angelo Becciu, del suo successore Edgar Peña Parra e di Cecilia Marogna, detenuta nel carcere milanese di San Vittore, Gianluigi Nuzzi scrive per quattro volte «vaticano» con la «v» minuscola. Un cattivo ricordo dello Stato che lo processò e alla fine lo assolse? Disattenzione? Ripicca ortografica?
[18 ottobre 2020]

Cera Grey
Titolo sulla prima pagina del Dubbio per un editoriale dell’ex vicepremier Marco Follini: «Il Mes che manca e il Dorian Grey nascosto in soffitta». Ottima direi, è cera Grey! (Per Il ritratto di Dorian Gray rivolgersi a Oscar Wilde).
[16 ottobre 2020]

Statistiche poco Fini
Sul Fatto Quotidiano, il sempre puntuale Massimo Fini tesse le lodi di Francesco «dopo il disastroso pontificato di Papa Wojtyla (crollo delle vocazioni, crisi del sacerdozio e degli ordini monacali)». Ma stavolta scrive per sentito dire. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio centrale di statistica della Santa Sede (consultare l’Annuarium Statisticum Ecclesiae), l’ultimo picco di vocazioni del precedente millennio si ebbe proprio con Giovanni Paolo II, quando i seminaristi passarono da 63.882 nel suo primo anno di pontificato (il 1978) a 114.439, quasi il doppio, nell’anno della sua morte (il 2005). Un’ulteriore crescita si registrò peraltro anche con Benedetto XVI, toccando quota 120.616 nel 2011. Non si capisce in quale modo Bergoglio sarebbe riuscito a rilanciare la Chiesa rispetto al «disastroso» san Giovanni Paolo II. Infatti, il numero dei seminaristi maggiori è sceso dai 118.251 del 2013, anno dell’elezione di Francesco, ai 115.880 del 2018, con una contrazione del 2 per cento. Ancora più grave la crisi dei religiosi professi non sacerdoti, che nello stesso periodo sono diminuiti di quasi l’8 per cento, calando da 55.000 unità a meno di 51.000. Idem le religiose professe, con un decremento del 7,5 per cento: da quasi 694.000 nel 2013 a meno di 642.000 cinque anni dopo.
[14 ottobre 2020]

Maometto in aula
Titolo dalla prima pagina della Verità: «Mostra vignette su Maometto in aula: sgozzato». In effetti raffigurare il Profeta che frequenta la scuola media ci pare oltremodo blasfemo. (A meno che il titolo corretto non dovesse essere «Mostra in aula vignette su Maometto: sgozzato»).
[17 ottobre 2020]

Strade pericolose
Titolo da Libero: «Mostra caricature di Maometto. Prof decapitato per la strada». Aveva indicato al suo carnefice una via sbagliata? (In casi simili la locuzione «per strada» non contempla l’articolo. Alcuni esempi dallo Zingarelli 2021: «incontrare un amico per strada»; «salutarsi per strada»; «il temporale l’ha sorpreso per strada»; «vedersi per strada»).
[17 ottobre 2020]

Nostre informazioni sbagliate
Dalla rubrica Nostre informazioni dell’Osservatore Romano: «Il Santo Padre ha nominato Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze il Professor Reinhard Genzel, Direttore del “Max Plank Institute for Extraterrestrial Physics”, a Garching (Repubblica Federale di Germania)». Non occorre essere accademici delle scienze per sapere che si chiamava Max Planck, con la «c».
[15 ottobre 2020]

Congiuntivite
Nella rubrica A fil di rete sul Corriere della Sera, il pur ottimo Aldo Grasso incappa in una svista parlando della telegiornalista Giovanna Botteri: «Non passa giorno che qualcuno ne tessi giustamente le lodi». Accettabile l’ellissi di «senza», ma forse manca un «non» e di sicuro c’è un congiuntivo sbagliato: «Non passa giorno [senza] che qualcuno non ne tessa le lodi».
[16 ottobre 2020]

Chi va verso cosa
Sommario dalla Verità: «Il dpcm verso lo stop di palestre e piscine». Si presume che siano palestre e piscine ad andare verso lo stop nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri, non viceversa. Altro sommario, stessa pagina: «La politica catechizza i cittadini, che già rispettano le regole, patendo semmai errori e ritardi dell’esecutivo». Essendo il soggetto «la politica», se ne deduce che essa, e non il cittadino, patisce errori e ritardi del governo. Verità involontaria.
[18 ottobre 2020]

Titolazione giallorosa
Il daltonismo di Veronica Gentili si è esteso all’intera redazione del Fatto Quotidiano, che titola a tutta pagina: «Conte fa strike: giallorosa compatti e destra astenuta». Lo Zingarelli 2021 parla solo di giallorosso: «Relativo al governo formato nel 2019 dal Movimento 5 Stelle, dal Partito Democratico e da altre forze politiche». La definizione dell’aggettivo giallorosa è la seguente: «Di commedia, film e sim. di argomento poliziesco, con un intreccio amoroso a lieto fine». Non pare il caso del governo Conte.
[14 ottobre 2020]

Tamponamenti a catena
Per giustificare in prima pagina la consueta apertura terroristica sul Covid-19, Il Fatto Quotidiano, ormai ertosi a guardiano del regime instaurato dal Conducator, fa scrivere ad Andrea Sparaciari un pezzo con il seguente incipit: «Neanche a marzo, nel pieno della pandemia, si erano registrati in Italia tanti contagi in sole 24 ore: 7.332 nuovi casi (martedì erano stati 5.901), a fronte del record di 152.196 tamponi. Per trovare un dato analogo, bisogna risalire al 21 marzo, quando i nuovi casi furono 6.557, ma con soli 26.336 tamponi». Se i valenti colleghi si fossero muniti di calcolatrice, si sarebbero accorti che l’incidenza dei contagi rispetto ai tamponi eseguiti il 21 marzo era pari al 24,9 per cento, mentre rispetto ai tamponi eseguiti mercoledì scorso era pari al 4,82 per cento. Ne consegue che, in proporzione, il decremento dei positivi da marzo a oggi risulta dell’80,64 per cento. Forza virus!
[15 ottobre 2020]

Gioco d’azzardo
Sulla Verità, nella sua rubrica La scommessa, Cesare Lanza scrive: «Scommettiamo che ci sono previsioni e profezie (quasi sempre letterarie) a dir poco straordinarie? Ho ricevuto da una cara amica, Monica Lavezzari, questa segnalazione sull’incredibile profezia di Clive Staples Lewis, l’autore delle Cronache di Narnia, tratta dal libro Lettere di Berlicche, pubblicato nel 1942. L’autore parla col diavolo... Domanda: “Come hai fatto a portare così tante anime all’inferno, in quel momento?”. “Con la paura. Strategia eccellente, vecchia ma sempre attuale”. “Ma di cosa avevano paura? Di essere torturati? Delle guerre? Di morire di fame?”. “No. Era la paura di ammalarsi. Poi infatti si sono ammalati, e sono morti”». Scommettiamo che in Le lettere di Berlicche (il titolo originale ha l’articolo) non vi è alcuna traccia di queste profezie né di quelle seguenti riportate incautamente da Lanza?
[15 ottobre 2020]

Il principio della fine
Titolo in prima pagina sulla Verità: «Sostanza pericolosa nella pillola per minorenni». Occhiello: «Farmaco ritirato per danni al fegato aveva un sesto del principio attivo di questo». Non sapevamo che il fegato contenesse un principio attivo.
[15 ottobre 2020]

Sic sic sic, hurrà!
Brani scelti da un articolo dello storico e docente universitario Alberto Melloni, apparso sul Domani: «La prossima elezione del vescovo di Roma, infatti, rischia di essere vulnerabile non all’intrufolarsi nelle procedure di attori che il segreto delle votazioni tiene ai margini, ma per da ciò che può accadere prima o dopo il conclave». «Perché chiunque può fulminare in pochi minuto». «È davanti a loro, nel “concistoro” che il papa crea in nuovi cardinali». «Quell’episodio di inquisizione su un cardinale, a cui nessuno però osò togliere la porpora, spiega il dovere elettorale dei cardinali sia stato protetto». Verso la fine, Melloni ha pure l’ardire di sottolineare con un «sic» un banale refuso («dai» al posto di «ai») apparso nel comunicato ufficiale sulla defenestrazione del cardinale Angelo Becciu. Per i suoi quattro «sic» ci rivediamo a settembre, professore.
[14 ottobre 2020]

Poche idee ma chiare
Brani scelti da un’intervista che il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha rilasciato al Fatto Quotidiano. «Alla riflessione ora deve seguire l’azione». «Era giusto riflettere sull’esito delle regionali». «Non dobbiamo esagerare». «È chiaro che i nostri valori oggi vanno declinati in un’ottica di maggiore concretezza». «È uno degli argomenti all’ordine del giorno». «Chi sta al governo deve pensare al Paese». Penultima risposta: «Non ho nulla da dire». S’è capito benissimo.
[27 settembre 2020]

A dato sfogo ai fisiologi
«I Carabinieri di Asola, impegnati costantemente nei servizi di controllo del territorio, hanno identificato un 33enne italiano che stava tranquillamente e beatamente urinando in pieno centro ad Asola. L’uomo, non curante della vicinanza di numerose abitazioni e della presenza di passanti, in pieno giorno e a cielo aperto a dato sfogo ai propri bisogni fisiologi». Dal sito della Voce di Mantova. Meglio farla tacere.
[11 ottobre 2020]

Calendario gregoriano
Un articolo sul centenario della nascita di Salvo D’Acquisto è stato presentato dall’Osservatore Romano con questo sommario: «A Palidoro un pomeriggio del 23 settembre 1943 qualcosa non va come deve andare: il sofisticato meccanismo del gene egoista si inceppa». È noto che il 23 settembre ha di norma cinque o sei pomeriggi, uno dei quali fu fatale all’eroico carabiniere.
[14 ottobre 2020]

Nel Blois dipinto di Blois
Gianni Gennari, nella sua rubrica Lupus in fabula su Avvenire, scrive: «La realtà della vita dei Santi fa venire in mente un celebre pensiero di Leon Blois: “C’è una sola tristezza: quella di non essere santi!”». Ora, a parte che i santi restano tali anche senza la maiuscola a corrente alternata, si dà il caso che l’autore in questione fosse Léon Bloy. Il lupo non s’intende di leoni e non ha occhi di lince.
[15 ottobre 2020]

Gentili daltonica
In preda a un preoccupante attacco di daltonismo, Veronica Gentili, nella sua rubrica settimanale Facce di casta sul Fatto Quotidiano, scrive: «Dopo un anno abbondante di governo giallorosa». Ma non era il governo giallorosso? La distratta collega, abbonata agli errori, stavolta riesce nell’impresa di far sbagliare anche chi ha impaginato il suo testo. Infatti il pezzullo è dedicato a Roberto Fico, presidente della Camera, del quale viene pubblicata la foto, però accanto al voto (7) il protagonista cambia viso e compare anche il ritratto di Alessandro Di Battista. Va aggiornato il titolo della rubrica: Facce doppie di casta.
[12 ottobre 2020]

Media inferiore
Sempre Il Fatto Quotidiano sintetizza in un sommario un passo dell’intervista con Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia, da molti anni mago dei sondaggi: «Ricordo spesso che il 54% degli elettori ha al massimo la terza media». Ecco perché i 5 stelle sono al governo.
[12 ottobre 2020]

Cari Buddenbrook vi scrivo
In un articolo dell’Osservatore Romano sulle tracce tedesche nella Città Eterna, Jörg Ernesti afferma che Thomas Mann «nel suo appartamento vicino al Pantheon scrisse ai Buddenbrook». Perbacco, avrà trovato l’indirizzo sulle Pagine gialle? È lecito supporre che l’autore dell’articolo conosca bene I Buddenbrook, celeberrima opera giovanile di Mann, ma la redazione del giornale vaticano non ha con tutta evidenza la letteratura fra le sue passioni.
[10 ottobre 2020]

Suppergiù
Titolo dalla prima pagina del Tempo: «Ponte ciclabile di burro. La gru lo tocca e crolla giù». Si è mai visto qualcosa che crolli su?
[9 ottobre 2020]

Senza sale in zucchetto
Corredata dal titolino «Metti o togli», una didascalia sulla prima pagina della Verità illustra il momento in cui Francesco creò cardinale l’ex sostituto agli Affari generali della Segreteria di Stato vaticana: «Il Papa sistema lo zucchetto a Becciu». Errore grossolano che contraddice la foto, giacché il Pontefice impone il berretto cardinalizio e non lo zucchetto (copricapo a forma di piccola calotta emisferica che vi sta sotto).
[10 ottobre 2020]

Non ho l’età
Stefano Lorenzetto intervista sul Corriere della Sera un hikikomori (dal giapponese «stare in disparte»), il trevigiano Marco Brocca, che non esce di casa dal 2013, e scrive, correttamente, che egli ha 25 anni. Ma nel «Chi è» che correda il pezzo si legge che è nato nel 1975. L’età avanza.
[8 ottobre 2020]

Timeo Danaos et dona afferentis
Corrado Augias su Repubblica sintetizza così un episodio del giallo La donna cardinale (Marsilio) di Lucetta Scaraffia: «Il papa rifiuta un bicchiere d’aranciata afferitogli durante un ricevimento». Significato del verbo afferire secondo lo Zingarelli 2021: «(Burocratico) riguardare, concernere, attenere». Troppe mezzemaniche in Vaticano.
[28 settembre 2020]

Esclusivo: Di Maio va a scuola
Titolo su tre righe nelle pagine interne del Domani: «Di Maio ora va a scuola / di politica estera / per trattare con Ue e Usa». Non si capisce a che servano seconda e terza riga: la vera notizia è nella prima.
[8 ottobre 2020]

Evidenze del domani
Titolo d’apertura sulla prima pagina del Domani: «Una stretta oggi per evitare un nuovo lockdown domani». Spiega Davide Maria De Luca: «Nel testo approvato ieri, il governo ha scritto che le ragioni che hanno provocato i nuovi obblighi sulle mascherine e la proroga dello stato di emergenza sono l’aumento dei contagi da coronavirus». Ma va?
[8 ottobre 2020]

Larga e stretta
Titolo dalla Stampa: «Boom di contagi, governo in allarme. Conte: “Rigore o ci sarà una stretta”». Perché, quella appena annunciata che cos’è, una larga?
[8 ottobre 2020]

Fare e non fare è tutto un lavorare
Titolo della Verità per l’editoriale del direttore Maurizio Belpietro: «Conte e soci fanno ammuina perché non sanno che cosa fare». Beh, ma allora sanno benissimo che cosa fare: ammuina.
[7 ottobre 2020]

Consecutio
Giacomo Amadori sulla Verità: «Becciu, secondo i suoi difensori, il denaro dato alla donna doveva servire per operazioni segrete per la liberazione di missionari rapiti in Asia a Africa». Tutto chiaro.
[6 ottobre 2020]

Caos calmo
Titolo da Libero: «Caos sulle bollette elettriche. Nessuno sa come funzionerà». C’è anche un caos che funziona?
[7 ottobre 2020]

Omicidio derubricato da cazzata a cavolata
Secondo quanto riferito su Repubblica dalle inviate Gabriella De Matteis e Brunella Giovara, il killer Antonio De Marco, che a Lecce ha ucciso due fidanzati, «alla domanda del pm “Ti rendi conto di aver fatto una cavolata?”, risponde sì». Prendiamo atto con sollievo che per i magistrati pugliesi ammazzare due amici è meno grave che trucidare due genitori. Infatti, agli interrogativi del perito incaricato di sottoporlo a perizia psichiatrica, Pietro Maso in carcere replicò con tono spazientito: «Professore, avrò fatto una cazzata, ma lei non può venire tutti i giorni».
[1 ottobre 2020]

Giro lungo
Sulla Gazzetta di Mantova, in un inserto a cura di Antonio Simeoli sul Giro d’Italia 2020, si legge: «Il record di successi di tappa è di Mario Cipollini con 41 nel Giro 2003». Un primato che nemmeno Fausto Coppi e Gino Bartali sarebbero riusciti a battere, visto che il Giro d’Italia 2003 si concluse dopo 21 tappe.
[1 ottobre 2020]

Belìn, che sergente
Il Corriere della Sera informa che «la Bundeswehr, l’esercito federale tedesco, si appresta a declinare al femminile i suoi gradi gerarchici». Secondo le prime indiscrezioni, «a una Feldwebel, sergente, ci si dovrà rivolgere con il termine Feldwebelin». Per fortuna Genova non si trova in Germania.
[14 settembre 2020]

Colpi di testata
In un italiano alquanto barcollante, Gianni Gennari racconta su Avvenire che in questa rubrica me la sono presa con uno scritto di Mariolina Ceriotti Migliarese apparso sul medesimo quotidiano. Egli sostiene – parlando di «sfondone» – che lo avrei presentato «come un servizio (di cronaca)». Falso. L’aggiunta fra parentesi è di Gennari. Il termine usato da me era «servizio», senza ulteriori specificazioni. Orbene, la definizione di «servizio» (Zingarelli 2021) è «incarico particolare conferito a un inviato o collaboratore di giornale, ente radiofonico, televisivo e sim.; l’articolo o il reportage preparati in base a tale incarico» e quella di «articolo» è «scritto che in un giornale, una rivista, un bollettino e sim. tratta un determinato argomento». L’argomento trattato nell’incipit dalla collaboratrice di cui sopra era il seguente: «Si stanno moltiplicando in modo allarmante episodi difficili da definire, che segnalano una situazione di crescente e diffusa erotizzazione dei nostri bambini. Masturbazione davanti ai/alle compagne, richiesta di sesso orale, esibizione dei genitali». Conclude Gennari: «Amico Lorenzetto, cui sono personalmente anche grato, ma più amico ancora della realtà delle persone e dei fatti. Stavolta la... testata, o meglio la capocciata, è toccata a lui». Amico Gennari, mi sa che a battere in testa sei tu. Soprattutto dovresti – se non da giornalista, almeno da ex prete – dire la verità, senza aggiungervi suggestioni fuorvianti per compiacere il tuo direttore. (Che poi, anche se avessi scritto «articolo» o «analisi» o «commento», al posto di «servizio», sarebbe cambiato qualcosa rispetto al crudo linguaggio usato dal giornale dei vescovi?).
[8 ottobre 2020]

Traduzioni
Secondo Nicoletta Manzione, corrispondente della Rai per i servizi giornalistici radiofonici e televisivi dalla Francia, il titolo «Tout ça pour ça» con cui Charlie Hebdo ha commemorato – riproponendo in copertina le vignette su Maometto – la mattanza in redazione compiuta nel 2015 da fondamentalisti islamici, significa «Tutto questo per niente» (Tg1 delle 20). Tutto questo per questo: 226.551 euro lordi di retribuzione corrisposti dall’ente radiotelevisivo di Stato a Manzione nel 2019.
[25 settembre 2020]

Giochiamo al dottore
Il corrispondente da New York, Claudio Pagliara, parlando del coronavirus che ha colpito Donald Trump, riferisce nel Tg1 delle 20 che «il presidente ringrazia dottori e medici». Pneumologi i secondi, dottori commercialisti i primi?
[3 ottobre 2020]

Il vecchio di 53 anni
Nella sua rubrica settimanale sul Fatto Quotidiano, Veronica Gentili spiega che Angela Merkel «è impegnata ad impedire che il vecchio Rutte e i suoi sodali frugali, in combutta involontaria con Ungheria e Polonia, impediscano le erogazioni del Recovery Fund accapigliandosi sullo Stato di diritto». Mark Rutte, primo ministro dei Paesi Bassi, è nato il 14 febbraio 1967, quindi ha 53 anni. Sembrerebbe più vecchia Merkel, che ne ha fatti 66 lo scorso 17 luglio. Gentili insufficiente anche come gerontologa.
[5 ottobre 2020]

Un nuovo quotidiano: Venire
Attacco di un servizio su Avvenire, a firma di Mariolina Ceriotti Migliarese: «Si stanno moltiplicando in modo allarmante episodi difficili da definire, che segnalano una situazione di crescente e diffusa erotizzazione dei nostri bambini. Masturbazione davanti ai/alle compagne, richiesta di sesso orale, esibizione dei genitali». Attendiamo la modifica della testata: Venire.
[2 ottobre 2020]

Poco con molto
Brani scelti da un’intervista rilasciata da padre Juan Antonio Guerrero Alves, prefetto della Segreteria per l’economia nominato da papa Francesco, ad Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani, riportata in prima pagina dall’Osservatore Romano: «Ciò che mi ha colpito di più quando ho conosciuto meglio la Curia è che si fa molto con poco». «Possiamo dire che lo fanno con dignità e, relativamente, con poco». «Mi sembra che la Santa Sede faccia molto con poco». «Nella Santa Sede ci sono molti Enti che fanno molto con poco». Chissà perché, allora, il bilancio 2019 della sola Curia (esclusi quindi Governatorato, Ior, Obolo di San Pietro, Fondo pensioni e fondazioni varie) è molto in rosso. Di 11 milioni di euro, per la precisione. Non sarà che la Santa Sede fa poco con molto?
[2 ottobre 2020]

Meglio gli alberi o le piante?
Nelle pagine di cronaca milanese, il Corriere della Sera segnala il seguente appuntamento nel parco di Villa Reale: «“Chi trova un giardino trova un tesoro”, gioco per imparare a riconoscere alberi, fiori e piante». Ma gli alberi non sono piante?
[20 settembre 2020]

Giocare in Borsa
Nelle pagine di economia della Stampa, Gabriele De Stefani fa parlare Massimiliano Bianco, amministratore delegato della Iren, società multiservizi quotata in Borsa, e scrive: «Ma il gruppo conferma un dividendo in aumento del 2,7% a 9,50 euro per azione». Bisogna correre a comprare le Iren, considerato che ieri hanno chiuso a 2,22 euro. L’occhiello del titolo appare intonato con lo strampalato testo sottostante: «L’ad bianco lancia il piano da 3,7 miliardi». Connotato razziale oppure da giovane era iscritto alla Democrazia cristiana?
[2 ottobre 2020]

È la pioggia che va
Titolo sopra la testata nell’edizione di domenica del Fatto Quotidiano: «Maltempo, con le prime pioggie tornano i disastri». Inclusi quelli grammaticali. (Quando la «i» delle terminazioni «-cia» e «-gia» è atona, cioè priva di accento, resta nelle forme plurali solo se «-cia» e «-gia» sono precedute da una vocale: quindi «camicie». Invece si sopprime se «-cia» e «-gia» sono precedute da una consonante: quindi «piogge»).
[4 ottobre 2020]

Acuti mancati
Titolo sopra la testata nell’edizione di lunedì del Fatto Quotidiano: «Che deve fare uno della Lega perchè Salvini lo espella?». Errore (ormai consueto in quel giornale) ripetuto in un titolone a pagina 6: «“House of Virus” con Trump anzichè Frank: è stata la Cia?». Si scrive «perché» e «anziché», con l’accento acuto. A meno di non essere Cinzia Monteverdi, presidente e amministratore delegato della società editrice del Fatto, che – come documentato di recente in questa rubrica – scrive «perchè» e «purchè».
[5 ottobre 2020]

Partito d’azione
Con una piccata articolessa lunga un’intera pagina del «suo» giornale, Cinzia Monteverdi, presidente e amministratore delegato della Seif, che pubblica Il Fatto Quotidiano, replica alle voci raccolte da Dagospia, secondo le quali Edima srl, socia del quotidiano diretto da Marco Travaglio, sarebbe intenzionata a cedere le proprie azioni. Nella replica, Monteverdi scrive «perchè» con l’accento grave (tre volte) e «purchè», ignorando che in tutti e quattro i casi era richiesto l’accento acuto. Infine conclude: «Ah, dimenticavo: ho un nuovo titolo-scoop da suggerire a Dagospia: “Il Fatto si fa distribuire da Berlusconi”. Oppure “Travaglio fa affari con Berlusconi”. Infatti abbiamo cambiato società di distribuzione per mia scelta, legata a motivazioni oggettive: dal 1° ottobre saremo seguiti da Pressdì, società del gruppo Mondandori». Peccato che la società in questione si chiami Press-di, con il trattino e senza accento, e il gruppo Mondadori, senza la seconda «n». Se Monteverdi sa far di conto come sa scrivere, non vorremmo essere nei panni dei soci del Fatto.
[30 settembre 2020]

Obolo ateo
«Che valga ancora e sempre la pena contribuire con le proprie donazioni all’Obolo di San Pietro, al quale andranno le offerte raccolte in chiesa domenica prossima, in occasione della Giornata per la carità del Papa»? Secondo Matteo Liut, che firma l’editoriale di apertura sulla prima pagina di Avvenire, «in questi giorni “scandalosi”» se lo stanno chiedendo «in molti, anche tra i credenti». Ché gli atei, com’è noto, sono sempre stati in prima fila nel versare l’Obolo di San Pietro.
[1 ottobre 2020]

Congedo ateo
A proposito di non credenti. Tutti i vignettisti, dal compagno Vauro sul Fatto Quotidiano a Dario Campagna (primo premio nel 2017 al concorso «Il diavolo veste Uaar» dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) sul Domani, salutano il creatore di Mafalda, morto in Argentina, con un surreale «Ciao Quino». Ma se non può sentirvi, che glielo dite a fare?
[1 ottobre 2020]

Attendibili al 100 per cento
Ecco gli azionisti di Atlantia secondo un grafico pubblicato da Repubblica nelle pagine di economia: flottante 50,67 per cento; Sintonia (Edizione) 30,25; Fondazione Cassa di risparmio di Torino 50,67; Gic Pte. Ldt. 8,9; azioni proprie 0,94; Hsbc Holdings Plc 5,01. Totale delle azioni: 146,44 per cento. Allegria! Da notare che il 50,67 del flottante occupa la metà del diagramma a torta, il 30,25 di Sintonia un quarto abbondante e il 50,67 della Fondazione Cassa di risparmio di Torino è rappresentato con una fettina larga quanto il 5,01 di Hsbc Holdings Plc. La famosa ciliegina sulla torta.
[27 settembre 2020]

Latinorum quotidiano
«Don Angelo nelle secrete stanze di Santa Marta lo rende edotto delle norme, delle traditio dei canonici romani, gli parlerà anche dei buoni uffici con il mondo cattolico italiano», scrive Nina Fabrizio sul Quotidiano Nazionale, immaginando il rapporto del cardinale Becciu con papa Francesco. Ma la giornalista inciampa nella sua stessa prosa ricercata che ignora crassamente il latino: il plurale di traditio è traditiones.
[25 settembre 2020]

I coetanei di 33 e 30 anni
Attacco di un servizio sul Corriere della Sera, a firma di Carlo Vulpio: «Due ragazzi per bene. Due ragazzi educati. Due coetanei – 33 anni Daniele e 30 Eleonora – che si volevano bene». La famosa fascia (elastica) di età.

Tutta colpa delle stelle
Nel suo consueto editoriale su Repubblica, il fondatore Eugenio Scalfari così conclude: «Questo ennesimo episodio della storia dell’umanità ci conferma che le svolte di tipo universale sono in pieno corso. Ne abbiamo qui citate alcune. La nostra stella, il Sole, sta tremolando. Il suo tremolio aumenterà giorno per giorno e millennio per millennio fino a quando uscirà di scena in un inferno stellare che fa parte dell’universo inconoscibile». Frequentando troppo il Papa, è diventato don Ferrante.
[27 settembre 2020]

Chiaro come il sole
Didascalia dal sito della Stampa: «Un gruppo di ospiti di un dormitorio vaticano in Roma accompagnati in spiaggia dal cardinale Krajewski (quinto da sinistra, con gli occhiali da sole) per conto del Papa». Degli 11 uomini che compaiono nella fotografia scattata al mare, solo uno porta gli occhiali da sole ed è quinto da sinistra. Che sia il cardinale Krajewski?
[30 agosto 2020]

Brani scelti sul caso Becciu/1
Brani scelti sul caso Becciu dal sito del Domani, a firma di Emiliano Fittipaldi, vicedirettore del nuovo quotidiano di Carlo De Benedetti: «Che riguardano anche il possibile l’ingresso nel prossimo conclave». «L’affare avrebbe non solo causato uno enorme sperpero di denaro». «In particolare su somme ingenti che sarebbero partiti dalla Segreteria di Stato». Fittipaldi è stato l’unico a parlare con il cardinale appena silurato da papa Francesco. Però sul giornale dell’indomani, trattandosi del Domani, nessuno ha potuto leggere questa intervista esclusiva. Meno male.
[25 settembre 2020]

Brani scelti sul caso Becciu/2
Brani scelti sul caso Becciu dal sito di Repubblica: «È un pò strana la cosa, in altri momenti mi ero trovato a parlare di altre cose, non di me, mi sento un pò stralunato». Bei tempi quando la redazione dell’Espresso, dai cui lombi nacque Repubblica, era in via Po, senza accento.
[25 settembre 2020]

Brani scelti sul caso Becciu/3
Brani scelti sul caso Becciu dalla Verità, a firma del direttore Maurizio Belpietro: «Oltre Tevere, pare che siano volati gli zucchetti in aggiunta alle sottane. E i volti di alcuni monsignori siano diventati paonazzi quanto il copricapo cardinalizio». Il galèro (copricapo cardinalizio) è di panno rosso. Sono gli abiti dei vescovi a essere di colore paonazzo.
[26 settembre 2020]

Brani scelti sul caso Becciu/4
Brani scelti sul caso Becciu da Repubblica: «“Mala gestione e danni da investimenti finanziari altamente onerosi”: l’accusa travolge nel 2013 il direttore generale dello Ior Paolo Cipriani (foto)». Peccato che la foto ritragga l’allora presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi.
[28 settembre 2020]

Quattro mani di seconda mano
«L’anno prossimo si comincerà a vedere l’effetto sul bilancio delle garanzie bancarie», scrivono Wanda Marra e Marco Palombi sul Fatto Quotidiano. Esiste un bilancio delle garanzie bancarie? Oppure le garanzie bancarie hanno un effetto? Parrebbe più plausibile la seconda. Ma allora perché non scrivere «l’effetto delle garanzie bancarie sul bilancio»? A quattro mani non dovrebbe essere difficile.
[25 settembre 2020]

Mi avvicino da lontano
Giovanni Bernardi sul Corriere della Sera parla della rivincita di Mattia Palazzi, che rimane primo cittadino di Mantova con il 70 per cento dei voti: «Dopo lo scandalo di tre anni fa, che aveva visto Palazzi al centro di un’inchiesta giudiziaria per presunte molestie, il sindaco del Pd si conferma alla guida della città rimanendo in sella senza che nessuno dei suoi sfidanti gli si avvicini nemmeno lontanamente». «Miei cari amici vicini e lontani», avrebbe commentato Nunzio Filogamo.
[23 settembre 2020]

Il moto farmaco
Dalla Stampa: «Il più grande centro del Piemonte per le interruzioni volontarie di gravidanza si trova a Torino. Ospedale Sant’Anna, 3 mila aborti eseguiti ogni anno, la metà di quelli praticati in tutto il Piemonte». Il reportage parla dell’antiprogestinico RU-486 utilizzato per l’interruzione volontaria della gravidanza. Il sommario a corredo del pezzo recita (testuale): «Il medico Viale: “Il farmaco è moto meglio dell’intervento chirurgico”». Aborto e ginnastica.
[17 settembre 2020]

Spala, spala
Il Fatto Quotidiano titola così un editoriale del sostituto procuratore Francesco De Falco: «Noi, magistrati spalatori rompiamo ora il silenzio». Poiché di norma si spalano la neve e il grano, ma anche il letame e la merda, forse era meglio ricorrere a un aggettivo diverso.
[25 settembre 2020]

Suo proprio
Dal Foglio: «1,5 miliardi in dollari, l’ammontare del prestito che, in occasione dell’incontro di Sochi, Putin concede a Lukashenka per consentirgli di mantenere a galla il proprio regime». A parte che la grafia corretta è Lukashenko, non sempre «suo» e «proprio» sono sinonimi. In questo caso, essendo Putin il soggetto della frase, quel «proprio» può riferirsi solo a lui. Quindi l’esatto opposto di quanto l’anonimo estensore voleva dire.
[21 settembre 2020]

Disordine degli elementi
Nella sua rubrica settimanale Facce di casta, pubblicata dal Fatto Quotidiano, Veronica Gentili riesce ancora una volta a dare prova di scarsa dimestichezza con la lingua scritta, parlando di «una misura utilizzata per sbarcare il lunario da 1 milione 304mila famiglie». L’ordine degli elementi della struttura sintattica doveva essere questo: «Una misura utilizzata da 1 milione 304 mila famiglie per sbarcare il lunario». Parlare a braccio in tv le fa male.
[24 settembre 2020]

Pollice verso
Presentando sul dorso romano del Corriere della Sera una serie televisiva sui primi cristiani, Ester Palma, volendo esibire un inesistente latino, incorre in un maccheronico errore perché ricorda il martirio di sant’Ignazio di Antiochia condannato «ad belves» nell’attuale Colosseo. Anche se in latino esiste «beluas» (ma allora avrebbe dovuto scrivere «ad beluas»), la condanna era «ad bestias», come insegna Cicerone e come gridava la folla assetata di sangue. Dunque, pollice verso! (In materia, è famosa la frase «Quos Deus non damnavit ad bestias, damnavit ad pueros», quelli che Dio non condannò a essere divorati dalle belve del circo, li condannò a occuparsi dei ragazzi. La citazione viene di solito attribuita a Tertulliano, talvolta con l’indicazione dell’opera in cui sarebbe contenuta, Martyrion, che tuttavia non risulta fra quelle scritte dall’apologeta cristiano).
[19 settembre 2020]

Via Poi
Dalla Stampa. Titolo di apertura della pagina 2: «Conte sposta l’asse del governo a sinistra. “Via i decreti sicurezza, poi lo ius soli”». Titolo di apertura della pagina 3: «“Ora via le leggi di Salvini. Poi discuteremo del resto”». Pronti? Via! Poi si vedrà.
[23 settembre 2020]

Sommario poco espressivo
Sommario dell’Espresso per l’editoriale del direttore Marco Damilano: «L’Italia torna alle urne per le regionali e il referendum. Ma con il paese tragico e violento c’è un vuoto che la politica non prova neppure a colmare». La seconda frase appare esoterica. Se «con il» paese c’è un vuoto, senza il paese che cosa ci sarà? Il pieno? Forse bastava scrivere «nel paese tragico e violento c’è un vuoto». Forse.
[20 settembre 2020]

Promosso sul campo
«Il cardinale Viganò ha indetto una novena di 54 giorni per propiziare la rielezione di Trump. Viganò pensa che il Covid è Dio che ci punisce e che sia in atto una cospirazione massonica mondiale per favorire un nuovo ordine basato su omosessualità, aborto, eutanasia. Capo della congiura, papa Francesco, l’“Anticristo dell’Apocalisse”», scrive Anteprima, citando la rubrica Il chierico vagante di Fabrizio D’Esposito sul Fatto Quotidiano. Riassunto erroneo. Monsignor Carlo Maria Viganò non è cardinale bensì arcivescovo, come correttamente riportato da D’Esposito.
[14 settembre 2020]

Cabezones
Un dipinto di strada apparso sui Navigli a Milano, in cui il premier Giuseppe Conte veste i panni di Giulio Cesare e finisce accoltellato da Matteo Salvini e Matteo Renzi, viene presentato in un titolo di Libero come «murales». Siamo alle solite: «murales» è il plurale spagnolo di «mural» e non si può usare riferito a un singolo dipinto. O si scrive «mural», in spagnolo, oppure «murale», in italiano. Sapendo l’italiano.
[21 settembre 2020]

Zingaretti guarda a Zingaretti
Immagini dal Domani. Pagina 2: Nicola Zingaretti con la mascherina. Pagina 3: Nicola Zingaretti senza mascherina (e anche, per pudore, senza nome nella didascalia), che guarda Nicola Zingaretti a pagina 2. Ricordano un famoso racconto di Gandolin (alias Luigi Arnaldo Vassallo), che 140 anni fa – quindi ieri, non domani – fondò Il Capitan Fracassa, giornale satirico-letterario: la fidanzata spediva un suo ritratto in cui teneva in mano la foto del fidanzato, lui ricambiava facendosi immortalare mentre esibiva l’immagine dell’amata, la quale a sua volta metteva in mostra la faccia del promesso sposo, il quale... E così via. Che ridere.
[23 settembre 2020]

Nunzia De Girolamo a caccia di lucciole
Dopo essersi cimentata nel ballo in tv, Nunzia De Girolamo si esibisce nella narrativa sulla Stampa. L’ex ministro delle Politiche agricole scrive: «Caro direttore, era un’estate calda, passata tra le campagne sannite e la città capoluogo a rincorrere le lucciole all’imbrunire». Né lei né il direttore né chi ha messo in pagina l’articolo si sono accorti che le lucciole sono visibili soltanto quando l’imbrunire si è concluso, cioè con il buio. Che in redazione dev’essere pesto. In particolare, De Girolamo da ministro non ha frequentato con profitto i campi.
[19 settembre 2020]

Ricette liguri rivisitate
Daniela Ranieri sul Fatto Quotidiano c’informa che «su La7 l’inviato di Mentana e il ri-presidente Toti trangugiano in piedi dei panzotti su un terrazzo». I pansotti e la salsa di noci si rivoltano nel piatto.
[23 settembre 2020]

Scusate se parlo di me
La Stampa dedica un editoriale al sacrificio di don Roberto Malgesini, brutalmente ucciso a Como da un immigrato tunisino irregolare. Ecco alcuni passaggi: «Ieri l’elemosiniere pontificio ha portato in regalo un rosario inviato appositamente da Papa Francesco». «Una coroncina del tutto particolare, di perla, l’elemosiniere don Konrad l’ha consegnata personalmente e in forma privata, trasferendosi a Regoledo di Cosio, alla mamma e al papà di don Roberto». «Don Konrad ha baciato le mani della mamma a nome del Papa». «L’elemosiniere ha portato il saluto e l’abbraccio fraterno del Santo Padre». «Se non si presenterà nessuno, andrà l’elemosiniere». Il «don Konrad» in questione è il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa. L’articolo era firmato da Konrad Krajewski. O si trattava di un omonimo oppure dell’elemosiniere che parlava di sé in terza persona come Giulio Cesare.
[20 settembre 2020]

Sostantivo, aggettivo, verbo: tre errori in uno
«È di questi giorni la notizia che l’Antitrust ha comminato a Poste italiane una megamulta salatissima», scrive Luciano Quarta sulla Verità. Primo: se è salatissima, è di sicuro mega. Secondo: le sanzioni si irrogano. Sono i codici che le comminano per i trasgressori.
[21 settembre 2020]

È arrivato Elkann Molinari
Pare che La Repubblica, secondo quanto scrive Gianluca Roselli sul Fatto Quotidiano, sia «in calo di copie da quando è arrivato il nuovo padrone, la Fca di John Elkann, e il nuovo direttore Maurizio Molinari». Dal verbo al singolare si deve dedurre che Elkann e Molinari sono quasi come la Santissima Trinità: due persone e una sola sostanza.
[4 settembre 2020]

La Vecchia Signoa
Il supplemento Beauty del Corriere della Sera dedica un servizio ai (quasi) 110 anni della Nivea. Il titolo recita: «La signoa delle creme punta sulla trasparenza». O la ricavano dalla quinoa oppure alla signora manca una «r».
[23 settembre 2020]

Problema risolto
Dalla Libertà: «Aumentano i contagiati ma con i test raddoppiati». Beh, ma allora che cosa si aspetta a dimezzare o ad azzerare i tamponi? Salvo intese.
[9 settembre 2020]

Links puri
Don Fortunato Di Noto in un’intervista a Libero rivela che la sua associazione Meter Onlus «ha denunciato a diverse polizie nel mondo, anche quella italiana, dal 2003 al 2019 l’attivazione di 174.731 links puri di pedopornografia». Chissà quelli depravati.
[4 settembre 2020]

Natale ebraico
Il Fatto Quotidiano, nelle pagine degli esteri, scrive: «Da venerdì – che inaugura in Israele il periodo natalizio con la festa di Rosh Hashana – inizieranno tre settimane di lockdown». Errore marchiano, ripetuto anche nel titolo: «Il Covid dilaga, gli ultraortodossi non intendono rinunciare al loro stile di vita e alle cerimonie del Natale». Quando mai si sono visti ebrei che festeggiano la nascita di Gesù Cristo? Infatti per loro Rosh Hashana è il capodanno religioso, non certo il Natale. A questo in genere viene accostata, anche per la vicinanza nel calendario, la festa di Hanukkah, ricorrenza religiosa che commemora la riconsacrazione del tempio di Gerusalemme da parte di Giuda Maccabeo, dopo la profanazione a opera del re siriano Antioco IV (164 a.C.). La festa si celebra in dicembre e dura otto giorni, durante i quali vengono accese progressivamente le luci di una lampada.
[16 settembre 2020]

Bollettino meteorologico
Titoli dalla sezione culturale della Stampa. Pagina 23: «Bufera sul Festival della Bellezza». Pagina 25: «È bufera sulla rivoluzione agli Oscar». Previsioni per domani: uragani sparsi.
[10 settembre 2020]

Stretta sinistra
Il Tempo pubblica in prima pagina una delle deliziose fotovignette di Oshø. Vi si vede Donald Trump che dice a Francesco: «Vedi de ’n fa troppo ’o splendido coi cinesi». Risposta del Papa: «Perché sennò che fai? Famme capì» («perchè», con l’accento sbagliato, nell’originale). Peccato che l’immagine sia stata capovolta orizzontalmente da Oshø per consentire a Trump di parlare per primo. Infatti i due si stringono la mano sinistra. Un evento lunare.
[21 settembre 2020]

Covid da Bonafede
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: «Quei detenuti non sono stati scarcerati e spediti ai domiciliari a causa (o con la scusa) del Covid da Bonafede». Svelata l’eziologia del virus: l’untore è il ministro della Giustizia.
[4 settembre 2020]

Bibitaro per sempre
Libero parla di Luigi Di Maio alla fiera Cibus di Parma, «dove il ministro degli Interni è apparso interessatissimo al settore bevande da asporto». Avendo fatto il bibitaro allo stadio San Paolo di Napoli, non c’è da meravigliarsi. Ma non bastava averlo come ministro degli Esteri?
[10 settembre 2020]

Morti gravi
Silvana De Mari sulla Verità: «La sessualità è magnifica ma anche terribile, non è un giocattolo: può spezzare le anime, uccidere i corpi, può fare morti e feriti e sono morti e feriti gravi». I morti gravi sono quelli che non risuscitano?
[7 settembre 2020]

Non è l’ora che Pia
A un secolo e mezzo dalla Breccia di Porta Pia (20 settembre 1870), tutta la stampa italiana ha ricordato l’anniversario, compreso Avvenire. Il quotidiano dei vescovi gli ha dedicato due pagine, nelle quali Carlo Cardia cita un’intervista a Giovanni Maria Vian ma sbaglia il nome dell’ex direttore dell’Osservatore Romano, che assimila al proprio e trasforma in Gian Carlo. Sempre meglio del giornale vaticano ora diretto da Andrea Monda, che ha ignorato completamente l’anniversario. È l’ora che Pia, però mica tanto.
[20 settembre 2020]

Altri mondi
Wanda Marra sul Fatto Quotidiano: «Per chi ci vede lo zampino di Confindustria, il progetto sarebbe più ampio, per una modifica totale del quadro: puntare da una parte su Bonaccini, dall’altra su Luca Zaia, governatore del Veneto, ben più moderato e convincente per alcuni mondi di Salvini». In quanti e quali mondi vivrà Salvini?
[15 settembre 2020]

Occhi posteriori
Attacco di un servizio di cronaca sull’Arena, firmato da Fabiana Marcolini: «Il portellone della nave che si chiude alle spalle resta impresso nei suoi occhi, come l’ultima immagine prima di una tragedia». Quindi ha gli occhi sulla nuca?
[15 settembre 2020]

Il Domani ignora l’ieri
Sul primo numero di Domani, in un articolo che voleva anticipare la prossima enciclica di papa Francesco, Alberto Melloni sbaglia la data dell’Humanae vitae di Paolo VI, che è del 1968 e non del 1969. Invece Marcello Veneziani su Panorama colloca l’assalto alla salma di Pio IX nel 1878, mentre avvenne nel 1881. Uno storico e un giornalista molto datati.
[15 settembre 2020]

Grandi novità: il Papa non è pazzo
Titolo di apertura in prima pagina sulla Verità: «Ci è cascato anche il Papa. Non è pazzo, è clandestino». Meno male. Così chi ha dato del pazzo a Francesco non andrà all’inferno.
[17 settembre 2020]

