«Io, tutti quelli che amo, li rimprovero
e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti»

Apocalisse (3, 19)


In un batter d’occhio
Attacco di un servizio del Fatto Quotidiano riguardante le difficoltà del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, firmato a quattro mani da Luca De Carolis e Wanda Marra mentre «tutt’attorno all’avvocato è un rumore di siluri e mal di pancia» (il che, si presume, lo indurrà a prescrivere dosi industriali di carbone vegetale agli alleati): «Il premier che ha paura di affondare le tenta tutte. Si fa una passeggiata nel centro di Roma, nella quale giura a un bimbo di “mettercela tutta per far funzionare l’Italia” sotto gli occhi dei cronisti». Ora siamo più tranquilli. Pochi capi di governo, nella storia d’Italia, hanno giurato che il Belpaese funzionerà con l’occhiuto controllo di cronisti quali De Carolis e Marra.
[3 luglio 2020]

Lega con la violenza
Sulla Verità l’editoriale del direttore Maurizio Belpietro reca questo sommario: «A Mondragone i centri sociali impediscono di parlare al leader della Lega con la violenza». Da Lega Nord a Lega con la violenza, che evoluzione. (Comunque, si può farla tornare alle origini: «Con la violenza i centri sociali impediscono al leader della Lega di parlare a Mondragone»).
[1 luglio 2020]

Nuovi poveri, fame antica
Titolo dal Giorno: «In fila alla mensa dei nuovi poveri. “Ho perso tutto, qui per mangiare”». E per che altro, sennò?
[3 luglio 2020]

A ogni morte di papa
Forse l’avvocato Giorgio Assumma, legale di Ennio Morricone, avrebbe fatto meglio a evitare di mostrare ai fotoreporter la mail con le ultime parole del maestro, inviatagli dal figlio Giovanni. Nell’oggetto si legge infatti: «Correzzioni necrologio di papa». Due note stonate su tre.
[27 giugno 2020]

Deserto del Gobi
Titolo sul sito della Gazzetta dello Sport: «Di Felice, che impresa! Dal deserto dei Gobi allo Stelvio: “Le salite della rinascita”». Mi ha fatto ricordare una canzoncina della mia infanzia: «Gòbo so pare, gòba so mare / gòba la fióla de so sorèla / era gòba pure quela...». Ma il deserto è uno solo: del Gobi.
[6 luglio 2020]

Terroristi a riposo
Incipit della rubrica Malebolge di Aldo Nove sulla prima pagina di Avvenire: «Ci fa paura, il cambiamento. Sempre e comunque. A meno che non venga truccato da incremento di qualcosa che ci ha dato piacere nel passato, o che ci gratifica nel presente. In questo senso, il concetto reso popolare dal film di Visconti (tutto devo cambiare perché tutto resti uguale, valida anche nella variante inversa, perché l’ordine dei fattori qui non cambia), il proverbiale “Gattopardo”, si apre in questi mesi a uno spiraglio di “rivelazione” (apocalisse) che tramuta la paura in terrore. Forse qualcuno ha notato che da un po’ non avvengono atti terroristici. Perché lo abbiamo introiettato». Toccatina e fuga.
[28 giugno 2020]

Lingua sciolta
Da un titolo della Verità: «L’assemblea dei rappresentanti di clero, nobiltà e Terzo stato fu convocata il 5 marzo 1789 da Luigi XVI. Nonostante il Paese si avviasse verso il caos, il re non li sciolse». In effetti solo Giovanni Brusca avrebbe potuto scioglierli nell’acido.
[26 giugno 2020]

E non, eh no
Daniele Capezzone, già portavoce di Forza Italia, scrive sulla Verità: «L’autocensura di ieri non è dunque una buona notizia per i cristiani perseguitati in tutto l’Estremo Oriente, e in generale per chiunque difenda la libertà, religiosa e non». Eh no, sarebbe bastato ricordarsi di Uomini e no, il romanzo di Elio Vittorini. «L’avverbio negativo olofrastico (detto così perché, da solo, costituisce un’intera frase) in italiano è soltanto “no”», ricordava il linguista Luca Serianni nel periodico dell’Accademia della Crusca (numero 11, ottobre 1995). «L’uso tradizionale richiede dunque “o no” in coordinate disgiuntive ridotte appunto alla sola negazione olofrastica». Il dantista Remo Fasani nel De vulgari eloquentia (Padova, Liviana editrice, 1978, pagina 15) condannò senza appello la forma «o non», «forse lo sfregio più grande – e più gratuito – che si poteva fare all’italiano», aggiungendo: «E subito dopo viene il “meno”: “diretti o meno”, che sembra l’invenzione di un ubriaco».
[6 luglio 2020]

Do re mi
Da un editoriale del direttore di Libero, Pietro Senaldi, si apprende che Giuseppe Conte «ha posto la fiducia sul provvedimento che dovrebbe dare il là alla risalita». Questo governo è davvero un disastro: riesce persino a trasformare le note musicali in avverbi.
[25 giugno 2020]

Anacoluti
Sommario dall’Espresso: «Jole, 86 anni, pagato l’affitto le restano 250 euro al mese». Invece c’è abbondanza di anacoluti in redazione.
[5 luglio 2020]

Amicizie istantanee
Nella sua bellissima intervista con Ernesto Franco, direttore editoriale dell’Einaudi, apparsa su Robinson, il settimanale di Repubblica, Antonio Gnoli comincia dando del lei all’interlocutore, ma nel giro di otto domande passa al tu. Si vede che hanno fatto amicizia in fretta. Attenuante generica: la rubrica dell’eccellente Gnoli si chiama Straparlando. Quindi era autorizzato a chiudere il colloquio dandogli del voi.
[5 luglio 2020]

Laura non c’è
Intervista di Antonio Di Francesco all’assessore regionale veneto all’Istruzione, Elena Donazzan, sulla Verità: «Pura incompetenza, ecco quel che vedo. E pensare che di ministri dell’Istruzione ne ho visti tanti in questi anni, ma come Laura Azzolina mai». Infatti non esiste, semmai c’è una Lucia Azzolina.
[6 luglio 2020]

Intimissimi
Giovanni Mari scrive sulla Stampa: « Ad attaccare alzo zero, contro il governo, è il presidente della Regione Giovanni Toti, che annuncia un’ordinanza per “intimare” il ministero dei Trasporti ad agire». E 13 righe più avanti spiega che Toti «aveva in questo modo “intimato” lo stesso Mit e Aspi». Prima osservazione, di natura balistica: «attaccare alzo zero» non si può, semmai si spara a zero, cioè con alzo zero, tenendo l’arma orizzontale. Seconda osservazione, di natura grammaticale: non si può intimare qualcuno, ma solo qualcosa. Come spiega lo Zingarelli 2021, il significato del verbo è «ordinare o imporre in modo perentorio» (esempio: intimare la resa) e va seguito da «di» con l’infinito (gli intimò di partire) o da «che» con il congiuntivo (intimò che il fardello gli fosse consegnato). Non che nello Zingarelli 1981 la regola fosse diversa.
[29 giugno 2020]

Effetti dell’epidemia
La Repubblica intervista l’editore Giuseppe Laterza, attribuendogli nel sommario questa frase: «L’epidemia ha cambiato tutto, oggi anche Croce userebbe Instagram». Perché non possiamo non dirci “Ferragni”.
[3 luglio 2020]

La prima Pagina della Sfinge
«La beatitudine della sete (Urlare Dio)» titola Avvenire un articolo in prima pagina del focolarino Luigino Bruni, economista nonché biblista. Per fortuna l’occhiello chiarisce tutto: «L’anima e la cetra/15». Ci siamo persi sicuramente qualcosa.
[5 luglio 2020]

Virgole
Sommario dell’editoriale del direttore Maurizio Belpietro sulla Verità: «Se non si fa nulla per rimettere in piedi le aziende colpite dalla recessione, quando esse avranno le mani libere, manderanno a casa parecchi dipendenti». Cioè la recessione le colpirà quando avranno le mani libere? Allora meglio tenergliele legate. Oppure togliere la virgola dopo «libere».
[4 luglio 2020]

Sottosviluppo
Così, in un sommario, Il Giornale fa parlare Luca Palamara a proposito di Silvio Berlusconi: «Che ci siano stati problemi nello sviluppo dei processi è un tema che va sviluppato». Un magistrato in via di sviluppo.
[23 giugno 2020]

Non morto e sepolto
Sommario dall’Espresso: «Raccoglieva origano nei campi. Nei giorni peggiori del Covid-19 aveva febbre e diarrea. Nel centro per migranti nessuno lo ha visitato. E poi lo hanno subito sepolto». Non hanno nemmeno aspettato che morisse.
[5 luglio 2020]

Scivoloni
Titolo in prima pagina sulla Verità: «Farsa di Giuseppi sulle tasse: il governo le slitta di 20 giorni». «Slittare» è un verbo intransitivo: si può far slittare qualcosa, non slittarla.
[30 giugno 2020]

A scoop ritardato
«Zaccagnini incontrò Craxi per salvare Aldo Moro», titola di spalla in prima pagina il Corriere della Sera, presentando, a firma di Walter Veltroni, un’intervista di quasi due pagine con Beppe Pisanu, che nel 1978 era il capo della segreteria politica dello statista assassinato dalle Brigate rosse. All’interno, Pisanu racconta: «Zaccagnini tenne una linea rigorosa nel senso che umanamente pensò non bisognasse lasciare nulla di intentato – uso un’espressione che lui dettò a me personalmente – per restituire Aldo Moro alla famiglia e al suo partito». Non si capisce in che cosa consista la novità della «rivelazione». Ecco che cosa disse Bettino Craxi, da me intervistato ad Hammamet un anno prima della morte (l’intervista apparve sul Giornale il 28 gennaio 1999 e fu poi raccolta nel libro Dimenticati, Marsilio).
Ha un rimorso?
«Avercela messa tutta per salvare Aldo Moro e non esservi riuscito. La detenuta brigatista era già stata individuata: Paola Besuschio. Leone era d’accordo, me lo confermò Fanfani: “Il presidente è pronto a firmare la grazia, ha la penna in mano”. La sera prima dell’assassinio ci fu un estenuante vertice con i dc, dalle 17 a mezzanotte. Piccoli e Bartolomei erano gli unici favorevoli allo scambio. L’onesto Zaccagnini non aprì mai bocca. In sette ore filate riuscì a dire soltanto: “Craxi, vuoi un bicchier d’acqua?”. L’onesto Zaccagnini!».
E poi?
«L’indomani arrivò la nettissima chiusura di Andreotti a ogni trattativa».
Interpretava un sentimento diffuso fra gli italiani: lo Stato non può scendere a patti col terrorismo.
«Gli italiani! In mille partirono da Quarto. Non ci sarebbe neanche l’Italia se fosse stato per gli italiani!».
Dopo la seconda risposta, Craxi mi ordinò di spegnere il registratore e mi raccontò: «La mattina successiva alla riunione in cui Zaccagnini non fece nulla per salvare Moro, telefonai a Flaminio Piccoli per chiedergli come mai tardasse a uscire il comunicato che era stato concordato con la Dc, il quale avrebbe dovuto dare via libera al presidente Leone per la grazia alla terrorista Besuschio. Mi rispose Piccoli: “È stato quel criminale di...”», e qui Craxi mi fece nome e cognome di un leader democristiano che aveva opposto una netta chiusura alla linea trattativista del segretario socialista, mandando così a monte il tentativo di salvare Moro. Siccome cinque mesi prima avevo intervistato Piccoli, gli telefonai per chiedergli di confermarmi la veridicità dell’affermazione di Craxi: non ebbe difficoltà a farlo.
Fra l’altro, l’intervista con Craxi fu ripresa cinque giorni dopo proprio sul Corriere da Luca Telese, che però si soffermò su un unico dettaglio: nel nostro colloquio l’ex leader del Psi mi aveva annunciato che aveva aperto il sito www.craxi.net. Infatti il titolo era: «Craxi, un sito Internet fra malizia e malinconia».
[2 luglio 2020]

Sturmtruppen vaticane
Annunciando la morte di monsignor Georg Ratzinger, Vatican News, testata ufficiale online della Città del Vaticano, sbaglia numero e genere – anche in tedesco singolare maschile – del «servizio di lavoro obbligatorio del Reich», scrivendo che il fratello di Benedetto XVI durante la guerra «venne arruolato nelle Reichsarbeitsdienst». Forse l’estensore della notizia, ciecamente imitato un po’ da tutti (dalle agenzie Ansa, Adnkronos e Agi, dall’Osservatore Romano, ormai non più di carta, da Luigi Accattoli nel minuzioso articolo sul Corriere della Sera, e poi da Fatto Quotidiano, Avvenire, Tgcom 24), pensava alle Sturmtruppen di Bonvi.
[1 luglio 2020]

Aridaje!
L’espressione incriminata («nelle Reichsarbeitsdienst») ritorna in un secondo articolo di Maurizio Fontana che compare nell’edizione odierna dell’Osservatore Romano, nel quale è sbagliato pure il soprannome Bücher-Ratz («il Ratz dei libri») di Joseph Ratzinger, trasformato in Bucher-Ratz. Povero tedesco, e povero Benedetto XVI!
[3 luglio 2020]

Per essere cieca è cieca
Editoriale del direttore Maurizio Belpietro sulla Verità: «Ma un cittadino crede che la legge sia uguale per tutti e che, pur essendo cieca, la Giustizia non faccia distinzioni». Non si comprende il senso della frase. La Giustizia non fa distinzioni proprio perché è cieca.
[2 luglio 2020]

Spese voluttuarie
Un giovane si suicida su una piazzola della Transpolesana sparandosi un colpo di pistola alla testa. La cronaca sull’Arena termina così: «A quanto pare, non aveva apparenti motivi per togliersi la vita. Resta quindi un mistero il perché, un’ora prima del dramma, abbia speso mille euro in un’armeria di Rovigo per acquistare la Sig Sauer calibro 9 che gli è stata fatale». Le famose spese voluttuarie.
[30 giugno 2020]

Scavi storici
Piero Melati recensisce sull’Espresso il saggio Ma perché siamo ancora fascisti di Francesco Filippi (Bollati Boringhieri) e assicura: «Stavolta Filippi scava più profondamente». Tralasciando vari passaggi del volume, ai quali potrebbe fare le pulci il professor Nunzio Dell’Erba, già docente di Storia contemporanea e Storia dei partiti e dei movimenti politici all’Università di Torino e compilatore di molte voci apparse nel Dizionario biografico degli italiani della Treccani, vediamo se è vero. A pagina 106 Filippi riporta (nella nota 2) un brano tratto da Storia dei due manifesti di Emilio Raffaele Papa, del quale però non vi è traccia nel punto indicato del libro di Papa, e parla dell’«esecuzione del filosofo fiorentino Giovanni Gentile», che per la verità era nato a Castelvetrano (Trapani). A pagina 112 l’autore scrive che «Gramsci muore nel 1937 pochi giorni dopo essere stato liberato per motivi di salute»: in realtà Antonio Gramsci lasciò l’infermeria del carcere di Civitavecchia il 7 dicembre 1934 per essere ricoverato a Formia. Il 25 ottobre dello stesso anno Benito Mussolini accolse la richiesta di libertà condizionata. Il 24 agosto 1935 fu trasferito nella clinica Quisisana a Roma, dove morì il 27 aprile 1937. Quindi i «pochi giorni» citati da Filippi furono in realtà 612. Niente male, per uno storico, che «scava più profondamente». (Ieri Filippi era ospite di Rai 3 con il suo libro, insieme a Gad Lerner, a Quante storie. Un programma di vita).
[21 giugno 2020]

Lotto per la giustizia
La Stampa intervista l’avvocato Pierpaolo Berardi, che dal 1992 tenta senza successo di entrare in magistratura. Titolo: «Toghe e concorsi truccati, trent’anni di beffe e ricorsi. “Lotto solo per la giustizia”». Verbo o sostantivo? Forse il secondo. La giustizia è sempre un terno al lotto.
[29 giugno 2020]

Ampliare gli abusi?
Titolo dalla prima pagina del Fatto Quotidiano: «Ok accelerare appalti e permessi ambientali, ma non sanare gli abusi previsti dai piani regolatori (che i Comuni possono ampliare)». I piani regolatori prevedono gli abusi? E i Comuni possono ampliare i piani regolatori o gli abusi? Ok sanare la sintassi.
[30 giugno 2020]

Parrocchie di lucro
Da un titolo della Verità: «Peccato che il parroco lucrasse sull’attività degli stranieri, cosa per cui ora è sotto inchiesta, utilizzando le sue conoscenze». Lucrava sulle attività degli stranieri utilizzando le sue conoscenze oppure stanno indagando fra le sue conoscenze?
[28 giugno 2020]

Sconsecutio temporum
Incipit della rubrica Malebolge di Aldo Nove sulla prima pagina di Avvenire: «Subito dopo la morte di san Francesco, il fedele frate Elia manda una lettera enciclica a tutte le province dell’ordine e il papa Gregorio IX, amicissimo del Poverello, preparò il processo di canonizzazione». Manda. Preparò. Complimenti per la sconsecutio temporum.
[30 giugno 2020]

Direttori dimenticati
Fabrizio Boschi sul Giornale scrive di Vittorio Feltri, che si è dimesso per protesta dall’Ordine dei giornalisti: «Direttore dell’Europeo prima e dell’Indipendente dopo, nel 1994 prende le redini de Il Giornale dopo l’abbandono di Montanelli. Nel 2000 fonda Libero, che dirige da allora». Veramente fra il 2009 e il 2010 ha diretto per la seconda volta, e per più di un anno, Il Giornale. Se i cronisti del Giornale ignorano che cosa accade al Giornale, che ne sapranno di ciò che succede nel mondo? (Nello stesso testo viene attribuita a Feltri la seguente frase: «Ho anche intenzione di querelare tutti quelli che mi hanno ingiustamente tentato di perseguitarmi». Escludo tassativamente che abbia potuto pronunciarla. Si è dimesso dall’Ordine dei giornalisti, non dalla lingua italiana).
[27 giugno 2020]

Rimetti a noi i nostri debitamente
Titolo dell’editoriale del direttore Maurizio Belpietro sulla Verità: «Un governo terminale tenuto in vita dall’avvocato maestro del rinvio». Spiega il sommario: «L’accesso al prestito del Meccanismo di stabilità è vincolato a una consultazione parlamentare che Conte evita debitamente». La definizione dell’avverbio «debitamente» è «nel modo dovuto». Se ne deduce che evitare la consultazione parlamentare è un atto dovuto. Allora quale sarebbe la colpa del premier?
[30 giugno 2020]

Kissinger mica tanto
La Repubblica mette in prima pagina, a corredo di un articolo su Henry Kissinger, una foto dell’ex segretario di Stato americano. Posso sbagliarmi, ma non è lui per almeno quattro motivi: 1) Kissinger ha 97 anni; lo sconosciuto sicuramente molti di meno. 2) Kissinger ha la fronte tempestata di macchie senili; lo sconosciuto no. 3) Kissinger porta da molti anni gli stessi occhiali, interamente in resina; lo sconosciuto ne indossa un paio con il ponte metallico. 4) Kissinger ha la pappagorgia; lo sconosciuto no.
[30 giugno 2020]

Caffè scorretto
Rettifica dalla Verità: «Per una grave svista, il Caffè corretto – evidentemente troppo – di Gustavo Bialetti attribuiva al Gruppo Gavio lo sgradevole incidente della richiesta di pedaggio non versato (84,30 euro) a un malcapitato guidatore coinvolto nel crollo del viadotto della A6 nel novembre 2019». Evidentemente poco corretto, semmai.
[27 giugno 2020]

Io ti battezzo nel bagnoschiuma Vidal
Incipit della rubrica Malebolge di Aldo Nove sulla prima pagina di Avvenire: «Da anni mi chiedo, pensando a chi appartiene alla mia generazione (ho da poco superato i cinquanta), quale fede essa possa avere o quale eventuale conversione potrebbe vivere – l’immagine, sarcastica e mesta, è che vorremmo scegliere il tipo di bagnoschiuma per il battesimo...». Sicuro di sentirsi bene?
[27 giugno 2020]

Attenti al lupo
Sommario dalla Verità: «Paura a Otranto. Lupo selvatico azzanna una bambina nel villaggio vacanze». Esiste anche il lupo domestico?
[27 giugno 2020]

Bare in omaggio
Pubblicità delle pompe funebri Exequia di Roma: «C’è chi bara, e chi non bara. Funerale completo e bara in omaggio a € 1.250». La forza del destino cinico e baro: conviene morire.
[3 maggio 2020]

Facciamo un po’ di Ordine
Commentando in prima pagina le polemiche dimissioni di Vittorio Feltri dall’Ordine dei giornalisti, Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, scrive: «Dovete sapere che per esercitare la professione di giornalista bisogna essere iscritti all’Ordine – inventato dal fascismo per controllare l’informazione – e sottostare alle sue regole deontologiche». Non è corretto dire che l’Ordine fu inventato dal fascismo. Il primo riconoscimento giuridico della professione giornalistica risale al Regno d’Italia, alla legge numero 406 del 9 luglio 1908. In seguito, re Vittorio Emanuele III promulgò la legge numero 2307 del 31 dicembre 1925, che all’articolo 1 stabiliva: «Il direttore o il redattore responsabile deve essere iscritto nell’albo professionale dei giornalisti». L’Ordine dei giornalisti propriamente detto nacque invece con la legge numero 69 del 3 febbraio 1963. A presentarla fu il dc Guido Gonella, ministro di Grazia e Giustizia, che divenne il primo presidente dell’Ordine.
[26 giugno 2020]

Commessi promossi questori
La Verità pubblica una foto di Vittorio Sgarbi cacciato da Montecitorio per ordine della presidente di turno Mara Carfagna. «I questori l’hanno trascinato fuori a forza», recita la didascalia. In realtà a portare fuori di peso dall’Aula il deputato sono cinque commessi. I questori della Camera sono soltanto tre e non movimentano corpi umani.
[26 giugno 2020]

Urla del silenzio
Incipit della rubrica Malebolge di Aldo Nove sulla prima pagina di Avvenire: «La poesia è il regno del silenzio che si (rivela), che si concede all’impossibile paradosso del farsi toccare. Il vero silenzio non significa una mera entità negativa, tale da rimanere inespressa, ma un comportamento attivo, una commozione fervida della vita interiore, commozione nella quale tale silenzio diviene padrone di sé stesso». Bei tempi quando il silenzio era d’oro.
[17 giugno 2020]

Tre passi nel delirio
Dalla rubrica Verità nascoste del Manifesto, che reca le firme di ben tre autori, Sarantis Thanopulos, Francesco Bollorino e Gilberto Di Petta: «Sarantis ha reso una stringente ermeneutica del contenuto del delirio di Gerolamo che, evidentemente, nessuno dei clinici che egli ha incontrato, è stato mai in grado di fare. Purtroppo si tratta, o si sarebbe trattato, se mai il paziente avesse incontrato un clinico di formazione psicodinamica, di una lettura “a posteriori”, ovvero dopo la tragedia, poiché Gerolamo, come ancora oggi accade, non è venuto all’osservazione clinica se non dopo il delitto. Dunque il primo punto critico è riuscire ad offrire, a queste persone, l’aiuto prima dell’agito. Il secondo punto è che questo delirio, oltre che ad un’analisi del contenuto, si presta ad una analisi della forma, ovvero del suo modo di strutturarsi». Concordiamo su un punto: il delirio.
[13 giugno 2020]

Apriamo una parentesi
Titoli da un’edizione del Corriere della Sera: «La guerra (a parole) sui vitalizi». «Un metro di distanza (da bocca a bocca)». «Quelle conversazioni tra Conte e Berlusconi (che fanno irritare il segretario del Pd)». «Quali errori (di Trump) hanno portato alla crisi». «Da Bertinotti e Dini (e Cicciolina). Il fronte degli irriducibili». «La vittima in più (mai identificata) tra i misteri della strage di Bologna». Provate a togliere le sei – dodici – parentesi: i titoli stanno in piedi lo stesso. Allora perché metterle?
[27 giugno 2020]

Recensioni indistinguibili
Stefano Balassone, critico televisivo di Repubblica, nella rubrica Onda su onda analizza la serie Curon di Netflix: «La regia ci va pesante sul piano espressivo del terrore. Ma la non sfugge alla maledizione della noia». E più avanti: «Se la sceneggiatura non fosse tirata via come l’attuale, la serie potrebbe procedere ben oltre le sette puntate perché la lacustre fabbrica di mostri è sempre incinta, là e per uno vecchio che fai fuori altri ne sorgono, anche dai buoni di una stagione e potenziali pessimi nell’altra». Infine: «Tuttavia, prima di scrivere e riscrivere per costruire trame di sostanza, assicuratevi che l’audio sia distinguibile». Vale anche per le recensioni.
[21 giugno 2020]

Tu es Petrini
Dall’Osservatore Romano: «Figlio del dopoguerra, Carlo Petrini ha vissuto l’era delle macerie e della rinascita di un intero Paese. Fondatore e presidente di “Slow Food”, da trent’anni promuove un’idea di prossimità opposta a un’economia che strozza gli orizzonti a prezzo di disuguaglianze feroci». E noi che pensavamo promuovesse solo il pecorino di Farindola e il sedano rosso di Orbassano.
[3 giugno 2020]

Marzano in campo
Sette ragazzi sabato scorso hanno prenotato un tavolo al Kursaal, nota discoteca di Lignano Sabbiadoro, a nome di un fantomatico «centro stupri». Hanno anche postato online alcune foto in cui indossavano t-shirt con la medesima scritta. Nei giorni successivi si sono scusati per la «bravata». Su questa vicenda, frutto di conclamata imbecillità, la filosofa Michela Marzano verga un editoriale sulla Stampa in cui denuncia «l’incapacità di questi ragazzini friulani di buona famiglia di capire il significato delle parole pronunciate, l’estrema violenza che c’è nel banalizzare lo stupro o i lager nazisti». Che c’entrano i campi di sterminio? Non si sa. Al massimo c’entrano i campi di polenta, dove questi sette sconsiderati andrebbero mandati a zappare.
[24 giugno 2020]

Colui il quale e i loro nomi
Titolo da Repubblica: «Palamara. “Le correnti? Anche chi mi accusa le usava per fare carriera. Ecco i loro nomi”». Quindi fa i nomi delle correnti? No, perché quelli si conoscono già. Allora fa il nome di chi lo accusa? In tal caso la concordanza con «i loro nomi» è sbagliata, essendo «chi» pronome relativo singolare che sta per «colui il quale», «colei la quale». («Chi» in funzione di «coloro che» è un arcaismo, che comunque mal si sarebbe conciliato con il verbo al singolare).
[21 giugno 2020]

Lavori perduti
Titolo da Avvenire: «Quaranta milioni di lavori perduti». Proviamo a immaginare: lo stagnino, il lampionaio, l’arrotino, il cardatore, l’ombrellaio... Ce ne vuole per arrivare a 40 milioni di lavori. Infatti nel testo si precisa che trattasi di 40 milioni di lavoratori che hanno perso il posto negli Stati Uniti.
[7 giugno 2020]

Le caprette di Mattarella
«Il capo dello Stato salva dallo sfratto le caprette di una cascina», titola d’apertura La Verità. Leggi la notizia sottostante e scopri che a Casirate (Bergamo) era scoppiata nel 2004 una lite tra una famiglia di agricoltori e la proprietaria di un bed & breakfast adiacente, causata dalla vicinanza degli animali all’abitazione. Il proprietario della fattoria presentò ricorso amministrativo per far revocare l’ordinanza di sgombero emessa dal sindaco contro 2 maiali, 14 capre, 3 pecore e 20 galline. «Ora, dopo il parere del ministero della Salute, la salomonica sentenza: no ai porcelli, sì alle caprette». E perché il titolo tira in ballo Sergio Mattarella? Va’ a saperlo.
[19 giugno 2020]

Accenti a Mazzi
Don Antonio Mazzi scrive sul Corriere della Sera: «Nella mia giovinezza, a ridosso della Seconda guerra mondiale, avevamo meno cervello, ma un pò più di cuore». Solo l’ortografia rimane uguale.
[25 giugno 2020]

E la chiamano estate
La Repubblica intervista Gabriele Muccino sul suo nuovo film. «Gli anni più belli sembra pensato per l’estate», osserva il giornalista. E il regista, di rimando: «Sì. Intanto è un film molto estivo». Cocorito non avrebbe saputo rispondere con più fantasia. Stabilito dunque senza ombra di dubbio che non si tratta di un’opera autunnale, verso la fine Muccino chiosa: «Spero che il film riesca a camminare fino a settembre». In effetti il 22 di quel mese termina l’estate.
[19 giugno 2020]

Da ieri a oggi
«Ligia Turetta. Morta a 44 anni», recita la didascalia del Corriere della Sera, posta sotto la foto di una donna dall’aspetto giovanile. Trattasi della quinta vittima da coronavirus registrata a Vo’ Euganeo. Nel testo si scopre però che la signora di anni ne aveva 64. Un refuso? No. È che sembrava ieri quando «Ligia Turetta mangiava la torta di crema e frutta che i figli avevano ordinato in pasticceria per festeggiare il 44esimo anniversario di matrimonio con il marito Silvio». Da ieri a oggi, un salto di 20 anni.
[23 giugno 2020]

Dal giorno alla notte
Gabriele Carrer sulla Verità: «La domanda del New York Times sorge quasi spontanamente dopo che tra lunedì e martedì, nella notte, soldati indiani e cinesi si sono affrontati, disarmati». A parte lo «spontanamente», tra lunedì e martedì non poteva che essere notte.
[20 giugno 2020]

Campi profughi
Titolo in prima pagina sull’Osservatore Romano: «Il virus minaccia i campi profughi». Occhiello: «Nei rifugiati e negli sfollati è presente Gesù ricorda il Santo Padre in un tweet». L’ambiguo collegamento fra le due righe suscita un interrogativo: è presente il Covid-19 o è presente Gesù?
[21 giugno 2020]

Solo solo
Titolo del Fatto Quotidiano per un’intervista a Vittorio Storaro, direttore della fotografia in film di grande successo: «“Sono solo cinematografo. Contro Allen solo imbecilli”». Dopo Tolo Tolo, solo solo.
[23 giugno 2020]

Fondamenta
Francesco Alberoni sul Giornale: «Gli occidentali, indeboliti e sconfitti, anziché ribellarsi e combattere si accusano di tutti i mali del modo. È un modo di pensare nelle fondamenta dell’edificio occidentale». C’è modo e modo anche di scrivere.
[21 giugno 2020]

Turbolenze
Titolo dalla prima pagina di Avvenire: «Il governo balla su Alitalia». Le solite turbolenze.
[17 giugno 2020]

Confusione scheletrica
Secondo Marco Belpoliti di Repubblica, la spiegazione della mancata conquista del pianeta da parte degli insetti «sta nell’endoscheletro degli Artropodi che ha impedito loro di svilupparsi, mentre l’esoscheletro ha permesso l’evoluzione dei mammiferi, e in particolare dell’Homo nelle sue varie versioni, gli ha consentito di espandersi e crescere nel corpo e nel cervello». È esattamente l’inverso: gli artropodi sono dotati di esoscheletro, i mammiferi di endoscheletro. (E l’Homo sapiens di scheletri plurimi nell’armadio).
[18 giugno 2020]

È un virologo, anzi no
Andrea Tornago sul Fatto Quotidiano intervista il professor Andrea Crisanti: «Lei gode di grande stima ma c’è chi la attacca dicendo che non è neanche un virologo» (infatti è un parassitologo, come già evidenziato in questa rubrica in data 31 marzo). Risposta: «È vero e forse proprio perché non sono un virologo ho potuto vedere l’epidemia in un modo diverso e originale». Sullo stesso numero, Pino Corrias scrive che il governatore Luca Zaia ha «ingaggiato il virologo migliore, Andrea Crisanti, quello che ha isolato il focolaio di Vo’ e fatto tamponi a tappeto». Non sappia la pagina 17 ciò che fa la pagina 12.
[23 giugno 2020]

Unità di personale
Sommario del Fatto Quotidiano per un articolo di Tomaso Montanari: «Per garantire il servizio, oggi mancano 1.202 unità di personale». Bei tempi quando si chiamavano persone.
[22 giugno 2020]

Ipotesi scientifiche
Sul terribile incidente occorso ad Alex Zanardi, Il Giornale intervista Francesco Di Meco, direttore del dipartimento di neurochirurgia dell’ospedale Besta di Milano. Affermazione del luminare nella prima riga del titolo: «Il viso può essere ricostruito, il cervello no». Il che spiegherebbe l’alto tasso di persone senza cervello. Seconda riga: «L’ipotesi peggiore? Che non si risvegli più». Un rischio che corrono tutti i mortali ogniqualvolta si addormentano. La statistica induce all’ottimismo, per cui: dài Alex, che ce la fai!
[22 giugno 2020]

Prima o poi
Il Fatto Quotidiano in un occhiello sul caso Palamara: «Per le chat a rischio anche altri uffici». Qui pare a rischio solo la chiarezza: erano chat a rischio o sono uffici a rischio? Nel primo caso (il più probabile) bastava posporre le prime tre parole: «A rischio per le chat anche altri uffici».
[23 giugno 2020]

Voli pindarici
Titolo dalla Stampa: «Covid, a Pechino torna la paura. Voli a terra e quartieri isolati». Di solito restano a terra gli aerei: i voli si cancellano. (Anche se volare rasoterra nei giornali è frequente).
[18 giugno 2020]

Concetti di base
Incipit della rubrica Malebolge di Aldo Nove sulla prima pagina di Avvenire: «Spesso mi chiedo, da dilettante appassionato di fisica quantistica, in quali forme, con quali tempi e modalità d’impatto le scoperte (o meglio e spesso le ardite supposizioni) più avanzate relative all’infinitamente piccolo attecchiscano sulla mentalità comune, alterandone, e a volte sbrandellandone, i concetti di base». Ce lo chiedevamo anche noi dopo aver scoperto il suo modo di scrivere.
[3 giugno 2020]

Nodi del giornalismo
Dario Cresto-Dina, vicedirettore vicario di Repubblica, traccia un ritratto del governatore del Veneto, Luca Zaia, nel quale si legge fra l’altro: «Nello stile si presenta come uno del popolo, vengo dalla campagna ripete spesso: giacca stazzonata, cravatta sbagliata su collo aperto della camicia». Se c’è una cosa che anche il più distratto degli osservatori ha potuto notare nel corso degli ultimi 12 anni, da quando Zaia giurò al Quirinale come ministro delle Politiche agricole nel quarto governo Berlusconi, è che indossa sempre una cravatta nera su camicia bianca allacciata fino all’ultimo bottone. In alternativa, camicia senza cravatta slacciata sul collo. Delle due l’una: o Cresto-Dina non conosce Zaia oppure, benché lavori in un giornale, non ha mai consultato l’archivio fotografico dell’Ansa (e neppure Google Immagini).
[20 giugno 2020]

Papa Silvio
Dal Giornale: «Una vecchia volpe della politica come Gianfranco Rotondi ne è convinto: Berlusconi si sta ritagliando un ruolo sempre più importante. Tanto che ora viene apprezzato sia a destra che a sinistra. “Se resta ancora un po’ in Provenza – profetizza Rotondi – tornerà in Italia da capo dello Stato”». Se poi si sposta di 250 chilometri più a ovest, ad Avignone, tornerà da papa.
[17 giugno 2020]

Solo una sana e consapevole inquietudine
Titolo di Avvenire su sant’Antonio da Padova: «Un uomo dotto e sempre animato da una “sana” inquietudine evangelica». L’inquietudine insana come sarebbe stata, visto che la frase si riferisce al Vangelo e a un santo?
[13 giugno 2020]

Nun te Rahel Jaeggi più
La filosofa Rahel Jaeggi, docente della Humboldt di Berlino, intervistata dal Manifesto: «Mi sembra importante pensare insieme questi due temi e quindi il tema più generale della riproduzione sociale: il denominatore comune è la misura in cui il capitalismo e la sua dinamica di crescita vivono di presupposti che esso stesso non può riprodurre». Afferrato il concetto.
[28 maggio 2020]

Iacopone da Todi ha bestemmiato?
Secondo Il Fatto Quotidiano, che lo strilla in prima pagina e lo ripete all’interno, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, avrebbe bestemmiato nell’aula di Palazzo Madama. Questa, riferisce il quotidiano, l’imprecazione sacrilega rivolta ai commessi, rei di non aver impedito che venissero filmati con gli smartphone i lavori in Aula: «Per Dio. Siete qua come pupazzi o volete parlare?». Nella didascalia diventa: «Siete qui a fare i pupazzi o volete parlare, per Dio». Pur contravvenendo al secondo comandamento («Non nominare il nome di Dio invano»), appare improprio affermare che la cattolica Alberti Casellati abbia bestemmiato, almeno secondo lo Zingarelli 2020, che riporta l’interiezione con la grafia «perdìo», già di per sé attenuativa, e la classifica come «pop.» (popolare) con questa definizione: «Esprime disappunto, ira, impazienza, meraviglia e simili o rafforza una minaccia». Infatti i sinonimi sono «perdiana, perdina, perdinci, perdindirindina». Va comunque segnalato agli scandalizzati colleghi del Fatto che «perdìo» ricorre tre volte in Dante Alighieri (non nella Divina Commedia, si capisce, ma nei poemetti Il Fiore e Detto d’Amore); una volta nella Laude del religiosissimo Iacopone da Todi; 2 volte in Torquato Tasso; 2 volte in Cuore e 3 volte in Sull’Oceano di Edmondo De Amicis. E poi 3 volte in Antonio Fogazzaro, 4 in Grazia Deledda, 6 in Matilde Serao; 14 in Giovanni Verga e addirittura 199 volte in Luigi Pirandello. Tenuto conto che accanto al titolo sulla presunta espressione blasfema della presidente del Senato compariva una vignetta di Vauro, condannato nel 1997 a tre mesi di reclusione per aver vilipeso Gesù in croce, la conclusione diventa inevitabile: da che pulpito.
[20 giugno 2020]

Coppia atomica
Nella sua rubrica Onda su onda, il critico televisivo di Repubblica, Stefano Balassone, recensisce The marriage, soap opera di produzione nigeriana presente su Youtube, e parla di «coppia mono nucleare». In pratica una famiglia scoppiata.
[19 giugno 2020]

Repetita iuvant
Luciano Bassani sulla Verità, nella rubrica A corpo sicuro: «L’acqua che beviamo dovrebbe essere alcalina e antiossidante per neutralizzare i radicali liberi». E 23 righe più avanti: «L’acqua che beviamo dovrebbe essere alcalina e antiossidante il che significa che riesce a neutralizzare i radicali liberi». A corpo sicuro sicuro.
[21 giugno 2020]

Non c’è tre senza tre
Dai titoli dall’edizione domenicale del Giornale: «Moglie, manager e angelo custode». «Globali, aperte e hi-tech». «Contagi, proteste e inchieste». «Con Spinoza, Bellini e Zorro». «Povertà, Aids e poligamia». Lo chiamavano Trinità...
[21 giugno 2020]

Tra il dirsele e il darsele
Azzurra Barbuto nell’incipit di un articolo su Libero: «Non solo i comuni mortali sono alle prese con noiose beghe di condominio, ma pure i grandi brand, che qualche volta finiscono con il dirsele di santa ragione». La forma corretta sarebbe «darsele di santa ragione», ma l’anelito pacifista è apprezzabile.
[10 giugno 2020]

Ebbi, anzi ho
Massimo Cacciari nell’editoriale di prima pagina sulla Stampa: «I tecnici non servono né a ribadire ciò che tutti sanno occorrerebbe fare da almeno trent’anni, né a consolarci con gli “I had a dream” o “I can” (che stanno bene soltanto sulla bocca di politici-profeti, genere che non mi sembra abbondare)». Per la verità, lo slogan del politico-profeta Martin Luther King era «I have a dream». Tra l’avere un sogno e l’averlo avuto, passa una bella differenza.
[18 giugno 2020]

Più o meno
Nel teso faccia a faccia con il premier Giuseppe Conte, durante gli Stati generali a Villa Doria Pamphilj, Carlo Bonomi, presidente della Confindustria, ha concluso così il suo intervento (il testo integrale è sul Corriere della Sera): «Diceva Leo Longanesi che le religioni basano spesso nella storia il loro successo sul non essere troppo chiare, e difronte al mistero i credenti aumentano». In realtà la frase originale è diversa: «Se le religioni fossero molto chiare perderebbero, con l’andar del tempo, i credenti». Longanesi parlava per sottrazione, non per addizione. Un concetto che un imprenditore stenta ad afferrare.
[18 giugno 2020]

Notizie non pervenute
Parlando dell’accordo sui migranti fortemente voluto dal ministro Luciana Lamorgese, La Stampa evidenzia in un sommario: «38.000 le domande di regolarizzazione dei lavoratori stranieri stagionali». Il testo del servizio ribadisce: «Già 38 mila le domande evase». Tuttavia, sul sito del ministero dell’Interno (ultimo aggiornamento di martedì 16 giugno, ore 19.23, il giorno prima della pubblicazione), si legge che «le domande pervenute sono, complessivamente, circa 32mila: di cui 23.950 già perfezionate e 7.762 in corso di lavorazione». Quindi le domande evase erano 14.050 in meno rispetto a quanto scritto dalla Stampa il giorno dopo. Ma, anche ammettendo che il numero fornito dal quotidiano torinese fosse stato esatto, si può sapere quante domande sono state accolte? Ecco l’unico dato interessante che né il ministro dell’Interno né La Stampa hanno fornito. Meglio parlare di domande «già perfezionate», «in corso di lavorazione», «evase». «Accettate» suona male.
[17 giugno 2020]

Hannah Sopranos
Sommario di Repubblica per un articolo di Gabriele Romagnoli: «Soltanto a partire dai “Sopranos” si è mostrata la banalità del male». Che vi credevate, che fosse stata mostrata a partire da Hannah Arendt?
[17 giugno 2020]

Modello unico
Wanda Marra sul Fatto Quotidiano dà conto di un’indagine «sull’impatto psicologico e comportamentale della pandemia durante il lockdown su famiglie e minori condotta dall’Istituto Gaslini e dall’Università di Genova». In chiusura dell’articolo, fa pronunciare a Paolo Petralia, direttore generale del Gaslini, la seguente dichiarazione: «Questi dati sono unici perché nessuno potrà anche fortunatamente più raccogliere e ora dobbiamo sfruttarli per ricostruire la loro vita». È unica anche la frase.
[17 giugno 2020]

Roma capoccia
Monica Cirinnà traccia sul Manifesto «un progetto per la rinascita di Roma» (nientemeno) e contro «il declino subito dalla nostra Capitale in 4 anni di giunta Raggi». Dopo averne enucleato i punti salienti (da «serve un ragionamento ampio» a «serve un progetto innovativo, un cambio di prospettiva, una visione e, perché no, un sogno collettivo di rinascita»), alla fine sgancia la V2: «Chi mi conosce sa che valore abbiano i diritti civili per me: su questo non mi soffermo. Dico solo che Roma Capitale non deve lasciare indietro nessuno». Ora i romani si sentono molto più tranquilli.
[16 giugno 2020]

Maestre di vita
Titolo dal Giornale: «Un figlio con l’allievo 13enne. Sei anni e mezzo alla maestra». Vorrebbe dire che era precoce ma anche asino: le maestre insegnano ai bambini fino agli 11 anni. (Infatti il testo spiega che la «maestra» rimasta incinta era in realtà un’infermiera che impartiva al ragazzino lezioni private di inglese).
[2 giugno 2020]

Pellegrinaggi riprovevoli
Pare che visitare il santuario di san Giovanni Paolo II sia, secondo l’arcivescovo di Washington, «un atto “riprovevole”», così almeno assicura Avvenire. Che ne riferisce il motivo: il pellegrino si chiamava Donald Trump.
[3 giugno 2020]

Papale papale
Sul progetto di legge che introduce una nuova fattispecie di reato contro le discriminazioni omotransfobiche, lo stesso Avvenire intervista l’ex ministro Maurizio Lupi. Il quale dichiara: «Siamo sicuri che c’è bisogno davvero di una nuova legge per affermare principi che il Papa ha tante volte sottolineato, e in cui tutti noi ci ritroviamo?». A parte il «c’è» al posto di «ci sia», che c’entrano i principi del pontefice? La legge è in discussione nello Stato italiano, non in quello vaticano .
[13 giugno 2020]

La grandine nel vigneto
Dalla pagina Facebook della Regione Veneto: «Grandine sul vigneto veneto, ma andrà bene». Ora si confida nell’alluvione.
[8 giugno 2020]

Aldo.9
Nella sua rubrica Malebolge su Avvenire, lo scrittore Aldo Nove cita i Kraftwerk, gruppo musicale tedesco, e la loro canzone Computer World, uscita «giusto quarant’anni fa», e con un’arzigogolata espressione precisa: «Era il primo anno della penultima decade dello scorso secolo e i computer domestici di là da venire». Sintassi a parte, il primo pc, il P6060, con tanto di lettore per floppy disk integrato, fu lanciato dalla Olivetti nel 1975. Nel 1977 nacque l’Apple II, ribattezzato personal computer, figlio dell’Apple I che Steve Jobs e Steve Wozniak avevano costruito l’anno prima nel garage di casa. Nel 1977 fu la volta del Commodore Pet, primo pc che integrava tastiera, schermo e memoria. I computer domestici risalgono perciò all’ultimo lustro della terz’ultima decade dello scorso secolo. Urge aggiornare l’Aldo.9.
[14 giugno 2020]

Gigioni
Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, rivolge un invito al premier Giuseppe Conte: «La smetta di gigioneggiarsi». Gigioneggiare («comportarsi da gigione», Zingarelli 2021) è un verbo intransitivo, pertanto non si vede come un gigione possa gigioneggiare sé stesso.
[13 giugno 2020]

Una brutta fine
Conclusione dell’editoriale di Vittorio Feltri su Libero: «Giuseppe Conte è in difficoltà e tutti i suoi sostenitori sono stanchi di appoggiarlo. Ignoriamo come andrà a finire, però non vi è dubbio che finirà male». Quindi non vi è dubbio che Feltri non ignora affatto come andrà a finire: male.
[17 giugno 2020]

De’ Balassone
Nella sua rubrica Onda su onda, su Repubblica, il critico televisivo Stefano Balassone cita «le inchieste alla stamina de’ Le Iene». Sono diventate nobili?
[17 giugno 2020]

Istruzioni per l’uso
Titolo dalla prima pagina dell’Osservatore Romano: «Con la mascherina non ci si vede allo specchio». Basta metterla sulla bocca.
[16 giugno 2020]

Giovanni il Di Battista
Emilio Giannelli è un fuoriclasse. Ma se la cava male con le Sacre Scritture. In prima pagina sul Corriere della Sera disegna una vignetta in cui Salomè balla «La danza dei 5 stelle». Al tavolo imbandito siedono Beppe Grillo con la corona in capo, Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Vito Crimi, che sussurra all’orecchio di Grillo: «Ti ha richiesto la testa del Di Battista?». In realtà Giovanni il Battista non era certo invitato alla mensa di Erode Antipa: languiva in carcere, prossimo a essere decollato per ordine del tetrarca della Galilea, istigato da Salomè.
[17 giugno 2020]

Il sciur Mattarella
Secondo Alessandro Gonzato, che lo scrive su Libero, Annalisa Malara, l’anestesista che il 20 febbraio a Codogno diagnosticò il Covid-19 sul cosiddetto paziente uno, «il 2 giugno è stata insignita dal presidente della Repubblica del premio “Rosa Camuna”». Non sapevamo che Sergio Mattarella fosse stato declassato a governatore della Lombardia (è questa Regione ad attribuire il premio Rosa Camuna). In realtà il capo dello Stato ha insignito la dottoressa Malara dell’onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica italiana.
[13 giugno 2020]

I piccoli scrivani
Giovanni Valentini sul Fatto Quotidiano si dichiara contrario al piano predisposto dal gruppo Gedi (Repubblica, Stampa, Espresso e varie testate locali) che introduce le docking station: i redattori si connettono da casa al sistema editoriale, rispettando così il distanziamento imposto dalle norme antivirus. La ragione? «Se il paragone non appare blasfemo, la scrivania per un giornalista è come l’altare per il sacerdote: la tavola su cui si celebra il rito quotidiano di informare i cittadini, mediando tra le fonti più o meno ufficiali e la comunità dei lettori. Togliere quel supporto e quel rifugio psicologico a un redattore equivale a togliere la conchiglia alla chiocciola». Ma uno che scrive dalla propria abitazione sta seduto per terra?
[13 giugno 2020]

Accelerare frenando
Titolo da Repubblica: «Consumi, traffico e spesa. Si riparte, ma in frenata». Si accelera ma rallentando. Vanno riscritte le leggi della dinamica.
[10 giugno 2020]

Chávez uno e trino
Statistica su come i quotidiani hanno scritto Hugo Chávez nelle edizioni di martedì: Chavez senza accento 84 citazioni, Chávez con accento acuto 39, Chàvez con accento grave 1. Così, giusto per porre l’accento sull’uniformità di scrittura della stampa italiana.
[16 giugno 2020]

Azzardi
Titolo dell’editoriale di apertura in prima pagina su Avvenire: «Un azzardo di ri-azzardo». L’occhiello vorrebbe essere esplicativo: «Slot, bingo, scommesse: rischio doppio». Tutto chiaro.
[16 giugno 2020]

Misure di sicurezza
Dal Giornale: «A Gardaland per fronteggiare l’emergenza coronavirus sono state adottate le più sorprendenti misure. Si accede normalmente dall’ingresso principale». Ma no!
[15 giugno 2020]

Incontri ravvicinati del terzo tipo
Titolo di apertura sulla prima pagina del Manifesto: «Conte e la pm, tre ore “tranquille”». Nessuna avance.
[13 giugno 2020]

La Banda dei Quattro, anzi dei Tre
«Sanità privata in mano alla Banda dei Quattro», titola in prima pagina Il Fatto Quotidiano. «Rotelli, Rocca Angelucci e De Benedetti si spartiscono il business della cliniche», si legge nel testo sottostante. In realtà, si tratta di Rotelli (gruppo ospedaliero San Donato), Rocca (istituto clinico Humanitas), Angelucci (gruppo San Raffaele Spa), De Benedetti (gruppo Kos), quattro famiglie appunto, non tre. L’errore è ripetuto nel titolo anche all’interno, per cui il lettore si convince che esista davvero una famiglia Rocca Angelucci. Il mio amico Cesare Marchi la chiamava «la virgola che uccide» e citava, a questo proposito, la risposta perfidamente sibillina dell’oracolo a un soldato in partenza per il fronte: «Ibis redibis non morieris in bello». Con una virgola dopo «redibis», il significato è: «Andrai tornerai, non morirai in guerra». Con una virgola dopo «non», diventa: «Andrai non tornerai, morirai in guerra». Sul Fatto la virgola ha ucciso due famiglie, ma in compenso ne ha fatto nascere un’altra con il doppio cognome.
[15 giugno 2020]

Boia di un killer
Titolone d’apertura sulla prima pagina del Giornale: «I nuovi boia di Indro». Nell’editoriale, Alessandro Sallusti scrive: «Era infatti giugno anche il mattino di 33 anni fa quando un commando delle Brigate Rosse gli sparò alle gambe». Per la verità era il giugno 1977, come ricorda lo stesso Sallusti poche righe prima, quindi 43 anni fa. L’attuale direttore del Giornale fa anche riferimento al «suo killer», forse per giustificare il titolone. Montanelli morì assassinato? È una novità assoluta.
[15 giugno 2020]

Gli esami non finiscono mai
Sommario da Repubblica: «Ora si attendono i riscontri del servizio zooprofilassi incaricato di analizzare le carcasse degli esemplari morti». Di quelli vivi sarebbe complicato.
[10 giugno 2020]

Letture equivoche
Anfibologie dalla Verità. A pagina 14, Antonio Brandi paventa i pericoli insiti nella proposta di legge Zan-Scalfarotto contro l’omotransfobia, che dovrebbe essere votata dalla Camera il prossimo mese: «L’arcivescovo cardinale di Valencia Antonio Cañizares Llovera è stato denunciato per aver preso posizione contro la diffusione dell’ideologia gender in una lectio magistralis». A Valencia si è tenuta una lectio magistralis per diffondere l’ideologia gender? A pagina 19, Giancarlo Saran, nel recensire la trattoria Ai Mediatori di Tombolo (Padova), dove si celebra il campione del ciclismo Giuseppe Beghetto, scrive: «Varcata la soglia con la bici che rimanda a Beghetto...». Si entra nel locale in bicicletta?
[13 giugno 2020]

Pronti? Via!
Titoli dalla Stampa: «“Lo stop agli investimenti non è ricatto, siamo pronti a ridurre i pedaggi liguri”». Pagina a fianco: «Ilva, il possibile ritorno dello Stato. Gualtieri: pronti a un intervento». Come le trippe: sempre pronte.
[26 maggio 2020]


Coltellate improprie
Rispondendo su Repubblica a un lettore che gli scrive a proposito di Giacomo Matteotti, assassinato dai fascisti nel 1924, Corrado Augias afferma: «Matteotti reagì, lottò con i suoi aggressori. Uno di loro lo finì a coltellate». Non è esatto. Fu ucciso con una lima da cantiere, non con un coltello. Mario Dumini, figlio di Amerigo Dumini, capo della Ceka (la polizia politica segreta di Benito Mussolini), nel 2001 mi raccontò così la fine del deputato socialista: «Mio padre diceva che era malato di Tbc e i pugni al petto gli provocarono uno sbocco di sangue. Fu soffocato dal suo stesso sangue, ecco. Poi qualcuno gli conficcò una lima sotto l’ascella». Ovviamente la testimonianza di Dumini ha un valore molto relativo. Senonché converge in parte con quella che raccolsi nel 1998 dalla viva voce di Matteo Matteotti, figlio del martire. Il quale mi raccontò che sua madre Velia nel 1926 scrisse alle autorità una lettera chiedendo che le venissero restituiti tutti i corpi di reato: gli effetti personali del marito e la falangetta di un dito. Fra questi, vi era anche la lima rinvenuta nella fossa scavata in località Quartarella, vicino a Riano, dove fu occultata la salma del parlamentare. L’utensile usato per il delitto finì invece allo squadrista Francesco Grifi, che aveva comandato la milizia in servizio durante il processo di Chieti, conclusosi con pene miti per tre dei responsabili del rapimento, fra cui Dumini, condannati per omicidio preterintenzionale. Altri tre furono assolti.
[9 giugno 2020]