Ci siamo persi qualcosa?
Conclusione della rubrica Il taccuino, a firma di Marcello Sorgi, sulla Stampa: «Ma l’affollamento nel campo sportivo di Paliano, il paese vicino a Colleferro dove Willy viveva con la sua famiglia, specie quello del governo, in mancanza di provvedimenti o iniziative concrete, si presti al rischio di far pensare che anche la morte del ragazzo sarà presto dimenticata, dopo essere entrata nel tritatutto della campagna elettorale». Io era tra color che son sospesi.
[13 settembre 2020]

Due passi nel delirio
Titoli dalla prima pagina del Giornale: «Caso Willy, delirio della Ferragni: è colpa della cultura fascista». «Delirio politicamente corretto. Vietato fare un film da Oscar senza neri, gay, lesbiche e disabili». Due passi nel delirio (nel film erano tre).
[10 settembre 2020]

L’avvenire della grammatica
Titolo a tutta pagina su Avvenire: «Studenti fuori sede, casa cercasi». Cercansi assistenti di redazione per la grammatica.
[11 settembre 2020]

Battute fulminanti
Maddalena Guiotto racconta sulla Verità l’uscita di Silvio Berlusconi dall’ospedale San Raffaele dopo un ricovero di 11 giorni per Covid-19: «Si è concesso alla stampa dichiarando che “è stata la prova più pericolosa della mia vita”, aggiungendo l’immancabile battuta: “anche stavolta l’ho scampata bella”». Che battuta sarebbe? Scampare significa «uscire salvo, illeso, da un male, un grave pericolo» (Zingarelli 2021). È scampato alla morte, non a un’olgettina.
[15 settembre 2020]

Abbandonando chi?
Didascalia dal Corriere della Sera: «I due poeti “maledetti” francesi Paul Verlaine (1844-96), a sinistra, e Arthur Rimbaud (1854-1891) si incontrano a Parigi nel 1871: Verlaine è sposato, ma il legame tra i due diventa così forte, nelle effusioni come nelle liti, che non esiterà a seguire l’amico nei suoi viaggi, abbandonandola». Parigi? La moglie? L’eterosessualità? Va’ a saperlo.
[13 settembre 2020]

Quel mitra va come un missile
Titolo da Libero: «La storia dei due sommergibili che cambiarono tre bandiere. Sui mezzi della marina lo scudo sabaudo, la svastica e poi il Sol Levante. Il 22 agosto del 1945 un loro missile abbatté l’ultimo aereo americano». Il testo sottostante chiarisce: «L’equipaggio italiano del Cappellini (o del Torelli, secondo altre fonti) con la mitragliera Breda da 13,2 mm, tirò giù un bombardiere Usa B-25 “Mitchell”». Le mitragliate sono diventate missilate.
[22 agosto 2020]

Caparra mobiliere incluso
Titolo dalla Verità: «Litigio per la caparra col mobiliere. I rom gli sequestrano i bambini». È stata introdotta una nuova forma di caparra che include i mobilieri? No? Allora bastava scrivere «Litigio col mobiliere per la caparra».
[16 settembre 2020]

Il Domani dell’altro ieri
Il Domani pare un giornale di ieri, anzi dell’altro ieri. Nel mondo dell’auto, il periodo di osservazione per un nuovo assicurato è di 10 mesi. Per il nuovo quotidiano di Carlo De Benedetti basta un giorno. Risulta l’unico venduto online con tariffa da stallo Easy park: la prima classe di abbonamento è «24 ore: 1 euro». Quindi mi limiterò a sostare sul Domani dell’altro ieri, ché il numero successivo al primo mi è sembrato pure peggio.
Nonostante il prezzo d’attacco, e senza voler essere menagrami, è difficile che il Domani possa avere un domani in edicola. A meno che l’ex editore di Repubblica non ci pompi dentro tutti i quattrini che ha messo da parte, pur di evitare una figura barbina a fine carriera. Conoscendolo, l’evento è da considerarsi probabile quanto la glaciazione della Death Valley.
Il Domani dell’altro ieri si qualificava per il titolo in apertura di pagina 2: «Mascherine e precari. La scuola riapre tra nuove regole e vecchi problemi». Avrebbe potuto vergarlo Giovanni Spadolini quand’era direttore del Corriere della Sera, perciò fra il 1968 e il 1972. L’altro ieri, appunto, non domani. È l’archetipo del titolo che non dice nulla, citatomi una sera a cena da Paolo Mieli: «L’agricoltura fra ieri, oggi e domani». Fa il paio con una frase che figura nell’armamentario di qualsiasi politico bollito, suggeritami da Paolo Pillitteri: «Molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare». E stiamo parlando del titolo portante, che riguardava l’unico argomento di giornata presente in prima pagina. Figurarsi il resto.
Non che la vetrina del Domani si differenziasse molto da pagina 2. Il direttore, l’esordiente Stefano Feltri, ha dato al suo editoriale il seguente titolo: «L’inizio. Un giornale nuovo per un futuro tutto da scrivere». Di solito si parla di inizio della fine, anche qui senza voler essere iettatori. Che poi il futuro sia tutto da scrivere è un’intuizione davvero copernicana. La seconda riga del titolo non aveva senso compiuto, andava a capo dopo la preposizione «per». Comodo, ma orrendo. Non lo fa nessuno che si rispetti, nei giornali. Qualcuno che cominciasse ci voleva.
Il secondo (e ultimo) titolo della prima pagina recava un occhiello in linea con il «giornale nuovo» del direttore – «Di nuovo in classe» – ed era anche questo deliziosamente spadoliniano: «“Ripartiamo senza dimenticare”. Il virus non ha fermato la scuola». Il sommario precisava che a parlare fra virgolette era «il dirigente di un istituto di Bergamo». Firmava il servizio Francesco Fadigati, da Calcinate, ma solo dalla lettura del pezzo potevi arguire che si trattava del predetto dirigente. L’attacco era folgorante, quasi buzzatiano: «Ieri mattina davanti all’atrio della scuola c’era un arco di palloncini colorati». Degno di nota, sempre nel primo capoverso, anche il fatto che le maestre fossero «stanche» ma «sorridenti». Mia moglie, maestra per 40 anni, mi ha giustamente ricordato che pure lei tornava «stanca ma felice» dalle gite domenicali con i genitori e lo scriveva nel tema del lunedì, non sul Domani. In seconda elementare, però.
Escludendo due colonnine di brevi e cinque lettere (svelti, i lettori di Domani), l’avveniristico quotidiano presentava in tutto altri 17 titoli, anche qui senza voler essere uccelli del malaugurio. Tutta roba forte, comunque: «Mancano insegnanti di sostegno, il Covid rallenta la didattica»; «Le temperature record innescano gli incendi che bruciano l’America»; «La nuova enciclica di Francesco nata dal dialogo con l’islam e dal Covid»; «Con destra e sinistra non capiamo i 5 Stelle e neppure i nuovi verdi».
Osservazione tecnica: il Domani misura 41,5 centimetri in altezza e 30 in larghezza. Quindi fanno 1.245 centimetri quadrati a pagina. Le firme sotto i titoli galleggiano in uno spazio bianco alto 3 centimetri. Nel primo numero, quelle di Giorgio Meletti, Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian (articolo a quattro mani), Igiaba Scego, Alberto Melloni, Arianna Farinelli, Gianrico Carofiglio, Jonathan Bazzi e Daniele Mencarelli erano distese su 6 colonne, cioè a tutta pagina. Pertanto ciascuna firma occupava 90 centimetri quadrati. In totale sono stati sprecati 720 centimetri quadrati per 8 firme. Aggiungendo le altre, si arrivava a un’area pari a poco meno di una pagina.
All’esordio il Domani di pagine ne aveva 20 (già calate a 16 il secondo giorno). Tolte le 5 e mezza di pubblicità, ne restavano da leggere 14 e mezza. Tolte le firme, 13 e mezza. Tutti autori di peso, per carità, e ora anche di superficie. Ma De Benedetti non faceva prima a spedirci un fax?
[17 settembre 2020]

La casta dell’errore
Il Fatto Quotidiano si è nuovamente dimenticato di correggere Facce di casta, la rubrica settimanale di Veronica Gentili. Le conseguenze sull’ultima puntata sono le seguenti. 1) «Ha visto aprirsi una discussione che si è s polarizzata», e qui siamo al refuso, perdonabile. 2) «Il garbo di Crosetto e la sua capacità di dialogare costruttivamente con chi la pensa in maniera diversa, ci ricordano come la divergenza di opinioni possa davvero essere un valore aggiunto», con un’imperdonabile virgola posta a separare i soggetti dal verbo. 3) «Viene spontaneo chiedersi quanto l’attitudine riduzionista (che il termine “negazionista” suscita troppe polemiche) del presidente abbia portato buona parte della collettività a sottovalutare la questione», un errore da matita blu, giacché quella congiunzione andava scritta con l’accetto acuto, «ché», non essendo pronome bensì aferesi di «perché».
[14 settembre 2020]

L’uomo è una bestia
Titolo dalla Stampa: «Il genocidio degli animali. Così l’uomo ha eliminato gorilla, pesci e pappagalli». Poiché genocidio significa «distruzione metodica di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso» (Zingarelli 2021), prendiamo atto che per il laicissimo quotidiano sabaudo gli animali sono equiparati agli essere umani e coltivano i valori dello spirito.
[11 settembre 2020]

Tabulati rasi
In un servizio sulla cena romana tra i vertici della Lega, presente Matteo Salvini, e uno dei commercialisti arrestati a Milano, Davide Milosa ipotizza sul Fatto Quotidiano che il dialogo compromettente sia stato intercettato con un trojan (virus annidato in un programma di un cellulare) e scrive: «La cena, stando alle indagini, si svolge tra il 24 e il 26 maggio». E più avanti aggiunge: «Il racconto della cena emerge, a quanto risulta al Fatto, dalle intercettazioni e dall’analisi dei tabulati». Com’è possibile che dalle intercettazioni e dall’analisi dei tabulati non emerga anche uno straccio di data per capire se la cena si svolse il 24, il 25 o il 26 maggio?
[12 settembre 2020]

Ultime notizie
«Se appartenete alla tradizione religiosa giudaico-cristiana, è il nome di Bene e Male, Inferno e Paradiso. I Novissimi», scrive sul Foglio il vicedirettore ciellino Maurizio Crippa, sfoggiando i suoi ricordi teologici. Ma ricorda male perché le quattro realtà «ultime» – questo è il significato di «novissimi» – sono Morte, Giudizio, Inferno e Paradiso.
[12 settembre 2020]

Obbligo di maiuscola
«Prototipo di un cabinet de curiosités, la sua raccolta spaziava dai marmi barocchi del Bernini ai dipinti di Hayez e Ligabue, dai mobili del Settecento alla sua Jaguar E-Type che ancora oggi luccica all’ingresso del percorso come emblema di una wunderkammer frequentata dagli amici di una vita». Chiara Gatti ricorda sulla Repubblica il raffinato editore Franco Maria Ricci, ma scrive il sostantivo tedesco con la minuscola, mentre è obbligatoria la maiuscola (e anche Anteprima sbaglia un accento riproducendo erroneamente «curiositès»).
[11 settembre 2020]

Accenti speciali
Massimo Gramellini sul Corriere della Sera scrive dell’esame di lingua italiana a cui «sta per sottoporsi» un calciatore uruguaiano, «il grande Luis Suarez» (più avanti ne ripete, identico, il cognome). In realtà avrebbe dovuto scrivere Suárez. Il sapido corsivista viene esonerato dall’esame di lingua spagnola, con la seguente attenuante generica: il 99,99 per cento dei giornalisti italiani manco sa che esista una «á» (così come la «í» del País) e il restante 0,01 non saprebbe come digitarla (Alt + 0225 sul tastierino alfanumerico del computer, Alt + 0237 per ottenere la «í»).
[12 settembre 2020]

Aridaje!
Sempre a proposito di accenti. Titolo a tutta pagina dal Fatto Quotidiano, abbonato a questo genere di svarioni: «Covid meno letale: Galli e Zangrillo litigano sul perchè». Eppure la «é» con l’accento acuto sta sullo stesso tasto della «è» con l’accento grave. Aggravante specifica: il quotidiano si pubblica in Italia, non in Uruguay.
[12 settembre 2020]

Al di là dell’aldiquà
Sulla Verità, in un dialogo a tratti surreale con Stefano Andreotti («Non gli interessava il potere in quanto tale», dice il figlio del Divo Giulio), Maurizio Caverzan scrive «aldilà della qualità dei singoli esponenti». Va bene che l’argomento era Belzebù, ma non bisogna confondere l’aldilà, sostantivo, con la locuzione prepositiva «al di là» (senza contare che il diavolo opera anche nell’aldiquà, non solo nell’aldilà).
[12 settembre 2020]

Funamboli
Titolo d’apertura sulla prima pagina di Avvenire: «Il lavoro agile cerca un nuovo equilibrio». Tutti assunti al circo Togni.
[11 settembre 2020]

L’amante in ritardo
Sull’ultimo numero di Tuttolibri della Stampa, il romanzo L’amante di Lady Chatterley viene così presentato: «L’opera, scritta in Toscana tra il 1925 e il 1928, fu messa al bando in tutta Europa per oscenità e pubblicata solo nel 1960». Errore pacchiano. L’amante di Lady Chatterley, pubblicato per la prima volta nel 1928 in lingua originale, apparve in italiano nel 1945, quindi 15 anni prima rispetto a quanto asserito da Tuttolibri. Recava l’introduzione di Aldous Huxley. L’editore era Donatello De Luigi di Roma, il traduttore Manlio Lo Vecchio Musti.
[5 settembre 2020]

Stecche nel coro
Mario Giordano su Rete 4 parla della malattia di Silvio Berlusconi e della crudele dichiarazione («È stato un grande imbroglione») rilasciata da Carlo De Benedetti quando il Cavaliere è finito in ospedale. Giordano spiega che a Berlusconi «è arrivato l’affetto, i saluti di tantissime persone, l’applauso del Parlamento, tantissimi avversari politici che gli han dato riconoscimenti, però, ecco, nel coro c’è la nota stonata». Titolo della trasmissione di Giordano: Fuori dal coro. Di che si scandalizza?
[8 settembre 2020]

Colpo d’aria
Da Libero: «Turista muore in escursione subacquea. La donna sembrava a corto di ossigeno e gli amici le hanno passato i loro erogatori ma la situazione non si è normalizzata». Era il minimo che le potesse accadere, considerato che la Royal Navy considera pericoloso respirare ossigeno puro quando viene superata una profondità di 7,6 metri. Infatti i sub normali (absit iniuria verbis) utilizzano bombole di aria compressa respirabile, non di ossigeno.
[20 agosto 2020]

Ti adesco adescandoti
Fabio Amendolara sulla Verità: «Ma non è l’unico marocchino che ieri si è ritrovato un’accusa per reati sessuali. A Crema un trentenne residente a Castellone, paesone di 10.000 abitanti alle porte di Cremona, con regolare permesso di soggiorno, è indagato per aver cercato di adescare una minorenne (12 anni), cercando di adescarla in pieno centro». A parte che il Comune è Castelleone, cercare di adescare cercando di adescare dev’essere una nuova fattispecie di reato.
[10 settembre 2020]

Api troppo operose
Flash dell’Agi (Agenzia Italia): «Quattro milioni di api morte tra Brescia e Cremona, sul fenomeno indaga la Forestale». La notizia specifica che «la provincia di Brescia conta circa 119 imprese, per un totale di circa 30.000 alveari, custoditi da oltre 1.000 appassionati, che producono oltre 300.000 tonnellate di miele, propoli, cera e derivati». Tenuto conto che da un alveare si ricavano dai 20 ai 40 chili di miele all’anno, nella migliore delle ipotesi il raccolto sarebbe stato di 1,2 milioni di chili, pari a 1.200 tonnellate. Cioè 250 volte meno del quantitativo riferito dall’Agi.
[12 agosto 2020]

A Silvio
Titolo d’apertura del Giornale: «Silvio risorge». Bisunto del Signore.
[9 settembre 2020]

Così è (se vi pare)
Titoli da un’unica edizione di Avvenire: «“La Ru486, una conquista? Così si ignora il concepito”». «Maduro offre la grazia a 110 oppositori. Vuole così “favorire la riconciliazione”». «Così la Rete ha aiutato a condividere le buone prassi e a vincere le paure». «“Così custodiremo il dono di Bose”». E così sia.
[2 settembre 2020]

Spogliato in corsa
Titolo dalla Libertà: «Podista a Borgotrebbia derubato degli abiti mentre corre». Il famoso furto con destrezza.
[27 agosto 2020]

Ricami giornalistici
Il Corriere di Verona dedica un servizio ai vigili del fuoco che si sono prodigati nei soccorsi dopo l’uragano che ha colpito la città veneta. Il sommario recita: «“Nostri centrini impazziti”». Non ci sono più le nonne di una volta.
[30 agosto 2020]

Superficialità
A Non è un paese per giovani, su Radio 2, il conduttore Massimo Cervelli fa la cronistoria, a partire dall’inizio della pandemia, dell’infezione da Covid-19 che ha colpito Silvio Berlusconi: «Nella fase 1 si rifugia in Francia nella villa con un parco che è l’equivalente della Val d’Aosta». La residenza in questione si trova a Valbonne. Superficie dell’intero Comune provenzale: 19 chilometri quadrati. Superficie della Val d’Aosta: 3.261, cioè oltre 170 volte il territorio di Valbonne. Non è un paese per geografi. (Se invece Cervelli voleva far ridere, non c’è riuscito: non si scherza sulle disgrazie altrui).
[4 settembre 2020]

Gli anni non portano consiglio
Sempre sulla malattia di Berlusconi, su Repubblica articolo intitolato «Il fedelissimo Zangrillo e il corpo del capo conteso nella disfida dei luminari», firmato da Francesco Merlo: «Zangrillo è il dottore che gli ha curato il tumore alla prostata, la calvizie, il mal di cuore, la pancia a pera. È il medico compiacente che firmava i certificati per fargli saltare le udienze dei processi. È il pratico professorone che lo guarì con il Bimixin, vecchio farmaco di tradizione, in un famoso Consiglio d’Europa dove, con strizzatine d’occhio e moine d’intesa, Berlusconi accennava ai propri disordini intestinali chiamandoli “notizie dall’interno”». Merlo ricicla una storia già raccontata («La cacarella di Berlusconi», Sette, 28 marzo 2002) e ripete lo stesso errore di 18 anni fa, confondendo il Consiglio d’Europa con il Consiglio europeo che si tenne a Barcellona, nel corso del quale Romano Prodi, secondo il giornalista, mandò a Berlusconi una pillola di Bimixin «per liberare l’intestino» (in realtà l’antibatterico di norma frena la diarrea e non di rado provoca la stipsi). Il Consiglio d’Europa è l’organismo internazionale consultivo, con sede a Strasburgo, istituito con il Trattato di Londra del 1949, cui appartengono quasi tutti i Paesi europei. Il Consiglio europeo è l’istituzione dell’Ue formata dai capi di Stato o di governo dei Paesi membri e dal presidente della Commissione europea, che si riunisce almeno due volte ogni semestre nel territorio della nazione di provenienza del presidente di turno.
[5 settembre 2020]

Una malattia rispettabile
Non se la cava meglio la figlia del Cavaliere, Marina Berlusconi, che dichiara all’Ansa: «Credo che la malattia di mio padre, come quella di qualunque altro essere umano, meriterebbe ben maggiore rispetto». Se la malattia merita rispetto, il malato che cosa meriterà?
[5 settembre 2020]

Il branco e l’amico
Titolo dalla prima pagina di Repubblica: «Willy, massacrato dal branco per difendere l’amico». Vabbè che esiste la constructio ad sensum, però si potrebbe anche intendere che il branco lo ha massacrato per difendere un amico del branco medesimo. Bastava scrivere «massacrato dal branco perché difendeva un amico». (Dettaglio tecnico: la seconda riga del titolo è più corta della prima, quindi «ci stava», per usare il gergo redazionale).
[7 settembre 2020]

Ma va’ là!
Titolo d’apertura dalla prima del Fatto Quotidiano: «Conte sulle regionali. “Comunque vadano il governo va avanti”». La voce del verbo andare gridata a tutta pagina.
[6 settembre 2020]

Mi sento bene solo con i morti
Sempre dalla prima del Fatto Quotidiano: «Angela Finocchiaro. “Mi sento bene solo sul set, con Verdone, Sordi e Mastroianni”». Con Verdone capiamo, ma con gli altri due sembra più difficile.
[6 settembre 2020]

Chiacchiere letali
«Il chiacchiericcio è una peste più brutta del covid», titola diligentemente in prima pagina L’Osservatore Romano, riportando un’affermazione di papa Francesco. Chissà se i familiari degli oltre 880.000 morti per la pandemia in tutto il mondo sono d’accordo. E in apertura di pagina 2: «Virus: l’Europa occidentale teme la seconda ondata». Ma sicuramente deve trattarsi di una chiacchiera.
[7 settembre 2020]

Al bando
La Verità riprende con questo titolo una notizia dal Giorno: «Centauro italiano va troppo veloce. La Svizzera lo bandisce dal Paese». Accidenti, che severità! Poi vai a leggere il testo e scopri che «gli è stato intimato il divieto di condurre veicoli in Svizzera». Ah beh, allora può tornarci in treno o a piedi.
[22 agosto 2020]

Quartetto Cetra
Titolo dalla prima pagina di Avvenire: «L’anima e la cetra/22. Ecco la civiltà della cicogna (Gratitudine)». Vietato l’accesso ai non addetti ai lavori.
[30 agosto 2020]

Robe da matti
Sommario dall’Espresso: «In questa fase drammatica è urgente proibire pistole e fucili a chi ha problemi psichici». Passata l’emergenza, glieli restituiamo.
[30 agosto 2020]

Kampanistan
In un servizio intitolato «Il dittatore del Kampanistan», L’Espresso prende in giro il governatore della Campania. Il sommario recita: «Così De Luca, anzi “De Lucašenko”, si appresta a stravincere la Regione». La grafia «Lucašenko» è ripetuta due volte nel testo. Peccato che il presidente/dittatore della Bielorussia si chiami in realtà Alexander Lukashenko, come si evince dal suo portale ufficiale (president.gov.by/en/president_en).
[30 agosto 2020]

No è modo di scrivere
Titolo dalla Stampa: «Il giallo dell’eroe di Hotel Rwanda. “Un terrorista”, “No è stato rapito”». Tu no è bravo titolista, buana.
[2 settembre 2020]

Aspiranti esterofili
Altro titolo dalla Stampa: «Il governo contestato e lo spettro della debacle». Se usate il francese, usatelo bene. Si scrive débâcle. A Torino dovreste conoscerlo.
[2 settembre 2020]

Circuito di Le Mans
Martina Barbero sul sito Corriere.it: «L’artista americana Jacquelyn C. Black ha deciso di raccogliere informazioni sugli ultimi pasti richiesti da 23 “dead mans walking” – i morti che camminano, come vengono definiti i condannati alla pena capitate (sic) negli Stati Uniti – per riprodurli e immortalarli». In inglese il plurale di «man» è «men», non «mans».
[18 agosto 2020]

Analfabeti senza infingimenti
A proposito della ripresa delle lezioni nelle scuole, Ettore Martinelli scrive nella sua rubrica Senza infingimenti sulla Verità: «Ovunque fioccano richieste di esonero dal servizio motivate da patologie precedentemente sottaciute. Dal diabete, all’asma, all’allergia, sino ad arrivare ai cicli di chemioterapia». Se la chemioterapia è una patologia, il tumore che cosa sarà? La cura?
[29 agosto 2020]

Apostrofi
Luigi Bisignani sul Tempo: «Caro direttore, anche Roberto D’Agostino, in arte Dago, genio e spregiudicatezza, cerca padrone. Il suo canto libero, attraverso il sito Dagospia, forse troverà approdo in Ealixir, società specializzata nella tutela del diritto all’oblio e rimozione di contenuti indesiderati dal web. Quasi un’ossimoro per il “disgraziato sito” che dalle sue pagine non ha mai mancato di anticipare pruriginose news». Resta un ossimoro anche senza l’apostrofo.
[23 agosto 2020]

Eva Kant in Vaticano
A corredo di un articolo su “Libere di... vivere”, mostra itinerante contro la violenza economica sulle donne, L’Osservatore Romano pubblica un’immagine di Eva Kant, personaggio dei fumetti creato nel 1962 dalle sorelle Angela e Luciana Giussani. Eva Kant è una criminale condannata all’ergastolo, «bionda, bellissima, occhi verdi, compagna del Re del Terrore, una donna pericolosa, con trascorsi di avventuriera e spia industriale, dalla sensualità raffinata e misteriosa», così viene descritta nel sito ufficiale delle defunte autrici. Va aggiornata l’omelia pronunciata da Paolo VI nel 1972: «Da qualche fessura è entrato il fumo di Diabolik nel tempio di Dio».
[2 settembre 2020]

Plurale singolare
Richiami in prima pagina sul Giorno, sotto la testatina “Dalle città”, al plurale. Primo richiamo: «Milano». Secondo richiamo: «Milano». Terzo richiamo: «Milano». Milano una e trina.
[2 settembre 2020]

I cani di Verdi
Titolo da Libero: «L’amore per i cani di Verdi». Qualcuno voleva bene ai cani del compositore di Busseto? No, semplicemente il grande maestro «amava, ricambiato, proprio i cani: dalla piccola “Lulù”, per la quale fece erigere un monumento nel parco di Villa Sant’Agata, con la scritta “A un vero amico”, fino al “cagnaccio” Black». Ma titolare «L’amore di Verdi per i cani» costava troppa fatica.
[21 agosto 2020]

Meglio un uragano
Titolo da Televideo della Rai: «Tempesta Laura si smorza in uragano». Meno male.
[25 agosto 2020]

In genocio da te
Titoli dal Fatto Quotidiano. Pagina 1: «L’arte è politica, lo dice Bansky con la sua nave». Veramente si chiama Banksy. Pagina 14: «Genocio Ruanda: l’Eichmann africano vive tra i francesi». Al posto di genocidio. Vabbè che è il quotidiano portabandiera dell’«uno vale uno» grillino, ma una parola non vale l’altra.
[31 agosto 2020]

Striscia la notizia
In un articolo sul Corriere della Sera, dedicato a Daniela Santanchè e alle regole contro il coronavirus che non sarebbero state rispettate al Twiga di Forte dei Marmi, Tommaso Labate registra la sdegnata reazione della senatrice e aggiunge: «La Pitonessa ostenta un morso che s’è fatto ancora più velenoso del solito». Metafora del tutto inappropriata dal punto di vista erpetologico: i pitoni non sono velenosi.
[28 agosto 2020]

Il difetto è nel manico
A proposito dell’immigrazione islamica a Malmö, terza città della Svezia, Silvana De Mari scrive sulla Verità: «Anche le donne è meglio non circolino da sole, l’alto consumo di tossicodipendenze non aiuta e le gang terrorizzano i quartieri». Incredibile, prima si fumava hashish, si sniffava cocaina, ci s’iniettava eroina: ora i drogati si fanno direttamente di tossicomania. Conclusione dell’articolo: «Nella Corsica del Nord, a Macinaggio, esiste ancora la torre dei De Mari, per avvistare i saraceni e accorrere alle armi. Erano tempi barbari in cui si costruivano muri, le solide mura delle torri, e non ponti. Dice la leggenda di famiglia che la mia antenata Barbara De Mari da quella torre i saraceni li combattesse con l’ascia». Doveva avere un manico bello lungo.
[26 agosto 2020]

Abuso di ovvio
Da un’intervista rilasciata da Luigi Di Maio a Luca De Carolis del Fatto Quotidiano: «Le sindache hanno fatto il massimo che potessero fare»; «Le ricadute dei risultati elettorali ricadono sulle leadership nazionali»; «Rousseau evolverà in base all’evoluzione del Movimento». Della serie: il ministro degli Esteri si chiama così perché si occupa degli affari esteri.
[23 agosto 2020]

Supercalifragilistichespiralidoso
In un servizio sulla Stampa, dedicato alla ricetta francese per salvare i quotidiani, Leonardo Martinelli riferisce: «Come indicato da Jean-Marie Charon, sociologo specialista dei media, “il coronavirus non ha fatto altro che aggravare la situazione. Ma la stampa era già fragilizzata dai colossi di Internet, da un’immagine di gratuità che si è imposta ai giovani e dalla riduzione delle risorse pubblicitarie». Fragilizzata? Come la lingua in Italia, allora, dove il corrispettivo del verbo francese «fragiliser» (rendere fragile, indebolire) non è certo un inesistente «fragilizzare».
[29 agosto 2020]

Refrigerio
Titolo da Libero: «Frana sul Cervino, salvati in elicottero trenta scalatori». Testo: «Sarebbero dovuti scendere a valle dopo una scalata da brividi che li ha portati a raggiungere oltre i 3.830 metri sul monte Cervino, nel versante italiano, fino a refrigerarsi al rifugio Carrel». Forse volevano finire in una cella mortuaria frigorifera.
[22 agosto 2020]

Camminare sulle acque
Titolo da Avvenire: «Il grido dell’Onu: fate sbarcare i 400 in mare». Non sarebbe meglio farli sbarcare sulla terra?
[30 agosto 2020]

Il signore sì se ne intende
«Non è certo la quantità dei parlamentari che fa la rappresentatività». Questo il titolo dato dal Foglio a un intervento di Giorgio Tonini, esponente del Pd nel Consiglio della Provincia autonoma di Trento. Verso la fine, Tonini scrive: «Ancora oggi, nel parlamento britannico, è la Corona, cioè il governo, a disporre del monopolio della proposta in materia di spesa». Bisognerà aggiornare lo Zingarelli 2021, che al secondo significato del lemma corona registra: «La Corona, la persona del sovrano o l’istituzione monarchica». Nel frattempo va modificato anche il titolo del Foglio: «Non è certo la qualità dei parlamentari che fa la rappresentatività». Almeno a Trento.
[14 agosto 2020]

Nonni e padri
In una corrispondenza da New York, Sara Di Ronza dell’Ansa scrive, a proposito di Jill Tracy Jacobs Biden, moglie del candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti: «Di origini siciliane (il nonno si chiamava Gaetano Giacoppa), Jill ha trascorso la maggior parte della sua infanzia in Pennsylvania mantenendo vive grazie al padre Dominic molte tradizioni italiane». Sbagliato. Dominic Giacoppa (1898-1984) era il nonno. Il padre si chiamava Donald Carl (1927-1999), per l’anagrafe americana Jacobs.
[18 agosto 2020]

Scrittura naïf
Nell’ultima puntata delle sue pagelle settimanali sul Fatto Quotidiano, Veronica Gentili ha scritto «naiveté». Derivando da naïf, si scrive naïveté. Qualcuno le insegni a usare il segno diacritico della dieresi: si digita Alt+0239 sul tastierino alfanumerico del pc ed esce la «ï». Nel frattempo, un’altra insufficienza per la quinta settimana consecutiva: 5.
[17 agosto 2020]

Ritorno al futuro
La Stampa pubblica un’intervista, distesa su due pagine, con la scrittrice francese Valérie Perrin. In un riquadro, si legge: «Il nuovo romanzo di Valérie Perrin si intolerà Trois, tre, e dovrebbe andare in libreria per la primavera del 2020». Straordinario tempismo (per non parlare del verbo «intolarsi»).
[14 agosto 2020]

Pistole e fucili
Dal Corriere della Sera: «È morto Massimo Tozzi, il bambino di sei anni ferito giovedì mattina alla testa da un colpo di pistola esploso dal nonno Pier Paolo». Titolo: «Morto il bimbo colpito dal fucile del nonno». Vale sempre la copertina che L’Europeo nel 1950 dedicò all’inchiesta del suo inviato Tommaso Besozzi sulla tragica fine del bandito Salvatore Giuliano: «Di sicuro c’è solo che è morto».
[15 agosto 2020]

Secondo a nessuno
«Mehmet II°». Così, su Panorama, Carlo Cambi scrive il nome del sultano ottomano che nel 1453 conquistò Costantinopoli. Grafia erronea. I numeri romani sono già l’espressione grafica dei numerali ordinali («II» sta per «secondo»), quindi accanto a essi non va mai posto l’esponente «°», necessario solo quando, per indicare l’ordinale, si usano le cifre arabiche («2°» per «secondo»).
[12 agosto 2020]

Destra e sinistra
Foto di Cesare Romiti sul Fatto Quotidiano, «durante una serata nel salotto romano di Marisela Federici (a destra) insieme a Milena Maffei (a sinistra)», precisa la didascalia. Essendo ritratti nell’immagine solo Romiti (al centro) e le due donne, chissà su quale altro lato avrebbe potuto trovarsi Milena Maffei.
[19 agosto 2020]

Oltre la grammatica
Sommario dalla Verità: «Il progetto era un chiodo fisso di Silvio Berlusconi, che però non è mai andato oltre ai proclami e ad alcuni studi di fattibilità». L’avverbio «oltre» ha tre significati distinti, come spiega il Dizionario linguistico moderno di Aldo Gabrielli. In questo caso vale il primo di essi, «di là da» («oltre il fiume», «oltre i monti»). Quindi bisognava scrivere «non è mai andato oltre i proclami», con l’articolo determinativo, non con la preposizione articolata.
[11 agosto 2020]

Napule è mille culure
Annuncio trionfale sul quotidiano fondato da Eugenio Scalfari: «Straordinario successo del volume di Repubblica: 20 mila copie esaurite con il giornale». Leggiamo con vivo interesse. Il libro in questione s’intitola Covid, le cento giornate di Napoli. Veniva regalato in edicola a chi acquistava La Repubblica. Conteneva «venti idee per il rilancio della città». Ecco le più rivoluzionarie, in ordine d’importanza: «Rafforzamento del sistema sanitario pubblico. Rilancio delle politiche per il turismo. Sblocco e velocizzazione dei pagamenti della pubblica amministrazione. Lotta alla burocrazia attraverso la semplificazione amministrativa. Didattica a distanza all’università, dando prevalenza a quella in presenza. Aumentare il personale scolastico. Gestione digitale dei beni culturali». Idee davvero molto napoletane. Strano che non siano andate esaurite 40.000 copie.
[28 giugno 2020]

Chi di virgola ferisce
Sul Fatto Quotidiano, nella sua rubrica Ma mi faccia il piacere, il direttore Marco Travaglio, alla voce «Senti chi pirla», ha scritto: «“Chi di giudici ferisce, di giudici perisce” (Vittorio Feltri, Libero, 14.8). La virgola fra il soggetto e il verbo: e danno degli ignoranti agli altri». Giustamente, Feltri gli ha replicato che non si vede dove sia l’errore. La forma usata dal direttore di Libero, fra l’altro, ha illustri precedenti, aggiungo io (ma non nel Vangelo, come tutti sono portati a credere). «Chi d’una fromba e chi d’un arco armato, chi d’asta, chi di spada, al lito scende» (Ludovico Ariosto, Orlando Furioso, canto 11, 48). «Così talvolta avien che chi di spada cader non può, di tradimento cada» (Giovan Battista Marino, Adone, canto 11, 147). Ma l’aspetto più paradossale è che, due giorni prima dell’immotivata rampogna, Travaglio aveva mandato in edicola questo titolo: «La storia insegna. Catilina, Caligola e Nerone tentarono, di portare equità nel sistema politico della Città Eterna». Una virgola del tutto fuori luogo, segno che la storia non insegna un bel nulla.
[17 agosto 2020]

Avanti Cristo, anzi indietro
In un articolo di Repubblica sul luogo di nascita del Buddha, questa viene collocata da Raimondo Bultrini «tra il 563 e il 620 avanti Cristo». Tutti dovrebbero invece sapere che le datazioni prima della nostra era scendono e non salgono. Occorreva dunque scrivere «tra il 620 e il 563» (a meno che il 620 non sia frutto dell’improvvida correzione di un 520 o di un 420 da parte di chi ha messo in pagina il servizio, trattandosi nel caso del Buddha di una cronologia ipotetica).
[13 agosto 2020]

Città poco natali
In un titolo La Verità parla del «modello Pomigliano», indicata come «la città natale di Di Maio». Sbagliato. Luigi Di Maio è nato ad Avellino (il 6 luglio 1986). Pomigliano d’Arco, dove l’attuale ministro degli Esteri è cresciuto, risulta la città di residenza della famiglia.
[19 agosto 2020]

Non guardarmi: non ti sento
Alain Elkann intervista sulla Stampa il regista e scrittore israeliano Amos Gitai, che gli parla del suo nuovo film Laila ad Haifa. Domanda: «Di cosa parla?». Risposta: «Lasci che glielo descriva». Il famoso dialogo fra sordi.
[9 agosto 2020]

Sotto la lente
Sul Corriere della Sera, nella rubrica La lente, Alice Scaglioni presenta il «Festival Città Impresa, che da giovedì 10 a domenica 13 settembre torna a Vicenza». Quindici righe più avanti precisa che «nei tre giorni dell’evento interverranno oltre 120 relatori». Il quarto giorno si riposeranno? Lente appannata.
[15 agosto 2020]

Non muta d’accento
Titolo dal Fatto Quotidiano del 2 agosto: «Il dittatore Conte fa meno decreti e fiducie di prima». L’occhiello recita: «Macchè autoritario». Si scrive «macché», accento acuto. Va’ a spiegarlo a un giornale che abbonda di «perchè» anziché «perché» (Ferragosto, titolo in prima pagina: «La bimba e la suora che odia le adultere perchè sente le voci»). In un altro titolo (10 agosto) è riuscito persino a scrivere «É ufficiale» anziché «È ufficiale».
[15 agosto 2020]

Gradi alcolici
Gazzetta di Mantova del 19 agosto. Previsioni meteo per giovedì 20 agosto: «Giornata soleggiata, salvo velature in transito dalla sera, non sono previste piogge. La temperatura massima registrata sarà di 12° C, la minima di 1° C». Che frescazzo! (Nota per gli accaldati: la minima prevista dal Servizio meteorologico dell’Aeronautica militare per il 20 agosto a Mantova è di 21 gradi, la massima di 31).
[19 agosto 2020]

Un’altra Gentilezza
Nelle sue pagelle settimanali sul Fatto Quotidiano, Veronica Gentili parla «dell’intervento della leader di Fratelli d’Italia in occasione della discussione della proroga dello stato di emergenza nell’aula di Montecitorio». Si deve dedurne che, secondo Gentili, alla Camera vige lo stato di emergenza. Quindi per la quarta settimana consecutiva si riconferma il suo voto abituale: 4–. In grammatica.
[10 agosto 2020]

Tre più tre meno
La Stampa nel titolo a pagina 4: «“Dall’Ue 28 miliardi per l’emergenza lavoro”». Non è precisato chi pronunci la frase fra virgolette. La Stampa in un grafico esplicativo a pagina 5, che illustra il predetto servizio: «Le misure. Valore 25 miliardi». Massì, che saranno mai 3 miliardi in più o in meno.
[9 agosto 2020]

Il migrante non in fuga
In un editoriale sulla Verità, nel quale sostiene che Lampedusa, invasa dai clandestini, è ormai perduta e che presto la stessa sorte toccherà all’Italia, Silvana De Mari se la prende con gli «incredibili media, ormai cime della narrazione creativa, una via di mezzo tra Carolina Invernizio e Laila», che per la verità si chiamava Liala (nom de plume di Amalia Liana Negretti Odescalchi). Scrive De Mari: «Il migrante non in fuga da niente costituisce il 95% della nostra immigrazione». Se non è in fuga, significa che sta fermo, quindi tecnicamente non è un migrante. Poi aggiunge: «Solo un esercito in occupazione militare può multare due genitori che accompagnano in auto, ovviamente entrambi, la loro bimba leucemica». Se sono due, è ovviamente difficile che non siano entrambi. Infine, forse per dare un esempio di essere tra le «cime della narrazione creativa», De Mari scrive «un esercito in occupazione militare» e non, come vorrebbe l’uso, «esercito di occupazione» (militare è pleonastico).
[8 agosto 2020]

Uccelli in voto
Azzurra Barbuto su Libero: «È l’uomo ad essere dipinto quale ingannatore, traditore, mentitore seriale, dedito ad una nuova forma di voto di scambio: io ti do l’uccello e tu mi dai il voto». Guardando i 5 stelle che stanno al governo è un sospetto elettorale che c’era venuto.
[8 agosto 2020]

Fausto non c’è
A corredo di un’intervista con il regista Pupi Avati, il Corriere della Sera pubblica una foto di scena da I vitelloni di Federico Fellini. Vi si riconoscono quattro protagonisti, seduti ai tavolini del bar: Alberto Sordi, Riccardo Fellini, Leopoldo Trieste e Franco Interlenghi. C’è anche un cameriere (una comparsa), che nella didascalia si trasforma in «Fausto (Franco Fabrizi)». Il che non può essere per due motivi: non assomiglia neppure lontanamente a Fabrizi e, soprattutto, nel film il «vitellone» Fausto non fa il cameriere, bensì il commesso in un negozio di oggetti sacri. Fabrizi e la mogliettina Eleonora Ruffo (Sandra) appaiono in quella scena di lì a poco, di ritorno dal viaggio di nozze, portando agli invidiosi «vitelloni» il prezioso disco di un nuovo mambo demenziale.
[3 agosto 2020]

Scambi ducali
Dalla Gazzetta di Mantova: « Si salirà poi a palazzo Ducale dove Melania G. Mazzucco illustrerà le sale del Pisanello». Titolo: «Con Murgia alla scoperta del capolavoro di Pisanello». Se fossi Mazzucco, mi offenderei.
[8 agosto 2020]

Il mio Nome è Cognome
Sulla Verità, un’intervista con l’europarlamentare leghista Vincenzo Sofo è apparsa con la firma «di Nome Cognome». Uno pseudonimo che Ulisse avrebbe potuto utilizzare con Polifemo.
[8 agosto 2020]

Hitler ieri, oggi, domani, sempre
Nel recensire il libro The Last Kings of Shanghai di Jonathan Kaufman, il direttore di Repubblica, Maurizio Molinari, scrive che «alla Conferenza di Evian del 1932 piccoli e grandi Paesi – ad eccezione della Repubblica Dominicana – si rifiutano di accogliere i profughi ebrei in fuga dalle persecuzioni nella Germania di Hitler». Si dà il caso che Adolf Hitler sia diventato cancelliere del Reich il 30 gennaio 1933, l’anno dopo. Quanto alle persecuzioni antisemite, esse cominciarono il 9 e 10 novembre 1938, con la Notte dei cristalli. Il nazismo pianificò la soluzione finale della questione ebraica (Endlösung der Judenfrage) nel 1940. Una cronologia che Molinari, avendo studiato all’Università Ebraica di Gerusalemme e al Manchester College di Oxford ed essendosi laureato in Scienze politiche e Lettere all’Università La Sapienza di Roma, dovrebbe ben conoscere.
[4 agosto 2020]

Repetita iuvant
Editoriale di Claudio Brachino sul Giornale: «Siccome con il lockdown siamo ancora nel tempo della cronaca, dubito che sia uscito qualcosa che non sia stato vagliato dalla nostra Intelligence. E Conte non mi sembra uno di quei Premier che non conosce il linguaggio dei Servizi». Otto righe dopo: «Siccome con il lockdown siamo ancora nel tempo della cronaca, dubito che sia uscito qualcosa che non sia stato vagliato dalla nostra Intelligence. E Conte non mi sembra uno di quei Premier che non conosce il linguaggio dei Servizi». Ok, abbiamo capito.
[9 agosto 2020]

L’orecchio che annusa
Silvia Calvi nelle pagine culturali del Corriere della Sera: «Il nonno diceva che, avvicinando l’orecchio, avrei sentito le grida dei dannati e annusato odore di zolfo!». Un timpano dall’olfatto finissimo.
[8 agosto 2020]

Purtroppo non praticano aborti
La Stampa pubblica un’intervista con Silvio Viale, definito nel titolo «ginecologo laico di Torino», come se i restanti ginecologi d’Italia appartenessero al clero. Il tema è la nuova circolare sulle modalità di assunzione della pillola abortiva RU486. Dice Viale: «Purtroppo la vecchia circolare, ora superata, era scritta da gente che non aveva mai praticato un aborto in vita sua». Significato dell’avverbio purtroppo secondo lo Zingarelli 2021: «Disgraziatamente, malauguratamente». Se ne deduce che non praticare aborti è da considerarsi una disgrazia. Complimenti al dottor Viale, «ginecologo laico» in perenne stato di grazia.
[9 agosto 2020]

Guada che nomina
«Ho anche chiamato un cardinale di mia conoscenza, giù a Roma, ma lui mi ha fermato: guada che io non c’entro», dichiara al Corriere del Veneto l’amministratore delegato defenestrato da Cattolica assicurazioni, Alberto Minali, dopo essere stato nominato da papa Francesco nel Consiglio per l’economia del Vaticano. Come dire: vai avanti tu (nel fiume), che a me vien da ridere.
[7 agosto 2020]

La fritola c’entra sempre
Sulla Verità, nel titolo di un articolo in cui Giancarlo Saran parla del baccalà e di altre specialità della cucina veneziana, si legge: «Il fritto, un’arte di cui una volta si indicava l’autore». Il pensiero corre alla frittura di gamberi e calamari o al fritto di paranza. Ecco però che cosa scrive l’autore: «Le frittelle sono il simbolo del carnevale veneziano. La prima ricetta scritta è recente, 1858, ma, come ha ricordato Pietro Gaspare Moro-Lin, un tempo i fritolerierano così orgogliosi della loro arte da pretendere (e ottenere) che sopra il loro banco vendita fosse messo in bella evidenza il loro nome». La famosa corrispondenza fra titolo e testo.
[27 luglio 2020]

Forse si è caduta
Occhiello della Stampa per la madre trovata morta in Sicilia dopo essere sparita con il figlioletto: «Potrebbe essersi buttata o caduta accidentalmente». Potrebbe essersi caduta?
[9 agosto 2020]

C’avrei giurato
Nelle sue pagelle settimanali sul Fatto Quotidiano, Veronica Gentili rifila un 2 a Donald Trump con la seguente motivazione: «Ci volevano i sondaggi per convincere The Donald della pericolosità del virus: perché non c’abbiamo pensato prima?». Per quanto frequente sui giornali fin dai tempi del «c’azzecca» dipietresco, questo obbrobrio è vietato, come rimarca Luca Serianni nella sua Grammatica italiana: «L’elisione è possibile, quale che sia a vocale iniziale della parola successiva, con “mi”, “ti”, “lo”, “la”, “vi”, “si”; con “ci” e “gli” l’elisione può essere espressa graficamente solo se la vocale seguente è una “i” (c’insegna, gl’ingiunse) e in “c’è”, “c’era”, ecc.». Il professor Serianni riconosce che «nel discorso orale, tuttavia, l’elisione è usuale», distinzione che a me sembra fuorviante: se leggo «c’abbiamo», devo per forza pronunciare «cabbiamo», non «ciabbiamo». Comunque, con buona pace di Gentili, che bazzica la tv, per il momento i giornali restano scritti e non parlati. Quindi per la terza settimana consecutiva si riconferma il suo voto: 4–. In grammatica. Ci avrei (c’avrei, per Gentili) giurato.
[3 agosto 2020]

Il nono risorto
Sul Corriere della Sera compare una foto di Silvio Berlusconi, fotografato a Villa Certosa, in Sardegna, con 9 personaggi di primo piano del suo entourage (e tre barboncini). Quindi 10 persone in tutto. La didascalia precisa che il decimo «da sinistra a destra» – da sinistra lo sguardo potrebbe procedere in altra direzione? – è «il consigliere e fedelissimo Enrico Letta». Trattasi invece, con tutta evidenza, di Gianni Letta, segno che le colpe degli zii ricadono sempre sui nipoti. La didascalia precisa che Letta è il nono da sinistra, quindi il penultimo. Altro errore, perché in realtà si tratta dell’ottavo: il nono è il deputato Niccolò Ghedini.
[7 agosto 2020]

Negri allo specchio
Incipit di un articolo a firma Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara e Comacchio, sulla prima pagina della Verità: «Per la libertà della fede è inevitabile la polemica, la dialettica tra le istituzioni mondane e l’autorità religiosa. Per questo la Chiesa dà naturalmente “scandalo” e non può adattarsi al mondo. Lo sostiene monsignor Luigi Negri nel saggio Chiesa viva. Mater et magistra (Cantagalli), di cui pubblichiamo alcuni stralci». Riuscire a far parlare di sé in terza persona un vescovo, quando fin dai tempi di Giovanni Paolo I neppure i papi ricorrono al plurale maiestatico, e per di più facendogli reclamizzare un suo libro, richiede una certa inventiva.
[1 agosto 2020]

Grande sottosopra
Sulla prima pagina del Quotidiano Nazionale, nell’intenso editoriale in ricordo di Sergio Zavoli, il direttore Michele Brambilla scrive: «Sergio Zavoli era un giornalista. Non c’è neppure bisogno di aggiungere “un grande” giornalista; credo che sarebbe d’accordo nel definirsi solo così, un giornalista». Peccato che nello strillo sottostante l’occhiello reciti: «Il grande giornalista scomparso a 96 anni». Segno che il titolista non è d’accordo né con il suo direttore né con Zavoli.
[6 agosto 2020]

Poco osservatori
L’Osservatore Romano ricorda in prima pagina che il 15 marzo scorso, «in pieno “lockdown” a causa del covid-19», papa Francesco «per invocare la fine della pandemia» compì un pellegrinaggio nella basilica di Santa Maria Maggiore, «conclusosi nella chiesa di San Carlo al Corso, dove si trova il miracoloso crocifisso che salvò Roma dalla peste». Sbagliato. La chiesa era quella di San Marcello al Corso. O nel giornale della Santa Sede non sanno dove va il Papa oppure non conoscono le chiese di Roma.
[6 agosto 2020]

Salviamo i vandalismi
Titolo del Giornale per un articolo di Vittorio Sgarbi: «Salviamo Casa Papanice dall’incuria e i vandalismi». Mancando la preposizione articolata («dai vandalismi»), si deve dedurne che Sgarbi voglia salvare i vandalismi, oltre che Casa Papanice dall’incuria.
[2 agosto 2020]

Letture delicate
Francesco Specchia su Libero ricorda Sergio Zavoli in corsa «col microfono puntato sulla ruota del gregario Lucillo Levore vicentino di Breganza», che in realtà è Breganze. Poi parla dell’«appassionata liturgia quotidiana» del defunto, che ogni mattina consisteva in «una lettura delicata dei giornali e un cornetto e caffè ingollati in religiosa compostezza». Forse sfogliava i quotidiani indossando i guanti o usando le pinze, chissà. Come poi facesse Zavoli a ingollare in religiosa compostezza (significato del verbo ingollare secondo lo Zingarelli 2021: inghiottire ingordamente o quasi senza masticare o gustare; mandare giù in fretta; ingoiare, ingozzare, trangugiare) è un ossimoro a dir poco stridente se non insensato.
[6 agosto 2020]

Solo per i tuoi Occhini
Cesare Lanza sulla Verità: «Scommettiamo che la storia sentimentale di Fausto Coppi con Ilaria Occhini (la Dama Bianca) è ancor oggi, dopo 70 anni, oggetto di curiosità?». Scommessa persa. L’amante del campione si chiamava Giulia Occhini, mentre l’attrice Ilaria Occhini, morta un anno fa, era la moglie dello scrittore Raffaele La Capria.
[5 agosto 2020]

Sperimentazioni
Dal sito del quotidiano L’Arena: «Verona sperimenta il vaccino antiCovid e i play off Chievo». Non c’è limite al progresso della scienza.
[3 agosto 2020]

Benettexit
Sommario del Fatto Quotidiano sulla vicenda Benetton-Autostrade: «Exit. La famiglia verso l’uscita». Mancano solo un riferimento a Exodus e l’indicazione del casello.
[6 agosto 2020]

Pomigliano d’Arco (Colombia)
«Ministro, lei è cresciuto a Pomigliano. A mezz’ora da qui. Ed è coetaneo di Mario. In questi giorni è stato molto vicino alla sua famiglia. Come mai è stato così colpito dalla sua storia?». È l’inizio di un’intervista con Luigi Di Maio sul Fatto Quotidiano. «Mezz’ora da qui» dove? Non si sa. Risponde il ministro: «Quello che è accaduto a Mario non può lasciare indifferenti: è morto in Colombia mentre contribuiva attivamente, tramite il suo lavoro per l’Onu, al processo di pace in corso». Ah, ecco, Pomigliano d’Arco trovasi a mezz’ora dalla Colombia. Ci si va a piedi.
[2 agosto 2020]

Boudienne Buoumedienne bum bum
In un articolo sulla Verità, intitolato «Gheddafi diceva la verità sull’islam. L’Europa rischia di indossare il velo», Silvana De Mari scrive: «Il progetto di annientarci, di occuparci, di domarci e nel buio incatenarci ci viene ufficialmente dichiarato nel 1967 da Boudienne all’Onu». Chi sarà questo Boudienne? Non risulta da nessun documento o archivio di giornale l’esistenza di un Boudienne, né tantomeno un suo discorso ufficiale all’Onu nel 1967 o in qualsiasi altro anno. A meno che non si tratti di Houari Boumedienne (vero nome Mohammed Ben Brahim Boukharouba), politico algerino protagonista della guerra d’indipendenza e autore del colpo di Stato che nel 1965 depose il presidente Ben Bella, al quale subentrò, rimanendo leader del Paese africano fino alla morte, avvenuta nel 1978. Boumedienne è peraltro citato dalla stessa De Mari alla fine dell’articolo, ma per un intervento tenuto all’Onu nel 1974. Peccato che nel resoconto stenografico del discorso pronunciato il 10 aprile 1974 (consultabile al link www.stefanolorenzetto.it/onu.pdf) non vi sia alcun riferimento alle frasi riportate da De Mari: «Un giorno milioni di uomini andranno dall’emisfero sud a quello nord e non ci andranno come amici ma per conquistarlo e lo conquisteranno con i loro figli. Il ventre delle nostre donne ci darà la vittoria... Noi non verremo in pace». Cambiano i nomi, cambiano gli anni, cambiano le parole: quale sarà la vera verità della Verità?
[21 luglio 2020]

Borgo Roma
Sul Corriere della Sera, nella scheda che accompagna un’intervista con Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Oms e componente del Comitato tecnico scientifico costituito per l’emergenza coronavirus, si legge che il medico «ha lavorato in Africa, al Policlinico Borgo Roma e al ministero degli Esteri». Dove siano l’Africa e il ministero degli Esteri è noto a tutti. Ma il Policlinico di Borgo Roma? Non tutti sono tenuti a sapere che si trova nell’omonimo quartiere di Verona. E infatti, se non fossi nato in questa città, lo ignorerei, come la stragrande maggioranza dei lettori.
[2 agosto 2020]

Uccelli e cervelli
Azzurra Barbuto su Libero informa: «L’angolo ideale di penetrazione per favorire l’orgasmo femminile è tra i 30 ed i 45 gradi. Però vi sconsigliamo vivamente di sfoderare sul più bello un goniometro. Potreste spezzare la magia». E non solo quella, qualora l’angolazione risultasse superiore. Barbuto conclude: «Il piacere di lei ha poco a che fare con le geometrie e le formule algebriche e molto a che fare con l’intesa mentale. E forse non è un caso che le ragazze prediligano l’autoerotismo agli strofinamenti con un bel fusto qualsiasi. Un uccello da sempre è reperibile. I cervelli di buona qualità, invece, scarseggiano». Le crediamo sulla parola.
[1 agosto 2020]

Calamitati dai carabinieri
Su Leggo.it si parla della condanna di Patrizia Di Benedetto, chef stellata di uno dei ristoranti più rinomati di Mondello, «per furto di luce» (anziché di energia elettrica, ciò che avrebbe reso il reato un po’ meno soprannaturale): «A riportare la notizia è il Giornale di Sicilia che racconta come la chef sia stata colta in flagrante dai carabinieri con un magnete piazzato sul contatore Enel». Non sapevamo che l’Arma si servisse anche delle calamite per attirare a sé i truffatori e arrestarli.
[2 agosto 2020]

Ecuador equo e solidale
Sergio Barlocchetti, in un servizio sulla Verità, cita due volte l’«Equador». Forse alle elementari gli sono rimaste impresse nella testa la «q» di cuadro e la «c» di quore.
[1 agosto 2020]

Prosa stirata
Luca Telese intervista sulla Verità il costituzionalista Michele Ainis. Alcune chicche dal testo. «Contro lo stiramento del Dpcm» (non sapevamo che i decreti del presidente del Consiglio dei ministri avessero i legamenti deboli). «Una legge è l’unico strumento che può normale un atto generale» (forse «normare»). «Trucco-Matrioska» e «congegno-matrjoska» (si vede che la prima richiede l’iniziale maiuscola perché è più importante della seconda). «Le libertà sono garantite con forza di legge. Derogarle con il Dpcm è stata una violazione costituzionale» (il verbo derogare è soprattutto intransitivo; quando è transitivo ha il significato di eludere, trasgredire, che mal si adatta alle libertà ). «Deja vú» (la grafia corretta è «déjà vu»). «Quello strumento è provo di ogni controllo» («privo» di ogni controllo come questo testo). In una precedente intervista, Telese ha fatto dire a Daniela Santanchè: «E vado nella chat cosa mi scrivono dal Twiga sulla notte». È lei che non sa parlare o è lui che non sa scrivere?
[30 luglio 2020]

Solo Benetton
Titolo dal Fatto Quotidiano: «Le altre concessioni. Non ci sono solo Benetton». Se il riferimento è alla famiglia di Ponzano Veneto, occorreva scrivere «i Benetton». Se invece è a Luciano Benetton, il verbo risulta sbagliato: «Non c’è solo Benetton».
[27 luglio 2020]

Berretti verdi
Dalla Libertà, quotidiano di Piacenza: «Svolta nei Berretti Verdi: arriva la prima donna “Rambo”. Una militare la cui identità è protetta dall’anonimato ha fatto la storia delle forze armate Usa. È la prima donna ad entrare nel corpo d’elite reso celebre dal personaggio interpretato da Sylvester Stallone». A dire il vero il corpo fu reso celebre 14 anni prima da Berretti verdi, film diretto e interpretato da John Wayne. E si scrive élite, con l’accento.
[11 luglio 2020]

Il taglio del taglio
Titolo da Televideo di Rai News 24: «Opec: verso riduzione taglio produzione». Il taglio è già una riduzione. In algebra meno più meno fa più.
[12 luglio 2020]

Virgolette per caso
Titolo dalla Verità: «Che novità: Nazareno e “bicamerale”. Con la commissione targata Brunetta». Non si comprende l’uso delle virgolette («il più sottile e insidioso» degli espedienti, secondo la sentenza emessa nel 1984 dalla Cassazione sui limiti al diritto di cronaca). Infatti bicamerale è un sostantivo registrato nello Zingarelli. Semmai andava messo fra virgolette Nazareno, trattandosi di una via di Roma dove ha la sede il Pd e non di Gesù di Nazareth.
[28 luglio 2020]

Psichiatra declassato
La Gazzetta di Mantova parla della morte di «Winfried Schibalski, lo psichiatra a cui ieri nella casa funeraria Maffioli decine di persone, familiari, amici e pazienti, hanno reso l’ultimo saluto». Più avanti, si citano «gli studi, la laurea in medicina, infine la specializzazione in psichiatria». Titolo: «Addio allo psicologo arrivato dal Baltico». Declassato da psichiatra a psicologo sul letto di morte.

Capodoglio di origine romana
Titolo dal sito di Libero: «Difficile operazione al largo delle isole Eolie: un campidoglio è rimasto impigliato in una rete da pesca». È subito intervenuta la Soprintendenza per l’archeologia.
[23 luglio 2020]

Non sanno a che santo votarsi
Per illustrare un raffinato articolo di Pietro Citati su due pagine di Robinson campeggia una magnifica immagine bizantina con la seguente didascalia: «Sant’Atanasio vescovo di Alessandria (295-373): è annoverato tra i quattro Grandi Dottori della tradizione cristiana ortodossa orientale». Sbagliato. Quello raffigurato non è sant’Atanasio, bensì san Dionigi, com’è indicato a chiare lettere greche, che pure uno studente può leggere senza difficoltà.
[25 luglio 2020]

Gran Premio di Montecarlo
Editoriale di Pietro Senaldi, direttore responsabile di Libero: «E si sarebbe dovuto dimettere anche Fini quando scoppiò lo scandalo della casa di Montecarlo comprata a due lire dal cognato dell’allora presidente della Camera alla fondazione di An». Bravo chi capisce che l’immobile fu venduto da Alleanza nazionale a Giancarlo Tulliani.
[28 luglio 2020]

Arare i campi con l’elicottero
Silvana De Mari sulla Verità: «L’America profonda, quella che ara con l’aeroplanino su campi sconfinati, comincia ad averne abbastanza di vedere la sua bandiera calpestata, le sue statue abbattute». Negli Stati Uniti usano il Cessna al posto del trattore? È vero che il verbo arare può avere un significato figurato e letterario, ma in tal caso richiede il complemento oggetto («arare il mare») non il complemento di mezzo.
[23 luglio 2020]

Signore mio
Luca Goldoni sul Corriere della Sera loda il buon tempo andato (il tempo è sempre buono quand’è andato, diceva lord Byron): «Il progresso era un “dono del signore”, non esistevano mostri come Aids, Califfato col suo esercito di tagliagole, fumo che ucci- de, stragi del sabato sera, e men che meno pandemia». Chi sarà quel «signore» che ci ha donato il progresso? Se è una persona, sarebbe stato conveniente indicarne l’identità. Altrimenti bisognava chiamarlo con il suo nome, Signore, esse maiuscola.
[27 luglio 2020]

Svelti di mano
Foto da un’unica edizione di Avvenire. Pagina 3: mani che si scambiano soldi. Pagina 21: mani che servono cibo in una mensa. Pagina 22: mano che esibisce un mazzetto di ticket restaurant. Pagina 23: mano di scrive su un bloc-notes. Un giornale di polso.
[23 luglio 2020]

Pio Pio
Rispondendo a un lettore di Repubblica, Corrado Augias cita una dichiarazione di «un altro grande papa, Pio IX, nell’anno stesso delle leggi razziali fasciste (1938)». Pio IX nel 1938 era morto da 60 anni. Trattandosi in realtà di Pio XI, e non essendosi accorto dello svarione il redattore che ha messo in pagina il testo, Augias la prossima volta dovrà rivolgersi ai colleghi con la celebre invocazione fantozziana: «Mi si sono intrecciati i diti. Me li streccia?».
[23 luglio 2020]

Minksiate
Qualcosa di simile è accaduto al titolista della Verità, che in un sommario ha trasformato Minsk, capitale della Bielorussia, in Minks. Fantozzi aiutali.
[28 luglio 2020]

Lissner est est est
Incipit dell’intervista con Stéphane Lissner a firma di Alain Elkann sulla Stampa: «Il regista teatrale francese Stéphane Lissner è sovrintendente e direttore artistico del Teatro San Carlo di Napoli, fondato nel 1737. Per dieci anni è stato sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala di Milano, poi è stato direttore dell’Opera di Parigi e ora è sovrintendente e direttore artistico del Teatro San Carlo di Napoli». Abbiamo capito: Stéphane Lissner è sovrintendente e direttore artistico del Teatro San Carlo di Napoli.
[26 luglio 2020]

Non scrivere il nome di Dio invano
Titolo dell’editoriale di Vittorio Feltri su Libero: «Se il Dio soldo ti condanna a essere disprezzato». Scritto così, è una bestemmia. Qui non si parla infatti dell’Ente Supremo («sempre con la lettera maiuscola», raccomanda il linguista Aldo Gabrielli), ma di una divinità pagana in senso figurato («sempre con iniziale minuscola»).
[28 luglio 2020]

Congiuntivite
Sommario dalla Stampa: «Oggi farà l’ennesimo test: «Meglio che non ci penso, mi demoralizzo»“. Negativo anche il test per il congiuntivo.
[18 luglio 2020]

Incarichi gravosi
Carla Bernini, da poco vedova di Luca Nicolini, artefice del Festivaletteratura di Mantova, ha preso il posto del marito nel consiglio di amministrazione della Fondazione di Palazzo Te. La Gazzetta di Mantova ne dà notizia così: «Luca Nicolini era stato nominato nel 2018, quando l’associazione Centro internazionale d’arte e di cultura di palazzo Te fu trasformata in Fondazione. Il suo carico avrebbe dovuto durare cinque esercizi». Purtroppo il destino ci ha messo il carico da undici.
[12 luglio 2020]

Morire dopo aver perso la vita
Dal Corriere del Trentino: «È morto a soli 25 anni, Walter Magnani, il giovane originario della val di Non che ha perso la vita mercoledì sera in un incidente in moto nel bresciano». L’uomo che morì due volte.
[24 luglio 2020]

Corridoi libici
In un intervento su Repubblica, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, auspica che «gli Stati membri dell’Unione Europea facciano la loro parte, con una responsabilità condivisa nell’offrire soluzioni concrete ai rifugiati e ai migranti che si trovano in Libia attraverso corridoi umanitari europei». I profughi arrivano in Libia attraverso corridoi umanitari europei? È la notizia dell’anno.
[18 luglio 2020]

Lingua spiaccicata
Parlando dei sei carabinieri della caserma Levante di Piacenza, arrestati con le accuse di spaccio di droga, torture ed estorsioni, La Stampa scrive: «Due di loro al momento dell’arresto sono scoppiati in lacrime. Gli altri non hanno spiaccicato parola». Avrebbero spiccicato parola se non avessero spiaccicato la faccia al pusher.
[24 luglio 2020]

Lookdown
Invece Libertà, quotidiano di Piacenza, riferisce che «l’attenzione maggiore a questo caso è avvenuta a partire dall’inizio dell’anno in corso e soprattutto durante il lookdown». Non solo droga, sesso, champagne e pestaggi: anche un modo dimesso di vestire la divisa dell’Arma.
[24 luglio 2020]

Morta che parla
Dopo essere stato per 45 anni uno degli adepti più fervorosi di Scientology, l’attore John Travolta avrebbe deciso, a seguito del decesso della moglie, di lasciare la chiesa fondata dallo scrittore statunitense Lafayette Ronald Hubbard. Nel darne notizia, il Corriere della Sera specifica: «La moglie Kelly Preston, finché era in vita, diceva che “Scientology ci aiuta a vivere più felici e a essere più gentili con gli altri”». In effetti da morta avrebbe fatto più fatica a dirlo.
[25 luglio 2020]

La maestrina
Per appioppare a Matteo Salvini un «non classificato», Veronica Gentili, nelle sue pagelle del lunedì sul Fatto Quotidiano, scrive: «Nel marcare la propria autonomia ai vincolanti suggerimenti di Bruxelles sulla gestione dei fondi europei». Si è autonomi «da» qualcosa, non «a», quindi bisognava scrivere «autonomia dai vincolanti suggerimenti». Voto a Gentili: 4–. In grammatica. Come la scorsa settimana.
[27 luglio 2020]

Odifree fa’ el to mesté
In un editoriale intitolato «Da Marshall a Merkel», Piergiorgio Odifreddi, matematico, scrittore, saggista, storico della scienza, ex docente universitario, scrive sulla Stampa: «Tutti i governi hanno sempre usato la spesa pubblica per effettuare regalie a fini elettorali: le scarpe spaiate di Lauro, l’Italia da bere di Craxi, gli 80 euro di Renzi, la quota 100 di Salvini, il reddito di cittadinanza di Di Maio». Non risulta che l’armatore Achille Lauro abbia mai avuto incarichi di governo. Alla fine dell’articolo, Odifreddi auspica che i fondi europei vengano «gestiti da un governo di unità nazionale guidato da tecnici», frase priva di senso, perché un tale esecutivo sarebbe eminentemente politico e non tecnico, come dimostrato dalla composizione del governo Andreotti III, detto «di solidarietà nazionale», in carica dal 1976 al 1978. Conclusione: Odifree fa’ el to mesté.
[25 luglio 2020]

Austerlitz
Editoriale di Pietro Senaldi, direttore responsabile di Libero: «Altrimenti ogni tre mesi avremo un ministro che fino al giorno prima giurava di aver sconfitto la povertà o di aver piegato l’Europa come Napoleone ad Austerlitz». Il Bonaparte doveva possedere la macchina del tempo: nel 1805, anziché sconfiggere la Terza coalizione guidata dall’imperatore austriaco Francesco II e dallo zar russo Alessandro I, riuscì nell’impresa di piegare l’Unione europea nata nel 1993.
[26 luglio 2020]

Mai dire mai
Titolo dalla Verità: «L’Ue non può morire, è mai esistita». Come la grammatica.
[26 luglio 2020]

Per un pugno di dollari
«Un milione di dollari in contanti, consegnati direttamente da Licio Gelli», si legge nell’attacco di un servizio sulla strage di Bologna, firmato da Giuseppe Baldessarro, pubblicato da Repubblica. Poco più avanti si spiega che «il milione di euro faceva parte di una fetta più ampia di cinque milioni di dollari». Se poi si considera che i fatti raccontati si riferiscono al 1980, quando l’euro era di là da venire, l’emicrania è assicurata.
[24 luglio 2020]

Segre non è Segrè
«Sarà Molecole di Andrea Segre (foto) il film di pre-apertura della Mostra del Cinema di Venezia, il 1 settembre», riferisce il Corriere della Sera. Peccato che la persona fotografata non sia il regista veneto bensì il professor Andrea Segrè, ordinario di Politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna. Distinguibile, peraltro, anche dall’accento sull’ultima lettera del cognome. (Inoltre «il 1 settembre» è scorretto: si scrive il 1° settembre o l’1 settembre).
[26 luglio 2020]

Stampa in tilt
Classifica dei quotidiani nazionali (incluse le edizioni locali) che nel mese di giugno hanno utilizzato più di cinque volte l’espressione stereotipata «in tilt» («subire un guasto, detto di circuiti elettrici o elettronici», Zingarelli 2021) applicata a qualsivoglia argomento, dalla politica al traffico: La Stampa 119, La Repubblica 42, Corriere della Sera 39, Il Secolo XIX 17, Il Giorno 13, Libero 13, Il Giornale 8, La Verità 8, Avvenire 5, Il Fatto Quotidiano 5, La Gazzetta dello Sport 5. Totale delle citazioni includendo i periodici: 421. I giornalisti hanno giocato troppo a flipper da ragazzi.
[23 luglio 2020]

Porti di mare
Luigi Bisignani critica sul Tempo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, per «la telenovela delle concessioni autostradali che ha fatto inorridire i fondi internazionali» e per «le sue contorte disposizioni che stanno paralizzando Genova, la città con il primo porto italiano, isolandola dal resto del mondo». Tutto vero ma – duole deludere il sempre informatissimo Bisignani – non per Genova: il primo porto italiano è Trieste, che nel 2019 ha movimentato merci per 61,997 milioni di tonnellate contro i 52,759 milioni della città ligure (fonte: Assoporti).
[12 luglio 2020]

Parlare fra parentesi
La Verità riporta in un titolo una frase pronunciata da Luca Lionello, protagonista della fiction Curon su Netflix: «“Meglio gli italiani dei politici (anche grazie a noi attori)”». Mi sono sempre chiesto come facciano gli intervistati a parlare fra parentesi. Con gli indici disegneranno due semicerchi nell’aria?
[27 giugno 2020]

La laguna di Bolsena
Scrivendo sull’Osservatore Romano di santa Cristina, venerata a Bolsena, l’archeologo Fabrizio Bisconti si diffonde sul culto nella «piccola città lagunare». Dopo il celebre miracolo eucaristico, un prodigio celeste ha trasformato il lago di Bolsena in appendice di Venezia, forse perché sprovvisto del Mose. «Marieta monta in gondola che mi te porto al Lido. Mi no che no me fido, ti xè massa un impostor!».
[23 luglio 2020]

Balene nel freezer
Titolo dal Giorno: «Carcasse di balene, falchi e giraffe. Macabra collezione nel freezer». Doveva essere un congelatore bello grande.
[18 luglio 2020]

Scarpantibus
Alain Elkann intervista sulla Stampa lo stilista Christian Louboutin, famoso per le sue calzature con la suola rossa. Il testo gronda di riferimenti alle «scarpe da collezione», alle scarpe «oggetti del desiderio», a «Roger Vivier, il più grande stilista di calzature», agli acquisti di scarpe dopo la pandemia. A un certo punto gli domanda: «È diverso progettare calzature per uomo o per donna?». Risponde Louboutin: «Se parliamo di scarpe sì». Chissà di che altro avranno parlato.
[19 luglio 2020]

Voto a perdere
Veronica Gentili dà i voti sul Fatto Quotidiano. Eccone uno: «Ma la vera star della settimana è indubbiamente Angela Merkel, dalle capacità di mediazione della quale dipenderà l’intera partita sul Next Generation Eu». 4–. A Gentili. In grammatica.
[20 luglio 2020]

Da destra verso sinistra
Didascalia da Repubblica: «Carmine Mario Paciolla (secondo da destra verso sinistra)». In quel giornale vanno a sinistra anche quando non serve. (Senza contare che l’indicazione pleonastica è resa ancora più surreale dal fatto che solo una delle sei persone ritratte nella foto, cioè il Paciolla, è riconoscibile: tutti gli altri hanno i volti pixellati. Impossibile non distinguerlo).
[21 luglio 2020]

Interessi di Mora
Stefano Lorenzetto intervista sull’Arena l’ex agente dei divi Lele Mora e scrive che egli possedeva «un Falcon 5 da 10 posti». Impossibile: la Dassault aviation ha prodotto soltanto un Falcon 5X, subito abortito per problemi al motore Safran. In realtà si trattava di un Cessna. Chi lo dice? Lorenzetto in un’intervista con lo stesso Mora, apparsa su Panorama nel 2012. Sull’Arena il manager delle star racconta che oggi si occupa dei Gente de Zona, i quali «hanno raggiunto 25 miliardi di visualizzazioni su Youtube». Premesso che l’intervistatore confessa di non sapere chi siano, le visualizzazioni del loro brano Bailando risultano in realtà 2,8 miliardi. Credere ciecamente agli intervistati, mettendo fra virgolette anche le loro esagerazioni, oppure correggerli? Vasto problema.
[19 luglio 2020]

Botaniche sotto spirito
Dal sito del Corriere della Sera: «Buckingham Palace lancia un distillato realizzato utilizzando 12 botaniche che crescono nei giardini del Palazzo». Chi avrà piantato i semi per far nascere le studiose nelle aiuole? E le poverette saranno messe a macerare in un infuso oppure portate a 100 gradi in un alambicco?
[14 luglio 2020]

Congiuntivite
Dalla prima pagina del Tempo: «Euro-schiaffoni per Conte. Era meglio se stava a casa». Capisco che messe così le due righe del titolo pareggiavano alla perfezione, tuttavia, per rispetto del congiuntivo, era meglio se fosse stato a casa.
[19 luglio 2020]

Zappatori d’acqua
Incipit dell’editoriale sulla prima pagina di Avvenire, a firma di Maurizio Patriciello: «Può accadere che arrivi anche per te un momento in cui hai l’impressione di zappare l’acqua, dipingere il vento, faticare invano». È il momento di darsi all’ippica.
[18 luglio 2020]

Opportunità
Sul Fatto Quotidiano il sociologo Domenico De Masi magnifica l’importanza dello smart working, che durante la quarantena «ha salvato l’economia e la scuola contribuendo a salvare la salute». Tant’è che alla fine dell’articolo lo definisce «occasione insperata e determinante» e anche «un’occasione così rara». Per deduzione, si deve concludere che la pandemia da Covid-19 è stato un «caso favorevole od opportuno», questa la definizione di «occasione» secondo lo Zingarelli 2021. Con l’occasione, ci sia concessa una toccatina scaramantica ai guardiani del faro.
[23 giugno 2020]

Bomba su bomba
Luca Telese sulla Verità: «E se – apparentemente – il litigio di ieri avviene su una sentenza del passato, non c’è alcun dubbio che l’innesco di questa polemica sia un ordigno predisposto per deflagrare nel presente». Siamo dunque in presenza di una bomba predisposta per far esplodere una bomba. «E bomba su bomba noi siamo arrivati a Roma, insieme a voi», come cantava Antonello Venditti.
[10 luglio 2020]

Notte fonda
A proposito della seduta del Consiglio dei ministri sul tema autostrade, La Verità di giovedì 16 luglio rileva nel titolo: «Tesissimo il vertice della scorsa notte». Non risulta. Infatti il governo si è riunito dalle 22.54 di martedì 14 e ha concluso i suoi lavori alle 5.16 di mercoledì 15. Il giorno prima.
[16 luglio 2020]

Quel ramo del mare di Como
Il Corriere della Sera informa che il prossimo Giro di Lombardia, in programma per il 15 agosto, «affronterà le classiche salite di Colle Gallo, Colle Brianza, Madonna del Ghisallo, Sormano, Civiglio e San Fermo della Battaglia nel finale prima del classico arrivo sul lungomare di Como». Quel ramo del mare di Como.
[16 luglio 2020]

Un virus fra parentesi
L’Osservatore Romano presenta il libro di Derio Olivero, vescovo di Pinerolo guarito dal Covid-19, utilizzando lo stesso titolo del volume: «Non è una parentesi». Siamo d’accordo, eccellenza: infatti è un virus. In ogni caso, meglio chiuderla.
[16 luglio 2020]

Io speriamo che me la cavo
Cronaca dall’Arena su un triangolo lui, lei e l’altro in versione omosex: «Si era separato e tra lui e l’altro la relazione, seppur sempre “blindata” era proseguita senza particolari scossoni. Ma non aveva considerato che l’altro uomo di lui si era innamorato e quando lo ha lasciato perchè, dopo essersi separato dalla moglie, si era trovato un’altra fidanzata la situazione è degenerata». Si attendono chiarimenti.
[16 luglio 2020]

Repubblica palestinese
Stefano Balassone, critico televisivo di Repubblica, nella rubrica Onda su onda parla di un film della regista palestinese Annemarie Jacir disponibile su Sky: «Con Wajib siamo a Nazareth, nome che viene da lontano, e che percorriamo nei giorni di Natale, fra i segni dei cristiani in ogni dove». Veramente nei giorni di Natale siamo più a Betlemme che a Nazareth.
[13 luglio 2020]

Test a test
Dal Corriere della Sera: «In Veneto test rapido coreano. “Dieci minuti per trovare il virus”». L’occhiello specifica: «Costa 12 euro, finora un solo errore su mille campioni». Dal Corriere del Veneto: «Lo studio: “I test rapidi? Falsato un esito su due”». Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra.
[15 luglio 2020]

Datemi un martello
Nella cronaca del primo test di funzionamento del Mose, l’inviato della Stampa scrive che il premier Giuseppe Conte «schiaccia il pulsante che fa alzare le 78 paratie gialle». Affannosa sostituzione da parte dei tecnici del pulsante schiacciato anziché premuto, al fine di consentire successive «erezioni» delle dighe mobili.
[11 luglio 2020]

Confusion time
Luca Telese firma sulla Verità la cronaca del question time alla Camera con il ministro della Giustizia. In ballo ci sono le rivelazioni registrate del defunto Amedeo Franco, uno dei giudici della Cassazione che il 1° agosto 2013 condannarono Silvio Berlusconi per frode fiscale. Alfonso Bonafede, scrive Telese, «prova a uscire dall’angolo in cui l’audio diffuso lo ha incastrato con un disconoscimento di responsabilità: ma l’operazione non è facile». L’audio lo ha incastrato con un disconoscimento di responsabilità oppure Bonafede tenta di disconoscere ogni sua responsabilità circa l’audio? Più avanti: «A stretto giro di posta – come era prevedibile – interviene Forza Italia, che con diverse dichiarazioni – alcune di rango come quelle della capogruppo al Senato Anna Maria Bernini – si agganciano alla parola d’ordine dei renziani». Forza Italia si agganciano? (Sorvoliamo sul rango della senatrice, ammesso che ne abbia mai avuto uno elevato).
[10 luglio 2020]

Giggino, nun t’allargà
Dal Foglio: «Ecco che lui allarga le braccia: “Io mi occupo di scenari globali”». Papa Bergoglio? Donald Trump? Xi Jingping? Angela Merkel? No, Luigi Di Maio. Del resto, allargarsi un po’ troppo è la sua specialità.
[15 luglio 2020]

Le arie di Arisa
Dal sito del Fatto Quotidiano: «Arisa: rutto, scorreg*** e amo il sole». Più che altro ama l’aria.
[14 luglio 2020]

Gira gira il cetriolo...
Il pentastellato Giancarlo Cancellieri, viceministro alle Infrastrutture, concede un’intervista a Repubblica in cui si duole che il governo, il suo governo, non abbia ancora revocato la concessione autostradale ai Benetton. A una domanda finale sul Mes risponde così: «Chissà come mai gli altri Paesi non lo stanno utilizzando. Perché non hanno capito l’importanza dello strumento o perché è un cetriolo che non vuole prendere nessuno?». Visto che ha parlato in lungo e in largo di autostrade, completi l’elegante concetto chiarendo qual è il casello di entrata del cetriolo.
[9 luglio 2020]

La Russa si lamenta del Ventennio
Ignazio La Russa, noto nostalgico, si lamenta del governo Conte e La Verità mette nel titolo questa sua frase: «Ormai votiamo solo sui decreti. Succedeva così nel Ventennio». E si lamenta?
[6 luglio 2020]

Aja, che dolor!
Titolo a tutta pagina da Libero: «La Corte dell’Aja ci dà ragione. “l Marò avevano l’immunità”». La grafia corretta dell’olandese Den Haag è una sola, L’Aia, con la «i» normale (vedere enciclopedia Treccani). Solo Wikipedia, che non fa certo testo, scrive arbitrariamente «L’Aia o a volte L’Aja». Controprova: se si cerca «L’Aja» su Google Earth o sul National Geographic, non esce alcun risultato.
[3 luglio 2020]

Voia de laurà
Titolo a tutta pagina sulla Stampa: «Dalla frenesia del “lavurà” alla vita slow. “Milano costretta a un bagno di umiltà”». Vabbè che è il giornale di Torino, ma persino a Roma conoscono il proverbio: «Voia de laurà saltumm adoss» (Marina Moioli, Milano perduta e dimenticata, Newton Compton Editori, 2013).
[27 giugno 2020]

Vedo rosso
Titolo d’apertura in prima pagina sul Giornale: «Semaforo rosso». Anche quello! Nel titolo di taglio compare la «Zona rossa». Ma allora è vero che i rossi sono dappertutto.
[28 giugno 2020]

Decisionismo
Sommari dell’editoriale di Marco Damilano, direttore dell’Espresso, sulla coalizione Pd-M5s indecisa a tutto. Pagina 10: «Un governo che continua ad andare avanti ma non decide». Pagina 12: «Per il Pd è un momento decisivo». O decide o non decide. Decidetevi.
[14 luglio 2020]

San Pietro batte Santa Sofia
Anche il coltissimo Camillo Langone sbaglia. Commentando sul Giornale la vicenda di Santa Sofia, la definisce infatti «quella che per mille anni fu la più grande chiesa della cristianità». Va bene arrotondare, tuttavia i secoli del meraviglioso edificio costruito da Giustiniano furono poco più di nove, dalla consacrazione nel 538 alla trasformazione in moschea nel 1453, anche se dalla prima metà del IV secolo esistettero precedenti chiese, l’ultima incendiata nel 532. Ma soprattutto non è esatto il riferimento alle dimensioni: la basilica voluta da Costantino sulla tomba di Pietro a Roma era più grande. Poi Langone ricorda padri della Chiesa originari dell’attuale Turchia, includendovi però Giovanni Crisostomo, nato invece ad Antiochia di Siria. Si potrebbe poi discutere su san Simeone lo Stilita (il Vecchio, beninteso) nato al confine tra la Turchia e la Siria. Ma lo sappiamo che anche Omero ogni tanto dormicchiava. Comunque restava Omero.
[13 luglio 2020]

Assolutismo
Mario Giordano intervista sulla Verità il leader della Lega, Matteo Salvini, il quale a una domanda risponde «Assolutamente sì», a un’altra «Assolutamente sì», a un’altra ancora «Assolutamente no». Abbiamo capito: un assolutista.
[13 luglio 2020]

Tenuta
Sommario dell’editoriale di Maurizio Belpietro sulla Verità: «Il presidente del Consiglio tiene unicamente alla sua cadrega. E per tenerla punta sulla paura». Abbiamo capito: Giuseppe Conte è un uomo che ha tenuta.
[12 luglio 2020]

Vertigini
Mistero sulla tragica fine di un professore di 44 anni a Crema. Il Giorno titola: «Volo fatale da nove metri, ma la casa è alta sei». Sarà volato giù con i trampoli?
[3 luglio 2020]

Matassa senza bandolo
«Con la sapienza del gomitolo (Umana postura)». Dalla “Pagina della Sfinge” della Settimana Enigmistica? No, titolo dalla prima pagina di Avvenire.
[28 giugno 2020]

Fritto misto
«Respinto al McDrive: un uomo a cavallo infuriato e umiliato perché non gli hanno servito il suo panino», titola Il Fatto Quotidiano. A parte che non si capisce se a essere infuriato e umiliato fosse l’uomo oppure il cavallo, leggi la notizia sottostante e scopri che il cavallerizzo di Carlisle (Regno Unito) è stato in realtà respinto dalla catena Kfc (Kentucky fried chicken), quella che serve il pollo fritto, e non dal McDrive. Infatti alla fine l’uomo spiega che si è ribellato a questa «orribile forma di discriminazione» di Kfc recandosi da McDonald’s. L’esatto contrario di quanto annunciato nel titolo. Fritto misto.
[29 giugno 2020]

Sbarchi divini
Titolo dal sito della Stampa: «Migranti, il monito del Papa: “È Dio che chiede di poter sbarcare”». Ma non camminava sulle acque?
[8 luglio 2020]

Arabica Doc
Incipit della rubrica A corpo sicuro sulla Verità, a firma di Luciano Bassani: «Il caffè origina dalla macinazione di semi della Coffea arabica, pianta che origina dall’Etiopia». E fin qui siamo alla denominazione di origine controllata. Ma al capoverso successivo si legge anche: «Una leggenda siriana fa risalire la scoperta del caffè a un monaco che aveva notato nel suo gregge uno stato di sovreccitazione dopo aver mangiato frutti e foglie di un albero della zona». Era il gregge che mangiava frutti e foglie o era il monaco vegetariano ad avere le allucinazioni?
[5 luglio 2020]

Sarò quel che sono
Titolo di Avvenire per l’ordinazione episcopale di Marco Tasca, frate minore conventuale: «L’abbraccio di Genova a Tasca. “Sarò un vescovo francescano”». Facendo parte dell’Ordine francescano fondato da san Francesco d’Assisi nel 1209, non si vede che cos’altro potrebbe essere.
[12 luglio 2020]

Una donna riservata
La marchesa Daniela Del Secco D’Aragona scrive sul Giornale: «La donna deve essere come “un ristorante esclusivo” dove farsi riservare un tavolo è il più grande degli onori. Mi piace definire la donna come “un oceano di mistero”». Facciamo un ristorante sull’oceano e non se ne parli più.
[27 giugno 2020]

Il Veneto non è più in Italia
L’ordinanza numero 64 del 6 luglio 2020, emessa dal presidente della Giunta regionale del Veneto, fissa «misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da virus Covid-19». Fra queste, «l’isolamento fiduciario per 14 giorni» in caso di «ingresso o rientro in Veneto dai paesi diversi da quelli di cui all’allegato 1». Le nazioni elencate nell’allegato sono 36. Al diciottesimo posto si legge «Italia». L’autonomia è fatta. Il Veneto non è più in Italia. Viva san Marco! Viva la Serenissima!
[6 luglio 2020]

Miliardi e miliardi
«“Un miliardo di bond legati alla ’ndrangheta”», titola Il Fatto Quotidiano, citando il Financial Times. Bond significa «titolo obbligazionario». Si sta parlando di 1 miliardo di titoli o di titoli per un ammontare di 1 miliardo? Vediamo se il testo svela l’arcano: «Secondo una inchiesta di Miles Johnson del Financial Times, investitori internazionali avrebbero comprato obbligazioni per un totale di un miliardo garantite da società di facciata, sospettate di essere collegate a cosche della ’ndrangheta». Quindi il titolo doveva essere questo: «“Bond per un miliardo legati alla ’ndrangheta”». Poiché il servizio arriva da Londra, resta da capire se si tratti di 1 miliardo di sterline o di 1 miliardo di euro. That’s the press, baby.
[8 luglio 2020]

Latinorum vaticano
Nell’anonima cronaca delle esequie di monsignor Georg Ratzinger, riferendosi alle parole di Benedetto XVI lette dal suo segretario, l’arcivescovo Georg Gänswein, L’Osservatore Romano nel citare il celebre motto latino «Cor ad cor loquitur», coniato dal cardinale John Henry Newman, oggi santo, riporta un inesistente «loquitor». E per par condicio sbaglia anche la parola tedesca «Domkapellmeister» scrivendo «Domkappellmeister», con una doppia «p» all’italiana. Per un giornale i cui redattori sarebbero tenuti a conoscere il latino e che vanta ben sei redazioni linguistiche (francese, inglese, polacca, portoghese, spagnola e, per l’appunto, tedesca) una vera débâcle.
[9 luglio 2020]

Un’ora che diventano tre
Titolo dalla Stampa: «Casaleggio, un’ora a Palazzo Chigi». Attacco del servizio: «Per Davide Casaleggio essere accolto da Giuseppe Conte a palazzo Chigi, nell’appartamento privato del presidente del Consiglio, per una “chiacchierata” di oltre tre ore, è già una vittoria». Dal titolo al testo non cambia solo il modo di scrivere Palazzo Chigi, ma persino il fuso orario.
[8 luglio 2020]