Faccia da mascherina
Azzurra Barbuto su Libero: «Ogni dì esce fuori un nuovo modello di mascherina, l’ultima è iMask, made in Italy, dicono sia “eterna”, sul Corriere si legge che “ha un design che si fa notare e una capacità di protezione di alto livello”. Un modo per non passare inosservati e, allo stesso tempo, per salvarsi il culo». Alla faccia.
[14 giugno 2020]

Andare in villa
Villa Doria Pamphilj, sede ufficiale di rappresentanza del governo italiano nella quale il premier Giuseppe Conte ha inaugurato a Roma i cosiddetti Stati generali, domenica 14 giugno è stata ribattezzata dalla stampa nei seguenti modi: Villa Pamphilj (70 citazioni), Villa Pamphili (60), Villa Doria Pamphilj (14), Villa Doria Pamphilij (2). Molto polinesiana l’ultima forma.
[14 giugno 2020]

Decisionismo
Titolo d’apertura in prima pagina sul Messaggero: «Il Colle: servono atti concreti». E pensare che eravamo tutti in attesa di quelli astratti.
[14 giugno 2020]

Sopra Conte
Titolo dal Fatto Quotidiano: «Il Pd si riunisce su Conte». Solo posti in piedi.
[8 giugno 2020]

Berlusconi è fisicamente presente
Gianluca Roselli scrive sul Fatto Quotidiano che Silvio Berlusconi «fisicamente è ancora nella villa della figlia Marina in Costa Azzurra». Invece spiritualmente si sente già al Quirinale.
[11 giugno 2020]

Troppo Facile.it
Secondo Il Giornale, «da un’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta», al termine della reclusione coatta determinata dal Covid-19, «emerge che più di 35 milioni di italiani non vede l’ora di rivedere gli amici (80,4 per cento)». L’80,4 per cento della popolazione italiana corrisponde a 48,2 milioni di persone, non 35 milioni. Se poi il riferimento fosse alla sola fascia di popolazione considerata adulta dall’Istat (dai 15 anni in su), essa conta 52,4 milioni di individui. Quindi, a non vedere l’ora di frequentarsi sarebbero in ogni caso 42,1 milioni di italiani, non 35 milioni. Conclusione: non può che trattarsi di un’indagine troppo Facile.it.
[2 giugno 2020]

Immunità di gregge
Quotidiani che nella giornata di giovedì hanno scritto «plexiglass» anziché «plexiglas»: 4 (Giornale, Messaggero e Repubblica nelle edizioni di Firenze e Bari). L’immunità di gregge comincia a funzionare.
[11 giugno 2020]

Titoli riusciti
Titolo da Libero: «“La magistratura è contagiata. E non riuscirà curarsi da sola”». Nel frattempo la preposizione «a» è morta.
[1 giugno 2020]

Un peón che ne vale tre
Titolo a tutta pagina dal Giorno: «Dalle giravolte in Senato al riciclaggio. Le vite dell’ex peones De Gregorio». Vabbè che è corpulento, ma resta uno solo, quindi un peón, al singolare.
[4 giugno 2020]

Procreazione graduale
Dal sito del ministero della Salute: «I trattamenti per la Procreazione Medicalmente Assistita, sospesi a marzo per l’emergenza #Covid19, possono gradualmente riprendere». La gradualità in che cosa consisterà? Si comincia dai preliminari e poi si passa alla provetta?
[11 maggio 2020]

Puntini di vista
Chissà perché su Repubblica a pagina 1 i migranti che hanno chiesto la sanatoria sono 9500, senza punto, e a pagina 2 diventano 9.500, con il punto. Considerato che le due pagine sono sullo stesso foglio, una davanti e l’altra dietro, non potevano mettersi d’accordo?
[10 giugno 2020]

Morire in anni diversi
Il Corriere Torino intervista Enrico Marenco, 85 anni, ex capocronista della Gazzetta del Popolo. Nell’attacco si legge che il giornale «ha cessato le pubblicazioni nel 1983». Un articolo soprastante annuncia la scomparsa di Ito De Rolandis, cronista di nera e giudiziaria che alla Gazzetta del Popolo «ha lavorato per 20 anni sino alla chiusura del giornale nel 1981». Se ne deduce che Marenco fu per due anni capocronista di un quotidiano defunto. (Per la cronaca, è esatta la prima data).
[2 giugno 2020]

Tregua di Dio
Titolo da Avvenire: «Pd a Conte: tregua ma con avviso». Vi sono anche le tregue senza preavviso?
[7 giugno 2020]

First mica tanto
Rula Jebreal, che si definisce «giornalista di colore con varie nazionalità, che è nata musulmana, con una figlia cattolica e un marito ebreo», firma sulla Stampa un vibrante editoriale in cui scrive fra l’altro: «Lo slogan di Trump “America first” è ripreso anche in Italia con “Prima gli italiani”». Duole deluderla, ma lo slogan non è di Donald Trump, che lo ha semplicemente adattato in modo quasi impercettibile. Esso ebbe origine negli Stati Uniti. Nacque negli Stati Uniti contro la politica interventista del presidente Franklin Delano Roosevelt. Se ne trova traccia per la prima volta sul Corriere della Sera in una corrispondenza da New York, datata 24 aprile 1941: «La più grande manifestazione antibellicista si svolgerà in serata in uno dei maggiori teatri di Nuova York sotto gli auspici della nota associazione “American First”». Per la cronaca, l’American first committee nacque alla Yale University nel 1940 per opporsi all’ingresso degli Usa nella Seconda guerra mondiale. Ne era portavoce il colonnello Charles Lindbergh, padre del piccolo Charles August, 2 anni, rapito e ucciso nel 1932. Quel 24 aprile 1941 il colonnello Lindbergh tenne il discorso nel raduno annunciato dal Corriere.
[7 giugno 2020]

Onda anomala
Stefano Balassone, critico televisivo di Repubblica, nella rubrica Onda su onda scrive: «Qual’è il ghost di Giletti?». Consiglierei meno tv e più grammatica.
[ giugno 2020]

Avanti e indietro
Avvenire riporta in un titolo questa frase del vescovo di Brescia, Pierantonio Tremolada: «Non lasciamo più indietro nessuno». Prima invece sì?
[3 giugno 2020]

Anfibologie
Titolo dell’editoriale di Vittorio Feltri su Libero: «Il fisco genera l’evasione, non i contanti». Trattasi di anfibologia: il fisco non riesce a generare i contanti oppure i contanti non generano l’evasione? Nel dubbio, ti tocca leggere il testo. Diavolo di un direttore!
[10 giugno 2020]

Plexiglass in calo
Quotidiani che nella giornata di mercoledì hanno scritto «plexiglass» anziché «plexiglas»: 10 (in netto miglioramento rispetto ai 39 di martedì). Incluse le edizioni locali: 17. Record di citazioni: La Stampa con 6. La Verità titola: «La Azzolina insiste con il plexiglas ma non è portata per la materia». In realtà il ministro dell’Istruzione insiste con «plexiglass». E comunque, impartita da un quotidiano che dal 1° aprile e fino a domenica scorsa ha usato la stessa forma sbagliata per ben 25 volte, la reprimenda fa un po’ sorridere.
[10 giugno 2020]

Buonanotte, professore
«Bracconi non è un credente, è un cattolico come tutti noi italiani (ha ancora ragione Croce, riconosce) e a lui non hanno tanto colpito le parole o le preghiere del Papa ma il fatto in sé: quest’uomo si è mosso, ha camminato per la città svuotata e ha posto al centro dell’attenzione del mondo la sua persona, il suo corpo, nel momento in cui il corpo era stato bandito dalla società, dalla convivenza civile», scrive Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano. Un esempio perfetto dell’espressione «a ruota libera», tacendo della sintassi (che, soprattutto per quel «a lui non hanno tanto colpito», non sembrerebbe all’altezza di chi conduce il programma Buongiorno professore su Tv2000 e si vanta d’essere nipote di un ex ministro della Pubblica Istruzione).
[5 giugno 2020]

Abbonarsi all’eternità
Pubblicità sul Foglio: «Scommettere sul futuro del Foglio si può: abbonati per i prossimi 10 anni». Il problema non è l’abbonamento, ma la polizza vita.
[26 maggio 2020]

A cura del Malato
Massimo Cacciari annuncia su Repubblica che «la Nuova Edizione commentata delle Opere di Dante è finalmente giunta alla Commedia». A un certo punto scrive: «E Malato con i suoi collaboratori “osano” esplicitare il problema – quasi sempre sottaciuto o ridotto ad arida questione metodologica». Lo stesso Malato, senza nome e senza alcuna qualifica, più avanti è citato altre cinque volte. La redazione ci mette una pezza nel titolo: «La nuova edizione delle opere del poeta, a cura di Enrico Malato». Si vede che per la redazione Cultura gli articoli del filosofo veneziano sono come i pelati De Rica per il gatto Silvestro: «Su Cacciari non si può».
[6 giugno 2020]


Azzolina di plexiglass
Quotidiani che nella giornata di martedì hanno scritto «plexiglass» anziché «plexiglas»: 39. Record di citazioni: Avvenire con 4. Errori più vistosi: La Repubblica e La Stampa, entrambe a pagina 6, titoli di apertura. In proposito, Lucia Azzolina, parlando del decreto Scuola, ha bastonato su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini: «Non hai letto il decreto (non è una novità), fai propaganda sulla sicurezza (non ci sarà nessuna gabbia di plexiglass). E non sai neanche come si scrive “plexiglass”. Essere bocciata da te è una promozione. Basta fake news, con la salute dei bambini non si scherza». Non desta meraviglia che la signora sia ministro dell’Istruzione.
[9 giugno 2020]

Servizio al tavolo
Il Manifesto titola d’apertura in prima pagina: «Ripresa, Conte invita tutti al tavolo». Meglio degli aperitivi serviti al banco.
[4 giugno 2020]

Venire al mondo
Sommario dalla Verità: «Il problema non è il colore della pelle degli stranieri, ma il mondo in cui vengono». Quindi il problema siamo noi o il mondo in cui raggiungono l’orgasmo?
[9 giugno 2020]

Dialoghi cinesi
Articolo della Verità su Hong Kong firmato da Gabriele Carrer: «Chi di dialogo con Pechino sono gli Stati Uniti, che valutano addirittura sanzioni, e i loro alleati». Cioè?
[29 maggio 2020]

Odifreddo
Piergiorgio Odifreddi in un articolo sulla Stampa parla della virologa «Maria Rita Gismondi». No, Odifreddo: si chiama Gismondo.
[8 giugno 2020]

Pronto? Ite missa est
Titolo da Libero: «Va in carcere per dire messa con 8 telefoni». Più che una messa, una conference call.
[8 giugno 2020]

Il motorino con il fiatone
Titolo dal Fatto Quotidiano: «La nonna è scatenata, festeggia la fine della quarantena con una corsa a perdifiato in sella al motorino elettrico». Non sapevamo che i ciclomotori avessero i polmoni.
[8 giugno 2020]

Liti di guerra
Titolo di apertura del Giornale: «È guerra civile per andare in vacanza». Poi però nel sommario di legge: «È lite con la Sardegna». Derubricato il conflitto armato nello spazio di due righe. Meno male.
[28 maggio 2020]

Avvenire mesto
Titolo dalla prima pagina di Avvenire: «Morire in un non-luogo di invisibilità». ’na fatica.
[3 giugno 2020]

Morti per dovere
La lapide scoperta a Codogno il 2 giugno, in occasione della visita di Sergio Mattarella, fotografata in prima pagina sulla Repubblica, reca questa iscrizione: «Il Presidente della Repubblica A ricordo dei caduti del Covid-19». Trascurando la «a» maiuscola, dicesi «caduto», secondo lo Zingarelli 2021, «chi è morto in combattimento o nell’adempimento del proprio dovere». Non risulta che i morti abbiano contratto il coronavirus al fronte o mentre difendevano la patria, né che siano stati sepolti nel Sacrario di Redipuglia o nell’Ossario del Pasubio.
[2 giugno 2020]

Le voci di dentro
Conclusione dell’editoriale del direttore Maurizio Molinari su Repubblica: «Sono le voci di un Paese che ancora crede nei principi della Costituzione e percepisce il razzismo come la più temibile minaccia ma è in cerca di leader capaci di unirla». O la Costituzione ha bisogno dell’Attaccatutto o il Paese è diventato trans.
[8 giugno 2020]

Aloha!
Secondo Ferruccio Sansa del Fatto Quotidiano, che cita il Guardian del giorno prima, l’osservatorio di Mauna Loa si troverebbe in Florida. Ora, a parte che il Guardian non ne parla, Mauna Loa trovasi alle Hawaii. Pur trattandosi di un vulcano, difficilmente riuscirebbe a proiettarsi fino a Miami, che dista quasi 7.700 chilometri in linea d’aria.
[8 giugno 2020]

Ogni riccio un capriccio
Da un titolo della Verità, in stile Jimi Hendrix: «A Mattarella si sono arricciati i capelli nel leggere gli atti del governo». Bei tempi quando si rizzavano.
[8 giugno 2020]

Tempo zero
«L’anestesista premiata dal Colle. “Ora facciamo tutto in tempo zero”», titola il Corriere della Sera. Dopo il paziente uno e il tempo zero, è in arrivo l’economia sottozero, un attimo di pazienza.
[5 giugno 2020]

Gran volta
Incipit di un articolo a firma Antonio Monda sulla Stampa: «La prima volta che ho visto Cate Blanchett è avvenuto sullo schermo». Io speriamo che me la cavo.
[7 giugno 2020]

Esportiamo plexiglass
Dopo aver riferito in questa rubrica che dal 1° marzo al 16 maggio la parola «plexiglass», in luogo della forma corretta «plexiglas» (con una sola esse: trattasi di marchio registrato dal 1949), è comparsa sui giornali italiani per ben 324 volte, ho il dispiacere di comunicare che venerdì scorso è riapparsa nei titoli di Corriere della Sera, Repubblica e Stampa. Sabato era di nuovo su Corriere, Repubblica e Stampa, a tutta pagina sul Fatto Quotidiano, sulla Gazzetta dello Sport, su Avvenire, sul Giornale, sul Giorno, su Libero, in prima pagina sulla Verità (ripetuta 10 volte all’interno) e sul Manifesto (ripetuta due volte all’interno), sul Secolo XIX (tre volte) e persino sul New York Times (pagina 16). Domenica altri 60 «plexiglass», fra cui uno in prima pagina su Repubblica e un altro sul Times di Londra (pagina 14). Il made in Italy ha vinto.
[7 giugno 2020]

Più grande di grande
Sommario dall’Espresso: «È chiaro che non ci si può più basare soltanto sulle “eccellenze” delle grandi metropoli». Devono essere davvero immense.
[31 maggio 2020]

Morto che non cammina
Frase conclusiva di un articolo di Walter Veltroni sul Corriere della Sera: «Non si rimette in piedi, non dimentichiamolo mai, un paziente morto». Terremo presente.
[6 giugno 2020]

Frena che si riparte
Titolo da Avvenire: «Anche Napoli e la Campania ripartono col freno a mano tirato». La trazione integrale fa miracoli.
[4 giugno 2020]

Se ne vanno sempre i Miglioranzi
La Verità dedica un servizio all’inchiesta giudiziaria sulla ’ndrangheta a Verona, culminata con 23 arresti e 3 misure cautelari, nel quale si legge: «L’ex sindaco Flavio Tosi è invece accusato di concorso in peculato in relazione alla distrazione di denaro da parte dell’ex presidente della municipalizzata dei rifiuti Amia, Andrea Migliori, anch’esso indagato». In realtà si chiama Miglioranzi ed è agli arresti domiciliari. Il direttore della Verità avrebbe dovuto accorgersi dell’errore, visto che Miglioranzi il 1° aprile 2017 lo presentò a Verona per un dibattito sul tema «Migratopoli, i costi dell’immigrazione» e, meno di due mesi dopo, sul medesimo giornale ebbe l’onore di un’intervista nientemeno che sulla raccolta delle immondizie in Africa. Se ve vanno sempre i Miglioranzi. Restano i Migliori.
[5 giugno 2020]

A tutto gas
Titolo dal Manifesto: «Più fagioli meno gas (serra)». Mai parentesi fu più cautelare.
[28 maggio 2020]

La testa della ministro
Adriano Sofri racconta sul Foglio: «Non sapendo niente della ministro Azzolina, ho guardato in rete, curriculum scolastico, carriera politica, polemiche giornalistiche». Deve esserne rimasto soggiogato, a giudicare da quel «della ministro». Poi spiega che è stato «attirato dal link: “Immagini-Lucia Azzolina fisico”. Non avevo mai trovato una dicitura simile, me la sarei aspettata, tutt’al più, nel caso di “Carlo Rovelli, fisico”. Ma non si trattava di quello. Nella pagina suddetta, il cui estremo è peraltro una fotografia di Azzolina in costume da bagno al mare, c’è un altro riquadro, intitolato: “Ricerche correlate”, con i link corrispondenti: “Lucia Azzolina gambe”, “Lucia Azzolina piedi”». Non si comprende lo sconcerto di Sofri: pensava di trovarci “Lucia Azzolina testa”?
[4 giugno 2020]

Vietato ai minori
Titolo dal Giornale: «Decapitata dal padre a soli 13 anni». A 18 era più accettabile?
[28 maggio 2020]

Indovina chi non viene a cena
«Da qualche anno, il mio amico Roberto Gervaso si era trasferito a Milano. E questo aveva cambiato in maniera sostanziale le nostre assidue frequentazioni romane, quasi sempre a delle cene con altri amici a casa sua», scrive Enrico Vanzina sulla prima pagina del Messaggero. In effetti è difficile organizzare su Skype le cene fra amici.
[4 giugno 2020]

Non sono più io
Titolo dalla prima pagina di Libero per l’ultimo articolo scritto da Roberto Gervaso: «“Non sono più se sono vivo o morto”». Ei fu.
[3 giugno 2020]

Orate Fratus
Tiziano Fratus sulla Verità: «È trascorso l’intero inverno. Da quell’incontro col pugno di sangue che lo aveva riportato ai ricordi di una vita estinta». «Mentre supera la carcassa di un cervo con le budella sparse per metri e metri, probabilmente sbranato da un lupo di passaggio, si chiede se il suo tornare da lei non sia in qualche modo legato a un desiderio sessuale». «Dalla porta esce aria cattiva. Lo sente che c’è puzza di carne marcia. Un tanfo che a tratti lo investe e quasi lo fa svenire. Inizia a temere il peggio». «Il puzzo è talmente intenso che si deve fermare più volte per non farsi vincere dall’istinto di vomitare. Quando il suo corpo è dentro la vede, lì, appesa per il collo. La donna è morta. La sua carne gonfia e putrescente. Irriconoscibile. La riconosce grazie ai soli abiti che indossa, e la statura che coincide con quel che ricorda. Dalla bocca esce la lingua, un getto viola, polposo». Pulp fiction. Inviare la sceneggiatura a Quentin Tarantino per il sequel.
[31 maggio 2020]

Gender
Corrado Augias su Repubblica: «Se fossimo in grado di recepire almeno questo insegnamento i sacrifici e le vittime non sarebbero state invano». Sbagliato. Quando i soggetti sono di genere diverso, il verbo si pone al maschile, quindi «sarebbero stati». (Ovviamente Augias conosce benissimo le regole di concordanza dei verbi. Ma chi è incaricato di «passare» i suoi testi no).
[4 giugno 2020]

Intolleranze
Titolo di apertura dell’Osservatore Romano: «Il razzismo è un peccato che non può essere tollerato». Restiamo in attesa dell’elenco dei peccati che sono tollerati.
[3 giugno 2020]

Lo sblocco che sblocca
Titolo di prima pagina sul Fatto Quotidiano: «Sblocca-cantieri: al commissario sbloccati 60 mln». Considerato il nome del decreto, sarebbe stata una notizia se fossero stati bloccati.
[4 giugno 2020]

Coraggio, si riparte
Titolo da Avvenire: «Riparte l’Italia del coraggio». Alla luce degli atti di eroismo di medici, infermieri e volontari durante l’emergenza coronavirus, diteci quand’è che s’era fermata.
[3 giugno 2020]

Voli aerei
Titolo da Libero: «Stop degli Usa ai voli aerei dalla Cina». Per i voli subacquei sono invece in corso ulteriori prove di certificazione.
[4 giugno 2020]

Il Sole 23 Ore e mezza
Dal sito del Sole 24 Ore. Titolo: «Tamponi a 10 milioni di abitanti, 0 positivi: Wuhan ha sradicato il coronavirus». Testo: «Tamponi a tutti gli 11 milioni di abitanti di Wuhan in dieci giorni». Un milione in più nello spazio di quattro righe. Notizia sottostante: «Oms, il virus è diventato meno patogeno». Clicchi sul titolo e leggi: «Oms: il virus non è diventato meno patogeno». Andrebbe ribattezzato Il Sole 23 Ore e mezza.
[2 giugno 2020]

Tavolo di distanziamento
La Repubblica intervista il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, sul ritorno in aula a partire da settembre. «Ma come garantirete il distanziamento?», chiede la giornalista. Risposta: «Giovedì ci sarà un tavolo a Palazzo Chigi». Basterà che gli alunni siedano ai due lati opposti, come nelle dimore patrizie al momento dei pasti?
[2 giugno 2020]

Geografia
Maicol Mercuriali annuncia su Italia Oggi il debutto dell’executive Cessna Caravan 208 con motore elettrico, il più grande al mondo (9 posti) a emissioni zero, e scrive: «Il volo di prova si terrà negli Stati Uniti, sul lago Moses vicino a Washington». Speriamo che abbia autonomia sufficiente per arrivarci. Infatti il lago Moses dista 3.500 chilometri da Washington, essendo ubicato nello Stato di Washigton, che non c’entra nulla con la capitale, situata nel Distretto di Columbia.
[28 maggio 2020]

Un due tre
Dai titoli di un’edizione del Fatto Quotidiano: «Gol, plusvalenze e scambi». «Opacità, imperizia, propaganda». «Briatore, Casini e Montezemolo». «Plusvalenze, maglie e tifo». ...e continuavano a chiamarlo Trinità.
[29 maggio 2020]

Ti rovinaro
Titolo dalla Verità: «L’Eurogruppo ti rovinara la vita? Tanto è impossibile fare ricorso». Al dizionario di sicuro.
[29 maggio 2020]

La biblioteca è chiusa in biblioteca
Serenella Bettin sul Giornale: «Nella biblioteca di Mirano, un comune alle porte di Venezia, la biblioteca è chiusa al pubblico». Ma no!
[30 maggio 2020]

Nero su bianco
Editoriale in prima pagina del direttore del Giornale: «Almeno che non ci sia un refuso sulla firma Marco Travaglio». E verso la fine: «Siamo convinti che le decisioni politiche, almeno che palesemente truffaldine e illegali». Il fondo si apre con queste parole: «Roba da non crederci se non fosse scritto nero su bianco». L’hai detto. A meno che non ci sia un refuso sulla firma Alessandro Sallusti.
[1 giugno 2020]

Euro di sterline
Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano: «Ryan Hall e Paisley Hamilton, entrambi di 23 anni, hanno viaggiato da Hull a Peterboroug – 386 chilometri tra andata e ritorno – per mangiare il panino junk food più famoso del mondo. Una volta arrivati sul posto hanno trovato una fila di 30 macchine fuori dal ristorante. In tutto hanno perso 7 ore e speso 27 euro di sterline in benzina». Titolo: «La sai l’ultima? Notizie da collezione». Siamo d’accordo: «27 euro di sterline» possono stare solo in una barzelletta da collezione.
[1 giugno 2020]

Chiesa in uscita di testa
«La pandemia è una sfida per la Chiesa in uscita», titola L’Osservatore Romano. Anche per tutti gli altri che escono, come si vede ormai da mesi.
[1 giugno 2020]

Suspiria
Editoriale di Gabriele Romagnoli in prima pagina sulla Stampa. Titolo: «“Non posso respirare”». Occhiello: «Un copione già visto». Nei reparti anti Covid di sicuro.
[28 maggio 2020]

Dalla padella alla brace
Sul Giornale intervista con il virologo Carlo Federico Perno, direttore della Microbiologia all’ospedale Niguarda di Milano. Una sua frase è riportata nel titolo: «“Virus indebolito? No, cova sotto la brace”». Il sommario ribadisce: «Il virus non è cambiato, cova ancora sotto le braci». E pensare che una volta il fuoco covava sotto la cenere. Al prossimo incendio. (Al cronista va concessa l’attenuante generica di essere stato portato fuori strada da questa domanda dell’intervistato: «Lei s’intende di grigliate e brace?». Un virologo da barbecue).
[27 maggio 2020]

L’asso che spara
Titoli da una pagina di Avvenire: «La Ue cala l’asso da 750 miliardi». «“Questo è un bazooka più potente di quello ipotizzato». Decidetevi: o si gioca a poker o si gioca alla guerra.
[28 maggio 2020]

I leoni della movida
I quotidiani (nazionali e locali) e i periodici nella settimana appena trascorsa (24-31 maggio) hanno usato il sostantivo «movida» 1.142 volte. Dal 1° al 31 maggio lo hanno scritto 4.990 volte. Nello stesso periodo, hanno adoperato la cervellotica espressione «leoni da tastiera» 110 volte. Più che leoni, pappagalli. (Se gli spagnoli non avessero inventato la movida negli anni Ottanta, come se la sarebbero cavata i giornalisti italiani?).
[1 giugno 2020]

Augias c’entra e non centra
Corrado Augias su Repubblica risponde a un lettore: «Non centra l’impreparazione della scienza». Ovviamente Augias sa benissimo che il verbo centrare in questo caso non c’entra nulla (e infatti qualche riga più avanti scrive correttamente «c’entra»). Ma di sicuro c’entra chi è incaricato di «passargli» i testi e dovrebbe accorgersi degli svarioni.
[30 maggio 2020]

Non ho l’età
Secondo Corriere della Sera, Repubblica, Lastampa.it, Huffington Post, Liberoquotidiano.it, Fanpage.it, Tpi.it e decine di altri siti, la nota concertista e pianista Alice Severi, trovata morta nella sua casa a Domodossola, «si era fatta conoscere già quando aveva 7 anni: nel 1992 vinse il premio internazionale Stresa, dedicato ai giovani pianisti». Essendo nata nel 1987, in pratica vinse il premio due anni prima di partecipare al concorso.
[29 maggio 2020]

Verginità
Da un titolo della Verità dedicato a Lucia Azzolina: «Battuta su verginità al ministro, caos in Aula». Che vorrà dire? Che va restituita la verginità al ministro? Vasto programma.
[29 maggio 2020]

Comminare e irrogare
Matteo Matzuzzi sul Foglio: «Il professor Alberto Melloni, su Twitter, ha definito “enorme” la sanzione che il Papa ha comminato a Enzo Bianchi, priore emerito di Bose». Spiacente, ma le sanzioni s’irrogano. Sono i codici che comminano le sanzioni.
[27 maggio 2020]

Discorsi incomprensibili
Incipit della rubrica Malebolge di Aldo Nove sulla prima pagina di Avvenire: «Per quasi tutto ciò che concerne il dibattito politico, usiamo termini che spesso subiscono mutazioni tali usare da rendere il discorso incomprensibile, o di parte ma in senso quasi onirico: appoggiato cioè da accoliti “affezionati” a definizioni del significato plurimo quanto passibile di interpretazioni opposte. Ciò ha anche una certa funzione utilitaristica se non, mi verrebbe dire, quasi comicamente “salvifica”, per puntellare discorsi la cui identità è data proprio dalla residuale, sempre più residuale, valenza dei termini». Grazie per l’esempio di discorso incomprensibile.
[30 maggio 2020]