Singolare e plurale
Sommario dalle pagine culturali del Giornale: «Inizialmente la metropoli gli pare “uno spettacolo straordinario”. Poi prevale il disagio e la melanconia». Quando il verbo al singolare prevale su quello al plurale.
[28 giugno 2020]

Papa Formoso
L’Ansa informa che il Vaticano ha sospeso il processo canonico contro l’arcivescovo emerito di La Serena (Cile), Bernardino Piñera, ucciso dal coronavirus all’età di 104 anni. Era stato denunciato nel 2019 per un presunto abuso sessuale che avrebbe commesso mezzo secolo fa su un minore. Signora mia, cosa vuole, non sono più i tempi di papa Formoso. (Nota per gli smemorati: trattasi del pontefice che, a un anno dalla morte, avvenuta nell’896, venne dissepolto e processato da Stefano VI, il quale ne dichiarò illegittima l’elezione, annullò tutti i suoi atti e ordinò di gettare il cadavere nel Tevere, spogliato delle vesti pontificali e mutilato di due o tre dita della mano destra con cui si impartiscono le benedizioni e si effettuano le ordinazioni).
[26 giugno 2020]

Toghe travolti
Titolo in prima pagina sulla Verità: «Parla Luciano Violante. “Le toghe oneste reagiscano o finiranno tutti travolti”». Il gender dilaga.
[6 luglio 2020]

Cicciolinate
Sempre dalla Verità si apprende che la pornostar Valentina Nappi minaccia di scendere in politica, «magari per ricalcare le orme di Cicciolina Staller, 35 anni». In quanto pseudonimo, Cicciolina non può diventare nome. Infatti l’ex attrice a luci rosse, che fu eletta in Parlamento nel 1987 con i radicali, si chiama Ilona Staller, all’anagrafe Elena Anna.
[21 giugno 2020]

La benzina è finita
Paolo Massobrio su Avvenire parla delle inadempienze governative verso le aziende agricole stremate dalla pandemia e così conclude: «Ora si aspetta il sole di un piano strategico. Perché la benzina è finita e i distributori son chiusi». Se la benzina è finita, non si vede come i distributori aperti potrebbero migliorare la situazione.
[8 luglio 2020]

Si si si si
Intervistando il regista Dario Argento in morte di Ennio Morricone, Ernesto Assante su Repubblica riesce a scrivere per ben quattro volte «si», senza accento, al posto di «sì». Per rispetto al maestro, speriamo che fossero almeno tutti si bemolle.
[7 luglio 2020]

Cerchi (e caschi) alla testa
Incipit della rubrica Cerchi alla testa sulla prima pagina di Avvenire, a firma di Alberto Caprotti: «Vedendo sfrecciare due ragazzini in motorino con i capelli stupidamente al vento, mi sono posto una domanda e ho trovato una risposta: il casco in Italia è obbligatorio dal 30 marzo di vent’anni fa». E ha trovato una risposta sbagliata: l’obbligo di indossare il casco per i conducenti in ciclomotore di età inferiore a 18 anni, e sulle moto per i maggiorenni, fu introdotto in Italia dalla legge numero 3 dell’11 gennaio 1986, dunque 34 anni fa.
[4 luglio 2020]

Dentro e fuori
Sommario dall’Espresso: «Un’agonia di 5 giorni. Poi il corpo viene lasciato nella struttura. Tra gli altri profughi, rinchiusi dentro». Rinchiusi fuori sarebbe stato più complicato.
[5 luglio 2020]

Allo scoop di
Dall’editoriale di Vittorio Feltri su Libero: «Ricordo alla perfezione che alcuni lustri orsono, ai tempi della Democrazia cristiana, alcuni leader si misero di buzzo buono allo scoop di smantellare un numero impressionante di cosiddetti Enti inutili». La voglia di scoop prevale sul governo di scopo.
[7 luglio 2020]

Atrocità
Titolo dal Corriere della Sera: «Muti in concerto a Paestum per le vittime dell’Isis. Il maestro: “Ogni forma di atrocità va condannata”». A parte Daesh, qualcuno nel mondo aveva dubbi in proposito?
[7 luglio 2020]

Plurale e singolare
Mario Giordano sulla Verità: «Peccato però che quel provvedimento abbia come obiettivo non quello di punire la violenze fisiche o verbali contro gli omosessuali (del resto, non ce ne sarebbero bisogno: già ci sono le leggi per punire le violenze fisiche o verbali contro ogni persona…)». Siamo d’accordo: non ci sarebbe bisogno né di «la violenze» né di «sarebbero», bastando nel primo caso l’articolo al plurale e nel secondo il verbo al singolare.
[5 luglio 2020]

Pronomi infelici
Su Repubblica editoriale dal titolo «Perché è necessario parlare di “genere”», a firma della filosofa Michela Marzano: «Esattamente come le persone omosessuali le quali, checché talvolta ancora si dica, non scelgono il proprio orientamento sessuale». Non avrei usato quel pronome relativo indefinito, ecco.
[3 luglio 2020]

Abusi replicati
Titolo a tutta pagina su Avvenire: «Abusi, i vescovi polacchi replicano». Pure recidivi.
[8 luglio 2020]

In un batter d’occhio
Attacco di un servizio del Fatto Quotidiano riguardante le difficoltà del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, firmato a quattro mani da Luca De Carolis e Wanda Marra mentre «tutt’attorno all’avvocato è un rumore di siluri e mal di pancia» (il che, si presume, lo indurrà a prescrivere dosi industriali di carbone vegetale agli alleati): «Il premier che ha paura di affondare le tenta tutte. Si fa una passeggiata nel centro di Roma, nella quale giura a un bimbo di “mettercela tutta per far funzionare l’Italia” sotto gli occhi dei cronisti». Ora siamo più tranquilli. Pochi capi di governo, nella storia d’Italia, hanno giurato che il Belpaese funzionerà con l’occhiuto controllo di cronisti quali De Carolis e Marra.
[3 luglio 2020]

Lega con la violenza
Sulla Verità l’editoriale del direttore Maurizio Belpietro reca questo sommario: «A Mondragone i centri sociali impediscono di parlare al leader della Lega con la violenza». Da Lega Nord a Lega con la violenza, che evoluzione. (Comunque, si può farla tornare alle origini: «Con la violenza i centri sociali impediscono al leader della Lega di parlare a Mondragone»).
[1 luglio 2020]

Nuovi poveri, fame antica
Titolo dal Giorno: «In fila alla mensa dei nuovi poveri. “Ho perso tutto, qui per mangiare”». E per che altro, sennò?
[3 luglio 2020]

A ogni morte di papa
Forse l’avvocato Giorgio Assumma, legale di Ennio Morricone, avrebbe fatto meglio a evitare di mostrare ai fotoreporter la mail con le ultime parole del maestro, inviatagli dal figlio Giovanni. Nell’oggetto si legge infatti: «Correzzioni necrologio di papa». Due note stonate su tre.
[27 giugno 2020]

Deserto del Gobi
Titolo sul sito della Gazzetta dello Sport: «Di Felice, che impresa! Dal deserto dei Gobi allo Stelvio: “Le salite della rinascita”». Mi ha fatto ricordare una canzoncina della mia infanzia: «Gòbo so pare, gòba so mare / gòba la fióla de so sorèla / era gòba pure quela...». Ma il deserto è uno solo: del Gobi.
[6 luglio 2020]

Terroristi a riposo
Incipit della rubrica Malebolge di Aldo Nove sulla prima pagina di Avvenire: «Ci fa paura, il cambiamento. Sempre e comunque. A meno che non venga truccato da incremento di qualcosa che ci ha dato piacere nel passato, o che ci gratifica nel presente. In questo senso, il concetto reso popolare dal film di Visconti (tutto devo cambiare perché tutto resti uguale, valida anche nella variante inversa, perché l’ordine dei fattori qui non cambia), il proverbiale “Gattopardo”, si apre in questi mesi a uno spiraglio di “rivelazione” (apocalisse) che tramuta la paura in terrore. Forse qualcuno ha notato che da un po’ non avvengono atti terroristici. Perché lo abbiamo introiettato». Toccatina e fuga.
[28 giugno 2020]

Lingua sciolta
Da un titolo della Verità: «L’assemblea dei rappresentanti di clero, nobiltà e Terzo stato fu convocata il 5 marzo 1789 da Luigi XVI. Nonostante il Paese si avviasse verso il caos, il re non li sciolse». In effetti solo Giovanni Brusca avrebbe potuto scioglierli nell’acido.
[26 giugno 2020]

E non, eh no
Daniele Capezzone, già portavoce di Forza Italia, scrive sulla Verità: «L’autocensura di ieri non è dunque una buona notizia per i cristiani perseguitati in tutto l’Estremo Oriente, e in generale per chiunque difenda la libertà, religiosa e non». Eh no, sarebbe bastato ricordarsi di Uomini e no, il romanzo di Elio Vittorini. «L’avverbio negativo olofrastico (detto così perché, da solo, costituisce un’intera frase) in italiano è soltanto “no”», ricordava il linguista Luca Serianni nel periodico dell’Accademia della Crusca (numero 11, ottobre 1995). «L’uso tradizionale richiede dunque “o no” in coordinate disgiuntive ridotte appunto alla sola negazione olofrastica». Il dantista Remo Fasani nel De vulgari eloquentia (Padova, Liviana editrice, 1978, pagina 15) condannò senza appello la forma «o non», «forse lo sfregio più grande – e più gratuito – che si poteva fare all’italiano», aggiungendo: «E subito dopo viene il “meno”: “diretti o meno”, che sembra l’invenzione di un ubriaco».
[6 luglio 2020]

Do re mi
Da un editoriale del direttore di Libero, Pietro Senaldi, si apprende che Giuseppe Conte «ha posto la fiducia sul provvedimento che dovrebbe dare il là alla risalita». Questo governo è davvero un disastro: riesce persino a trasformare le note musicali in avverbi.
[25 giugno 2020]

Anacoluti
Sommario dall’Espresso: «Jole, 86 anni, pagato l’affitto le restano 250 euro al mese». Invece c’è abbondanza di anacoluti in redazione.
[5 luglio 2020]

Amicizie istantanee
Nella sua bellissima intervista con Ernesto Franco, direttore editoriale dell’Einaudi, apparsa su Robinson, il settimanale di Repubblica, Antonio Gnoli comincia dando del lei all’interlocutore, ma nel giro di otto domande passa al tu. Si vede che hanno fatto amicizia in fretta. Attenuante generica: la rubrica dell’eccellente Gnoli si chiama Straparlando. Quindi era autorizzato a chiudere il colloquio dandogli del voi.
[5 luglio 2020]

Laura non c’è
Intervista di Antonio Di Francesco all’assessore regionale veneto all’Istruzione, Elena Donazzan, sulla Verità: «Pura incompetenza, ecco quel che vedo. E pensare che di ministri dell’Istruzione ne ho visti tanti in questi anni, ma come Laura Azzolina mai». Infatti non esiste, semmai c’è una Lucia Azzolina.
[6 luglio 2020]

Intimissimi
Giovanni Mari scrive sulla Stampa: « Ad attaccare alzo zero, contro il governo, è il presidente della Regione Giovanni Toti, che annuncia un’ordinanza per “intimare” il ministero dei Trasporti ad agire». E 13 righe più avanti spiega che Toti «aveva in questo modo “intimato” lo stesso Mit e Aspi». Prima osservazione, di natura balistica: «attaccare alzo zero» non si può, semmai si spara a zero, cioè con alzo zero, tenendo l’arma orizzontale. Seconda osservazione, di natura grammaticale: non si può intimare qualcuno, ma solo qualcosa. Come spiega lo Zingarelli 2021, il significato del verbo è «ordinare o imporre in modo perentorio» (esempio: intimare la resa) e va seguito da «di» con l’infinito (gli intimò di partire) o da «che» con il congiuntivo (intimò che il fardello gli fosse consegnato). Non che nello Zingarelli 1981 la regola fosse diversa.
[29 giugno 2020]

Effetti dell’epidemia
La Repubblica intervista l’editore Giuseppe Laterza, attribuendogli nel sommario questa frase: «L’epidemia ha cambiato tutto, oggi anche Croce userebbe Instagram». Perché non possiamo non dirci “Ferragni”.
[3 luglio 2020]

La prima Pagina della Sfinge
«La beatitudine della sete (Urlare Dio)» titola Avvenire un articolo in prima pagina del focolarino Luigino Bruni, economista nonché biblista. Per fortuna l’occhiello chiarisce tutto: «L’anima e la cetra/15». Ci siamo persi sicuramente qualcosa.
[5 luglio 2020]

Virgole
Sommario dell’editoriale del direttore Maurizio Belpietro sulla Verità: «Se non si fa nulla per rimettere in piedi le aziende colpite dalla recessione, quando esse avranno le mani libere, manderanno a casa parecchi dipendenti». Cioè la recessione le colpirà quando avranno le mani libere? Allora meglio tenergliele legate. Oppure togliere la virgola dopo «libere».
[4 luglio 2020]

Sottosviluppo
Così, in un sommario, Il Giornale fa parlare Luca Palamara a proposito di Silvio Berlusconi: «Che ci siano stati problemi nello sviluppo dei processi è un tema che va sviluppato». Un magistrato in via di sviluppo.
[23 giugno 2020]

Non morto e sepolto
Sommario dall’Espresso: «Raccoglieva origano nei campi. Nei giorni peggiori del Covid-19 aveva febbre e diarrea. Nel centro per migranti nessuno lo ha visitato. E poi lo hanno subito sepolto». Non hanno nemmeno aspettato che morisse.
[5 luglio 2020]

Scivoloni
Titolo in prima pagina sulla Verità: «Farsa di Giuseppi sulle tasse: il governo le slitta di 20 giorni». «Slittare» è un verbo intransitivo: si può far slittare qualcosa, non slittarla.
[30 giugno 2020]

A scoop ritardato
«Zaccagnini incontrò Craxi per salvare Aldo Moro», titola di spalla in prima pagina il Corriere della Sera, presentando, a firma di Walter Veltroni, un’intervista di quasi due pagine con Beppe Pisanu, che nel 1978 era il capo della segreteria politica dello statista assassinato dalle Brigate rosse. All’interno, Pisanu racconta: «Zaccagnini tenne una linea rigorosa nel senso che umanamente pensò non bisognasse lasciare nulla di intentato – uso un’espressione che lui dettò a me personalmente – per restituire Aldo Moro alla famiglia e al suo partito». Non si capisce in che cosa consista la novità della «rivelazione». Ecco che cosa disse Bettino Craxi, da me intervistato ad Hammamet un anno prima della morte (l’intervista apparve sul Giornale il 28 gennaio 1999 e fu poi raccolta nel libro Dimenticati, Marsilio).
Ha un rimorso?
«Avercela messa tutta per salvare Aldo Moro e non esservi riuscito. La detenuta brigatista era già stata individuata: Paola Besuschio. Leone era d’accordo, me lo confermò Fanfani: “Il presidente è pronto a firmare la grazia, ha la penna in mano”. La sera prima dell’assassinio ci fu un estenuante vertice con i dc, dalle 17 a mezzanotte. Piccoli e Bartolomei erano gli unici favorevoli allo scambio. L’onesto Zaccagnini non aprì mai bocca. In sette ore filate riuscì a dire soltanto: “Craxi, vuoi un bicchier d’acqua?”. L’onesto Zaccagnini!».
E poi?
«L’indomani arrivò la nettissima chiusura di Andreotti a ogni trattativa».
Interpretava un sentimento diffuso fra gli italiani: lo Stato non può scendere a patti col terrorismo.
«Gli italiani! In mille partirono da Quarto. Non ci sarebbe neanche l’Italia se fosse stato per gli italiani!».
Dopo la seconda risposta, Craxi mi ordinò di spegnere il registratore e mi raccontò: «La mattina successiva alla riunione in cui Zaccagnini non fece nulla per salvare Moro, telefonai a Flaminio Piccoli per chiedergli come mai tardasse a uscire il comunicato che era stato concordato con la Dc, il quale avrebbe dovuto dare via libera al presidente Leone per la grazia alla terrorista Besuschio. Mi rispose Piccoli: “È stato quel criminale di...”», e qui Craxi mi fece nome e cognome di un leader democristiano che aveva opposto una netta chiusura alla linea trattativista del segretario socialista, mandando così a monte il tentativo di salvare Moro. Siccome cinque mesi prima avevo intervistato Piccoli, gli telefonai per chiedergli di confermarmi la veridicità dell’affermazione di Craxi: non ebbe difficoltà a farlo.
Fra l’altro, l’intervista con Craxi fu ripresa cinque giorni dopo proprio sul Corriere da Luca Telese, che però si soffermò su un unico dettaglio: nel nostro colloquio l’ex leader del Psi mi aveva annunciato che aveva aperto il sito www.craxi.net. Infatti il titolo era: «Craxi, un sito Internet fra malizia e malinconia».
[2 luglio 2020]

Sturmtruppen vaticane
Annunciando la morte di monsignor Georg Ratzinger, Vatican News, testata ufficiale online della Città del Vaticano, sbaglia numero e genere – anche in tedesco singolare maschile – del «servizio di lavoro obbligatorio del Reich», scrivendo che il fratello di Benedetto XVI durante la guerra «venne arruolato nelle Reichsarbeitsdienst». Forse l’estensore della notizia, ciecamente imitato un po’ da tutti (dalle agenzie Ansa, Adnkronos e Agi, dall’Osservatore Romano, ormai non più di carta, da Luigi Accattoli nel minuzioso articolo sul Corriere della Sera, e poi da Fatto Quotidiano, Avvenire, Tgcom 24), pensava alle Sturmtruppen di Bonvi.
[1 luglio 2020]

Aridaje!
L’espressione incriminata («nelle Reichsarbeitsdienst») ritorna in un secondo articolo di Maurizio Fontana che compare nell’edizione odierna dell’Osservatore Romano, nel quale è sbagliato pure il soprannome Bücher-Ratz («il Ratz dei libri») di Joseph Ratzinger, trasformato in Bucher-Ratz. Povero tedesco, e povero Benedetto XVI!
[3 luglio 2020]

Per essere cieca è cieca
Editoriale del direttore Maurizio Belpietro sulla Verità: «Ma un cittadino crede che la legge sia uguale per tutti e che, pur essendo cieca, la Giustizia non faccia distinzioni». Non si comprende il senso della frase. La Giustizia non fa distinzioni proprio perché è cieca.
[2 luglio 2020]

Spese voluttuarie
Un giovane si suicida su una piazzola della Transpolesana sparandosi un colpo di pistola alla testa. La cronaca sull’Arena termina così: «A quanto pare, non aveva apparenti motivi per togliersi la vita. Resta quindi un mistero il perché, un’ora prima del dramma, abbia speso mille euro in un’armeria di Rovigo per acquistare la Sig Sauer calibro 9 che gli è stata fatale». Le famose spese voluttuarie.
[30 giugno 2020]

Scavi storici
Piero Melati recensisce sull’Espresso il saggio Ma perché siamo ancora fascisti di Francesco Filippi (Bollati Boringhieri) e assicura: «Stavolta Filippi scava più profondamente». Tralasciando vari passaggi del volume, ai quali potrebbe fare le pulci il professor Nunzio Dell’Erba, già docente di Storia contemporanea e Storia dei partiti e dei movimenti politici all’Università di Torino e compilatore di molte voci apparse nel Dizionario biografico degli italiani della Treccani, vediamo se è vero. A pagina 106 Filippi riporta (nella nota 2) un brano tratto da Storia dei due manifesti di Emilio Raffaele Papa, del quale però non vi è traccia nel punto indicato del libro di Papa, e parla dell’«esecuzione del filosofo fiorentino Giovanni Gentile», che per la verità era nato a Castelvetrano (Trapani). A pagina 112 l’autore scrive che «Gramsci muore nel 1937 pochi giorni dopo essere stato liberato per motivi di salute»: in realtà Antonio Gramsci lasciò l’infermeria del carcere di Civitavecchia il 7 dicembre 1934 per essere ricoverato a Formia. Il 25 ottobre dello stesso anno Benito Mussolini accolse la richiesta di libertà condizionata. Il 24 agosto 1935 fu trasferito nella clinica Quisisana a Roma, dove morì il 27 aprile 1937. Quindi i «pochi giorni» citati da Filippi furono in realtà 612. Niente male, per uno storico, che «scava più profondamente». (Ieri Filippi era ospite di Rai 3 con il suo libro, insieme a Gad Lerner, a Quante storie. Un programma di vita).
[21 giugno 2020]

Lotto per la giustizia
La Stampa intervista l’avvocato Pierpaolo Berardi, che dal 1992 tenta senza successo di entrare in magistratura. Titolo: «Toghe e concorsi truccati, trent’anni di beffe e ricorsi. “Lotto solo per la giustizia”». Verbo o sostantivo? Forse il secondo. La giustizia è sempre un terno al lotto.
[29 giugno 2020]

Ampliare gli abusi?
Titolo dalla prima pagina del Fatto Quotidiano: «Ok accelerare appalti e permessi ambientali, ma non sanare gli abusi previsti dai piani regolatori (che i Comuni possono ampliare)». I piani regolatori prevedono gli abusi? E i Comuni possono ampliare i piani regolatori o gli abusi? Ok sanare la sintassi.
[30 giugno 2020]

Parrocchie di lucro
Da un titolo della Verità: «Peccato che il parroco lucrasse sull’attività degli stranieri, cosa per cui ora è sotto inchiesta, utilizzando le sue conoscenze». Lucrava sulle attività degli stranieri utilizzando le sue conoscenze oppure stanno indagando fra le sue conoscenze?
[28 giugno 2020]

Sconsecutio temporum
Incipit della rubrica Malebolge di Aldo Nove sulla prima pagina di Avvenire: «Subito dopo la morte di san Francesco, il fedele frate Elia manda una lettera enciclica a tutte le province dell’ordine e il papa Gregorio IX, amicissimo del Poverello, preparò il processo di canonizzazione». Manda. Preparò. Complimenti per la sconsecutio temporum.
[30 giugno 2020]

Direttori dimenticati
Fabrizio Boschi sul Giornale scrive di Vittorio Feltri, che si è dimesso per protesta dall’Ordine dei giornalisti: «Direttore dell’Europeo prima e dell’Indipendente dopo, nel 1994 prende le redini de Il Giornale dopo l’abbandono di Montanelli. Nel 2000 fonda Libero, che dirige da allora». Veramente fra il 2009 e il 2010 ha diretto per la seconda volta, e per più di un anno, Il Giornale. Se i cronisti del Giornale ignorano che cosa accade al Giornale, che ne sapranno di ciò che succede nel mondo? (Nello stesso testo viene attribuita a Feltri la seguente frase: «Ho anche intenzione di querelare tutti quelli che mi hanno ingiustamente tentato di perseguitarmi». Escludo tassativamente che abbia potuto pronunciarla. Si è dimesso dall’Ordine dei giornalisti, non dalla lingua italiana).
[27 giugno 2020]

Rimetti a noi i nostri debitamente
Titolo dell’editoriale del direttore Maurizio Belpietro sulla Verità: «Un governo terminale tenuto in vita dall’avvocato maestro del rinvio». Spiega il sommario: «L’accesso al prestito del Meccanismo di stabilità è vincolato a una consultazione parlamentare che Conte evita debitamente». La definizione dell’avverbio «debitamente» è «nel modo dovuto». Se ne deduce che evitare la consultazione parlamentare è un atto dovuto. Allora quale sarebbe la colpa del premier?
[30 giugno 2020]

Kissinger mica tanto
La Repubblica mette in prima pagina, a corredo di un articolo su Henry Kissinger, una foto dell’ex segretario di Stato americano. Posso sbagliarmi, ma non è lui per almeno quattro motivi: 1) Kissinger ha 97 anni; lo sconosciuto sicuramente molti di meno. 2) Kissinger ha la fronte tempestata di macchie senili; lo sconosciuto no. 3) Kissinger porta da molti anni gli stessi occhiali, interamente in resina; lo sconosciuto ne indossa un paio con il ponte metallico. 4) Kissinger ha la pappagorgia; lo sconosciuto no.
[30 giugno 2020]

Caffè scorretto
Rettifica dalla Verità: «Per una grave svista, il Caffè corretto – evidentemente troppo – di Gustavo Bialetti attribuiva al Gruppo Gavio lo sgradevole incidente della richiesta di pedaggio non versato (84,30 euro) a un malcapitato guidatore coinvolto nel crollo del viadotto della A6 nel novembre 2019». Evidentemente poco corretto, semmai.
[27 giugno 2020]

Io ti battezzo nel bagnoschiuma Vidal
Incipit della rubrica Malebolge di Aldo Nove sulla prima pagina di Avvenire: «Da anni mi chiedo, pensando a chi appartiene alla mia generazione (ho da poco superato i cinquanta), quale fede essa possa avere o quale eventuale conversione potrebbe vivere – l’immagine, sarcastica e mesta, è che vorremmo scegliere il tipo di bagnoschiuma per il battesimo...». Sicuro di sentirsi bene?
[27 giugno 2020]

Attenti al lupo
Sommario dalla Verità: «Paura a Otranto. Lupo selvatico azzanna una bambina nel villaggio vacanze». Esiste anche il lupo domestico?
[27 giugno 2020]

Bare in omaggio
Pubblicità delle pompe funebri Exequia di Roma: «C’è chi bara, e chi non bara. Funerale completo e bara in omaggio a € 1.250». La forza del destino cinico e baro: conviene morire.
[3 maggio 2020]

Facciamo un po’ di Ordine
Commentando in prima pagina le polemiche dimissioni di Vittorio Feltri dall’Ordine dei giornalisti, Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, scrive: «Dovete sapere che per esercitare la professione di giornalista bisogna essere iscritti all’Ordine – inventato dal fascismo per controllare l’informazione – e sottostare alle sue regole deontologiche». Non è corretto dire che l’Ordine fu inventato dal fascismo. Il primo riconoscimento giuridico della professione giornalistica risale al Regno d’Italia, alla legge numero 406 del 9 luglio 1908. In seguito, re Vittorio Emanuele III promulgò la legge numero 2307 del 31 dicembre 1925, che all’articolo 1 stabiliva: «Il direttore o il redattore responsabile deve essere iscritto nell’albo professionale dei giornalisti». L’Ordine dei giornalisti propriamente detto nacque invece con la legge numero 69 del 3 febbraio 1963. A presentarla fu il dc Guido Gonella, ministro di Grazia e Giustizia, che divenne il primo presidente dell’Ordine.
[26 giugno 2020]

Commessi promossi questori
La Verità pubblica una foto di Vittorio Sgarbi cacciato da Montecitorio per ordine della presidente di turno Mara Carfagna. «I questori l’hanno trascinato fuori a forza», recita la didascalia. In realtà a portare fuori di peso dall’Aula il deputato sono cinque commessi. I questori della Camera sono soltanto tre e non movimentano corpi umani.
[26 giugno 2020]

Urla del silenzio
Incipit della rubrica Malebolge di Aldo Nove sulla prima pagina di Avvenire: «La poesia è il regno del silenzio che si (rivela), che si concede all’impossibile paradosso del farsi toccare. Il vero silenzio non significa una mera entità negativa, tale da rimanere inespressa, ma un comportamento attivo, una commozione fervida della vita interiore, commozione nella quale tale silenzio diviene padrone di sé stesso». Bei tempi quando il silenzio era d’oro.
[17 giugno 2020]

Tre passi nel delirio
Dalla rubrica Verità nascoste del Manifesto, che reca le firme di ben tre autori, Sarantis Thanopulos, Francesco Bollorino e Gilberto Di Petta: «Sarantis ha reso una stringente ermeneutica del contenuto del delirio di Gerolamo che, evidentemente, nessuno dei clinici che egli ha incontrato, è stato mai in grado di fare. Purtroppo si tratta, o si sarebbe trattato, se mai il paziente avesse incontrato un clinico di formazione psicodinamica, di una lettura “a posteriori”, ovvero dopo la tragedia, poiché Gerolamo, come ancora oggi accade, non è venuto all’osservazione clinica se non dopo il delitto. Dunque il primo punto critico è riuscire ad offrire, a queste persone, l’aiuto prima dell’agito. Il secondo punto è che questo delirio, oltre che ad un’analisi del contenuto, si presta ad una analisi della forma, ovvero del suo modo di strutturarsi». Concordiamo su un punto: il delirio.
[13 giugno 2020]

Apriamo una parentesi
Titoli da un’edizione del Corriere della Sera: «La guerra (a parole) sui vitalizi». «Un metro di distanza (da bocca a bocca)». «Quelle conversazioni tra Conte e Berlusconi (che fanno irritare il segretario del Pd)». «Quali errori (di Trump) hanno portato alla crisi». «Da Bertinotti e Dini (e Cicciolina). Il fronte degli irriducibili». «La vittima in più (mai identificata) tra i misteri della strage di Bologna». Provate a togliere le sei – dodici – parentesi: i titoli stanno in piedi lo stesso. Allora perché metterle?
[27 giugno 2020]

Recensioni indistinguibili
Stefano Balassone, critico televisivo di Repubblica, nella rubrica Onda su onda analizza la serie Curon di Netflix: «La regia ci va pesante sul piano espressivo del terrore. Ma la non sfugge alla maledizione della noia». E più avanti: «Se la sceneggiatura non fosse tirata via come l’attuale, la serie potrebbe procedere ben oltre le sette puntate perché la lacustre fabbrica di mostri è sempre incinta, là e per uno vecchio che fai fuori altri ne sorgono, anche dai buoni di una stagione e potenziali pessimi nell’altra». Infine: «Tuttavia, prima di scrivere e riscrivere per costruire trame di sostanza, assicuratevi che l’audio sia distinguibile». Vale anche per le recensioni.
[21 giugno 2020]

Tu es Petrini
Dall’Osservatore Romano: «Figlio del dopoguerra, Carlo Petrini ha vissuto l’era delle macerie e della rinascita di un intero Paese. Fondatore e presidente di “Slow Food”, da trent’anni promuove un’idea di prossimità opposta a un’economia che strozza gli orizzonti a prezzo di disuguaglianze feroci». E noi che pensavamo promuovesse solo il pecorino di Farindola e il sedano rosso di Orbassano.
[3 giugno 2020]

Marzano in campo
Sette ragazzi sabato scorso hanno prenotato un tavolo al Kursaal, nota discoteca di Lignano Sabbiadoro, a nome di un fantomatico «centro stupri». Hanno anche postato online alcune foto in cui indossavano t-shirt con la medesima scritta. Nei giorni successivi si sono scusati per la «bravata». Su questa vicenda, frutto di conclamata imbecillità, la filosofa Michela Marzano verga un editoriale sulla Stampa in cui denuncia «l’incapacità di questi ragazzini friulani di buona famiglia di capire il significato delle parole pronunciate, l’estrema violenza che c’è nel banalizzare lo stupro o i lager nazisti». Che c’entrano i campi di sterminio? Non si sa. Al massimo c’entrano i campi di polenta, dove questi sette sconsiderati andrebbero mandati a zappare.
[24 giugno 2020]

Colui il quale e i loro nomi
Titolo da Repubblica: «Palamara. “Le correnti? Anche chi mi accusa le usava per fare carriera. Ecco i loro nomi”». Quindi fa i nomi delle correnti? No, perché quelli si conoscono già. Allora fa il nome di chi lo accusa? In tal caso la concordanza con «i loro nomi» è sbagliata, essendo «chi» pronome relativo singolare che sta per «colui il quale», «colei la quale». («Chi» in funzione di «coloro che» è un arcaismo, che comunque mal si sarebbe conciliato con il verbo al singolare).
[21 giugno 2020]

Lavori perduti
Titolo da Avvenire: «Quaranta milioni di lavori perduti». Proviamo a immaginare: lo stagnino, il lampionaio, l’arrotino, il cardatore, l’ombrellaio... Ce ne vuole per arrivare a 40 milioni di lavori. Infatti nel testo si precisa che trattasi di 40 milioni di lavoratori che hanno perso il posto negli Stati Uniti.
[7 giugno 2020]

Le caprette di Mattarella
«Il capo dello Stato salva dallo sfratto le caprette di una cascina», titola d’apertura La Verità. Leggi la notizia sottostante e scopri che a Casirate (Bergamo) era scoppiata nel 2004 una lite tra una famiglia di agricoltori e la proprietaria di un bed & breakfast adiacente, causata dalla vicinanza degli animali all’abitazione. Il proprietario della fattoria presentò ricorso amministrativo per far revocare l’ordinanza di sgombero emessa dal sindaco contro 2 maiali, 14 capre, 3 pecore e 20 galline. «Ora, dopo il parere del ministero della Salute, la salomonica sentenza: no ai porcelli, sì alle caprette». E perché il titolo tira in ballo Sergio Mattarella? Va’ a saperlo.
[19 giugno 2020]

Accenti a Mazzi
Don Antonio Mazzi scrive sul Corriere della Sera: «Nella mia giovinezza, a ridosso della Seconda guerra mondiale, avevamo meno cervello, ma un pò più di cuore». Solo l’ortografia rimane uguale.
[25 giugno 2020]

E la chiamano estate
La Repubblica intervista Gabriele Muccino sul suo nuovo film. «Gli anni più belli sembra pensato per l’estate», osserva il giornalista. E il regista, di rimando: «Sì. Intanto è un film molto estivo». Cocorito non avrebbe saputo rispondere con più fantasia. Stabilito dunque senza ombra di dubbio che non si tratta di un’opera autunnale, verso la fine Muccino chiosa: «Spero che il film riesca a camminare fino a settembre». In effetti il 22 di quel mese termina l’estate.
[19 giugno 2020]

Da ieri a oggi
«Ligia Turetta. Morta a 44 anni», recita la didascalia del Corriere della Sera, posta sotto la foto di una donna dall’aspetto giovanile. Trattasi della quinta vittima da coronavirus registrata a Vo’ Euganeo. Nel testo si scopre però che la signora di anni ne aveva 64. Un refuso? No. È che sembrava ieri quando «Ligia Turetta mangiava la torta di crema e frutta che i figli avevano ordinato in pasticceria per festeggiare il 44esimo anniversario di matrimonio con il marito Silvio». Da ieri a oggi, un salto di 20 anni.
[23 giugno 2020]

Dal giorno alla notte
Gabriele Carrer sulla Verità: «La domanda del New York Times sorge quasi spontanamente dopo che tra lunedì e martedì, nella notte, soldati indiani e cinesi si sono affrontati, disarmati». A parte lo «spontanamente», tra lunedì e martedì non poteva che essere notte.
[20 giugno 2020]

Campi profughi
Titolo in prima pagina sull’Osservatore Romano: «Il virus minaccia i campi profughi». Occhiello: «Nei rifugiati e negli sfollati è presente Gesù ricorda il Santo Padre in un tweet». L’ambiguo collegamento fra le due righe suscita un interrogativo: è presente il Covid-19 o è presente Gesù?
[21 giugno 2020]

Solo solo
Titolo del Fatto Quotidiano per un’intervista a Vittorio Storaro, direttore della fotografia in film di grande successo: «“Sono solo cinematografo. Contro Allen solo imbecilli”». Dopo Tolo Tolo, solo solo.
[23 giugno 2020]

Fondamenta
Francesco Alberoni sul Giornale: «Gli occidentali, indeboliti e sconfitti, anziché ribellarsi e combattere si accusano di tutti i mali del modo. È un modo di pensare nelle fondamenta dell’edificio occidentale». C’è modo e modo anche di scrivere.
[21 giugno 2020]

Turbolenze
Titolo dalla prima pagina di Avvenire: «Il governo balla su Alitalia». Le solite turbolenze.
[17 giugno 2020]

Confusione scheletrica
Secondo Marco Belpoliti di Repubblica, la spiegazione della mancata conquista del pianeta da parte degli insetti «sta nell’endoscheletro degli Artropodi che ha impedito loro di svilupparsi, mentre l’esoscheletro ha permesso l’evoluzione dei mammiferi, e in particolare dell’Homo nelle sue varie versioni, gli ha consentito di espandersi e crescere nel corpo e nel cervello». È esattamente l’inverso: gli artropodi sono dotati di esoscheletro, i mammiferi di endoscheletro. (E l’Homo sapiens di scheletri plurimi nell’armadio).
[18 giugno 2020]

È un virologo, anzi no
Andrea Tornago sul Fatto Quotidiano intervista il professor Andrea Crisanti: «Lei gode di grande stima ma c’è chi la attacca dicendo che non è neanche un virologo» (infatti è un parassitologo, come già evidenziato in questa rubrica in data 31 marzo). Risposta: «È vero e forse proprio perché non sono un virologo ho potuto vedere l’epidemia in un modo diverso e originale». Sullo stesso numero, Pino Corrias scrive che il governatore Luca Zaia ha «ingaggiato il virologo migliore, Andrea Crisanti, quello che ha isolato il focolaio di Vo’ e fatto tamponi a tappeto». Non sappia la pagina 17 ciò che fa la pagina 12.
[23 giugno 2020]

Unità di personale
Sommario del Fatto Quotidiano per un articolo di Tomaso Montanari: «Per garantire il servizio, oggi mancano 1.202 unità di personale». Bei tempi quando si chiamavano persone.
[22 giugno 2020]

Ipotesi scientifiche
Sul terribile incidente occorso ad Alex Zanardi, Il Giornale intervista Francesco Di Meco, direttore del dipartimento di neurochirurgia dell’ospedale Besta di Milano. Affermazione del luminare nella prima riga del titolo: «Il viso può essere ricostruito, il cervello no». Il che spiegherebbe l’alto tasso di persone senza cervello. Seconda riga: «L’ipotesi peggiore? Che non si risvegli più». Un rischio che corrono tutti i mortali ogniqualvolta si addormentano. La statistica induce all’ottimismo, per cui: dài Alex, che ce la fai!
[22 giugno 2020]

Prima o poi
Il Fatto Quotidiano in un occhiello sul caso Palamara: «Per le chat a rischio anche altri uffici». Qui pare a rischio solo la chiarezza: erano chat a rischio o sono uffici a rischio? Nel primo caso (il più probabile) bastava posporre le prime tre parole: «A rischio per le chat anche altri uffici».
[23 giugno 2020]

Voli pindarici
Titolo dalla Stampa: «Covid, a Pechino torna la paura. Voli a terra e quartieri isolati». Di solito restano a terra gli aerei: i voli si cancellano. (Anche se volare rasoterra nei giornali è frequente).
[18 giugno 2020]

Concetti di base
Incipit della rubrica Malebolge di Aldo Nove sulla prima pagina di Avvenire: «Spesso mi chiedo, da dilettante appassionato di fisica quantistica, in quali forme, con quali tempi e modalità d’impatto le scoperte (o meglio e spesso le ardite supposizioni) più avanzate relative all’infinitamente piccolo attecchiscano sulla mentalità comune, alterandone, e a volte sbrandellandone, i concetti di base». Ce lo chiedevamo anche noi dopo aver scoperto il suo modo di scrivere.
[3 giugno 2020]

Nodi del giornalismo
Dario Cresto-Dina, vicedirettore vicario di Repubblica, traccia un ritratto del governatore del Veneto, Luca Zaia, nel quale si legge fra l’altro: «Nello stile si presenta come uno del popolo, vengo dalla campagna ripete spesso: giacca stazzonata, cravatta sbagliata su collo aperto della camicia». Se c’è una cosa che anche il più distratto degli osservatori ha potuto notare nel corso degli ultimi 12 anni, da quando Zaia giurò al Quirinale come ministro delle Politiche agricole nel quarto governo Berlusconi, è che indossa sempre una cravatta nera su camicia bianca allacciata fino all’ultimo bottone. In alternativa, camicia senza cravatta slacciata sul collo. Delle due l’una: o Cresto-Dina non conosce Zaia oppure, benché lavori in un giornale, non ha mai consultato l’archivio fotografico dell’Ansa (e neppure Google Immagini).
[20 giugno 2020]

Papa Silvio
Dal Giornale: «Una vecchia volpe della politica come Gianfranco Rotondi ne è convinto: Berlusconi si sta ritagliando un ruolo sempre più importante. Tanto che ora viene apprezzato sia a destra che a sinistra. “Se resta ancora un po’ in Provenza – profetizza Rotondi – tornerà in Italia da capo dello Stato”». Se poi si sposta di 250 chilometri più a ovest, ad Avignone, tornerà da papa.
[17 giugno 2020]

Solo una sana e consapevole inquietudine
Titolo di Avvenire su sant’Antonio da Padova: «Un uomo dotto e sempre animato da una “sana” inquietudine evangelica». L’inquietudine insana come sarebbe stata, visto che la frase si riferisce al Vangelo e a un santo?
[13 giugno 2020]

Nun te Rahel Jaeggi più
La filosofa Rahel Jaeggi, docente della Humboldt di Berlino, intervistata dal Manifesto: «Mi sembra importante pensare insieme questi due temi e quindi il tema più generale della riproduzione sociale: il denominatore comune è la misura in cui il capitalismo e la sua dinamica di crescita vivono di presupposti che esso stesso non può riprodurre». Afferrato il concetto.
[28 maggio 2020]

Iacopone da Todi ha bestemmiato?
Secondo Il Fatto Quotidiano, che lo strilla in prima pagina e lo ripete all’interno, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, avrebbe bestemmiato nell’aula di Palazzo Madama. Questa, riferisce il quotidiano, l’imprecazione sacrilega rivolta ai commessi, rei di non aver impedito che venissero filmati con gli smartphone i lavori in Aula: «Per Dio. Siete qua come pupazzi o volete parlare?». Nella didascalia diventa: «Siete qui a fare i pupazzi o volete parlare, per Dio». Pur contravvenendo al secondo comandamento («Non nominare il nome di Dio invano»), appare improprio affermare che la cattolica Alberti Casellati abbia bestemmiato, almeno secondo lo Zingarelli 2020, che riporta l’interiezione con la grafia «perdìo», già di per sé attenuativa, e la classifica come «pop.» (popolare) con questa definizione: «Esprime disappunto, ira, impazienza, meraviglia e simili o rafforza una minaccia». Infatti i sinonimi sono «perdiana, perdina, perdinci, perdindirindina». Va comunque segnalato agli scandalizzati colleghi del Fatto che «perdìo» ricorre tre volte in Dante Alighieri (non nella Divina Commedia, si capisce, ma nei poemetti Il Fiore e Detto d’Amore); una volta nella Laude del religiosissimo Iacopone da Todi; 2 volte in Torquato Tasso; 2 volte in Cuore e 3 volte in Sull’Oceano di Edmondo De Amicis. E poi 3 volte in Antonio Fogazzaro, 4 in Grazia Deledda, 6 in Matilde Serao; 14 in Giovanni Verga e addirittura 199 volte in Luigi Pirandello. Tenuto conto che accanto al titolo sulla presunta espressione blasfema della presidente del Senato compariva una vignetta di Vauro, condannato nel 1997 a tre mesi di reclusione per aver vilipeso Gesù in croce, la conclusione diventa inevitabile: da che pulpito.
[20 giugno 2020]

Coppia atomica
Nella sua rubrica Onda su onda, il critico televisivo di Repubblica, Stefano Balassone, recensisce The marriage, soap opera di produzione nigeriana presente su Youtube, e parla di «coppia mono nucleare». In pratica una famiglia scoppiata.
[19 giugno 2020]

Repetita iuvant
Luciano Bassani sulla Verità, nella rubrica A corpo sicuro: «L’acqua che beviamo dovrebbe essere alcalina e antiossidante per neutralizzare i radicali liberi». E 23 righe più avanti: «L’acqua che beviamo dovrebbe essere alcalina e antiossidante il che significa che riesce a neutralizzare i radicali liberi». A corpo sicuro sicuro.
[21 giugno 2020]

Non c’è tre senza tre
Dai titoli dall’edizione domenicale del Giornale: «Moglie, manager e angelo custode». «Globali, aperte e hi-tech». «Contagi, proteste e inchieste». «Con Spinoza, Bellini e Zorro». «Povertà, Aids e poligamia». Lo chiamavano Trinità...
[21 giugno 2020]

Tra il dirsele e il darsele
Azzurra Barbuto nell’incipit di un articolo su Libero: «Non solo i comuni mortali sono alle prese con noiose beghe di condominio, ma pure i grandi brand, che qualche volta finiscono con il dirsele di santa ragione». La forma corretta sarebbe «darsele di santa ragione», ma l’anelito pacifista è apprezzabile.
[10 giugno 2020]

Ebbi, anzi ho
Massimo Cacciari nell’editoriale di prima pagina sulla Stampa: «I tecnici non servono né a ribadire ciò che tutti sanno occorrerebbe fare da almeno trent’anni, né a consolarci con gli “I had a dream” o “I can” (che stanno bene soltanto sulla bocca di politici-profeti, genere che non mi sembra abbondare)». Per la verità, lo slogan del politico-profeta Martin Luther King era «I have a dream». Tra l’avere un sogno e l’averlo avuto, passa una bella differenza.
[18 giugno 2020]

Più o meno
Nel teso faccia a faccia con il premier Giuseppe Conte, durante gli Stati generali a Villa Doria Pamphilj, Carlo Bonomi, presidente della Confindustria, ha concluso così il suo intervento (il testo integrale è sul Corriere della Sera): «Diceva Leo Longanesi che le religioni basano spesso nella storia il loro successo sul non essere troppo chiare, e difronte al mistero i credenti aumentano». In realtà la frase originale è diversa: «Se le religioni fossero molto chiare perderebbero, con l’andar del tempo, i credenti». Longanesi parlava per sottrazione, non per addizione. Un concetto che un imprenditore stenta ad afferrare.
[18 giugno 2020]

Notizie non pervenute
Parlando dell’accordo sui migranti fortemente voluto dal ministro Luciana Lamorgese, La Stampa evidenzia in un sommario: «38.000 le domande di regolarizzazione dei lavoratori stranieri stagionali». Il testo del servizio ribadisce: «Già 38 mila le domande evase». Tuttavia, sul sito del ministero dell’Interno (ultimo aggiornamento di martedì 16 giugno, ore 19.23, il giorno prima della pubblicazione), si legge che «le domande pervenute sono, complessivamente, circa 32mila: di cui 23.950 già perfezionate e 7.762 in corso di lavorazione». Quindi le domande evase erano 14.050 in meno rispetto a quanto scritto dalla Stampa il giorno dopo. Ma, anche ammettendo che il numero fornito dal quotidiano torinese fosse stato esatto, si può sapere quante domande sono state accolte? Ecco l’unico dato interessante che né il ministro dell’Interno né La Stampa hanno fornito. Meglio parlare di domande «già perfezionate», «in corso di lavorazione», «evase». «Accettate» suona male.
[17 giugno 2020]

Hannah Sopranos
Sommario di Repubblica per un articolo di Gabriele Romagnoli: «Soltanto a partire dai “Sopranos” si è mostrata la banalità del male». Che vi credevate, che fosse stata mostrata a partire da Hannah Arendt?
[17 giugno 2020]

Modello unico
Wanda Marra sul Fatto Quotidiano dà conto di un’indagine «sull’impatto psicologico e comportamentale della pandemia durante il lockdown su famiglie e minori condotta dall’Istituto Gaslini e dall’Università di Genova». In chiusura dell’articolo, fa pronunciare a Paolo Petralia, direttore generale del Gaslini, la seguente dichiarazione: «Questi dati sono unici perché nessuno potrà anche fortunatamente più raccogliere e ora dobbiamo sfruttarli per ricostruire la loro vita». È unica anche la frase.
[17 giugno 2020]

Roma capoccia
Monica Cirinnà traccia sul Manifesto «un progetto per la rinascita di Roma» (nientemeno) e contro «il declino subito dalla nostra Capitale in 4 anni di giunta Raggi». Dopo averne enucleato i punti salienti (da «serve un ragionamento ampio» a «serve un progetto innovativo, un cambio di prospettiva, una visione e, perché no, un sogno collettivo di rinascita»), alla fine sgancia la V2: «Chi mi conosce sa che valore abbiano i diritti civili per me: su questo non mi soffermo. Dico solo che Roma Capitale non deve lasciare indietro nessuno». Ora i romani si sentono molto più tranquilli.
[16 giugno 2020]

Maestre di vita
Titolo dal Giornale: «Un figlio con l’allievo 13enne. Sei anni e mezzo alla maestra». Vorrebbe dire che era precoce ma anche asino: le maestre insegnano ai bambini fino agli 11 anni. (Infatti il testo spiega che la «maestra» rimasta incinta era in realtà un’infermiera che impartiva al ragazzino lezioni private di inglese).
[2 giugno 2020]

Pellegrinaggi riprovevoli
Pare che visitare il santuario di san Giovanni Paolo II sia, secondo l’arcivescovo di Washington, «un atto “riprovevole”», così almeno assicura Avvenire. Che ne riferisce il motivo: il pellegrino si chiamava Donald Trump.
[3 giugno 2020]

Papale papale
Sul progetto di legge che introduce una nuova fattispecie di reato contro le discriminazioni omotransfobiche, lo stesso Avvenire intervista l’ex ministro Maurizio Lupi. Il quale dichiara: «Siamo sicuri che c’è bisogno davvero di una nuova legge per affermare principi che il Papa ha tante volte sottolineato, e in cui tutti noi ci ritroviamo?». A parte il «c’è» al posto di «ci sia», che c’entrano i principi del pontefice? La legge è in discussione nello Stato italiano, non in quello vaticano .
[13 giugno 2020]

La grandine nel vigneto
Dalla pagina Facebook della Regione Veneto: «Grandine sul vigneto veneto, ma andrà bene». Ora si confida nell’alluvione.
[8 giugno 2020]

Aldo.9
Nella sua rubrica Malebolge su Avvenire, lo scrittore Aldo Nove cita i Kraftwerk, gruppo musicale tedesco, e la loro canzone Computer World, uscita «giusto quarant’anni fa», e con un’arzigogolata espressione precisa: «Era il primo anno della penultima decade dello scorso secolo e i computer domestici di là da venire». Sintassi a parte, il primo pc, il P6060, con tanto di lettore per floppy disk integrato, fu lanciato dalla Olivetti nel 1975. Nel 1977 nacque l’Apple II, ribattezzato personal computer, figlio dell’Apple I che Steve Jobs e Steve Wozniak avevano costruito l’anno prima nel garage di casa. Nel 1977 fu la volta del Commodore Pet, primo pc che integrava tastiera, schermo e memoria. I computer domestici risalgono perciò all’ultimo lustro della terz’ultima decade dello scorso secolo. Urge aggiornare l’Aldo.9.
[14 giugno 2020]

Gigioni
Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, rivolge un invito al premier Giuseppe Conte: «La smetta di gigioneggiarsi». Gigioneggiare («comportarsi da gigione», Zingarelli 2021) è un verbo intransitivo, pertanto non si vede come un gigione possa gigioneggiare sé stesso.
[13 giugno 2020]

Una brutta fine
Conclusione dell’editoriale di Vittorio Feltri su Libero: «Giuseppe Conte è in difficoltà e tutti i suoi sostenitori sono stanchi di appoggiarlo. Ignoriamo come andrà a finire, però non vi è dubbio che finirà male». Quindi non vi è dubbio che Feltri non ignora affatto come andrà a finire: male.
[17 giugno 2020]

De’ Balassone
Nella sua rubrica Onda su onda, su Repubblica, il critico televisivo Stefano Balassone cita «le inchieste alla stamina de’ Le Iene». Sono diventate nobili?
[17 giugno 2020]

Istruzioni per l’uso
Titolo dalla prima pagina dell’Osservatore Romano: «Con la mascherina non ci si vede allo specchio». Basta metterla sulla bocca.
[16 giugno 2020]

Giovanni il Di Battista
Emilio Giannelli è un fuoriclasse. Ma se la cava male con le Sacre Scritture. In prima pagina sul Corriere della Sera disegna una vignetta in cui Salomè balla «La danza dei 5 stelle». Al tavolo imbandito siedono Beppe Grillo con la corona in capo, Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Vito Crimi, che sussurra all’orecchio di Grillo: «Ti ha richiesto la testa del Di Battista?». In realtà Giovanni il Battista non era certo invitato alla mensa di Erode Antipa: languiva in carcere, prossimo a essere decollato per ordine del tetrarca della Galilea, istigato da Salomè.
[17 giugno 2020]

Il sciur Mattarella
Secondo Alessandro Gonzato, che lo scrive su Libero, Annalisa Malara, l’anestesista che il 20 febbraio a Codogno diagnosticò il Covid-19 sul cosiddetto paziente uno, «il 2 giugno è stata insignita dal presidente della Repubblica del premio “Rosa Camuna”». Non sapevamo che Sergio Mattarella fosse stato declassato a governatore della Lombardia (è questa Regione ad attribuire il premio Rosa Camuna). In realtà il capo dello Stato ha insignito la dottoressa Malara dell’onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica italiana.
[13 giugno 2020]

I piccoli scrivani
Giovanni Valentini sul Fatto Quotidiano si dichiara contrario al piano predisposto dal gruppo Gedi (Repubblica, Stampa, Espresso e varie testate locali) che introduce le docking station: i redattori si connettono da casa al sistema editoriale, rispettando così il distanziamento imposto dalle norme antivirus. La ragione? «Se il paragone non appare blasfemo, la scrivania per un giornalista è come l’altare per il sacerdote: la tavola su cui si celebra il rito quotidiano di informare i cittadini, mediando tra le fonti più o meno ufficiali e la comunità dei lettori. Togliere quel supporto e quel rifugio psicologico a un redattore equivale a togliere la conchiglia alla chiocciola». Ma uno che scrive dalla propria abitazione sta seduto per terra?
[13 giugno 2020]

Accelerare frenando
Titolo da Repubblica: «Consumi, traffico e spesa. Si riparte, ma in frenata». Si accelera ma rallentando. Vanno riscritte le leggi della dinamica.
[10 giugno 2020]

Chávez uno e trino
Statistica su come i quotidiani hanno scritto Hugo Chávez nelle edizioni di martedì: Chavez senza accento 84 citazioni, Chávez con accento acuto 39, Chàvez con accento grave 1. Così, giusto per porre l’accento sull’uniformità di scrittura della stampa italiana.
[16 giugno 2020]

Azzardi
Titolo dell’editoriale di apertura in prima pagina su Avvenire: «Un azzardo di ri-azzardo». L’occhiello vorrebbe essere esplicativo: «Slot, bingo, scommesse: rischio doppio». Tutto chiaro.
[16 giugno 2020]

Misure di sicurezza
Dal Giornale: «A Gardaland per fronteggiare l’emergenza coronavirus sono state adottate le più sorprendenti misure. Si accede normalmente dall’ingresso principale». Ma no!
[15 giugno 2020]

Incontri ravvicinati del terzo tipo
Titolo di apertura sulla prima pagina del Manifesto: «Conte e la pm, tre ore “tranquille”». Nessuna avance.
[13 giugno 2020]

La Banda dei Quattro, anzi dei Tre
«Sanità privata in mano alla Banda dei Quattro», titola in prima pagina Il Fatto Quotidiano. «Rotelli, Rocca Angelucci e De Benedetti si spartiscono il business della cliniche», si legge nel testo sottostante. In realtà, si tratta di Rotelli (gruppo ospedaliero San Donato), Rocca (istituto clinico Humanitas), Angelucci (gruppo San Raffaele Spa), De Benedetti (gruppo Kos), quattro famiglie appunto, non tre. L’errore è ripetuto nel titolo anche all’interno, per cui il lettore si convince che esista davvero una famiglia Rocca Angelucci. Il mio amico Cesare Marchi la chiamava «la virgola che uccide» e citava, a questo proposito, la risposta perfidamente sibillina dell’oracolo a un soldato in partenza per il fronte: «Ibis redibis non morieris in bello». Con una virgola dopo «redibis», il significato è: «Andrai tornerai, non morirai in guerra». Con una virgola dopo «non», diventa: «Andrai non tornerai, morirai in guerra». Sul Fatto la virgola ha ucciso due famiglie, ma in compenso ne ha fatto nascere un’altra con il doppio cognome.
[15 giugno 2020]

Boia di un killer
Titolone d’apertura sulla prima pagina del Giornale: «I nuovi boia di Indro». Nell’editoriale, Alessandro Sallusti scrive: «Era infatti giugno anche il mattino di 33 anni fa quando un commando delle Brigate Rosse gli sparò alle gambe». Per la verità era il giugno 1977, come ricorda lo stesso Sallusti poche righe prima, quindi 43 anni fa. L’attuale direttore del Giornale fa anche riferimento al «suo killer», forse per giustificare il titolone. Montanelli morì assassinato? È una novità assoluta.
[15 giugno 2020]

Gli esami non finiscono mai
Sommario da Repubblica: «Ora si attendono i riscontri del servizio zooprofilassi incaricato di analizzare le carcasse degli esemplari morti». Di quelli vivi sarebbe complicato.
[10 giugno 2020]

Letture equivoche
Anfibologie dalla Verità. A pagina 14, Antonio Brandi paventa i pericoli insiti nella proposta di legge Zan-Scalfarotto contro l’omotransfobia, che dovrebbe essere votata dalla Camera il prossimo mese: «L’arcivescovo cardinale di Valencia Antonio Cañizares Llovera è stato denunciato per aver preso posizione contro la diffusione dell’ideologia gender in una lectio magistralis». A Valencia si è tenuta una lectio magistralis per diffondere l’ideologia gender? A pagina 19, Giancarlo Saran, nel recensire la trattoria Ai Mediatori di Tombolo (Padova), dove si celebra il campione del ciclismo Giuseppe Beghetto, scrive: «Varcata la soglia con la bici che rimanda a Beghetto...». Si entra nel locale in bicicletta?
[13 giugno 2020]

Pronti? Via!
Titoli dalla Stampa: «“Lo stop agli investimenti non è ricatto, siamo pronti a ridurre i pedaggi liguri”». Pagina a fianco: «Ilva, il possibile ritorno dello Stato. Gualtieri: pronti a un intervento». Come le trippe: sempre pronte.
[26 maggio 2020]

Coltellate improprie
Rispondendo su Repubblica a un lettore che gli scrive a proposito di Giacomo Matteotti, assassinato dai fascisti nel 1924, Corrado Augias afferma: «Matteotti reagì, lottò con i suoi aggressori. Uno di loro lo finì a coltellate». Non è esatto. Fu ucciso con una lima da cantiere, non con un coltello. Mario Dumini, figlio di Amerigo Dumini, capo della Ceka (la polizia politica segreta di Benito Mussolini), nel 2001 mi raccontò così la fine del deputato socialista: «Mio padre diceva che era malato di Tbc e i pugni al petto gli provocarono uno sbocco di sangue. Fu soffocato dal suo stesso sangue, ecco. Poi qualcuno gli conficcò una lima sotto l’ascella». Ovviamente la testimonianza di Dumini ha un valore molto relativo. Senonché converge in parte con quella che raccolsi nel 1998 dalla viva voce di Matteo Matteotti, figlio del martire. Il quale mi raccontò che sua madre Velia nel 1926 scrisse alle autorità una lettera chiedendo che le venissero restituiti tutti i corpi di reato: gli effetti personali del marito e la falangetta di un dito. Fra questi, vi era anche la lima rinvenuta nella fossa scavata in località Quartarella, vicino a Riano, dove fu occultata la salma del parlamentare. L’utensile usato per il delitto finì invece allo squadrista Francesco Grifi, che aveva comandato la milizia in servizio durante il processo di Chieti, conclusosi con pene miti per tre dei responsabili del rapimento, fra cui Dumini, condannati per omicidio preterintenzionale. Altri tre furono assolti.
[9 giugno 2020]

Faccia da mascherina
Azzurra Barbuto su Libero: «Ogni dì esce fuori un nuovo modello di mascherina, l’ultima è iMask, made in Italy, dicono sia “eterna”, sul Corriere si legge che “ha un design che si fa notare e una capacità di protezione di alto livello”. Un modo per non passare inosservati e, allo stesso tempo, per salvarsi il culo». Alla faccia.
[14 giugno 2020]

Andare in villa
Villa Doria Pamphilj, sede ufficiale di rappresentanza del governo italiano nella quale il premier Giuseppe Conte ha inaugurato a Roma i cosiddetti Stati generali, domenica 14 giugno è stata ribattezzata dalla stampa nei seguenti modi: Villa Pamphilj (70 citazioni), Villa Pamphili (60), Villa Doria Pamphilj (14), Villa Doria Pamphilij (2). Molto polinesiana l’ultima forma.
[14 giugno 2020]

Decisionismo
Titolo d’apertura in prima pagina sul Messaggero: «Il Colle: servono atti concreti». E pensare che eravamo tutti in attesa di quelli astratti.
[14 giugno 2020]

Sopra Conte
Titolo dal Fatto Quotidiano: «Il Pd si riunisce su Conte». Solo posti in piedi.
[8 giugno 2020]

Berlusconi è fisicamente presente
Gianluca Roselli scrive sul Fatto Quotidiano che Silvio Berlusconi «fisicamente è ancora nella villa della figlia Marina in Costa Azzurra». Invece spiritualmente si sente già al Quirinale.
[11 giugno 2020]

Troppo Facile.it
Secondo Il Giornale, «da un’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta», al termine della reclusione coatta determinata dal Covid-19, «emerge che più di 35 milioni di italiani non vede l’ora di rivedere gli amici (80,4 per cento)». L’80,4 per cento della popolazione italiana corrisponde a 48,2 milioni di persone, non 35 milioni. Se poi il riferimento fosse alla sola fascia di popolazione considerata adulta dall’Istat (dai 15 anni in su), essa conta 52,4 milioni di individui. Quindi, a non vedere l’ora di frequentarsi sarebbero in ogni caso 42,1 milioni di italiani, non 35 milioni. Conclusione: non può che trattarsi di un’indagine troppo Facile.it.
[2 giugno 2020]

Immunità di gregge
Quotidiani che nella giornata di giovedì hanno scritto «plexiglass» anziché «plexiglas»: 4 (Giornale, Messaggero e Repubblica nelle edizioni di Firenze e Bari). L’immunità di gregge comincia a funzionare.
[11 giugno 2020]

Titoli riusciti
Titolo da Libero: «“La magistratura è contagiata. E non riuscirà curarsi da sola”». Nel frattempo la preposizione «a» è morta.
[1 giugno 2020]

Un peón che ne vale tre
Titolo a tutta pagina dal Giorno: «Dalle giravolte in Senato al riciclaggio. Le vite dell’ex peones De Gregorio». Vabbè che è corpulento, ma resta uno solo, quindi un peón, al singolare.
[4 giugno 2020]

Procreazione graduale
Dal sito del ministero della Salute: «I trattamenti per la Procreazione Medicalmente Assistita, sospesi a marzo per l’emergenza #Covid19, possono gradualmente riprendere». La gradualità in che cosa consisterà? Si comincia dai preliminari e poi si passa alla provetta?
[11 maggio 2020]

Puntini di vista
Chissà perché su Repubblica a pagina 1 i migranti che hanno chiesto la sanatoria sono 9500, senza punto, e a pagina 2 diventano 9.500, con il punto. Considerato che le due pagine sono sullo stesso foglio, una davanti e l’altra dietro, non potevano mettersi d’accordo?
[10 giugno 2020]

Morire in anni diversi
Il Corriere Torino intervista Enrico Marenco, 85 anni, ex capocronista della Gazzetta del Popolo. Nell’attacco si legge che il giornale «ha cessato le pubblicazioni nel 1983». Un articolo soprastante annuncia la scomparsa di Ito De Rolandis, cronista di nera e giudiziaria che alla Gazzetta del Popolo «ha lavorato per 20 anni sino alla chiusura del giornale nel 1981». Se ne deduce che Marenco fu per due anni capocronista di un quotidiano defunto. (Per la cronaca, è esatta la prima data).
[2 giugno 2020]

Tregua di Dio
Titolo da Avvenire: «Pd a Conte: tregua ma con avviso». Vi sono anche le tregue senza preavviso?
[7 giugno 2020]

First mica tanto
Rula Jebreal, che si definisce «giornalista di colore con varie nazionalità, che è nata musulmana, con una figlia cattolica e un marito ebreo», firma sulla Stampa un vibrante editoriale in cui scrive fra l’altro: «Lo slogan di Trump “America first” è ripreso anche in Italia con “Prima gli italiani”». Duole deluderla, ma lo slogan non è di Donald Trump, che lo ha semplicemente adattato in modo quasi impercettibile. Esso ebbe origine negli Stati Uniti. Nacque negli Stati Uniti contro la politica interventista del presidente Franklin Delano Roosevelt. Se ne trova traccia per la prima volta sul Corriere della Sera in una corrispondenza da New York, datata 24 aprile 1941: «La più grande manifestazione antibellicista si svolgerà in serata in uno dei maggiori teatri di Nuova York sotto gli auspici della nota associazione “American First”». Per la cronaca, l’American first committee nacque alla Yale University nel 1940 per opporsi all’ingresso degli Usa nella Seconda guerra mondiale. Ne era portavoce il colonnello Charles Lindbergh, padre del piccolo Charles August, 2 anni, rapito e ucciso nel 1932. Quel 24 aprile 1941 il colonnello Lindbergh tenne il discorso nel raduno annunciato dal Corriere.
[7 giugno 2020]

Onda anomala
Stefano Balassone, critico televisivo di Repubblica, nella rubrica Onda su onda scrive: «Qual’è il ghost di Giletti?». Consiglierei meno tv e più grammatica.
[ giugno 2020]

Avanti e indietro
Avvenire riporta in un titolo questa frase del vescovo di Brescia, Pierantonio Tremolada: «Non lasciamo più indietro nessuno». Prima invece sì?
[3 giugno 2020]

Anfibologie
Titolo dell’editoriale di Vittorio Feltri su Libero: «Il fisco genera l’evasione, non i contanti». Trattasi di anfibologia: il fisco non riesce a generare i contanti oppure i contanti non generano l’evasione? Nel dubbio, ti tocca leggere il testo. Diavolo di un direttore!
[10 giugno 2020]

Plexiglass in calo
Quotidiani che nella giornata di mercoledì hanno scritto «plexiglass» anziché «plexiglas»: 10 (in netto miglioramento rispetto ai 39 di martedì). Incluse le edizioni locali: 17. Record di citazioni: La Stampa con 6. La Verità titola: «La Azzolina insiste con il plexiglas ma non è portata per la materia». In realtà il ministro dell’Istruzione insiste con «plexiglass». E comunque, impartita da un quotidiano che dal 1° aprile e fino a domenica scorsa ha usato la stessa forma sbagliata per ben 25 volte, la reprimenda fa un po’ sorridere.
[10 giugno 2020]

Buonanotte, professore
«Bracconi non è un credente, è un cattolico come tutti noi italiani (ha ancora ragione Croce, riconosce) e a lui non hanno tanto colpito le parole o le preghiere del Papa ma il fatto in sé: quest’uomo si è mosso, ha camminato per la città svuotata e ha posto al centro dell’attenzione del mondo la sua persona, il suo corpo, nel momento in cui il corpo era stato bandito dalla società, dalla convivenza civile», scrive Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano. Un esempio perfetto dell’espressione «a ruota libera», tacendo della sintassi (che, soprattutto per quel «a lui non hanno tanto colpito», non sembrerebbe all’altezza di chi conduce il programma Buongiorno professore su Tv2000 e si vanta d’essere nipote di un ex ministro della Pubblica Istruzione).
[5 giugno 2020]

Abbonarsi all’eternità
Pubblicità sul Foglio: «Scommettere sul futuro del Foglio si può: abbonati per i prossimi 10 anni». Il problema non è l’abbonamento, ma la polizza vita.
[26 maggio 2020]

A cura del Malato
Massimo Cacciari annuncia su Repubblica che «la Nuova Edizione commentata delle Opere di Dante è finalmente giunta alla Commedia». A un certo punto scrive: «E Malato con i suoi collaboratori “osano” esplicitare il problema – quasi sempre sottaciuto o ridotto ad arida questione metodologica». Lo stesso Malato, senza nome e senza alcuna qualifica, più avanti è citato altre cinque volte. La redazione ci mette una pezza nel titolo: «La nuova edizione delle opere del poeta, a cura di Enrico Malato». Si vede che per la redazione Cultura gli articoli del filosofo veneziano sono come i pelati De Rica per il gatto Silvestro: «Su Cacciari non si può».
[6 giugno 2020]

Azzolina di plexiglass
Quotidiani che nella giornata di martedì hanno scritto «plexiglass» anziché «plexiglas»: 39. Record di citazioni: Avvenire con 4. Errori più vistosi: La Repubblica e La Stampa, entrambe a pagina 6, titoli di apertura. In proposito, Lucia Azzolina, parlando del decreto Scuola, ha bastonato su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini: «Non hai letto il decreto (non è una novità), fai propaganda sulla sicurezza (non ci sarà nessuna gabbia di plexiglass). E non sai neanche come si scrive “plexiglass”. Essere bocciata da te è una promozione. Basta fake news, con la salute dei bambini non si scherza». Non desta meraviglia che la signora sia ministro dell’Istruzione.
[9 giugno 2020]

Servizio al tavolo
Il Manifesto titola d’apertura in prima pagina: «Ripresa, Conte invita tutti al tavolo». Meglio degli aperitivi serviti al banco.
[4 giugno 2020]

Venire al mondo
Sommario dalla Verità: «Il problema non è il colore della pelle degli stranieri, ma il mondo in cui vengono». Quindi il problema siamo noi o il mondo in cui raggiungono l’orgasmo?
[9 giugno 2020]

Dialoghi cinesi
Articolo della Verità su Hong Kong firmato da Gabriele Carrer: «Chi di dialogo con Pechino sono gli Stati Uniti, che valutano addirittura sanzioni, e i loro alleati». Cioè?
[29 maggio 2020]

Odifreddo
Piergiorgio Odifreddi in un articolo sulla Stampa parla della virologa «Maria Rita Gismondi». No, Odifreddo: si chiama Gismondo.
[8 giugno 2020]

Pronto? Ite missa est
Titolo da Libero: «Va in carcere per dire messa con 8 telefoni». Più che una messa, una conference call.
[8 giugno 2020]

Il motorino con il fiatone
Titolo dal Fatto Quotidiano: «La nonna è scatenata, festeggia la fine della quarantena con una corsa a perdifiato in sella al motorino elettrico». Non sapevamo che i ciclomotori avessero i polmoni.
[8 giugno 2020]

Liti di guerra
Titolo di apertura del Giornale: «È guerra civile per andare in vacanza». Poi però nel sommario di legge: «È lite con la Sardegna». Derubricato il conflitto armato nello spazio di due righe. Meno male.
[28 maggio 2020]

Avvenire mesto
Titolo dalla prima pagina di Avvenire: «Morire in un non-luogo di invisibilità». ’na fatica.
[3 giugno 2020]

Morti per dovere
La lapide scoperta a Codogno il 2 giugno, in occasione della visita di Sergio Mattarella, fotografata in prima pagina sulla Repubblica, reca questa iscrizione: «Il Presidente della Repubblica A ricordo dei caduti del Covid-19». Trascurando la «a» maiuscola, dicesi «caduto», secondo lo Zingarelli 2021, «chi è morto in combattimento o nell’adempimento del proprio dovere». Non risulta che i morti abbiano contratto il coronavirus al fronte o mentre difendevano la patria, né che siano stati sepolti nel Sacrario di Redipuglia o nell’Ossario del Pasubio.
[2 giugno 2020]

Le voci di dentro
Conclusione dell’editoriale del direttore Maurizio Molinari su Repubblica: «Sono le voci di un Paese che ancora crede nei principi della Costituzione e percepisce il razzismo come la più temibile minaccia ma è in cerca di leader capaci di unirla». O la Costituzione ha bisogno dell’Attaccatutto o il Paese è diventato trans.
[8 giugno 2020]

Aloha!
Secondo Ferruccio Sansa del Fatto Quotidiano, che cita il Guardian del giorno prima, l’osservatorio di Mauna Loa si troverebbe in Florida. Ora, a parte che il Guardian non ne parla, Mauna Loa trovasi alle Hawaii. Pur trattandosi di un vulcano, difficilmente riuscirebbe a proiettarsi fino a Miami, che dista quasi 7.700 chilometri in linea d’aria.
[8 giugno 2020]

Ogni riccio un capriccio
Da un titolo della Verità, in stile Jimi Hendrix: «A Mattarella si sono arricciati i capelli nel leggere gli atti del governo». Bei tempi quando si rizzavano.
[8 giugno 2020]

Tempo zero
«L’anestesista premiata dal Colle. “Ora facciamo tutto in tempo zero”», titola il Corriere della Sera. Dopo il paziente uno e il tempo zero, è in arrivo l’economia sottozero, un attimo di pazienza.
[5 giugno 2020]

Gran volta
Incipit di un articolo a firma Antonio Monda sulla Stampa: «La prima volta che ho visto Cate Blanchett è avvenuto sullo schermo». Io speriamo che me la cavo.
[7 giugno 2020]

Esportiamo plexiglass
Dopo aver riferito in questa rubrica che dal 1° marzo al 16 maggio la parola «plexiglass», in luogo della forma corretta «plexiglas» (con una sola esse: trattasi di marchio registrato dal 1949), è comparsa sui giornali italiani per ben 324 volte, ho il dispiacere di comunicare che venerdì scorso è riapparsa nei titoli di Corriere della Sera, Repubblica e Stampa. Sabato era di nuovo su Corriere, Repubblica e Stampa, a tutta pagina sul Fatto Quotidiano, sulla Gazzetta dello Sport, su Avvenire, sul Giornale, sul Giorno, su Libero, in prima pagina sulla Verità (ripetuta 10 volte all’interno) e sul Manifesto (ripetuta due volte all’interno), sul Secolo XIX (tre volte) e persino sul New York Times (pagina 16). Domenica altri 60 «plexiglass», fra cui uno in prima pagina su Repubblica e un altro sul Times di Londra (pagina 14). Il made in Italy ha vinto.
[7 giugno 2020]

Più grande di grande
Sommario dall’Espresso: «È chiaro che non ci si può più basare soltanto sulle “eccellenze” delle grandi metropoli». Devono essere davvero immense.
[31 maggio 2020]

Morto che non cammina
Frase conclusiva di un articolo di Walter Veltroni sul Corriere della Sera: «Non si rimette in piedi, non dimentichiamolo mai, un paziente morto». Terremo presente.
[6 giugno 2020]

Frena che si riparte
Titolo da Avvenire: «Anche Napoli e la Campania ripartono col freno a mano tirato». La trazione integrale fa miracoli.
[4 giugno 2020]

Se ne vanno sempre i Miglioranzi
La Verità dedica un servizio all’inchiesta giudiziaria sulla ’ndrangheta a Verona, culminata con 23 arresti e 3 misure cautelari, nel quale si legge: «L’ex sindaco Flavio Tosi è invece accusato di concorso in peculato in relazione alla distrazione di denaro da parte dell’ex presidente della municipalizzata dei rifiuti Amia, Andrea Migliori, anch’esso indagato». In realtà si chiama Miglioranzi ed è agli arresti domiciliari. Il direttore della Verità avrebbe dovuto accorgersi dell’errore, visto che Miglioranzi il 1° aprile 2017 lo presentò a Verona per un dibattito sul tema «Migratopoli, i costi dell’immigrazione» e, meno di due mesi dopo, sul medesimo giornale ebbe l’onore di un’intervista nientemeno che sulla raccolta delle immondizie in Africa. Se ve vanno sempre i Miglioranzi. Restano i Migliori.
[5 giugno 2020]

A tutto gas
Titolo dal Manifesto: «Più fagioli meno gas (serra)». Mai parentesi fu più cautelare.
[28 maggio 2020]

La testa della ministro
Adriano Sofri racconta sul Foglio: «Non sapendo niente della ministro Azzolina, ho guardato in rete, curriculum scolastico, carriera politica, polemiche giornalistiche». Deve esserne rimasto soggiogato, a giudicare da quel «della ministro». Poi spiega che è stato «attirato dal link: “Immagini-Lucia Azzolina fisico”. Non avevo mai trovato una dicitura simile, me la sarei aspettata, tutt’al più, nel caso di “Carlo Rovelli, fisico”. Ma non si trattava di quello. Nella pagina suddetta, il cui estremo è peraltro una fotografia di Azzolina in costume da bagno al mare, c’è un altro riquadro, intitolato: “Ricerche correlate”, con i link corrispondenti: “Lucia Azzolina gambe”, “Lucia Azzolina piedi”». Non si comprende lo sconcerto di Sofri: pensava di trovarci “Lucia Azzolina testa”?
[4 giugno 2020]

Vietato ai minori
Titolo dal Giornale: «Decapitata dal padre a soli 13 anni». A 18 era più accettabile?
[28 maggio 2020]

Indovina chi non viene a cena
«Da qualche anno, il mio amico Roberto Gervaso si era trasferito a Milano. E questo aveva cambiato in maniera sostanziale le nostre assidue frequentazioni romane, quasi sempre a delle cene con altri amici a casa sua», scrive Enrico Vanzina sulla prima pagina del Messaggero. In effetti è difficile organizzare su Skype le cene fra amici.
[4 giugno 2020]

Non sono più io
Titolo dalla prima pagina di Libero per l’ultimo articolo scritto da Roberto Gervaso: «“Non sono più se sono vivo o morto”». Ei fu.
[3 giugno 2020]

Orate Fratus
Tiziano Fratus sulla Verità: «È trascorso l’intero inverno. Da quell’incontro col pugno di sangue che lo aveva riportato ai ricordi di una vita estinta». «Mentre supera la carcassa di un cervo con le budella sparse per metri e metri, probabilmente sbranato da un lupo di passaggio, si chiede se il suo tornare da lei non sia in qualche modo legato a un desiderio sessuale». «Dalla porta esce aria cattiva. Lo sente che c’è puzza di carne marcia. Un tanfo che a tratti lo investe e quasi lo fa svenire. Inizia a temere il peggio». «Il puzzo è talmente intenso che si deve fermare più volte per non farsi vincere dall’istinto di vomitare. Quando il suo corpo è dentro la vede, lì, appesa per il collo. La donna è morta. La sua carne gonfia e putrescente. Irriconoscibile. La riconosce grazie ai soli abiti che indossa, e la statura che coincide con quel che ricorda. Dalla bocca esce la lingua, un getto viola, polposo». Pulp fiction. Inviare la sceneggiatura a Quentin Tarantino per il sequel.
[31 maggio 2020]

Gender
Corrado Augias su Repubblica: «Se fossimo in grado di recepire almeno questo insegnamento i sacrifici e le vittime non sarebbero state invano». Sbagliato. Quando i soggetti sono di genere diverso, il verbo si pone al maschile, quindi «sarebbero stati». (Ovviamente Augias conosce benissimo le regole di concordanza dei verbi. Ma chi è incaricato di «passare» i suoi testi no).
[4 giugno 2020]

Intolleranze
Titolo di apertura dell’Osservatore Romano: «Il razzismo è un peccato che non può essere tollerato». Restiamo in attesa dell’elenco dei peccati che sono tollerati.
[3 giugno 2020]

Lo sblocco che sblocca
Titolo di prima pagina sul Fatto Quotidiano: «Sblocca-cantieri: al commissario sbloccati 60 mln». Considerato il nome del decreto, sarebbe stata una notizia se fossero stati bloccati.
[4 giugno 2020]

Coraggio, si riparte
Titolo da Avvenire: «Riparte l’Italia del coraggio». Alla luce degli atti di eroismo di medici, infermieri e volontari durante l’emergenza coronavirus, diteci quand’è che s’era fermata.
[3 giugno 2020]

Voli aerei
Titolo da Libero: «Stop degli Usa ai voli aerei dalla Cina». Per i voli subacquei sono invece in corso ulteriori prove di certificazione.
[4 giugno 2020]

Il Sole 23 Ore e mezza
Dal sito del Sole 24 Ore. Titolo: «Tamponi a 10 milioni di abitanti, 0 positivi: Wuhan ha sradicato il coronavirus». Testo: «Tamponi a tutti gli 11 milioni di abitanti di Wuhan in dieci giorni». Un milione in più nello spazio di quattro righe. Notizia sottostante: «Oms, il virus è diventato meno patogeno». Clicchi sul titolo e leggi: «Oms: il virus non è diventato meno patogeno». Andrebbe ribattezzato Il Sole 23 Ore e mezza.
[2 giugno 2020]

Tavolo di distanziamento
La Repubblica intervista il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, sul ritorno in aula a partire da settembre. «Ma come garantirete il distanziamento?», chiede la giornalista. Risposta: «Giovedì ci sarà un tavolo a Palazzo Chigi». Basterà che gli alunni siedano ai due lati opposti, come nelle dimore patrizie al momento dei pasti?
[2 giugno 2020]

Geografia
Maicol Mercuriali annuncia su Italia Oggi il debutto dell’executive Cessna Caravan 208 con motore elettrico, il più grande al mondo (9 posti) a emissioni zero, e scrive: «Il volo di prova si terrà negli Stati Uniti, sul lago Moses vicino a Washington». Speriamo che abbia autonomia sufficiente per arrivarci. Infatti il lago Moses dista 3.500 chilometri da Washington, essendo ubicato nello Stato di Washigton, che non c’entra nulla con la capitale, situata nel Distretto di Columbia.
[28 maggio 2020]

Un due tre
Dai titoli di un’edizione del Fatto Quotidiano: «Gol, plusvalenze e scambi». «Opacità, imperizia, propaganda». «Briatore, Casini e Montezemolo». «Plusvalenze, maglie e tifo». ...e continuavano a chiamarlo Trinità.
[29 maggio 2020]

Ti rovinaro
Titolo dalla Verità: «L’Eurogruppo ti rovinara la vita? Tanto è impossibile fare ricorso». Al dizionario di sicuro.
[29 maggio 2020]

La biblioteca è chiusa in biblioteca
Serenella Bettin sul Giornale: «Nella biblioteca di Mirano, un comune alle porte di Venezia, la biblioteca è chiusa al pubblico». Ma no!
[30 maggio 2020]

Nero su bianco
Editoriale in prima pagina del direttore del Giornale: «Almeno che non ci sia un refuso sulla firma Marco Travaglio». E verso la fine: «Siamo convinti che le decisioni politiche, almeno che palesemente truffaldine e illegali». Il fondo si apre con queste parole: «Roba da non crederci se non fosse scritto nero su bianco». L’hai detto. A meno che non ci sia un refuso sulla firma Alessandro Sallusti.
[1 giugno 2020]

Euro di sterline
Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano: «Ryan Hall e Paisley Hamilton, entrambi di 23 anni, hanno viaggiato da Hull a Peterboroug – 386 chilometri tra andata e ritorno – per mangiare il panino junk food più famoso del mondo. Una volta arrivati sul posto hanno trovato una fila di 30 macchine fuori dal ristorante. In tutto hanno perso 7 ore e speso 27 euro di sterline in benzina». Titolo: «La sai l’ultima? Notizie da collezione». Siamo d’accordo: «27 euro di sterline» possono stare solo in una barzelletta da collezione.
[1 giugno 2020]

Chiesa in uscita di testa
«La pandemia è una sfida per la Chiesa in uscita», titola L’Osservatore Romano. Anche per tutti gli altri che escono, come si vede ormai da mesi.
[1 giugno 2020]

Suspiria
Editoriale di Gabriele Romagnoli in prima pagina sulla Stampa. Titolo: «“Non posso respirare”». Occhiello: «Un copione già visto». Nei reparti anti Covid di sicuro.
[28 maggio 2020]

Dalla padella alla brace
Sul Giornale intervista con il virologo Carlo Federico Perno, direttore della Microbiologia all’ospedale Niguarda di Milano. Una sua frase è riportata nel titolo: «“Virus indebolito? No, cova sotto la brace”». Il sommario ribadisce: «Il virus non è cambiato, cova ancora sotto le braci». E pensare che una volta il fuoco covava sotto la cenere. Al prossimo incendio. (Al cronista va concessa l’attenuante generica di essere stato portato fuori strada da questa domanda dell’intervistato: «Lei s’intende di grigliate e brace?». Un virologo da barbecue).
[27 maggio 2020]

L’asso che spara
Titoli da una pagina di Avvenire: «La Ue cala l’asso da 750 miliardi». «“Questo è un bazooka più potente di quello ipotizzato». Decidetevi: o si gioca a poker o si gioca alla guerra.
[28 maggio 2020]

I leoni della movida
I quotidiani (nazionali e locali) e i periodici nella settimana appena trascorsa (24-31 maggio) hanno usato il sostantivo «movida» 1.142 volte. Dal 1° al 31 maggio lo hanno scritto 4.990 volte. Nello stesso periodo, hanno adoperato la cervellotica espressione «leoni da tastiera» 110 volte. Più che leoni, pappagalli. (Se gli spagnoli non avessero inventato la movida negli anni Ottanta, come se la sarebbero cavata i giornalisti italiani?).
[1 giugno 2020]

Augias c’entra e non centra
Corrado Augias su Repubblica risponde a un lettore: «Non centra l’impreparazione della scienza». Ovviamente Augias sa benissimo che il verbo centrare in questo caso non c’entra nulla (e infatti qualche riga più avanti scrive correttamente «c’entra»). Ma di sicuro c’entra chi è incaricato di «passargli» i testi e dovrebbe accorgersi degli svarioni.
[30 maggio 2020]

Non ho l’età
Secondo Corriere della Sera, Repubblica, Lastampa.it, Huffington Post, Liberoquotidiano.it, Fanpage.it, Tpi.it e decine di altri siti, la nota concertista e pianista Alice Severi, trovata morta nella sua casa a Domodossola, «si era fatta conoscere già quando aveva 7 anni: nel 1992 vinse il premio internazionale Stresa, dedicato ai giovani pianisti». Essendo nata nel 1987, in pratica vinse il premio due anni prima di partecipare al concorso.
[29 maggio 2020]

Verginità
Da un titolo della Verità dedicato a Lucia Azzolina: «Battuta su verginità al ministro, caos in Aula». Che vorrà dire? Che va restituita la verginità al ministro? Vasto programma.
[29 maggio 2020]

Comminare e irrogare
Matteo Matzuzzi sul Foglio: «Il professor Alberto Melloni, su Twitter, ha definito “enorme” la sanzione che il Papa ha comminato a Enzo Bianchi, priore emerito di Bose». Spiacente, ma le sanzioni s’irrogano. Sono i codici che comminano le sanzioni.
[27 maggio 2020]

Discorsi incomprensibili
Incipit della rubrica Malebolge di Aldo Nove sulla prima pagina di Avvenire: «Per quasi tutto ciò che concerne il dibattito politico, usiamo termini che spesso subiscono mutazioni tali usare da rendere il discorso incomprensibile, o di parte ma in senso quasi onirico: appoggiato cioè da accoliti “affezionati” a definizioni del significato plurimo quanto passibile di interpretazioni opposte. Ciò ha anche una certa funzione utilitaristica se non, mi verrebbe dire, quasi comicamente “salvifica”, per puntellare discorsi la cui identità è data proprio dalla residuale, sempre più residuale, valenza dei termini». Grazie per l’esempio di discorso incomprensibile.
[30 maggio 2020]

È tutto sporco
Titolo in prima pagina sul Giornale, parla l’avvocato Franco Coppi: «“Questa giustizia sporca fa paura anche a me”». Titolo accanto: «“Sporchi assassini”». La forza di Vim liquido, senza pietà contro lo sporco più sporco.
[28 maggio 2020]

Contagi e aiuti
Titolo dalla Gazzetta di Mantova: «Finora zero contagi, ma Fontana ci aiuti». A farli aumentare?
[28 maggio 2020]

Tiro a segno
L’articolo con cui Ezio Mauro ricorda su Repubblica il collega Walter Tobagi reca questo sommario: «Milano, quarant’anni fa: le Brigate rosse alzano il tiro. Uccidono il giornalista del “Corriere della sera”. Per i terroristi era diventato il simbolo della libertà di stampa». Più che altro il tiro andrebbe corretto: ad assassinare Tobagi non furono le Br, bensì la Brigata XXVIII Marzo.
[28 maggio 2020]

La signora Belpaese
Titolo per un intervento di Emma Bonino sulla prima pagina della Stampa: «Il potere di Ursula, Angela e Christine. Europa è donna, il Belpaese ancora no». Essendo sostantivo maschile, non gli resta che farsi operare a Casablanca.
[28 maggio 2020]

Sensibilità tellurica
Luca Telese sulla Verità: «Pasqualino Monti, presidente dell’autorità portuale di Palermo, ha appena terremotato i cantieri siciliani». La Valle del Belice, memore e riconoscente, pose.
[28 maggio 2020]

E la chiamano estate
Sul «motivo per cui i virus compaiono in autunno e inverno e scompaiono in primavera ed estate» duettano i giornalisti Paolo Viana e Antonio Gaspari su Avvenire. Il primo fa presente che il fenomeno «è largamente discusso dagli scienziati a livello mondiale». Il secondo osserva che «se l’ipotesi è esatta, l’epidemia causata dal nuovo coronavirus, al pari della Sars e dell’influenza, dovrebbe svanire in coincidenza con l’aumento della concentrazione di ozono nel corso della stagione estiva». L’attuale stagione climatica in India è calda e afosa (temperature medie di maggio a New Delhi: minima 26 gradi, massima 40), eppure il Paese asiatico figura al decimo posto nella classifica mondiale dei contagi da Covid-19. Come si spiega?
[27 maggio 2020]