È tutto sporco
Titolo in prima pagina sul Giornale, parla l’avvocato Franco Coppi: «“Questa giustizia sporca fa paura anche a me”». Titolo accanto: «“Sporchi assassini”». La forza di Vim liquido, senza pietà contro lo sporco più sporco.
[28 maggio 2020]

Contagi e aiuti
Titolo dalla Gazzetta di Mantova: «Finora zero contagi, ma Fontana ci aiuti». A farli aumentare?
[28 maggio 2020]

Tiro a segno
L’articolo con cui Ezio Mauro ricorda su Repubblica il collega Walter Tobagi reca questo sommario: «Milano, quarant’anni fa: le Brigate rosse alzano il tiro. Uccidono il giornalista del “Corriere della sera”. Per i terroristi era diventato il simbolo della libertà di stampa». Più che altro il tiro andrebbe corretto: ad assassinare Tobagi non furono le Br, bensì la Brigata XXVIII Marzo.
[28 maggio 2020]

La signora Belpaese
Titolo per un intervento di Emma Bonino sulla prima pagina della Stampa: «Il potere di Ursula, Angela e Christine. Europa è donna, il Belpaese ancora no». Essendo sostantivo maschile, non gli resta che farsi operare a Casablanca.
[28 maggio 2020]

Sensibilità tellurica
Luca Telese sulla Verità: «Pasqualino Monti, presidente dell’autorità portuale di Palermo, ha appena terremotato i cantieri siciliani». La Valle del Belice, memore e riconoscente, pose.
[28 maggio 2020]

E la chiamano estate
Sul «motivo per cui i virus compaiono in autunno e inverno e scompaiono in primavera ed estate» duettano i giornalisti Paolo Viana e Antonio Gaspari su Avvenire. Il primo fa presente che il fenomeno «è largamente discusso dagli scienziati a livello mondiale». Il secondo osserva che «se l’ipotesi è esatta, l’epidemia causata dal nuovo coronavirus, al pari della Sars e dell’influenza, dovrebbe svanire in coincidenza con l’aumento della concentrazione di ozono nel corso della stagione estiva». L’attuale stagione climatica in India è calda e afosa (temperature medie di maggio a New Delhi: minima 26 gradi, massima 40), eppure il Paese asiatico figura al decimo posto nella classifica mondiale dei contagi da Covid-19. Come si spiega?
[27 maggio 2020]

Preferisco il paradiso
Il Fatto Quotidiano parla di Fca e dei finanziamenti garantiti chiesti allo Stato. Un titolino recita: «Un prestito da 6,3 miliardi e il paradiso». Che vorrà dire? Si deve presumere che il riferimento sia alla sede legale in Olanda, noto paradiso fiscale. Ma, scritta così, appare come un’ulteriore pretesa eccessiva. Nemmeno il premier Conte può dare il lasciapassare per il Regno dei Cieli.
[26 maggio 2020]

Sotto a destra
Sempre dal Fatto Quotidiano. Didascalia: «A sinistra, il ministro dell’Economia Gualtieri. Sotto, John Elkann». In realtà il presidente di Fca è a destra. Sotto sotto un’allusione?
[19 maggio 2020]

Virgole
Da un titolo di prima pagina del Foglio: «Il ministro dell’Economia, anticipa al Foglio il “piano di riforme” che l’Italia presenterà in Europa». Probabilmente contempla anche la riforma dell’uso della virgola fra soggetto e predicato verbale.
[27 maggio 2020]

Io confesso
Titolo dal Giornale: «Bocelli confessione choc: “Ho avuto il Covid”». Meno male, credevamo l’Aids.
[27 maggio 2020]

Via vai
Un’intervista del direttore generale dell’Agenzia del farmaco, Nicola Magrini, è uscita sulla Stampa con questo titolo: «“Via la sperimentazione anche in Italia. Un accordo per le cure a prezzi bassi”». Spiega Magrini nel testo: «A giorni speriamo possa partire la sperimentazione allo Spallanzani». Via la sperimentazione! Anzi, no, fatela tornare!
[22 maggio 2020]

Sottosopra
Sommario dal Fatto Quotidiano: «6,6 per cento. Investimenti. Il presidente Xi Jinping finanzia l’aumento delle spese militari: l’economia va sotto del 6%». Il 6,6 per cento sembrerebbe ancora sopra il 6.
[23 maggio 2020]

Attualità
Titolo da Repubblica: «“Sulle opere pubbliche una deroga temporanea alle regole attuali”». Titolo subito sotto: «“Imprese e privacy. Necessario mantenere gli obblighi attuali”». Un giornale che sta sulla stretta attualità.
[26 maggio 2020]

Impossibile capirlo
Frase dello scrittore Aldo Nove dalla rubrica Malebolge sulla prima pagina di Avvenire: «E che la morale non corroborata dalla Sapienza sia istinto o organizzazione dello stesso nel cerchio allargato della tribù e poi della società». Appropriato il titolo: «L’impossibile». Infatti la frase non può stare in piedi.
[26 maggio 2020]

S’è fermata la Terra
Titolo da Libero: «La Terra si riscalda pure da ferma». Aiuto, ha smesso di girare!
[27 maggio 2020]

Non fa una piega
Sommario dal Giornale: «Il Codacons denuncia prezzi in crescita per i beni essenziali. La tazzina tocca anche i 2 euro, la frutta cresce dell’8,4 per cento e una piega fino a due terzi in più». Conviene di più tenere la schiena dritta.
[20 maggio 2020]

Ma il boom no
Sommario dalla Verità: «Da Trump aiuti senza eguali all’economia, mail boom di disoccupati potrebbe costargli la rielezione». Diffidare sempre della posta elettronica.
[25 maggio 2020]

Quant’è bravo lei
Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, intervista il segretario generale dell’Onu, António Guterres. Prima domanda: «Lei ha recentemente lanciato un appello per la pace nel mondo colpito dalla pandemia. Un’iniziativa che ancora una volta si collega a quelle di Papa Francesco – da lei incontrato in Vaticano alla fine dello scorso anno e insieme al quale ha diffuso un videomessaggio – che non smette di chiedere la cessazione di ogni guerra. Lei ha detto: la furia del virus illustra la follia della guerra. Perché secondo lei è così difficile far passare questo messaggio?». L’importanza di dare del lei. È pronto per passare al voi.
[27 maggio 2020]

Corti metraggi
«La rivolta delle ragazze in “shorts”. “Combattiamo il pudore di Israele”», titola La Stampa. Nel testo, Francesca Paci spiega che a rimandare a casa «un gruppo di ragazze ree di sfoggiare jeans ritenuti troppo corti» è stato «Eitan Ginzburg, il primo sindaco israeliano dichiaratamente gay». Anche il primo a battersi contro la concorrenza sleale.
[26 maggio 2020]

Razzismo ortografico
Il ministero della Salute pubblica sul proprio sito una pagina in cui vengono smentite 65 false notizie che circolano sul coronavirus. All’undicesima si legge: «Si ricorda che le malattie possono fare ammalare chiunque indipendentemente dalla loro etnia». Di che razza sarà il Covid-19?
[10 maggio 2020]

La spina delle Sardine
Titolo da Repubblica: «La crisi delle Sardine. Santori stacca la spina». Se stacca anche la testa e la coda, può servirle in tavola.
[26 maggio 2020]

Ingerire Conte al posto dei barbiturici
Azzurra Barbuto su Libero: «L’idea di passare l’estate “in casa”, ovvero sul nostro territorio nazionale, non è affatto errata, ma il governo non può ingerire ancora nelle nostre esistenze». Un uso creativo del verbo intransitivo pronominale ingerirsi davvero duro da digerire.
[22 maggio 2020]

Non guardarmi: non ti sento
Titolo dalla Verità: « “Il governo non ascolta, ma ai sordi servono le mascherine trasparenti”». A che servono, se anche il governo è non udente?
[25 maggio 2020]

Che Modotti son questi
Scheda dal Fatto Quotidiano: «“Carlos” il nome di battaglia di Vittorio Vidali durante la guerra civile spagnola. Fu accusato di aver ucciso anche la moglie, Tina Madotti». Ma dotti proprio no, questi titolisti: si chiamava Modotti.
[11 maggio 2020]

Senza sentimento
Sommario dall’Osservatore Romano: «La noia è un sentimento-tabù il meno giustificato dei nostri sentimenti. Eppure è quello di cui meno riusciamo a sentirci responsabili». Cioè?
[25 maggio 2020]

Ci sono regole da preservare
Titolo dal Corriere del Mezzogiorno per un servizio in cui parla il proprietario del più famoso hotel di Positano: «Cinque (San Pietro): “Operativi dal 18 giugno, ora più che mai c’è da preservare i clienti d’élite”». Ci sarebbe da preservare anche la sintassi.
[7 maggio 2020]

Translavoratori
«L’emergenza umanitaria del lavoro sessuale», titola a tutta pagina Il Manifesto. La foto sottostante reca questa didascalia: «Claudia, 52 anni, donna trans e sex worker nel suo appartamento dove svolge piccoli lavori di sartoria». I famosi lavoretti.
[12 maggio 2020]

Sotto il vestito niente
Dal Giornale: «Ieri in collegamento al Summit, il patron del brand, Javier Goyeneche, ha lanciato il suo manifesto per cambiare la moda. Ripartendo dalle persone». Prima vestiva le bambole?
[21 aprile 2020]

Era con noi o no, eminenza?
Riferisce La Repubblica che il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Gualtiero Bassetti, ha salutato così il ritorno dei fedeli nelle chiese dopo i tre mesi di stop alle messe a causa della pandemia: «Non c’è dubbio, il Signore è tornato in mezzo a noi». Il Signore se n’era andato? È una novità assoluta. Forse sua eminenza non ha prestato attenzione al Vangelo letto nelle chiese proprio domenica scorsa, che riportava le ultime parole di Gesù: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Matteo 28, 20).
[25 maggio 2020]

Un fratino addosso
Si apprende dal Corriere della Sera che i 60.000 volontari della Protezione civile arruolati dal governo per controllare i luoghi a rischio di assembramento ed evitare la diffusione del Covid-19 «indosseranno un fratino con la scritta “assistenti civici”». Che cosa sarà il fratino? Dovendo escludere il ragazzo che si avvia a diventare frate, di scarsa portabilità, non resta che ipotizzare una dizione burocratica per designare la casacca o pettorina. Ma allora perché non scrivere che indosseranno una pettorina?
[25 maggio 2020]

Due passi sull’acqua
Titolo dalla Verità: «Agrigento, 400 migranti scaricati a due passi dalla riva». Questi maledetti adesso camminano pure sulle acque.
[25 maggio 2020]

Vigilianti
Titolo da Libero: «Assumono 60mila vigilianti per aumentare gli assembramenti». Saranno devoti di san Vigilio?
[25 maggio 2020]

Decollano le seconde case
Titolo dalla prima pagina dell’Eco di Bergamo: «Vacanze, volano le seconde case. E Ryanair riparte». Economy class nel tinello.
[22 maggio 2020]

L’economista dal risvolto umano
L’economista Alberto Alesina, morto prematuramente, era un grande. Ma vederlo fotografato a tutta pagina su Repubblica assiso in poltrona nel suo abito gessato, i pantaloni senza risvolto con l’orlo destro scucito, la stoffa che fuoriesce cadendo sul tallone e le scarpe con le punte rinforzate per difendere le suole dall’usura, me lo ha reso un gigante.
[25 maggio 2020]

La morte immortale
Commemorazione a firma dello scrittore Marcello Fois su Tuttolibri della Stampa: «La recente scomparsa di Franco Cordero ha tutti crismi dell’immortalità come capita agli eretici puri». Per la prima volta nella storia dell’umanità la morte diventa immortale.
[23 maggio 2020]

Sanzioni
In un editoriale sulla prima pagina del Manifesto, Alberto Asor Rosa prende in esame i destini al governo Conte: «Io penso che non esistano alternative fino alla fine della legislatura: quando con le nuove elezioni sarà sanzionata (ma sarà da vedere come, allora) quella che io chiamo la fine di un ciclo». Si potrebbe anticiparla inviando a Palazzo Chigi un vigile urbano con il blocchetto delle multe.
[24 maggio 2020]

Non c’è due senza tre
Titoli dal Fatto Quotidiano di venerdì 22 maggio: «Fame, repressione e disorganizzazione sanitaria». «Vitalizi, Yemen e festival canori». «Movida, asili, tavolini da bar». «Viaggi, parole e note». Lo chiamavano Trinità. Titoli dal Fatto Quotidiano di domenica 24 maggio: «Tamponi, contagi e isolati». «Fca, marchette e liti interne». «Giullari traditori, salsicce di figli ed Einaudi corrotto». «L’umana esistenza sospesa tra cielo e terra, speranza e fanghiglia». «Erdogan, Putin e la replica dello schema Siria in Libia». «Elicotteri, caccia e armi». «Polvere, fatica e Pasta party». ...continuavano a chiamarlo Trinità.
[24 maggio 2020]

Pechine
Sommario dalla Repubblica: «Pechino fa bene a concentrarsi sulla disoccupazione. Ora è il loro primo problema». La Cina ha due capitali?
[23 maggio 2020]

Toccato il fundo
Dalla Verità: «Un dulcis in fondo dagli orizzonti infiniti». Come quelli del latinotaliano.
[23 maggio 2020]

Pagare con i soldi
Sull’Arena parla il sindaco di Verona. Titolo: «Sboarina: “A oggi riusciamo ancora a garantire il pagamento dei fornitori, ma quando non ci saranno più i soldi non potremo farlo”». Deve aver studiato alla Bocconi.
[16 maggio 2020]

Al fianco della bara
Pubblicità sul Giornale: «Centro del funerale. Al vostro fianco, per aiutarvi». Non scomodatevi, ci arrangiamo da soli, grazie.
[18 maggio 2020]

Fassinate
Piero Fassino, già ministro ed ex segretario dei Democratici di sinistra, alle ore 9.45 del 20 maggio scrive su Twitter: «20/5/99 I terroristi delle Brigate Rosse assassinavano #MassimoDAntona. Docente universitario, amministratore pubblico, giurista. Lo ricordiamo con #EzioTarantelli e #EnzoBiagi uccisi per il loro impegno a rinnovare il diritto del lavoro e le tutele dei lavoratori». Individuato il padre di tutte le Sardine. (Enzo Biagi eventualmente si uccise da solo assolvendo per tutta la vita al dovere del lavoro. Infatti alle ore 23.23 è diventato Marco Biagi. Meglio tardi che mai).
[20 maggio 2020]

Riforma del calendario
Mauro Ferrucci, idolo delle discoteche, dichiara al Corriere del Veneto: «Un Capodanno, com’è stato quello del 18 scorso, non possiamo permettercelo tutti i giorni». Soprattutto perché Capodanno cade di norma il 1° gennaio.
[21 maggio 2020]

L’aumento che cala
Aggiornamento sul Covid-19 dal sito Avvenire.it: «Sempre in calo l’aumento di nuovi casi». Nessuna notizia dei morti che non sono più vivi.
[8 maggio 2020]

Discariche
Titolo d’apertura sulla prima pagina del Fatto Quotidiano: «Le Regioni scaricano medici e infermieri». Titolo sottostante: «Fiera, ora Bertolaso scarica Fontana: “Mi ha esautorato”». Cronache dello scaricabarile. Poi, in un sommario di pagina 9, all’ex capo della Protezione civile viene attribuita questa frase, a proposito dell’ospedale anti Covid-19 allestito presso la Fiera di Milano: «Sono sconcertato da come l’operazione si è evoluta, mi sono ammalato e di fatto poi esautorato». Se ne deduce che Bertolaso si è esautorato da solo. Miracoli della sintassi.
[21 maggio 2020]

Senti chi tifa
Sulla prima pagina della Libertà riflessione di padre Luigi Mezzadri, intitolata «Un Dio che soffre e tifa per noi». Un Padreterno in curva sud ci mancava.
[20 maggio 2020]

Oh yes!
Titolo dal Giornale: «Ok Ecofin al Programma Sure. È impasse sul Recovery Fund». Un ultimo sforzo: togliete «al», «è» e «sul» e sembrerà il Financial Times.
[20 maggio 2020]

Complimenti vivissimi
Sull’Osservatore Romano intervista di Francesca Romana de’ Angelis ad Andrea De Pasquale, già direttore dalla Biblioteca Palatina di Parma. Domanda: «Fu una stagione d’oro la tua direzione». Risposta: «Grazie per le tue parole!». Prego, grazie, scusi, tornerò.
[9 maggio 2020]

Ci è montato sopra?
Titolo dal Tempo: «Salvini tenta Renzi su Bonafede». Le famose pulsioni omoerotiche.
[8 maggio 2020]

Mani ex pulite
Il Corriere della Sera intervista il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini, coinvolto in una polemica per le frasi scottanti intercettate nell’ambito dell’inchiesta sul magistrato Luca Palamara. La pagina appare inspiegabilmente fra le 18 che recano la testata «L’emergenza sanitaria», con tanto di immagine del coronavirus (come le due pagine precedenti, del resto, dedicate alle mozioni di sfiducia contro il ministro della Giustizia). Non sono più i tempi di Mani pulite: urge l’igienizzante.
[20 maggio 2020]

La Cina è vicina vicina
La Verità scrive che un virologo francese, Didier Raoult, aveva previsto in un rapporto del 2003 «il rischio dell’apparizione di un nuovo agente patogeno, estremamente contagioso, per via respiratoria». «Le sue profezie ispirarono il laboratorio sinocinese a Wuhan», precisa il titolo. Poiché il prefisso sino- nelle parole composte indica il riferimento alla Cina, ora siamo sicuri: il Covid-19 è cinese cinese.
[20 maggio 2020]

Riscontri
Il Giornale sintetizza così, nel titolo, un’intervista con Elena Bonetti, ministro alle Pari opportunità e alla Famiglia: «Ho riscontrato nel governo difficoltà a trovare i soldi». È pronta per il dicastero della Ricerca scientifica.
[20 maggio 2020]

Du iu spik inglish
Didascalia dalla pagina Facebook di Repubblica: «Lei è Larize Nel e si prende cura il piccolo rinoceronte Mapimpi. Sono in un santuario per rinoceronti orfani, vittime del bracconaggio, a Mookgopong nella provincia di Limpopo, in Sud Africa». Peccato che sanctuary in inglese significhi «rifugio» e non c’entri nulla con Lourdes o Fatima.
[25 aprile 2020]

Meglio portarle via
Titolo dalla prima pagina del Corriere dell’Alto Adige: «Lavoratrici bloccate, affitta jet per portale in Italia». Si schianteranno contro una pagina web?
[20 maggio 2020]

Ed è subito Paese Sera
Piero Dallamano, fra i redattori di Mantova Libera dopo il 25 aprile 1945, è stato un giornalista che ebbe una certa fama ai tempi di Paese Sera. Ecco come lo ricorda Giovanni Pasetti, scrittore e capogruppo del Pd in Consiglio comunale, sulla Gazzetta di Mantova: «Mobilissimo e nobilissimo ingegno, non volle mai portare a termine un libro compiuto, forse perché restava convinto che il carattere epigrammatico degli articoli a cadenza continua meglio rappresentasse il confronto con un’epoca vitale e turbinosa, fatta di rapidi aggiornamenti e di altrettanto repentine cadute». Probabilmente Dallamano non volle imitare Pasetti, autore del romanzo A fuoco (fatuo, si suppone).

Premier non in gamba
Titolo dalla Verità: «Le balle di Giuseppi non hanno più gambe». Chissà come fa lo scroto a star su.
[19 maggio 2020]

Percentuali
Un titolo del Fatto Quotidiano spiega che la pandemia ha cambiato «le abitudini di consumo» degli italiani e che «solo il 40% circa tornerà nei locali come prima». Nel testo si legge che «solo il 35,2% andrà al ristorante con la stessa frequenza di prima». E cinque righe dopo: «Il 55% dichiara che andrà di meno al ristorante». Nella ressa di percentuali, nessuna traccia del «40% circa» enunciato nel titolo. Avanti così e il 100% smetterà di leggere i giornali.
[17 maggio 2020]

Il rischio di arricchirsi
Prima pagina della Verità, titolo di apertura: «I soldi ai lavoratori non arrivano, ai Benetton e agli Agnelli invece sì». Sommario esplicativo: «In centinaia di migliaia stanno ancora aspettando la cassa integrazione, ma intanto l’ex Fiat (con sede fiscale all’estero) e Autostrade (quella del ponte Morandi) rischiano di vedersi erogare rispettivamente 6 e 2 miliardi». Rischiano? Sai che gara per correre un pericolo simile.
[19 maggio 2020]

Calvo capelluto
Anticipazione dalla pagina Facebook del Foglio: «Parla Franco Cardini. “Mi si drizzano i capelli a pensare che una storia nobile si sia ridotta a Salvini”». Essendo Cardini il sosia di Yul Brynner, dev’essere davvero indignato.
[15 maggio 2020]

Grandi numeri
Dalla Gazzetta di Mantova: «In seconda posizione il Foggia che porta allo stadio 5.050 spettatori pur essendo una città che raggiunge e supera i 500.000 per l’1% di media». Allora allo stadio ne porta soltanto 1.500, perché gli abitanti di Foggia sono 150.000.
[14 maggio 2020]

Porzioni di sé
Dalla rubrica Malebolge di Aldo Nove su Avvenire: «Tutto è infatti potenzialmente comprabile assunti i crismi del sistema parareligioso del Mercato come escatologia rovesciata nell’immediato, e tutto diventa legittimazione “visibile” del maggior valore di “Sé” laddove lo si può semplicemente acquistare, “in porzioni”». Da prendere a piccole dosi.
[9 maggio 2020]

Trucco mascherato
Titolo dalla prima pagina del Fatto Quotidiano: «“Da liberi? Spaghettate, stadio e rossetto senza mascherine”». In effetti darsi il rossetto sopra la mascherina sarebbe complicato.
[26 aprile 2020]

Brutti incontri
Titolo dal Giornale: «Ferguson lascia la task force per gli incontri vietati». Bei tempi quando il lavoro delle forze speciali lo faceva Cupido.
[8 maggio 2020]

Botta di inculturazione
Titolo dalla prima pagina dell’Osservatore Romano: «Interculturalità o inculturazione?». A orecchio, sembra meno insidiosa la prima.
[9 maggio 2020]

Scoperte
Polemica fra il ministero della Salute e Report circa un piano pandemico che esisterebbe dal 2003, quando comparve l’influenza aviaria, e che sarebbe stato riciclato per il Covid-19. Il Fatto Quotidiano informa che l’ex direttore della prevenzione del ministero della Salute, Ranieri Guerra, oggi direttore aggiunto dell’Oms, ha smentito le accuse e aggiunge: «Il giornalista Giulio Valesini ha deciso così di verificare. Per farlo, si è rivolto a uno sviluppatore di software e ricercatore affiliato all’Università di Amsterdam, che ha analizzato il file con un software specifico ed è riuscito a risalire a quello che era online nel 2006. Ne ha poi analizzato i metadati: “Scopriamo - spiega - che il file risale al 2006, e che anche nelle versioni precedenti del ministero della Salute c’era sempre un link che riportava allo stesso. E, andando indietro nel tempo, scopriamo che la prima volta che il sistema automatico di archivio lo ha osservato era nel 2006. E il file è sempre lo stesso”». E occorreva andare fino ad Amsterdam per scoprire che un file del 2006 è del 2006?
[18 maggio 2020]

Misuratele la febbre
Nuova memorabile uscita di Jole Santelli, presidente della Regione Calabria, la stessa che, interrogata dalle Iene su che cosa fosse l’Isis, ha risposto: «Il controllo da parte di Obama nei confronti del terrorismo internazionale». Adesso, ignara che esiste la termoregolazione, in un’intervista rilasciata a Sky Tg24 sulle misure contro il Covid-19, si è scagliata contro l’uso del termometro su chi accede a uno stabilimento balneare: «Misurare la febbre a 40 gradi all’ombra? Di cosa stiamo parlando? Con 40 gradi all’ombra chi non avrà 37 gradi di temperatura corporea?». Qualcuno la informi che l’acqua bolle a 100 gradi e l’angolo retto a 90.
[18 maggio 2020]

Perseverare autem diabolicum
Si notifica che La Repubblica è tornata a scrivere «plexiglass» in luogo di «plexiglas» anche oggi. Per ben quattro volte.
[18 maggio 2020]

Stranieri anche nei boschi
Titolo della Verità a un racconto dello scrittore Tiziano Fratus: «Occhi di straniera nel bosco degli eremiti». Catenaccio: «Non si sa mai chi si incontra in certi posti. Come la bella donna dai lunghi capelli bianchi, segno di una decorosa anzianità, che vive in una baita finora disabitata. Forse sudamericana. Con un iride chiaro e l’altro nero che fissano con rabbia e orgoglio». Ecco che succede a non fermare gli sbarchi dei clandestini.
[17 maggio 2020]

Gender
Titolo da Libero: «Aisha è pericolosa: fa da ventriloquo al jihad». È diventata pure trans?
[14 maggio 2020]

Pausa pranzo
Avvenire racconta che «in Iran stanno riscuotendo ammirazione le cosiddette “corona-dame”, ossia le volontarie che lavano i corpi delle vittime del Covid-19 nella città di Qom». Secondo la tradizione islamica, «prima della sepoltura, il defunto deve essere lavato tre volte e avvolto in un sudario bianco». Le pie donne «assicurano il lavoro 24 ore su 24, usando invocazioni e canti religiosi per sostenersi a vicenda». Ma non sono sole, specifica il quotidiano dei vescovi: «Al seminario sciita di Mashhad, i futuri ayatollah lavano i corpi durante la pausa di pranzo». Sopra tutto Infernet Branca.
[17 aprile 2020]

Camere a glass
Il Plexiglas (con una sola «s») è un marchio registrato, al pari di Aspirina, Eternit, Lycra, Meccano, Post-it, Rimmel, Teflon e molti altri, entrato nell’uso comune fin dal 1949 con il significato di materia plastica utilizzata al posto del vetro. Le misure di profilassi contro la pandemia da Covid-19 lo hanno reso popolarissimo come plexiglass (con due «s»). L’ultima citazione in un titolo ieri su Repubblica, a pagina 5. Ecco la classifica dei quotidiani che, nel periodo 1 aprile-16 maggio, hanno utilizzato questa forma sbagliata sia nei titoli che nei testi: Corriere della Sera 60 volte, Il Messaggero 53, La Repubblica 37, Il Giorno 32, Il Resto del Carlino 26, Il Giornale 24, Avvenire 19, Corriere Fiorentino 18, Il Sole 24 Ore 17, Il Foglio 17, Libero 16, Corriere del Veneto 16, La Stampa 12, Italia Oggi 10, La Nazione 10, Corriere dell’Alto Adige 9, Corriere del Mezzogiorno 9, Il Fatto Quotidiano 8, La Gazzetta dello Sport 7, Il Tempo 3, Il Mattino 2, Mf 1. Totale delle citazioni, comprese edizioni secondarie, testate locali, settimanali e periodici: 324. Questa stampa è una camera a glass.
[16 maggio 2020]

Pellino al confino
Rino Pellino, corrispondente della Rai da Berlino, intervista per il Tg1 il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, che per tutto il tempo del colloquio tiene entrambe le mani in tasca, chiaro segno di alta considerazione per l’interlocutore. Domanda del giornalista: «La Germania oggi ha annunciato la riapertura dei confini con Svizzera, Austria e Francia, non con l’Italia. L’Italia rischia quindi di essere tagliata fuori dai flussi turistici?». Risposta di Maas: «Abbiamo fatto accordi con i Paesi direttamente confinanti». Traduzione: Pellino, ripassati la geografia.
[13 maggio 2020]

Stesse, quasi simili
In un articolo per il centenario della nascita di Karol Wojtyla, che Repubblica riprende dall’Osservatore Romano, Mikhail Gorbaciov scrive: «Quando il nostro incontro si è svolto, ho detto al Papa che nelle sue e nelle mie dichiarazioni si trovavano spesso le stesse parole, che comunque erano simili». Talmente simili da essere le stesse.
[17 maggio 2020]

Extra large
Poderoso editoriale (lo dico da fratello di bilancia) a firma di Giuliano Ferrara sulla prima pagina del Foglio. Titolo: «Care compagnie aeree, uscire dalla pandemia migliori sarà difficile, ma sperare di essere più comodi sì. Dopo il low è il momento del large!». Ciccero pro domo sua.
[16 maggio 2020]

Il vicepresidente Mentre
Titolo della Verità sulle presunte trame che portarono David Ermini alla vicepresidenza del Consiglio superiore della magistratura: «Mentre il dem, vice di Mattarella, si è fatto scegliere anche l’aiutante». Cercasi vicepresidente del Csm che di cognome fa Mentre ed è in quota al Pd.
[17 maggio 2020]

Cancellazioni
«Da lunedì, Rai Uno cancellerà la messa da Santa Marta, per fare spazio a qualche epigono di Giletti», scrive addolorato sul Foglio il ciellino Maurizio Crippa. Duole deludere il signor vicedirettore, ma la decisione è stata presa da Sua Santità, non dalla Rai, e decorre da martedì 19.
[16 maggio 2020]

Lacrime e graffi
«Seguiranno le lacrime delle donne a farsi graffio di salmo agli orecchi di Dio», scrive su Avvenire la biblista Rosanna Virgili a proposito della preghiera per la pandemia. Certo che è proprio brutto questo virus.
[14 maggio 2020]

Giochi di potere
Gigio Rancilio annuncia su Avvenire che sono in arrivo due videogiochi «destinati a fare rumore». «Il primo è “Pope Simulator” e permette di vestire i panni di un Papa e gestire la Chiesa. Scelto stemma e motto, ha inizio la vita quotidiana del Pontefice». Molto interessato all’acquisto Antonio Socci. Prosegue Rancilio: «Ancora più impegnativo appare “I Am Jesus Christ”, “un simulatore che permette di vivere la vita di Gesù Cristo”. Sarà presente sulla piattaforma Steam, che vanta 20 milioni di utenti. “Il gioco simula realisticamente la vita di Gesù, coprendo il periodo che va dal Battesimo alla Resurrezione. I giocatori potranno compiere tutti i miracoli più famosi descritti nel Nuovo Testamento. Sarà possibile, per esempio, moltiplicare i pani e i pesci, camminare sulle acque, curare i malati, restituire la vista ai non vedenti e riportare in vita i morti”». Cercansi concorrenti per la tappa in salita sul Golgota.
[1 maggio 2020]

Tempi d’attesa
Wanda Marra sul Fatto Quotidiano: «A proposito dei tamponi: per avere i risultati, bisogna aspettare. Tempi variabili, a seconda degli ospedali». Che strano. Di solito i risultati arrivano prima di eseguire i prelievi.
[14 maggio 2020]

Murales del pianto
Didascalia dal Corriere della Sera: «A Napoli il disegno di un writer raffigura una vergine con tanto di mascherina». A parte che la fotografia ritrae una Vergine, nel senso di Madonna, dipinta sul muro, il titolino che introduce la dicitura – «Murales» – è sbagliato. Infatti murales in spagnolo è il plurale di mural e dunque non si può usare riferito a un singolo dipinto. O si scrive mural oppure murale, in italiano. Sapendo l’italiano.
[14 maggio 2020]

Novello Agostino
Si apprende da Rovigooggi.it che il poeta e scrittore Daniele Mencarelli, residente ad Ariccia, divenuto di colpo celebre per aver difeso Aisha (alias Silvia Romano) sull’Osservatore (anche questo Romano), ha per sua stessa ammissione un «passato di dipendenza prima da droghe e poi da alcool». Mejo de sant’Agostino!
[14 maggio 2020]

Fattori di riproduzione
Titolo dal Giornale: «Dalla balena blu fino al panda gigante: molte specie si cercano fra loro solo per riprodursi». Vogliamo includere anche quella umana?
[26 aprile 2020]

Funerali con cautela
Titolo a tutta pagina su Avvenire: «Tornano i funerali. Con cautela». A pagare e a morire si è sempre in tempo.
[3 maggio 2020]

Criminali a 24 carati
Azzurra Barbuto su Libero definisce i rapitori di Silvia Romano «soggetti dalla elevata caratura criminale». Più preziosi dell’oro e dei diamanti.
[13 maggio 2020]

La Repubblica di Domani
«Alla veneranda età di 85 anni, dunque, Carlo De Benedetti ha deciso di fondare un nuovo quotidiano contro l’ex amata-odiata Repubblica. Non si chiamerà, ovviamente, la Monarchia. Si chiamerà Domani e non sarà un altro giorno, come diceva Rossella O’Hara in Via col vento, ma piuttosto un altro giornale», scrive Giovanni Valentini sul Fatto Quotidiano. Con queste fondamentali rassicurazioni, siamo tutti più tranquilli: non c’entrano né i Savoia né Vivien Leigh.
[9 maggio 2020]

Sos senatoriale
Incipit di un editoriale di Licia Ronzulli, senatrice di Forza Italia, sul Giornale: «L’emergenza sanitaria ha evidenziato la necessità di rispondere alle conseguenze del Covid con efficacia e immediatezza». In altre parole, l’emergenza ha evidenziato la necessità di rispondere all’emergenza. Grazie per l’informazione.
[12 maggio 2020]

Si si, nò nò
Titolo dal Corriere della Sera: «Aggredita alle spalle e violentata. Fermato 16enne: “Si, è stato lui”». Ma nò!
[13 maggio 2020]

Sù sù, giu giu
Occhiello sulla prima pagina di Libero per un editoriale del direttore Pietro Senaldi: «Da Radio Popolare in sù». O giu di lì.
[13 maggio 2020]

Chilometropoli
Attacco di un’intervista con lo scrittore Nathan Englander, firmata sulla Repubblica da Antonio Monda, proveniente dalla Stampa: «Come molte persone cresciute nei sobborghi, Nathan Englander ha il mito della grande metropoli». Dev’essere proprio grande grande.
[11 maggio 2020]

Padri putativi
In prima pagina su Avvenire confessione del presidente della Conferenza episcopale italiana: «Silvia è di nuovo a casa. Bassetti: una figlia nostra». Chi è la madre, eminenza?
[12 maggio 2020]

Camere a glass
Sommario dalla Verità: «Cerea: “Con le distanze e il plexiglass non si pagano i debiti”». Stavolta le Ss non c’entrano: si scrive plexiglas. (Vale anche per Repubblica che titola: «Schermi, plexiglass e cortili»).
[13 maggio 2020]

Covid a mani nude
Titolo dal Manifesto: «Infermieri, contro il Covid a mani nude». Ennesimo salto di specie: il coronavirus ora ha gli arti e non indossa i guanti.
[13 maggio 2020]

Stamattina mi butto
Da un articolo di Maria Sole Sanasi D’Arpe sul Tempo: «D’altra parte non sarebbe neanche giusto addossarci l’un l’altro un qualche senso di colpa o di irresponsabilità per il comprensibilissimo desiderio di porre fine a questa quarantena e per volerci seppure amaramente scherzare sopra: per alleggerire il peso di timori e tremori (come direbbe Kierkegaard) ancora troppo pesante da metabolizzare. E allora, bando alle ciance. Dopo essere finalmente atterrati in questo stadio sospeso ed intermedio di auffiebung - che supera ma al contempo interiorizza ciò che abbiamo passato - meglio noto come fase 2, buttiamoci». Sì, dalla finestra.
[6 maggio 2020]

Il focolarino
Il Giornale intervista il comico Maurizio Battista sul nuovo show Poco di tanto (Rai 2) e gli fa dire in un sommario: «Entro nel focolare italiano». Vince la prova del fuoco.
[12 maggio 2020]

Regione che vai, Dio che trovi
Titolo dalla Stampa: «Le donne prigioniere della jihad vittime dei ricatti nel nome di dio». Figlie di un dio minore. Anzi, minuscolo. Però sul Secolo XIX il titolo diventa «Le donne prigioniere della jihad vittime dei ricatti nel nome di Dio», con la maiuscola. Il concetto di divinità varia da Torino a Genova, anche se l’editore è lo stesso.
[11 maggio 2020]

Sciarade
Titolo sciarada dal Fatto Quotidiano: «Lombardia ancora in ritardo. Mappati solo 2 per un infetto». Che vorrà dire? Tocca leggere il testo: «Se il Veneto per ogni positivo al Covid-19 segue fino a 12 contatti, la Lombardia si ferma a 2». Il mistero s’infittisce. L’occhiello provvede a renderlo impenetrabile: «Su sorveglianza attiva e nuovi focolai il paragone col Veneto: qui per trovare un positivo si testano 13 persone, da Fontana tre». Un dolore o un mistero ogni tuo detto (copyright Umberto Saba).
[12 maggio 2020]

Conversioni
Yahya Pallavicini, imam della moschea Al Wahid di Milano, commenta in un’intervista su Repubblica la conversione all’islam di Silvia Romano, la volontaria rilasciata in Somalia: «Secondo me la fede lei ce l’aveva anche nel cristianesimo, non è che avesse bisogno di convertirsi». E più avanti: «Io sono nato musulmano, mio padre lo è diventato nel 1951. Si è convertito nel dopoguerra». In precedenza, ’Abd Al Wahid Pallavicini, all’anagrafe Felice, padre dell’imam Yahya, era stato un fervente cattolico, fu lui stesso a raccontarmelo nel 2003. Se dunque Silvia Romano non aveva bisogno di convertirsi, perché il giovane Pallavicini dice che il suo genitore, pur avendo fede nel cristianesimo al pari della ragazza, sentì il bisogno di convertirsi?
[11 maggio 2020]

4x4
Un grafico del Messaggero illustra le regole per la riapertura dei ristoranti dopo l’emergenza Covid-19: un quadrato con la scritta «4 metri» su due lati. «Nei locali a ogni cliente deve essere garantito uno spazio di 4 metri quadrati», spiega la legenda. Le famose geometrie variabili.
[12 maggio 2020]

Non andrà tutto bene
Il Corriere della Sera pubblica un intervento di Michel Houellebecq sulla pandemia e nel soprattitolo lo presenta così: «Il grande scrittore francese interrompe il silenzio sul “virus senza qualità”. Parla del potere della camminata e della morte: dopo non saremo migliori». Provare a morire per credere.
[5 maggio 2020]

Un sintagma in fronte
Il teologo Giuseppe Lorizio sulla prima di Avvenire: «Mentre attendo con trepidazione la possibilità dell’apertura delle celebrazioni liturgiche al popolo credente, mi raggiunge un sintagma». Dopo il virus è proprio sfiga.
[5 maggio 2020]

Buchi nell’acqua
Da Rep.repubblica.it: «Si va in acqua solo per nuotare». Per camminarci sopra, serve un permesso celeste.
[10 maggio 2020]

Scelte obbligate
Frase conclusiva di un’intervista che il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha concesso al Manifesto: «Dobbiamo ricostruire con passione un mondo migliore e più giusto per tutti, perché è il contrario della pandemia che dobbiamo scegliere». Sua eminenza conosce qualcuno convinto che invece si debba scegliere la pandemia?
[19 aprile 2020]

Ritorno al futuro
Eugenio Scalfari su Repubblica scrive dei suoi trascorsi scolastici di quattordicenne: «Al liceo di Sanremo c’era un gruppo di giovani invaghiti dalle arti e dalla filosofia e respinti dalle materie scientifiche e matematiche. Avevano infatti voti molto alti in queste materie e, al contrario, pessimi nelle materie scientifiche». Per non parlare dei voti in italiano. Più avanti aggiunge che il professore di Lettere (un ex prete) gli fece studiare «da Montaigne ed Étienne de La Boétie, all’Illuminismo di Diderot, d’Alembert e Voltaire. E ancora: Vico, Foscolo, Alfieri. Per proseguire con Carducci, Pascoli, D’Annunzio e poi con Quasimodo, Ungaretti e Montale. Naturalmente, c’erano anche Italo Calvino e Federico García Lorca». Siccome Calvino era nato sei mesi prima di Scalfari, se ne deduce che quell’insegnante era un veggente: nel 1938 faceva studiare al futuro fondatore di Repubblica un autore di 15 anni che avrebbe pubblicato il suo primo libro soltanto nel 1947.
[10 maggio 2020]

Lingua provenzale
Libero intervista Silvio Berlusconi, in isolamento nella villa della figlia Marina in Provenza. Un sommario recita: «La ripresa delle scuole è più imporntante di quella del Campionato, ma l’esevutivo ha abbandonato lo sport». Stando all’estero deve aver imparato una nuova lingua.
[11 maggio 2020]

L’amore dura fin che dura
Il sociologo Francesco Alberoni nella sua rubrica sul Giornale: «L’amore bilaterale dura perché rinasce continuamente. L’amore unilaterale invece dura sempre». Fa una bella differenza.
[10 maggio 2020]

Bisogni disperati
«La virtualità non potrà mai sostituire la realtà: per godere dell’arte ci vogliono occhi e cuore, non schermi da toccare (o almeno, non solo quelli!)». Così il segretario generale del Governatorato, il vescovo spagnolo Fernando Vérgez Alzaga, intervistato dall’Osservatore Romano sulla riapertura dei Musei vaticani, le cui enormi entrate si sono fermate a causa della pandemia. «Abbiamo un grande bisogno di realtà, un disperato bisogno». Messaggio ricevuto, eccellenza: meglio i biglietti interi (21 euro, con l’evangelica opzione “Salta la fila”) del virtual tour gratis su tablet e pc.
[9 maggio 2020]

Sirene spiegate
Titolo d’apertura in prima pagina sul Tempo: «Trappola Mes». Occhiello: «Scritta una lettera dalle sirene Gentiloni e Dombroskis per escludere condizioni. Ma vale nulla e non è vero». Tutto chiaro.
[8 maggio 2020]

Indietro tutta
Classifica dei giornali che, nel periodo 15 marzo-30 aprile, hanno utilizzato le formule «non lasciare indietro nessuno», «non lasceremo indietro nessuno», «per non lasciare indietro nessuno», «senza lasciare indietro nessuno», e simili: Avvenire 25 volte, La Repubblica 22, Corriere della Sera 20, Libertà 20, Il Resto del Carlino 17, L’Adige 15, Il Quotidiano di Puglia 14, La Gazzetta del Mezzogiorno 14, Il Messaggero 13, Corriere Adriatico 13, Giornale di Sicilia 13, Il Foglio 12, Il Mattino di Padova 12, Il Giornale 11, Il Quotidiano del Sud 11, Il Giorno 10, La Sicilia 10, La Gazzetta di Parma 9, Gazzetta di Mantova 9, Il Gazzettino 8, L’Arena 8, La Tribuna di Treviso 8, Il Mattino 8, Gazzetta del Sud 8, La Nazione 7, La Nuova Venezia 6, Gazzetta di Modena 6, Il Tirreno 6, La Verità 5, Il Secolo XIX 5, La Gazzetta dello Sport 4, Il Piccolo 4, Messaggero Veneto 4, Il Fatto Quotidiano 4, Il Giornale di Vicenza 4, Il Sole 24 Ore 3, Libero 3, Italia Oggi 3, L’Eco di Bergamo 3, Il Tempo 3, La Provincia Pavese 3, Milano Finanza 2, Il Manifesto 2, Giornale di Brescia 2, La Stampa 1. Totale delle citazioni, inclusi periodici, edizioni locali e supplementi: 468. Il Covid-19 non lascia indietro il conformismo.
[10 maggio 2020]

Arrivi e partenze
Roberto Saviano su Repubblica scrive della volontaria milanese rapita in Kenya nel 2018 e ritrovata dopo 536 giorni in Somalia: «Silvia Romano è libera, torna a casa. Troverà un’Italia profondamente cambiata dalla sua partenza». Magari fosse bastata la partenza della cooperante per cambiare l’Italia.
[10 maggio 2020]

Nessun dorma
Nell’editoriale di prima pagina, il direttore di Libero, Pietro Senaldi, descrive Luca Zaia come «un fenomeno», tuttavia si dice convinto «che egli non voglia e non possa insediare la leadership» di Matteo Salvini. Insediarla no, ma insidiarla forse sì. E conclude: «Gli artefici del nuovo miracolo italiano non avranno nessun Conte e nessun Zingaretti. [...] Non siamo fattucchiere. Possiamo sbagliarci». Su quando usare «nessun» o «nessuno», di sicuro.
[8 maggio 2020]

Geografia
Titolo dalla Verità: «Il borgo ligure delle case a 1 euro adesso svende terreni e cascine». Nel testo si legge che il Comune in questione si trova in provincia di Alessandria. Urge ripassare la geografia delle regioni d’Italia.
[8 maggio 2020]

Tra due fuochi
Avvenire titola in prima pagina: «Non è bene che Dio sia solo (tra veramente ed eppure)». In effetti, tra avverbi e congiunzioni si stuferebbero anche gli uomini.
[10 maggio 2020]

Igiene pubblica
Titolo dal Corriere.it: «Ricordiamocelo sempre: mascherine e guanti non vanno gettati per terra». Mozziconi di sigarette e fazzoletti di carta invece sì.
[5 maggio 2020]

Assolo
«Di Maio: “Sogno un governo solo M5s”», titola Il Fatto Quotidiano. «L’ambizione mia, che faccio parte del Movimento, è quella un giorno di riuscire a governare da soli», spiega il ministro degli Esteri. Decremento dei voti dal 32 per cento delle elezioni politiche del 2018 al 16,8 degli ultimi sondaggi: –47,5 per cento. Oltre che con l’italiano, deve avere anche qualche problema con l’aritmetica.
[7 maggio 2020]

Sherpa in talare
Dalla Stampa: «Messe all’aperto e numero chiuso». Mica male come ossimoro. «Niente limiti d’età», spiegano Domenico Agasso jr e Ilario Lombardo, sottolineando che «scienziati e ministri puntavano al divieto per gli over 65»: in pratica il governo voleva che le chiese restassero vuote. Ma per fortuna «gli sherpa della Cei hanno presentato un pacchetto di proposte». Moriremo buddisti.
[4 maggio 2020]

Bombette
Titolo dal Corriere della Sera: «Gli anti-nucleari al governo: atomiche Usa via dalla Germania. Iniziativa della Spd: “Queste Bombe vanno abolite”». Disco verde, invece, alle bombe minuscole.
[5 maggio 2020]

Trasparenze vaticane
L’Osservatore Romano apre così un servizio sulla festa della Guardia svizzera: «Non sarà certo un’anonima mascherina a nascondere un sorriso». Oltretevere devono essere arrivati i dispositivi di protezione individuale in chiffon.
[4 maggio 2020]

Urla del silenzio
Titolo da Repubblica: «Sharon Stone. “La mia ricetta? Mi affaccio e urlo”». La famosa attrice da urlo.
[3 maggio 2020]

Povertà senza fondo
Dalla Verità: «I parroci sono stremati: devono far fronte alla povertà che dilaga senza fondi». Vuoi mettere la povertà che dispone di fondi?
[1 maggio 2020]

A noi!
Titolo dal Giornale: «A caccia di qualche novità televisiva si finisce nella Rsi (ma è in Svizzera...)». Nostalgia di Salò.
[1 maggio 2020]

Cercansi clienti per trans
Si apprende da Domenico Agasso jr, vaticanista della Stampa, che «neanche la pandemia ferma l’Elemosiniere del Papa», cioè «il cardinale polacco Konrad Krajewski, testa pensante e braccio operativo della carità del Pontefice, protagonista assoluto – “scatenato” – della solidarietà», accorso in aiuto anche dei «transessuali di Torvaianica, che, causa Covid, hanno perso i clienti e non hanno più di che vivere». Finiti il distanziamento sociale e le restrizioni che farà? Gli procurerà i clienti?
[1 maggio 2020]

Chissà chi lo sa
Didascalia su Repubblica, nelle pagine di economia: «Al vertice. Austriaco, è nato a Istanbul nel 1967. Entra nel gruppo Campari nel 2005, viene nominato ad nel 2007». Bei tempi quando le didascalie si facevano per dare un nome al personaggio fotografato.
[25 aprile 2020]

Regole grammaticali
Il Corriere della Sera intervista il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che se ne esce con questa frase: «L’Ue non può pensare di fare l’Ue solo quando c’è da dettare regole sul mercato interno». Ci sono, ministro, ci sono. «Regole» è plurale.
[6 maggio 2020]

Il ritorno dello Gedi
Dalla Stampa: «Gedi atto terzo. Il gruppo editoriale dopo il nuovo assetto azionario che ha visto passare il controllo dalla famiglia De Benedetti alla Exor della famiglia Agnelli guidata da John Elkann, e dopo il cambio di governance, vara ora una nuova struttura organizzativa. L’obiettivo, spiega una nota, è di dare una forte accelerazione alla trasformazione digitale. In quest’ottica sono state perciò introdotte nuove funzioni operative e ridefiniti alcuni ruoli a diretto riporto dell’ad Maurizio Scanavino». Dopo il materiale di riporto e il cane da riporto, si torna al fronte del riporto.
[6 maggio 2020]

Giostra d’idee
Su Avvenire articolo del poeta ciellino Davide Rondoni dal titolo esoterico: «Che ritornino le giostre (non di solo pane e vaccino)». Per fortuna l’occhiello rassicura: «Un piccolo gesto di solidarietà e pensieri semplici che si affollano». Chissà i pensieri complicati.
[6 maggio 2020]

It’s five o’ cocktail
A proposito dei titoli esoterici di Avvenire: «Modena/Ac. Alle 19 scatta l’ora del Vespritz». Per fortuna il testo dettaglia: «Vespri recitati insieme online a cui seguirà un aperitivo fatto in casa da ciascun partecipante, da gustare virtualmente in compagnia». Crodino, l’analcolico biondo fa impazzire il mondo.
[6 maggio 2020]

Numeri
Il Fatto Quotidiano scrive che al Corriere della Sera, «per migliorare le prospettive dei dividendi futuri, si prepensionano 38 dei 353 giornalisti». Nel riepilogo accanto, si legge: «38 pre-pensionamenti dei giornalisti del Corriere della Sera (sui 365 in totale)». Grande incertezza fra i 12 redattori (in più o in meno), pari a circa un terzo dei prepensionati.
[6 maggio 2020]

Eccellenze mancate
Silvana De Mari, cattolica dura e pura, se la prende, sulla Verità, con Guido Gallese, vescovo di Alessandria, «che è intervenuto sullo scottante tema del divieto delle celebrazioni liturgiche, confermato nel nuovo Dpcm anticoronavirus in vigore dal 4 maggio»: «Gentile dottor Gallese, mi permetta di chiamarla in questa maniera. Risparmio il termine di eminenza e monsignore, completamente insensato per i vescovi attuali». Anche per i precedenti: «eminenza» si usava e si usa solo per i cardinali. Il titolo dei vescovi è «eccellenza».
[6 maggio 2020]

Crème brûlée
Pubblicità dell’impresa Sansiro di Milano (pompe funebri) su Libero: «Garantiamo la cremazione». Meglio di una polizza vita.
[17 aprile 2020]

Manca qualcuno?
Titolo dalla Verità: «“Assassini e ladri alleati della camorra nel campo dei rom”». La Quadruplice Alleanza.
[29 aprile 2020]

Che tempi!
Classifica dei giornali che, nel mese di aprile, hanno utilizzato la formula «ai tempi del coronavirus» (mutuata da L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez): Avvenire 32 volte, Corriere della Sera 28, Il Messaggero 21, Italia Oggi 18, Il Giornale 15, Libero 14, Il Giorno 13, Il Sole 24 Ore 13, La Repubblica 12, Il Foglio 10, La Gazzetta dello Sport 10, Il Resto del Carlino 10, La Stampa 10,  Il Fatto Quotidiano 9, Il Mattino 9, La Nazione 8, Milano Finanza 7, La Verità 5, Affari & Finanza 2, Il Tempo 1. Totale delle citazioni, comprese le edizionali regionali e le testate locali: 300. Totale delle citazioni nella variante singolare «al tempo del coronavirus»: 300. Totale delle citazioni nella variante «ai tempi della pandemia»: 63. Totale delle citazioni nella variante singolare «al tempo della pandemia»: 47. Non sarà che viviamo nel tempo della stampa omologata?
[30 aprile 2020]

Lavoratori
Dal Corriere della Sera: «L’uomo di Zingaretti: multa per il pranzo? Era lavoro». Finalmente ritorna la piena occupazione.
[5 maggio 2020]

Riti felini
Da Avvenire: «Bassetti: tornano le Messe con il popolo ma non a macchia di leopardo». Ha parlato l’amico del giaguaro.
[5 maggio 2020]

Zanda Bassotti
Luigi Zanda si è dimesso da tesoriere del Partito democratico per diventare presidente della società editrice che pubblicherà Domani, il nuovo giornale di Carlo De Benedetti. Il Fatto Quotidiano riporta la lettera di congedo in cui il segretario Nicola Zingaretti lo loda: «Gli avevo chiesto, per la sua autorevolezza e per le sue indiscutibili capacità, di ricoprire questo delicato e fondamentale incarico, anche a fronte di una situazione molto difficile per le finanze del partito e per i dipendenti, che Luigi ha saputo esprimere al meglio affrontando diverse sfide elettorali e organizzative». Quindi Zanda ha saputo esprimere al meglio una situazione molto difficile per le finanze e per i dipendenti. Fossi l’Ingegnere, una toccatina me la darei.
[5 maggio 2020]

Vado a fuzoku
In Giappone l’industria del sesso si chiama fuzoku e, come racconta Giulia Pompili sul Foglio, si è subito adattata all’emergenza coronavirus. In che modo? «Si favoriscono pratiche “alternative”, durante le quali si può tenere la mascherina e il metro di distanza». Sulla distanza favorito Rocco Siffredi.
[30 aprile 2020]

Non c’è due senza tre
Elementi tratti dai titoli del Fatto Quotidiano dell’1 maggio: «Teatri, concerti e cinema». «Dispetti, urla e spinte». «Bici, università e cene». «Test, app e disciplina ferrea». «Calendario certo, fondi pubblici e igiene». Lo chiamavano Trinità.
[1 maggio 2020]

La Palice
La Verità intervista il produttore Claudio Bonivento e titola a tutta pagina: «“Se non si può girare, il cinema è morto”». Se invece può girare i film, il cinema è vivo. Sono notizie.
[1 maggio 2020]