Preferisco il paradiso
Il Fatto Quotidiano parla di Fca e dei finanziamenti garantiti chiesti allo Stato. Un titolino recita: «Un prestito da 6,3 miliardi e il paradiso». Che vorrà dire? Si deve presumere che il riferimento sia alla sede legale in Olanda, noto paradiso fiscale. Ma, scritta così, appare come un’ulteriore pretesa eccessiva. Nemmeno il premier Conte può dare il lasciapassare per il Regno dei Cieli.
[26 maggio 2020]

Sotto a destra
Sempre dal Fatto Quotidiano. Didascalia: «A sinistra, il ministro dell’Economia Gualtieri. Sotto, John Elkann». In realtà il presidente di Fca è a destra. Sotto sotto un’allusione?
[19 maggio 2020]

Virgole
Da un titolo di prima pagina del Foglio: «Il ministro dell’Economia, anticipa al Foglio il “piano di riforme” che l’Italia presenterà in Europa». Probabilmente contempla anche la riforma dell’uso della virgola fra soggetto e predicato verbale.
[27 maggio 2020]

Io confesso
Titolo dal Giornale: «Bocelli confessione choc: “Ho avuto il Covid”». Meno male, credevamo l’Aids.
[27 maggio 2020]

Via vai
Un’intervista del direttore generale dell’Agenzia del farmaco, Nicola Magrini, è uscita sulla Stampa con questo titolo: «“Via la sperimentazione anche in Italia. Un accordo per le cure a prezzi bassi”». Spiega Magrini nel testo: «A giorni speriamo possa partire la sperimentazione allo Spallanzani». Via la sperimentazione! Anzi, no, fatela tornare!
[22 maggio 2020]

Sottosopra
Sommario dal Fatto Quotidiano: «6,6 per cento. Investimenti. Il presidente Xi Jinping finanzia l’aumento delle spese militari: l’economia va sotto del 6%». Il 6,6 per cento sembrerebbe ancora sopra il 6.
[23 maggio 2020]

Attualità
Titolo da Repubblica: «“Sulle opere pubbliche una deroga temporanea alle regole attuali”». Titolo subito sotto: «“Imprese e privacy. Necessario mantenere gli obblighi attuali”». Un giornale che sta sulla stretta attualità.
[26 maggio 2020]

Impossibile capirlo
Frase dello scrittore Aldo Nove dalla rubrica Malebolge sulla prima pagina di Avvenire: «E che la morale non corroborata dalla Sapienza sia istinto o organizzazione dello stesso nel cerchio allargato della tribù e poi della società». Appropriato il titolo: «L’impossibile». Infatti la frase non può stare in piedi.
[26 maggio 2020]

S’è fermata la Terra
Titolo da Libero: «La Terra si riscalda pure da ferma». Aiuto, ha smesso di girare!
[27 maggio 2020]

Non fa una piega
Sommario dal Giornale: «Il Codacons denuncia prezzi in crescita per i beni essenziali. La tazzina tocca anche i 2 euro, la frutta cresce dell’8,4 per cento e una piega fino a due terzi in più». Conviene di più tenere la schiena dritta.
[20 maggio 2020]

Ma il boom no
Sommario dalla Verità: «Da Trump aiuti senza eguali all’economia, mail boom di disoccupati potrebbe costargli la rielezione». Diffidare sempre della posta elettronica.
[25 maggio 2020]

Quant’è bravo lei
Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, intervista il segretario generale dell’Onu, António Guterres. Prima domanda: «Lei ha recentemente lanciato un appello per la pace nel mondo colpito dalla pandemia. Un’iniziativa che ancora una volta si collega a quelle di Papa Francesco – da lei incontrato in Vaticano alla fine dello scorso anno e insieme al quale ha diffuso un videomessaggio – che non smette di chiedere la cessazione di ogni guerra. Lei ha detto: la furia del virus illustra la follia della guerra. Perché secondo lei è così difficile far passare questo messaggio?». L’importanza di dare del lei. È pronto per passare al voi.
[27 maggio 2020]

Corti metraggi
«La rivolta delle ragazze in “shorts”. “Combattiamo il pudore di Israele”», titola La Stampa. Nel testo, Francesca Paci spiega che a rimandare a casa «un gruppo di ragazze ree di sfoggiare jeans ritenuti troppo corti» è stato «Eitan Ginzburg, il primo sindaco israeliano dichiaratamente gay». Anche il primo a battersi contro la concorrenza sleale.
[26 maggio 2020]

Razzismo ortografico
Il ministero della Salute pubblica sul proprio sito una pagina in cui vengono smentite 65 false notizie che circolano sul coronavirus. All’undicesima si legge: «Si ricorda che le malattie possono fare ammalare chiunque indipendentemente dalla loro etnia». Di che razza sarà il Covid-19?
[10 maggio 2020]

La spina delle Sardine
Titolo da Repubblica: «La crisi delle Sardine. Santori stacca la spina». Se stacca anche la testa e la coda, può servirle in tavola.
[26 maggio 2020]

Ingerire Conte al posto dei barbiturici
Azzurra Barbuto su Libero: «L’idea di passare l’estate “in casa”, ovvero sul nostro territorio nazionale, non è affatto errata, ma il governo non può ingerire ancora nelle nostre esistenze». Un uso creativo del verbo intransitivo pronominale ingerirsi davvero duro da digerire.
[22 maggio 2020]

Non guardarmi: non ti sento
Titolo dalla Verità: « “Il governo non ascolta, ma ai sordi servono le mascherine trasparenti”». A che servono, se anche il governo è non udente?
[25 maggio 2020]

Che Modotti son questi
Scheda dal Fatto Quotidiano: «“Carlos” il nome di battaglia di Vittorio Vidali durante la guerra civile spagnola. Fu accusato di aver ucciso anche la moglie, Tina Madotti». Ma dotti proprio no, questi titolisti: si chiamava Modotti.
[11 maggio 2020]

Senza sentimento
Sommario dall’Osservatore Romano: «La noia è un sentimento-tabù il meno giustificato dei nostri sentimenti. Eppure è quello di cui meno riusciamo a sentirci responsabili». Cioè?
[25 maggio 2020]

Ci sono regole da preservare
Titolo dal Corriere del Mezzogiorno per un servizio in cui parla il proprietario del più famoso hotel di Positano: «Cinque (San Pietro): “Operativi dal 18 giugno, ora più che mai c’è da preservare i clienti d’élite”». Ci sarebbe da preservare anche la sintassi.
[7 maggio 2020]

Translavoratori
«L’emergenza umanitaria del lavoro sessuale», titola a tutta pagina Il Manifesto. La foto sottostante reca questa didascalia: «Claudia, 52 anni, donna trans e sex worker nel suo appartamento dove svolge piccoli lavori di sartoria». I famosi lavoretti.
[12 maggio 2020]

Sotto il vestito niente
Dal Giornale: «Ieri in collegamento al Summit, il patron del brand, Javier Goyeneche, ha lanciato il suo manifesto per cambiare la moda. Ripartendo dalle persone». Prima vestiva le bambole?
[21 aprile 2020]

Era con noi o no, eminenza?
Riferisce La Repubblica che il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Gualtiero Bassetti, ha salutato così il ritorno dei fedeli nelle chiese dopo i tre mesi di stop alle messe a causa della pandemia: «Non c’è dubbio, il Signore è tornato in mezzo a noi». Il Signore se n’era andato? È una novità assoluta. Forse sua eminenza non ha prestato attenzione al Vangelo letto nelle chiese proprio domenica scorsa, che riportava le ultime parole di Gesù: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Matteo 28, 20).
[25 maggio 2020]

Un fratino addosso
Si apprende dal Corriere della Sera che i 60.000 volontari della Protezione civile arruolati dal governo per controllare i luoghi a rischio di assembramento ed evitare la diffusione del Covid-19 «indosseranno un fratino con la scritta “assistenti civici”». Che cosa sarà il fratino? Dovendo escludere il ragazzo che si avvia a diventare frate, di scarsa portabilità, non resta che ipotizzare una dizione burocratica per designare la casacca o pettorina. Ma allora perché non scrivere che indosseranno una pettorina?
[25 maggio 2020]

Due passi sull’acqua
Titolo dalla Verità: «Agrigento, 400 migranti scaricati a due passi dalla riva». Questi maledetti adesso camminano pure sulle acque.
[25 maggio 2020]

Vigilianti
Titolo da Libero: «Assumono 60mila vigilianti per aumentare gli assembramenti». Saranno devoti di san Vigilio?
[25 maggio 2020]

Decollano le seconde case
Titolo dalla prima pagina dell’Eco di Bergamo: «Vacanze, volano le seconde case. E Ryanair riparte». Economy class nel tinello.
[22 maggio 2020]

L’economista dal risvolto umano
L’economista Alberto Alesina, morto prematuramente, era un grande. Ma vederlo fotografato a tutta pagina su Repubblica assiso in poltrona nel suo abito gessato, i pantaloni senza risvolto con l’orlo destro scucito, la stoffa che fuoriesce cadendo sul tallone e le scarpe con le punte rinforzate per difendere le suole dall’usura, me lo ha reso un gigante.
[25 maggio 2020]

La morte immortale
Commemorazione a firma dello scrittore Marcello Fois su Tuttolibri della Stampa: «La recente scomparsa di Franco Cordero ha tutti crismi dell’immortalità come capita agli eretici puri». Per la prima volta nella storia dell’umanità la morte diventa immortale.
[23 maggio 2020]

Sanzioni
In un editoriale sulla prima pagina del Manifesto, Alberto Asor Rosa prende in esame i destini al governo Conte: «Io penso che non esistano alternative fino alla fine della legislatura: quando con le nuove elezioni sarà sanzionata (ma sarà da vedere come, allora) quella che io chiamo la fine di un ciclo». Si potrebbe anticiparla inviando a Palazzo Chigi un vigile urbano con il blocchetto delle multe.
[24 maggio 2020]

Non c’è due senza tre
Titoli dal Fatto Quotidiano di venerdì 22 maggio: «Fame, repressione e disorganizzazione sanitaria». «Vitalizi, Yemen e festival canori». «Movida, asili, tavolini da bar». «Viaggi, parole e note». Lo chiamavano Trinità. Titoli dal Fatto Quotidiano di domenica 24 maggio: «Tamponi, contagi e isolati». «Fca, marchette e liti interne». «Giullari traditori, salsicce di figli ed Einaudi corrotto». «L’umana esistenza sospesa tra cielo e terra, speranza e fanghiglia». «Erdogan, Putin e la replica dello schema Siria in Libia». «Elicotteri, caccia e armi». «Polvere, fatica e Pasta party». ...continuavano a chiamarlo Trinità.
[24 maggio 2020]

Pechine
Sommario dalla Repubblica: «Pechino fa bene a concentrarsi sulla disoccupazione. Ora è il loro primo problema». La Cina ha due capitali?
[23 maggio 2020]

Toccato il fundo
Dalla Verità: «Un dulcis in fondo dagli orizzonti infiniti». Come quelli del latinotaliano.
[23 maggio 2020]

Pagare con i soldi
Sull’Arena parla il sindaco di Verona. Titolo: «Sboarina: “A oggi riusciamo ancora a garantire il pagamento dei fornitori, ma quando non ci saranno più i soldi non potremo farlo”». Deve aver studiato alla Bocconi.
[16 maggio 2020]

Al fianco della bara
Pubblicità sul Giornale: «Centro del funerale. Al vostro fianco, per aiutarvi». Non scomodatevi, ci arrangiamo da soli, grazie.
[18 maggio 2020]

Fassinate
Piero Fassino, già ministro ed ex segretario dei Democratici di sinistra, alle ore 9.45 del 20 maggio scrive su Twitter: «20/5/99 I terroristi delle Brigate Rosse assassinavano #MassimoDAntona. Docente universitario, amministratore pubblico, giurista. Lo ricordiamo con #EzioTarantelli e #EnzoBiagi uccisi per il loro impegno a rinnovare il diritto del lavoro e le tutele dei lavoratori». Individuato il padre di tutte le Sardine. (Enzo Biagi eventualmente si uccise da solo assolvendo per tutta la vita al dovere del lavoro. Infatti alle ore 23.23 è diventato Marco Biagi. Meglio tardi che mai).
[20 maggio 2020]

Riforma del calendario
Mauro Ferrucci, idolo delle discoteche, dichiara al Corriere del Veneto: «Un Capodanno, com’è stato quello del 18 scorso, non possiamo permettercelo tutti i giorni». Soprattutto perché Capodanno cade di norma il 1° gennaio.
[21 maggio 2020]

L’aumento che cala
Aggiornamento sul Covid-19 dal sito Avvenire.it: «Sempre in calo l’aumento di nuovi casi». Nessuna notizia dei morti che non sono più vivi.
[8 maggio 2020]

Discariche
Titolo d’apertura sulla prima pagina del Fatto Quotidiano: «Le Regioni scaricano medici e infermieri». Titolo sottostante: «Fiera, ora Bertolaso scarica Fontana: “Mi ha esautorato”». Cronache dello scaricabarile. Poi, in un sommario di pagina 9, all’ex capo della Protezione civile viene attribuita questa frase, a proposito dell’ospedale anti Covid-19 allestito presso la Fiera di Milano: «Sono sconcertato da come l’operazione si è evoluta, mi sono ammalato e di fatto poi esautorato». Se ne deduce che Bertolaso si è esautorato da solo. Miracoli della sintassi.
[21 maggio 2020]

Senti chi tifa
Sulla prima pagina della Libertà riflessione di padre Luigi Mezzadri, intitolata «Un Dio che soffre e tifa per noi». Un Padreterno in curva sud ci mancava.
[20 maggio 2020]

Oh yes!
Titolo dal Giornale: «Ok Ecofin al Programma Sure. È impasse sul Recovery Fund». Un ultimo sforzo: togliete «al», «è» e «sul» e sembrerà il Financial Times.
[20 maggio 2020]

Complimenti vivissimi
Sull’Osservatore Romano intervista di Francesca Romana de’ Angelis ad Andrea De Pasquale, già direttore dalla Biblioteca Palatina di Parma. Domanda: «Fu una stagione d’oro la tua direzione». Risposta: «Grazie per le tue parole!». Prego, grazie, scusi, tornerò.
[9 maggio 2020]

Ci è montato sopra?
Titolo dal Tempo: «Salvini tenta Renzi su Bonafede». Le famose pulsioni omoerotiche.
[8 maggio 2020]

Mani ex pulite
Il Corriere della Sera intervista il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini, coinvolto in una polemica per le frasi scottanti intercettate nell’ambito dell’inchiesta sul magistrato Luca Palamara. La pagina appare inspiegabilmente fra le 18 che recano la testata «L’emergenza sanitaria», con tanto di immagine del coronavirus (come le due pagine precedenti, del resto, dedicate alle mozioni di sfiducia contro il ministro della Giustizia). Non sono più i tempi di Mani pulite: urge l’igienizzante.
[20 maggio 2020]

La Cina è vicina vicina
La Verità scrive che un virologo francese, Didier Raoult, aveva previsto in un rapporto del 2003 «il rischio dell’apparizione di un nuovo agente patogeno, estremamente contagioso, per via respiratoria». «Le sue profezie ispirarono il laboratorio sinocinese a Wuhan», precisa il titolo. Poiché il prefisso sino- nelle parole composte indica il riferimento alla Cina, ora siamo sicuri: il Covid-19 è cinese cinese.
[20 maggio 2020]

Riscontri
Il Giornale sintetizza così, nel titolo, un’intervista con Elena Bonetti, ministro alle Pari opportunità e alla Famiglia: «Ho riscontrato nel governo difficoltà a trovare i soldi». È pronta per il dicastero della Ricerca scientifica.
[20 maggio 2020]

Du iu spik inglish
Didascalia dalla pagina Facebook di Repubblica: «Lei è Larize Nel e si prende cura il piccolo rinoceronte Mapimpi. Sono in un santuario per rinoceronti orfani, vittime del bracconaggio, a Mookgopong nella provincia di Limpopo, in Sud Africa». Peccato che sanctuary in inglese significhi «rifugio» e non c’entri nulla con Lourdes o Fatima.
[25 aprile 2020]

Meglio portarle via
Titolo dalla prima pagina del Corriere dell’Alto Adige: «Lavoratrici bloccate, affitta jet per portale in Italia». Si schianteranno contro una pagina web?
[20 maggio 2020]

Ed è subito Paese Sera
Piero Dallamano, fra i redattori di Mantova Libera dopo il 25 aprile 1945, è stato un giornalista che ebbe una certa fama ai tempi di Paese Sera. Ecco come lo ricorda Giovanni Pasetti, scrittore e capogruppo del Pd in Consiglio comunale, sulla Gazzetta di Mantova: «Mobilissimo e nobilissimo ingegno, non volle mai portare a termine un libro compiuto, forse perché restava convinto che il carattere epigrammatico degli articoli a cadenza continua meglio rappresentasse il confronto con un’epoca vitale e turbinosa, fatta di rapidi aggiornamenti e di altrettanto repentine cadute». Probabilmente Dallamano non volle imitare Pasetti, autore del romanzo A fuoco (fatuo, si suppone).

Premier non in gamba
Titolo dalla Verità: «Le balle di Giuseppi non hanno più gambe». Chissà come fa lo scroto a star su.
[19 maggio 2020]

Percentuali
Un titolo del Fatto Quotidiano spiega che la pandemia ha cambiato «le abitudini di consumo» degli italiani e che «solo il 40% circa tornerà nei locali come prima». Nel testo si legge che «solo il 35,2% andrà al ristorante con la stessa frequenza di prima». E cinque righe dopo: «Il 55% dichiara che andrà di meno al ristorante». Nella ressa di percentuali, nessuna traccia del «40% circa» enunciato nel titolo. Avanti così e il 100% smetterà di leggere i giornali.
[17 maggio 2020]

Il rischio di arricchirsi
Prima pagina della Verità, titolo di apertura: «I soldi ai lavoratori non arrivano, ai Benetton e agli Agnelli invece sì». Sommario esplicativo: «In centinaia di migliaia stanno ancora aspettando la cassa integrazione, ma intanto l’ex Fiat (con sede fiscale all’estero) e Autostrade (quella del ponte Morandi) rischiano di vedersi erogare rispettivamente 6 e 2 miliardi». Rischiano? Sai che gara per correre un pericolo simile.
[19 maggio 2020]

Calvo capelluto
Anticipazione dalla pagina Facebook del Foglio: «Parla Franco Cardini. “Mi si drizzano i capelli a pensare che una storia nobile si sia ridotta a Salvini”». Essendo Cardini il sosia di Yul Brynner, dev’essere davvero indignato.
[15 maggio 2020]

Grandi numeri
Dalla Gazzetta di Mantova: «In seconda posizione il Foggia che porta allo stadio 5.050 spettatori pur essendo una città che raggiunge e supera i 500.000 per l’1% di media». Allora allo stadio ne porta soltanto 1.500, perché gli abitanti di Foggia sono 150.000.
[14 maggio 2020]

Porzioni di sé
Dalla rubrica Malebolge di Aldo Nove su Avvenire: «Tutto è infatti potenzialmente comprabile assunti i crismi del sistema parareligioso del Mercato come escatologia rovesciata nell’immediato, e tutto diventa legittimazione “visibile” del maggior valore di “Sé” laddove lo si può semplicemente acquistare, “in porzioni”». Da prendere a piccole dosi.
[9 maggio 2020]

Trucco mascherato
Titolo dalla prima pagina del Fatto Quotidiano: «“Da liberi? Spaghettate, stadio e rossetto senza mascherine”». In effetti darsi il rossetto sopra la mascherina sarebbe complicato.
[26 aprile 2020]

Brutti incontri
Titolo dal Giornale: «Ferguson lascia la task force per gli incontri vietati». Bei tempi quando il lavoro delle forze speciali lo faceva Cupido.
[8 maggio 2020]

Botta di inculturazione
Titolo dalla prima pagina dell’Osservatore Romano: «Interculturalità o inculturazione?». A orecchio, sembra meno insidiosa la prima.
[9 maggio 2020]

Scoperte
Polemica fra il ministero della Salute e Report circa un piano pandemico che esisterebbe dal 2003, quando comparve l’influenza aviaria, e che sarebbe stato riciclato per il Covid-19. Il Fatto Quotidiano informa che l’ex direttore della prevenzione del ministero della Salute, Ranieri Guerra, oggi direttore aggiunto dell’Oms, ha smentito le accuse e aggiunge: «Il giornalista Giulio Valesini ha deciso così di verificare. Per farlo, si è rivolto a uno sviluppatore di software e ricercatore affiliato all’Università di Amsterdam, che ha analizzato il file con un software specifico ed è riuscito a risalire a quello che era online nel 2006. Ne ha poi analizzato i metadati: “Scopriamo - spiega - che il file risale al 2006, e che anche nelle versioni precedenti del ministero della Salute c’era sempre un link che riportava allo stesso. E, andando indietro nel tempo, scopriamo che la prima volta che il sistema automatico di archivio lo ha osservato era nel 2006. E il file è sempre lo stesso”». E occorreva andare fino ad Amsterdam per scoprire che un file del 2006 è del 2006?
[18 maggio 2020]

Misuratele la febbre
Nuova memorabile uscita di Jole Santelli, presidente della Regione Calabria, la stessa che, interrogata dalle Iene su che cosa fosse l’Isis, ha risposto: «Il controllo da parte di Obama nei confronti del terrorismo internazionale». Adesso, ignara che esiste la termoregolazione, in un’intervista rilasciata a Sky Tg24 sulle misure contro il Covid-19, si è scagliata contro l’uso del termometro su chi accede a uno stabilimento balneare: «Misurare la febbre a 40 gradi all’ombra? Di cosa stiamo parlando? Con 40 gradi all’ombra chi non avrà 37 gradi di temperatura corporea?». Qualcuno la informi che l’acqua bolle a 100 gradi e l’angolo retto a 90.
[18 maggio 2020]

Perseverare autem diabolicum
Si notifica che La Repubblica è tornata a scrivere «plexiglass» in luogo di «plexiglas» anche oggi. Per ben quattro volte.
[18 maggio 2020]

Stranieri anche nei boschi
Titolo della Verità a un racconto dello scrittore Tiziano Fratus: «Occhi di straniera nel bosco degli eremiti». Catenaccio: «Non si sa mai chi si incontra in certi posti. Come la bella donna dai lunghi capelli bianchi, segno di una decorosa anzianità, che vive in una baita finora disabitata. Forse sudamericana. Con un iride chiaro e l’altro nero che fissano con rabbia e orgoglio». Ecco che succede a non fermare gli sbarchi dei clandestini.
[17 maggio 2020]

Gender
Titolo da Libero: «Aisha è pericolosa: fa da ventriloquo al jihad». È diventata pure trans?
[14 maggio 2020]

Pausa pranzo
Avvenire racconta che «in Iran stanno riscuotendo ammirazione le cosiddette “corona-dame”, ossia le volontarie che lavano i corpi delle vittime del Covid-19 nella città di Qom». Secondo la tradizione islamica, «prima della sepoltura, il defunto deve essere lavato tre volte e avvolto in un sudario bianco». Le pie donne «assicurano il lavoro 24 ore su 24, usando invocazioni e canti religiosi per sostenersi a vicenda». Ma non sono sole, specifica il quotidiano dei vescovi: «Al seminario sciita di Mashhad, i futuri ayatollah lavano i corpi durante la pausa di pranzo». Sopra tutto Infernet Branca.
[17 aprile 2020]

Camere a glass
Il Plexiglas (con una sola «s») è un marchio registrato, al pari di Aspirina, Eternit, Lycra, Meccano, Post-it, Rimmel, Teflon e molti altri, entrato nell’uso comune fin dal 1949 con il significato di materia plastica utilizzata al posto del vetro. Le misure di profilassi contro la pandemia da Covid-19 lo hanno reso popolarissimo come plexiglass (con due «s»). L’ultima citazione in un titolo ieri su Repubblica, a pagina 5. Ecco la classifica dei quotidiani che, nel periodo 1 aprile-16 maggio, hanno utilizzato questa forma sbagliata sia nei titoli che nei testi: Corriere della Sera 60 volte, Il Messaggero 53, La Repubblica 37, Il Giorno 32, Il Resto del Carlino 26, Il Giornale 24, Avvenire 19, Corriere Fiorentino 18, Il Sole 24 Ore 17, Il Foglio 17, Libero 16, Corriere del Veneto 16, La Stampa 12, Italia Oggi 10, La Nazione 10, Corriere dell’Alto Adige 9, Corriere del Mezzogiorno 9, Il Fatto Quotidiano 8, La Gazzetta dello Sport 7, Il Tempo 3, Il Mattino 2, Mf 1. Totale delle citazioni, comprese edizioni secondarie, testate locali, settimanali e periodici: 324. Questa stampa è una camera a glass.
[16 maggio 2020]

Pellino al confino
Rino Pellino, corrispondente della Rai da Berlino, intervista per il Tg1 il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, che per tutto il tempo del colloquio tiene entrambe le mani in tasca, chiaro segno di alta considerazione per l’interlocutore. Domanda del giornalista: «La Germania oggi ha annunciato la riapertura dei confini con Svizzera, Austria e Francia, non con l’Italia. L’Italia rischia quindi di essere tagliata fuori dai flussi turistici?». Risposta di Maas: «Abbiamo fatto accordi con i Paesi direttamente confinanti». Traduzione: Pellino, ripassati la geografia.
[13 maggio 2020]

Stesse, quasi simili
In un articolo per il centenario della nascita di Karol Wojtyla, che Repubblica riprende dall’Osservatore Romano, Mikhail Gorbaciov scrive: «Quando il nostro incontro si è svolto, ho detto al Papa che nelle sue e nelle mie dichiarazioni si trovavano spesso le stesse parole, che comunque erano simili». Talmente simili da essere le stesse.
[17 maggio 2020]

Extra large
Poderoso editoriale (lo dico da fratello di bilancia) a firma di Giuliano Ferrara sulla prima pagina del Foglio. Titolo: «Care compagnie aeree, uscire dalla pandemia migliori sarà difficile, ma sperare di essere più comodi sì. Dopo il low è il momento del large!». Ciccero pro domo sua.
[16 maggio 2020]

Il vicepresidente Mentre
Titolo della Verità sulle presunte trame che portarono David Ermini alla vicepresidenza del Consiglio superiore della magistratura: «Mentre il dem, vice di Mattarella, si è fatto scegliere anche l’aiutante». Cercasi vicepresidente del Csm che di cognome fa Mentre ed è in quota al Pd.
[17 maggio 2020]

Cancellazioni
«Da lunedì, Rai Uno cancellerà la messa da Santa Marta, per fare spazio a qualche epigono di Giletti», scrive addolorato sul Foglio il ciellino Maurizio Crippa. Duole deludere il signor vicedirettore, ma la decisione è stata presa da Sua Santità, non dalla Rai, e decorre da martedì 19.
[16 maggio 2020]

Lacrime e graffi
«Seguiranno le lacrime delle donne a farsi graffio di salmo agli orecchi di Dio», scrive su Avvenire la biblista Rosanna Virgili a proposito della preghiera per la pandemia. Certo che è proprio brutto questo virus.
[14 maggio 2020]

Giochi di potere
Gigio Rancilio annuncia su Avvenire che sono in arrivo due videogiochi «destinati a fare rumore». «Il primo è “Pope Simulator” e permette di vestire i panni di un Papa e gestire la Chiesa. Scelto stemma e motto, ha inizio la vita quotidiana del Pontefice». Molto interessato all’acquisto Antonio Socci. Prosegue Rancilio: «Ancora più impegnativo appare “I Am Jesus Christ”, “un simulatore che permette di vivere la vita di Gesù Cristo”. Sarà presente sulla piattaforma Steam, che vanta 20 milioni di utenti. “Il gioco simula realisticamente la vita di Gesù, coprendo il periodo che va dal Battesimo alla Resurrezione. I giocatori potranno compiere tutti i miracoli più famosi descritti nel Nuovo Testamento. Sarà possibile, per esempio, moltiplicare i pani e i pesci, camminare sulle acque, curare i malati, restituire la vista ai non vedenti e riportare in vita i morti”». Cercansi concorrenti per la tappa in salita sul Golgota.
[1 maggio 2020]

Tempi d’attesa
Wanda Marra sul Fatto Quotidiano: «A proposito dei tamponi: per avere i risultati, bisogna aspettare. Tempi variabili, a seconda degli ospedali». Che strano. Di solito i risultati arrivano prima di eseguire i prelievi.
[14 maggio 2020]

Murales del pianto
Didascalia dal Corriere della Sera: «A Napoli il disegno di un writer raffigura una vergine con tanto di mascherina». A parte che la fotografia ritrae una Vergine, nel senso di Madonna, dipinta sul muro, il titolino che introduce la dicitura – «Murales» – è sbagliato. Infatti murales in spagnolo è il plurale di mural e dunque non si può usare riferito a un singolo dipinto. O si scrive mural oppure murale, in italiano. Sapendo l’italiano.
[14 maggio 2020]

Novello Agostino
Si apprende da Rovigooggi.it che il poeta e scrittore Daniele Mencarelli, residente ad Ariccia, divenuto di colpo celebre per aver difeso Aisha (alias Silvia Romano) sull’Osservatore (anche questo Romano), ha per sua stessa ammissione un «passato di dipendenza prima da droghe e poi da alcool». Mejo de sant’Agostino!
[14 maggio 2020]

Fattori di riproduzione
Titolo dal Giornale: «Dalla balena blu fino al panda gigante: molte specie si cercano fra loro solo per riprodursi». Vogliamo includere anche quella umana?
[26 aprile 2020]

Funerali con cautela
Titolo a tutta pagina su Avvenire: «Tornano i funerali. Con cautela». A pagare e a morire si è sempre in tempo.
[3 maggio 2020]

Criminali a 24 carati
Azzurra Barbuto su Libero definisce i rapitori di Silvia Romano «soggetti dalla elevata caratura criminale». Più preziosi dell’oro e dei diamanti.
[13 maggio 2020]

La Repubblica di Domani
«Alla veneranda età di 85 anni, dunque, Carlo De Benedetti ha deciso di fondare un nuovo quotidiano contro l’ex amata-odiata Repubblica. Non si chiamerà, ovviamente, la Monarchia. Si chiamerà Domani e non sarà un altro giorno, come diceva Rossella O’Hara in Via col vento, ma piuttosto un altro giornale», scrive Giovanni Valentini sul Fatto Quotidiano. Con queste fondamentali rassicurazioni, siamo tutti più tranquilli: non c’entrano né i Savoia né Vivien Leigh.
[9 maggio 2020]

Sos senatoriale
Incipit di un editoriale di Licia Ronzulli, senatrice di Forza Italia, sul Giornale: «L’emergenza sanitaria ha evidenziato la necessità di rispondere alle conseguenze del Covid con efficacia e immediatezza». In altre parole, l’emergenza ha evidenziato la necessità di rispondere all’emergenza. Grazie per l’informazione.
[12 maggio 2020]

Si si, nò nò
Titolo dal Corriere della Sera: «Aggredita alle spalle e violentata. Fermato 16enne: “Si, è stato lui”». Ma nò!
[13 maggio 2020]

Sù sù, giu giu
Occhiello sulla prima pagina di Libero per un editoriale del direttore Pietro Senaldi: «Da Radio Popolare in sù». O giu di lì.
[13 maggio 2020]

Chilometropoli
Attacco di un’intervista con lo scrittore Nathan Englander, firmata sulla Repubblica da Antonio Monda, proveniente dalla Stampa: «Come molte persone cresciute nei sobborghi, Nathan Englander ha il mito della grande metropoli». Dev’essere proprio grande grande.
[11 maggio 2020]

Padri putativi
In prima pagina su Avvenire confessione del presidente della Conferenza episcopale italiana: «Silvia è di nuovo a casa. Bassetti: una figlia nostra». Chi è la madre, eminenza?
[12 maggio 2020]

Camere a glass
Sommario dalla Verità: «Cerea: “Con le distanze e il plexiglass non si pagano i debiti”». Stavolta le Ss non c’entrano: si scrive plexiglas. (Vale anche per Repubblica che titola: «Schermi, plexiglass e cortili»).
[13 maggio 2020]

Covid a mani nude
Titolo dal Manifesto: «Infermieri, contro il Covid a mani nude». Ennesimo salto di specie: il coronavirus ora ha gli arti e non indossa i guanti.
[13 maggio 2020]

Stamattina mi butto
Da un articolo di Maria Sole Sanasi D’Arpe sul Tempo: «D’altra parte non sarebbe neanche giusto addossarci l’un l’altro un qualche senso di colpa o di irresponsabilità per il comprensibilissimo desiderio di porre fine a questa quarantena e per volerci seppure amaramente scherzare sopra: per alleggerire il peso di timori e tremori (come direbbe Kierkegaard) ancora troppo pesante da metabolizzare. E allora, bando alle ciance. Dopo essere finalmente atterrati in questo stadio sospeso ed intermedio di auffiebung - che supera ma al contempo interiorizza ciò che abbiamo passato - meglio noto come fase 2, buttiamoci». Sì, dalla finestra.
[6 maggio 2020]

Il focolarino
Il Giornale intervista il comico Maurizio Battista sul nuovo show Poco di tanto (Rai 2) e gli fa dire in un sommario: «Entro nel focolare italiano». Vince la prova del fuoco.
[12 maggio 2020]

Regione che vai, Dio che trovi
Titolo dalla Stampa: «Le donne prigioniere della jihad vittime dei ricatti nel nome di dio». Figlie di un dio minore. Anzi, minuscolo. Però sul Secolo XIX il titolo diventa «Le donne prigioniere della jihad vittime dei ricatti nel nome di Dio», con la maiuscola. Il concetto di divinità varia da Torino a Genova, anche se l’editore è lo stesso.
[11 maggio 2020]

Sciarade
Titolo sciarada dal Fatto Quotidiano: «Lombardia ancora in ritardo. Mappati solo 2 per un infetto». Che vorrà dire? Tocca leggere il testo: «Se il Veneto per ogni positivo al Covid-19 segue fino a 12 contatti, la Lombardia si ferma a 2». Il mistero s’infittisce. L’occhiello provvede a renderlo impenetrabile: «Su sorveglianza attiva e nuovi focolai il paragone col Veneto: qui per trovare un positivo si testano 13 persone, da Fontana tre». Un dolore o un mistero ogni tuo detto (copyright Umberto Saba).
[12 maggio 2020]

Conversioni
Yahya Pallavicini, imam della moschea Al Wahid di Milano, commenta in un’intervista su Repubblica la conversione all’islam di Silvia Romano, la volontaria rilasciata in Somalia: «Secondo me la fede lei ce l’aveva anche nel cristianesimo, non è che avesse bisogno di convertirsi». E più avanti: «Io sono nato musulmano, mio padre lo è diventato nel 1951. Si è convertito nel dopoguerra». In precedenza, ’Abd Al Wahid Pallavicini, all’anagrafe Felice, padre dell’imam Yahya, era stato un fervente cattolico, fu lui stesso a raccontarmelo nel 2003. Se dunque Silvia Romano non aveva bisogno di convertirsi, perché il giovane Pallavicini dice che il suo genitore, pur avendo fede nel cristianesimo al pari della ragazza, sentì il bisogno di convertirsi?
[11 maggio 2020]

4x4
Un grafico del Messaggero illustra le regole per la riapertura dei ristoranti dopo l’emergenza Covid-19: un quadrato con la scritta «4 metri» su due lati. «Nei locali a ogni cliente deve essere garantito uno spazio di 4 metri quadrati», spiega la legenda. Le famose geometrie variabili.
[12 maggio 2020]

Non andrà tutto bene
Il Corriere della Sera pubblica un intervento di Michel Houellebecq sulla pandemia e nel soprattitolo lo presenta così: «Il grande scrittore francese interrompe il silenzio sul “virus senza qualità”. Parla del potere della camminata e della morte: dopo non saremo migliori». Provare a morire per credere.
[5 maggio 2020]

Un sintagma in fronte
Il teologo Giuseppe Lorizio sulla prima di Avvenire: «Mentre attendo con trepidazione la possibilità dell’apertura delle celebrazioni liturgiche al popolo credente, mi raggiunge un sintagma». Dopo il virus è proprio sfiga.
[5 maggio 2020]

Buchi nell’acqua
Da Rep.repubblica.it: «Si va in acqua solo per nuotare». Per camminarci sopra, serve un permesso celeste.
[10 maggio 2020]

Scelte obbligate
Frase conclusiva di un’intervista che il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha concesso al Manifesto: «Dobbiamo ricostruire con passione un mondo migliore e più giusto per tutti, perché è il contrario della pandemia che dobbiamo scegliere». Sua eminenza conosce qualcuno convinto che invece si debba scegliere la pandemia?
[19 aprile 2020]

Ritorno al futuro
Eugenio Scalfari su Repubblica scrive dei suoi trascorsi scolastici di quattordicenne: «Al liceo di Sanremo c’era un gruppo di giovani invaghiti dalle arti e dalla filosofia e respinti dalle materie scientifiche e matematiche. Avevano infatti voti molto alti in queste materie e, al contrario, pessimi nelle materie scientifiche». Per non parlare dei voti in italiano. Più avanti aggiunge che il professore di Lettere (un ex prete) gli fece studiare «da Montaigne ed Étienne de La Boétie, all’Illuminismo di Diderot, d’Alembert e Voltaire. E ancora: Vico, Foscolo, Alfieri. Per proseguire con Carducci, Pascoli, D’Annunzio e poi con Quasimodo, Ungaretti e Montale. Naturalmente, c’erano anche Italo Calvino e Federico García Lorca». Siccome Calvino era nato sei mesi prima di Scalfari, se ne deduce che quell’insegnante era un veggente: nel 1938 faceva studiare al futuro fondatore di Repubblica un autore di 15 anni che avrebbe pubblicato il suo primo libro soltanto nel 1947.
[10 maggio 2020]

Lingua provenzale
Libero intervista Silvio Berlusconi, in isolamento nella villa della figlia Marina in Provenza. Un sommario recita: «La ripresa delle scuole è più imporntante di quella del Campionato, ma l’esevutivo ha abbandonato lo sport». Stando all’estero deve aver imparato una nuova lingua.
[11 maggio 2020]

L’amore dura fin che dura
Il sociologo Francesco Alberoni nella sua rubrica sul Giornale: «L’amore bilaterale dura perché rinasce continuamente. L’amore unilaterale invece dura sempre». Fa una bella differenza.
[10 maggio 2020]

Bisogni disperati
«La virtualità non potrà mai sostituire la realtà: per godere dell’arte ci vogliono occhi e cuore, non schermi da toccare (o almeno, non solo quelli!)». Così il segretario generale del Governatorato, il vescovo spagnolo Fernando Vérgez Alzaga, intervistato dall’Osservatore Romano sulla riapertura dei Musei vaticani, le cui enormi entrate si sono fermate a causa della pandemia. «Abbiamo un grande bisogno di realtà, un disperato bisogno». Messaggio ricevuto, eccellenza: meglio i biglietti interi (21 euro, con l’evangelica opzione “Salta la fila”) del virtual tour gratis su tablet e pc.
[9 maggio 2020]

Sirene spiegate
Titolo d’apertura in prima pagina sul Tempo: «Trappola Mes». Occhiello: «Scritta una lettera dalle sirene Gentiloni e Dombroskis per escludere condizioni. Ma vale nulla e non è vero». Tutto chiaro.
[8 maggio 2020]

Indietro tutta
Classifica dei giornali che, nel periodo 15 marzo-30 aprile, hanno utilizzato le formule «non lasciare indietro nessuno», «non lasceremo indietro nessuno», «per non lasciare indietro nessuno», «senza lasciare indietro nessuno», e simili: Avvenire 25 volte, La Repubblica 22, Corriere della Sera 20, Libertà 20, Il Resto del Carlino 17, L’Adige 15, Il Quotidiano di Puglia 14, La Gazzetta del Mezzogiorno 14, Il Messaggero 13, Corriere Adriatico 13, Giornale di Sicilia 13, Il Foglio 12, Il Mattino di Padova 12, Il Giornale 11, Il Quotidiano del Sud 11, Il Giorno 10, La Sicilia 10, La Gazzetta di Parma 9, Gazzetta di Mantova 9, Il Gazzettino 8, L’Arena 8, La Tribuna di Treviso 8, Il Mattino 8, Gazzetta del Sud 8, La Nazione 7, La Nuova Venezia 6, Gazzetta di Modena 6, Il Tirreno 6, La Verità 5, Il Secolo XIX 5, La Gazzetta dello Sport 4, Il Piccolo 4, Messaggero Veneto 4, Il Fatto Quotidiano 4, Il Giornale di Vicenza 4, Il Sole 24 Ore 3, Libero 3, Italia Oggi 3, L’Eco di Bergamo 3, Il Tempo 3, La Provincia Pavese 3, Milano Finanza 2, Il Manifesto 2, Giornale di Brescia 2, La Stampa 1. Totale delle citazioni, inclusi periodici, edizioni locali e supplementi: 468. Il Covid-19 non lascia indietro il conformismo.
[10 maggio 2020]

Arrivi e partenze
Roberto Saviano su Repubblica scrive della volontaria milanese rapita in Kenya nel 2018 e ritrovata dopo 536 giorni in Somalia: «Silvia Romano è libera, torna a casa. Troverà un’Italia profondamente cambiata dalla sua partenza». Magari fosse bastata la partenza della cooperante per cambiare l’Italia.
[10 maggio 2020]

Nessun dorma
Nell’editoriale di prima pagina, il direttore di Libero, Pietro Senaldi, descrive Luca Zaia come «un fenomeno», tuttavia si dice convinto «che egli non voglia e non possa insediare la leadership» di Matteo Salvini. Insediarla no, ma insidiarla forse sì. E conclude: «Gli artefici del nuovo miracolo italiano non avranno nessun Conte e nessun Zingaretti. [...] Non siamo fattucchiere. Possiamo sbagliarci». Su quando usare «nessun» o «nessuno», di sicuro.
[8 maggio 2020]

Geografia
Titolo dalla Verità: «Il borgo ligure delle case a 1 euro adesso svende terreni e cascine». Nel testo si legge che il Comune in questione si trova in provincia di Alessandria. Urge ripassare la geografia delle regioni d’Italia.
[8 maggio 2020]

Tra due fuochi
Avvenire titola in prima pagina: «Non è bene che Dio sia solo (tra veramente ed eppure)». In effetti, tra avverbi e congiunzioni si stuferebbero anche gli uomini.
[10 maggio 2020]

Igiene pubblica
Titolo dal Corriere.it: «Ricordiamocelo sempre: mascherine e guanti non vanno gettati per terra». Mozziconi di sigarette e fazzoletti di carta invece sì.
[5 maggio 2020]

Assolo
«Di Maio: “Sogno un governo solo M5s”», titola Il Fatto Quotidiano. «L’ambizione mia, che faccio parte del Movimento, è quella un giorno di riuscire a governare da soli», spiega il ministro degli Esteri. Decremento dei voti dal 32 per cento delle elezioni politiche del 2018 al 16,8 degli ultimi sondaggi: –47,5 per cento. Oltre che con l’italiano, deve avere anche qualche problema con l’aritmetica.
[7 maggio 2020]

Sherpa in talare
Dalla Stampa: «Messe all’aperto e numero chiuso». Mica male come ossimoro. «Niente limiti d’età», spiegano Domenico Agasso jr e Ilario Lombardo, sottolineando che «scienziati e ministri puntavano al divieto per gli over 65»: in pratica il governo voleva che le chiese restassero vuote. Ma per fortuna «gli sherpa della Cei hanno presentato un pacchetto di proposte». Moriremo buddisti.
[4 maggio 2020]

Bombette
Titolo dal Corriere della Sera: «Gli anti-nucleari al governo: atomiche Usa via dalla Germania. Iniziativa della Spd: “Queste Bombe vanno abolite”». Disco verde, invece, alle bombe minuscole.
[5 maggio 2020]

Trasparenze vaticane
L’Osservatore Romano apre così un servizio sulla festa della Guardia svizzera: «Non sarà certo un’anonima mascherina a nascondere un sorriso». Oltretevere devono essere arrivati i dispositivi di protezione individuale in chiffon.
[4 maggio 2020]

Urla del silenzio
Titolo da Repubblica: «Sharon Stone. “La mia ricetta? Mi affaccio e urlo”». La famosa attrice da urlo.
[3 maggio 2020]

Povertà senza fondo
Dalla Verità: «I parroci sono stremati: devono far fronte alla povertà che dilaga senza fondi». Vuoi mettere la povertà che dispone di fondi?
[1 maggio 2020]

A noi!
Titolo dal Giornale: «A caccia di qualche novità televisiva si finisce nella Rsi (ma è in Svizzera...)». Nostalgia di Salò.
[1 maggio 2020]