Vaccino Rossini
Libero annuncia che un antidoto italo-inglese contro il Covid-19 sarà disponibile a dicembre. «Il “vaccino Jenner” è stato somministrato a 320 volontari sani, nei quali è risultato “sicuro e ben tollerato”», scrive Melania Rizzoli, per cui «verrà testato su ulteriori 500 volontari, dopodiché i primi test clinici verranno effettuati a giugno su 5mila soggetti». Nella stessa pagina, Alessandro Gonzato intervista Piero di Lorenzo, amministratore delegato di Irbm, la società di Pomezia che lo produce, il quale spiega: «Nel caso di questo nuovo immunizzante, non è stato necessario testarne la tossicità sull’uomo: avevamo già tutti i dati che servivano». Subito dopo, però, di Lorenzo aggiunge: «Da una settimana sono iniziati gli esperimenti su 510 volontari sani e stanno per cominciare i test su altri 3 mila». Riassumendo: è sicuro e ben tollerato, non occorreva testarlo sull’uomo, però l’hanno somministrato a 320 volontari sani, ora sarà sperimentato su 500, anzi 510, e presto lo inoculeranno ad altri 3.000, anzi 5.000. Più che «vaccino Jenner» dovrebbero chiamarlo «vaccino Rossini»: è un crescendo.
[1 maggio 2020]

Sala da pranzo del commiato
Corrado Augias su Repubblica: «Nel XVII secolo, come oggi, la terapia più efficace era quella: sottrarre al virus il suo pranzo, che saremmo noi, affamarlo a morte». Meglio il suicidio che il Covid-19.
[1 maggio 2020]

Il peso degli anni
Incipit di un articolo sulla Verità firmato da Silvana De Mari: «Sono un medico di 67 anni. Sono nata nel 1953». Nel 1943, o nel 1963, meno probabile.
[3 maggio 2020]

Articolazioni
Dal Fatto Quotidiano: «Il Ziarul Financiar riporta le stime e l’allarme lanciato dalla federazione medica Solidaritatea Sanitara». Si vede che l’articolo «lo» in Romania non è ancora arrivato.
[4 maggio 2020]

Lettori scoppiati
Sequenza dei titoli dall’inserto Alias del Manifesto: «Feuchtwanger, l’ira sotto la pelle del testo». «Ventriloquio sui limiti dell’empatia». «Vita di Wioletta Grzegorzewska tra scalate liriche e discese referenziali». «Possente non detto per patemi d’amore». «Dispositivi grafici metanarrativi nell’esordio di Služitel affidato a un gatto». «Aggiornamenti autoriali all’etica dell’infinitesimo». «Dorata sfacciataggine su marmo pario». «La Sicilia esplode sulla pagina». Anche il lettore.
[3 maggio 2020]

Eccellenze logistiche
Il Secolo XIX pubblica un vademecum del professor Enrico Musso, ordinario di Economia applicata e direttore del Centro italiano di eccellenza sulla logistica i trasporti e le infrastrutture dell’Università di Genova, con le norme da rispettare in auto nella Fase 2: «Se c’è solo il conducente, deve tassativamente essere seduto davanti, dal lato del volante». Eccezion fatta per Tiramolla, che può guidare dal sedile posteriore.
[3 maggio 2020]

Più realista della regina
Maurizio Belpietro in un editoriale sulla Verità paragona Giuseppe Sala alla regina Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena, perché, anziché mettere a disposizione i bus, ha invitato i milanesi a usare la bicicletta. Donde il riferimento, anche nel titolo, alla cinica frase (per la verità rubata dalle Confessioni di Jean-Jacques Rousseau) rivolta dalla consorte di Luigi XVI a chi la informava che i suoi sudditi erano stremati dalla fame: «Se non hanno più pane, che mangino brioche». Ma il parallelo avrebbe senso solo se il sindaco di Milano, avvertito del fatto che i cittadini non dispongono di bici, avesse replicato: «Che usino i bus». A meno che le michette non siano più buone delle brioche e i velocipedi più comodi dei mezzi pubblici.
[3 maggio 2020]

San Giuseppi
«La Chiesa affida l’Italia a Maria». Avvenire titola così un intervento del presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti. Ma nel titolo a fianco il segretario della stessa Cei, il vescovo Stefano Russo, afferma perentorio: «Prima la salute delle persone». Segno che si fida più di san Giuseppi che della Madonna.
[1 maggio 2020]

Far ridere i polli
Secondo La Repubblica, il piano per la ripartenza della scuola italiana dopo la pandemia, predisposto da un comitato di esperti guidato dall’economista Patrizio Bianchi, prevede «l’utilizzo spinto delle lezioni all’aperto». Spiega Bianchi: «Il Trentino dovrà sfruttare i suoi boschi, Milano i musei, Roma i suoi parchi». Saranno scoperchiate Brera e la Pinacoteca Ambrosiana? Il consulente precisa: «Nei nostri lavori indichiamo la cancellazione delle classi pollaio». Chiude il wet market italiano, riapre quello di Wuhan.
[1 maggio 2020]

Cuore di ghiaccio
«New York scopre l’orrore: cadaveri nei camion-frigo. Dentro ai furgoni trovati ghiaccio e cento corpi», titola Il Giornale. Pare che la notizia sia la presenza del ghiaccio. Raggelante.
[1 maggio 2020]

Ottimo lavoro
Franca Giansoldati, vaticanista del Messaggero, rivela che il Santo Padre, proprio nella festa del Lavoro, «ha autorizzato i licenziamenti dei cinque dipendenti mentre è ancora in corso l’indagine del tribunale per la vicenda dell’acquisto del famoso palazzo di Londra, un affare controverso e ingarbugliato ma dove ogni operazione è sempre stata avallata dai superiori e, in ultima istanza, dal Papa». Misericordia!

Vecchie volpi
Notizia dal canale tematico della Stampa dedicato agli animali: «Coronavirus nel Milanese, una volpe entra in giardino e si rifugia nella cuccia dei cani». Allarme! I pipistrelli si sono fatti furbi: ora hanno quattro zampe.
[30 aprile 2020]

Di volta in volta
Risposta di Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, a un lettore: «Ho sempre pensato e molte volte scritto che in democrazia l’opposizione deve fare il proprio mestiere». E lo scrivi un’altra volta?
[1 maggio 2020]

Non ci sono più gli stupratori di una volta
Incipit di un servizio di cronaca su Repubblica: «Un predatore sessuale vigliacco e calcolatore». Ce ne sono in giro anche di nobili e ingenui?
[26 aprile 2020]

Nessun obbligo d’obbligo
Sommario dal Fatto Quotidiano sulla controversa app Immuni: «Obbligo di cancellare le informazioni entro il 31 dicembre. No Gps né obblighi». Immuni dalla logica.
[30 aprile 2020]

Virgole vaganti
Sommario dal Fatto Quotidiano sulle decisioni dei governatori di centrodestra per il Covid-19: «Va riformata la possibilità di adottare nelle singole regioni, solamente misure più restrittive». Già riformato, invece, l’uso della virgola.
[30 aprile 2020]

Alta definizione
Servizio dal Fatto Quotidiano, stessa pagina della virgola vagante: «“La presenza di focolai – si legge nella bozza – richiede una valutazione del rischio ad hoc che definisca qualora nella regione vi sia una trasmissione sostenuta e diffusa tale da richiedere il ritorno alla Fase 1”». Che definisca che cosa? Mistero.
[30 aprile 2020]

Morte batte nazioni
Titolo dal Fatto Quotidiano, stesso numero delle perle soprastanti: «I decessi superano già la Cina». Avvincente questa guerra fra la morte e la terza potenza militare mondiale.
[30 aprile 2020]

Catacombe
«Ci sono stati martiri che si sono fatti ammazzare perché gli impedivano di celebrare la Messa», dice Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, alla Verità. Giuseppi come Diocleziano. Caspita!
[28 aprile 2020]

Non dirai sul siero
Secondo Luciano Capone, che lo scrive sul Foglio, il professor Giulio Tarro, virologo napoletano, «da molto tempo si inoltra nel terreno delle cure senza fondamento scientifico, dal “siero di Bonifacio” (una pseudocura di un veterinario di Agropoli a base di pipì di capra) alla falsa teoria della “biocorrezione” (che promette di guarire diverse malattie)». In realtà Liborio Bonifacio traeva il suo siero dalle feci delle capre. In particolare, feci delle femmine contro il sarcoma nelle donne e feci dei maschi contro il carcinoma negli uomini. L’urina degli stessi animali, con l’aggiunta di circa un terzo di acqua bidistillata, serviva solo a diluirlo. Tra cacca e pipì permane una certa differenza.
[25 aprile 2020]

Pipistrelli del malaugurio
Sulla prima pagina dell’Osservatore Romano, un articolo del direttore Andrea Monda reca questo titolo: «Un povero pipistrello chiamato Smeagol». In arte Covid.
[29 aprile 2020]

Gatti pazienti
Titolo dal Corriere del Veneto: «Vo’, test sierologico sui gatti di casa. Caccia agli anticorpi». «Ma come saranno scelti i “pazienti” da sottoporre a test sierologico?», si chiede l’articolista. «Su base volontaria», risponde il professor Massimo Castagnaro, ordinario di Patologia generale veterinaria. Attesi i soliti quattro gatti. Forse.
[16 aprile 2020]

Somministrazioni
Wanda Marra analizza sul Fatto Quotidiano le situazioni di stress provocate dal confino casalingo causa coronavirus. Un esempio: «Luisa, 42 anni, non ne può più di litigare con suo marito, Giorgio, 44. Lui ha degli attacchi di ira improvvisa e lei teme che una volta finirà per non controllarsi». Spiega la giornalista: «Per evitare che le situazioni degenerino è allo studio un questionario da somministrare a 150mila cittadini». Non sarà meglio somministrare il bromuro?
[23 aprile 2020]

Uscita di sicurezza
«Chiesa in uscita contro la pandemia», titola L’Osservatore Romano sulla situazione in Bolivia, nel giorno in cui papa Francesco, in sintonia con il premier Giuseppe Conte, sconfessa la protesta dei vescovi italiani e ribadisce che l’uscita per andare a messa è inopportuna. Non sappia la mano boliviana ciò che fa l’italiana (e l’argentina).
[29 aprile 2020]

Apri e chiudi
Titolo dall’Espresso: «Quei ristoranti con le cucine aperte per servire pasti caldi a chi ha fame». Per servirli con le cucine chiuse si attende un miracolo.
[26 aprile 2020]

A morte i ristoranti
Titolo dalla prima pagina della Verità: «Il governo condanna i ristoranti a morte». Dopo Ciro a Mergellina ecco Ciro a Schiattamuorte.
[29 aprile 2020]

Come d’autunno sugli alberi le foglie
Titolo dal Corriere del Veneto: «Da 12 giorni meno casi, si pensa già all’autunno. “Purtroppo tornerà”». Les feuilles mortes se ramassent à la pelle. Tu vois, je n’ai pas oublié…
[19 aprile 2020]

Non c’è due senza tre
Aldo Nove nella sua rubrica Malebolge sulla prima pagina di Avvenire: «In una scala gerarchica rovesciata, il Dominio economico vede, al di sotto dell’inconoscibile vertice, una pletora di emanazioni prive di identità personale, secondo un ordine bifido che tutto gestisce. Cosa intendo per “ordine bifido”? Intendo che le parti avverse, nel gioco antico delle contrapposizioni, sono quelle di un serpente a doppia testa, che attira masse che si contrappongono per il piacere dello stesso unico rettile. Una sorta di malattia dell’uno, che è allo stesso tempo malattia del due». Al tre resta l’emicrania.
[25 aprile 2020]

Le cronache di Narnia
Didascalia dalla prima pagina del Manifesto: «L’azienda Alcantara di Nera Montoro (Narni)». Il Comune di Narni (Terni) come Claudio Scajola: promosso provincia a sua insaputa.
[21 aprile 2020]

Santuari corporali
Dal Fatto Quotidiano: «Una versione non aggressiva del virus può aver sonnecchiato per anni in qualche “santuario” del nostro organismo come avviene già per altri virus». Non resta che andarci in pellegrinaggio.
[19 aprile 2020]

Riforma del calendario
«È appena passato il 25 aprile e tira già aria di 8 settembre», scrive Giorgio Gandola sulla Verità. Ma il 1945 non veniva dopo il 1943?
[28 aprile 2020]

Facciamo nomi
Da un articolo del Fatto Quotidiano firmato a quattro mani da Alessandro Mantovani e Ilaria Proietti: «Sono volate parole grosse». «Si è quasi sfiorata la rissa». «Ha perso le staffe». «Ha suscitato polemiche». «Un effetto boomerang». «In buona sostanza». «È venuto fuori più di un mal di pancia». «Con piena soddisfazione». «Deve fare i conti». «Non ci ha visto più». «Ha mandato il sangue agli occhi». «Non è uno che le manda a dire». «Ha fatto il pelo a chi marca visita». «Non ha fatto nomi». «Sono fischiate le orecchie». «Nell’immaginario collettivo». «Ha creato qualche malessere». «Il clima è sereno». «Qualche malumore ogni tanto c’è». Frase fatta capo ha.
[22 aprile 2020]

Protezione civile celeste
«Messa in sicurezza», titola giocoso Avvenire. Come recita il proverbio, cuor contento il ciel l’aiuta (con l’8 per mille).
[28 aprile 2020]

Colpi di sole
Su come difendersi dal coronavirus, Libero intervista l’epidemiologo Franco Berrino. «Come dovrebbe partire la giornata per sentirsi in forma?», chiede la giornalista. «La mia parte sempre con un po’ di yoga e i consueti saluti al sole». Sì, buonanotte.
[28 aprile 2020]

Messa un tanto al chilo
Matteo Renzi intervistato da Repubblica: «Io voglio tornare a prendere la messa». Facciamo un etto? O un chilo?
[28 aprile 2020]

Incontro con Io
«Inversione di marcia dall’io a Dio», titola L’Osservatore Romano citando papa Francesco. Che da Fabio Fazio è tornato a Eugenio Scalfari.
[28 aprile 2020]

Domande
Costanza Savaia sull’Espresso: «Il deserto scelse la morte, perché così avrebbe posseduto l’unica qualità che non riusciva a trovare altrove per inghiottirla in sé. Morì davanti ai miei occhi. Ma neanche il tempo di capacitarmi di quello che stavo facendo che, nell’ istante in cui spirava, negli occhi allucinanti del deserto pulsava un lieve bagliore, e le dita della sua mano destra ebbero un quasi impercettibile sussulto; ed era morto. Pareva che avesse cercato qualcosa nello spazio davanti a sé; e non solo sembrava che avesse capito di essere caduto nel paradosso che lo portava a morire, e con questo la natura stessa della qualità che aveva preteso; sembrava quasi che chiedesse di essere tenuto per mano per paura di affrontare quella stessa morte. A chi lo aveva chiesto? Al vuoto? Ai giudici? A me?». Se non lo sa lei.
[26 aprile 2020]

Voglie
Titolo di apertura dalla prima pagina di Avvenire: «Tanta voglia di Fase 2». Quando i preliminari non bastano più.
[26 aprile 2020]

Nel didietro
Il Fatto Quotidiano si occupa dei danni ingenti arrecati al Museo Egizio di Torino dalla chiusura per pandemia. Nel sommario fa dire al direttore Christian Greco: «È impossibile stare dietro a queste perdite da soli». Meglio stare davanti e in compagnia.
[22 aprile 2020]

Bagno di umiltà
Lucia Annunziata, sostituita da Mattia Feltri alla direzione dell’Huffington Post, su Prima Comunicazione si vanta di aver lanciato molti giovani: «Uno dei primi assunti in ApBiscom fu Federico Fubini, oggi uno dei vice direttori del Corriere della Sera». Obietta l’intervistatore: «Mica un pischello, Fubini è del 1966, aveva 34 anni». E lei: «Avrà cominciato tardi». Talmente tardi che era il corrispondente da Bruxelles nel Giornale diretto da Indro Montanelli. Conclude Annunziata: «All’Huffington ho fatto un bagno di futuro». Era meglio se faceva una doccia di passato.
[27 aprile 2020]

Tamponamenti
Lo chef Carlo Cracco detta su Repubblica la sua ricetta per la riapertura dei ristoranti nella Fase 2: «Prima di distanziare i tavoli, tamponi subito a cuochi e camerieri». Giusto. Ma chi garantirà ai clienti che Cracco, cuochi e camerieri non si siano contagiati dopo aver effettuato il tampone?
[27 aprile 2020]

Accenti
Dalla Stampa: «Si inizia infatti a pescare un pò in tutta Italia». Un po’ anche nel Po senza accento.
[26 aprile 2020]

Lacerazioni
Incipit di un articolo dello scrittore Tiziano Fratus sulla Verità: «La pioggia ha smesso di cadere. L’autunno si è lacerato, a causa di tutta questa umidità. Dietro le montagne qualcosa si agita. Le bestie nascoste lo sentono, la pelle intercetta la vibrazione che ricade sui boschi, anche se non è chiaro, se precipiti dall’alto o fermenti dal basso. Chi è che parla, si domandano? È quel cielo decorato, lassù, oppure le rocce appuntite e seghettate?». Si domandano? O «si domandano» in attesa che finisca l’autunno lacerato, che nel frattempo ha superato l’inverno, è giunto a primavera e presto precipiterà nell’estate?
[26 aprile 2020]

Minzioni difficili
Interrogativo di Paola Pellai su Libero: «Ma se piscio il cane 9 volte al giorno, devo mettergli il catetere?». No, signora, ma deve farsi vedere da un urologo.
[26 aprile 2020]

Non parlate al conducente
Titolo dal Giornale sulle misure antivirus nei trasporti pubblici dopo il 4 maggio: «Termoscanner e mascherine: vietato parlare al conducente». Veramente era vietato anche prima.
[26 aprile 2020]

Ztl ciclabili
Titolo dal Giorno: «Roma punta alle bici e apre la ztl alle auto». Coerente.
[22 aprile 2020]

Totale
Occhiello dal Fatto Quotidiano: «Dal 4 maggio tornano al lavoro meno di tre milioni di italiani, un terzo del totale». Se ne deduce che la popolazione è scesa da 60 a 9 milioni di abitanti. Bestia di un virus!
[23 aprile 2020]


Mi ritorni in mente
Editoriale del direttore di Avvenire, Marco Tarquinio: «Sì, lo so: non pochi tra quanti hanno davanti la nostra prima pagina con il suo titolo gigante – “25 aprile: resistere, resistere, resistere” – penseranno a Borrelli. Non ad Angelo, il capo della Protezione Civile e quotidiano protagonista della lotta contro la pandemia da coronavirus, ma a Francesco Saverio, il magistrato che guidò la Procura di Milano». Peccato che quel motto, pronunciato alla Camera, non sia di Borrelli bensì di Vittorio Emanuele Orlando, chiamato alla guida del governo il 30 ottobre 1917, dopo la disfatta di Caporetto. Ed era il 22 dicembre, non il 25 aprile.
[24 aprile 2020]

Sardine o cigni?
Il sociologo Marco Revelli sul Fatto Quotidiano: «Se non ci fosse l’emergenza coronavirus dovrebbero esserci le piazze piene più che mai, come è stato con le Sardine. Quello è stato forse il canto del cigno di una stagione in cui i corpi in piazza facevano sentire la loro voce». I muti come pesci di una volta ora hanno il collo lungo e cantano.
[25 aprile 2020]

Attenti a quei due
Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, intervista David Sassoli, presidente del Parlamento europeo. Le chilometriche domande sono talmente ficcanti che Sassoli, a un certo punto, enuncia questa intuizione copernicana: «Secondo la Lettera a Diogneto i cristiani vivono nella società, non al di fuori di essa. E anche gli altri devono vivere nella società e devono collaborare». Senza questi due, e senza Diogneto, ci saremmo mai accorti che Monda, Sassoli e persino noi viviamo nella società?
[26 aprile 2020]

Sventagliata
Azzurra Barbuto su Libero: « Solamente alla fine del Settecento anche la classe media cominciò a servirsi del ventaglio, il quale divenne più economico, dunque si affermò come utensile di uso comune». Poi arrivò il tornio.
[25 aprile 2020]

Una prece
Intemerata in diretta di Nicola Porro sulla sua pagina Facebook: «Gli italiani stanno alla fame, e non c’è un pezzo che sia uno sul giornale: non c’è la Caritas, non c’è don Gelmini, non c’è piripicchio, non c’è Emergency, non c’è l’Ong». Piripicchio non so, ma don Gelmini non può esserci: è morto nel 2014.
[22 aprile 2020]

Polimeri
Titolo dell’inserto Alias nel Manifesto dedicato al 25 Aprile: «Materiale sempre resistente». Credevamo fosse antifascismo, invece era Moplen.
[25 aprile 2020]

Maschi con le palle
Titolo dal Fatto Quotidiano: «Il Corona si nasconde nei testicoli? Cari uomini, è presto per disperarsi». Nel testo, la virologa Maria Rita Gismondo spiega: «Il lavoro afferma che il Coronavirus è stato ritrovato nei testicoli dei malati, ovviamente di sesso maschile». In tempi di gender fluid, ovviamente mica tanto.
[22 aprile 2020]

Io speriamo che me la cavo
Titolo dalla Stampa: «Leonardo, tra i nuovi membri del Cda c’è l’ex compagno di scuola di Di Maio». Impossibile: deve trattarsi di un errore.
[22 aprile 2020]

Caduto da cavallo
Corrado Augias su Repubblica si occupa da par suo di Paolo di Tarso: «Saul o Paolo, era contrario alla nuova corrente del giudaismo». Forse anche alle virgole tra soggetto e verbo. «Secondo la fede gli apparve Gesù: “Perché mi perseguiti?”; secondo l’ipotesi neurologica ebbe una crisi epilettica». Infatti una trentina d’anni dopo, com’è noto, perse la testa a causa del mal caduco.
[21 aprile 2020]

Malati già morti
Il Fatto Quotidiano riferisce che in Russia il Covid-19 «continua a strisciare e diffondersi: si registrano non più 4mila, ma 5mila nuovi malati ogni giorno». Titolo: «Mosca rossa: 5 mila morti al giorno». Che fretta. (Ma il «mila» si attacca al numero, come il virus, o si stacca?).
[23 aprile 2020]

Conteggi/1
Incipit di un commento dell’ex procuratore generale Gian Carlo Caselli sul Fatto Quotidiano: «Quando la pandemia sarà esaurita, faremo il conteggio finale dei morti». Si fa tutti i giorni, eccellenza. E pure male.
[23 aprile 2020]

Conteggi/2
Conto economico del coronavirus desunto dai titoli della Stampa del 23 aprile. Pagina 4: «Servono 55 miliardi per imprese e famiglie». Pagina 5: «Contro la crisi 2.000 miliardi per spese e investimenti». Pagina 7: «Trecento miliardi per la cura». Pagina 10: «Due miliardi di dollari per l’approvvigionamento necessario ad evitare la carenza di cibo». Totale: 2.000.002.355. Poi sono finite le pagine. E gli euro.
[23 aprile 2020]

La prova del Nove
Aldo Nove, con sprezzo della concordanza, nella rubrica Malebolge sulla prima pagina di Avvenire: «Gli spazi di preghiera e di contemplazione vengono, per chi ha soldi, sostituiti da surrogati come l’ora di yoga consumate magari dopo l’ora del corso di lingue e prima dell’ora di massaggio olistico. Per chi non ha soldi si deformano in un annebbiamento della visione che rumina la propria assenza d’identità e cova fantasie più o meno malcelate di vendetta. In un continuo paragone con gli altri, i nuovi “io” tentano di assomigliare a se stessi. Con il doppio sforzo di distinguersi dagli altri e con l’aggiunta dell’intuizione di quali siano i limiti non detti ma ferrei entro cui è consentita e, anzi, esaltata, la stessa diversità». Titolo: «La stanchezza dell’io». Anche del lettore.
[22 aprile 2020]

Fuori dalle scatole
Mattia Santori in isolamento nella sua casa di Bologna intervistato dal Venerdì di Repubblica.  Domanda: «Si rivedranno o no le Sardine nelle piazze?». Risposta: «Siamo destinati a tornare nell’arena politica, ma basta piazze. Semmai pensiamo a un grande evento annuale tra politica, musica e arte». Sardine fuori dalle scatole. Non potendo distanziarsi di 1,80 metri, si allontanano di 365 giorni.
[19 aprile 2020]

Imprese truccate
Titolo d’apertura sulla prima pagina del Giornale: «Prestiti alle imprese col trucco». Ammesse solo quelle che usano il fard.
[22 aprile 2020]

Doppio whisky
Gianni Riotta sulla Stampa parla della proposta avanzata dall’immunologo Arthur M. Silverstein per fronteggiare la pandemia: nazionalizzare, requisire o mobilitare tutte le distillerie di liquori e le fabbriche di birra per costringerle a produrre vaccini su vasta scala. Spiega Riotta: «Prendete, ad esempio, l’Italia, sulla carta abbiamo necessità di 60 milioni di dosi, ma se ne occorressero due, ricordano i sanitari, le aziende dovrebbero produrne il doppio». Grazie per avercelo chiarito: da soli non ci saremmo mai arrivati.
[22 aprile 2020]

Complicazioni
Titolo d’apertura sulla Verità: «Ecco i famosi aiuti dell’Ue: all’Italia metà dei soldi di quelli dati all’Ungheria». «Metà dei soldi dati all’Ungheria» era un concetto troppo complicato?
[21 aprile 2020]

Autodafé
Stefano Lorenzetto sul Corriere della Sera, in un’intervista con Samaritana Rattazzi, seconda dei sei figli di Susanna Agnelli, la sorella prediletta dell’Avvocato: «Sa come si fa e lo fa con le parole, essendo giornalista professionista. Gliene sono bastate appena 1.122, circa il 10 per cento di quelle della presente intervista». La quale però conta 1.545 parole, il 37,7 per cento in più. Mai confondere le parole con i caratteri. Per conferma, chiedere a Word.
[19 aprile 2020]

Materiali
Grandi novità introdotte dalla pandemia. Stando a un sommario del Giornale, «nel baulificio Roncato ora si usano i materiali per produrre pannelli e divisori». Vuoi mettere i prodotti realizzati con gli immateriali di prima?
[21 aprile 2020]

Pali
Apertura dedicata al calcio nella sezione sport del Secolo XIX: «Protocollo dei dubbi. Fissata la ripartenza con mille paletti». Diventa più complicato insaccare il pallone all’incrocio dei pali.
[20 aprile 2020]

Quante storie
Titolo di Avvenire, pagine culturali: «Narrazione o racconto? L’Africa ha tante storie». Fa una bella differenza.
[10 aprile 2020]

Respiri profondamente
Dal sito del Giorno: «Coronavirus, il pronto soccorso di Bergamo semivuoto: “Torniamo a respirare”». Anche i ricoverati.
[21 aprile 2020]

Panettoni pasquali
«Panettoni regalati dai cavalieri», informa L’Arena. «La sezione veronese dell’Associazione nazionale insigniti onorificenze cavalleresche (Anioc) ha consegnato 72 panettoni, da distribuire a chi fa fatica a sbarcare il lunario». Le colombe pasquali saranno donate dopo l’Epifania del 2021. Lunario permettendo.
[16 aprile 2020]

Alunni del sole
Didascalia dall’Espresso: «Nella zona di piazza Re di Roma due ragazze osservano il tramonto». Infatti nella foto sono ritratte in terrazza mentre girano le spalle al sole.
[19 aprile 2020]

Buchi sicuri
Titolo da Affari e Finanza, pagina 28: «“I social sono luoghi sicuri”. Parola di mister Instagram». Pagina 29: «I “buchi” di Zoom regalano milioni di utenti agli hacker». Poche idee, ma chiare.
[20 aprile 2020]

Dacci dentro, coronavirus
L’architetto Stefano Boeri illustra su Repubblica come dovrebbero essere le città dopo la pandemia: «Servirebbe una campagna per facilitare la dispersione, e anche una ritrazione dall’urbano, per lasciare spazio ad altre specie viventi». Quella umana è data per estinta. Sollievo generale.
[21 aprile 2020]

Regole
Occhiello dal Fatto Quotidiano: «L’Arcivescovo di Agrigento ha fermato le funzioni religiose per rispettare le regole dettate dal governo». La novità quale sarebbe?
[20 aprile 2020]

Pesci in barile
Costanza Savaia sull’Espresso: «Pochi pescatori qui vivono di pesci. Questo non è un mare particolarmente generoso. Alcuni li portano a casa e li cucinano in famiglia, altri li regalano agli amici, a volte li rivendono al mercato del pesce». Alternative? Buttarli? Non pescarli?
[19 aprile 2020]

Audacia
Elena Sofia Ricci intervistata dal Giornale sulla serie tv Vivi e lascia vivere. Titolo: «“Recito in una fiction con mia figlia. E ho accettato anche scene audaci”». Rai 1 sdogana l’incesto.
[21 aprile 2020]

Alla carlona
Carlo Di Foggia e Carlo Tecce affrontano sul Fatto Quotidiano il tema del rinnovo dei vertici dell’Eni: «Per quasi un anno, due governi e con maggiore impegno nelle ultime settimane, i Cinque Stelle si sono esibiti in una pantomima sull’imputato Claudio Descalzi». «Il ministro degli Esteri si è tatticamente eclissato su Eni per non rimanere impigliato nelle polemiche del tris a Descalzi e scaricare le colpe». Per scrivere così non bastava un Carlo solo?
[19 aprile 2020]

Il giardino dei ciliegi
Titolo di apertura dall’Osservatore Romano: «Per guarire i ciliegi». Allo studio un vaccino. Titolo di taglio, stessa pagina: «Pietre d’inciampo. Cambio di priorità ai tempi del coronavirus». In attesa che i pazienti mettano le foglie.
[19 aprile 2020]

Non ti conosco, mascherina!
Titolo dal Giornale: «Le mascherine ostaggio di ritardi e revoche. Il Lazio le compra, ma non le ha nessuno». Fornitori sprovvisti? Cittadini renitenti? Logica in ostaggio?
[19 aprile 2020]

Arrossamenti
Articolo di Selvaggia Lucarelli, titolo in prima pagina sul Fatto Quotidiano: «S. Lucido, zona rossa col buco». Piano con certe pratiche!
[18 aprile 2020]

Forza Italia 1
Titolo dal Giornale: «Berlusconi si collega anche con i suoi. E Forza Italia diventa videopartito». La novità quale sarebbe?
[19 aprile 2020]

Si può fare di più
Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia, espone a Libero le sue idee per uscire dall’emergenza coronavirus: «Dobbiamo aggredire subito il problema della crisi economica per contenere le perdite e, contemporaneamente, progettare la ripresa». «Il turismo risorgerà grazie agli italiani». «Ci deve muovere lo spirito di squadra, perché nessuno può pensare di farcela da solo». «Ma è ovvio che dobbiamo fare di più». Appunto.
[18 aprile 2020]

Zombie
«Il morente è un vivente e la morte è qualcosa che si vive», scrive il direttore dell’Osservatore Romano, Andrea Monda, ricordando Raimondo Vianello, a dieci anni dalla scomparsa, nella rubrica «Lettere dal direttore». Urge uno sciopero delle Poste. Se non vaticane, almeno italiane.
[16 aprile 2020]

Avanzi di balera
Titolo dall’Osservatore Romano: «Vite dromedarie e i limiti del night». Non ci sono più i cammelli e i locali notturni di una volta.
[18 aprile 2020]

Sul ponte di Bassano
Titolo dal Fatto Quotidiano: «“Anas non ha fatto il suo dovere su ponti e gallerie”». E sotto sì?
[17 aprile 2020]

Che sfortuna
Quattro pagine celebrative del Manifesto per i 150 anni dalla nascita di Vladimir Il‘ič Ul‘janov, meglio noto come Lenin. «Suo fratello Alexander», recita un sommario, «venne giustiziato l’8 maggio del 1887 per aver tentato, senza fortuna, di uccidere lo Zar Alessandro III». La sfortuna aiuta gli audaci.
[18 aprile 2020]

Brigata Matusalemme
Da un articolo di Francesco Specchia, che a Libero si occupa di cultura, apprendiamo che lo scrittore Luis Sepúlveda (1949-2020) «combatté a fianco di Simon Bolivar in Bolivia». Considerato che Simón Bolívar morì 190 anni fa, è presumibile che Sepúlveda fosse davvero stanco di vivere.
[17 aprile 2020]

Conversazione silenziosa
Titolo dall’Osservatore Romano: «Ripartire dal silenzio. Conversazione con il sociologo e pedagogista Johnny Dotti». Deve decidersi: o sta zitto o parla.
[17 aprile 2020]

Tutto e niente
Commento di Daniele Mencarelli in prima pagina su Avvenire. Titolo: «Niente sarà come prima. Tutto sarà come prima». Prego?
[19 aprile 2020]

La forza del pensiero
«Probabilmente ci troveremo a dover distinguere una per una le persone che incontreremo», scrive don Maurizio Gronchi sulla prima dell’Osservatore Romano. Prima invece no. E ancora: «Una delle maggiori difficoltà del momento interminabile che stiamo vivendo è quella di pensare». L’abbiamo notato.
[16 aprile 2020]

Contagi
Titolo dal Giornale: «“Il teatro come un virus. Contagia le menti e le obbliga alla cultura”». Aiuto, ci mancava pure questa.
[19 aprile 2020]

L’Italia che esiste
Titolo in prima pagina su Avvenire: «La ministra De Micheli: l’Italia c’è e alle Ong dico corresponsabilità». Grazie per l’indicazione geografica.
[14 aprile 2020]

Tafanario
Sul Fatto Quotidiano reportage sull’Istituto Palazzolo Don Gnocchi di Milano falcidiato dal coronavirus. Titolo: «“Noi caduti come mosche, ma abbiamo dato il culo”». Lo firma Selvaggia Lucarelli. Non fate della dietrologia.
[11 aprile 2020]

Banca cattolica
Da un articolo di don Antonio Mazzi sul Corriere della Sera: «Io, da figlio della piazza, vado come sempre per vie poco elaborate e più popolari». Quindi figlio della strada, più che della piazza. E più avanti: «Le Banche esistano per togliere a chi ha di più e per dare a chi ha di meno». È il mestiere delle banche con la «b» maiuscola, no?
[10 aprile 2020]

Piano B
Da Repubblica: «Festival a metà. Lo streaming non basta. Così Venezia e Cannes pensano al piano B». Il titolo è dentro una foto che ritrae un’attrice di spalle sul red carpet, con la gonna alzata da un colpo di vento. Il miglior piano B.
[8 aprile 2020]

Chi cerca trova
Pubblicità sul quotidiano dei vescovi: «Non puoi recarti in edicola? L’edicolante viene da te. Trova l’edicola che ti porta Avvenire a casa». Il gioco dell’oca.
[16 aprile 2020]

La prova del Focus
Dalla pagina Facebook del mensile Focus: «Il tema, lo capiamo, è spinoso. In questi tempi di convivenza prolungata e forzata, poi... Vi scappa una puzzetta??? La buona educazione consiglierebbe di trattenerla. Occhio, però, perché alcune considerazioni sulle possibili conseguenze sulla vostra salute potrebbero farvi cambiare idea!». Interrogativo finale: «Cosa succede se si trattiene una puzzetta?». Semplice, prendi Focus.
[9 aprile 2020]

Tutti cassa e famiglia
Titolo dal Giornale: «Sos lavoro: 100mila in cassa». Sempre meglio che in casa.
[14 aprile 2020]

Titolisti
Sull’ospedale contro il Covid-19 costruito dalla Regione Lombardia alla Fiera di Milano, Il Fatto Quotidiano intervista il professor Luciano Gattinoni, «uno dei maggiori esperti mondiali di terapia intensiva e rianimazione». Il quale all’inizio afferma: «Le do un titolo: è la Fiera della medicina o la Fiera delle vanità?». Alla fine del colloquio dice: «Le do un titolo: quella è la Fiera della Medicina o la Fiera delle vanità?». A parte la «medicina» diventata «Medicina», Il Fatto titola: «“L’ospedale in Fiera? Roba che fa ridere i polli...”». Segno che il luminare non aveva i titoli per dare consigli.
[17 aprile 2020]

Girotondo d’affari
Titolo dal Foglio: «La pandemia del turismo. Crisi di liquidità, camere vuote, scenari apocalittici e poco interesse. Il turismo è stato il primo settore a essere investito e sarà forse l’ultimo a risollevarsi. Che fare? Un girotondo». Intorno al mondo, con Sergio Endrigo.
[14 aprile 2020]

Agenda segreta
Titolo dal Manifesto: «Chi detta l’agenda al governo italiano?». Perché, ce l’ha?
[10 aprile 2020]

Avanti c’è posto...
Titolo da Repubblica: «Salvini e i suoi difendono il nuovo ospedale ma per ora è solo un costoso spot per la Regione». Sommario: «Ventisei milioni spesi per 53 posti letto e a ieri otto pazienti». Che vergogna. Dài, contagiatevi!
[16 aprile 2020]


Il pieno
In relazione alla controversa missione umanitaria dei 104 militari russi giunti in Italia con aerei Ilyushin per prestare soccorso alla popolazione colpita dal Covid-19, La Stampa rivela in un sommario: «Mosca ha chiesto a Roma di pagare la benzina dei cargo con a bordo gli aiuti». Normale o super? [16 aprile 2020]


Il ballo in maschera
Il Fatto Quotidiano parla dell’«obbligo di mascherine» e nell’occhiello spiega: «In Lombardia bisogna indossarle, così consentono anche “sciarpe e foulard”». Quindi vanno indossate sopra o sotto le sciarpe e i foulard fra virgolette?
[8 aprile 2016]

Lago di Costanza
Costanza Savaia sull’Espresso: «È così che la radio mi ha salvato la vita. Per ragioni di ipersensorialità e sinestesia, non sono in grado di udire una voce al telefono o alla radio e connetterla automaticamente all’immagine di un corpo umano. La voce per me è pura tensione emotiva, disincarnata, che si fonde con gli oggetti, le persone, gli animali, il paesaggio che vedo di fronte a me. Essa atterra nella materia presente e la pervade con le proprie frequenze. Se disegno un volto mentre ascolto la radio, la voce trasmessa lo irrora gentilmente come un ruscello che si infiltri nei canali di un piccolo orto. Così sottraggo a se stesso il silenzio infecondo; vi semino e vi coltivo l’emozione, il tratto del disegno e la voce intercettata dalle antenne della radio diventano una cosa sola». Che cosa le sarà accaduto?
[15 aprile 2020]

Libera uscita
Consigli di abbigliamento su Panorama. Titolo: «Quando esco mi vesto così». Ma quando mai?
[14 aprile 2020]

Col cavolo
Sky Australia intervista il cardinale George Pell, appena prosciolto dalle accuse di pedofilia e subito di nuovo indagato per abusi su un minorenne. Ecco che cosa il porporato vede del suo futuro: «Forse scriverò, starò a Sydney. Potrei andare a Roma per un po’. Mi dedicherò alla coltivazione di rose e cavoli». Amari.
[15 aprile 2020]

Concitazione
Attacco dell’editoriale di Concita De Gregorio in prima pagina su Repubblica: «Ai bambini non lo possiamo raccontare, ma un giorno lo sapranno». Piccoli chiaroveggenti crescono.
[16 aprile 2020]

Ivan il Terribile
«Nella tempesta che ci sta flagellando, scrivere di scuole paritarie può stridere fin dalle prime righe e condannare a finire inclassificati perché fuori tema», si legge sulla prima pagina di Avvenire. In effetti... L’autore è don Ivan Maffeis, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana, principale azionista del quotidiano. Che abbia frequentato le paritarie?
[16 aprile 2020]

Amore e m...
Titolo dell’editoriale di Giuliano Ferrara sul Foglio: «Lettera d’amore alla Germania. La merda di toro antitedesca merita derisione in ogni seria discussione pubblica». Pane al pane.
[15 aprile 2020]

Testa di ponte
Titolo in prima pagina dal Corriere Fiorentino: «Anas negligente sul ponte crollato». Speriamo che sia rimasta sotto le macerie, così impara.
[10 aprile 2020]

Pensa e ripensa
Titolo dall’Osservatore Romano: «Il cardinale Turkson: pensare al dopo per non essere impreparati». Gran bella testa.
[15 aprile 2020]

Ritorno al passato
Titolo dal Manifesto: «Servire il popolo con un diario dal lockdown». Mancano all’appello solo Lotta continua e Avanguardia operaia.
[15 aprile 2020]

La forza del destino
Massimo Galli, past president della Simit, la Società italiana malattie infettive e tropicali, intervistato dal Giorno sul Covid-19: «La forza del virus quella era, quella è rimasta». Titolo: «“L’epidemia ha perso la sua aggressività”». Forza d’inerzia.
[14 aprile 2020]

Loto
L’epidemiologo Franco Berrino detta a Panorama la sua ricetta contro il coronavirus: «Come il fiore di loto si eleva dallo stagno rimanendo perfettamente bello e pulito, anche l’uomo, attraverso un percorso di meditazione, di saggezza e di crescita interiore, può superare il male, senza lasciarsi travolgere dalle difficoltà. Ispiriamoci ai fiori di loto». In effetti evitare il contagio è come vincere un terno al loto.
[14 aprile 2020]

Brutte compagnie
Dal Fatto Quotidiano: «Mentre la pandemia ancora dilaga, ci si chiede per quanto tempo il virus ci farà compagnia». È tornata la Compagnia della buona morte.
[15 aprile 2020]

Bagno di sangue
La Verità intervista il virologo Francesco Broccolo. Titolo: «“Fare il bagno non è pericoloso. Al mare sì, ma separati dai nonni”». Per sintetizzare: fare il bagno al mare è pericoloso solo in compagnia dei nonni.
[15 aprile 2020]

Sineddoche fotografica
Didascalia su Repubblica: «“Tutto andrà bene”. La grande scritta è stata fatta con materiali di risulta restituiti dal mare sull’arenile di Posillipo, a Napoli». Guardi l’immagine e leggi solo «Andrà bene». Tutto, la prossima volta.
[11 aprile 2020]

Liberi muratori
II Sole 24 Ore intervista il segretario della Lega. Titolo in prima pagina: «Salvini: “Edilizia e pace fiscale per ricostruire l’economia”». Mais oui, capitain La Palice. Non si vede come sia possibile ricostruire senza l’edilizia.
[10 aprile 2020]

Le vie del cielo
Titolo di Avvenire a pagina 5: «Tanti i sacerdoti calunniati. C’è chi non può andare in strada». Un filino criptico. La spiegazione in due titoli a pagina 7: «Noi preti, ponte di speranza». Vanno sui cavalcavia. «Don Gianni, il prete pilota che dal cielo e ora dal campanile “abbraccia” i fedeli». No, vanno in cielo.
[10 aprile 2020]

Tutto chiaro
Titoli del Fatto Quotidiano spalmati su quattro pagine: «Task force, la lista di pro e contro». «“Sanità questione centrale. Ma le Regioni sono diverse”». «Arcuri fa l’anti-Borrelli con lo staff di Speranza». «Comitato, ecco i moduli per il conflitto d’interessi: ma sono troppo generici». «Accordo San Matteo-Diasorin: il professor Baldanti si dimette». «Guai ai cartomanti dei “soldi a tutti”. Letture? “Kaputt”». Poi ci si lamenta perché calano le copie.
[15 aprile 2020]

Morti
Il Fatto Quotidiano inaugura in un titolo una nuova categoria di defunti: «Da Nord a Sud, le procure indagano su morti-Covid». Un passo indietro rispetto ai morti-fame.
[11 aprile 2020]

Ladri
Titolo di apertura dell’Osservatore Romano: «Anche i ladri hanno un santo in Paradiso». Molto venerato in Vaticano.
[10 aprile 2020]

Cime
Alfonso Signorini spiega al Giornale che portare a termine il Grande Fratello Vip «è stato come scalare l’Everest». Nientemeno. Infatti «quando il premier Conte ha chiuso l’Italia e dopo pochi minuti dovevo andare in onda, sono rimasto spiazzato, perplesso». Si stenta a comprendere il motivo di tanto sconcerto: i concorrenti non erano già chiusi in casa?
[10 aprile 2020]

Abbigliamento antivirus
Sulle conseguenze della pandemia, titolo d’apertura in prima pagina sulla Libertà: «La sindaca chiama il governo. “Maglie più strette sul lavoro”». Basta con le tute blu.
[9 aprile 2020]

Occhi e piedi
Don Marco Pozza, cappellano del carcere Due Palazzi di Padova nonché intervistatore prediletto di Sua Santità (che gli ha affidato la recente via crucis in piazza San Pietro), consegna al Fatto Quotidiano un articolo dalla consueta prosa enfatica. L’incipit: «Tenendoli in mano, il Papa ha utilizzato come voce gli occhi: “Sembra che parlino!”». Nel piatto, come quelli di santa Lucia? Conclusione: «È stata una Via Crucis scritta coi piedi: di Giuda». Non solo la via crucis.
[14 aprile 2020]

Pussa via
Titolo sul Giorno: «Il picco in Spagna. Johnson via dalla rianimazione». Indesiderabile.
[10 aprile 2020]

Come prima più di prima
Titolo dell’editoriale d’apertura in prima pagina su Avvenire: «Il “come prima” non ci serve». Facciamo «più di prima t’amerò»?
[14 aprile 2020]

Danni
Titolo dal Giornale: «La rivincita di Contrada risarcito dallo Stato. “Un danno irreparabile”». Se è irreparabile, perché si fa risarcire con 667.000 euro?
[8 aprile 2020]

Il presepe di Pasqua
Clamorosa notizia da Vatican News, il sistema d’informazione della Santa Sede: «A Roncolevà in Veneto un presepe di Pasqua per vincere la solitudine». Non ci sono più le mezze stagioni.
[11 aprile 2020]

La fortuna è cieca
Titolo del Fatto Quotidiano: «La fortuna ci troverà di nuovo e ti faremo il culo, Coronavirus». L’articolo riguarda un progetto di solidarietà i cui proventi saranno devoluti all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Divisione di colonproctologia.
[9 aprile 2020]

Manifestazioni febbrili
Editoriale pandemico di Roberta De Monticelli sulla prima pagina del Manifesto: «Agli inizi di questa crisi, paradossalmente, un fremito di speranza attraversò la vita di molti di noi». Giro all’interno: «E mi includo fra questi. Tanto acuto era il sentimento che fosse divenuto chiaro a ciascuno, ormai, quanto il rimedio gran rumore vitale e morale della democrazia non sia la via cinese, ma una iniezione massiccia di conoscenze: nella mente delle persone alla lunga, ma subito nelle governances del mondo». Signora, è sicura di sentirsi bene?
[10 aprile 2020]

Libera uscita
Titolo in prima pagina dal Corriere di Bologna: «E a Pasquetta la Madonna di San Luca uscirà». Almeno lei.
[10 aprile 2020]

Incipit
Incipit del pezzo di Daniele Capezzone sulla Verità di giovedì: «Dove eravamo rimasti?». Incipit del pezzo di Daniele Capezzone sulla Verità di venerdì: «Abbiamo scherzato». Nei prossimi giorni sono attesi i seguenti incipit: tanto tuonò che piovve, non ti regala niente nessuno, dalle stelle alle stalle, non si finisce mai di imparare.
[10 aprile 2020]

Pasqua in cinemascope
Titolo di Avvenire: «Gesù, la Resurrezione ora è solo in technicolor». Cristo, che progressi.
[10 aprile 2020]

Pietre in testa
Attacco della rubrica Pietre di Paolo Berizzi su Repubblica: «Fare e non fare. E, soprattutto, chi». Cioè?
[10 aprile 2020]


Il futuro è passato
Si apprende dal Fatto Quotidiano che il Covid-19 ha causato anche nella massoneria una decina di morti. Spiega il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi: «Li ricorderemo tutti nella Gran Loggia annuale, che quest’anno terremo non più dal 3 al 5 aprile, ma dal 11 al 13 settembre, sempre a Rimini». Il giornale reca la data dell’11 aprile. Dopo il futuro anteriore, ecco il futuro passato (da otto giorni).

Sperimentazioni
Dal Giornale. Occhiello: «La Bundesliga va verso la riapertura e sperimenta. La Serie A prende appunti». Titolo: «Lo Schalke fa la spesa in campo. E Dahoud...». Catenaccio: «Il club provvede a giocatori e famiglie. Il centrocampista ha una porta sul tetto». Cioè?
[10 aprile 2020]

Testa di ponte
La Repubblica titola così la rubrica L’amaca di Michele Serra: «I ponti inascoltati». Chi ha orecchi per intendere, intenda!
[10 aprile 2020]

Sciacalli
Titolo in prima pagina sul Giorno: «Sciacalli occupano casa di coppia uccisa dal virus». Fanno il loro mestiere.
[9 aprile 2020]

L’ostrogoto
L’ultimo grammelot del ministro Luigi Di Maio: «Se abbiamo potuto comprare all’estero con contratti a prezzo di mercato è stato grazie al fatto che abbiamo potuto avere dai governi dove siamo andati a comprare anche la possibilità di esportare i prodotti che acquistavamo». I famosi Affari Esteri, quasi ostrogoti.
[9 aprile 2020]

Ultimo respiro
Maurizio Gronchi sulla prima pagina dell’Osservatore Romano: «L’ultimo respiro di Gesù crocifisso, da sbuffo soffocato si trasforma in soffio di vita». Virgola compresa. Uff!
[9 aprile 2020]

Passi avanti
Avvenire ricorda quanto ha detto papa Francesco sul diaconato femminile: «Si deve studiare la cosa, perché io non posso fare un decreto sacramentale senza un fondamento teologico, storico. Ma si è lavorato abbastanza. Poco, è vero: il risultato non è un granché. Ma è un passo avanti». Ricapitolando: si è lavorato abbastanza poco. Cioè niente. Complimenti per il passo avanti, Santità.
[9 aprile 2020]

Parigi malato
Titolo della Stampa: «Parigi diventa il malato d’Europa. Boom di morti, Paese in recessione». Il cambio di sesso non ha fatto bene alla capitale francese.
[9 aprile 2020]

Il Banal Grande
«Professor Melloni, anche il papa celebrerà la Pasqua in solitudine?», chiede La Repubblica con riferimento alla clausura da Covid-19. E Alberto Melloni, ordinario di Storia del cristianesimo, risponde: «Sarà una Pasqua domestica per tutti. Del resto lo fu anche per Gesù». Sul Calvario. Ma il Golgota non era fuoriporta? (Nella medesima intervista il docente spiega che «alla fine del confinamento bisognerebbe istituire un museo delle banalità dette in questo periodo». Si candida a direttore).
[9 aprile 2020]

Urne cinerarie
Il Sole 24 Ore titola in prima pagina: «New York, 779 morti in un giorno. Sanders si ritira dalle elezioni Usa». A egregie cose il forte animo accendono l’urne de’ forti.
[9 aprile 2020]

O occhio nudo
Titolo di Avvenire: «Sky, il telegiornale ora è fatto in casa». E si vede.
[7 aprile 2020]

Mani strapulite
Titolo del Giornale: «La sinistra sfrutta il virus per invocare Mani pulite». Con l’Amuchina.
[9 aprile 2020]

Pediatra da incubo
Andrea Satta, rocker e pediatra, parla sul Fatto Quotidiano delle conseguenze psicologiche della pandemia sui più piccoli. Titolo: «I bambini fanno incubi: gli manca la scuola». Manca anche ai grandi: gli incubi si hanno, non si fanno.
[8 aprile 2020]

Porre l’accento
Sommario dal Fatto Quotidiano: «Ognuno per sè». Accento in linea con il «perchè» ricorrente su questo quotidiano.
[6 aprile 2020]

Parole parole parole
Intervista con il cardinale Gianfranco Ravasi sul Giornale, dal titolo «Noi come Gesù sulla croce sperimentiamo la paura. Ma di fronte a tanto dolore anch’io perdo le parole». Allora significa che la situazione è davvero disperata.
[8 aprile 2020]

Resa dei conti
Notizia dalla Francia su Repubblica: «Esasperato, senza più soldi per comprare da mangiare, un uomo ha minacciato di andare a fare la spesa al supermercato armato di fucile. Sono intervenuti i gendarmi che prima gli hanno impedito di commettere sciocchezze, poi hanno pagato per lui il conto». Non ha minacciato di andare a fare la spesa: c’è andato. Ma il fucile lo aveva o no? Non si sa. Comunque, qualcosa ha portato a casa.
[5 aprile 2020]

Eccezioni di rito
La Chiesa di fronte alla pandemia. Il Giorno intervista il biblista padre Alberto Maggi. Titolo a tutta pagina: «Senza riti è una Pasqua ancora più vera». Ma sì, dai, aboliamola per sempre ’sta Settimana santa.
[9 aprile 2020]

Matteo Battisti
Matteo Renzi intervistato da Repubblica: «Oggi abbiamo un governo che ha ampio consenso e che per questo dovrebbe avere il coraggio di fare scelte difficili, senza nascondersi dietro l’alibi dei tecnici. Il futuro lo scopriremo solo vivendo». Parole sante, Lucio.
[8 aprile 2020]

Statura
Titolo del Corriere della Sera sul bilancio del coronavirus: «Malati, mai così bassi da un mese». Alto il morale.
[8 aprile 2020]

Piccini
Nando Dalla Chiesa scrive di coronavirus sul Fatto Quotidiano. A parte il titolo, che non è propriamente un invito alla lettura («Covid, la strana guerra: mistero sulla strategia e “disertori” ben pagati»), l’incipit è da brivido: «Strategia, strategia, per piccina che tu sia...». La guerra è una faccenda troppo seria per lasciarla in mano ai figli dei generali.
[6 aprile 2020]

Cantautori
Citazioni da una pagina dell’Osservatore Romano. Il direttore Andrea Monda: «“Essere creativi significa essere vicini al prossimo”. Non sono parole di Papa Francesco (anche se potrebbero esserlo tranquillamente) ma della rockstar Nick Cave». Lorenzo Fazzini: «“Generazione di sconvolti, che non han più santi né eroi” (Vasco Rossi)». San Remo, ora pro nobis.
[3 aprile 2020]

Ah, la Svizzera!
Titolo di apertura a 4 colonne (su 5) in prima pagina sulla Tribune de Gèneve: «Comment sports et yoga se pratiquent en ligne». La famosa ligne di partenza. Pronti! Via!
[7 aprile 2020]

Doc
Notizia esclusiva di giornata in prima pagina sul Manifesto: «Yukio Mishima. Il dibattito del 1969 tra lo scrittore e Nagisa Oshima in un doc di Keisuke Toyoshima».
[7 aprile 2020]

Abitazioni
Titolo di Avvenire: «Dentro l’emergenza virus c'è un tempo da abitare». Ma tenete chiusa la porta di casa.
[7 aprile 2020]

Via col ventilatore
Titolo dal Giornale: «Boris stabile in ospedale ma senza ventilatore. Il vice: è un combattente». Sopporta persino il caldo.
[8 aprile 2020]

È qui la festa?
Da Libero: «È un giorno speciale quello di oggi per tutti i Testimoni di Geova. Questa sera, in più di 240 nazioni, oltre venti milioni di persone celebreranno la Commemorazione della morte di Gesù Cristo o Cena del Signore, la loro più importante ricorrenza». Il titolo recita: «Festeggiamo la commemorazione della morte di Gesù». In verità, in verità vi dico: c’è poco da festeggiare.
[7 aprile 2020]


41 bis
Titolo di apertura sulla copertina di Popotus, inserto per bambini di Avvenire, che affronta l’emergenza Covid-19 nelle carceri: «In cella manca l’isolamento». Meglio reclusi in casa.
[7 aprile 2020]

Notabili
Stefano Buffagni, viceministro allo Sviluppo economico, si rassegna a farsi intervistare sul Covid-19 dal Fatto Quotidiano, che gli regala mezza pagina abbondante con questo titolo: «C’è chi ha usato quest’emergenza per farsi notare». L’abbiamo notato.
[5 aprile 2020]

Giro giro tondo
Titolo di apertura della prima pagina sul Foglio: «Niente messa a Pasqua, ed è giusto, ma forse è il momento di chiedersi anche quando e come si potrà tornare in chiesa. Girotondo». Casca il mondo.
[7 aprile 2020]

Il Web degli italiani
Titolo di apertura a pagina 2 della Verità: «L’incubo patrimoniale scatena la caccia sul Web degli italiani ai “paradisi fiscali”». Ma come? Esiste un Web per gli italiani e uno per gli stranieri? Prima gli italiani!
[7 aprile 2020]

Sciarade
Titolo di apertura a pagina 4 della Verità: «Marattin scivola sulle condizionalità. “Nei trattati non ci sono”. E invece...». Sommario: «Il deputato di Iv fa il bulletto sul Mes, ma incappa in una gaffe dietro l’altra: confonde il Salvastati vecchio con la sua riforma e sbaglia il numero di commi. Poi spara: “Il rigore non è citato”. Ma il testo parla chiaro». Di sicuro più del titolo.