Cercansi clienti per trans
Si apprende da Domenico Agasso jr, vaticanista della Stampa, che «neanche la pandemia ferma l’Elemosiniere del Papa», cioè «il cardinale polacco Konrad Krajewski, testa pensante e braccio operativo della carità del Pontefice, protagonista assoluto – “scatenato” – della solidarietà», accorso in aiuto anche dei «transessuali di Torvaianica, che, causa Covid, hanno perso i clienti e non hanno più di che vivere». Finiti il distanziamento sociale e le restrizioni che farà? Gli procurerà i clienti?
[1 maggio 2020]

Chissà chi lo sa
Didascalia su Repubblica, nelle pagine di economia: «Al vertice. Austriaco, è nato a Istanbul nel 1967. Entra nel gruppo Campari nel 2005, viene nominato ad nel 2007». Bei tempi quando le didascalie si facevano per dare un nome al personaggio fotografato.
[25 aprile 2020]

Regole grammaticali
Il Corriere della Sera intervista il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che se ne esce con questa frase: «L’Ue non può pensare di fare l’Ue solo quando c’è da dettare regole sul mercato interno». Ci sono, ministro, ci sono. «Regole» è plurale.
[6 maggio 2020]

Il ritorno dello Gedi
Dalla Stampa: «Gedi atto terzo. Il gruppo editoriale dopo il nuovo assetto azionario che ha visto passare il controllo dalla famiglia De Benedetti alla Exor della famiglia Agnelli guidata da John Elkann, e dopo il cambio di governance, vara ora una nuova struttura organizzativa. L’obiettivo, spiega una nota, è di dare una forte accelerazione alla trasformazione digitale. In quest’ottica sono state perciò introdotte nuove funzioni operative e ridefiniti alcuni ruoli a diretto riporto dell’ad Maurizio Scanavino». Dopo il materiale di riporto e il cane da riporto, si torna al fronte del riporto.
[6 maggio 2020]

Giostra d’idee
Su Avvenire articolo del poeta ciellino Davide Rondoni dal titolo esoterico: «Che ritornino le giostre (non di solo pane e vaccino)». Per fortuna l’occhiello rassicura: «Un piccolo gesto di solidarietà e pensieri semplici che si affollano». Chissà i pensieri complicati.
[6 maggio 2020]

It’s five o’ cocktail
A proposito dei titoli esoterici di Avvenire: «Modena/Ac. Alle 19 scatta l’ora del Vespritz». Per fortuna il testo dettaglia: «Vespri recitati insieme online a cui seguirà un aperitivo fatto in casa da ciascun partecipante, da gustare virtualmente in compagnia». Crodino, l’analcolico biondo fa impazzire il mondo.
[6 maggio 2020]

Numeri
Il Fatto Quotidiano scrive che al Corriere della Sera, «per migliorare le prospettive dei dividendi futuri, si prepensionano 38 dei 353 giornalisti». Nel riepilogo accanto, si legge: «38 pre-pensionamenti dei giornalisti del Corriere della Sera (sui 365 in totale)». Grande incertezza fra i 12 redattori (in più o in meno), pari a circa un terzo dei prepensionati.
[6 maggio 2020]

Eccellenze mancate
Silvana De Mari, cattolica dura e pura, se la prende, sulla Verità, con Guido Gallese, vescovo di Alessandria, «che è intervenuto sullo scottante tema del divieto delle celebrazioni liturgiche, confermato nel nuovo Dpcm anticoronavirus in vigore dal 4 maggio»: «Gentile dottor Gallese, mi permetta di chiamarla in questa maniera. Risparmio il termine di eminenza e monsignore, completamente insensato per i vescovi attuali». Anche per i precedenti: «eminenza» si usava e si usa solo per i cardinali. Il titolo dei vescovi è «eccellenza».
[6 maggio 2020]

Crème brûlée
Pubblicità dell’impresa Sansiro di Milano (pompe funebri) su Libero: «Garantiamo la cremazione». Meglio di una polizza vita.
[17 aprile 2020]

Manca qualcuno?
Titolo dalla Verità: «“Assassini e ladri alleati della camorra nel campo dei rom”». La Quadruplice Alleanza.
[29 aprile 2020]

Che tempi!
Classifica dei giornali che, nel mese di aprile, hanno utilizzato la formula «ai tempi del coronavirus» (mutuata da L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez): Avvenire 32 volte, Corriere della Sera 28, Il Messaggero 21, Italia Oggi 18, Il Giornale 15, Libero 14, Il Giorno 13, Il Sole 24 Ore 13, La Repubblica 12, Il Foglio 10, La Gazzetta dello Sport 10, Il Resto del Carlino 10, La Stampa 10, Il Fatto Quotidiano 9, Il Mattino 9, La Nazione 8, Milano Finanza 7, La Verità 5, Affari & Finanza 2, Il Tempo 1. Totale delle citazioni, comprese le edizionali regionali e le testate locali: 300. Totale delle citazioni nella variante singolare «al tempo del coronavirus»: 300. Totale delle citazioni nella variante «ai tempi della pandemia»: 63. Totale delle citazioni nella variante singolare «al tempo della pandemia»: 47. Non sarà che viviamo nel tempo della stampa omologata?
[30 aprile 2020]

Lavoratori
Dal Corriere della Sera: «L’uomo di Zingaretti: multa per il pranzo? Era lavoro». Finalmente ritorna la piena occupazione.
[5 maggio 2020]

Riti felini
Da Avvenire: «Bassetti: tornano le Messe con il popolo ma non a macchia di leopardo». Ha parlato l’amico del giaguaro.
[5 maggio 2020]

Zanda Bassotti
Luigi Zanda si è dimesso da tesoriere del Partito democratico per diventare presidente della società editrice che pubblicherà Domani, il nuovo giornale di Carlo De Benedetti. Il Fatto Quotidiano riporta la lettera di congedo in cui il segretario Nicola Zingaretti lo loda: «Gli avevo chiesto, per la sua autorevolezza e per le sue indiscutibili capacità, di ricoprire questo delicato e fondamentale incarico, anche a fronte di una situazione molto difficile per le finanze del partito e per i dipendenti, che Luigi ha saputo esprimere al meglio affrontando diverse sfide elettorali e organizzative». Quindi Zanda ha saputo esprimere al meglio una situazione molto difficile per le finanze e per i dipendenti. Fossi l’Ingegnere, una toccatina me la darei.
[5 maggio 2020]

Vado a fuzoku
In Giappone l’industria del sesso si chiama fuzoku e, come racconta Giulia Pompili sul Foglio, si è subito adattata all’emergenza coronavirus. In che modo? «Si favoriscono pratiche “alternative”, durante le quali si può tenere la mascherina e il metro di distanza». Sulla distanza favorito Rocco Siffredi.
[30 aprile 2020]

Non c’è due senza tre
Elementi tratti dai titoli del Fatto Quotidiano dell’1 maggio: «Teatri, concerti e cinema». «Dispetti, urla e spinte». «Bici, università e cene». «Test, app e disciplina ferrea». «Calendario certo, fondi pubblici e igiene». Lo chiamavano Trinità.
[1 maggio 2020]

La Palice
La Verità intervista il produttore Claudio Bonivento e titola a tutta pagina: «“Se non si può girare, il cinema è morto”». Se invece può girare i film, il cinema è vivo. Sono notizie.
[1 maggio 2020]

Vaccino Rossini
Libero annuncia che un antidoto italo-inglese contro il Covid-19 sarà disponibile a dicembre. «Il “vaccino Jenner” è stato somministrato a 320 volontari sani, nei quali è risultato “sicuro e ben tollerato”», scrive Melania Rizzoli, per cui «verrà testato su ulteriori 500 volontari, dopodiché i primi test clinici verranno effettuati a giugno su 5mila soggetti». Nella stessa pagina, Alessandro Gonzato intervista Piero di Lorenzo, amministratore delegato di Irbm, la società di Pomezia che lo produce, il quale spiega: «Nel caso di questo nuovo immunizzante, non è stato necessario testarne la tossicità sull’uomo: avevamo già tutti i dati che servivano». Subito dopo, però, di Lorenzo aggiunge: «Da una settimana sono iniziati gli esperimenti su 510 volontari sani e stanno per cominciare i test su altri 3 mila». Riassumendo: è sicuro e ben tollerato, non occorreva testarlo sull’uomo, però l’hanno somministrato a 320 volontari sani, ora sarà sperimentato su 500, anzi 510, e presto lo inoculeranno ad altri 3.000, anzi 5.000. Più che «vaccino Jenner» dovrebbero chiamarlo «vaccino Rossini»: è un crescendo.
[1 maggio 2020]

Sala da pranzo del commiato
Corrado Augias su Repubblica: «Nel XVII secolo, come oggi, la terapia più efficace era quella: sottrarre al virus il suo pranzo, che saremmo noi, affamarlo a morte». Meglio il suicidio che il Covid-19.
[1 maggio 2020]

Il peso degli anni
Incipit di un articolo sulla Verità firmato da Silvana De Mari: «Sono un medico di 67 anni. Sono nata nel 1953». Nel 1943, o nel 1963, meno probabile.
[3 maggio 2020]

Articolazioni
Dal Fatto Quotidiano: «Il Ziarul Financiar riporta le stime e l’allarme lanciato dalla federazione medica Solidaritatea Sanitara». Si vede che l’articolo «lo» in Romania non è ancora arrivato.
[4 maggio 2020]

Lettori scoppiati
Sequenza dei titoli dall’inserto Alias del Manifesto: «Feuchtwanger, l’ira sotto la pelle del testo». «Ventriloquio sui limiti dell’empatia». «Vita di Wioletta Grzegorzewska tra scalate liriche e discese referenziali». «Possente non detto per patemi d’amore». «Dispositivi grafici metanarrativi nell’esordio di Služitel affidato a un gatto». «Aggiornamenti autoriali all’etica dell’infinitesimo». «Dorata sfacciataggine su marmo pario». «La Sicilia esplode sulla pagina». Anche il lettore.
[3 maggio 2020]

Eccellenze logistiche
Il Secolo XIX pubblica un vademecum del professor Enrico Musso, ordinario di Economia applicata e direttore del Centro italiano di eccellenza sulla logistica i trasporti e le infrastrutture dell’Università di Genova, con le norme da rispettare in auto nella Fase 2: «Se c’è solo il conducente, deve tassativamente essere seduto davanti, dal lato del volante». Eccezion fatta per Tiramolla, che può guidare dal sedile posteriore.
[3 maggio 2020]

Più realista della regina
Maurizio Belpietro in un editoriale sulla Verità paragona Giuseppe Sala alla regina Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena, perché, anziché mettere a disposizione i bus, ha invitato i milanesi a usare la bicicletta. Donde il riferimento, anche nel titolo, alla cinica frase (per la verità rubata dalle Confessioni di Jean-Jacques Rousseau) rivolta dalla consorte di Luigi XVI a chi la informava che i suoi sudditi erano stremati dalla fame: «Se non hanno più pane, che mangino brioche». Ma il parallelo avrebbe senso solo se il sindaco di Milano, avvertito del fatto che i cittadini non dispongono di bici, avesse replicato: «Che usino i bus». A meno che le michette non siano più buone delle brioche e i velocipedi più comodi dei mezzi pubblici.
[3 maggio 2020]

San Giuseppi
«La Chiesa affida l’Italia a Maria». Avvenire titola così un intervento del presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti. Ma nel titolo a fianco il segretario della stessa Cei, il vescovo Stefano Russo, afferma perentorio: «Prima la salute delle persone». Segno che si fida più di san Giuseppi che della Madonna.
[1 maggio 2020]

Far ridere i polli
Secondo La Repubblica, il piano per la ripartenza della scuola italiana dopo la pandemia, predisposto da un comitato di esperti guidato dall’economista Patrizio Bianchi, prevede «l’utilizzo spinto delle lezioni all’aperto». Spiega Bianchi: «Il Trentino dovrà sfruttare i suoi boschi, Milano i musei, Roma i suoi parchi». Saranno scoperchiate Brera e la Pinacoteca Ambrosiana? Il consulente precisa: «Nei nostri lavori indichiamo la cancellazione delle classi pollaio». Chiude il wet market italiano, riapre quello di Wuhan.
[1 maggio 2020]

Cuore di ghiaccio
«New York scopre l’orrore: cadaveri nei camion-frigo. Dentro ai furgoni trovati ghiaccio e cento corpi», titola Il Giornale. Pare che la notizia sia la presenza del ghiaccio. Raggelante.
[1 maggio 2020]

Ottimo lavoro
Franca Giansoldati, vaticanista del Messaggero, rivela che il Santo Padre, proprio nella festa del Lavoro, «ha autorizzato i licenziamenti dei cinque dipendenti mentre è ancora in corso l’indagine del tribunale per la vicenda dell’acquisto del famoso palazzo di Londra, un affare controverso e ingarbugliato ma dove ogni operazione è sempre stata avallata dai superiori e, in ultima istanza, dal Papa». Misericordia!

Vecchie volpi
Notizia dal canale tematico della Stampa dedicato agli animali: «Coronavirus nel Milanese, una volpe entra in giardino e si rifugia nella cuccia dei cani». Allarme! I pipistrelli si sono fatti furbi: ora hanno quattro zampe.
[30 aprile 2020]

Di volta in volta
Risposta di Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, a un lettore: «Ho sempre pensato e molte volte scritto che in democrazia l’opposizione deve fare il proprio mestiere». E lo scrivi un’altra volta?
[1 maggio 2020]

Non ci sono più gli stupratori di una volta
Incipit di un servizio di cronaca su Repubblica: «Un predatore sessuale vigliacco e calcolatore». Ce ne sono in giro anche di nobili e ingenui?
[26 aprile 2020]

Nessun obbligo d’obbligo
Sommario dal Fatto Quotidiano sulla controversa app Immuni: «Obbligo di cancellare le informazioni entro il 31 dicembre. No Gps né obblighi». Immuni dalla logica.
[30 aprile 2020]

Virgole vaganti
Sommario dal Fatto Quotidiano sulle decisioni dei governatori di centrodestra per il Covid-19: «Va riformata la possibilità di adottare nelle singole regioni, solamente misure più restrittive». Già riformato, invece, l’uso della virgola.
[30 aprile 2020]

Alta definizione
Servizio dal Fatto Quotidiano, stessa pagina della virgola vagante: «“La presenza di focolai – si legge nella bozza – richiede una valutazione del rischio ad hoc che definisca qualora nella regione vi sia una trasmissione sostenuta e diffusa tale da richiedere il ritorno alla Fase 1”». Che definisca che cosa? Mistero.
[30 aprile 2020]

Morte batte nazioni
Titolo dal Fatto Quotidiano, stesso numero delle perle soprastanti: «I decessi superano già la Cina». Avvincente questa guerra fra la morte e la terza potenza militare mondiale.
[30 aprile 2020]

Catacombe
«Ci sono stati martiri che si sono fatti ammazzare perché gli impedivano di celebrare la Messa», dice Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, alla Verità. Giuseppi come Diocleziano. Caspita!
[28 aprile 2020]

Non dirai sul siero
Secondo Luciano Capone, che lo scrive sul Foglio, il professor Giulio Tarro, virologo napoletano, «da molto tempo si inoltra nel terreno delle cure senza fondamento scientifico, dal “siero di Bonifacio” (una pseudocura di un veterinario di Agropoli a base di pipì di capra) alla falsa teoria della “biocorrezione” (che promette di guarire diverse malattie)». In realtà Liborio Bonifacio traeva il suo siero dalle feci delle capre. In particolare, feci delle femmine contro il sarcoma nelle donne e feci dei maschi contro il carcinoma negli uomini. L’urina degli stessi animali, con l’aggiunta di circa un terzo di acqua bidistillata, serviva solo a diluirlo. Tra cacca e pipì permane una certa differenza.
[25 aprile 2020]

Pipistrelli del malaugurio
Sulla prima pagina dell’Osservatore Romano, un articolo del direttore Andrea Monda reca questo titolo: «Un povero pipistrello chiamato Smeagol». In arte Covid.
[29 aprile 2020]

Gatti pazienti
Titolo dal Corriere del Veneto: «Vo’, test sierologico sui gatti di casa. Caccia agli anticorpi». «Ma come saranno scelti i “pazienti” da sottoporre a test sierologico?», si chiede l’articolista. «Su base volontaria», risponde il professor Massimo Castagnaro, ordinario di Patologia generale veterinaria. Attesi i soliti quattro gatti. Forse.
[16 aprile 2020]

Somministrazioni
Wanda Marra analizza sul Fatto Quotidiano le situazioni di stress provocate dal confino casalingo causa coronavirus. Un esempio: «Luisa, 42 anni, non ne può più di litigare con suo marito, Giorgio, 44. Lui ha degli attacchi di ira improvvisa e lei teme che una volta finirà per non controllarsi». Spiega la giornalista: «Per evitare che le situazioni degenerino è allo studio un questionario da somministrare a 150mila cittadini». Non sarà meglio somministrare il bromuro?
[23 aprile 2020]

Uscita di sicurezza
«Chiesa in uscita contro la pandemia», titola L’Osservatore Romano sulla situazione in Bolivia, nel giorno in cui papa Francesco, in sintonia con il premier Giuseppe Conte, sconfessa la protesta dei vescovi italiani e ribadisce che l’uscita per andare a messa è inopportuna. Non sappia la mano boliviana ciò che fa l’italiana (e l’argentina).
[29 aprile 2020]

Apri e chiudi
Titolo dall’Espresso: «Quei ristoranti con le cucine aperte per servire pasti caldi a chi ha fame». Per servirli con le cucine chiuse si attende un miracolo.
[26 aprile 2020]

A morte i ristoranti
Titolo dalla prima pagina della Verità: «Il governo condanna i ristoranti a morte». Dopo Ciro a Mergellina ecco Ciro a Schiattamuorte.
[29 aprile 2020]

Come d’autunno sugli alberi le foglie
Titolo dal Corriere del Veneto: «Da 12 giorni meno casi, si pensa già all’autunno. “Purtroppo tornerà”». Les feuilles mortes se ramassent à la pelle. Tu vois, je n’ai pas oublié…
[19 aprile 2020]

Non c’è due senza tre
Aldo Nove nella sua rubrica Malebolge sulla prima pagina di Avvenire: «In una scala gerarchica rovesciata, il Dominio economico vede, al di sotto dell’inconoscibile vertice, una pletora di emanazioni prive di identità personale, secondo un ordine bifido che tutto gestisce. Cosa intendo per “ordine bifido”? Intendo che le parti avverse, nel gioco antico delle contrapposizioni, sono quelle di un serpente a doppia testa, che attira masse che si contrappongono per il piacere dello stesso unico rettile. Una sorta di malattia dell’uno, che è allo stesso tempo malattia del due». Al tre resta l’emicrania.
[25 aprile 2020]

Le cronache di Narnia
Didascalia dalla prima pagina del Manifesto: «L’azienda Alcantara di Nera Montoro (Narni)». Il Comune di Narni (Terni) come Claudio Scajola: promosso provincia a sua insaputa.
[21 aprile 2020]

Santuari corporali
Dal Fatto Quotidiano: «Una versione non aggressiva del virus può aver sonnecchiato per anni in qualche “santuario” del nostro organismo come avviene già per altri virus». Non resta che andarci in pellegrinaggio.
[19 aprile 2020]

Riforma del calendario
«È appena passato il 25 aprile e tira già aria di 8 settembre», scrive Giorgio Gandola sulla Verità. Ma il 1945 non veniva dopo il 1943?
[28 aprile 2020]

Facciamo nomi
Da un articolo del Fatto Quotidiano firmato a quattro mani da Alessandro Mantovani e Ilaria Proietti: «Sono volate parole grosse». «Si è quasi sfiorata la rissa». «Ha perso le staffe». «Ha suscitato polemiche». «Un effetto boomerang». «In buona sostanza». «È venuto fuori più di un mal di pancia». «Con piena soddisfazione». «Deve fare i conti». «Non ci ha visto più». «Ha mandato il sangue agli occhi». «Non è uno che le manda a dire». «Ha fatto il pelo a chi marca visita». «Non ha fatto nomi». «Sono fischiate le orecchie». «Nell’immaginario collettivo». «Ha creato qualche malessere». «Il clima è sereno». «Qualche malumore ogni tanto c’è». Frase fatta capo ha.
[22 aprile 2020]

Protezione civile celeste
«Messa in sicurezza», titola giocoso Avvenire. Come recita il proverbio, cuor contento il ciel l’aiuta (con l’8 per mille).
[28 aprile 2020]

Colpi di sole
Su come difendersi dal coronavirus, Libero intervista l’epidemiologo Franco Berrino. «Come dovrebbe partire la giornata per sentirsi in forma?», chiede la giornalista. «La mia parte sempre con un po’ di yoga e i consueti saluti al sole». Sì, buonanotte.
[28 aprile 2020]

Messa un tanto al chilo
Matteo Renzi intervistato da Repubblica: «Io voglio tornare a prendere la messa». Facciamo un etto? O un chilo?
[28 aprile 2020]

Incontro con Io
«Inversione di marcia dall’io a Dio», titola L’Osservatore Romano citando papa Francesco. Che da Fabio Fazio è tornato a Eugenio Scalfari.
[28 aprile 2020]

Domande
Costanza Savaia sull’Espresso: «Il deserto scelse la morte, perché così avrebbe posseduto l’unica qualità che non riusciva a trovare altrove per inghiottirla in sé. Morì davanti ai miei occhi. Ma neanche il tempo di capacitarmi di quello che stavo facendo che, nell’ istante in cui spirava, negli occhi allucinanti del deserto pulsava un lieve bagliore, e le dita della sua mano destra ebbero un quasi impercettibile sussulto; ed era morto. Pareva che avesse cercato qualcosa nello spazio davanti a sé; e non solo sembrava che avesse capito di essere caduto nel paradosso che lo portava a morire, e con questo la natura stessa della qualità che aveva preteso; sembrava quasi che chiedesse di essere tenuto per mano per paura di affrontare quella stessa morte. A chi lo aveva chiesto? Al vuoto? Ai giudici? A me?». Se non lo sa lei.
[26 aprile 2020]

Voglie
Titolo di apertura dalla prima pagina di Avvenire: «Tanta voglia di Fase 2». Quando i preliminari non bastano più.
[26 aprile 2020]

Nel didietro
Il Fatto Quotidiano si occupa dei danni ingenti arrecati al Museo Egizio di Torino dalla chiusura per pandemia. Nel sommario fa dire al direttore Christian Greco: «È impossibile stare dietro a queste perdite da soli». Meglio stare davanti e in compagnia.
[22 aprile 2020]

Bagno di umiltà
Lucia Annunziata, sostituita da Mattia Feltri alla direzione dell’Huffington Post, su Prima Comunicazione si vanta di aver lanciato molti giovani: «Uno dei primi assunti in ApBiscom fu Federico Fubini, oggi uno dei vice direttori del Corriere della Sera». Obietta l’intervistatore: «Mica un pischello, Fubini è del 1966, aveva 34 anni». E lei: «Avrà cominciato tardi». Talmente tardi che era il corrispondente da Bruxelles nel Giornale diretto da Indro Montanelli. Conclude Annunziata: «All’Huffington ho fatto un bagno di futuro». Era meglio se faceva una doccia di passato.
[27 aprile 2020]

Tamponamenti
Lo chef Carlo Cracco detta su Repubblica la sua ricetta per la riapertura dei ristoranti nella Fase 2: «Prima di distanziare i tavoli, tamponi subito a cuochi e camerieri». Giusto. Ma chi garantirà ai clienti che Cracco, cuochi e camerieri non si siano contagiati dopo aver effettuato il tampone?
[27 aprile 2020]

Accenti
Dalla Stampa: «Si inizia infatti a pescare un pò in tutta Italia». Un po’ anche nel Po senza accento.
[26 aprile 2020]

Lacerazioni
Incipit di un articolo dello scrittore Tiziano Fratus sulla Verità: «La pioggia ha smesso di cadere. L’autunno si è lacerato, a causa di tutta questa umidità. Dietro le montagne qualcosa si agita. Le bestie nascoste lo sentono, la pelle intercetta la vibrazione che ricade sui boschi, anche se non è chiaro, se precipiti dall’alto o fermenti dal basso. Chi è che parla, si domandano? È quel cielo decorato, lassù, oppure le rocce appuntite e seghettate?». Si domandano? O «si domandano» in attesa che finisca l’autunno lacerato, che nel frattempo ha superato l’inverno, è giunto a primavera e presto precipiterà nell’estate?
[26 aprile 2020]

Minzioni difficili
Interrogativo di Paola Pellai su Libero: «Ma se piscio il cane 9 volte al giorno, devo mettergli il catetere?». No, signora, ma deve farsi vedere da un urologo.
[26 aprile 2020]

Non parlate al conducente
Titolo dal Giornale sulle misure antivirus nei trasporti pubblici dopo il 4 maggio: «Termoscanner e mascherine: vietato parlare al conducente». Veramente era vietato anche prima.
[26 aprile 2020]

Ztl ciclabili
Titolo dal Giorno: «Roma punta alle bici e apre la ztl alle auto». Coerente.
[22 aprile 2020]

Totale
Occhiello dal Fatto Quotidiano: «Dal 4 maggio tornano al lavoro meno di tre milioni di italiani, un terzo del totale». Se ne deduce che la popolazione è scesa da 60 a 9 milioni di abitanti. Bestia di un virus!
[23 aprile 2020]

Mi ritorni in mente
Editoriale del direttore di Avvenire, Marco Tarquinio: «Sì, lo so: non pochi tra quanti hanno davanti la nostra prima pagina con il suo titolo gigante – “25 aprile: resistere, resistere, resistere” – penseranno a Borrelli. Non ad Angelo, il capo della Protezione Civile e quotidiano protagonista della lotta contro la pandemia da coronavirus, ma a Francesco Saverio, il magistrato che guidò la Procura di Milano». Peccato che quel motto, pronunciato alla Camera, non sia di Borrelli bensì di Vittorio Emanuele Orlando, chiamato alla guida del governo il 30 ottobre 1917, dopo la disfatta di Caporetto. Ed era il 22 dicembre, non il 25 aprile.
[24 aprile 2020]

Sardine o cigni?
Il sociologo Marco Revelli sul Fatto Quotidiano: «Se non ci fosse l’emergenza coronavirus dovrebbero esserci le piazze piene più che mai, come è stato con le Sardine. Quello è stato forse il canto del cigno di una stagione in cui i corpi in piazza facevano sentire la loro voce». I muti come pesci di una volta ora hanno il collo lungo e cantano.
[25 aprile 2020]

Attenti a quei due
Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, intervista David Sassoli, presidente del Parlamento europeo. Le chilometriche domande sono talmente ficcanti che Sassoli, a un certo punto, enuncia questa intuizione copernicana: «Secondo la Lettera a Diogneto i cristiani vivono nella società, non al di fuori di essa. E anche gli altri devono vivere nella società e devono collaborare». Senza questi due, e senza Diogneto, ci saremmo mai accorti che Monda, Sassoli e persino noi viviamo nella società?
[26 aprile 2020]

Sventagliata
Azzurra Barbuto su Libero: « Solamente alla fine del Settecento anche la classe media cominciò a servirsi del ventaglio, il quale divenne più economico, dunque si affermò come utensile di uso comune». Poi arrivò il tornio.
[25 aprile 2020]

Una prece
Intemerata in diretta di Nicola Porro sulla sua pagina Facebook: «Gli italiani stanno alla fame, e non c’è un pezzo che sia uno sul giornale: non c’è la Caritas, non c’è don Gelmini, non c’è piripicchio, non c’è Emergency, non c’è l’Ong». Piripicchio non so, ma don Gelmini non può esserci: è morto nel 2014.
[22 aprile 2020]

Polimeri
Titolo dell’inserto Alias nel Manifesto dedicato al 25 Aprile: «Materiale sempre resistente». Credevamo fosse antifascismo, invece era Moplen.
[25 aprile 2020]

Maschi con le palle
Titolo dal Fatto Quotidiano: «Il Corona si nasconde nei testicoli? Cari uomini, è presto per disperarsi». Nel testo, la virologa Maria Rita Gismondo spiega: «Il lavoro afferma che il Coronavirus è stato ritrovato nei testicoli dei malati, ovviamente di sesso maschile». In tempi di gender fluid, ovviamente mica tanto.
[22 aprile 2020]

Io speriamo che me la cavo
Titolo dalla Stampa: «Leonardo, tra i nuovi membri del Cda c’è l’ex compagno di scuola di Di Maio». Impossibile: deve trattarsi di un errore.
[22 aprile 2020]

Caduto da cavallo
Corrado Augias su Repubblica si occupa da par suo di Paolo di Tarso: «Saul o Paolo, era contrario alla nuova corrente del giudaismo». Forse anche alle virgole tra soggetto e verbo. «Secondo la fede gli apparve Gesù: “Perché mi perseguiti?”; secondo l’ipotesi neurologica ebbe una crisi epilettica». Infatti una trentina d’anni dopo, com’è noto, perse la testa a causa del mal caduco.
[21 aprile 2020]

Malati già morti
Il Fatto Quotidiano riferisce che in Russia il Covid-19 «continua a strisciare e diffondersi: si registrano non più 4mila, ma 5mila nuovi malati ogni giorno». Titolo: «Mosca rossa: 5 mila morti al giorno». Che fretta. (Ma il «mila» si attacca al numero, come il virus, o si stacca?).
[23 aprile 2020]

Conteggi/1
Incipit di un commento dell’ex procuratore generale Gian Carlo Caselli sul Fatto Quotidiano: «Quando la pandemia sarà esaurita, faremo il conteggio finale dei morti». Si fa tutti i giorni, eccellenza. E pure male.
[23 aprile 2020]

Conteggi/2
Conto economico del coronavirus desunto dai titoli della Stampa del 23 aprile. Pagina 4: «Servono 55 miliardi per imprese e famiglie». Pagina 5: «Contro la crisi 2.000 miliardi per spese e investimenti». Pagina 7: «Trecento miliardi per la cura». Pagina 10: «Due miliardi di dollari per l’approvvigionamento necessario ad evitare la carenza di cibo». Totale: 2.000.002.355. Poi sono finite le pagine. E gli euro.
[23 aprile 2020]

La prova del Nove
Aldo Nove, con sprezzo della concordanza, nella rubrica Malebolge sulla prima pagina di Avvenire: «Gli spazi di preghiera e di contemplazione vengono, per chi ha soldi, sostituiti da surrogati come l’ora di yoga consumate magari dopo l’ora del corso di lingue e prima dell’ora di massaggio olistico. Per chi non ha soldi si deformano in un annebbiamento della visione che rumina la propria assenza d’identità e cova fantasie più o meno malcelate di vendetta. In un continuo paragone con gli altri, i nuovi “io” tentano di assomigliare a se stessi. Con il doppio sforzo di distinguersi dagli altri e con l’aggiunta dell’intuizione di quali siano i limiti non detti ma ferrei entro cui è consentita e, anzi, esaltata, la stessa diversità». Titolo: «La stanchezza dell’io». Anche del lettore.
[22 aprile 2020]

Fuori dalle scatole
Mattia Santori in isolamento nella sua casa di Bologna intervistato dal Venerdì di Repubblica. Domanda: «Si rivedranno o no le Sardine nelle piazze?». Risposta: «Siamo destinati a tornare nell’arena politica, ma basta piazze. Semmai pensiamo a un grande evento annuale tra politica, musica e arte». Sardine fuori dalle scatole. Non potendo distanziarsi di 1,80 metri, si allontanano di 365 giorni.
[19 aprile 2020]

Imprese truccate
Titolo d’apertura sulla prima pagina del Giornale: «Prestiti alle imprese col trucco». Ammesse solo quelle che usano il fard.
[22 aprile 2020]

Doppio whisky
Gianni Riotta sulla Stampa parla della proposta avanzata dall’immunologo Arthur M. Silverstein per fronteggiare la pandemia: nazionalizzare, requisire o mobilitare tutte le distillerie di liquori e le fabbriche di birra per costringerle a produrre vaccini su vasta scala. Spiega Riotta: «Prendete, ad esempio, l’Italia, sulla carta abbiamo necessità di 60 milioni di dosi, ma se ne occorressero due, ricordano i sanitari, le aziende dovrebbero produrne il doppio». Grazie per avercelo chiarito: da soli non ci saremmo mai arrivati.
[22 aprile 2020]

Complicazioni
Titolo d’apertura sulla Verità: «Ecco i famosi aiuti dell’Ue: all’Italia metà dei soldi di quelli dati all’Ungheria». «Metà dei soldi dati all’Ungheria» era un concetto troppo complicato?
[21 aprile 2020]

Autodafé
Stefano Lorenzetto sul Corriere della Sera, in un’intervista con Samaritana Rattazzi, seconda dei sei figli di Susanna Agnelli, la sorella prediletta dell’Avvocato: «Sa come si fa e lo fa con le parole, essendo giornalista professionista. Gliene sono bastate appena 1.122, circa il 10 per cento di quelle della presente intervista». La quale però conta 1.545 parole, il 37,7 per cento in più. Mai confondere le parole con i caratteri. Per conferma, chiedere a Word.
[19 aprile 2020]

Materiali
Grandi novità introdotte dalla pandemia. Stando a un sommario del Giornale, «nel baulificio Roncato ora si usano i materiali per produrre pannelli e divisori». Vuoi mettere i prodotti realizzati con gli immateriali di prima?
[21 aprile 2020]

Pali
Apertura dedicata al calcio nella sezione sport del Secolo XIX: «Protocollo dei dubbi. Fissata la ripartenza con mille paletti». Diventa più complicato insaccare il pallone all’incrocio dei pali.
[20 aprile 2020]

Quante storie
Titolo di Avvenire, pagine culturali: «Narrazione o racconto? L’Africa ha tante storie». Fa una bella differenza.
[10 aprile 2020]

Respiri profondamente
Dal sito del Giorno: «Coronavirus, il pronto soccorso di Bergamo semivuoto: “Torniamo a respirare”». Anche i ricoverati.
[21 aprile 2020]

Panettoni pasquali
«Panettoni regalati dai cavalieri», informa L’Arena. «La sezione veronese dell’Associazione nazionale insigniti onorificenze cavalleresche (Anioc) ha consegnato 72 panettoni, da distribuire a chi fa fatica a sbarcare il lunario». Le colombe pasquali saranno donate dopo l’Epifania del 2021. Lunario permettendo.
[16 aprile 2020]

Alunni del sole
Didascalia dall’Espresso: «Nella zona di piazza Re di Roma due ragazze osservano il tramonto». Infatti nella foto sono ritratte in terrazza mentre girano le spalle al sole.
[19 aprile 2020]

Buchi sicuri
Titolo da Affari e Finanza, pagina 28: «“I social sono luoghi sicuri”. Parola di mister Instagram». Pagina 29: «I “buchi” di Zoom regalano milioni di utenti agli hacker». Poche idee, ma chiare.
[20 aprile 2020]

Dacci dentro, coronavirus
L’architetto Stefano Boeri illustra su Repubblica come dovrebbero essere le città dopo la pandemia: «Servirebbe una campagna per facilitare la dispersione, e anche una ritrazione dall’urbano, per lasciare spazio ad altre specie viventi». Quella umana è data per estinta. Sollievo generale.
[21 aprile 2020]

Regole
Occhiello dal Fatto Quotidiano: «L’Arcivescovo di Agrigento ha fermato le funzioni religiose per rispettare le regole dettate dal governo». La novità quale sarebbe?
[20 aprile 2020]

Pesci in barile
Costanza Savaia sull’Espresso: «Pochi pescatori qui vivono di pesci. Questo non è un mare particolarmente generoso. Alcuni li portano a casa e li cucinano in famiglia, altri li regalano agli amici, a volte li rivendono al mercato del pesce». Alternative? Buttarli? Non pescarli?
[19 aprile 2020]

Audacia
Elena Sofia Ricci intervistata dal Giornale sulla serie tv Vivi e lascia vivere. Titolo: «“Recito in una fiction con mia figlia. E ho accettato anche scene audaci”». Rai 1 sdogana l’incesto.
[21 aprile 2020]

Alla carlona
Carlo Di Foggia e Carlo Tecce affrontano sul Fatto Quotidiano il tema del rinnovo dei vertici dell’Eni: «Per quasi un anno, due governi e con maggiore impegno nelle ultime settimane, i Cinque Stelle si sono esibiti in una pantomima sull’imputato Claudio Descalzi». «Il ministro degli Esteri si è tatticamente eclissato su Eni per non rimanere impigliato nelle polemiche del tris a Descalzi e scaricare le colpe». Per scrivere così non bastava un Carlo solo?
[19 aprile 2020]

Il giardino dei ciliegi
Titolo di apertura dall’Osservatore Romano: «Per guarire i ciliegi». Allo studio un vaccino. Titolo di taglio, stessa pagina: «Pietre d’inciampo. Cambio di priorità ai tempi del coronavirus». In attesa che i pazienti mettano le foglie.
[19 aprile 2020]

Non ti conosco, mascherina!
Titolo dal Giornale: «Le mascherine ostaggio di ritardi e revoche. Il Lazio le compra, ma non le ha nessuno». Fornitori sprovvisti? Cittadini renitenti? Logica in ostaggio?
[19 aprile 2020]

Arrossamenti
Articolo di Selvaggia Lucarelli, titolo in prima pagina sul Fatto Quotidiano: «S. Lucido, zona rossa col buco». Piano con certe pratiche!
[18 aprile 2020]

Forza Italia 1
Titolo dal Giornale: «Berlusconi si collega anche con i suoi. E Forza Italia diventa videopartito». La novità quale sarebbe?
[19 aprile 2020]

Si può fare di più
Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia, espone a Libero le sue idee per uscire dall’emergenza coronavirus: «Dobbiamo aggredire subito il problema della crisi economica per contenere le perdite e, contemporaneamente, progettare la ripresa». «Il turismo risorgerà grazie agli italiani». «Ci deve muovere lo spirito di squadra, perché nessuno può pensare di farcela da solo». «Ma è ovvio che dobbiamo fare di più». Appunto.
[18 aprile 2020]

Zombie
«Il morente è un vivente e la morte è qualcosa che si vive», scrive il direttore dell’Osservatore Romano, Andrea Monda, ricordando Raimondo Vianello, a dieci anni dalla scomparsa, nella rubrica Lettere dal direttore. Urge uno sciopero delle Poste. Se non vaticane, almeno italiane.
[16 aprile 2020]

Avanzi di balera
Titolo dall’Osservatore Romano: «Vite dromedarie e i limiti del night». Non ci sono più i cammelli e i locali notturni di una volta.
[18 aprile 2020]

Sul ponte di Bassano
Titolo dal Fatto Quotidiano: «“Anas non ha fatto il suo dovere su ponti e gallerie”». E sotto sì?
[17 aprile 2020]

Che sfortuna
Quattro pagine celebrative del Manifesto per i 150 anni dalla nascita di Vladimir Il‘ic Ul‘janov, meglio noto come Lenin. «Suo fratello Alexander», recita un sommario, «venne giustiziato l’8 maggio del 1887 per aver tentato, senza fortuna, di uccidere lo Zar Alessandro III». La sfortuna aiuta gli audaci.
[18 aprile 2020]

Brigata Matusalemme
Da un articolo di Francesco Specchia, che a Libero si occupa di cultura, apprendiamo che lo scrittore Luis Sepúlveda (1949-2020) «combatté a fianco di Simon Bolivar in Bolivia». Considerato che Simón Bolívar morì 190 anni fa, è presumibile che Sepúlveda fosse davvero stanco di vivere.
[17 aprile 2020]

Conversazione silenziosa
Titolo dall’Osservatore Romano: «Ripartire dal silenzio. Conversazione con il sociologo e pedagogista Johnny Dotti». Deve decidersi: o sta zitto o parla.
[17 aprile 2020]

Tutto e niente
Commento di Daniele Mencarelli in prima pagina su Avvenire. Titolo: «Niente sarà come prima. Tutto sarà come prima». Prego?
[19 aprile 2020]

La forza del pensiero
«Probabilmente ci troveremo a dover distinguere una per una le persone che incontreremo», scrive don Maurizio Gronchi sulla prima dell’Osservatore Romano. Prima invece no. E ancora: «Una delle maggiori difficoltà del momento interminabile che stiamo vivendo è quella di pensare». L’abbiamo notato.
[16 aprile 2020]

Contagi
Titolo dal Giornale: «“Il teatro come un virus. Contagia le menti e le obbliga alla cultura”». Aiuto, ci mancava pure questa.
[19 aprile 2020]

L’Italia che esiste
Titolo in prima pagina su Avvenire: «La ministra De Micheli: l’Italia c’è e alle Ong dico corresponsabilità». Grazie per l’indicazione geografica.
[14 aprile 2020]

Tafanario
Sul Fatto Quotidiano reportage sull’Istituto Palazzolo Don Gnocchi di Milano falcidiato dal coronavirus. Titolo: «“Noi caduti come mosche, ma abbiamo dato il culo”». Lo firma Selvaggia Lucarelli. Non fate della dietrologia.
[11 aprile 2020]

Banca cattolica
Da un articolo di don Antonio Mazzi sul Corriere della Sera: «Io, da figlio della piazza, vado come sempre per vie poco elaborate e più popolari». Quindi figlio della strada, più che della piazza. E più avanti: «Le Banche esistano per togliere a chi ha di più e per dare a chi ha di meno». È il mestiere delle banche con la «b» maiuscola, no?
[10 aprile 2020]

Piano B
Da Repubblica: «Festival a metà. Lo streaming non basta. Così Venezia e Cannes pensano al piano B». Il titolo è dentro una foto che ritrae un’attrice di spalle sul red carpet, con la gonna alzata da un colpo di vento. Il miglior piano B.
[8 aprile 2020]

Chi cerca trova
Pubblicità sul quotidiano dei vescovi: «Non puoi recarti in edicola? L’edicolante viene da te. Trova l’edicola che ti porta Avvenire a casa». Il gioco dell’oca.
[16 aprile 2020]

La prova del Focus
Dalla pagina Facebook del mensile Focus: «Il tema, lo capiamo, è spinoso. In questi tempi di convivenza prolungata e forzata, poi... Vi scappa una puzzetta??? La buona educazione consiglierebbe di trattenerla. Occhio, però, perché alcune considerazioni sulle possibili conseguenze sulla vostra salute potrebbero farvi cambiare idea!». Interrogativo finale: «Cosa succede se si trattiene una puzzetta?». Semplice, prendi Focus.
[9 aprile 2020]

Tutti cassa e famiglia
Titolo dal Giornale: «Sos lavoro: 100mila in cassa». Sempre meglio che in casa.
[14 aprile 2020]

Titolisti
Sull’ospedale contro il Covid-19 costruito dalla Regione Lombardia alla Fiera di Milano, Il Fatto Quotidiano intervista il professor Luciano Gattinoni, «uno dei maggiori esperti mondiali di terapia intensiva e rianimazione». Il quale all’inizio afferma: «Le do un titolo: è la Fiera della medicina o la Fiera delle vanità?». Alla fine del colloquio dice: «Le do un titolo: quella è la Fiera della Medicina o la Fiera delle vanità?». A parte la «medicina» diventata «Medicina», Il Fatto titola: «“L’ospedale in Fiera? Roba che fa ridere i polli...”». Segno che il luminare non aveva i titoli per dare consigli.
[17 aprile 2020]

Girotondo d’affari
Titolo dal Foglio: «La pandemia del turismo. Crisi di liquidità, camere vuote, scenari apocalittici e poco interesse. Il turismo è stato il primo settore a essere investito e sarà forse l’ultimo a risollevarsi. Che fare? Un girotondo». Intorno al mondo, con Sergio Endrigo.
[14 aprile 2020]

Agenda segreta
Titolo dal Manifesto: «Chi detta l’agenda al governo italiano?». Perché, ce l’ha?
[10 aprile 2020]

Avanti c’è posto...
Titolo da Repubblica: «Salvini e i suoi difendono il nuovo ospedale ma per ora è solo un costoso spot per la Regione». Sommario: «Ventisei milioni spesi per 53 posti letto e a ieri otto pazienti». Che vergogna. Dài, contagiatevi!
[16 aprile 2020]

Il pieno
In relazione alla controversa missione umanitaria dei 104 militari russi giunti in Italia con aerei Ilyushin per prestare soccorso alla popolazione colpita dal Covid-19, La Stampa rivela in un sommario: «Mosca ha chiesto a Roma di pagare la benzina dei cargo con a bordo gli aiuti». Normale o super?
[16 aprile 2020]

Il ballo in maschera
Il Fatto Quotidiano parla dell’«obbligo di mascherine» e nell’occhiello spiega: «In Lombardia bisogna indossarle, così consentono anche “sciarpe e foulard”». Quindi vanno indossate sopra o sotto le sciarpe e i foulard fra virgolette?
[8 aprile 2016]