[7 aprile 2020]

Guanti
La Repubblica rileva un effetto collaterale del confino casalingo causato dalla pandemia: «I maschi violenti si sentono al sicuro, lei non può scappare. Oppure lui è talmente impaurito dal possibile contagio che non le mette le mani addosso e con i guanti è più difficile». In effetti menare con i guantoni viene più facile.

[4 aprile 2020]

Pasqua con i tuoi
Titolo di Avvenire: «Pasqua in diretta tv o web? Meglio celebrarla nelle case». Alternative?

[7 aprile 2020]

Che palle!
Su Libero, allarme di Laura Avalle circa gli effetti collaterali della reclusione in casa causa pandemia: «Il dubbio è che l’infezione possa determinare una “compromissione dell’omeostasi immunitaria nei testicoli”, che potrebbe causare l’orchite (un’infiammazione dei testicoli)». Più che un dubbio, una certezza.

[6 aprile 2020]

Miglioramenti
Titolo di apertura a pagina 4 di Avvenire: «L’epidemia ci sta indicando come migliorare la Sanità». Ne valeva la pena.

[7 aprile 2020]

Abitudini pagane
Dal Corriere.it: «La Settimana Santa 2020 è ufficialmente iniziata in un clima molto diverso dal solito. L’emergenza coronavirus costringerà infatti a cambiare, in un modo senza precedenti, riti religiosi e celebrazioni. Inevitabilmente diverse saranno poi le abitudini pagane: dalla tradizione dei pranzi alle passeggiate all’aria aperta». Cristiani ed ebrei, com’è noto, non mangiano e non vanno a spasso.

[6 aprile 2020]

Deinde non philosophari
«Senta, non ho nessuna voglia di far filosofia», dice il filosofo Massimo Cacciari intervistato dall’Huffington Post. Proprio vero che dopo l’epidemia nessuno è più come prima.

[6 aprile 2020]

Maledetta primavera
Giuseppe Conte dixit, dal sito Gazzetta.it: «Presto vedremo una nuova primavera per l’Italia». Ci basta e avanza questa, presidente.

[6 aprile 2020]

Fiato corto
Titolo in prima pagina sulla Stampa: «Si aggrava Boris Johnson, il Regno Unito col fiato sospeso». Anche lui.

[7 aprile 2020]

Mosè
Ieri sera, nell’ennesimo discorso alla nazione, il premier Giuseppe Conte ha affermato: «Pasqua significa – lo sanno bene i cristiani – passaggio, il passaggio e anche il riscatto dalla schiavitù all’Egitto». Se ne deduce che Conte non è cristiano e che dopo il coronavirus ci attendono le dieci piaghe d’Egitto.
[7 aprile 2020]

La meglio gioventù

Richiamo in prima pagina sul Messaggero: «Bill Gates, genio
che non invecchia i suoi miliardi per un vaccino». Non vale la pena metterli in barrique, meglio tenerli in banca.
[6 aprile 2020]

Comitati
Carlo Calenda sulla Verità: «Per ripartire serve un super comitato». Il famoso super gruppo di svogliati, scelto fra gli incapaci, che si riunisce per fare cose inutili. [6 aprile 2020]
[6 aprile 2020]

Giochi senza frontiere
Sul Covid-19, epocale documento ospitato dal Fatto Quotidiano, firmato da alcuni esponenti della sinistra di lotta e di governo, fra cui l’ex ministro Lorenzo Fioramonti, Nicola Fratoianni ed Elly Schlein, la più votata in Emilia: «Il virus non conosce frontiere». Mica pizza e fichi.
[5 aprile 2020]

Burlesque
Dal Giornale: «Burioni ha pure definito “una scemenza” dire che un paziente “non è morto per il coronavirus ma con il coronavirus”». Trattasi del virologo che il 2 febbraio scorso è andato in tv da Fabio Fazio a dire che «in questo momento in Italia il rischio di contrarre questo virus è zero, zero, perché il virus non circola» e che, se la gente gira con le mascherine, «sarà per l’inquinamento». Di scemenze se ne intende.
[5 aprile 2020]

L’inguine al pesto
Da Repubblica, pagina su «L’Italia che resiste»: «Sul web, in aiuto di tutte quelle che nella vita normale non hanno un capello fuori posto, impazzano i tutorial per evitare chiome bicolori e tenere in ordine inguine e ascelle. Sulla rete impazzano poi i consigli della nonna: fondi del caffè per fare lo scrub della pelle, limone per i talloni screpolati, yogurt, patate e cetrioli per le borse sotto agli occhi». Dove sia finito lo zucchino, è noto.
[5 aprile 2020]

Alternative
Titolo in prima sulla Stampa: «Lo Stato aiuti le famiglie o ci penserà la mafia». E senza trattativa, stavolta.
[6 aprile 2020]

Cristianismi
Articolo di Ettore Boffano, condirettore del Fatto Quotidiano: «I “sepolcri imbiancati” di oggi, al contrario, appaiono più sprovveduti, ma forse addirittura più pericolosi, votati come sono soltanto al fiancheggiamento elettorale e dei consensi attorno ai “cristianismi” volgari del leader leghista». È saltata la traduzione simultanea.
[6 aprile 2020]

Al fuoco!
Titolo d’apertura sull’Osservatore Romano: «Trump infiamma il petrolio». Brucia, ragazzo, brucia.
[3 aprile 2020]

Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo Monda
Marina Abramovic si racconta ad Antonio Monda sulla Stampa: «All’epoca facevo già le mie performances, il che significa che mi tagliavo, frustavo e bruciavo, fin quasi a morirne, prima delle 10: non è folle?». Suvvia, che cosa va a pensare?
[5 aprile 2020]

A tutta manetta
Servizio del Fatto Quotidiano sulle violazioni delle misure di contenimento del coronavirus in Lombardia. «Più multe», annuncia in neretto l’occhiello. «Nuova ordinanza della regione dove aumenta la mobilità: +2% in pochi giorni». Leggi il testo e scopri che è la mobilità a essere aumentata del 2%, non le multe. Il virus sanzionatorio ha colpito ancora.
[5 aprile 2020]

Il paradiso non può attendere
Azzurra Barbuto su Libero: «Sono una novantina i preti morti in queste settimane per colpa del Covid-19, un numero superiore a quello dei medici che pure lavorano in corsia a stretto contatto con i malati. La chiamano “volontà del Padreterno”». Interessante questa novità teologica sull’Altissimo che vorrebbe stecchire i suoi ministri. E più avanti, parlando dei fedeli: «Per qualche settimana essi possono fare a meno dei tramiti». Solo tremiti.
[3 aprile 2020]

Finirà
Titolo di Repubblica nelle pagine dedicate al coronavirus: «Te lo leggo negli occhi (in mascherina)». Com’è che cantava Dino (senza mascherina)? Ah, sì: «Finirà, me l’hai detto tu». Speriamo bene.
[1 aprile 2020]

Reclusi
Editoriale di Eugenio Scalfari su Repubblica: «Noi abbiamo un Papa a Roma il quale è naturalmente cattolico e cristiano». Naturalmente, meglio precisarlo. «La mia amicizia nei confronti di Sua Santità dura ormai da sette anni però io non posso uscir da casa e il Papa non può uscire dal Vaticano». Per Bergoglio basta brutti incontri.
[5 aprile 2020]


Palle
Editoriale della Stampa: «La struggente palla che gira e pazienza se è in Tagikistan». Il pianeta ha traslocato in Tagikistan a nostra insaputa?
[5 aprile 2020]


Sciarade

Titolo di prima pagina su Avvenire: «L’ulivo che c’è (col Papa). Le Palme sono domestiche». Cioè?
[5 aprile 2020]


Futuro
Incipit della rubrica “L’articolo della domenica” di Francesco Alberoni sul Giornale: «Nessuno può prevedere il futuro». Questa ci giunge davvero nuova.
[5 aprile 2020]


Off
Titolo del Fatto Quotidiano sulle molteplici attività ricreative dei cittadini in quarantena: «Resistenze quotidiane: disegni, musica, poesie e bagni... di gong». Emergenza otoiatrica in vista.
[5 aprile 2020]

Fare centro
Titolo della Verità: «Gli hacker? Ci sono, ma non centrano nulla». Non c’entrano nulla con le intrusioni nel sito Inps, però di solito centrano il bersaglio.
[3 aprile 2020]


Kit
Inchiesta del Fatto Quotidiano (in prima pagina): «I rinvii sul kit per scovare i positivi». Titolo: «Giungla test-sangue: tutti in ordine sparso». Sommario: «Gli strumenti rapidi per esaminare gli asintomatici e i rimpalli tra Regioni e ministero della Salute». Abbiamo finalmente uno strumento rapido per esaminare i rimpalli tra Regioni e ministero della Salute? Ma è fantastico!
[3 aprile 2020]


Sesso da remoto
Richiamo in prima pagina sul Fatto Quotidiano: «La pornostar Malena. “Il mio smart working è sesso tutto virtuale”». Non è che da remoto restino molte altre possibilità.
[3 aprile 2020]


Offerte speciali
«Ci vorrà un anno per il vero bilancio dei morti», annuncia La Verità in un titolone sul coronavirus. E nel sommario: «Secondo i ricercatori del ministero, in inverno ci sono stati meno decessi del previsto. E questo ha offerto al morbo cinese un enorme numero di anziani da colpire». Ma benedetta gente, non poteva morire subito, invece di aspettare il Covid-19?
[3 aprile 2020]

Bulli
Titolo di Libero: «E il governo si bulla: facciamo di tutto». A parte che del verbo «bullare» non c’è traccia sui dizionari, al massimo s’imbullona.
[3 aprile 2020]


Alegher
Titoli in ordine di apparizione dalla Verità del 2 aprile: «Dilettanti allo sbaraglio». «Cani sì, bimbi no: tutti contro il ministro». «La brasiliana picchiata torna a casa dal giudice». «Viva il bond patriottico però il premier fa il muro di gomma». «Le irritanti cronache dei Vip dalle loro ville di “reclusione”». «Sito in tilt e privacy violata. Il pesce d’aprile dell’Inps è una Waterloo giallorossa». «Le Entrate strizzano l’occhio al lavoro nero». «Ogni giorno un disastro annunciato. Nell’ora più buia ci toccano i dilettanti». «Animali a spasso, i figli no: tutti contro il Viminale». «Caos decreti: spunta il terzo sulla liquidità». «L’export non ci salverà». «Arcuri prende in giro i dottori con mascherine “non autorizzate”». «Gualtieri a parole diventa sovranista. Ma sui soldi veri gli resta il braccino». «Da Conte altro “nì” al Salvastati». «L’Italia va al tavolo del Mes per dire “boh”». «Coronabond inappropriati». «II bond patriottico piace a molti ma Conte e Gualtieri tirano il freno». «Affoga nella retorica l’esperimento musicale Rai». «A Bologna sfondata quota duemila (2.084)». «Aumentano gli infetti ma anche i tamponi. A Bergamo è strage: +400% di morti». «Sulle paritarie errore da matita blu». «Gli ospedali sono nella morsa di hacker e vandali». «Spagna, ordine choc ai medici in corsia. “La morte nelle case è l’opzione migliore”». «La tassa sulle mascherine è un insulto». «Finge che il figlio sia malato cronico per assentarsi dal lavoro 18 volte». Alegher, alegher.

[2 aprile 2020]


Mazzate
Don Antonio Mazzi nella sua rubrica su Famiglia Cristiana: «Solo alcuni, o per cultura o per educazione, anziché chiamarci vecchi ci chiama anziani». Alcuni ci chiama. Un caso di sdoppiamento della personalità.
[2 aprile 2020]


Piccioncini
Azzurra Barbuto commenta su Libero gli effetti romantici dell’isolamento da coronavirus: «Non potendosi palpeggiare, gli amanti hanno ricominciato a scriversi tenere lettere d’amore, sebbene recapitate via internet e non più attraverso il piccione viaggiatore». I due piccioni e la fava c’entrano sempre.
[2 aprile 2020]


Testa

Intervistato da Famiglia Cristiana sul flagello del Covid-19, Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, parla della «voglia di uscire a testa alta da questa emergenza». Obiettivo minimo: uscire di casa con la testa bassa e il resto del corpo.
[2 aprile 2020]


Dipendenze
Titolo da Libero: «La pizza come uno stupefacente. Crea dipendenza in chi la mangia». La famosa Pizza connection.
[2 aprile 2020]


Tetti
Didascalia dell’Espresso: «Roma. Da una terrazza del centro storico ci si affaccia verso gli altri tetti». Strane cose accadono ai piani alti nella Capitale.
[2 aprile 2020]

Arrivano i Roos
Incipit dell’editoriale di Mario Giordano su Panorama: «Una volta quando eravamo in difficoltà scattava automatico “l’arrivano i nostri”. Siamo cresciuti con il mito del Settimo cavalleggeri, la carica, le giacche azzurre, il generale Custer, i G.I. di Roosvelt». Sarebbe Roosevelt, ma lui vede Roos dappertutto.
[2 aprile 2020]


Chiusure
In prima pagina sull’Osservatore Romano intervista con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano: «Nonostante la paura non chiudiamoci in noi stessi». Deve mettersi d’accordo con il suo omologo italiano Giuseppe Conte.

[2 aprile 2020]


Dietro
L’attrice Monica Bellucci, «confinata in una bella casa nel Sudovest francese, sulla costa atlantica», intervistata dalla Stampa sul coronavirus: «Sono dietro ai compiti di Léonie, mia figlia di 9 anni». Davanti li metterebbe in ombra. «Potrei raccontare che sto divorando Nietzsche, Kant o Oscar Wilde, ma giuro, il mio mondo ruota intorno alle tabelline e ai perimetri dei quadrilateri». Le crediamo sulla parola.
[1 aprile 2020]


Virus nudo
Titolo di Panorama: «Walter Nudo, il virus non è mica una vacanza!». Prendiamo nota.
[1 aprile 2020]

Prima o poi
Umberto Brunetti, editore e direttore di Prima Comunicazione, annuncia nel suo editoriale che «una signora con l’aria intelligente e tranquillizzante, Marta Cartabia, è la presidente della Corte costituzionale e l’abbiamo scelta per la copertina di questo mese». E spiega: «In questo periodo con l’incubo del coronavirus, in cui non puoi aprire la televisione, un giornale o un sito Internet senza avere il bollettino dei morti e sentire le fosche previsioni sulla catastrofe economica che ci aspetta, vedere la foto dell’antica sala dove si riunisce la Corte incute rispetto e tranquillità. Come se davanti a tanta solennità il malefico virus arretrasse». Infatti a qualche giorno dall’apparizione in edicola di “Prima” sua eccellenza Marta Cartabia è stata contagiata dal Covid-19. Averlo saputo prima.
[1 aprile 2020]


Rapinatori

Titolo di Repubblica: «Rapina farmacia poi si pente e si costituisce sulla app YouPol». Su YouPorn c’erano troppi accessi.
[1 aprile 2020]


Bollette
Sommario del Fatto Quotidiano a un articolo di Selvaggia Lucarelli: «Mio padre non protesta quando gli dico di non andare in posta, che le bollette adesso gliele pagherò io su Internet». Con una figlia così, tocca rassegnarsi.

[1 aprile 2020]


Colpi di sole
Titolo del Giornale: «Al lavoro o a scuola e col calcio. E la chiamerebbero estate». Cioè?
[1 aprile 2020]

Gatti volanti
La Repubblica avverte che gli animali domestici, «abituati a una relazione part time, patiscono per eccesso di presenza». Propone quindi alcuni modi per distrarli: «Al gatto si possono proporre giochi nuovi», per esempio «costruire aeroplanini di carta». Con le loro unghie ci riescono benissimo.
[1 aprile 2020]


Servizio al tavolo
Elena Bonetti, ministro alle Pari opportunità e alla Famiglia, intervistata dalla Stampa: «Intendo portare ai vari tavoli del governo la proposta di valorizzare il lavoro femminile». Solito servizio a pranzo e cena, ma con rigatino e crestina?

[1 aprile 2020]


Maestri
Sul coronavirus La Repubblica intervista l’assessore milanese all’Edilizia scolastica, Paolo Limonta, che è maestro: «Se nei mesi estivi si potessero ricreare le condizioni per il ritorno a una vita “normale”, il Comune potrebbe valutare di mettere a disposizione le proprie strutture scolastiche per la creazione di centri estivi molto più estesi di quelli programmati ogni anno. Potremmo fare assieme una riflessione sulla possibilità che, a fianco del personale educativo delle Cooperative del Comune, ci potrebbero essere alcune maestre e maestri. In questi mesi stanno svolgendo un lavoro straordinario e, ovviamente a livello volontario, potrebbero consentire un incremento del numero di centri». «Potessero». «Potrebbe». «Potremmo». «Possibilità». «Potrebbero». E ancora «potrebbero». La fantasia al potere. I piccoli maestri, avrebbe concluso Luigi Meneghello.

[1 aprile 2020]

Allarmi
Titolone di apertura sul Giornale del 26 marzo: «Allarme pensioni». Titolone di apertura sei giorni dopo: «Allarme stipendi». What else?

[1 aprile 2020]


Minuscolo
Editoriale di Maurizio Belpietro su Panorama: «Il Covid-19 è un virus minuscolo». Alla larga dai virus maiuscoli.

[1 aprile 2020]

 
Accenti
Titolo di prima pagina sul Fatto Quotidiano: «Perchè quei 969 morti?». E perché «perchè?» invece di «perché»?

[1 aprile 2020]


Reclusi
La Repubblica informa che, causa emergenza coronavirus, l’attore Elio De Capitani vive – ma guarda un po’ – barricato nel suo appartamento. Annota il cronista: «La città vuota non attira De Capitani, che non esce quasi mai, e non solo per precauzione». Anche perché glielo vieta il premier Conte.

[1 aprile 2020]


Virus
Titolo di apertura delle pagine culturali di Avvenire: «I bambini d’Irlanda col virus della scrittura». In quarantena, subito!
[31 marzo 2020]


Fuori controllo
Titolo di prima pagina sull’Osservatore Romano: «Spagna, virus fuori controllo». Non come nel resto del mondo.
[31 marzo 2020]


Necrofori
Matteo Salvini ad Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, che lo interroga sul coronavirus: «Quando si arriva a destinazione – e presto ci arriveremo – i passeggeri giudicano se l’autista si è comportato bene, se è stato all’altezza». Camion militare, carro funebre tradizionale o carrozza con cavalli delle pompe funebri Bellomunno di Napoli?
[31 marzo 2020]


Parti basse
Frase di papa Francesco in apertura di pagina sull’Osservatore Romano: «Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia... Curare le ferite, curare le ferite... E bisogna cominciare dal basso». Per quelle alla testa c’è tempo.
[31 marzo 2020]


Numeri
Titolo d’apertura sul Corriere della Sera: «Un Picasso a 100 euro, la “Natura Morta” in palio alla lotteria. L’iniziativa benefica in Francia, 200 biglietti in vendita». Nel testo diventano 200.000 ma fa lo stesso.
[31 marzo 2020]

Etilismo
Creata in Veneto la Grappa Alto Grado 71 in boccetta spray per combattere il coronavirus. Roberto Castagner,  il produttore, spiega a Libero: «La grappa fa parte del vissuto degli italiani». Anche del mortuario. Conclude l’articolista: «Prima di creare il prodotto il mastro distillatore ha chiesto lumi ad alcuni esperti di medicina. I virologi, al momento, hanno capito talmente poco del virus che la prima vera certezza non poteva essere l’inefficacia della grappa spray contro le goccioline da Covid». I lettori ci hanno capito ancora meno.
[31 marzo 2020]


Vitamina C
Titolo di Avvenire: «Ghirelli, la vitamina C è la Lega Pro-Umanità». Vallo a spiegare agli agrumi.
[31 marzo 2020]


Red Crazy
Titolo a tutta pagina sul Giornale: «Corona camp, la follia del Dottor Male». Occhiello: «Il consigliere della Red Bull F1: “Giovani e forti, l’avrebbero contratto in forma leggera». Catenaccio: «Marko, soprannominato nel box “doctor evil”: “Un ritiro con i piloti per farli contagiare”». Tutto chiaro.
[31 marzo 2020]


Canti
Titolo del Corriere sul tema coronavirus: «Gassmann: vivo con Leo che canta 9 ore al giorno». E non ti passa?
[31 marzo 2020]


Cani
Titolo sul Giornale: «Lavate i cani (ma senza candeggina)». Meglio l’acido muriatico.
[31 marzo 2020]


Telefoni
Secondo Strategy analytics a febbraio si è registrato un calo del 38 per cento nelle vendite di smartphone rispetto allo stesso periodo del 2019, il più grande nella storia dei cellulari. E chissà che tracollo a marzo e aprile per effetto del coronavirus. Penso ad Augusto De Gasperi, fratello di Alcide. Era amministratore del Gazzettino quando, negli anni Cinquanta, gli fu chiesto di far installare il telefono in una redazione del Friuli. Sbigottito, alzò gli occhi dal libro mastro e borbottò: «Ciò, ma no i xe giornalisti? Che i scriva, alora, invesse de telefonar!».
[31 marzo 2020]

Parassiti

Titolo a tutta pagina, in prima, sul Giornale: «Il virologo Crisanti: “Errore isolare a casa i positivi”». Errore definire Crisanti virologo: è un parassitologo. Fra i virus e le zanzare permane una certa differenza.
[30 marzo 2020]


Clausura
Lettera con consigli anticoronavirus sulla prima pagina del Fatto Quotidiano, pervenuta da suor Anastasia di Gesù, monaca di clausura in contatto con le Poste italiane o con Internet, oltre che con il Nazareno: «Pregate anche cucinando, fumando e facendo l’amore». Può riuscirci solo Mandrake.
[28 marzo 2020]

Pendolarismo
Prima pagina dell’Osservatore Romano. «Pendolari tra eremo e città», di Maurizio Gronchi: «Nuovo pendolarismo può significare frequentare di più lo spazio – spesso disabitato – dei sentimenti, dei pensieri, delle narrazioni». Aggiorno la mia autodichiarazione ai sensi degli artt. 46 e 47 D.P.R. n. 445/2000: «Dichiara sotto la propria responsabilità che lo spostamento è iniziato da Sentimenti con destinazione Narrazioni».
[30 marzo 2020]


Distanze
Dal sito del Fatto Quotidiano: «Coronavirus, ecco i comportamenti sessuali corretti secondo il Guardian: “Sì al sesso sicuro. No all’anilingus”». È ufficiale: il famoso distanziamento sociale è una misura da culo.
[28 marzo 2020]

Pandemia
Stefania Battistini, inviata del Tg1 ad Alzano Lombardo, nell’edizione delle ore 20 conclude lodando «un sindaco che da cinque settimane lotta contro una pandemia mondiale». Si attende con fiducia che ritorni nazionale, regionale, provinciale o, tutt’al più, comunale.
[28 marzo 2020]

Domande
Il Fatto Quotidiano a pagina 9 irride Maria Teresa Meli del Corriere della Sera per «un avveniristico caso di intervista palindroma». Infatti ha posto a Pier Ferdinando Casini, in vena di dare consigli, le seguenti domande (4 su 6) in sequenza: «Quali?». «Un altro consiglio?». «Altri suggerimenti?». «C’è un ultimo suggerimento che vorrebbe dare?». Poi a pagina 16 pubblica un’intervista con Pino Strabioli basata su questi 12 ficcanti quesiti: «Non è il solo». «Fa le pulizie?». «Quindi?». «Fondamentale». «Che succede?». «Legge?». «E...». «Film?». «Allora musica...». «Attività fisica?». «Scoperte?». «È già qualcosa...». Ci pensa Strabioli a tirare le conclusioni: «Va bene, non è un granché, ma è qualcosa!».
[28 marzo 2020]


Preghiere
Dal sito di Repubblica: «Il Papa prega per il coronavirus». Così può dilagare più veloce.
[27 marzo 2020]


Gay
Da Anteprima: «Judy Garland era gay, suo padre era gay, quattro dei suoi cinque mariti erano gay [Sette]». Chissà come fece a nascere.
[26 marzo 2020]


Tampax
Il principe Carlo è positivo al coronavirus. Di certo non gliel’ha attaccato sua madre. Dagospia dettaglia: «La moglie Camilla è risultata negativa al tampone». Anche al tampax.
[26 marzo 2020]


Omnia Monda mundis
Per annunciare ai lettori la sospensione delle pubblicazioni su carta, il direttore dell’Osservatore Romano, Andrea Monda, scrive un accorato editoriale che si conclude con le seguenti parole: «Rendere operose le nostre mani». Il famoso «atto intrinsecamente e gravemente disordinato» di cui parla il catechismo.
[26 marzo 2020]


Ballatoio
Sul Fatto Quotidiano leggo questo titolo: «Modello Codogno: ora tracciare malati “strada per strada”». Ma non dovevano stare chiusi in casa? Infatti nel testo il virologo Massimo Galli dice: «Dovremmo utilizzare il metodo del porta a porta». Già sperimentato da Bruno Vespa. (Quindi, semmai, si tratterebbe di tracciare i malati scala per scala. Informazione da ballatoio).
[25 marzo 2020]


Morti
Nel 2019 in Italia sono morte, in media, 1.772 persone al giorno (fonte: Istat). Sabato scorso in Italia sono morte di coronavirus 793 persone (fonte: i giornali), record negativo dall’inizio della pandemia. Ma quale sarà stato sabato scorso in Italia il numero complessivo dei decessi per le più disparate cause? Se qualcuno - magari i giornalisti - non lo rileva, si fatica a comprendere la portata della tragedia.
[23 marzo 2020]


Malattia
Occhiello letto oggi nel titolo di un quotidiano del Nord: «Aveva solo 61 anni e si è spento per una brutta malattia». Sarà bello il coronavirus.
[20 marzo 2020]


 

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