Lago di Costanza
Costanza Savaia sull’Espresso: «È così che la radio mi ha salvato la vita. Per ragioni di ipersensorialità e sinestesia, non sono in grado di udire una voce al telefono o alla radio e connetterla automaticamente all’immagine di un corpo umano. La voce per me è pura tensione emotiva, disincarnata, che si fonde con gli oggetti, le persone, gli animali, il paesaggio che vedo di fronte a me. Essa atterra nella materia presente e la pervade con le proprie frequenze. Se disegno un volto mentre ascolto la radio, la voce trasmessa lo irrora gentilmente come un ruscello che si infiltri nei canali di un piccolo orto. Così sottraggo a se stesso il silenzio infecondo; vi semino e vi coltivo l’emozione, il tratto del disegno e la voce intercettata dalle antenne della radio diventano una cosa sola». Che cosa le sarà accaduto? [15 aprile 2020]

Libera uscita
Consigli di abbigliamento su Panorama. Titolo: «Quando esco mi vesto così». Ma quando mai?
[14 aprile 2020]

Col cavolo
Sky Australia intervista il cardinale George Pell, appena prosciolto dalle accuse di pedofilia e subito di nuovo indagato per abusi su un minorenne. Ecco che cosa il porporato vede del suo futuro: «Forse scriverò, starò a Sydney. Potrei andare a Roma per un po’. Mi dedicherò alla coltivazione di rose e cavoli». Amari.
[15 aprile 2020]

Concitazione
Attacco dell’editoriale di Concita De Gregorio in prima pagina su Repubblica: «Ai bambini non lo possiamo raccontare, ma un giorno lo sapranno». Piccoli chiaroveggenti crescono.
[16 aprile 2020]

Ivan il Terribile
«Nella tempesta che ci sta flagellando, scrivere di scuole paritarie può stridere fin dalle prime righe e condannare a finire inclassificati perché fuori tema», si legge sulla prima pagina di Avvenire. In effetti... L’autore è don Ivan Maffeis, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana, principale azionista del quotidiano. Che abbia frequentato le paritarie?
[16 aprile 2020]

Amore e m...
Titolo dell’editoriale di Giuliano Ferrara sul Foglio: «Lettera d’amore alla Germania. La merda di toro antitedesca merita derisione in ogni seria discussione pubblica». Pane al pane.
[15 aprile 2020]

Testa di ponte
Titolo in prima pagina dal Corriere Fiorentino: «Anas negligente sul ponte crollato». Speriamo che sia rimasta sotto le macerie, così impara.
[10 aprile 2020]

Pensa e ripensa
Titolo dall’Osservatore Romano: «Il cardinale Turkson: pensare al dopo per non essere impreparati». Gran bella testa.
[15 aprile 2020]

Ritorno al passato
Titolo dal Manifesto: «Servire il popolo con un diario dal lockdown». Mancano all’appello solo Lotta continua e Avanguardia operaia.
[15 aprile 2020]

La forza del destino
Massimo Galli, past president della Simit, la Società italiana malattie infettive e tropicali, intervistato dal Giorno sul Covid-19: «La forza del virus quella era, quella è rimasta». Titolo: «“L’epidemia ha perso la sua aggressività”». Forza d’inerzia.
[14 aprile 2020]

Loto
L’epidemiologo Franco Berrino detta a Panorama la sua ricetta contro il coronavirus: «Come il fiore di loto si eleva dallo stagno rimanendo perfettamente bello e pulito, anche l’uomo, attraverso un percorso di meditazione, di saggezza e di crescita interiore, può superare il male, senza lasciarsi travolgere dalle difficoltà. Ispiriamoci ai fiori di loto». In effetti evitare il contagio è come vincere un terno al loto.
[14 aprile 2020]

Brutte compagnie
Dal Fatto Quotidiano: «Mentre la pandemia ancora dilaga, ci si chiede per quanto tempo il virus ci farà compagnia». È tornata la Compagnia della buona morte.
[15 aprile 2020]

Bagno di sangue
La Verità intervista il virologo Francesco Broccolo. Titolo: «“Fare il bagno non è pericoloso. Al mare sì, ma separati dai nonni”». Per sintetizzare: fare il bagno al mare è pericoloso solo in compagnia dei nonni.
[15 aprile 2020]

Sineddoche fotografica
Didascalia su Repubblica: «“Tutto andrà bene”. La grande scritta è stata fatta con materiali di risulta restituiti dal mare sull’arenile di Posillipo, a Napoli». Guardi l’immagine e leggi solo «Andrà bene». Tutto, la prossima volta.
[11 aprile 2020]

Liberi muratori
II Sole 24 Ore intervista il segretario della Lega. Titolo in prima pagina: «Salvini: “Edilizia e pace fiscale per ricostruire l’economia”». Mais oui, capitain La Palice. Non si vede come sia possibile ricostruire senza l’edilizia.
[10 aprile 2020]

Le vie del cielo
Titolo di Avvenire a pagina 5: «Tanti i sacerdoti calunniati. C’è chi non può andare in strada». Un filino criptico. La spiegazione in due titoli a pagina 7: «Noi preti, ponte di speranza». Vanno sui cavalcavia. «Don Gianni, il prete pilota che dal cielo e ora dal campanile “abbraccia” i fedeli». No, vanno in cielo.
[10 aprile 2020]

Tutto chiaro
Titoli del Fatto Quotidiano spalmati su quattro pagine: «Task force, la lista di pro e contro». «“Sanità questione centrale. Ma le Regioni sono diverse”». «Arcuri fa l’anti-Borrelli con lo staff di Speranza». «Comitato, ecco i moduli per il conflitto d’interessi: ma sono troppo generici». «Accordo San Matteo-Diasorin: il professor Baldanti si dimette». «Guai ai cartomanti dei “soldi a tutti”. Letture? “Kaputt”». Poi ci si lamenta perché calano le copie.
[15 aprile 2020]

Morti
Il Fatto Quotidiano inaugura in un titolo una nuova categoria di defunti: «Da Nord a Sud, le procure indagano su morti-Covid». Un passo indietro rispetto ai morti-fame.
[11 aprile 2020]

Ladri
Titolo di apertura dell’Osservatore Romano: «Anche i ladri hanno un santo in Paradiso». Molto venerato in Vaticano.
[10 aprile 2020]

Cime
Alfonso Signorini spiega al Giornale che portare a termine il Grande Fratello Vip «è stato come scalare l’Everest». Nientemeno. Infatti «quando il premier Conte ha chiuso l’Italia e dopo pochi minuti dovevo andare in onda, sono rimasto spiazzato, perplesso». Si stenta a comprendere il motivo di tanto sconcerto: i concorrenti non erano già chiusi in casa?
[10 aprile 2020]

Abbigliamento antivirus
Sulle conseguenze della pandemia, titolo d’apertura in prima pagina sulla Libertà: «La sindaca chiama il governo. “Maglie più strette sul lavoro”». Basta con le tute blu.
[9 aprile 2020]

Occhi e piedi
Don Marco Pozza, cappellano del carcere Due Palazzi di Padova nonché intervistatore prediletto di Sua Santità (che gli ha affidato la recente via crucis in piazza San Pietro), consegna al Fatto Quotidiano un articolo dalla consueta prosa enfatica. L’incipit: «Tenendoli in mano, il Papa ha utilizzato come voce gli occhi: “Sembra che parlino!”». Nel piatto, come quelli di santa Lucia? Conclusione: «È stata una Via Crucis scritta coi piedi: di Giuda». Non solo la via crucis.
[14 aprile 2020]

Pussa via
Titolo sul Giorno: «Il picco in Spagna. Johnson via dalla rianimazione». Indesiderabile.
[10 aprile 2020]

Come prima più di prima
Titolo dell’editoriale d’apertura in prima pagina su Avvenire: «Il “come prima” non ci serve». Facciamo «più di prima t’amerò»?
[14 aprile 2020]

Danni
Titolo dal Giornale: «La rivincita di Contrada risarcito dallo Stato. “Un danno irreparabile”». Se è irreparabile, perché si fa risarcire con 667.000 euro?
[8 aprile 2020]

Il presepe di Pasqua
Clamorosa notizia da Vatican News, il sistema d’informazione della Santa Sede: «A Roncolevà in Veneto un presepe di Pasqua per vincere la solitudine». Non ci sono più le mezze stagioni.
[11 aprile 2020]

La fortuna è cieca
Titolo del Fatto Quotidiano: «La fortuna ci troverà di nuovo e ti faremo il culo, Coronavirus». L’articolo riguarda un progetto di solidarietà i cui proventi saranno devoluti all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Divisione di colonproctologia.
[9 aprile 2020]

Manifestazioni febbrili
Editoriale pandemico di Roberta De Monticelli sulla prima pagina del Manifesto: «Agli inizi di questa crisi, paradossalmente, un fremito di speranza attraversò la vita di molti di noi». Giro all’interno: «E mi includo fra questi. Tanto acuto era il sentimento che fosse divenuto chiaro a ciascuno, ormai, quanto il rimedio gran rumore vitale e morale della democrazia non sia la via cinese, ma una iniezione massiccia di conoscenze: nella mente delle persone alla lunga, ma subito nelle governances del mondo». Signora, è sicura di sentirsi bene?
[10 aprile 2020]

Libera uscita
Titolo in prima pagina dal Corriere di Bologna: «E a Pasquetta la Madonna di San Luca uscirà». Almeno lei.
[10 aprile 2020]

Incipit
Incipit del pezzo di Daniele Capezzone sulla Verità di giovedì: «Dove eravamo rimasti?». Incipit del pezzo di Daniele Capezzone sulla Verità di venerdì: «Abbiamo scherzato». Nei prossimi giorni sono attesi i seguenti incipit: tanto tuonò che piovve, non ti regala niente nessuno, dalle stelle alle stalle, non si finisce mai di imparare.
[10 aprile 2020]

Pasqua in cinemascope
Titolo di Avvenire: «Gesù, la Resurrezione ora è solo in technicolor». Cristo, che progressi.
[10 aprile 2020]

Pietre in testa
Attacco della rubrica Pietre di Paolo Berizzi su Repubblica: «Fare e non fare. E, soprattutto, chi». Cioè?
[10 aprile 2020]

Il futuro è passato
Si apprende dal Fatto Quotidiano che il Covid-19 ha causato anche nella massoneria una decina di morti. Spiega il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi: «Li ricorderemo tutti nella Gran Loggia annuale, che quest’anno terremo non più dal 3 al 5 aprile, ma dal 11 al 13 settembre, sempre a Rimini». Il giornale reca la data dell’11 aprile. Dopo il futuro anteriore, ecco il futuro passato (da otto giorni).

Sperimentazioni
Dal Giornale. Occhiello: «La Bundesliga va verso la riapertura e sperimenta. La Serie A prende appunti». Titolo: «Lo Schalke fa la spesa in campo. E Dahoud...». Catenaccio: «Il club provvede a giocatori e famiglie. Il centrocampista ha una porta sul tetto». Cioè?
[10 aprile 2020]

Testa di ponte
La Repubblica titola così la rubrica L’amaca di Michele Serra: «I ponti inascoltati». Chi ha orecchi per intendere, intenda!
[10 aprile 2020]

Sciacalli
Titolo in prima pagina sul Giorno: «Sciacalli occupano casa di coppia uccisa dal virus». Fanno il loro mestiere.
[9 aprile 2020]

L’ostrogoto
L’ultimo grammelot del ministro Luigi Di Maio: «Se abbiamo potuto comprare all’estero con contratti a prezzo di mercato è stato grazie al fatto che abbiamo potuto avere dai governi dove siamo andati a comprare anche la possibilità di esportare i prodotti che acquistavamo». I famosi Affari Esteri, quasi ostrogoti.
[9 aprile 2020]

Ultimo respiro
Maurizio Gronchi sulla prima pagina dell’Osservatore Romano: «L’ultimo respiro di Gesù crocifisso, da sbuffo soffocato si trasforma in soffio di vita». Virgola compresa. Uff!
[9 aprile 2020]

Passi avanti
Avvenire ricorda quanto ha detto papa Francesco sul diaconato femminile: «Si deve studiare la cosa, perché io non posso fare un decreto sacramentale senza un fondamento teologico, storico. Ma si è lavorato abbastanza. Poco, è vero: il risultato non è un granché. Ma è un passo avanti». Ricapitolando: si è lavorato abbastanza poco. Cioè niente. Complimenti per il passo avanti, Santità.
[9 aprile 2020]

Parigi malato
Titolo della Stampa: «Parigi diventa il malato d’Europa. Boom di morti, Paese in recessione». Il cambio di sesso non ha fatto bene alla capitale francese.
[9 aprile 2020]

Il Banal Grande
«Professor Melloni, anche il papa celebrerà la Pasqua in solitudine?», chiede La Repubblica con riferimento alla clausura da Covid-19. E Alberto Melloni, ordinario di Storia del cristianesimo, risponde: «Sarà una Pasqua domestica per tutti. Del resto lo fu anche per Gesù». Sul Calvario. Ma il Golgota non era fuoriporta? (Nella medesima intervista il docente spiega che «alla fine del confinamento bisognerebbe istituire un museo delle banalità dette in questo periodo». Si candida a direttore).
[9 aprile 2020]

Urne cinerarie
Il Sole 24 Ore titola in prima pagina: «New York, 779 morti in un giorno. Sanders si ritira dalle elezioni Usa». A egregie cose il forte animo accendono l’urne de’ forti.
[9 aprile 2020]

O occhio nudo
Titolo di Avvenire: «Sky, il telegiornale ora è fatto in casa». E si vede.
[7 aprile 2020]

Mani strapulite
Titolo del Giornale: «La sinistra sfrutta il virus per invocare Mani pulite». Con l’Amuchina.
[9 aprile 2020]

Pediatra da incubo
Andrea Satta, rocker e pediatra, parla sul Fatto Quotidiano delle conseguenze psicologiche della pandemia sui più piccoli. Titolo: «I bambini fanno incubi: gli manca la scuola». Manca anche ai grandi: gli incubi si hanno, non si fanno.
[8 aprile 2020]

Porre l’accento
Sommario dal Fatto Quotidiano: «Ognuno per sè». Accento in linea con il «perchè» ricorrente su questo quotidiano.
[6 aprile 2020]

Parole parole parole
Intervista con il cardinale Gianfranco Ravasi sul Giornale, dal titolo «Noi come Gesù sulla croce sperimentiamo la paura. Ma di fronte a tanto dolore anch’io perdo le parole». Allora significa che la situazione è davvero disperata.
[8 aprile 2020]

Resa dei conti
Notizia dalla Francia su Repubblica: «Esasperato, senza più soldi per comprare da mangiare, un uomo ha minacciato di andare a fare la spesa al supermercato armato di fucile. Sono intervenuti i gendarmi che prima gli hanno impedito di commettere sciocchezze, poi hanno pagato per lui il conto». Non ha minacciato di andare a fare la spesa: c’è andato. Ma il fucile lo aveva o no? Non si sa. Comunque, qualcosa ha portato a casa.
[5 aprile 2020]

Eccezioni di rito
La Chiesa di fronte alla pandemia. Il Giorno intervista il biblista padre Alberto Maggi. Titolo a tutta pagina: «Senza riti è una Pasqua ancora più vera». Ma sì, dai, aboliamola per sempre ’sta Settimana santa.
[9 aprile 2020]

Matteo Battisti
Matteo Renzi intervistato da Repubblica: «Oggi abbiamo un governo che ha ampio consenso e che per questo dovrebbe avere il coraggio di fare scelte difficili, senza nascondersi dietro l’alibi dei tecnici. Il futuro lo scopriremo solo vivendo». Parole sante, Lucio.
[8 aprile 2020]

Statura
Titolo del Corriere della Sera sul bilancio del coronavirus: «Malati, mai così bassi da un mese». Alto il morale.
[8 aprile 2020]

Piccini
Nando Dalla Chiesa scrive di coronavirus sul Fatto Quotidiano. A parte il titolo, che non è propriamente un invito alla lettura («Covid, la strana guerra: mistero sulla strategia e “disertori” ben pagati»), l’incipit è da brivido: «Strategia, strategia, per piccina che tu sia...». La guerra è una faccenda troppo seria per lasciarla in mano ai figli dei generali.
[6 aprile 2020]

Cantautori
Citazioni da una pagina dell’Osservatore Romano. Il direttore Andrea Monda: «“Essere creativi significa essere vicini al prossimo”. Non sono parole di Papa Francesco (anche se potrebbero esserlo tranquillamente) ma della rockstar Nick Cave». Lorenzo Fazzini: «“Generazione di sconvolti, che non han più santi né eroi” (Vasco Rossi)». San Remo, ora pro nobis.
[3 aprile 2020]

Ah, la Svizzera!
Titolo di apertura a 4 colonne (su 5) in prima pagina sulla Tribune de Gèneve: «Comment sports et yoga se pratiquent en ligne». La famosa ligne di partenza. Pronti! Via!
[7 aprile 2020]

Doc
Notizia esclusiva di giornata in prima pagina sul Manifesto: «Yukio Mishima. Il dibattito del 1969 tra lo scrittore e Nagisa Oshima in un doc di Keisuke Toyoshima».
[7 aprile 2020]

Abitazioni
Titolo di Avvenire: «Dentro l’emergenza virus c'è un tempo da abitare». Ma tenete chiusa la porta di casa.
[7 aprile 2020]

Via col ventilatore
Titolo dal Giornale: «Boris stabile in ospedale ma senza ventilatore. Il vice: è un combattente». Sopporta persino il caldo.
[8 aprile 2020]

È qui la festa?
Da Libero: «È un giorno speciale quello di oggi per tutti i Testimoni di Geova. Questa sera, in più di 240 nazioni, oltre venti milioni di persone celebreranno la Commemorazione della morte di Gesù Cristo o Cena del Signore, la loro più importante ricorrenza». Il titolo recita: «Festeggiamo la commemorazione della morte di Gesù». In verità, in verità vi dico: c’è poco da festeggiare.
[7 aprile 2020]

41 bis
Titolo di apertura sulla copertina di Popotus, inserto per bambini di Avvenire, che affronta l’emergenza Covid-19 nelle carceri: «In cella manca l’isolamento». Meglio reclusi in casa.
[7 aprile 2020]

Notabili
Stefano Buffagni, viceministro allo Sviluppo economico, si rassegna a farsi intervistare sul Covid-19 dal Fatto Quotidiano, che gli regala mezza pagina abbondante con questo titolo: «C’è chi ha usato quest’emergenza per farsi notare». L’abbiamo notato.
[5 aprile 2020]

Giro giro tondo
Titolo di apertura della prima pagina sul Foglio: «Niente messa a Pasqua, ed è giusto, ma forse è il momento di chiedersi anche quando e come si potrà tornare in chiesa. Girotondo». Casca il mondo.
[7 aprile 2020]

Il Web degli italiani
Titolo di apertura a pagina 2 della Verità: «L’incubo patrimoniale scatena la caccia sul Web degli italiani ai “paradisi fiscali”». Ma come? Esiste un Web per gli italiani e uno per gli stranieri? Prima gli italiani!
[7 aprile 2020]

Sciarade
Titolo di apertura a pagina 4 della Verità: «Marattin scivola sulle condizionalità. “Nei trattati non ci sono”. E invece...». Sommario: «Il deputato di Iv fa il bulletto sul Mes, ma incappa in una gaffe dietro l’altra: confonde il Salvastati vecchio con la sua riforma e sbaglia il numero di commi. Poi spara: “Il rigore non è citato”. Ma il testo parla chiaro». Di sicuro più del titolo.
[7 aprile 2020]

Guanti
La Repubblica rileva un effetto collaterale del confino casalingo causato dalla pandemia: «I maschi violenti si sentono al sicuro, lei non può scappare. Oppure lui è talmente impaurito dal possibile contagio che non le mette le mani addosso e con i guanti è più difficile». In effetti menare con i guantoni viene più facile.
[4 aprile 2020]

Pasqua con i tuoi
Titolo di Avvenire: «Pasqua in diretta tv o web? Meglio celebrarla nelle case». Alternative?
[7 aprile 2020]

Che palle!
Su Libero, allarme di Laura Avalle circa gli effetti collaterali della reclusione in casa causa pandemia: «Il dubbio è che l’infezione possa determinare una “compromissione dell’omeostasi immunitaria nei testicoli”, che potrebbe causare l’orchite (un’infiammazione dei testicoli)». Più che un dubbio, una certezza.
[6 aprile 2020]

Miglioramenti
Titolo di apertura a pagina 4 di Avvenire: «L’epidemia ci sta indicando come migliorare la Sanità». Ne valeva la pena.
[7 aprile 2020]

Abitudini pagane
Dal Corriere.it: «La Settimana Santa 2020 è ufficialmente iniziata in un clima molto diverso dal solito. L’emergenza coronavirus costringerà infatti a cambiare, in un modo senza precedenti, riti religiosi e celebrazioni. Inevitabilmente diverse saranno poi le abitudini pagane: dalla tradizione dei pranzi alle passeggiate all’aria aperta». Cristiani ed ebrei, com’è noto, non mangiano e non vanno a spasso.
[6 aprile 2020]

Deinde non philosophari
«Senta, non ho nessuna voglia di far filosofia», dice il filosofo Massimo Cacciari intervistato dall’Huffington Post. Proprio vero che dopo l’epidemia nessuno è più come prima.
[6 aprile 2020]

Maledetta primavera
Giuseppe Conte dixit, dal sito Gazzetta.it: «Presto vedremo una nuova primavera per l’Italia». Ci basta e avanza questa, presidente.
[6 aprile 2020]

Fiato corto
Titolo in prima pagina sulla Stampa: «Si aggrava Boris Johnson, il Regno Unito col fiato sospeso». Anche lui.
[7 aprile 2020]

Mosè
Ieri sera, nell’ennesimo discorso alla nazione, il premier Giuseppe Conte ha affermato: «Pasqua significa – lo sanno bene i cristiani – passaggio, il passaggio e anche il riscatto dalla schiavitù all’Egitto». Se ne deduce che Conte non è cristiano e che dopo il coronavirus ci attendono le dieci piaghe d’Egitto.
[7 aprile 2020]

La meglio gioventù
Richiamo in prima pagina sul Messaggero: «Bill Gates, genio che non invecchia i suoi miliardi per un vaccino». Non vale la pena metterli in barrique, meglio tenerli in banca.
[6 aprile 2020]

Comitati
Carlo Calenda sulla Verità: «Per ripartire serve un super comitato». Il famoso super gruppo di svogliati, scelto fra gli incapaci, che si riunisce per fare cose inutili. [6 aprile 2020]
[6 aprile 2020]

Giochi senza frontiere
Sul Covid-19, epocale documento ospitato dal Fatto Quotidiano, firmato da alcuni esponenti della sinistra di lotta e di governo, fra cui l’ex ministro Lorenzo Fioramonti, Nicola Fratoianni ed Elly Schlein, la più votata in Emilia: «Il virus non conosce frontiere». Mica pizza e fichi.
[5 aprile 2020]

Burlesque
Dal Giornale: «Burioni ha pure definito “una scemenza” dire che un paziente “non è morto per il coronavirus ma con il coronavirus”». Trattasi del virologo che il 2 febbraio scorso è andato in tv da Fabio Fazio a dire che «in questo momento in Italia il rischio di contrarre questo virus è zero, zero, perché il virus non circola» e che, se la gente gira con le mascherine, «sarà per l’inquinamento». Di scemenze se ne intende.
[5 aprile 2020]

L’inguine al pesto
Da Repubblica, pagina su «L’Italia che resiste»: «Sul web, in aiuto di tutte quelle che nella vita normale non hanno un capello fuori posto, impazzano i tutorial per evitare chiome bicolori e tenere in ordine inguine e ascelle. Sulla rete impazzano poi i consigli della nonna: fondi del caffè per fare lo scrub della pelle, limone per i talloni screpolati, yogurt, patate e cetrioli per le borse sotto agli occhi». Dove sia finito lo zucchino, è noto.
[5 aprile 2020]

Alternative
Titolo in prima sulla Stampa: «Lo Stato aiuti le famiglie o ci penserà la mafia». E senza trattativa, stavolta.
[6 aprile 2020]

Cristianismi
Articolo di Ettore Boffano, condirettore del Fatto Quotidiano: «I “sepolcri imbiancati” di oggi, al contrario, appaiono più sprovveduti, ma forse addirittura più pericolosi, votati come sono soltanto al fiancheggiamento elettorale e dei consensi attorno ai “cristianismi” volgari del leader leghista». È saltata la traduzione simultanea.
[6 aprile 2020]

Al fuoco!
Titolo d’apertura sull’Osservatore Romano: «Trump infiamma il petrolio». Brucia, ragazzo, brucia.
[3 aprile 2020]

Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo Monda
Marina Abramovic si racconta ad Antonio Monda sulla Stampa: «All’epoca facevo già le mie performances, il che significa che mi tagliavo, frustavo e bruciavo, fin quasi a morirne, prima delle 10: non è folle?». Suvvia, che cosa va a pensare?
[5 aprile 2020]

A tutta manetta
Servizio del Fatto Quotidiano sulle violazioni delle misure di contenimento del coronavirus in Lombardia. «Più multe», annuncia in neretto l’occhiello. «Nuova ordinanza della regione dove aumenta la mobilità: +2% in pochi giorni». Leggi il testo e scopri che è la mobilità a essere aumentata del 2%, non le multe. Il virus sanzionatorio ha colpito ancora.
[5 aprile 2020]

Il paradiso non può attendere
Azzurra Barbuto su Libero: «Sono una novantina i preti morti in queste settimane per colpa del Covid-19, un numero superiore a quello dei medici che pure lavorano in corsia a stretto contatto con i malati. La chiamano “volontà del Padreterno”». Interessante questa novità teologica sull’Altissimo che vorrebbe stecchire i suoi ministri. E più avanti, parlando dei fedeli: «Per qualche settimana essi possono fare a meno dei tramiti». Solo tremiti.
[3 aprile 2020]

Finirà
Titolo di Repubblica nelle pagine dedicate al coronavirus: «Te lo leggo negli occhi (in mascherina)». Com’è che cantava Dino (senza mascherina)? Ah, sì: «Finirà, me l’hai detto tu». Speriamo bene.
[1 aprile 2020]

Reclusi
Editoriale di Eugenio Scalfari su Repubblica: «Noi abbiamo un Papa a Roma il quale è naturalmente cattolico e cristiano». Naturalmente, meglio precisarlo. «La mia amicizia nei confronti di Sua Santità dura ormai da sette anni però io non posso uscir da casa e il Papa non può uscire dal Vaticano». Per Bergoglio basta brutti incontri.
[5 aprile 2020]

Palle
Editoriale della Stampa: «La struggente palla che gira e pazienza se è in Tagikistan». Il pianeta ha traslocato in Tagikistan a nostra insaputa?
[5 aprile 2020]

Sciarade
Titolo di prima pagina su Avvenire: «L’ulivo che c’è (col Papa). Le Palme sono domestiche». Cioè?
[5 aprile 2020]

Futuro
Incipit della rubrica L’articolo della domenica di Francesco Alberoni sul Giornale: «Nessuno può prevedere il futuro». Questa ci giunge davvero nuova.
[5 aprile 2020]

Off
Titolo del Fatto Quotidiano sulle molteplici attività ricreative dei cittadini in quarantena: «Resistenze quotidiane: disegni, musica, poesie e bagni... di gong». Emergenza otoiatrica in vista.
[5 aprile 2020]

Fare centro
Titolo della Verità: «Gli hacker? Ci sono, ma non centrano nulla». Non c’entrano nulla con le intrusioni nel sito Inps, però di solito centrano il bersaglio.
[3 aprile 2020]

Kit
Inchiesta del Fatto Quotidiano (in prima pagina): «I rinvii sul kit per scovare i positivi». Titolo: «Giungla test-sangue: tutti in ordine sparso». Sommario: «Gli strumenti rapidi per esaminare gli asintomatici e i rimpalli tra Regioni e ministero della Salute». Abbiamo finalmente uno strumento rapido per esaminare i rimpalli tra Regioni e ministero della Salute? Ma è fantastico!
[3 aprile 2020]

Sesso da remoto
Richiamo in prima pagina sul Fatto Quotidiano: «La pornostar Malena. “Il mio smart working è sesso tutto virtuale”». Non è che da remoto restino molte altre possibilità.
[3 aprile 2020]

Offerte speciali
«Ci vorrà un anno per il vero bilancio dei morti», annuncia La Verità in un titolone sul coronavirus. E nel sommario: «Secondo i ricercatori del ministero, in inverno ci sono stati meno decessi del previsto. E questo ha offerto al morbo cinese un enorme numero di anziani da colpire». Ma benedetta gente, non poteva morire subito, invece di aspettare il Covid-19?
[3 aprile 2020]

Bulli
Titolo di Libero: «E il governo si bulla: facciamo di tutto». A parte che del verbo «bullare» non c’è traccia sui dizionari, al massimo s’imbullona.
[3 aprile 2020]

Alegher
Titoli in ordine di apparizione dalla Verità del 2 aprile: «Dilettanti allo sbaraglio». «Cani sì, bimbi no: tutti contro il ministro». «La brasiliana picchiata torna a casa dal giudice». «Viva il bond patriottico però il premier fa il muro di gomma». «Le irritanti cronache dei Vip dalle loro ville di “reclusione”». «Sito in tilt e privacy violata. Il pesce d’aprile dell’Inps è una Waterloo giallorossa». «Le Entrate strizzano l’occhio al lavoro nero». «Ogni giorno un disastro annunciato. Nell’ora più buia ci toccano i dilettanti». «Animali a spasso, i figli no: tutti contro il Viminale». «Caos decreti: spunta il terzo sulla liquidità». «L’export non ci salverà». «Arcuri prende in giro i dottori con mascherine “non autorizzate”». «Gualtieri a parole diventa sovranista. Ma sui soldi veri gli resta il braccino». «Da Conte altro “nì” al Salvastati». «L’Italia va al tavolo del Mes per dire “boh”». «Coronabond inappropriati». «II bond patriottico piace a molti ma Conte e Gualtieri tirano il freno». «Affoga nella retorica l’esperimento musicale Rai». «A Bologna sfondata quota duemila (2.084)». «Aumentano gli infetti ma anche i tamponi. A Bergamo è strage: +400% di morti». «Sulle paritarie errore da matita blu». «Gli ospedali sono nella morsa di hacker e vandali». «Spagna, ordine choc ai medici in corsia. “La morte nelle case è l’opzione migliore”». «La tassa sulle mascherine è un insulto». «Finge che il figlio sia malato cronico per assentarsi dal lavoro 18 volte». Alegher, alegher.
[2 aprile 2020]

Mazzate
Don Antonio Mazzi nella sua rubrica su Famiglia Cristiana: «Solo alcuni, o per cultura o per educazione, anziché chiamarci vecchi ci chiama anziani». Alcuni ci chiama. Un caso di sdoppiamento della personalità.
[2 aprile 2020]

Piccioncini
Azzurra Barbuto commenta su Libero gli effetti romantici dell’isolamento da coronavirus: «Non potendosi palpeggiare, gli amanti hanno ricominciato a scriversi tenere lettere d’amore, sebbene recapitate via internet e non più attraverso il piccione viaggiatore». I due piccioni e la fava c’entrano sempre.
[2 aprile 2020]

Testa
Intervistato da Famiglia Cristiana sul flagello del Covid-19, Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, parla della «voglia di uscire a testa alta da questa emergenza». Obiettivo minimo: uscire di casa con la testa bassa e il resto del corpo.
[2 aprile 2020]

Dipendenze
Titolo da Libero: «La pizza come uno stupefacente. Crea dipendenza in chi la mangia». La famosa Pizza connection.
[2 aprile 2020]

Tetti
Didascalia dell’Espresso: «Roma. Da una terrazza del centro storico ci si affaccia verso gli altri tetti». Strane cose accadono ai piani alti nella Capitale.
[2 aprile 2020]

Arrivano i Roos
Incipit dell’editoriale di Mario Giordano su Panorama: «Una volta quando eravamo in difficoltà scattava automatico “l’arrivano i nostri”. Siamo cresciuti con il mito del Settimo cavalleggeri, la carica, le giacche azzurre, il generale Custer, i G.I. di Roosvelt». Sarebbe Roosevelt, ma lui vede Roos dappertutto.
[2 aprile 2020]

Chiusure
In prima pagina sull’Osservatore Romano intervista con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano: «Nonostante la paura non chiudiamoci in noi stessi». Deve mettersi d’accordo con il suo omologo italiano Giuseppe Conte.
[2 aprile 2020]

Dietro
L’attrice Monica Bellucci, «confinata in una bella casa nel Sudovest francese, sulla costa atlantica», intervistata dalla Stampa sul coronavirus: «Sono dietro ai compiti di Léonie, mia figlia di 9 anni». Davanti li metterebbe in ombra. «Potrei raccontare che sto divorando Nietzsche, Kant o Oscar Wilde, ma giuro, il mio mondo ruota intorno alle tabelline e ai perimetri dei quadrilateri». Le crediamo sulla parola.
[1 aprile 2020]

Virus nudo
Titolo di Panorama: «Walter Nudo, il virus non è mica una vacanza!». Prendiamo nota.
[1 aprile 2020]

Prima o poi
Umberto Brunetti, editore e direttore di Prima Comunicazione, annuncia nel suo editoriale che «una signora con l’aria intelligente e tranquillizzante, Marta Cartabia, è la presidente della Corte costituzionale e l’abbiamo scelta per la copertina di questo mese». E spiega: «In questo periodo con l’incubo del coronavirus, in cui non puoi aprire la televisione, un giornale o un sito Internet senza avere il bollettino dei morti e sentire le fosche previsioni sulla catastrofe economica che ci aspetta, vedere la foto dell’antica sala dove si riunisce la Corte incute rispetto e tranquillità. Come se davanti a tanta solennità il malefico virus arretrasse». Infatti a qualche giorno dall’apparizione in edicola di “Prima” sua eccellenza Marta Cartabia è stata contagiata dal Covid-19. Averlo saputo prima.
[1 aprile 2020]

Rapinatori
Titolo di Repubblica: «Rapina farmacia poi si pente e si costituisce sulla app YouPol». Su YouPorn c’erano troppi accessi.
[1 aprile 2020]

Bollette
Sommario del Fatto Quotidiano a un articolo di Selvaggia Lucarelli: «Mio padre non protesta quando gli dico di non andare in posta, che le bollette adesso gliele pagherò io su Internet». Con una figlia così, tocca rassegnarsi.
[1 aprile 2020]

Colpi di sole
Titolo del Giornale: «Al lavoro o a scuola e col calcio. E la chiamerebbero estate». Cioè?
[1 aprile 2020]

Gatti volanti
La Repubblica avverte che gli animali domestici, «abituati a una relazione part time, patiscono per eccesso di presenza». Propone quindi alcuni modi per distrarli: «Al gatto si possono proporre giochi nuovi», per esempio «costruire aeroplanini di carta». Con le loro unghie ci riescono benissimo.
[1 aprile 2020]

Servizio al tavolo
Elena Bonetti, ministro alle Pari opportunità e alla Famiglia, intervistata dalla Stampa: «Intendo portare ai vari tavoli del governo la proposta di valorizzare il lavoro femminile». Solito servizio a pranzo e cena, ma con rigatino e crestina?
[1 aprile 2020]

Maestri
Sul coronavirus La Repubblica intervista l’assessore milanese all’Edilizia scolastica, Paolo Limonta, che è maestro: «Se nei mesi estivi si potessero ricreare le condizioni per il ritorno a una vita “normale”, il Comune potrebbe valutare di mettere a disposizione le proprie strutture scolastiche per la creazione di centri estivi molto più estesi di quelli programmati ogni anno. Potremmo fare assieme una riflessione sulla possibilità che, a fianco del personale educativo delle Cooperative del Comune, ci potrebbero essere alcune maestre e maestri. In questi mesi stanno svolgendo un lavoro straordinario e, ovviamente a livello volontario, potrebbero consentire un incremento del numero di centri». «Potessero». «Potrebbe». «Potremmo». «Possibilità». «Potrebbero». E ancora «potrebbero». La fantasia al potere. I piccoli maestri, avrebbe concluso Luigi Meneghello.
[1 aprile 2020]

Allarmi
Titolone di apertura sul Giornale del 26 marzo: «Allarme pensioni». Titolone di apertura sei giorni dopo: «Allarme stipendi». What else?
[1 aprile 2020]

Minuscolo
Editoriale di Maurizio Belpietro su Panorama: «Il Covid-19 è un virus minuscolo». Alla larga dai virus maiuscoli.
[1 aprile 2020]

Accenti
Titolo di prima pagina sul Fatto Quotidiano: «Perchè quei 969 morti?». E perché «perchè?» invece di «perché»?
[1 aprile 2020]

Reclusi
La Repubblica informa che, causa emergenza coronavirus, l’attore Elio De Capitani vive – ma guarda un po’ – barricato nel suo appartamento. Annota il cronista: «La città vuota non attira De Capitani, che non esce quasi mai, e non solo per precauzione». Anche perché glielo vieta il premier Conte.
[1 aprile 2020]

Virus
Titolo di apertura delle pagine culturali di Avvenire: «I bambini d’Irlanda col virus della scrittura». In quarantena, subito!
[31 marzo 2020]

Fuori controllo
Titolo di prima pagina sull’Osservatore Romano: «Spagna, virus fuori controllo». Non come nel resto del mondo.
[31 marzo 2020]

Necrofori
Matteo Salvini ad Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, che lo interroga sul coronavirus: «Quando si arriva a destinazione – e presto ci arriveremo – i passeggeri giudicano se l’autista si è comportato bene, se è stato all’altezza». Camion militare, carro funebre tradizionale o carrozza con cavalli delle pompe funebri Bellomunno di Napoli?
[31 marzo 2020]

Parti basse
Frase di papa Francesco in apertura di pagina sull’Osservatore Romano: «Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia... Curare le ferite, curare le ferite... E bisogna cominciare dal basso». Per quelle alla testa c’è tempo.
[31 marzo 2020]

Numeri
Titolo d’apertura sul Corriere della Sera: «Un Picasso a 100 euro, la “Natura Morta” in palio alla lotteria. L’iniziativa benefica in Francia, 200 biglietti in vendita». Nel testo diventano 200.000 ma fa lo stesso.
[31 marzo 2020]

Etilismo
Creata in Veneto la Grappa Alto Grado 71 in boccetta spray per combattere il coronavirus. Roberto Castagner, il produttore, spiega a Libero: «La grappa fa parte del vissuto degli italiani». Anche del mortuario. Conclude l’articolista: «Prima di creare il prodotto il mastro distillatore ha chiesto lumi ad alcuni esperti di medicina. I virologi, al momento, hanno capito talmente poco del virus che la prima vera certezza non poteva essere l’inefficacia della grappa spray contro le goccioline da Covid». I lettori ci hanno capito ancora meno.
[31 marzo 2020]

Vitamina C
Titolo di Avvenire: «Ghirelli, la vitamina C è la Lega Pro-Umanità». Vallo a spiegare agli agrumi.
[31 marzo 2020]

Red Crazy
Titolo a tutta pagina sul Giornale: «Corona camp, la follia del Dottor Male». Occhiello: «Il consigliere della Red Bull F1: “Giovani e forti, l’avrebbero contratto in forma leggera». Catenaccio: «Marko, soprannominato nel box “doctor evil”: “Un ritiro con i piloti per farli contagiare”». Tutto chiaro.
[31 marzo 2020]

Canti
Titolo del Corriere sul tema coronavirus: «Gassmann: vivo con Leo che canta 9 ore al giorno». E non ti passa?
[31 marzo 2020]

Cani
Titolo sul Giornale: «Lavate i cani (ma senza candeggina)». Meglio l’acido muriatico.
[31 marzo 2020]

Telefoni
Secondo Strategy analytics a febbraio si è registrato un calo del 38 per cento nelle vendite di smartphone rispetto allo stesso periodo del 2019, il più grande nella storia dei cellulari. E chissà che tracollo a marzo e aprile per effetto del coronavirus. Penso ad Augusto De Gasperi, fratello di Alcide. Era amministratore del Gazzettino quando, negli anni Cinquanta, gli fu chiesto di far installare il telefono in una redazione del Friuli. Sbigottito, alzò gli occhi dal libro mastro e borbottò: «Ciò, ma no i xe giornalisti? Che i scriva, alora, invesse de telefonar!».
[31 marzo 2020]

Parassiti
Titolo a tutta pagina, in prima, sul Giornale: «Il virologo Crisanti: “Errore isolare a casa i positivi”». Errore definire Crisanti virologo: è un parassitologo. Fra i virus e le zanzare permane una certa differenza.
[30 marzo 2020]

Clausura
Lettera con consigli anticoronavirus sulla prima pagina del Fatto Quotidiano, pervenuta da suor Anastasia di Gesù, monaca di clausura in contatto con le Poste italiane o con Internet, oltre che con il Nazareno: «Pregate anche cucinando, fumando e facendo l’amore». Può riuscirci solo Mandrake.
[28 marzo 2020]

Pendolarismo
Prima pagina dell’Osservatore Romano. «Pendolari tra eremo e città», di Maurizio Gronchi: «Nuovo pendolarismo può significare frequentare di più lo spazio – spesso disabitato – dei sentimenti, dei pensieri, delle narrazioni». Aggiorno la mia autodichiarazione ai sensi degli artt. 46 e 47 D.P.R. n. 445/2000: «Dichiara sotto la propria responsabilità che lo spostamento è iniziato da Sentimenti con destinazione Narrazioni».
[30 marzo 2020]

Distanze
Dal sito del Fatto Quotidiano: «Coronavirus, ecco i comportamenti sessuali corretti secondo il Guardian: “Sì al sesso sicuro. No all’anilingus”». È ufficiale: il famoso distanziamento sociale è una misura da culo.
[28 marzo 2020]

Pandemia
Stefania Battistini, inviata del Tg1 ad Alzano Lombardo, nell’edizione delle ore 20 conclude lodando «un sindaco che da cinque settimane lotta contro una pandemia mondiale». Si attende con fiducia che ritorni nazionale, regionale, provinciale o, tutt’al più, comunale.
[28 marzo 2020]

Domande
Il Fatto Quotidiano a pagina 9 irride Maria Teresa Meli del Corriere della Sera per «un avveniristico caso di intervista palindroma». Infatti ha posto a Pier Ferdinando Casini, in vena di dare consigli, le seguenti domande (4 su 6) in sequenza: «Quali?». «Un altro consiglio?». «Altri suggerimenti?». «C’è un ultimo suggerimento che vorrebbe dare?». Poi a pagina 16 pubblica un’intervista con Pino Strabioli basata su questi 12 ficcanti quesiti: «Non è il solo». «Fa le pulizie?». «Quindi?». «Fondamentale». «Che succede?». «Legge?». «E...». «Film?». «Allora musica...». «Attività fisica?». «Scoperte?». «È già qualcosa...». Ci pensa Strabioli a tirare le conclusioni: «Va bene, non è un granché, ma è qualcosa!».
[28 marzo 2020]

Preghiere
Dal sito di Repubblica: «Il Papa prega per il coronavirus». Così può dilagare più veloce.
[27 marzo 2020]

Gay
Da Anteprima: «Judy Garland era gay, suo padre era gay, quattro dei suoi cinque mariti erano gay [Sette]». Chissà come fece a nascere.
[26 marzo 2020]

Tampax
Il principe Carlo è positivo al coronavirus. Di certo non gliel’ha attaccato sua madre. Dagospia dettaglia: «La moglie Camilla è risultata negativa al tampone». Anche al tampax.
[26 marzo 2020]

Omnia Monda mundis
Per annunciare ai lettori la sospensione delle pubblicazioni su carta, il direttore dell’Osservatore Romano, Andrea Monda, scrive un accorato editoriale che si conclude con le seguenti parole: «Rendere operose le nostre mani». Il famoso «atto intrinsecamente e gravemente disordinato» di cui parla il catechismo.
[26 marzo 2020]

Ballatoio
Sul Fatto Quotidiano leggiamo questo titolo: «Modello Codogno: ora tracciare malati “strada per strada”». Ma non dovevano stare chiusi in casa? Infatti nel testo il virologo Massimo Galli dice: «Dovremmo utilizzare il metodo del porta a porta». Già sperimentato da Bruno Vespa. (Quindi, semmai, si tratterebbe di tracciare i malati scala per scala. Informazione da ballatoio).
[25 marzo 2020]

Morti
Nel 2019 in Italia sono morte, in media, 1.772 persone al giorno (fonte: Istat). Sabato scorso in Italia sono morte di coronavirus 793 persone (fonte: i giornali), record negativo dall’inizio della pandemia. Ma quale sarà stato sabato scorso in Italia il numero complessivo dei decessi per le più disparate cause? Se qualcuno - magari i giornalisti - non lo rileva, si fatica a comprendere la portata della tragedia.
[23 marzo 2020]

Malattia
Occhiello letto oggi nel titolo di un quotidiano del Nord: «Aveva solo 61 anni e si è spento per una brutta malattia». Sarà bello il coronavirus.
[20 marzo 2020]


 

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